                    m_amte.MASE.UDCM DECRETI MINISTRO.R.0000211.10-07-2026




 Il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica
      VISTA la legge 8 luglio 1986, n. 349, che ha istituito il Ministero dell’ambiente e ne ha definito
le funzioni;
      VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
      VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019, n. 97;
      VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 luglio 2021, n. 128;
      VISTO il decreto ministeriale 24 dicembre 2019, n. 363;
      VISTO il decreto ministeriale 10 novembre 2021, n. 458
      VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20;
      VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i.;
      VISTA la legge 15 luglio 2002, n. 145;
      VISTO il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150;
      VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286;
      VISTA la Legge 6 novembre 2012, n. 190;
      VISTO il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;
      VISTA la legge 31 dicembre 2009, n. 196;
      VISTO il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279;
      VISTA la legge 29 dicembre 2022, n. 197;
      VISTO il decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze 30 dicembre 2022;
      VISTA la legge 30 dicembre 2023, n. 213;
      VISTO il decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze 29 dicembre 2023;
      VISTO il decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22 recante “Disposizioni urgenti in materia di
riordino delle attribuzioni dei Ministeri”, e, in particolare, gli articoli 2 (Ministero della transizione
ecologica), 3 (Disposizioni transitorie concernenti il Ministero della transizione ecologica) e 4
(Comitato interministeriale per la transizione ecologica);
      VISTO il decreto Legge 11 novembre 2022, n. 173, recante “Disposizioni urgenti in materia
di riordino delle attribuzioni dei Ministeri”, e, in particolare, l’articolo 4, comma 1, che dispone che
il “Ministero della transizione ecologica” è ridenominato “Ministero dell’ambiente e della sicurezza
energetica” e il comma 3 del medesimo articolo che dispone che le denominazioni «Ministro
dell'ambiente e della sicurezza energetica» e «Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica»
sostituiscono, a ogni effetto e ovunque presenti, le denominazioni «Ministro della transizione
ecologica» e «Ministero della transizione ecologica»”;
        VISTO il decreto del Presidente della Repubblica in data 14 novembre 2022, con il quale
l’On.le Gilberto Pichetto Fratin è stato nominato Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica;
       VISTO il decreto del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica del 23 gennaio
2025, n. 26, di adozione dell’Atto di indirizzo sulle priorità politiche per l’anno 2025 e il triennio
2025-2027, ammesso alla registrazione della Corte dei Conti il 5 febbraio 2025 al n. 329;
       VISTA la Direttiva generale per l’indirizzo e per lo svolgimento dell’azione amministrativa
e la gestione del Ministero per l’anno 2025, emanata dal Ministro dell’Ambiente e della sicurezza
energetica con decreto ministeriale del 7 marzo 2025, n. 65 ammesso alla registrazione della Corte
dei conti il 31 marzo 2025 al n. 1209;
      VISTE le Note Integrative alla legge di bilancio 2025-2027 e le Note Integrative al
Rendiconto 2025;
       VISTE le Linee guida nn. 1/2017, 2/2017, 3/2018 e 5/2019, per la Relazione annuale sulla
performance dei Ministeri, adottate dal Dipartimento della Funzione Pubblica;
         VISTO il decreto del Ministro 03 febbraio 2025, n. 36, di adozione del Piano integrato di
attività e organizzazione 2025-2027, registrato dalla Corte dei conti in data 02 aprile 2025 al n. 1227,
così come modificato dal decreto del Ministro 30 dicembre 2025 n. 478, registrato dalla Corte dei
conti in data 09 aprile 2026 al n. 404;
        VISTO il decreto ministeriale 31 dicembre 2024, n. 460, registrato dalla Corte dei conti in
data 21 febbraio 2025 al n. 553, con il quale è sato adottato il Sistema di Misurazione e valutazione
della performance;
        VISTO il decreto legge 9 giugno 2021 n. 80 convertito, con modificazioni, dalla Legge 6
agosto 2021, n. 113, con il quale, tra l’altro, è stata istituita la struttura Dipartimentale di missione
per il PNRR;
       CONSIDERATO che, ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,
le amministrazioni pubbliche redigono e pubblicano sul sito istituzionale ogni anno, entro il 30
giugno, la Relazione annuale sulla performance, che è approvata dall'Organo di indirizzo politico-
amministrativo e validata dall'Organismo di valutazione;

                                              DECRETA

                                            Articolo 1
                         (Approvazione della Relazione sulla Performance)


1.    Ai sensi e per gli effetti degli articoli 10 e 15 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e
successive modificazioni, è approvata la Relazione sulla Performance per l’anno 2025 del Ministero
dell’ambiente e della sicurezza energetica, allegata al presente decreto, di cui costituisce parte
integrante.
2.    La relazione di cui al comma 1 è trasmessa, in ottemperanza a quanto disposto dall’articolo 14,
comma 4, lettera c), del citato decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e successive modificazioni,
all’Organismo Indipendente di Valutazione della Performance per la prevista validazione.
3.    Il presente decreto sarà pubblicato sul sito istituzionale del Ministero.



                                                             Gilberto Pichetto Fratin
                                                                         GILBERTO PICHETTO FRATIN
                                                                         Ministero dell'Ambiente e della
                                                                         Sicurezza Energetica
                                                                         ministro
                                                                         10.07.2026 20:11:58 GMT+02:00
                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                              Relazione sulla performance 2025




  Relazione sulla
 performance 2025
(art. 10, comma 1, lettera b, del D. Lgs. n. 150/2009)
                                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                          Relazione sulla performance 2025

SOMMARIO
Premessa .............................................................................................................................. 4
1. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ...................................................... 5
2. I principali risultati raggiunti ............................................................................................. 5
      •      Energia e sicurezza energetica ................................................................................ 6
      •      Produzione e consumo sostenibili ......................................................................... 34
      •      Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile ...................................................... 38
      •      Rifiuti ed economia circolare................................................................................. 39
      •      Tutela della biodiversità terrestre e marina ............................................................ 50
      •      Politiche climatiche e inquinamento atmosferico ................................................... 65
      •      Attività e Cooperazione internazionali ................................................................... 67
      •      Tutela della biodiversità ........................................................................................ 79
      •      Dissesto idrogeologico .......................................................................................... 84
      •      Autorità distrettuali e Pianificazione di bacino ....................................................... 88
      •      Fondo per il contrasto al consumo di suolo ............................................................ 90
      •      Direttiva sul monitoraggio dei suoli ....................................................................... 91
      •      Informazione geografica ....................................................................................... 91
      •      Osservatori permanenti sugli utilizzi idrici ............................................................ 92
      •      Fognatura e depurazione ....................................................................................... 94
      •      Direttiva 2024/3019 sulle acque reflue urbane ........................................................ 95
      •      PNRR M2C4 Intervento 4.4 .................................................................................. 95
      •      Tutela delle acque superficiali e sotterranee e contrasto all’inquinamento chimico .. 96
      •      Attività internazionale in tema di acque ................................................................. 96
      •      Siti di Interesse Nazionale .................................................................................... 97
      •      Informazione ed educazione ambientale ............................................................... 98
      •      Digitalizzazione e informatizzazione ..................................................................... 98
3. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ..................................................................... 100
      •      Gli obiettivi conseguiti nel 2025 ........................................................................... 101
      •      REPowerEU (M7) .............................................................................................. 103
4. Analisi del contesto e delle risorse .................................................................................. 103
   4.1. Il contesto esterno ................................................................................................... 103
   4.2. Il contesto interno e lo stato delle risorse .................................................................. 104
      4.2.1. Stato delle risorse umane – Il personale .............................................................. 111




                                                                   2
                                                                       Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                        Relazione sulla performance 2025

      4.2.2. Stato delle risorse intangibili: benessere organizzativo, pari opportunità ............. 114
      4.2.3. Stato delle risorse economico-finanziarie ........................................................... 123
   4.3 Gli enti vigilati ......................................................................................................... 132
5. Misurazione e valutazione della performance organizzativa ............................................ 136
   5.1 Risultati relativi agli obiettivi triennali e annuali ........................................................ 136
   5.2. Performance organizzativa complessiva ................................................................... 138
6. Misurazione e valutazione degli obiettivi individuali ....................................................... 139
7. Il processo di misurazione e valutazione ......................................................................... 139




                                                                  3
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                          Relazione sulla performance 2025

Premessa
     La Relazione chiude il ciclo della performance per l’anno 2025 e rappresenta il consuntivo dei
seguenti documenti programmatici:
     Atto di indirizzo che individua le priorità politiche dell’Amministrazione per il triennio 2025 –2027,
     emanato in data 23 gennaio 2025, n. 26;
     Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione, di definizione gli obiettivi operativi,
     nonché di miglioramento, di competenza dei Centri di Responsabilità amministrativa, adottata con
     decreto ministeriale 7 marzo 2025, n. 65;
     Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2025-2027 adottato con decreto ministeriale
     03 febbraio 2025, n. 36, così come aggiornato ed integrato con decreto ministeriale 30 dicembre
     2025 n. 478, relativamente alla sottosezione 2.2 – Performance e alla sottosezione 3.3 Piano
     Triennale dei fabbisogni di personale.
      Il presente documento è stato redatto nel rispetto delle indicazioni contenute nell’articolo 10,
comma 1, lettera b), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (nel testo ampiamente modificato dal
D. Lgs. n. 74/2017), e tenuto conto, delle indicazioni fornite dal Dipartimento della Funzione Pubblica,
con le sue Linee Guida nn. 1/2017, 2/2017, 3/2018, 4/2019 e 5/2019.




                                                     4
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

1. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
      Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (di seguito MASE), organo di Governo
preposto all’attuazione della politica ambientale, è stato istituito per la prima volta nel 1986 e ha subito
nel corso degli anni diverse ridenominazioni integrazioni di funzioni. Oggi le materie di competenza del
MASE sono:
      • tutela della biodiversità, degli ecosistemi e del patrimonio marino-costiero;
      • salvaguardia del territorio e delle acque;
      • politiche di contrasto al cambiamento climatico e al surriscaldamento globale;
      • sviluppo sostenibile, efficienza energetica ed economia circolare;
      • gestione integrata del ciclo dei rifiuti, bonifica dei Siti d’interesse nazionale (SIN);
      • valutazione ambientale delle opere strategiche;
      • contrasto all’inquinamento atmosferico-acustico-elettromagnetico e dei rischi che derivano da
         prodotti chimici e organismi geneticamente modificati;
      • competenze in materia energetica sul piano nazionale e internazionale.
      In particolare, con il Decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173, convertito con modificazioni dalla
L. 16 dicembre 2022, n. 204 (in G.U. 04/01/2023, n. 3) sono state ulteriormente riordinate le funzioni
del Dicastero e sono stati attribuiti i compiti in materia di sviluppo sostenibile, sicurezza energetica, tutela
dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema come dettagliatamente riportato nell’art. 4, fermo restando
le competenze riservate alla Presidenza del Consiglio del Ministri.
      Il Ministero svolge anche un ruolo di indirizzo e vigilanza sulle attività dell’Istituto Superiore per la
Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dei parchi nazionali e delle aree marine protette. Promuove
le buone pratiche ambientali, la mobilità sostenibile e la rigenerazione urbana secondo criteri di
sostenibilità. Si occupa della promozione dell’educazione ambientale nelle scuole. Il MASE si avvale della
collaborazione delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera e del Comando unità forestali, ambientali e
agroalimentari dei Carabinieri (🔗link).
       L’azione del Ministero è focalizzata su tematiche dalle implicazioni oltre che ambientali ed
energetiche, anche sociali, economiche, distributive e politiche, come la sicurezza energetica,
l’inquinamento e i cambiamenti climatici, la desertificazione e l’esaurimento delle risorse naturali,
soprattutto dell’acqua, la perdita di biodiversità e l’impoverimento degli ecosistemi terrestri e marini,
l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

2. I principali risultati raggiunti
      Nell’anno 2025, il Ministero, per l’espletamento dei compiti ad esso demandati, è articolato in tre
dipartimenti oltre all’Unità di missione per il PNRR prevista dall’articolo 17, comma 17-sexies, del
decreto-legge n. 80 del 2021.
      Al fine di coordinare le politiche previste dal PNRR, il MASE nel corso del 2025 ha continuato a
dare attuazione al Piano per la transizione ecologica quale sfida che l’Unione europea, a partire dal Green
Deal europeo, ha lanciato al mondo: garantire una crescita che tuteli salute, sostenibilità e prosperità del
pianeta attraverso una serie di importanti misure sociali, ambientali, economiche e politiche. L’attuazione
del PNRR costituisce una priorità per il Ministero in quanto la rivoluzione verde e la transizione ecologica
sono una delle missioni più rilevanti dell’intero Piano di Ripresa e Resilienza Nazionale. Anche nel 2025
continua ad essere necessario garantire l’immediata e puntuale attuazione del PNRR anche assicurando
le necessarie interlocuzioni con le altre Amministrazioni centrali e con gli Enti territoriali coinvolti.




                                                       5
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

     Di seguito, sono evidenziate le principali attività perseguite nel corso dell’anno 2025, fornendo
una panoramica completa dell’azione svolta dal Ministero nell’affrontare temi e fenomeni di elevata
complessità.

•   Energia e sicurezza energetica


       Nel 2025 è stata prodotta la “Relazione sulla situazione energetica nazionale”, un documento di
natura consuntiva che illustra l’andamento del settore energetico nell’anno di riferimento. Nella Relazione
vengono analizzati i principali eventi che nel corso dell’anno precedente 2024 hanno caratterizzato il
settore energetico: l’evoluzione del mercato internazionale dei principali prodotti (petrolio, gas, carbone
e fonti rinnovabili), il quadro nazionale (la domanda e l’offerta di energia in Italia con un dettaglio sulle
singole fonti energetiche), gli impieghi finali dei diversi settori (con un particolare riferimento all’energia
nel settore dei trasporti), gli usi energetici delle famiglie e le spese sostenute, i prezzi dell’energia elettrica
e del gas per le famiglie e le imprese e dei principali prodotti (carburanti), le misure per l’efficienza
energetica, il valore aggiunto del settore energetico e le imposte sugli usi dell’energia. Nella Relazione
2025 relativa al 2024 sono inoltre state presentate tre monografie “Gli aspetti macroeconomici e
ambientali delle strategie di decarbonizzazione dei portafogli finanziari”, “andamento del settore
domestico di energia elettrica e di gas naturale”, “Povertà energetica: sviluppi recenti in UE e in Italia”.
      Come di consueto, anche nel corso del 2025 il MASE ha curato la definizione della posizione
nazionale sulle normative in materia di energia in corso di approvazione da parte dei co-legislatori UE e
la promozione di tale posizione in sede legislativa, in stretta collaborazione con la Rappresentanza
Permanente italiana presso la UE. In particolare, il MASE ha curato la posizione dell’Italia nel corso del
negoziato sul Regolamento relativo all’abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo e alla
preparazione dell’abbandono graduale delle importazioni di petrolio russo, al miglioramento del
monitoraggio delle potenziali dipendenze energetiche e recante modifica del regolamento (UE)
2017/1938 (REPowerEU), su cui è stato raggiunto l’orientamento generale al Consiglio energia del 20
ottobre 2025, e che è stato infine pubblicato in GUUE il 2-02-2026 (Regolamento 2026/261).
       Il MASE ha curato anche la posizione dell’Italia nel corso del negoziato sul Regolamento che
modifica il regolamento (UE) 2017/1938 per quanto riguarda il ruolo dello stoccaggio del gas
nell’assicurare l’approvvigionamento di gas prima della stagione invernale, che è stato infine pubblicato
in GUUE il 10-09-2025 (Regolamento 2025/1733).
       Inoltre, il MASE ha curato la posizione dell’Italia nel corso del negoziato sul Pacchetto QFP. E’
stato negoziato anche il nuovo Regolamento che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa (CEF)
per il periodo 2028-2034, modifica il regolamento (UE) 2024/1679 e abroga il regolamento (UE)
2021/1153 con particolare riferimento agli aspetti relativi al settore energia. Su questo Regolamento è
stato raggiunto l’orientamento generale parziale (con esclusione delle disposizioni finanziarie) al Consiglio
energia del 15 dicembre 2025. Come di consueto,
       Infine, il MASE ha curato la posizione dell’Italia nel corso del negoziato sul Regolamento di
esecuzione del Regolamento NZIA, che specifica i criteri di preselezione e aggiudicazione delle aste per
la diffusione dell'energia da fonti rinnovabili, nell’ambito del Comitato “Energy Union”, che è stato
pubblicato in GUUE il 18-06-2025 (Regolamento 2025/1176).
       Con riferimento alle attività di rilevanza europea, il MASE ha partecipato al processo di definizione
della nuova lista (biennale) dei Progetti di Interesse Comune (PCI) e dei Progetti di Interesse Reciproco
(PMI) ai sensi del Regolamento UE 2022/869 (cd. TEN-E). La lista è stata adottata dalla Commissione
europea il 1° dicembre 2025 con Regolamento delegato UE 2026/764 pubblicato in GUUE il 9-04-2026.




                                                        6
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

Inoltre, il MASE ha assicurato la partecipazione italiana ai gruppi di coordinamento Cef-Energia e al
Cross Border- Renewable energy sources (Cb-Res) per l’assegnazione dei finanziamenti Cef energia e
Cb-res per l’annualità 2025, nonché per supportare i promoter per ottenere lo status di CB-RES ed essere
inseriti nella relativa lista.
        Nel corso del 2025, sono state attivate varie relazioni bilaterali, che hanno portato in alcuni casi
anche alla stipula di Memorandum of Understanding, con il Paese interessato. Con il Montenegro, a
seguito delle riunioni tecniche (che hanno coinvolto la DGMIE e l’ufficio DIE-INT) che si sono
susseguite in Italia e Montenegro nell’anno precedente, è stato firmato a Roma a settembre 2025 il
Memorandum of Understanding sui “Principi e obiettivi dell'integrazione del mercato elettrico tra Italia
e Montenegro” quale cornice istituzionale allo sviluppo del Progetto di accoppiamento (Market coupling)
del mercato elettrico tra Italia e Montenegro. Il MoU intende sostenere l'integrazione del mercato
dell'energia elettrica montenegrina nel mercato europeo nonché quello di promuovere lo scambio di
conoscenze tra i soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto di integrazione dei mercati al fine di
stabilire una cooperazione efficace e stabile. Con la Svizzera si è tenuta la consueta riunione tecnica, a
livello di direttore generali, del Dialogo Energetico Italia-Svizzera, ospitata dalla delegazione Svizzera a
Ginevra il 28 gennaio. Per conto dell’Italia ha partecipato il DG della DGMIE in collaborazione con
l’ufficio DIE-INT. Nel corso dell’anno si sono tenute ulteriori riunioni ed incontri ma in modalità virtuali
(fra le quali quella tenutasi il 16 ottobre 2025).
       Nel 2024 la persistenza della guerra tra Russia e Ucraina ha determinato la necessità di fronteggiare
le ripercussioni derivanti dall’interruzione dei flussi di gas dalla Russia, la cui portata nel 2021 era di circa
il 40% del fabbisogno nazionale di gas naturale. Infatti, il 31 dicembre 2024 il contratto di transito
quinquennale tra Gazprom (Russia) e Naftogaz (Ucraina) scadeva e nel 2025 non è stato rinnovato,
portando all'interruzione del passaggio di gas russo attraverso l'Ucraina verso l'Europa. Dato tale stato
di cose, sono state messe in atto una serie di iniziative volte ad assicurare un elevato grado di riempimento
degli stoccaggi nazionali, nonché a massimizzare le importazioni dai punti di importazione da Sud.
       Considerata la necessità di sostituire le importazioni del gas russo e al fine di garantire la sicurezza
del sistema energetico sono state qualificate come infrastrutture energetiche strategiche gli ulteriori
impianti di rigassificazione. L’incremento della capacità di rigassificazione nazionale mediante unità
galleggianti di stoccaggio e di rigassificazione da allacciare alla rete di trasporto ha, pertanto, contribuito
al consolidamento della sicurezza energetica nazionale.
       A tale ultimo proposito è opportuno ricordare che ad oggi in Italia si contano i seguenti
rigassificatori: rigassificatore offshore “Adriatic LNG”, collocato a circa 15 km al largo della provincia di
Rovigo, il terminale di Panigaglia della società GNL Italia S.p.A., in provincia di La Spezia, e il terminale
di rigassificazione “Olt offshore LNG Toscana”, al largo del Mar Tirreno, attualmente attivi; l’unità di
stoccaggio e di rigassificazione galleggiante “FSRU Italis LNG”, sita al largo di Piombino e operativa da
luglio 2023, della capacità di cinque miliardi di metri cubi annui, e delle relative opere connesse al fine di
consentirne il collegamento alla rete dei gasdotti nazionale; infine, l’unità di stoccaggio e di
rigassificazione galleggiante “BW Singapore”, al largo di Ravenna, entrata in esercizio a maggio 2025. Tra
le ulteriori iniziative intraprese, al fine di garantire il completamento degli impianti di rigassificazione già
programmati, nonché la realizzazione di nuovi progetti onshore e offshore per l’incremento della capacità
di rigassificazione nazionale e, quindi, la sicurezza della continuità degli approvvigionamenti, rileva quanto
stabilisce il comma 2 dell’articolo 2 del decreto legge 181/2023 che “con lo scopo di perseguire la
flessibilità delle fonti di approvvigionamento del gas naturale e le esigenze di sicurezza energetica
nazionale, stabilisce che le opere finalizzate alla costruzione e all’esercizio di terminali di rigassificazione
di gas naturale liquefatto onshore, nonché le connesse infrastrutture, per le quali alla data di entrata in




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vigore della norma medesima sia stato rilasciato il provvedimento autorizzatorio, costituiscono interventi
strategici di pubblica utilità, indifferibili e urgenti”.
      Parallelamente, il potenziamento della Linea Adriatica si pone come principale obiettivo la
rimozione degli attuali limiti infrastrutturali di trasporto lungo la direttrice Sud-Nord, in modo da creare
capacità funzionale a nuove fonti di approvvigionamento o ad un incremento di quelle esistenti, al
contempo migliorando l’affidabilità del servizio, aumentando la robustezza e la flessibilità del sistema di
trasporto, con benefici in termini di concorrenza e competitività, oltre che di sicurezza in caso di
indisponibilità totale o parziale della linea tirrenica.
       L’insieme di queste misure ha consentito una totale emancipazione dalle forniture russe.
       Per quanto riguarda lo stoccaggio di gas, inoltre, è stato emanato l’annuale decreto ministeriale
(D.M. 25 marzo 2025) per l’allocazione della capacità disponibile di stoccaggio che ha previsto, tra le altre,
anche misure per garantire un’ottimizzazione dello stesso servizio di stoccaggio durante l’inverno con
“iniezioni virtuali” in controflusso. La campagna estiva di riempimento ha raggiunto un livello pari al
95% al 31 ottobre 2025, con circa 18,2 miliardi di metri cubi stoccati (compresi i 4,8 di stoccaggio
strategico).
     In tema CCUS, nel corso del 2025 è stato completato lo studio previsto dal Decreto-legge 9
dicembre 2023, n. 181 art.7 commi 3, convertito con modificazioni dalla legge 2 febbraio 2024, n.11.,
propedeutico a:
      a) effettuare la ricognizione della normativa vigente relativa alla filiera carbon capture utilization
and storage (CCUS), nell’ottica di delineare un quadro di riferimento normativo funzionale all’effettivo
sviluppo della filiera stessa, anche tenendo conto delle esperienze europee e internazionali in materia;
       b) elaborare schemi di regolazione tecnico-economica dei servizi di trasporto e stoccaggio della
CO2;
      c) elaborare schemi di regole tecniche per la progettazione, la costruzione, il collaudo, l’esercizio e
la sorveglianza delle reti di trasporto, ivi incluse le reti per il trasporto della CO2 dal sito di produzione,
cattura e raccolta alle stazioni di pompaggio;
      d) effettuare analisi di fattibilità e di sostenibilità, anche sotto il profilo dei costi, dei processi di
cattura della CO2per le diverse tipologie di utenza;
      e) individuare la platea di potenziali fruitori del servizio di trasporto e stoccaggio della CO2
nell’ambito dei settori industriali hard to abate e termoelettrico;
       f) definire le modalità per la remunerazione ed eventuali meccanismi di supporto per le diverse fasi
della filiera della cattura trasporto utilizzo e stoccaggio della CO2.
       Lo studio, pubblicato nell’agosto 2025, fornisce un’analisi dettagliata della normativa esistente in
materia CCUS a livello nazionale e in altri stati, l'analisi dei costi della filiera, la mappatura dei potenziali
utilizzatori, nonché l’analisi preliminare di alcune potenziali linee evolutive del quadro normativo,
regolatorio e di incentivazione per il settore.
        Tenuto conto delle risultanze del citato studio e considerato che l’attuale quadro legislativo
nazionale presenta dei vuoti normativo-regolatori funzionali allo sviluppo di una filiera nazionale in
materia di CCUS, nel corso del 2025 è stato predisposto un disegno di legge ad hoc necessario colmarli
e a disciplinare i principi e i criteri direttivi che consentiranno, al legislatore delegato, l’istituzione e
l’implementazione della filiera nazionale della CCUS quale ulteriore leva di decarbonizzazione finalizzata
al contenimento delle emissioni di biossido di carbonio nel rispetto degli obiettivi nazionali ed europei.
Il citato disegno di legge sta seguendo il corso di approvazione parlamentare.




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                                                                            Relazione sulla performance 2025

      Nel 2025 è stato inoltre pubblicato il decreto 10 ottobre 2025 del Ministero dell’Ambiente e della
Sicurezza di concerto con il Ministro dell’interno, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il
Ministro della salute che definisce le regole tecniche per la realizzazione e gestione delle reti nazionali di
trasporto della CO₂ funzionali al conferimento al sito di stoccaggio nazionale.
      Volgendo lo sguardo agli adempimenti previsti da regolamenti europei, in tema CCUS sono state
intraprese le valutazioni ed elaborazioni relative alle disposizioni previste dall’art. 23, comma 13 del
Regolamento (UE) 2024/1735 (“Net-Zero Industry Act” – NZIA) per la definizione di sanzioni efficaci,
proporzionate e dissuasive verso i soggetti obbligati alla realizzazione, al 2030, di nuova capacità di
stoccaggio di CO₂.
       L’articolo 23, infatti, introduce specifici obblighi in materia di sviluppo della capacità di stoccaggio
geologico della CO₂ nell’Unione europea. In particolare, il comma 1 prevede che i produttori di petrolio
e gas naturale operanti nell’UE contribuiscano al raggiungimento dell’obiettivo europeo di capacità di
iniezione di CO₂ pari ad almeno 50 milioni di tonnellate annue entro il 2030, attraverso progetti di
stoccaggio geologico autorizzati. Con Decisione UE 2025/1479 del 22 maggio 2025 la capacità di
iniezione di 50 Mton/a è stata ripartita tra i produttori di olio e gas in contributi individuali calcolati
proporzionalmente alla quota delle produzioni di petrolio greggio e gas naturale dell’Unione dal 1°
gennaio 2020 al 31 dicembre 2023.
       La Decisione vede coinvolti sei operatori italiani con un obbligo cumulato di realizzazione di nuova
capacità di stoccaggio pari a 6,95 Mton/anno al 2030, pena l’erogazione di sanzioni. Infatti, il comma 13
stabilisce che gli Stati membri, entro il 30 giugno 2026, debbano introdurre un sistema sanzionatorio
efficace, proporzionato e dissuasivo per le violazioni degli obblighi previsti dal medesimo articolo.
      Nel corso del 2025 è stata assicurata una gestione efficace e tempestiva dei procedimenti
autorizzativi relativi alle infrastrutture energetiche strategiche del settore gas, garantendo continuità
amministrativa, coordinamento tra i soggetti coinvolti e rispetto delle tempistiche previste dalla normativa
vigente. Tale attività ha contribuito in maniera significativa al rafforzamento e alla modernizzazione del
sistema nazionale del gas.
     Inoltre, con il decreto interministeriale n. 61/2025, curando i rapporti di coordinamento, la Società
Terminale GNL Adriatico S.r.l., titolare dell’autorizzazione unica del terminale offshore di Porto Levante
(RO), è stata autorizzata ad aumentare la capacità di rigassificazione del terminale da 9,6 miliardi di
Smc/anno a 10,4 miliardi di Smc/anno, di cui 9,5 miliardi di Smc/anno costanti e 0,9 miliardi di
Smc/anno non costanti, con incremento del volume giornaliero massimo di gas naturale movimentabile.
       È stata inoltre completata l’istruttoria relativa al procedimento per l’autorizzazione di un deposito
di stoccaggio di GNL nel Comune di Bergeggi, nell’area portuale di Vado Ligure. Il procedimento ha
ottenuto il rilascio dell’intesa regionale e il decreto interministeriale MASE-MIT di autorizzazione unica
risulta in fase di rilascio. Il deposito, una volta realizzato, potrà stoccare 19.800 mc di GNL.
       Questi progetti seguono il percorso intrapreso dal governo italiano per un crescente investimento
per lo sviluppo dei rigassificatori di GNL, con lo scopo di differenziare l’approvvigionamento energetico
e diminuire la dipendenza dalle importazioni di gas proveniente dalla Russia.
       Per quanto concerne un focus in merito allo stoccaggio di GNL, la capacità totale di stoccaggio
per l’anno 2025, relativa alle infrastrutture disponibili per l’importazione e il deposito di GNL e in corso
di attivazione, è pari a mc. 827.500. Attualmente in Italia sono attivi cinque rigassificatori per
l'importazione e la liquefazione del GNL (Panigallia, Livorno, Porto Viro, Ravenna, Piombino). La
quantità di GNL importata nel corso dell'anno 2025 è pari a circa 20,48 miliardi di metri cubi, così divisi:
Piombino 4,23, Panigaglia 1,86, Rovigo 8,46, Olt 4,21, Ravenna 1,72.




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                                                                             Relazione sulla performance 2025

       In tale percorso si inserisce anche il cosiddetto raddoppio del Tap che consentirà di disporre di una
ulteriore capacità di import di gas dal 2026. È stato inoltre autorizzato il progetto di interconnessione
con Malta, che funzionerà in export, attraverso un nuovo gasdotto con partenza da Gela (Progetto PCI).
A questi impianti si aggiungono anche i due deposti di GNL attualmente in esercizio (Oristano Santa
Giusta e Ravenna).
      Nel settore delle infrastrutture di trasporto gas nel 2025 sono stati adottati in particolare ulteriori
provvedimenti autorizzativi su istanze SNAM riguardanti il potenziamento e l’ammodernamento delle
dorsali centro-settentrionali della rete nazionale, tra cui la Linea Adriatica:
      - il decreto direttoriale prot. n. 84115 del 6 maggio 2025 relativo all’intervento SNAM di variante
        della Centrale di compressione gas di Sulmona (Linea Adriatica), opera rientrante nel PNRR;
      - il decreto direttoriale prot. n. 95574 del 20 maggio 2025 concernente l’intervento “Nuove fibre
        ottiche a Crema” quale opera connessa a servizio della rete di metanodotti esistente;
      - il decreto direttoriale prot. n. 148284 del 5 agosto 2025 relativo alle ottimizzazioni del
        “Metanodotto Sestino–Minerbio” (Linea Adriatica), anch’esso rientrante nel PNRR.
       - il decreto direttoriale prot. N. 0000129 del 16 dicembre 2025 relativo alle ottimizzazioni
dell’adeguamento della centrale di compressione gas di Poggio Renatico.
       Nel settore oil è stato autorizzato, con decreto n. 131 del 17 dicembre 2025, l’esercizio provvisorio
delle opere di adeguamento delle strutture logistiche della Raffineria di Taranto per la movimentazione
del Greggio Tempa Rossa, autorizzate con decreto ministeriale n. 17441 del 29 marzo 2018.
       Sono stati rilasciati decreti di proroga relativi a lavori di ampliamento di depositi strategici di GPL
e oli minerali, tra cui il decreto ministeriale n. 32 del 29 ottobre 2025 relativo al deposito di Ardea (RM)
e il decreto ministeriale n. 88 del 5 dicembre 2025 relativo al deposito di Atina.
       Nell’ambito delle attività di monitoraggio infrastrutturale sono state altresì concluse n. 10 istruttorie
finali di accertamento della spesa ai sensi della legge n. 784/1980 relative ad opere di metanizzazione del
Mezzogiorno, con trasmissione al MEF di importi da erogare superiori a 6,4 milioni di euro.
     Con riguardo alla sicurezza del sistema elettrico nazionale, nel 2025 si registra una potenza
complessivamente installata di circa 153.271 MW.
       Per quanto riguarda il settore elettrico, il Ministero ha continuato ad operare per garantire al Paese
infrastrutture energetiche resilienti e funzionali alla raccolta dell’energia da fonti rinnovabile, tramite lo
sviluppo della Rete di trasmissione nazionale (RTN) e le attività di incentivo delle opere delle reti di
distribuzione.
       Nel mese di aprile 2025 il Ministero ha approvato il piano di sviluppo di Terna 2023 che prevede
nell’orizzonte decennale di riferimento 2023 – 2032, un valore complessivo di circa 21 Mld €.
L’impostazione del piano è volta ad imprimere un’ulteriore accelerazione agli investimenti più importanti
e di maggiore utilità per il sistema elettrico in funzione degli obiettivi sopra indicati, sulla base delle
evoluzioni del settore energetico prospettate nel documento di scenario predisposto da Terna (DDS
2022). Sempre nel 2025 è stata avviata quindi l’istruttoria del nuovo piano di sviluppo della rete 2025, che
prevede sull’orizzonte 2025-2034 investimenti per 23 miliardi, funzionali agli obiettivi di riduzione delle
congestioni interne e di incremento della capacità di trasmissione intrazonale e interzonale per una
maggiore capacità di integrazione dell’energia rinnovabile e di sviluppo delle interconnessioni con l’estero.
     In tal direzione è andata tutta l’attività autorizzativa del Ministero, che nel 2025 ha avviato i
procedimenti sia di rilevanti progetti di sviluppo della RTN (tra cui progetti quali il collegamento elettrico
380 kV “SE Montecorvino – SE Benevento III”, rientrante tra le opere RTN attuative del PNIEC, il




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collegamento Elettrico 380 kV “SE Caracoli – SE Ciminna”, il progetto “Central Link” (Ricostruzione
della linea esistente con miglioramento delle prestazioni di esercizio dell’esistente dorsale 220 kV SE
Santa Barbara - SE Villavalle), il progetto “Sardinian Link (Ricostruzione della linea esistente con
miglioramento delle prestazioni di esercizio dell'esistente dorsale 220 kV SE Codrongianos - SE Oristano
- SE Sulcis - SE Villasor 1 - SE Selargius"), sia di progetti di interconnessione con altri Stati (quali “HVDC
GRITA 2”, che affiancherà l’esistente collegamento HVDC tra Italia e Grecia (GRITA) al fine di
consentire una maggiore integrazione di generazione da Fonte Rinnovabile Non Programmabile, attesa
nei prossimi anni in Italia e Grecia, nonché di incrementare la capacità di trasporto verso la Grecia ed i
paesi UE confinanti), il cui sviluppo è tra gli obiettivi precipui del PNIEC 2024
       .In merito alle opere RTN, nel 2025 questo Ministero ha autorizzato una serie di interventi con
l’obiettivo di incrementare la qualità del servizio elettrico e il rafforzamento e la sicurezza della rete. A tal
fine nel 2025 sono stati emanati 33 decreti autorizzativi di infrastrutture appartenenti alla RTN, tra cui si
segnalano per rilevanza:
       - l’intervento di “Razionalizzazione rete 380 kV - Brianza Ovest", nei comuni di Barlassina, Cesano
Maderno, Seveso, Ceriano Laghetto, Cogliate in provincia di Monza-Brianza, in Regione Lombardia, che
costituisce la prima parte del più ampio intervento indicato nel Piano di Sviluppo RTN come “Intervento
165-P: Razionalizzazione rete 380 kV 11 Brianza” e consiste nell’ottimizzazione della porzione Ovest
della rete 380 kV e 220 kV, con il fine di consentire una migliore gestione dei transiti di energia,
incrementando la qualità del servizio elettrico nell’area;
      -la realizzazione della “Nuova stazione 380/220/132 kV Volpago e riassetto rete”, nei comuni di
Volpago del Montello, Giavera del Montello, Trevignano, Ponzano Veneto, Povegliano, Paese, in
provincia di Treviso, e nei comuni di Scorzè e Noale, in provincia di Venezia, Regione Veneto, facente
parte degli interventi indicati nel Piano di Sviluppo RTN come necessari per incrementare i ridotti
margini di sicurezza di esercizio e l’inadeguata capacità di trasporto delle porzioni di rete 220 kV tra i
nodi di Soverzene e Scorzè e la rete 132 kV tra i nodi di Polpet, Cordignano, Scorzè e Venezia Nord.
      Per quanto concerne gli impianti di produzione di competenza statale, con riguardo alle BESS,
questo Ministero nel 2025 ha emanato 69 decreti di autorizzazione di impianti di accumulo elettrochimico.
La maggior parte di tali autorizzazioni sono state utili per garantire un alto tasso di partecipazione alla
prima asta MACSE che si è svolta il 30 settembre 2025. Tale asta, anche grazie all’elevato numero di
autorizzazioni rilasciata da questa Direzione, si è conclusa con un grande successo per il Ministero, in
quanto l’alto numero dei partecipanti ha consentito di raggiungere un prezzo fortemente competitivo
con grandi benefici per il sistema elettrico.
       Inoltre, si è proseguito sullo sviluppo e implementazione del portale “Permitting”, andato on line
sul sito istituzionale del MASE il 2 dicembre 2024. Come noto, il portale è una nuova piattaforma digitale
dedicata alla gestione dei procedimenti di Autorizzazione Unica in ambito energetico, tramite il quale è
stato integralmente digitalizzato il processo di acquisizione e lavorazione delle istanze sui procedimenti
di competenza del Ministero per il rilascio dei titoli abilitativi in ambito bess.
      Per quanto riguarda invece lo sviluppo degli impianti FER di competenza statale, nel 2025 si è
svolta l’istruttoria preliminare di 2 istanze di autorizzazione unica riguardanti rispettivamente impianti fer
on-shore di competenza statale e impianto eolico offshore.
      Si sta inoltre fattivamente collaborando con il Comitato tecnico per la pianificazione dello spazio
marittimo per l’approvazione dello studio preliminare per individuare le aree idonee per le rinnovabili a
mare, ad oggi in valutazione da parte del tavolo tecnico di riferimento presso il Comitato.




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                                                                            Relazione sulla performance 2025

      In corso la finalizzazione dell’Accordo, ai sensi dell’art. 15 della L. n. 241/1990, con ISPRA per la
predisposizione del Piano delle aree di accelerazione a mare per gli impianti FER, previsto dall’articolo
12 del decreto legislativo n. 190/2024.
       Per quanto riguarda invece gli obiettivi connessi allo sviluppo della SUER e dei modelli unici, come
previsti dal decreto legislativo 199/2021 e confermati dal decreto legislativo 190/2024, con DM dell’11
dicembre 2025 sono stati adottati i modelli unici per le procedure di autorizzazione per la costruzione e
l’esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
       E’ stato predisposto il Decreto legislativo 26 novembre 2025, n. 178, recante “Disposizioni
integrative e correttive al decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190, recante disciplina dei regimi
amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in attuazione dell'articolo 26, commi 4 e
5, lettere b) e d), della legge 5 agosto 2022, n. 118".
       Da ultimo, sempre in riferimento alla disciplina riguardante gli impianti FER, è in corso la
finalizzazione degli Accordi, ai sensi dell’articolo 15 della L. n. 241/1990, con il Ministero della Cultura,
il Ministero delle Infrastrutture, il Ministero dell’Interno, il Ministero della Agricoltura, Ministero delle
Imprese e l’Agenzia del Demanio, finalizzati alla trasmissione di dati e informazioni necessarie per
implementare la Piattaforma Aree Idonee (affidata al GSE) ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del DM 320
del 17 settembre 2024, che ha istituito la stessa Piattaforma.
       Anche per le reti di distribuzione elettrica, di cui questo Ministero è ente concedente, è proseguita
nel 2025 l’attività di monitoraggio degli obblighi dei concessionari. Inoltre, grande rilevanza ha la
previsione normativa di cui alla legge n. 207/2024 (art.1. co. 50-53) in cui si stabilisce che il rinnovo della
concessione di distribuzione di energia elettrica è subordinato alla presentazione di piani straordinari
finalizzati anche al rafforzamento della resilienza delle reti.
       Con riferimento alle previsioni della legge n. 207/2024 (art. 1 co.50-53), nel 2025 è stata avviata,
sulla base della proposta dell’ARERA, l’attività per l’adozione del decreto interministeriale (MASE e
MEF) che, in attuazione delle predette norme, stabilisce i criteri di presentazione del piani di investimento
straordinario la cui approvazione è propedeutica alla rimodulazione delle concessioni di distribuzione
elettrica.
       Nel corso del 2025, dopo approfonditi lavori tecnici e normativi, è stato adottato il decreto
interministeriale n. 374 del 13.10.2025 di emanazione della regola tecnica per la realizzazione e gestione
delle reti di trasporto della CO₂. Tali reti costituiscono un'infrastruttura strategica per l’implementazione
di sistemi di Carbon Capture and Storage (CCS), necessari per la riduzione delle emissioni climalteranti
nei settori cosiddetti hard-to-abate, ossia quei comparti industriali ad alte emissioni per i quali non sono
attualmente disponibili soluzioni di decarbonizzazione diretta tecnicamente ed economicamente
sostenibili.
       Sono stati inoltre adottati i Decreti di designazione del Comitato CCS e della relativa Segreteria
tecnica n. 248 del 4.09.2025, registrati alla Corte dei Conti il 15.10.2025 con n. 2538 e il decreto
MASE/MEF n. 168 del 4.07.2025, registrato alla Corte dei Conti il 25.07.2025 n. 1952, di definizione dei
relativi compensi, per completare anche la Governance del settore CCS, dato che il citato Comitato, in
base al D.Lgs. 162/2011 è investito tra l’altro anche di rilasciare pareri in merito alle autorizzazioni per lo
stoccaggio di CO2, di effettuare il monitoraggio delle relative attività, etc.
       Inoltre, l’applicazione della normativa sul Golden Power ha assunto un ruolo sempre più rilevante
nel settore dell’energia, considerato strategico per la sicurezza nazionale, la resilienza delle infrastrutture
critiche e il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica.




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       Numerosi procedimenti (192 procedimenti tra notifiche e pre-notifiche, con la conferma di un
incremento del 100% rispetto al 2024). Tali procedimenti hanno riguardato operazioni nel settore
energetico, inclusi acquisizioni societarie, joint venture, modifiche dell’assetto proprietario e progetti
infrastrutturali (es. impianti di produzione da FER, reti di trasmissione o stoccaggio, terminali LNG,
impianti per l’idrogeno o la cattura della CO₂).
       Oltre al profilo di sicurezza, l’applicazione della normativa ha mostrato una crescente capacità di
agire come strumento di policy industriale, accompagnando in modo selettivo gli investimenti esteri
coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione e scoraggiando quelli non in linea con le priorità strategiche
del Paese, come definite nel PNIEC e nel PNRR, anche a seguito delle attuali criticità connesse alla
situazione geopolitica internazionale.
      Queste attività si inseriscono nel più ampio impegno del MASE per rafforzare la sicurezza
energetica nazionale, migliorare la resilienza delle infrastrutture e contribuire agli obiettivi di transizione
energetica.
       Sempre nell’ottica della sicurezza, nel corso del 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica (MASE) ha svolto un ruolo centrale quale Autorità di settore sia nell’ambito della Direttiva
NIS2 riguardante la prevenzione e gestione dei rischi per la cybersicurezza (D.lgs 138/24), sia ai fini
dell’attuazione della Direttiva CER riguardante la protezione delle infrastrutture critiche (D.lgs.
134/2024) , operando in stretto coordinamento rispettivamente con l’Agenzia per la Cybersicurezza
Nazionale (ACN) e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, al fine di individuare i soggetti del settore
energetico che dovranno adempiere agli obblighi previsti delle nuove normative settoriali sopra
richiamate.
       Si segnala inoltre che è proseguita l’attività di trasferimento delle risorse confluite nel Fondo
preordinato alla promozione di misure di sviluppo economico e all’attivazione di una social card nei
territori interessati da estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi” alle Regioni interessate (art. 3 comma 7
del decreto interministeriale MEF-MISE-(ora MASE- 25 febbraio 2016, di attuazione dell’art. 45 comma
4 della legge 23 luglio 2009, n. 99) , alimentato, annualmente, con una quota delle royalties versate dalle
società titolari di concessioni di coltivazione in relazione alle produzioni di idrocarburi registrate.
       La norma prevede che le Regioni interessate da attività estrattive destinino la quota loro spettante
alla promozione di misure di sviluppo economico o a misure con valenza sociale nei rispettivi territori. Il
trasferimento delle risorse alle Regioni avviene in esito alla sottoscrizione di accordi di Intesa tra Regione,
MASE e MEF in cui sono dettagliate le misure da attivare. Il 2025 è stato caratterizzato dal trasferimento
delle risorse confluite nel Fondo alimentato con i proventi delle royalties derivanti da produzioni registrate
nel 2024.
       Per quanto riguarda lo stoccaggio di gas, inoltre, come è stato innanzi ricordato, è stato emanato
l’annuale decreto ministeriale (D.M. 25 marzo 2025) recependo le disposizioni del recente decreto-legge
1° marzo 2022, n. 17, recante “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas
naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali” per garantire
l’ottimizzazione del servizio.
      La campagna estiva 2025 di riempimento, che ha comportato l’iniezione di cica 10,3 miliardi di
standard metri cubi di gas, ha adeguato i livelli di garanzia offerti al mercato del gas naturale e finalizzato
le condizioni di sicurezza dell’approvvigionamento necessarie in caso di crisi del sistema.
      Il quadro normativo di riferimento per il settore upstream ha subito una modifica sostanziale a
seguito dell’annullamento del Decreto Ministeriale n. 548 del 28 dicembre 2021, che concerneva
l’adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI), adottato ai




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                                                                             Relazione sulla performance 2025

sensi dell’art. 11-ter della Legge n. 12/2019. Tale annullamento è avvenuto in conseguenza di diverse
sentenze del TAR del Lazio, pubblicate a partire da febbraio 2024.
     A seguito di ciò, sono state svolte tutte le misure e le attività di competenza necessarie per gestire i
complessi seguiti amministrativi derivati dal mutato quadro normativo determinato dal venir meno del
suddetto Piano. In particolare, nel corso del 2025 sono stati emanati 62 provvedimenti di ripristino di
permessi di ricerca e istanze di permesso di ricerca di idrocarburi.
        L’Italia, impegnata a livello nazionale nel monitoraggio delle emissioni fuggitive di metano nella
filiera del gas, ha partecipato a livello UE, assieme agli altri governi degli Stati membri, al processo
legislativo di adozione del Regolamento per la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico,
che prevede sfidanti obiettivi per le attività di misurazione, monitoraggio e report delle emissioni su tutta
la filiera del gas, nonché per le attività di rilevamento e riparazione delle perdite di metano. Inoltre, - tra i
Paesi primi ad aver aderito e lanciato assieme a USA e Unione Europea l’iniziativa globale della Global
Methane Pladge – l’Italia è stata impegnata a livello internazionale nella definizione di framework
regolatori volontari per la misurazione, il monitoraggio e il report delle emissioni di metano nella filiera
di approvvigionamento del gas.
       Il Ministero, nel settore oil&gas offshore, ha proseguito nel 2025 le attività avviate, già a partire dal
2014, relative alle iniziative volte al miglioramento della sicurezza offshore ai sensi dell’articolo 35 del
decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 e in linea con quanto previsto dalla Direttiva per la sicurezza offshore
2013/30/UE recepita in Italia con D.M 145/2015 (https://unmig.mase.gov.it/clipea-sicurezza-
offshore/). Le collaborazioni avviate con Enti, Università, e Corpi dello stato hanno portato a risultati
positivi nell’ambito dei controlli e soprattutto nel miglioramento delle conoscenze in campo scientifico
per il monitoraggio delle operazioni off-shore.
      In particolare, nel 2025 si sono conclusi 9 accordi di ricerca relativi ai seguenti progetti:
       1) il progetto denominato “Test delle buone pratiche per lo studio della potenziale interazione tra
attività offshore e pericolosità naturali” – SPIN”, condotto tramite accordi di ricerca tra da Direzione e
INGV, ISMAR, Dipartimento di Fisica e Astronomia (DIFA) dell’Università di Bologna, RSE S.p.A.,
ReLUIS, EUCENTRE, con la collaborazione tecnica del Dipartimento della Protezione Civile, e
finalizzato all’applicazione e validazione del work-flow metodologico sviluppato in progetti precedenti
(buone-pratiche-HeRA-Lacinia.pdf);
        2) progetto per la sicurezza e la transizione energetica, nell’ambito dell’accordo con il Politecnico
di Torino, Environment Park e Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), finalizzato ad affrontare
le sfide che la transizione energetica propone, con particolare riferimento al sequestro e stoccaggio della
CO2 e all’introduzione dell’H2 green quale vettore energetico che consenta di ottimizzare lo sfruttamento
delle fonti rinnovabili;
       3) valutazione del potenziale minerario nazionale di gas, per mezzo di accordi con INGV e RSE
S.p.A.;
       4) progetto sulla sicurezza delle operazioni a mare, condotto con il Dipartimento di Ingegneria
Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (DICAM) dell’Università di Bologna;
      5) l’accordo con la Marina Militare per lo svolgimento di attività operative in mare, finalizzate ai
controlli per la sicurezza anche ambientale delle attività di upstream offshore.
      Inoltre, il Ministero, a seguito della redazione degli “Indirizzi e linee guida per il monitoraggio della
sismicità, delle deformazioni del suolo e delle pressioni di poro nell’ambito delle attività antropiche –
ILG" (24 novembre 2014) da parte del Gruppo di Lavoro istituito nell’ambito della CIRM e




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successivamente alla fase di sperimentazione nei siti pilota, ne ha iniziato l’applicazione a regime per le
concessioni che rientrano nei parametri stabiliti dagli stessi ILG.
       Attualmente sono 6 i siti in cui sono attivi i relativi geomonitoraggi che vengono seguiti per
competenza dalla DGFTA. Per ciascun sito, a seguito di Manifestazione d’interesse è stata nominata da
questo Ministero una Struttura Preposta per il Monitoraggio (SPM), organo tecnico del Ministero. Al fine
di regolamentare l’applicazione degli ILG ai diversi siti da monitorare, gli Enti coinvolti hanno sottoscritto
un Accordo Quadro (AQ), nel quale si specificano i ruoli e i compiti di ciascuna Parte. In particolare, per
ogni AQ è stato istituito un Comitato, formato da almeno un rappresentante per ogni Ente firmatario,
che tra i compiti da svolgere, tra l’altro, ha la disamina delle Relazioni semestrali redatte dalla SPM nel
corso del monitoraggio, entro 30 giorni dal loro ricevimento. Nel corso dell’anno 2025 sono pervenute
n. 8 relazioni semestrali, due delle quali nella seconda metà di dicembre. Pertanto, entro il 31 dicembre
2025, è stata effettuata la relativa disamina e conseguente presa d’atto, come previsto dai rispettivi AQ,
per n.6 relazioni; mentre per quelle pervenute nella seconda metà di dicembre, sono state convocate le
rispettive riunioni dei comitati nel mese di gennaio 2026, entro i 30 gg previsti per la loro disamina.
       Viste le criticità emerse a seguito anche dei mutati scenari geopolitici, si è implementato il quadro
strategico nazionale delle Materie Prime critiche (D.L. 25 giugno 2024, n. 84, convertito con
modificazione nella Legge 8 agosto 2024 n. 115, recante “Disposizioni urgenti sulle materie prime critiche
di interesse strategico”), in linea con gli obiettivi del Critical raw materials act, il Regolamento Ue
2024/1252 dell’11 aprile 2024, vigente dal 23 maggio 2024. È stato adottato il D.M. n. 46 del 12.06.2025
di designazione dei punti unici di contatto MASE, quali la DGFTA per l’estrazione delle materie prime
critiche strategiche ed implementato il relativo sito web. Sono state inoltre condotte le istruttorie
funzionali all’adozione del parere statale, da parte del CITE, di nulla osta al riconoscimento da parte della
Commissione Europea di due progetti di estrazione di materie prime, come strategici a livello europeo,
ai sensi del Regolamento 1252/2024. È stata stipulata una convenzione tra MIMIT, MASE e ISPRA,
registrata alla Corte dei Conti a dicembre 2025, per l’implementazione della prima fase del Programma
nazionale di esplorazione, secondo quanto previsto dal Regolamento UE e dal D.L. 84/2024.
       Per quanto concerne lo stoccaggio geologico di anidride carbonica, Eni S.p.A. è stata autorizzata a
svolgere il primo programma sperimentale di stoccaggio geologico di anidride carbonica “CCS Ravenna
Fase 1”, nel livello esaurito PL2-C del campo Porto Corsini Mare Ovest (PCMW), nell’ambito dell’area
in concessione di coltivazione di idrocarburi denominata “A.C26.EA” in titolo alla stessa Società, al largo
delle coste di Ravenna.
       Il progetto Ravenna CCS presenta una notevole rilevanza anche da un punto di vista europeo.
Infatti, è parte integrante del progetto CALLISTO ("CArbon Liquefaction, Transportation and Storage")
- Mediterranean CO2 Network, rientrato nella prima Lista dell'Unione dei Progetti di Interesse Comune
(PCI) e dei Progetti di Mutuo Interesse (PMI), secondo il nuovo Regolamento TEN-E.
       L’autorizzazione è funzionale alla realizzazione delle opere e allo svolgimento delle attività previste
nel progetto approvato, fatti salvi gli ulteriori adempimenti previsti ai fini dell’esercizio definitivo
dell’intervento e dalle norme di sicurezza vigenti. Il processo prevede la cattura della CO2 prodotta dalla
centrale Eni di trattamento del gas naturale di Casalborsetti (Ravenna), il trasporto tramite condotte
riconvertite precedentemente utilizzate per il gas naturale e l'iniezione del gas nella formazione geologica
del giacimento Porto Corsini Mare Ovest, a circa 3.000 metri di profondità. Oltre alla Fase 1, sono previste
una Fase 2, con possibile iniezione della capacità di 4 Mt CO2/anno entro il 2030 in giacimenti esauriti
presenti nel Mar Adriatico al largo di Ravenna, e successive ulteriori espansioni previste dal 2030 in poi,
sfruttando anche giacimenti limitrofi al largo di Ravenna, con la possibilità di raggiungere una capacità di
iniezione fino a 16 Mt CO2/anno dal 2040.




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                                                                              Relazione sulla performance 2025

       In conformità alle prescrizioni del suddetto Decreto di Autorizzazione per CCS Ravenna Fase 1,
nel 2025 ha continuato ad avere efficacia l’Accordo, ai sensi degli “Indirizzi e linee guida per il
monitoraggio della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle pressioni di poro nell’ambito delle
attività antropiche” (ILG), sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Ravenna, l’INGV
ed Eni S.p.A., in applicazione del quale è stato istituito un Comitato tecnico con funzione di supervisione.
La DGFTA, in collaborazione con gli enti preposti, ha pertanto elaborato un piano integrato per la
gestione e il monitoraggio del progetto, formalizzato nel "Documento di Gestione Operativa del
monitoraggio”.
       Per quanto riguarda l’attività di vigilanza nel settore estrattivo degli idrocarburi liquidi e gassosi,
l’UNMIG (Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse), articolato nelle sedi
territoriali di Bologna, Roma e Napoli, ha mantenuto, nonostante la carenza di organico, i livelli
prestazionali previsti, raggiungendo gli obiettivi ispettivi e di verifica assegnati dall’Amministrazione nei
settori di competenza.
       Per le attività estrattive sia a terra che in mare, sono state svolte tutte le azioni necessarie a garantire
la sicurezza dei lavoratori e l’efficienza degli impianti.
     L’attività autorizzativa e di verifica della conformità delle lavorazioni e dei programmi dei
concessionari è stata svolta, nei casi previsti, in collaborazione con i Comandi territoriali dei Vigili del
Fuoco e della Capitaneria di Porto. Tale attività ha riguardato lo stoccaggio di gas naturale in giacimento,
nonché la produzione di idrocarburi, sia a terra sia in mare, in coerenza con le esigenze operative.
       È stata inoltre garantita la partecipazione dell’UNMIG ai Comitati tecnici regionali per l’attuazione
del decreto legislativo n. 105/2015 (Direttiva Seveso III), con particolare riferimento alla prevenzione
degli incidenti rilevanti nel settore dello stoccaggio del gas naturale.
      Nel corso del 2025, è stata ultimata l’attività ispettiva relativa all’incendio verificatosi nel mese di
gennaio sulla piattaforma “Rospo Mare B”, operante nella concessione B.C8.LF. In collaborazione con i
Comandi territoriali competenti, è stata inoltre definita l’istruttoria che ha consentito il ripristino, nel
mese di dicembre, dell’estrazione petrolifera al largo della costa tra San Salvo/Vasto (CH) e Montenero
di Bisaccia (CB).
       Sono state inoltre completate le procedure amministrative necessarie per gli interventi nelle
concessioni A.C36.AG (piattaforma Fauzia) e A.C13.AS (piattaforme Daria A-B), finalizzati al recupero
di rilevanti riserve di gas naturale al largo della costa marchigiana.
      Sempre nel 2025 è stato concluso il programma sperimentale di iniezione di CO₂ in giacimento
esaurito, utilizzando le infrastrutture della concessione A.C26.EA (centrale di Casalborsetti e piattaforme
PCWB e PCWC).
      Più in generale, sono state esercitate le competenze previste dal decreto legislativo n. 145/2015 in
materia di sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi.
      Gli impianti galleggianti contrattualizzati dai concessionari all’estero hanno continuato a operare in
sicurezza, anche per l’esecuzione degli interventi di chiusura mineraria offshore, necessari al
decommissioning delle piattaforme o al loro eventuale riutilizzo per finalità diverse da quelle estrattive
       Nel complesso, i risultati conseguiti al 31 dicembre 2025 evidenziano la capacità
dell’Amministrazione di garantire continuità operativa, efficacia procedimentale e supporto allo sviluppo
delle infrastrutture energetiche nazionali, in coerenza con gli indirizzi di sicurezza energetica e transizione
del Paese.




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                                                                              Relazione sulla performance 2025

        In merito alle attività relative all’efficienza energetica, nel 2025 sono stati emanati più atti normativi,
in particolare, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dell’ambiente e della
sicurezza energetica 28 ottobre 2025 che aggiorna il precedente decreto del Ministro dello Sviluppo
Economico del 26 giugno 2015, cosiddetto “Decreto Requisiti Minimi”; il decreto del Ministro
dell’ambiente e della sicurezza energetica 21 luglio 2025, cosiddetto “Certificati Bianchi” che aggiorna la
disciplina dei certificati bianchi e stabilisce obiettivi nazionali per il risparmio energetico per il periodo
2025-2030 e il decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica 7 luglio 2025, cosiddetto
“Conto Termico” che aggiorna la disciplina di incentivazione degli interventi di piccole dimensioni per
l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
      Inoltre, è stato predisposto lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante
“Armonizzazione e aggiornamento delle modalità di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione,
accertamento e ispezione degli impianti termici degli edifici, nonché delle disposizioni in materia di
requisiti, soggetti responsabili e criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza
degli esperti e degli organismi cui affidare i compiti di ispezione degli impianti stessi”, che aggiorna il
precedente D.P.R. n. 74 del 16 aprile 2013. Tale schema è stato trasmesso al DAGL ai fini delle verifiche
di competenza.
      In merito alle attività amministrative volte alla valorizzazione e potenziamento dell’efficienza
energetica, si è avviato un processo di ricognizione e riordino del Programma di riqualificazione
energetica degli edifici dell’amministrazione centrale (c.d. PREPAC), nonché sono state stipulate apposite
Convenzioni con ENEA in materia di “diagnosi energetiche” e di “Piano di informazione e Formazione”
recante una serie di iniziative conoscitive.
      Nel settore dell’energia termica, è stato trasmesso all’ ’Ufficio di Gabinetto lo schema di decreto
che definisce le modalità dell’obbligo di incremento di energia rinnovabile termica nelle forniture di
energia, di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 (c.d. D.M. OIERT). Le
osservazioni formulate dal medesimo Ufficio, sono state recepite operando il coordinamento normativo
con le disposizioni di recepimento della direttiva RED III.
       In coerenza con le disposizioni istitutive del “Conto termico”, si è provveduto a predisporre altresì
lo schema di decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica che incentiva gli interventi
per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili di grandi dimensioni, attraverso meccanismi di
accesso competitivo, di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 novembre 2021,
n. 199, in seguito alla consultazione pubblica, conclusa il 21 aprile 2025 (c.d. FER-T).
      Nel corso del 2025 sono proseguiti i lavori sullo schema di decreto c.d. FERX volto a dare
continuità al percorso di incentivazione delle tecnologie più mature e con costi fissi bassi o comunque
suscettibili di sensibile riduzione, come eolico e solare; tale meccanismo introduce criteri e principi in
parte innovativi per queste tecnologie, finalizzati a garantire una maggiore e più efficiente integrazione
con la rete e le esigenze del sistema elettrico nazionale. Il nuovo meccanismo prevede due fasi di
implementazione:
       l’approvazione da parte della Commissione europea di un primo decreto transitorio (avvenuta a
dicembre 2024); tale decreto c.d. FERX transitorio ha terminato la sua validità nel corso del 2025 ha visto
selezionate iniziative per 9,7 GW per lo più impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio nei prossimi
anni.
       l’approvazione di un secondo decreto c.d. FERX a regime, che conterrà tutte le innovazioni
rilevanti; per tale provvedimento è stata avviata, già nel corso del 2024, la fase di pre-notifica alla
Commissione Europea e nel corso del 2025 sono proseguiti i negoziati. L’entrata in vigore del
provvedimento è prevista nel 2026.




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                                                                            Relazione sulla performance 2025

      Altro strumento è il “D.M. FER 2” che incentiva fonti e tecnologie innovative o con costi elevati
di esercizio. Il provvedimento è entrato in vigore ad agosto del 2024. Nel corso del 2025 sono state
pubblicate procedure per impianti a biogas e biomasse e per il fotovoltaico galleggiante su acque interne.
       A questi strumenti si affianca un ulteriore meccanismo c.d. FERZ introdotto dal decreto-legge 9
dicembre 2023, n.181, c.d. DL Energia 2023, che prevede il passaggio da un modello di supporto
centralizzato asset-based (DM FERX) verso un modello decentralizzato (DM FERZ), con profilo
standard, che introduce come elemento di innovazione il disaccoppiamento del contratto di
incentivazione dall’asset sottostante dando agli operatori di mercato la scelta del mix di tecnologie da
realizzare. Lo schema di decreto è stato posto in consultazione pubblica a novembre 2025 e a dicembre
è stato avviato il processo di notifica preventiva alla Commissione Europea al fine di procedere sin da
subito con il necessario confronto ai fini di una quanto più rapida approvazione.
       Nell’ottica di promuovere lo sviluppo di nuova capacità di generazione di energia rinnovabile anche
attraverso l’autoproduzione nonché per ridurre i costi energetici delle imprese attraverso l’accesso
all’energia rinnovabile, nel 2025 è stata data attuazione alla misura di cui all’art. 1 del DL 181/23, c.d.
Energy Release; la misura prevede l’assegnazione in anticipazione alle imprese energivore di energia
rinnovabile nella disponibilità del GSE per 24 TWh/anno per tre anni ad un prezzo prestabilito di 65
€/MWh a fronte dell’impegno a sviluppare nuova capacità di generazione rinnovabile (fotovoltaica ed
eolica). Il 2025 ha visto al riguardo l’interlocuzione con la Commissione europea, che ha chiesto
modifiche alla disciplina della misura al fine di renderla compatibile con le regole sugli aiuti di stato, in
esito alla quale è stato adottato il decreto del Ministro del 29 luglio 2025, n. 204 che modifica la disciplina
della misura adottata con il decreto 23 luglio 2024, n. 268. Con decreti direttoriale n. 72 del 19 novembre
2025 e n. 104 del 17 dicembre 2025 sono state approvate le regole operative del GSE per l’attuazione
della misura e nel mese di dicembre 2025 si è avviata la stipula dei contratti di anticipazione con le imprese
interessate (circa 3.800).
     In merito al Programma di Sviluppo e Coesione (PSC) – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione
2014–2020:
      nell’ambito del Settore di intervento 4.01 “Efficienza energetica”, si è data prosecuzione alle attività
di gestione e monitoraggio dei 57 progetti già finanziati, finalizzati al miglioramento delle prestazioni
energetiche di edifici e impianti;
       per il Settore di intervento 4.02 “Energie rinnovabili”, è stata aperta l’edizione 2025 dello sportello
della misura Reddito Energetico Nazionale - REN, che ha registrato un elevato interesse da parte
dell’utenza, con oltre 11.000 richieste di finanziamento pervenute. Inoltre, con decreto direttoriale n. 474
del 20/11/2025 della Direzione generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente
e della Sicurezza Energetica è stato prorogato di 6 (sei) mesi il termine di cui al primo capoverso del
paragrafo 3.3. del Regolamento del Fondo nazionale reddito energetico, come approvato nell’Allegato 1
del Decreto del Capo del Dipartimento Energia del MASE del 27 maggio 2024, n. 242, e nel successivo
Decreto del Direttore generale della Direzione Programmi e Incentivi Finanziari del MASE 28 marzo
2025, n. 124.
        In relazione al PON “Imprese e Competitività” 2014–2020, inoltre, a valere sulla dotazione prevista
per l’Asse IV “Efficienza energetica” e l’Asse VI “REACT-EU” nel corso dell’anno 2025 sono proseguire
le attività di attuazione delle misure finanziate propedeutiche alla chiusura del Programma e, in particolare:
       sull’Azione 4.3.1 “Realizzazione di reti intelligenti di distribuzione dell’energia (smart grids) e
interventi sulle reti di trasmissione strettamente complementari e volti ad incrementare direttamente la
distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili, introduzione di apparati provvisti di sistemi di




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comunicazione digitale, misurazione intelligente e controllo e monitoraggio, come infrastruttura delle
città e delle aree periurbane”;
       sull’Azione 4.1.1 “Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria negli
edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di edifici,
installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione
dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix
tecnologici”.
       Nello specifico, per la misura 4.3.1 e rispetto al Risultato Atteso 4.3, sono stati finanziati
complessivamente 77 progetti a favore dei Concessionari per le attività di distribuzione e trasmissione
dell’energia elettrica. Per quanto riguarda il Risultato Atteso 4.1, invece, sono stati ammessi a
finanziamento 1866 progetti, volti a promuovere interventi di efficienza energetica e produzione di
energia da fonti rinnovabili.
       Per quel che concerne il “Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la
transizione verde e digitale” 2021-2027 (PN RIC 2021-2027), si evidenzia che nel corso del 2025:
       con n. 28 decreti direttoriali della Direzione Generale Programmi e Incentivi finanziari (decreti
direttoriali n. 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28 e 29 del 14 gennaio 2025, decreto direttoriale n. 216 del 11
luglio 2025, decreto direttoriale n. 277 del 5 agosto 2025, decreti direttoriali n. 306, 307, 308, 310, 311,
312, 313, 314, 315, 316, 317, 318, 319, 320, 321 e 322 del 29 agosto 2025), si è proceduto alla concessione
di un importo complessivo pari ad euro 151.009.972,59 di cui euro 130.086.986,21 a valere sull’Azione
2.3.1 del PN RIC 2021-2027 ed euro 20.922.986,38 a valere sull’Azione 2.3.2 del PN RIC 2021-2027, per
garantire il completamento di altrettante operazioni sulla rete di distribuzione e trasmissione dell’energia
elettrica già ammesse a finanziamento a valere sulle risorse del PON IC 2014-2020 e rispetto ai quali i
soggetti beneficiari (Concessionari per le attività di distribuzione e trasmissione dell’energia elettrica)
hanno presentato istanza di scaglionamento su due diversi periodi di programmazione ai sensi di quanto
previsto dall’articolo 118 bis del regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 24 giugno 2021;
       con decreto direttoriale della Direzione Generale Programmi e Incentivi finanziari n. 204 del 4
luglio 2025, si è proceduto all’adozione dell’Avviso pubblico attuativo della linea di Azione 2.3.2 del PN
RIC 2021-2027, avente una dotazione finanziaria di euro 379.414.513,62, il cui sportello per la
presentazione delle domande di agevolazione da parte del concessionario per le attività di trasmissione e
dispacciamento dell’energia elettrica nel territorio nazionale si è chiuso lo scorso 15 gennaio 2026 e
rispetto alle quali, alla data della presenta relazione, è in corso l’attività istruttoria propedeutica alla
concessione dei contributi in favore dei progetti ammessi;
      con decreto direttoriale della Direzione Generale Programmi e Incentivi finanziari n. 424 del 30
ottobre 2025, si è proceduto all’adozione dell’Avviso pubblico attuativo della linea di Azione 2.2.1 del PN
RIC 2021-2027, avente una dotazione finanziaria di euro 262.000.000,00, il cui sportello per la
presentazione delle domande di agevolazione da parte delle imprese proponenti si chiuderà, a seguito di
proroga disposta con decreto direttoriale n. 33 del 18 febbraio 2026, il prossimo 3 luglio 2026.
       Per quel che concerne il POC “Energia e Sviluppo Territori” 2014–2020, si evidenzia che nel corso
del 2025, con decreto direttoriale della Direzione Generale Programmi e Incentivi finanziari n. 125 del
28 marzo 2025, è stato adottato l’Avviso C.S.E. 2025. Tale Avviso, con una dotazione finanziaria di euro
232.241.689,52 (poi implementata ad euro 297.357.365,7 con successivo decreto direttoriale n. 494 del
03 dicembre 2025), è rivolto alle Amministrazioni Comunali per il finanziamento di interventi di
efficientamento energetico negli edifici pubblici comunali dell’intero territorio nazionale, mediante
l’installazione di impianti fotovoltaici, impianti solari temici, pompe di calore, sistemi di relamping, infissi




                                                      19
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

ad alta efficienza e soluzioni ibride, da acquistare esclusivamente sul Mercato Elettronico della Pubblica
Amministrazione (MEPA) gestito da CONSIP.
      Con riferimento al sopra citato Avviso C.S.E. 2025, in particolare nel corso dell’anno 2025, con i
decreti direttoriali della Direzione Generale Programmi e Incentivi finanziari n. 239 del 28 luglio 2025 e
n. 416 del 23 ottobre 2025 sono state dichiarate:
      - ammesse e finanziate n. 1119 istanze per un contributo concesso pari ad euro 221.886.632,80;
      - ammissibili e non finanziabili per esaurimento di risorse n. 962 istanze per un contributo
           richiesto pari ad euro 166.774.197,00.
       Nell’ambito degli interventi finanziati a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR),
assumono particolare rilievo due misure strategiche introdotte con decreti direttoriali adottati a fine 2023,
finalizzate a sostenere la transizione energetica attraverso modelli innovativi di produzione e condivisione
dell’energia da fonti rinnovabili.
       Con riferimento all’obiettivo di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, favorire
l’integrazione tra agricoltura ed impianti fotovoltaici a terra, riducendo in modo strutturale le emissioni
di CO₂ un contributo particolarmente significativo deriva dalla misura PNRR - Sviluppo agro-voltaico
(Missione 2 – “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Investimento M2C2 I.1.1).
       L’obiettivo della misura è il sostegno agli investimenti per la costruzione di sistemi agro-voltaici e
per l'installazione di strumenti di misurazione per monitorare l'attività agricola sottostante, al fine di
valutare il microclima, il risparmio idrico, il recupero della fertilità del suolo, la resilienza ai cambiamenti
climatici e la produttività agricola per diversi tipi di colture.
       Nello specifico la misura incentiva progetti volti a promuovere soluzioni innovative, con moduli ad
alta efficienza, al fine di rendere compatibile la generazione energetica con le attività agricole, generando
benefici concorrenti, migliorando la redditività, la promozione ed il recupero dei terreni.
       Nell’ambito dell’attuazione dell’Investimento 1.1 “Sviluppo dell’agro-voltaico sono state messe in
atto rilevanti interventi da parte al fine di garantire il successo della misura e di venire incontro alle
esigenze rappresentate dagli operatori del settore e in particolare quella di prevedere una finestra
temporale adeguata al completamento della messa in esercizio degli impianti, successiva alla data della
relativa installazione e la possibilità di assegnare alla rendicontazione finale delle spese, successiva al
conseguimento dell’obiettivo PNRR, un margine temporale più ampio.
       Nello specifico è stato adottato il Decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica n.
149 del 19 giugno 2025, recante modificazioni al decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza
energetica 22 dicembre 2023, n. 436 (pubblicato il 7 luglio 2025). Detto decreto interessa esclusivamente
aspetti dedicati alla concessione dei benefici PNRR, non intervenendo rispetto alla misura di aiuto in
tariffa per la quale le disposizioni restano pertanto invariate. In particolare, le novità riguardano
esclusivamente la concessione di una maggiore flessibilità ai soggetti beneficiari con riguardo al
completamento dei progetti, che consente, entro il termine fissato per il raggiungimento del Target - 30
giugno 2026 - l’ammissione dei progetti che abbiano comunicato la fine lavori al gestore di rete – e non
più l’entrata in esercizio degli impianti – e che introduce, al fine di coordinare le disposizioni del decreto
a tutela della realizzazione delle iniziative, termini specifici per l’entrata in esercizio delle iniziative e per
la rendicontazione dei progetti.
       In considerazione dell’avanzo di risorse a seguito del bando adottato in attuazione del DM 22
dicembre 2023, n. 436 (c.d. DM Agro-voltaico), con Decreto Direttoriale n° 123 del 27 marzo 2025 è
stata disposta la “Riapertura dei termini per l’accesso agli incentivi previsti dal DM 22 dicembre 2023, n.
436”.




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                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

       Nel corso del 2025 il Ministero ha inoltre adottato, 6 provvedimenti recanti le graduatorie di aste e
registri e 2 decreti di concessione con il quali e si è provveduto ad approvare, per una parte dei progetti
entrati in graduatoria, l’erogazione dei contributi a fondo perduto.
       Con riferimento all’obiettivo di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, favorire
l’autoconsumo locale, ridurre in modo strutturale le emissioni di CO₂ e promuovere modelli energetici
sempre più decentralizzati, partecipativi e resilienti, un contributo particolarmente significativo deriva
dalla misura PNRR CACER (Missione 2 – “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Investimento
M2C2 I.1.2).
       La misura CACER è specificamente dedicata allo sviluppo e alla diffusione di configurazioni di
energia rinnovabile condivisa a livello locale. Essa finanzia la realizzazione di impianti alimentati da fonti
rinnovabili – come fotovoltaico o altre tecnologie sostenibili – promossi e gestiti in forma aggregata da
soggetti diversi, tra cui cittadini, imprese, enti locali e amministrazioni pubbliche. L’obiettivo è incentivare
la produzione e il consumo condiviso di energia pulita all’interno di una stessa area geografica o rete di
distribuzione, rafforzando il legame tra produzione energetica e territorio.
      Inoltre, la misura favorisce l’adozione di modelli collaborativi basati sulla cooperazione tra attori
pubblici e privati, promuovendo la nascita di comunità energetiche in grado di generare benefici diffusi.
Dal punto di vista ambientale, ciò si traduce in una riduzione delle emissioni climalteranti grazie al
maggior utilizzo delle fonti rinnovabili e alla diminuzione del ricorso a fonti fossili. Sul piano economico
e sociale, invece, le CACER consentono una riduzione dei costi energetici per i partecipanti, la creazione
di nuove opportunità di investimento locale e il rafforzamento della coesione territoriale.
      In sintesi, la misura CACER non rappresenta soltanto uno strumento di incentivazione degli
impianti rinnovabili, ma un vero e proprio modello di transizione energetica giusta e partecipata, in cui
sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e coinvolgimento delle comunità locali si integrano in
un’unica strategia di sviluppo.
      In considerazione dell’interesse crescente sulla misura e l’avvicinarsi del termine del 30 aprile 2025,
per la presentazione delle istanze per la concessione del contributo in conto capitale PNRR, con il
Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 59 del 28 febbraio 2025, è stata
disposta la proroga la chiusura dello sportello al 30 novembre 2025
      Inoltre, in fase di attuazione della misura, sono emerse alcune criticità che avrebbero potuto
compromettere l’andamento ed il successo della stessa, per cui si è ritenuto necessario apportare alcune
modifiche al Decreto Ministeriale n. 414 del 7 dicembre 2023, (c.d. “Decreto CACER”). Con Decreto
del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 127 del 16 maggio 2025, si è proceduto
pertanto ad introdurre le seguenti modifiche:
      Ampliamento del perimetro soggettivo della misura includendo gli autoconsumatori individuali a
distanza di cui all’articolo 30, comma 1, lettera a), numero 2.2, del decreto legislativo n.199 del 2021 ed
estendendo il limite applicativo ai comuni con popolazione inferire ai 20.000 abitanti.
      Maggiore flessibilità ai soggetti beneficiari con riguardo al completamento dei progetti,
consentendo entro il termine fissato per il raggiungimento del Target - 30 giugno 2026 - l’ammissione dei
progetti che abbiano comunicato la fine lavori al gestore di rete e introducendo, al fine di coordinare le
disposizioni del decreto e tutela della realizzazione delle iniziative, termini specifici per l’entrata in
esercizio delle iniziative e come causa di decadenza la mancata sottoscrizione del contratto per
l’erogazione degli incentivi di cui al Titolo II del DM CACER.




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                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

      Incremento della quota percentuale che i beneficiari possono chiedere come anticipazione del
contributo dal 10% al 30% al fine di agevolare l’avvio delle iniziative che sono riferite a soggetti che per
natura possono incontrare difficoltà nell’ottenere i finanziamenti;
       Esclusione dall’applicazione del fattore di riduzione di cui all’Allegato 1, paragrafo 3 anche delle
persone fisiche in coerenza con il principio per cui i soggetti ivi elencati non rientrano nell’ambito di
valutazione delle Linee Guida in materia di Aiuti di Stato e pertanto per questi soggetti può non essere
verificato il parametro di “Intensità dell’Aiuto”;
     La proroga dei termini e le modifiche al DM CACER hanno reso necessaria l’adozione di ulteriori
provvedimenti, nello specifico:
     Decreto Direttoriale n. 122 del 25 marzo 2025, che modifica l’Avviso pubblico approvato con
Decreto del Capo Dipartimento Energia del 5 aprile 2024 n. 141 (pubblicato il 27 marzo 2025);
      Decreto n. 228/2025, relativo all’aggiornamento delle Regole Operative ai sensi del DM 7 dicembre
2023, n. 414 e successive modifiche (pubblicato il 17 luglio 2025);
      Decreto n. 229/2025, che aggiorna l’Avviso pubblico per la presentazione delle domande a
sportello per la concessione dei contributi nell’ambito della Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2
del PNRR (pubblicato il 17 luglio 2025).
       Nel corso del 2025 il Ministero ha adottato tre decreti di concessione nell’ambito della misura
CACER, con i quali si è provveduto ad approvare l’elenco delle domande finanziate, autorizzare
l’erogazione dei contributi a fondo perduto, confermare l’assegnazione delle risorse ai progetti di
autoconsumo e comunità energetiche e dare attuazione concreta agli investimenti territoriali oltre a
diversi provvedimenti di aggiornamento e modifica del quadro regolatorio, anche a seguito del processo
di revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
       Nell’ambito della strategia italiana di transizione energetica, decarbonizzazione del comparto
agricolo e promozione dell’economia circolare, un contributo particolarmente rilevante è stato assicurato
dall’attuazione della Missione 2, Componente 2 (M2C2), Investimento 1.4 del PNRR, concernente lo
“Sviluppo del biometano secondo criteri per la promozione dell’economia circolare – Pratiche
ecologiche”.
       La misura si inserisce nel più ampio quadro delle politiche nazionali ed europee volte alla riduzione
delle emissioni climalteranti, al rafforzamento dell’autonomia energetica e alla valorizzazione sostenibile
delle matrici agricole e agroindustriali, attraverso la diffusione di modelli produttivi innovativi e a basso
impatto ambientale.
       L’intervento è finalizzato a sostenere gli investimenti realizzati dalle imprese agricole e
agroindustriali per favorire l’adozione di pratiche ecologiche nella produzione di biogas e biometano,
promuovere il recupero e la valorizzazione energetica dei sottoprodotti agricoli e zootecnici e incentivare
la modernizzazione del parco macchine agricolo. In particolare, la misura prevede il finanziamento della
sostituzione dei mezzi agricoli obsoleti e caratterizzati da elevati livelli emissivi con veicoli di nuova
generazione, alimentati esclusivamente a biometano e dotati di tecnologie avanzate per l’agricoltura di
precisione, capaci di migliorare l’efficienza produttiva, ridurre i consumi energetici e ottimizzare l’utilizzo
delle risorse naturali.
      Ulteriore ambito di intervento riguarda il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti di
produzione di biogas di proprietà delle aziende agricole, attraverso investimenti destinati
all’ammodernamento tecnologico, all’ottimizzazione dei processi produttivi e all’incremento della
sostenibilità ambientale degli impianti esistenti. Tali azioni contribuiscono sia alla riduzione dell’impatto




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

ambientale delle attività agricole sia al rafforzamento della competitività del settore primario, favorendo
al contempo la diffusione delle energie rinnovabili e il raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia
di transizione ecologica.
       Nel corso del 2025 il Ministero ha assicurato la piena operatività della misura attraverso lo
svolgimento di numerose attività amministrative, regolatorie e attuative. In particolare, in data 22 luglio
2025 è stato pubblicato l’Avviso pubblico MASE relativo alle “Pratiche ecologiche”, con il quale è stata
avviata la procedura per la presentazione delle domande di accesso agli incentivi previsti dalla misura.
L’Avviso ha definito i requisiti di ammissibilità, le modalità di partecipazione, i criteri di valutazione delle
istanze e le tipologie di spese finanziabili, fornendo alle imprese agricole il quadro operativo necessario
per l’accesso alle agevolazioni.
       Al fine di garantire la più ampia partecipazione degli operatori del settore e favorire una maggiore
efficacia dell’intervento, il Ministero ha successivamente disposto la proroga dei termini di presentazione
delle domande, fissando la nuova scadenza al 13 ottobre 2025. Tale proroga ha consentito alle imprese
interessate di completare la predisposizione della documentazione tecnica ed economica necessaria per
la partecipazione al bando, assicurando un più elevato livello di adesione alla misura.
       Nel medesimo periodo è stato inoltre aggiornato il quadro regolatorio di riferimento mediante
l’adozione del Decreto Direttoriale n. 155 del 13 maggio 2025, recante l’aggiornamento delle Regole
applicative biometano predisposte congiuntamente dal MASE e dal GSE. L’intervento normativo ha
recepito le disposizioni introdotte dal D.L. n. 63 del 15 maggio 2024, cosiddetto “D.L. Agricoltura”, con
l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative, chiarire gli aspetti tecnici e operativi relativi
all’accesso agli incentivi e rafforzare il coordinamento tra le misure di sostegno al comparto agricolo e
quelle dedicate alla produzione di energia rinnovabile.
        Infine, in data 17 aprile 2025 è stata pubblicata la graduatoria relativa al quinto bando PNRR sul
biometano, rappresentando un ulteriore passaggio significativo nell’attuazione della misura. La
pubblicazione della graduatoria ha consentito l’individuazione dei progetti ammessi agli incentivi e l’avvio
delle successive fasi di realizzazione degli interventi finanziati, contribuendo al conseguimento dei target
previsti dal PNRR in materia di produzione di biometano, riduzione delle emissioni e sviluppo sostenibile
del settore agricolo nazionale. Nello specifico con la graduatoria relativa al quinto bando PNRR sul
biometano il GSE – Gestore dei Servizi Energetici ha ammesso 298 progetti, relativi sia a nuovi impianti
sia alla riconversione di impianti esistenti, per una capacità produttiva complessiva superiore a 122 mila
Smc/h.
       Con riferimento all’obiettivo di promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica e favorire la
transizione dal modello tradizionale di stazioni di rifornimento basate su carburante verso punti di
rifornimento per veicoli elettrici, nel corso del 2025 si è data attuazione ai seguenti investimenti coordinati
previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 2, Componente 2 (M2C2):
      l’Investimento 4.3 “Sviluppo di infrastrutture di ricarica elettrica”, finalizzato a sostenere la
decarbonizzazione del settore dei trasporti incentivando la realizzazione di infrastrutture di ricarica rapida
per veicoli elettrici sulle strade extraurbane e nei centri urbani;
      l’Investimento 4.5 “Programma di rinnovo del parco veicoli privati e commerciali leggeri con
veicoli elettrici”, finalizzato a ridurre i gas a effetto serra e l'inquinamento atmosferico causato dal
trasporto su strada nelle aree urbane, attraverso un programma di rottamazione di veicoli nel quale un
veicolo termico è ceduto e sostituito da un veicolo a emissioni zero di recente acquisto.
      Con riferimento all’Investimento 4.3, si è data attuazione a quanto previsto dai Decreti Ministeriali
n. 10 e 11 del 12 gennaio 2023 e dai successivi Decreti Ministeriali n. 109 e n. 110 del 18 marzo 2024,




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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

con i quali sono stati definiti i criteri e le modalità di accesso ai contributi a fondo perduto destinati alla
realizzazione di nuove infrastrutture di ricarica elettrica ad alta potenza, sia fast che ultrafast, da installarsi
nei centri urbani e lungo le arterie extraurbane (con esclusione della rete autostradale). Tali provvedimenti
si inseriscono nella più ampia strategia nazionale di decarbonizzazione, perseguendo l’obiettivo di
promuovere la mobilità elettrica attraverso lo sviluppo di una rete capillare ed efficiente di punti di ricarica,
in coerenza con gli obiettivi e le scadenze fissati dal PNRR. Nello specifico, si segnala che con la decisione
del Consiglio dell’Unione Europea nella seduta del 27 novembre 2025 è stata approvata la valutazione
positiva della Commissione europea COM(2025) 675 final del 4 novembre 2025 ed il documento di
accompagnamento SWD(2025) 348 final delle proposte di revisione avanzate dall’Italia nel sesto processo
di revisione del PNRR, a seguito del quale, per l’investimento 4.3 è previsto il conseguimento di un target
finale M2C2-29, in scadenza a giugno 2026, che certifichi l’installazione di almeno 10.368 punti pubblici
di ricarica rapida per veicoli elettrici sulle strade extraurbane (con potenza pari ad almeno 175 kW) o nei
centri urbani (con potenza pari ad almeno 90 kW). Nel corso dell’anno 2025, con i decreti direttoriali n.
156 del 14 maggio 2025 e n. 567 del 22 dicembre 2025 sono stati approvati i provvedimenti di concessione
del contributo in conto capitale in favore dei soggetti beneficiari con riferimento all’Avviso pubblico n.
333 del 10 maggio 2023 relativo alla realizzazione di infrastrutture di ricarica elettrica nei centri urbani.
       Per quanto riguarda l’Investimento 4.5, con Decreto Ministeriale n. 236 dell’8 agosto 2025 sono
stati definiti criteri e modalità per la concessione di incentivi a fondo perduto previsti per l’attuazione del
“Programma di rinnovo del parco veicoli privati e commerciali leggeri con veicoli elettrici”, al fine di
poter conseguire il target finale PNRR M2C2-30, in scadenza a giugno 2026, che certifichi l’acquisto di
almeno 39.000 veicoli a emissione zero, previa rottamazione di altrettanti veicoli termici. Nello specifico
sono previsti come soggetti beneficiari degli incentivi:
      le persone fisiche residenti in aree urbane funzionali, per le quali sono ammessi incentivi per
l’acquisto di nuovi veicoli privati elettrici della categoria M1;
      le microimprese quali definite all'articolo 2, punto 9, del regolamento (UE) 2023/955 con sede
legale in aree urbane funzionali, per le quali sono ammessi incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli
commerciali elettrici delle categorie N1 e N2.
      L’incentivo previsto per le persone fisiche è pari a:
      11.000 euro nel caso in cui il soggetto beneficiario sia una persona fisica con un Indicatore della
Situazione Economica Equivalente (ISEE) inferiore o pari a 30.000 euro;
      9.000 euro nel caso in cui il soggetto beneficiario sia una persona fisica con un ISEE superiore a
30.000 euro ma inferiore o pari a 40.000 euro.
        L’incentivo destinato alla microimpresa può coprire fino al 30% del prezzo di acquisto del veicolo
nuovo, con un massimale di 20.000 euro. Tale incentivo è riconosciuto nel rispetto della normativa
europea sugli aiuti ai sensi del “Regolamento «de minimis»” (Regolamento UE n. 2023/2831) e del
“Regolamento «de minimis» settore agricolo” (Regolamento UE n. 2024/3118) e non è cumulabile con
altri incentivi nazionali ed europei o regimi di sostegno comunque denominati, qualificabili come aiuti di
Stato, destinati all’acquisto dei medesimi veicoli oggetto di contribuzione.
       Il riconoscimento dell’incentivo, sia per le persone fisiche, sia per le microimprese, è subordinato
alla rottamazione di un veicolo termico della stessa categoria del veicolo per il quale è richiesto l’incentivo.
       Le richieste di incentivo sono gestite tramite una piattaforma informatica dedicata, sviluppata e
gestita dalla Società Generale d’Informatica S.p.A. (Sogei).




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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

      In data 15 ottobre 2025 nella sezione Notizie del sito istituzionale del Ministero è stata resa nota la
data di apertura dello sportello online per la presentazione delle domande di incentivo da parte dei
soggetti beneficiari individuati dal menzionato D.M. n. 236 dell’8 agosto 2025, fissata al 22 ottobre 2025,
a decorrere dalle ore 12:00.
       Ai fini delle specifiche esigenze di pubblicità e trasparenza dei programmi di incentivazione
pubblici, il Ministero ha ritenuto necessario disporre di un atto ricognitivo degli incentivi a fondo perduto
riconosciuti ad esito delle attività di generazione dei bonus veicoli elettrici, sulla scorta dei dati elaborati
dalla Sogei. In tal senso, con il decreto del Direttore generale programmi e incentivi finanziari 11 dicembre
2025, n. 515 si è provveduto alla adozione dell’elenco ricognitivo degli oltre 55.000 bonus veicoli elettrici
generati in favore delle persone fisiche fino alla data del 4 dicembre 2025, ore 15:15.
       In aggiunta, nell’ambito della Missione 2, Componente 2, Investimento 2.1 del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza, è stato emanato a novembre 2024, l’Avviso n. 223, finanziato nell’ambito di
REPowerEU, finalizzato al potenziamento delle reti di distribuzione in media e bassa tensione (MT/BT)
e delle cabine secondarie, con particolare attenzione alla digitalizzazione e all’ottimizzazione dei flussi di
energia.
       Gli interventi mirano ad aumentare la capacità della rete di integrare nuova produzione rinnovabile,
sostenere l’elettrificazione dei consumi e migliorare l’efficienza e la resilienza delle infrastrutture elettriche
locali. Il finanziamento complessivo ammonta a 393,2 milioni di euro, con la consueta quota del 45%
riservata alle regioni del Mezzogiorno.
      Dal punto di vista dell’attuazione, nell’annualità 2025 è stato raggiunto l’obiettivo di aggiudicazione
per 5 progetti finalizzati ad incrementare l’elettrificazione dei consumi per almeno ulteriori 230.000
abitanti rispetto a quanto già previsto dalla misura vigente.
       Nel complesso, tali misure rappresentano un passaggio strategico per l’evoluzione del sistema
elettrico nazionale verso un modello più sostenibile, flessibile e digitalizzato, in linea con gli obiettivi di
decarbonizzazione e sicurezza energetica fissati a livello nazionale ed europeo.
        Con riferimento all’Investimento M7I2 (Misura Rafforzata: Interventi sulla resilienza climatica delle
reti), è stata incrementata la dotazione finanziaria di 63,2 milioni di euro, al fine di migliorare la resilienza
di almeno ulteriori 648 km di rete elettrica e con decreto direttoriale n. 77 del 18 settembre 2024, sono
state destinate le risorse relative all’Investimento M7I2, per un totale pari a 57.330.505,64 euro, per
finanziare:
     - con complessivi 18.588.222,95 euro, due progetti di cui uno parzialmente finanziato e l’altro
ammissibile ma non finanziato per esaurimento delle risorse disponibili con decreto del n. 413 del 16
dicembre 2022 (Avviso 117/2022), a valere sull’investimento M2C2I2.2;
     - con complessivi 38.742.282,69 euro, quattro progetti di cui uno parzialmente finanziato e tre
ammissibili ma non finanziati per esaurimento delle risorse disponibili con Decreto n. 414 del 16
dicembre 2022 (Avviso 118/2022) a valere sull’investimento M2C2I2.2.
      Considerando entrambi gli Investimenti, sono stati complessivamente finanziati n. 35 interventi, di
cui 10 progetti TSO e 25 progetti DSO, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
      Nel 2025 risultano finanziati complessivamente n. 33 progetti e n. 2 progetti decaduti dal
finanziamento in seguito a rinuncia.
      Pertanto, tali azioni sono state attuate mediante un duplice canale operativo: da un lato, attraverso
lo scorrimento delle graduatorie afferenti agli Avvisi pubblici già emanati nell’ambito del PNRR; dall’altro,




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                                                                            Relazione sulla performance 2025

tramite la pubblicazione di nuovi Avvisi pubblici rivolti ai distributori di energia elettrica, finalizzati a
sostenere interventi infrastrutturali su porzioni di rete a media e bassa tensione.
       L’obiettivo prioritario di tali misure risiede nell’incremento della capacità e potenza disponibili per
le utenze, in modo da abilitare e incentivare l’elettrificazione dei consumi energetici, quale leva
imprescindibile per la decarbonizzazione. Tali interventi si configurano come strategici anche in relazione
alla crescente penetrazione delle fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale e alla necessità di una rete
più flessibile, affidabile e interconnessa, capace di garantire sicurezza e qualità del servizio in un contesto
di progressiva transizione energetica.
       In linea con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di accordi a lungo termine di energia elettrica da
fonti rinnovabili (PPA), previsto dal PNIEC e confermato da una riforma del capitolo RepowerEU del
PNRR, nel 2025, in attuazione di quanto previsto dall’art. 28 del D.lgs 199/21, è stato adottato il decreto
n. 152 del 20 giugno 2025 del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetico di concerto con il MEF
che definisce gli indirizzi al GME per lo sviluppo di una piattaforma dedicata per la negoziazione dei
suddetti accordi supportata da un sistema di garanzie che prevede il ruolo del GSE come garante di
ultima istanza
       A seguito dell'approvazione nel 2024 da parte del MASE, della disciplina del meccanismo di
contrattualizzazione a termine della nuova capacità di stoccaggio elettrico previsto dall’art. 18 del D.lgs
n. 210/21 (c.d. MACSE), nel 2025 si è svolta la prima asta, dedicata alle batterie, per una capacità
complessiva di 10 GWh da realizzare entro il 2028, che consentirà al sistema di approvvigionare nuove
risorse utility scale funzionali all’integrazione nel sistema elettrica della crescente capacità FER, evitando
i fenomeni di overgeneration che comprometterebbero il raggiungimento dei target PNIEC di
penetrazione delle fonti rinnovabili, e ad accrescere la flessibilità e l’adeguatezza del sistema elettrico. La
prima asta svolta da Terna ha registrato un notevole interesse e una significativa pressione concorrenziale
(corrispondente ad oltre il doppio del contingente messo ad asta) che ha consentito un
approvvigionamento ad un costo molto competitivo (compreso tra 14.000 e 18.000 €/MWh) rispetto adl
premio massimo stabilito dall’ARERA di 37.000 €/MWh. E’ stata inoltre istruita la proposta di Terna
per la progressione temporale del fabbisogno di nuova capacità di stoccaggio elettrico per gli anni a venire,
secondo quanto previsto dal medesimo art. 18 del D.lgs n.210/21, ai fini dello svolgimento delle
successive aste ed è stata avviata l’istruttoria sulla proposta di aggiornamento del MACSE con riferimento
alla partecipazione al meccanismo degli stoccaggi idroelettrici. In tema di adeguatezza, nel 2025 si è svolta
inoltre l’asta del mercato della capacità per l’approvvigionamento delle risorse necessarie ad assicurare gli
obiettivi di adeguatezza del sistema elettrico nazionale per il 2027.
       Per quanto riguarda l’idrogeno, in piena coerenza con le azioni implementative individuate nella
stessa Strategia nazionale idrogeno si è proceduto ad elaborare lo schema di decreto per istituire un
meccanismo di supporto per la produzione di idrogeno di origine rinnovabile; nel 2025 gli Uffici del
Ministero hanno avviato il processo di pre-notifica con la Commissione Europea per la verifica di
compatibilità in tema di aiuti di stato, seguendo tutto l’iter d’interlocuzione con la Direzione Generale
Competizione della Commissione al fine di fornire adeguato riscontro ed evidenze agli approfondimenti
richiesti; la procedura si è conclusa nei primi mesi del 2026 con la luce verde della Commissione. Nel
2025 il Ministero ha finalizzato la definizione dello schema di decreto legislativo recante attuazione della
direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023 (direttiva RED III
- Renewable Energy Directive III); il decreto legislativo di recepimento (d.lgs. 5/2026), pubblicato nel
gennaio 2026, ha tra l’altro recepito nell’ordinamento italiano i target di consumo al 2030 dell’idrogeno
rinnovabile non biologico e relativi derivati (altrimenti definiti, con terminologia anglosassone, RFNBO
ovvero “Renewable Fuels of Non-Biological Origin”) per gli utilizzi nel settore industriale e dei trasporti.
Nel 2025 ha preso avvio l’attività di recepimento della direttiva (UE) 2024/1788 del Parlamento europeo




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                                                                             Relazione sulla performance 2025

e del Consiglio del 13 giugno 2024 relativa a norme comuni per i mercati interni del gas rinnovabile, del
gas naturale e dell’idrogeno nell’ambito del così detto ‘Pacchetto europeo sui gas decarbonizzati e
idrogeno’; nel giugno 2025, Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente
e della Sicurezza Energetica, lo schema di disegno di legge, elaborato dal Ministero, che individua e
attribuisce poteri e risorse all’Autorità di regolazione per l’idrogeno; il disegno di legge è stato trasmesso
alle Camere per il successivo esame.
        Si ricorda, inoltre, che il 21 gennaio 2025, nella Cornice di Villa Madama a Roma, l’Italia ha ospitato
la prima riunione Penta-ministeriale per il Corridoio Meridionale Idrogeno, organizzata dal Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione
Internazionale; gli alti rappresentanti di Italia, Germania, Austria, Algeria e Tunisia, alla presenza della
Commissione Europea e della Svizzera, in qualità di Paese osservatore, hanno firmato una dichiarazione
comune d’intenti per lo sviluppo del Corridoio, il progetto infrastrutturale di condotte, di più di 3300 km,
che intende connettere i Paesi della sponda africana del Mediterraneo con l’Italia e l’Europa centrale,
trasportando l’ idrogeno, prodotto attraverso le rinnovabili nel Nord Africa, verso i principali cluster di
consumo; alla Ministeriale è seguito un forum imprenditoriale che ha coinvolto le imprese dei paesi
firmatari della dichiarazione, lungo tutta la catena di valore; l’evento ha radunato circa 130 partecipanti
fra delegazioni istituzionali e settore industriale provenienti dai vari Paesi coinvolti. Nel 2025 è proseguita
l’attività del gruppo di lavoro trilaterale Italia-Austria-Germania, guidato dai Direttori Generali
competenti in materia, per l’implementazione del Corridoio Meridionale Idrogeno; il gruppo di lavoro
trilaterale si è riunito fisicamente in Germania (Stoccarda) e Austria (Vienna): le riunioni si sono svolte
seguendo il così detto «formato di Roma» che prevede tavoli di lavoro paralleli dei Ministeri, delle Autorità
Regolatorie e dei TSO ed una plenaria di sintesi, a conferma della validità del modello di cui il MASE si
era fatto promotore nella precedente trilaterale svolta in Italia (luglio 2024): tra le diverse attività del 2025
meritano una menzione particolare quelle relative alla definizione delle basi per un Segretario congiunto
dell’iniziativa, con l’obiettivo di rafforzare il coinvolgimento operativo dei partner del sponda sud del
Mediterraneo, e all’avvio del monitoraggio per una pianificazione integrata del progetto, sia rispetto agli
avanzamenti delle differenti sezioni del progetto negli Stati partecipanti, sia rispetto alle diverse fasi della
catena del valore legata all’idrogeno; le attività del gruppo trilaterale sono state affiancate da periodici
meeting dei tecnici dei Ministeri che, ogni due settimane, si sono incontrati da remoto per affrontare i
diversi aspetti connessi allo sviluppo del Corridoio. L’ottimo coordinamento del gruppo di lavoro
trilaterale si è manifestato anche nei gruppi macro-regionali di selezione dei Progetti di Interesse Comune
(PCI) e Mutuo (PMI), ai sensi del nuovo Regolamento (UE) 2022/869 sulle infrastrutture energetiche
transeuropee (TEN-E), dove ogni sezione nazionale del Corridoio Meridionale Idrogeno ha ricevuto il
reciproco supporto di tutti gli altri Stati partecipanti al progetto, diversamente a quanto avvenuto per altri
corridoi concorrenti; a conclusione della procedura di selezione, il Regolamento Delegato (UE) 2026/764
della Commissione del 1° decembre 2025 ha confermato l’inserimento dei progetti del Corridoio
Meridionale Idrogeno, tra cui l’Italian H2 Backbone (Dorsale Italiana per l’Idrogeno), nel secondo elenco
dei Progetti di Interesse Comune e Mutuo (PCI/PMI); rispetto alla precedente lista della Commissione,
datata 2023, sono stati inclusi nell’elenco anche: la derivazione della dorsale italiana che da Poggio
Renatico porta al confine con la Svizzera; il tratto offshore di connessione tra la Sicilia e la Tunisia; un
progetto di stoccaggio dell’idrogeno in sottosuolo e una condotta di trasporto di connessione tra la Grecia
e la Puglia; l’inserimento nell’elenco PCI/PMI consente ai progetti, tra l’altro, di avere la possibilità di
applicare per il successivo processo di selezione per i fondi europei del programma Connecting Europe
Facility- Energy.
      Nel 2025 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e in coordinamento
con il Vicepresidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli Esteri e della Cooperazione
Internazionale è stata organizzata a Roma il 21 gennaio la prima riunione Pentaministeriale sul corridoio




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

meridionale dell’idrogeno (l’infrastruttura che trasporterà idrogeno, collegando l’Algeria e la Tunisia con
i futuri centri di consumo in Italia, Austria e Germania meridionale) che ha coinvolto tutti i cinque Paesi,
alla presenza della Commissione europea e della Svizzera in qualità di osservatore. I lavori di
organizzazione della Pentaministeriale e del Business Forum, tenutosi ai margini della riunione con la
partecipazione dei soggetti della filiera industriale dell‘idrogeno dei cinque Paesi coinvolti, hanno
coinvolto gli uffici della DG MIE e della DIE-INT, in coordinamento con il MAECI. Al contempo è
stata negoziata e firmata con le controparti dei cinque Paesi una Dichiarazione congiunta di intenti a
sostegno del progetto. Nel corso dell’anno si sono tenute la quinta e sesta riunione del Trilateral Working
Group sul progetto, a Stoccarda (6-7 marzo) e a Vienna (22 ottobre), gruppo di lavoro trilaterale, guidato
dai Direttori Generali competenti in materia. Le attività del gruppo trilaterale sono state affiancate da
periodiche riunioni dei tecnici dei Ministeri che, ogni due settimane, si incontrano da remoto per
affrontare i diversi aspetti connessi allo sviluppo del Corridoio.
       Nel corso del 2025 inoltre, sono proseguite le attività relative al programma di incentivazione rivolto
a professionisti ed imprese, di cui al decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, che istituiva un fondo di
novanta milioni di euro finalizzato all'erogazione di contributi per l'installazione di infrastrutture per la
ricarica di veicoli elettrici, con l’emanazione degli ultimi decreti di concessione ed erogazione relativi
all’apertura dello sportello 2024. Le attività proseguiranno ora con la fase di verifica e controlli
       Sono poi state implementate le attività previste dal decreto ministeriale del 16 marzo 2023, con il
quale sono state approvate le “Modalità per il funzionamento della Piattaforma unica nazionale dei punti
di ricarica per i veicoli a energia elettrica - PUN.”. La PUN è il portale istituzionale dedicato a mappare
tutte le infrastrutture di ricarica sul territorio nazionale e consente di visualizzare i punti di ricarica per i
veicoli elettrici distribuiti sul territorio nazionale e fornisce informazioni sulla localizzazione dei punti di
ricarica, la tipologia di alimentazione, la potenza massima erogabile, il gestore dell'infrastruttura e lo stato
del punto di ricarica. In particolare, nel corso del 2025 è stato completato lo sviluppo di un’app, lanciata
sui principali stores, destinata all’utenza per facilitare l’accesso al portale. Il GSE ha inoltre acquisito un
nuovo software che potenzierà il servizio di data analysis con ricadute positive anche sulla predisposizione
della Relazione annuale sull’andamento del servizio offerto, e soprattutto sul raggiungimento degli
obiettivi previsti dal regolamento AFIR.
       Nell’ottobre 2025 è stato inviato alla Commissione Europea il Progetto di Quadro Strategico
Nazionale, redatto in collaborazione con il MIT, ARERA, GSE ed RSE, previsto dal Regolamento UE
AFIR, che mette a disposizione della CE un panorama sullo stato attuale del settore dei trasporti nel
nostro paese e soprattutto illustra possibili futuri scenari in vista della pianificazione delle prossime
politiche nazionali.
       Il decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 12 gennaio 2024, n. 17, con
l’art.17 ha affidato alla Direzione generale domanda ed efficienza energetica, tra le altre, le competenze
in materia di mobilità sostenibile e di promozione dell’utilizzo dei gas rinnovabili nel trasporto, ed in
particolare gli “Indirizzi e direttive operative alla Servizi Fondo bombole metano (SFBM) per l’attività di
sicurezza delle bombole di metano ed idrogeno nei trasporti”. In tale ambito, in attuazione dell’articolo
62-bis, comma 2, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
settembre 2020, n. 120, è proseguita l’interlocuzione con la Presidenza del Consiglio dei ministri in
relazione alla predisposizione di uno schema di di Regolamento volto a semplificare gli adempimenti
connessi allo svolgimento delle attività di riqualificazione delle bombole contenenti gas naturale ovvero
metano compressi. Nell’anno, acquisito di nuovo il concerto del MIT, è stata trasmessa alla PCM una
nuova bozza di regolamento, corredata delle necessarie relazioni illustrative, che recepiva le osservazioni
formulate




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                                                                            Relazione sulla performance 2025

       Sempre in relazione alle direttive da impartire alla SFBM, il 13 giugno 2025 è stato emanato il
decreto direttoriale n. 77 con il quale, sulla base dell’analisi svolta sul budget previsionale per l’anno 2025
trasmesso da Acquirente Unico, è stato confermato in via definitiva il contributo per l’anno 2024 ed è
stato determinato l’ammontare provvisorio del contributo per l’anno 2025, ai sensi del comma 4 dell’art.
62 - bis di cui al decreto-legge 16 luglio 2020, con il decreto ministeriale 11 gennaio 2024 n. 11.
      É proseguita poi anche nel 2025 l’attività di monitoraggio ed eventuale sanzionamento in relazione
al superamento delle emissioni in atmosfera climalteranti da parte dei soggetti che immettono in consumo
carburanti destinati al settore dei trasporti (GHG savings) e nei confronti delle aziende obbligate
all’immissione in consumo di biocarburanti: per questo settore sono stati riconosciuti sanzionabili nel
2025 n. 12 soggetti su 55 dichiaranti.
       Anche l’attività volta al monitoraggio sull’avvio e lo sviluppo della filiera del biometano è proseguita
in collaborazione con il GSE s.p.a con la verifica delle aziende che hanno richiesto la qualifica necessario
per l’accesso agli incentivi previsti dalla normativa vigente (DM Mise (ora Mase) 2 marzo 2018, art. 5 e
6).
       Al fine di contribuire al processo di decarbonizzazione nel settore dei trasporti, nel corso del 2025
è stato predisposto ed emanato il decreto direttoriale n. 198 del 3 novembre 2025 ammesso a registrazione
presso la Corte di conti i 2 dicembre 2025 con il n. 3494. Questo decreto stabilisce un sistema di incentivo
destinato a promuovere e sostenere gli interventi di riconversione verde delle raffinerie tradizionali di
carburanti fossili verso la produzione di biocarburanti liquidi da utilizzare anche in purezza.
       Nell’ambito del processo di liberalizzazione del mercato energetico finale, l’attività si è concentrata
sull’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori attraverso l’adozione del Regolamento 19 maggio
2025, n. 85, che ha disciplinato la riforma dell’elenco dei venditori di gas naturale ai clienti finali, in
attuazione delle modifiche al quadro normativo di riferimento introdotte con la legge concorrenza 2022.
L’elenco, al pari dell’analogo elenco del settore elettrico (DM 25 agosto 2022, n. 164), consente di
qualificare il settore della vendita di gas, aumentare la trasparenza e, quindi, fornire più fiducia ai
consumatori nel mercato stesso. La riforma rientra tra gli obiettivi di policy per migliorare la trasparenza
e favorire la scelta dei fornitori da parte dei consumatori energetici nel libero mercato, introdotta con la
revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), approvata con decisione di esecuzione del
Consiglio n. 160551 del 5 dicembre 2023 (M1C2-11). Nel corso del 2025 è stata, inoltre, effettuata l’attività
di controllo sul possesso dei requisiti per la permanenza nell’elenco dei soggetti abilitati alla vendita di
energia elettrica a clienti finali su un campione del 5% delle imprese iscritte, nell’ottica di garantire
trasparenza e tutela dei consumatori. Si segnalano, altresì, i lavori per il recepimento della direttiva
2024/1711 per quanto riguarda il miglioramento dell’assetto del mercato dell’energia elettrica, con
l’obiettivo principale di assicurare che i clienti finali, civili e imprese, possano usufruire dei benefici
connessi alla crescente diffusione delle energie rinnovabili, e più in generale alla transizione energetica, e
di creare le condizioni perché gli stessi utenti possano concretamente svolgere un ruolo attivo nella
transizione. L’attività per il recepimento della richiamata direttiva si è conclusa con l’adozione del decreto
legislativo 7 gennaio 2026, n. 3.
       Nel contesto del pacchetto di proposte “Fit for 55%”, nel corso del 2025 il Ministero ha contribuito
alla definizione della legislazione secondaria europea discendente dalle modifiche introdotte dalle direttive
(UE) 2023/958 e (UE) 2023/959, proseguendo contestualmente le attività di adeguamento dell’impianto
amministrativo nazionale.
      Con riferimento sia al sistema EU ETS sia al nuovo sistema ETS2, il Ministero ha continuato a
coordinare le attività necessarie all’implementazione delle nuove disposizioni, incluso il coordinamento
per la costituzione dei nuovi Comitati, l’adattamento dell’impianto amministrativo e l’estensione dei




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servizi del Portale ETS ai nuovi soggetti obbligati. In particolare, per quanto riguarda ETS2, è proseguita
l’attività di implementazione delle procedure e degli strumenti necessari all’avvio del sistema, con
specifico riferimento al rilascio delle autorizzazioni ai soggetti regolamentati e alla prima raccolta delle
comunicazioni delle emissioni.
       Sempre nel corso del 2025 il Ministero ha continuato a monitorare l’applicazione della disciplina
CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) per il periodo transitorio (1° gennaio 2024 – 31
dicembre 2025), gestendo il servizio di supporto di primo livello agli operatori per le problematiche di
registrazione e per l’assistenza alla compilazione delle relazioni, nonché per la gestione delle richieste di
assistenza inviate attraverso il CBAM Transitional Registry da parte dei dichiaranti già registrati. A partire
dal mese di aprile, l’attività è stata ampliata al fine di consentire l’istruttoria delle pratiche di richiesta della
qualifica di dichiarante autorizzato, mediante la definizione della procedura autorizzativa e
l’organizzazione delle relative attività connesse. È inoltre proseguita la partecipazione alle iniziative della
DG TAXUD della Commissione europea relative all’implementazione del CBAM, anche in vista della
sua semplificazione.
      Nel corso del 2025 è proseguita altresì l’attuazione del Fondo per la transizione energetica del
settore industriale (c.d. Fondo TESI), attraverso l’erogazione di oltre 610 milioni di euro alle imprese
esposte al rischio di carbon leakage indiretto, quale compensazione dei costi indiretti dell’energia elettrica
sostenuti nel corso del 2024 in relazione al sistema EU ETS.
      All’interno del PNIEC, tramite ipotesi di scenario basate sulle analisi della Piattaforma Nazionale
per un Nucleare Sostenibile (dettagli più avanti), è stato evidenziato il ruolo che le tecnologie nucleari
potranno assumere, insieme e a supporto delle fonti rinnovabili, nella transizione energetica verso la
neutralità climatica, contribuendo a migliorare la sicurezza energetica del nostro Paese, in particolare,
attraverso una fornitura di energia stabile e continua e riducendo la vulnerabilità alle interruzioni di
approvvigionamento esterno e la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
      La Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile (PNNS), istituita con D.M. 16 novembre
2023 con l’obiettivo di sviluppare linee guida e una roadmap, con orizzonte al 2050, per l’inserimento
delle nuove tecnologie nucleari nel mix energetico nazionale, con particolare attenzione agli Small
Modular Reactors (SMR) e agli Advanced Modular Reactors (AMR), nonché all’energia da fusione, in
un’ottica di complementarità con la generazione da fonti rinnovabili, ha concluso le proprie attività nel
mese di ottobre 2024 con la finalizzazione dei rapporti conclusivi dei sette Gruppi di Lavoro tematici,
successivamente pubblicati nel mese di aprile 2025 sul sito istituzionale di questo Ministero.
       Sulla base dei risultati della PNNS, e in continuità con gli indirizzi strategici già delineati nel PNIEC,
il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 28 febbraio 2025, ha approvato in esame preliminare, su proposta
di questo Ministero, lo schema di disegno di legge recante “Delega al Governo in materia di energia
nucleare sostenibile”, con l’obiettivo di intervenire in forma organica sulla materia della produzione di
energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione. Il suddetto schema di disegno di legge ha quindi
ricevuto, in data 30 luglio 2025, il parere positivo della Conferenza Unificata Stato-Regioni ed è stato
definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 2 ottobre 2025. Successivamente, in
data 1° dicembre 2025, è stato assegnato alla Camera dei Deputati (Commissioni riunite VIII - Ambiente,
territorio e lavori pubblici e X - Attività produttive, commercio e turismo), con Atto Camera n. 2669,
entrando nella fase di esame parlamentare. Una volta approvato dal Parlamento, il provvedimento
conferirà al Governo la delega per adottare un quadro legislativo organico volto a disciplinare l’intero
ciclo di vita del nucleare, nell’ambito di un Programma Nazionale, prevedendo l’adozione dei relativi
decreti legislativi attuativi entro i successivi dodici mesi.




                                                         30
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2025

      In materia nucleare, rileva altresì evidenziare il coinvolgimento del Paese come co-coordinatore,
insieme alla Francia e alla Romania, nei lavori per la definizione del programma IPCEI (Important Project
of Common European Interest - Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) sulle tecnologie
nucleari innovative. Il programma è finalizzato al finanziamento di progetti strategici di interesse europeo
volti al conseguimento degli obiettivi di innovazione radicale e di elevata rilevanza tecnologica e
produttiva, attraverso uno sforzo congiunto del settore pubblico e privato degli Stati membri. In
particolare, nel corso del 2025 è iniziata la fase di progettazione (design phase), che ha previsto la
consultazione degli stakeholder potenzialmente interessati a partecipare all’iniziativa e ha condotto, nel
mese di dicembre 2025, alla redazione della National Consultation Synthesis.
       Infine, a livello europeo, oltre all’adesione nel 2024 del MASE, insieme a più di 50 soggetti pubblici
e privati nazionali, all’Alleanza Industriale Europea sugli SMR, a partire da giugno 2025 l’Italia è
ufficialmente membro attivo dell’Alleanza Europea sul nucleare, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo
industriale e tecnologico dell’energia nucleare.
      In materia di ricerca, nel corso del 2025, sono stati promossi interventi a supporto della ricerca
applicata e industriale mediante l’attivazione di strumenti finanziari dedicati, sviluppati anche in
collaborazione con programmi europei e iniziative pubblico-private. Queste azioni sono orientate a
rafforzare l’ecosistema nazionale dell’innovazione nel settore energetico, con l’obiettivo di sostenere il
ruolo dell’Italia nella transizione verde e favorire la costruzione di un sistema energetico più solido,
sostenibile e indipendente.
       In questa direzione, è stata data centralità allo sviluppo di interventi strutturati a supporto della
ricerca e dell’innovazione tecnologica legate alla transizione energetica, grazie alla definizione del Piano
della Ricerca di Sistema Elettrico Nazionale 2025–2027 e alla realizzazione delle azioni previste dal
programma Mission Innovation 2024–2026.
       Per quanto riguarda il Piano della ricerca di sistema elettrico nazionale le attività condotte nel 2025
si sono sviluppate in continuità con le attività avviate nel 2024, che hanno rappresentato un prerequisito
indispensabile per la realizzazione delle azioni previste nell’anno in corso. In data 24 febbraio 2025 gli
Affidatari hanno provveduto a trasmettere le proposte di progetto afferenti ai propri Piani Triennali di
Realizzazione sull’apposito portale telematico predisposto da CSEA. Successivamente, sono stati
nominati gli Esperti per le attività di valutazione che hanno avuto inizio nel mese di marzo 2025. A
conclusione delle suddette attività con la consegna da parte delle Commissioni delle relazioni per ciascuno
dei progetti esaminati costituenti i tre PTR, tutti i progetti sono stati considerati ammissibili al
finanziamento a meno degli stralci e delle prescrizioni riportati dagli Esperti. Pertanto, in data 1° agosto
2025, gli Affidatari sono stati invitati a implementare le prescrizioni, laddove previste, degli Esperti nei
relativi Piani Triennali di Realizzazione. Il DM 12.04.2024 dispone all’articolo 4, comma 3.6, che il MASE
dispone l’ammissione dei progetti di ricerca valutati positivamente ai contributi del Fondo. In particolare,
i PTR, come rimodulati dagli Affidatari per implementare le prescrizioni e gli stralci definiti dagli esperti,
e successivamente rivalutati da questi ultimi, costituiscono il capitolato tecnico degli Affidatari allegato
dall’AdP.
      Il MASE, preso atto delle valutazioni degli Esperti di ammissibilità dei progetti di ricerca ai
contributi del Fondo e ritenuto concluso il procedimento di valutazione ha disposto l’ammissione dei
succitati PTR ai contributi del Fondo, nei limiti delle disponibilità assegnate dal DM 388.
     Pertanto, ha comunicato agli Affidatari l’ammissione dei progetti ai contributi del Fondo e
trasmesso l’Accordo di Programma per la sottoscrizione.
     Ai sensi dell’articolo 4, comma 3.6, del DM 12.04.2024, ammessi i progetti al Fondo, è stipulato
l’AdP e sono avviati i progetti. Di conseguenza, è stato sottoscritto l’Accordo di Programma in data




                                                     31
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

17.10.2025 e rubricato al registro documentale del MASE in data 20.10.2025 al n. 69. Con decreto
direttoriale 23.10.2025, n. 417 è stato approvato il suddetto AdP, successivamente trasmesso agli organi
di controllo per i visti di competenza.
       Infine, nel corso del 2025, il MASE ha avviato un’attività di monitoraggio con i soggetti attuatori
del Piano per la ricerca di sistema del settore elettrico. In particolare, considerato che ai sensi dell’art. 6,
comma 5, del DM 139/2024, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica può disporre in ogni
momento verifiche sullo stato di avanzamento dei progetti, ai fini di consentire il monitoraggio delle
attività di ricerca nelle aree prioritarie di intervento del PT 2025-2027 intraprese dagli Affidatari, così
come individuate nell’Allegato A) TABELLA 1, del DM 388/2024, è stato chiesto agli Enti Affidatari,
RSE S.p.A., ENEA e CNR, di trasmettere una relazione che evidenziasse lo stato di avanzamento
procedurale, fisico e finanziario delle attività.
       Con riferimento al programma Mission Innovation 2.0, in attuazione del DM 386/2023, nel corso
del 2025, in aggiunta all’Avviso Materie Prime Critiche e Materie Prime Strategiche pubblicato nel 2024,
sono stati pubblicati i seguenti Avvisi pubblici, adottati con provvedimento direttoriale:
     • Fonti Rinnovabili Non programmabili, pubblicato il 03 aprile 2025, dedicato a progetti volti alla
promozione dell’integrazione di elevati livelli di energia solare fotovoltaica e/o eolica attraverso soluzioni
innovative per l’installazione, la gestione e il monitoraggio degli impianti;
      • Flessibilità e accumulo energetico, pubblicato il 03 aprile 2025, dedicato a progetti volti ad
aumentare la flessibilità delle reti elettriche al fine di integrare efficacemente le fonti rinnovabili non
programmabili, anche tramite l’utilizzo di sistemi di accumulo;
       • Dati e digitalizzazione di rete, pubblicato il 03 aprile 2025, dedicato a progetti volti allo sviluppo
di soluzioni digitali, quali piattaforme interoperabili, Digital Twin e tecniche di intelligenza artificiale volti
a migliorare la pianificazione, la manutenzione e l’esercizio delle infrastrutture elettriche.
      • Bioidrogeno e biocarburanti, pubblicato il 03 aprile 2025, dedicato a progetti volti allo sviluppo
di processi per la produzione e/o purificazione di bioidrogeno e biocarburanti, recupero dei sottoprodotti
ed incremento della sostenibilità e miglioramento dell’impatto ambientale della catena di
approvvigionamento;
      • Elettrolizzatori e reti, pubblicato il 03 aprile 2025, dedicato a progetti volti a promuovere lo
sviluppo dell’elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili e sviluppare soluzioni flessibili per facilitare la sua
integrazione con la rete elettrica.
     Nel corso dell’anno si sono svolte le attività di valutazione amministrativa e tecnico-economica dei
6 bandi.
      In particolare:
     • relativamente a Materie Prime Critiche e Materie Prime Strategiche, è stata approvata la
graduatoria in data 06.08.2025, con il decreto direttoriale n. 284;
      • la graduatoria dell’Avviso Bioidrogeno e biocarburanti è stata approvata in data 18.11.2025, con
decreto direttoriale n. 462;
       • la graduatoria dell’Avviso Elettrolizzatori e reti è stata approvata in data 04.11.2025, con decreto
direttoriale n. 432;
      • la graduatoria dell’Avviso Fonti Rinnovabili Non programmabili è stata approvata in data
18.11.2025, con decreto direttoriale n. 463;




                                                       32
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2025

      • la graduatoria dell’Avviso Dati e digitalizzazione di rete è stata approvata in data 18.11.2025, con
decreto direttoriale n. 461;
      • la graduatoria dell’Avviso pubblico Flessibilità e accumulo energetico è stata approvata in data
01.12.2025, con decreto direttoriale n. 489.
       Nel corso del 2025, per il bando Materie Prime Critiche e Materie Prime strategiche, sono state
finalizzate le attività di contrattualizzazione dei 14 progetti ammessi in graduatoria.
       Sempre nell’ambito dell’iniziativa Mission Innovation 2.0, con riferimento all’Accordo di
Programma tra ENEA e MASE per la definizione di un Programma Ricerca Nucleare (PRN), a seguito
della registrazione della Corte dei conti in data 30 gennaio 2025, al n. 285, si è proceduto alla nomina
degli Esperti designati per la valutazione di ammissibilità del Piano Ricerca Nucleare. La Commissione di
esperti, pur esprimendo un giudizio di ammissibilità del PRN, ha evidenziato taluni aspetti da attenzionare
ed alcuni ambiti da presidiare. Il PRN revisionato da ENEA sulla base delle osservazioni degli esperti è
stato approvato con decreto direttoriale 07.08.2025, n. 292. Per l’attuazione del PRN, attesa la
rimodulazione del cronoprogramma e la richiesta di proroga al 30 settembre 2028 dell’Accordo di
Programma MASE-ENEA, al fine di consentire la completa attuazione delle attività definite nel PRN
revisionato da ENEA sulla base delle osservazioni della Commissione di Esperti, è stato stipulato l’atto
integrativo del suddetto Accordo di programma, approvato con decreto direttoriale n. 528 del 17
dicembre 2025.
       Nel corso dell’anno precedente, sono stati avviati interventi a sostegno della ricerca applicata e
industriale, attraverso l’attivazione di specifici strumenti di finanziamento, anche in sinergia con
programmi europei e partenariati pubblico-privati. Tali misure mirano a consolidare un ecosistema
dell’innovazione energetica nazionale, capace di contribuire in modo significativo alla leadership italiana
nel campo della transizione verde e alla realizzazione di un sistema energetico più resiliente, sostenibile e
autonomo. In tale prospettiva, er stata attribuita priorità allo sviluppo di misure strutturate di sostegno
alla ricerca e all’innovazione tecnologica per la transizione energetica, attraverso la predisposizione del
Piano della Ricerca di Sistema Elettrico Nazionale 2025–2027 e l’attuazione delle iniziative previste
nell’ambito del programma Mission Innovation 2024–2026.
       A tal fine, il Ministero aveva adottato il Decreto Ministeriale n. 139 del 12 aprile 2024, recante
riforma della disciplina relativa alla Ricerca di Sistema Elettrico, con l’obiettivo di razionalizzare le
tempistiche e semplificare le modalità istruttorie connesse all’approvazione del Piano Triennale, al fine di
accelerare l’attuazione delle misure di ricerca e favorire l’efficienza amministrativa del sistema. Il Piano
Triennale 2025–2027, approvato con Decreto Ministeriale n. 388 del 6 novembre 2024, orienta le attività
di ricerca verso un ampio spettro di tecnologie energetiche strategiche, ed è sostenuto da un
finanziamento pubblico superiore a 240 milioni di euro, in piena coerenza con il SET Plan europeo, il
PNIEC nazionale, il pacchetto normativo Fit-for-55, le misure previste dal piano REPowerEU e gli
obiettivi della seconda fase dell’iniziativa Mission Innovation.
      In relazione a quest’ultima, la seconda fase dell’iniziativa Mission Innovation è stata avviata con
Decreto Ministeriale n. 386 del 17 novembre 2023, che ha definito le modalità generali di attuazione
attraverso l’elaborazione di programmi e progetti specifici. Nell’anno 2024 sono stati sottoscritti atti
convenzionali con ENEA, RSE e CSEA, finalizzati allo svolgimento di attività di supporto all’iniziativa.
In attuazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, del medesimo decreto e in esecuzione
dell’Accordo di Programma MASE–ENEA n. 40 del 16 luglio 2024 e dell’Atto Integrativo n. 92 del 10
dicembre 2025, è stato trasmesso il Programma di Ricerca Nucleare (PRN), che individua le linee di
intervento fino al 30 settembre 2028, anche sulla base degli obiettivi della Piattaforma Nazionale per un
Nucleare Sostenibile (PNNS). Nell’ambito delle attività previste dall’Accordo di Programma, il 29 aprile




                                                     33
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

2026 è stato pubblicato il bando per manifestazioni di interesse rivolto ai Collegi di Dottorato universitari,
finalizzato al co-finanziamento di n. 20 borse di dottorato di ricerca nazionali.

    •   Produzione e consumo sostenibili
Nell’ambito delle misure del “Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi nel
settore della pubblica amministrazione” (PAN-GPP), di cui al decreto ministeriale 3 agosto 2023, è stato
adottato il decreto direttoriale del 6 febbraio 2025 che definisce la programmazione annuale delle attività
destinate alla predisposizione e all’aggiornamento dei criteri ambientali minimi. In tale contesto e in
relazione alle esigenze di adeguamento a normative tecniche, nel corso del 2025 sono stati adottati i
seguenti decreti ministeriali:

         •   Aggiornamento dei “Criteri ambientali minimi per gli affidamenti relativi ai servizi di ristoro
             e alla distribuzione di acqua di rete a fini potabili”, di cui al decreto 6 novembre 2023, adottato
             con D.M. 9 aprile 2025;
         •   Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti
             urbani, del servizio di pulizia e spazzamento stradale, della fornitura dei relativi veicoli e dei
             contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani (CAM gestione rifiuti)”, adottati con
             D.M. 7 aprile 2025;
         •   “Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento del servizio di progettazione ed esecuzione dei
             lavori di costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali (CAM
             Strade)”, adottati con decreto correttivo 11 settembre 2025;
         •   “Criteri ambientali minimi per l'affidamento di servizi di progettazione e affidamento di
             lavori per interventi edilizi”, adottati con D.M. 3 dicembre 2025.

      In merito alle produzioni e consumi sostenibili, è staro redatto lo Schema di Piano d’Azione
nazionale in materia di Consumo e Produzione sostenibili (PAN CPS) di cui all’art. 21, comma 4 della
legge n. 221 del 2015, inviato al Dipartimento Sviluppo Sostenibile con nota prot. n. 237180 del 23
dicembre 2024.

       Lo schema di Piano è stato condiviso con i Ministeri concertanti - MIMIT, MEF e MASAF – ed è
stato aggiornato e integrato sulla base dei contributi pervenuti. Il PAN CPS si inserisce nel quadro delle
politiche internazionali e nazionali connesse agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con
particolare riferimento all’obiettivo 12 “Assicurare modelli di produzione e consumo sostenibili”, nonché
agli obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, di cui si configura come ulteriore
strumento attuativo. Le misure previste risultano inoltre coerenti con quelle delineate nella Strategia
nazionale per l’economia circolare, nel Programma nazionale per la gestione dei rifiuti e nel Piano
nazionale di ripresa e resilienza. Esse anticipano e favoriscono l’attuazione dei più recenti indirizzi
normativi dell’Unione europea, in particolare in materia di progettazione ecocompatibile dei prodotti
sostenibili, imballaggi, dichiarazioni e asserzioni ambientali e responsabilizzazione dei consumatori nella
transizione verde.

      Entro il primo semestre del 2026 è prevista la chiusura della consultazione pubblica del Piano, a
cui seguirà la possibile revisione dello schema di Piano sulla base dei contributi e delle osservazioni
pervenute.

     Sul fronte delle attività connesse all’attuazione del Regolamento UE 2024/1781, sulla progettazione
ecocompatibile dei prodotti sostenibili, sono proseguiti i lavori del “Tavolo Ecodesign”, in linea con




                                                      34
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

quanto previsto dal Cronoprogramma di attuazione della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare,
adottato con decreto D.M. 19 settembre 2022, n. 342.

      Il Tavolo è articolato in 5 Gruppi di lavoro, che rispecchiano i settori prioritari individuati con il
Piano di lavoro 2025-2030, adottato con Decisione della Commissione europea del 16 aprile 2025 (tessili;
pneumatici; ferro, acciaio e alluminio; prodotti connessi all’energia; requisiti orizzontali di riparabilità;
requisiti orizzontali di riciclabilità e contenuto di riciclato). Entro giugno 2026 verrà istituito un sesto
Gruppo di lavoro su Arredi e materassi.

       Il Tavolo ha il compito di supportare le Amministrazioni competenti nella definizione, in fase
ascendente, dei requisiti di progettazione ecocompatibile per ciascun gruppo di prodotti disciplinato dal
Regolamento, anche mediante un confronto costante con gli stakeholder; in fase discendente, esso
contribuisce all’individuazione di iniziative volte a favorire la concreta applicazione, a livello industriale,
dei requisiti di progettazione definiti in ambito unionale.

       Il Tavolo e i Gruppi di lavoro hanno permesso di elaborare contributi e osservazioni a diversi studi
preparatori del JRC, in particolare in tema di prodotti tessili, apparecchiature elettriche ed elettroniche,
acciaio e requisiti orizzontali di riparabilità.

       Nell’ambito della gestione e coordinamento dello schema nazionale volontario per la valutazione e
la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti denominato “Made Green in Italy” (MGI),
disciplinato dal decreto MATTM n.56/2018, nell’anno 2025 sono state svolte le attività di aggiornamento
di n° 8 “regole di categoria di prodotto” (RCP), in particolare: RCP "Pasta secca", RCP "Tessuti in lana
cardata o peli fini cardati", RCP "Aceto", RCP "Provolone Valpadana DOP", RCP "Geotessili e prodotti
correlati", RCP "Servizi delle attività di lavanderia industriale", RCP "Imballaggi in legno” e RCP
"Formaggio Grana Padano DOP". Inoltre, sono state completate le istruttorie di adesione allo schema
MGI per 47 nuovi prodotti, intesi come beni servizi, che hanno riguardato sia il settore agroalimentare
che il settore industriale. Nell’ambito della gestione e coordinamento del Programma VIVA “La
sostenibilità nella vitivinicoltura in Italia”, avviato nel 2011 dal Ministero, sono stati sottoscritti
nell’annualità 2025 n. 39 nuovi accordi volontari per l’adesione al Programma VIVA; 35 Aziende hanno
ottenuto o rinnovato la certificazione VIVA di Organizzazione; 14 prodotti hanno ottenuto la
certificazione VIVA di Prodotto, raggiungendo a fine anno la quota totale di 87 certificazioni VIVA attive
(66 di Organizzazione e 21 di Prodotto). Nell’ambito della gestione e coordinamento del Programma per
la valutazione dell’impronta ambientale, nell’anno 2025 è stato prorogato n. 1 accordo volontario per
l’adesione al Programma, relativo all’azienda Crocco S.p.a., ed è stata realizzata l’analisi della
documentazione tecnica per l’adesione di n.10 prodotti, arrivando a un totale di n. 6 accordi attivi e alla
quota di 47 prodotti che aderiscono al programma.

       Tali risultati hanno consentito di raggiungere ampiamente il target prefissato per l’annualità 2025
dell’obiettivo strategico OT61, pari a 120 imprese/prodotti che aderiscono al programma VIVA, al
Programma per la valutazione dell’impronta ambientale, allo Schema "Made Green in Italy. In particolare,
il target raggiunto è di 253 imprese/prodotti (47 per Programma per la valutazione dell’impronta
ambientale, 116 per lo schema Made Green in Italy e 90 per il Programma VIVA).

       Nel 2025 il Ministero ha continuato le attività riguardanti l’Accordo di collaborazione ex art.15
della legge 241/90 con l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico
sostenibile - ENEA al fine di svolgere ogni azione e/o iniziativa finalizzata ad assicurare l’attuazione del
tema 8 della Strategia Nazionale Economia Circolare “sostegno ai progetti di simbiosi industriale
attraverso strumenti normativi e finanziari, nonché tutte le attività funzionali alla realizzazione di un




                                                      35
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

sistema integrato di strumenti e funzionalità per la implementazione della simbiosi industriale a livello
nazionale”. Nello specifico si stanno definendo possibili piani di formazione per la PA in temi di simbiosi;
è in fase di sperimentazione la nuova piattaforma di simbiosi industriale ed in fase di sviluppo degli
strumenti per definire e promuovere gli ecodistretti circolari.

      Nell’anno 2025 sono proseguite le attività relative al negoziato europeo sulla proposta di direttiva
“Green Claims”, con la predisposizione delle schede contenenti indicazioni condivise con gli stakeholders
da sottoporre agli organi di vertice politico e alla Rappresentanza permanente presso l’UE per la
partecipazione ai COREPER e ai Working party on Environment (WPE).

        Nell’ambito delle attività di promozione e diffusione dei sistemi di certificazione europei quali il
marchio Ecolabel UE (Regolamento 66/2010) e il sistema comunitario di ecogestione e audit EMAS
(Regolamento 1221/2009), il Ministero ha proseguito nell’attività di supporto al Comitato per l’ecolabel
e l’Ecoaudit. Nel 2025 il suddetto Comitato, a valle di n. 501 istruttorie per la registrazione EMAS, ha
rilasciato n. 65 nuove registrazioni ed estensioni e n. 361 rinnovi e, per il marchio Ecolabel UE per
prodotti e servizi, a valle di n. 202 istruttorie, ha rilasciato n. 54 nuovi contratti, n. 146 estensioni e n. 2
rinnovi.

      Al fine di assicurare l’efficace attuazione delle funzioni di vigilanza del mercato attribuite al
Ministero dal decreto legislativo 12 ottobre 2022, n. 157, nel corso del 2025 è stata consolidata e resa
pienamente operativa la struttura di vigilanza avviata negli anni precedenti. Nello specifico sono state
rafforzate in modo significativo le capacità operative dell’Amministrazione, attraverso l’acquisizione di
competenze specialistiche, il supporto tecnico-operativo e la definizione di procedure strutturate per la
gestione delle attività di controllo lungo tutti i canali di immissione dei prodotti sul mercato, inclusi quelli
online.

       In particolare, nel 2025 sono divenuti operativi gli accordi e le convenzioni stipulati con Invitalia,
Unioncamere e il Consiglio nazionale delle ricerche, che hanno permesso di avviare un sistema integrato
di vigilanza fondato su istruttorie tecniche qualificate, controlli sul territorio, verifiche documentali e test
di laboratorio nei settori normativi ritenuti prioritari (batterie, RAEE, ROHS, ecodesign ed etichettatura
energetica). Tali iniziative hanno posto le basi per un controllo del mercato più sistematico, omogeneo ed
efficace, contribuendo in modo diretto alla tutela ambientale e alla promozione dell’economia circolare,
anche attraverso il contrasto alla commercializzazione di prodotti non conformi.
       È stato inoltre rafforzato il coordinamento con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, mediante
la predisposizione e la diffusione di checklist operative a supporto dei controlli alle frontiere, e sono state
avviate ulteriori collaborazioni istituzionali, in particolare con la Guardia di finanza e con l’AGCOM, al
fine di rafforzare l’azione di contrasto alle violazioni anche nel contesto digitale.

        Nel corso del 2025, inoltre, la Direzione Generale Sostenibilità dei Prodotti e dei Consumi ha
assicurato, per gli ambiti di propria competenza, il contributo tecnico-istruttorio alle attività finalizzate
all’attuazione nazionale del Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, con
particolare riguardo ai profili inerenti alla vigilanza del mercato.

       Nel 2025 è proseguita, infine, l’attività di interlocuzione con la Commissione europea nell’ambito
della procedura EU Pilot (2024)10768, fornendo tempestivamente gli elementi informativi richiesti, a
dimostrazione dell’impegno dell’Amministrazione nel garantire il rispetto degli obblighi europei in
materia di vigilanza del mercato. Complessivamente, le attività svolte nel corso dell’anno hanno consentito
un significativo avanzamento verso un sistema di vigilanza strutturato, coordinato e orientato ai risultati,




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                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

in linea con gli obiettivi di tutela dell’ambiente, della salute e del corretto funzionamento del mercato
interno.

       Le attività svolte in materia di sussidi statali ad impatto ambientale sono disciplinate dall’art. 68
della Legge 221/2015 (legge sulla green economy), che impegna l’Amministrazione a compilare e
aggiornare un Catalogo dei sussidi ambientali e la relativa Relazione sugli esiti dell'aggiornamento e sulle
proposte per la progressiva eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi. Il Catalogo dei sussidi
raccoglie un elenco delle misure di finanziamento e fiscali rivolte alle imprese e alle famiglie che hanno
un potenziale impatto sull’ambiente, sia positivo, sia negativo. Per il 2025 sono state individuate e valutate
191 misure normative e i documenti redatti sono stati inviati dalla Direzione al Dipartimento DiSS il 27
giugno 2025 e successivamente inviati dal Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica alle Camere
e al Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica il 3 ottobre 2025. A tale trasmissione ha fatto
seguito un aggiornamento in data 24 novembre 2025.

       Con riferimento alla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP), in
attuazione della Legge di ratifica 12 luglio 2022, n. 93, nel corso del 2025 è stato finalizzato lo Schema
del Piano di attuazione nazionale della Convenzione di Stoccolma, di cui all’articolo 7, paragrafo 1, della
Convenzione stessa ed è stata presentata l’istanza di verifica di assoggettabilità del Piano alla procedura
di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 152/2006.

       Il Piano di attuazione, comprensivo del Piano d’azione relativo alle emissioni non intenzionali di
cui all’articolo 5 della Convenzione e predisposto congiuntamente agli altri Ministeri concertanti,
individua i seguenti obiettivi principali: riesame delle misure esistenti a livello nazionale per la riduzione
delle emissioni e dei rilasci nell’ambiente di POP; valutazione della loro efficienza e adeguatezza rispetto
agli obblighi previsti della Convenzione di Stoccolma; definizione di un quadro riguardante la presenza
di POP nelle matrici ambientali in Italia; identificazione e rafforzamento delle sinergie tra la gestione dei
POP e altre politiche ambientali; definizione di ulteriori misure per la riduzione delle emissioni non
intenzionali di POP; sensibilizzazione dei cittadini e degli stakeholder sul tema dei POP e sulle misure di
controllo.

       Per quando riguarda il Regolamento REACH, è stato fornito il contributo alla definizione delle
posizioni negoziali nell’ambito del Comitato istituito ai sensi dell’art.133 del regolamento (CE)
1907/2006, per l’assunzione delle decisioni in materia di restrizioni, autorizzazione e classificazione delle
sostanze pericolose, coordinando i contributi tecnici delle altre Amministrazioni competenti (MIMIT e
Ministero della Salute), con il supporto tecnico dell’ISPRA e dell’ISS, e assicurando la consultazione delle
parti interessate.

        Il MASE, tramite la Direzione Generale Sostenibilità dei Prodotti e dei Consumi, ha partecipato
alle riunioni del gruppo di lavoro ad hoc sull’ECHA Basic Regulation presso il Consiglio d’Europa,
istituito con l’obiettivo di modificare il regolamento base dell’Agenzia europea sulle sostanze chimiche
(ECHA). La proposta di regolamento è stata presentata l’8 luglio 2025 dalla Commissione europea in un
pacchetto legislativo nell’ambito dell’Action Plan per l’industria chimica. Le posizioni negoziali espresse
in sede di riunione sono state concordate con il Ministero della Salute, con il MIMIT, avvalendosi del
supporto degli Istituti tecnici ISS, ISPRA ed ENEA.

      È inoltre proseguita la partecipazione alle attività di consultazione inerenti alla tematica dei PFAS,
oggetto di un’attività di valutazione tutt’ora in corso presso l’Agenzia europea per le sostanze chimiche,
fornendo contributi tecnici agli Organi di vertice per le interlocuzioni richieste dagli stakeholder nonché




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

pareri e relazioni all’Ufficio legislativo in risposta ad interrogazioni Parlamentari in materia di prodotti
fitosanitari, sostanze chimiche e PFAS.

       In materia di gas fluorurati a effetto serra (F-Gas) sono stati svolti gli adempimenti in carico al
MASE quale autorità nazionale per l’attuazione del regolamento (UE) 2024/573 sugli F-Gas, curando in
particolare rapporti con l’Agenzia delle dogane, gli Organi di controllo e le Prefetture, per assicurare il
rispetto delle condizioni previste dal regolamento citato, nonché con la Commissione europea (DG
Clima) per la definizione di deroghe e regolamenti attuativi.

    •   Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile
       Il Ministero ha ricoperto e continua a ricoprire un ruolo centrale nel percorso di attuazione
dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile a livello nazionale, coordinando, di concerto tutte le
amministrazioni centrali e territoriali, il percorso di attuazione, monitoraggio e revisione periodica della
Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS), approvata con Delibera CIPE 108/2017 e
aggiornata con Delibera CITE 1/2023. La Strategia si pone infatti quale strumento di coordinamento
dell’attuazione dell’Agenda in Italia, fornendo un quadro strategico di sostenibilità per la programmazione
e valutazione di piani e programmi (art. 34 Dlgs 152/2006).
      In questo quadro, nel corso del 2025 si è proseguito nel dare attuazione alle Delibere CIPESS 22/23
e 75/24 inerenti al Programma di utilizzazione del fondo per misure ed interventi di promozione dello
sviluppo sostenibile (art. 109 comma 1 legge 23 dicembre 2000, n. 388). Tutte le iniziative finanziate – in
coerenza con i programmi approvati - sono articolate lungo le tre principali direttrici di lavoro della
Strategia, i vettori di sostenibilità: coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, cultura per la
sostenibilità, partecipazione per lo sviluppo sostenibile.
       In particolare, si è dato seguito all’attuazione di tutti gli accordi di collaborazione sottoscritti dal
MASE – DG AEIF con le amministrazioni centrali e territoriali e si è proseguito nel coordinamento
dell’attuazione dei progetti finanziati tramite gli avvisi pubblici SNSvS4, rivolto a università ed enti di
ricerca, e SNSvS6, rivolto a enti e organizzazioni no profit. Inoltre, è stato dato avvio a ulteriori iniziative
programmate nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo Sostenibile, con particolare riferimento a:
     - Accordi di collaborazione tra MASE – DG AEIF e rispettivamente Unioncamere, Università di
         Torino e Università Ca Foscari di Venezia in materia di finanza sostenibile e sostenibilità delle
         imprese. Le attività previste dagli accordi sono funzionali alla piena operatività del Documento
         per il dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche. In questo quadro, il coordinamento dell’attuazione
         degli stessi è svolto in collaborazione con il MEF a supporto del Tavolo sulla Finanza sostenibile.
     - Accordo di collaborazione tra MASE DG AEIF e Dip. Politiche Giovanili a supporto del Servizio
         Civile Universale
     - Avviso pubblico SNSvS5 rivolto ai luoghi della cultura. L’avviso è stato costruito e sarà attuato
         in collaborazione con il Ministero della Cultura.
       In riferimento al coordinamento istituzionale, nel corso dell’anno sono proseguite le attività di
coordinamento e facilitazione dei lavori del Tavolo interministeriale per l’attuazione della SNSvS, che
coinvolge tutte le amministrazioni centrali. Sono altresì proseguite le attività del Tavolo indicatori per la
SNSvS cui partecipano ISTAT, ISPRA, Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale,
Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud, Dipartimento per la Programmazione Economica,
Ragioneria Generale dello Stato. Infine, sono proseguiti i lavori dei Tavoli di coordinamento per
l’attuazione della Strategia con Regioni, Province Autonome e Città Metropolitane. Sono stati altresì
attivati i laboratori multilivello previsti dal Programma Nazionale per la Coerenza delle Politiche per lo
Sviluppo Sostenibile, principale strumento di attuazione della Strategia stessa.




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                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

       Con riferimento al vettore partecipazione, nel mese di aprile 2025 è stato rilanciato il Forum per lo
Sviluppo Sostenibile, nell’ambito dell’assemblea plenaria tenutasi nel mese di aprile e a valle della
riarticolazione dei 6 gruppi di lavoro (Persone, Prosperità, Pianeta, Pace, Culture per la Sostenibilità e
Giovani per la sostenibilità) e della conseguente riconfigurazione del gruppo di coordinamento del
Forum. Alla luce di tale riorganizzazione, si è avviata l’organizzazione della Conferenza Nazionale per lo
Sviluppo Sostenibile, tenutasi a Roma nel mese di dicembre.
      Nel mese di giugno 2025 è stato inviato come informativa al CIPESS, e successivamente pubblicato
sulla pagina dedicata, il rapporto di monitoraggio integrato della SNSvS, nell’ambito della Relazione
annuale sullo stato di attuazione della stessa. .
       A livello internazionale, hanno preso pieno avvio le attività della “Partnership Platform on
Localizing the SDGs”, iniziativa congiunta con il MASE DG AEIF -Programma delle Nazioni Unite per
gli Insediamenti Urbani (UN-Habitat), lanciata nel 2024 quale seguito operativo del G7 “Clima, Ambiente
ed Energia” a presidenza italiana. In particolare, nel corso dell’anno è stata avviata la metodologia per la
definizione di National SDG Localisation Frameworks basata sul modello italiano di territorializzazione
dell’Agenda 2030 e avviate le attività di sperimentazione presso i due paesi pilota, Tunisia e Senegal.
Parallelamente, sono proseguite le attività in materia di Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo
Sostenibile (Policy Coherence for Sustainable Development – PCSD) anche a livello internazionale. Oltre
a garantire la partecipazione quale focal point per l’Italia, insieme al MAECI, presso la OECD Network
for PCSD, il MASE ha supportato e coordinato le attività del progetto “Building Policy Coherence for
Sustainable Development in Austria, Italy and The Slovak Republic”, Technical Support Instrument
finanziato dalla DG Reform della Commissione Europea a quattro regioni italiane, coordinate dalla
Regione Piemonte.

    •   Rifiuti ed economia circolare
      In attuazione della priorità politica del Ministero sull’economia circolare, l’obiettivo è stato quello
di continuare a sostenere e a tutelare il sistema del riciclo italiano che è un valore aggiunto della Strategia
nazionale per l’economia circolare, la cui attuazione è fondamentale in relazione all’approvvigionamento
di materia e alla decarbonizzazione. Di particolare rilevanza è il tema delle materie prime critiche al fine
di ridurre la dipendenza dall’estero ed individuare catene di approvvigionamento alternative a livello
nazionale, anche all’interno della revisione del nuovo capitolo PNRR previsto dal REPowerEU.
        In tale contesto, al fine di garantire l’accesso dell’Unione europea (UE) a un approvvigionamento
sicuro, resiliente e sostenibile di materie prime critiche, anche favorendo l’efficienza e la circolarità lungo
tutta la catena del valore, il Regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11
aprile 2024, istituisce una procedura di riconoscimento, da parte della Commissione europea, di progetti
strategici che consentono di espandere l’estrazione, la trasformazione o il riciclaggio di materie prime
critiche. Al fine di garantire e accelerare lo sviluppo di progetti strategici in tutta l’Unione, tali progetti
seguono procedure di rilascio delle autorizzazioni semplificate e beneficiano di un sostegno nell’accesso
ai finanziamenti. I progetti strategici devono inoltre avere una posizione prioritaria a livello nazionale per
assicurarne la rapida gestione amministrativa e il trattamento d’urgenza in tutti i procedimenti giudiziari
e di risoluzione delle controversie che li riguardano. A tal fine il Regolamento (UE) 2024/1252 ha previsto
che ciascuno Stato membro istituisca uno o più punti di contatto incaricati di facilitare e coordinare
l’intera procedura di rilascio delle autorizzazioni per l’estrazione mineraria, la trasformazione ed il
riciclaggio delle materie prime critiche strategiche. Il decreto-legge 25 giugno 2024, n. 84 recante
“Disposizioni urgenti sulle materie prime critiche di interesse strategico”, convertito con modificazioni
dalla L. 8 agosto 2024, n. 115, che ha inteso dare attuazione nel nostro ordinamento alle previsioni del
Regolamento UE 1252/2024, ha previsto l’istituzione di tre punti di contatto: due presso il Ministero




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                                                                             Relazione sulla performance 2025

dell'ambiente e della sicurezza energetica per il rilascio di ogni titolo abilitativo alla realizzazione di
progetti strategici di estrazione e di riciclaggio di materie prime critiche strategiche, ed uno presso il
Ministero delle imprese e del made in Italy - Unità di missione attrazione e sblocco investimenti, per il
rilascio delle autorizzazioni ai progetti strategici che prevedono la trasformazione di materie prime critiche
strategiche.
       Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede, nell'ambito della Missione 7
“REPowerEU”, l’Investimento 8 “Approvvigionamento sostenibile, circolare e sicuro delle materie prime
critiche”, il cui obiettivo è sostenere il recupero e il riciclaggio delle materie prime critiche e, con esso, le
catene del valore delle materie prime critiche e delle tecnologie connesse alla transizione verde.
       Per tale investimento, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 3 maggio 2024, è
stata stanziata una dotazione finanziaria complessiva pari a 50 milioni di euro.
      L’investimento si articola in quattro principali linee di intervento:
    1) progettazione ecocompatibile per favorire un approccio circolare nelle catene di
approvvigionamento industriali legate alla transizione energetica;
     2) progetti di R&S incentrati sulla progettazione ecocompatibile e sul miglioramento della raccolta,
della logistica e del riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, comprese le pale
delle turbine eoliche e i pannelli fotovoltaici;
      3) stima del potenziale delle attività di estrazione mineraria urbana (urban mining) e dei rifiuti già
esistenti derivanti dalla cessazione delle attività minerarie;
     4) creazione di un polo tecnologico per l'estrazione mineraria urbana e la progettazione
ecocompatibile, con una rete di laboratori che favoriranno l'interazione tra imprese private e istituti di
ricerca.
      La Direzione ECB cura l’attuazione delle linee 2 e 3.
       Linea 2 - Progetti di ricerca e sviluppo (R&S) incentrati sulla progettazione ecocompatibile e sul
miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed
elettroniche, comprese le pale delle turbine eoliche e i pannelli fotovoltaici
       La Direzione ECB ha predisposto, con il supporto tecnico-operativo di Invitalia S.p.A.,
conformemente all’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, un Avviso pubblico finalizzato alla selezione e al
successivo finanziamento di almeno 10 proposte progettuali inerenti ad attività di ricerca industriale e
sviluppo sperimentale incentrate sulla progettazione ecocompatibile e sul miglioramento della raccolta,
della logistica e del riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, comprese le pale
delle turbine eoliche e i pannelli fotovoltaici (di seguito “Avviso”).
      Tale Avviso stabilisce la dotazione finanziaria, i soggetti beneficiari, i progetti e i costi ammissibili,
le agevolazioni concedibili, nonché la procedura e le tempistiche per la presentazione delle domande di
agevolazione, i criteri di valutazione delle proposte progettuali, le modalità per la concessione ed
erogazione delle agevolazioni, gli obblighi in capo ai soggetti beneficiari/attuatori, le cause di revoca delle
agevolazioni concesse e ogni altro elemento utile e necessario per l’attuazione della linea di intervento 2.
       La gestione delle attività connesse all’Avviso è effettuata dalla Direzione ECB la quale, ai fini
dell’attuazione dell’intervento, si avvale del supporto tecnico-operativo dell’Agenzia nazionale per
l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia S.p.A. , conformemente alle
previsioni di cui all’articolo 9, comma 2, del menzionato decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, nonché di una Commissione di valutazione - prevista




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                                                                            Relazione sulla performance 2025

dall’art. 10 dell’Avviso - istituita con decreto del Direttore generale economia circolare e bonifiche del 4
settembre 2025, n. 251, per lo svolgimento dell’attività di cui all’articolo 9, comma 5 e 6 del medesimo
Avviso.
       Le risorse destinate all’attuazione della misura sono pari a complessivi euro 24.000.000,00.
      Sia il supporto tecnico operativo di Invitalia S.p.A. (pari ad euro 719.879,00 inclusa iva, oggetto di
una apposita Convenzione operativa, registrata dagli organi di controllo) che gli oneri di funzionamento
della Commissione (non superiori ai limiti previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
24 aprile 2020), gravano sulla dotazione finanziaria di cui all’articolo 3 dell’Avviso.
       Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese, operanti sull’intero territorio nazionale, che
esercitano attività dirette alla produzione di beni e/o di servizi, che possono presentare progetti anche
congiuntamente tra loro o con organismi di ricerca, fino ad un numero massimo di 3 (tre) soggetti, ivi
compreso il soggetto capofila e previa indicazione dello stesso. Gli organismi di ricerca possono
partecipare alla realizzazione dei progetti e beneficiare delle agevolazioni di cui al presente Avviso
unicamente in qualità di co-proponenti.
       I progetti, che dovranno prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 1 milione e non
superiori a euro 2 milioni, dovranno avere ad oggetto attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale,
strettamente connesse tra di loro e finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al
notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti in relazione all'obiettivo previsto dal
progetto.
      Ai fini dell’ammissibilità, i progetti dovranno essere incentrati sulla progettazione ecocompatibile
e sul miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche
ed elettroniche, comprese le pale delle turbine eoliche e i pannelli fotovoltaici.
       In particolare, i progetti dovranno concentrarsi sui seguenti tre filoni:
  I.    tecnologie, sistemi di informazione e metodi commerciali nuovi o migliorati per il recupero, il
        riciclaggio e il trattamento dei rifiuti di materie prime critiche e materie prime strategiche;
 II.    integrazione della progettazione ecocompatibile nella fabbricazione di prodotti e sistemi
        complessi e nei processi di mercato e consumo;
III.    ottimizzazione della raccolta e della cernita dei rifiuti urbani e cernita finalizzata a garantire
        un'offerta costante di materie prime critiche di alta qualità per le operazioni di estrazione
        mineraria urbana.
     Le attività, in linea con quanto previsto dal target M7-27 dell’Investimento 8, dovranno concludersi
improrogabilmente entro il 30 giugno 2026.
       Con Decreto direttoriale n. 110 del 14 maggio 2025 è stato approvato l’Avviso.
       Il Decreto direttoriale di approvazione dell’Avviso, comprensivo di allegati, è stato trasmesso agli
Uffici di controllo per i prescritti controlli (m_amte..REGISTRO UFFICIALE(U).0092594.15-05-2025).
La Corte dei Conti, con nota Silea188253 - prot. n. 31436/2025 del 21 maggio 2025 (acquisita con prot.
MASE n. 96493 del 21-05-2025) ha restituito, non registrato, il decreto in oggetto, motivando che esso
non è soggetto al controllo preventivo di legittimità in quanto non rientrante in alcuna delle tipologie di
atti previsti dall’art. 3 della legge n. 20 del 1994.
L’Ufficio Centrale del Bilancio presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha
riscontrato con prot. MEF-UCB_MATT- Prot. 8822 del 22/05/2025 – U (acquisito con prot. MASE n.
97792 del 22-05-2025) segnalando di non avere nulla da osservare in merito all’ulteriore corso del
procedimento.




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                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

Conseguentemente, si è proceduto alla pubblicazione dell’Avviso sul sito istituzionale di questo Ministero
(AVVISO PUBBLICO PER LA SELEZIONE DI PROPOSTE PROGETTUALI PER ATTIVITÀ DI
RICERCA E SVILUPPO, DA FINANZIARE NELL’AMBITO DEL PNRR, MISSIONE 7
“REPowerEU”, INV. 8 “APPROVVIGIONAMENTO SOSTENIBILE, CIRCOLARE E SICURO
DELLE MATERIE PRIME CRITICHE" - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica). In data
26 maggio 2025 la Direzione ha inviato apposita richiesta di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana di un comunicato che desse notizia dell’avvenuta pubblicazione di codesto Avviso
(prot. m_amte..REGISTRO_UFFICIALE_U_.0099866.26-05-2025). Tale comunicato relativo
all'Investimento 8 «Approvvigionamento sostenibile, circolare e sicuro delle materie prime critiche»,
Missione 7 «REPowerEU» del PNRR è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, numero
126 del 3 giugno 2025 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2025/06/03/126/sg/pdf).

     Alla data di chiusura dello sportello (ore 12:00 del 1° agosto 2025, termine prorogato con decreto
del Direttore della Direzione generale economia circolare e bonifiche 27 giugno 2025, n. 166) sono
pervenute n. 17 domande per un importo complessivo pari a € 15.695.622,27.

Delle 17 domande pervenute, n. 1 è stata dichiarata irricevibile per carenza documentale.
      Con decreto del Direttore generale economia circolare e bonifiche 10 novembre 2025, n. 334, in
attuazione dell’articolo 9, comma 2 dell’Avviso, è stato approvato l’Elenco dell’ordine di
accesso all’istruttoria per la valutazione delle domande di agevolazione validamente presentate
nell’ambito dello sportello di cui sopra, pubblicato sul sito istituzionale (m_amte-mase-
ecb_registro_decreti_r_-0000334-10-11-2025-pdf) e comunicato a mezzo PEC ai soggetti proponenti.
      Delle 16 proposte progettuali ammesse all’istruttoria, n. 2 sono state dichiarate inammissibili e n.
14 sono state ritenute ammissibili.
       Con Decreto del Capo Dipartimento DiSS n. 90 del 01 aprile 2026 (in sostituzione del Decreto
direttoriale n. 37 del 2 marzo 2026, a firma del Vicario del Direttore Generale e del decreto a firma del
Direttore generale ECB n. 72 del 12 marzo 2026, entrambi restituiti dall’UCB per difetto di delega) è
stata disposta l’ammissione a finanziamento e concessione dei contributi ai sensi dell'articolo 11, comma
2, lettera a) dell'Avviso per un importo complessivo pari ad euro 12.930.584,10.
       Il provvedimento è stato inviato agli Organi di controllo con protocollo n. 72392 del 02 aprile 2026.
L’ Ufficio Centrale di Bilancio ha restituito il provvedimento registrato al n. 223 del 24 aprile 2026 (nota
acquisita al protocollo MASE n. 88044 in pari data). Allo stato, si è in attesa del riscontro da parte
della Corte dei Conti.
       Linea 3 - Estrazione mineraria urbana (urban mining): l'obiettivo di questa linea di intervento è
stimare il potenziale delle attività di estrazione mineraria urbana e dei rifiuti già esistenti derivanti dalla
cessazione delle attività minerarie
       La Direzione ha sottoscritto un Accordo di cooperazione istituzionale con l’ISPRA, per un importo
complessivo pari ad euro 10.175.000,00, per la regolamentazione di attività di interesse comune finalizzate
alla realizzazione del progetto URBES finalizzato al raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi
associati alla Misura M7 I 8 del PNRR “Approvvigionamento sostenibile, circolare e sicuro delle materie
prime critiche” identificato al protocollo n. MASE.ECB.ACCORDI E CONTRATTI.0000007 del 30
settembre 2024 e ammesso alla registrazione da parte della Corte dei Conti il 04/11/2024 al n. 3870.
       Obiettivo generale del progetto URBES è di verificare tutte le potenzialità e disponibilità delle
materie prime critiche da depositi secondari (antropogenici: depositi di rifiuti estrattivi, di rifiuti urbani,
elettronici, costruzione & demolizione ecc..), in un contesto di sostenibilità ed economia circolare. Per




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

centrare tale target si propone, quindi la realizzazione di una piattaforma intelligente della conoscenza su
base geografica a livello nazionale, completamente dedicata alla raccolta, geolocalizzazione e
visualizzazione di tutte le informazioni disponibili su:
    1. Strutture di deposito chiuse o abbandonate di rifiuti estrattivi da attività di miniera e da depositi
       di scarto non attivi; mappatura e caratterizzazione in termini di contenuti di Critical Raw Materials
       (CRMs) e Strategic Raw Materials (SRMs).
    2. Strutture di deposito di rifiuti estrattivi da attività di cava non attive, nel caso di possibili contenuto
       di CRMs/SRMs, come per le rocce magmatiche (ad es. nei graniti) e in rocce metamorfiche (es.
       grafite).
    3. Urban Mining: mappatura e caratterizzazione di tutte le potenziali fonti di CRMs/SRMs.
       La piattaforma sarà sviluppata seguendo i principi FAIR (Findability, Accessibility, Interoperability,
Reusability) e sarà costituita da un database pubblico e un database documentale multidimensionale di
tutte le informazioni e i dati non strutturati relativi ai rifiuti estrattivi nazionali.
       Con nota prot.n. 28306/2025 del 19/05/2025, acquisita in atti al prot.n. 94745 del 19/05/2025,
riscontrata la necessità di specializzare personale qualificato nell’ambito delle competenze relative alla
caratterizzazione dei rifiuti estrattivi di miniere e cave abbandonate e delle urban mining, in coerenza con
l’investimento infrastrutturale del PNRR relativamente alle risorse umane nella pubbliche
Amministrazioni ha richiesto una variazione del quadro economico del progetto URBES ( € 150.000,00
dalla voce Incarichi Professionali alla voce Personale a Tempo Determinato, conseguentemente
riducendo la voce di costo Incarichi Professionali da € 250.000,00 a € 100.000,00 ed aumentando la voce
di costo Personale a Tempo Determinato da € 250.000,00 a € 400.000,00)
      La Direzione, con nota prot.0108716.09-06-2025 ha autorizzato la variazione proposta, ferme
restando eventuali diverse valutazioni da parte della Direzione GEFIM.
       Inoltre, con nota prot.n. 28308/2025 del 19/05/2025, acquisita agli atti al prot.n. 94742 del
19/05/2025, Ispra ha comunicato di volersi avvalere di Invitalia S.p.A. per i servizi di centrale di
committenza e committenza ausiliaria, ai sensi del combinato disposto degli articoli 37, 38 e 39 del Codice
dei contratti pubblici, nelle more dell’approvazione da parte della Corte dei conti dell’accordo in oggetto,
chiedendo autorizzazione a procedere in tal senso. Al riguardo, con la medesima nota con nota
prot.0108716.09-06-2025 la Direzione ha richiesto ad Ispra di dettagliare ulteriormente le circostanze che
comportano la necessità di dover ricorrere all’avvalimento di Invitalia S.p.A. chiarendo inoltre se il ricorso
alla centrale di committenza possa comportare una modifica al quadro delle spese del progetto oggetto
di finanziamento PNRR.
      Da ultimo con nota prot. n. 0022635/2026 del 27/04/2026, è stata richiesta da Ispra la proroga al
30/11/2026 per il completamento delle attività previste dal progetto, in risposta alla quale, ferme
restando eventuali e diverse valutazioni da parte della Direzione GEFIM, è stato fornito riscontro
negativo.
       Con decreto ministeriale n.146 del 12 giugno 2025 è stata incardinata la competenza dei punti di
contatto di competenza MASE nelle rispettive Direzioni generali FTA per l'estrazione e ECB per il
riciclaggio.
       Nelle more della definizione della struttura relativa al Punto unico di contatto per il rilascio
dell'autorizzazione alla realizzazione di progetti strategici di riciclaggio è stato costituito con decreto
direttoriale 175 dell’8 luglio 2025 un Gruppo Di Lavoro MPC articolato in due sottogruppi tecnici
denominati “Gruppo A: Aspetti unionali e internazionali” e “Gruppo B: Aspetti nazionali” che ha fornito




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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

supporto al Direttore Generale per lo svolgimento delle nuove attività assegnate in relazione alle materie
prime critiche. Il Gruppo ha fornito, nel corso del 2025, supporto nell’ambito del procedimento per il
riconoscimento del carattere strategico dei progetti di riciclaggio delle materie prime strategiche lanciato
dalla Commissione europea per il rilascio, del nulla osta del CITE e conclusosi il 25 marzo 2025 con
l’individuazione di n. 4 progetti strategici di riciclaggio aventi a oggetto il riciclaggio ubicati nel territorio
italiano. Il Gruppo ha altresì predisposto la procedura per il rilascio dell'autorizzazione al riciclaggio di
materie prime critiche strategiche comprensiva della modulistica a corredo.
     Nel mese di luglio 2025, rispetto ai quattro progetti strategici riconosciuti dalla Commissione
europea nel corso della I CALL, per il rilascio dell’autorizzazione al riciclaggio è stata presentata
formalmente una sola istanza, la cui procedura dovrà concludere il suo iter a giugno 2026.
       Il 25 settembre 2025, la Commissione Europea ha lanciato una nuova Call per la seconda selezione
di progetti strategici dedicati alle materie prime critiche la cui scadenza per presentare le candidature è
fissata al 15 gennaio 2026.
       Nel corso del 2025 è stata data piena attuazione al Programma nazionale per la gestione dei rifiuti
(PNGR) in particolare monitorando e vigilando sui piani regionali per la gestione dei rifiuti, incentivando
la preparazione per il riutilizzo, le attività di riciclo e l’utilizzo delle materie prime secondarie, anche
attuando la riforma del sistema di Responsabilità Estesa del Produttore applicandola a nuovi
settori/materiali.
        Nel corso del 2025 sono continuate le attività di attuazione del monitoraggio ambientale (previsto
all’art. 18 del D.Lgs 152 del 2006) per il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti (approvato con
Decreto Ministeriale n. 257, del 24 giugno 2022). Per tali attività era già in corso un accordo con ISPRA
della durata di 1 anno, che si è concluso con la trasmissione del Piano di Monitoraggio Ambientale il 18
marzo 2025. Nell’ambito del monitoraggio sono stati identificati, preliminarmente, gli obiettivi strategici
e le macro-azioni del Programma che concorrono al raggiungimento di specifici Obiettivi di Sviluppo
Sostenibile della Strategia Nazionale e sono stati definiti gli indicatori di contesto, processo e contributo.
Per tutti gli indicatori selezionati, si è iniziato a raccogliere in maniera sistematica i dati e le informazioni
necessarie che confluiranno progressivamente in una banca dati del sistema informativo nazionale
ambientale dell’ISPRA funzionale al monitoraggio ambientale del PNGR. Al fine di proseguire le attività
in data 22 dicembre 2025 è stato definito un’ulteriore accordo, della durata di 3 anni, ai sensi dell’art. 15
della Legge n. 241/1990.
       Le attività di monitoraggio condotte da ISPRA risultano propedeutiche alla revisione del PNGR ai
fini dell’approvazione del provvedimento, previa procedura di VAS, entro giugno 2028 (sei anni dalla
prima adozione).
       Per quanto attiene la decretazione di cui all’articolo 184-ter, comma 2, del D.lgs. 152/2006 per la
definizione dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto “End of Waste”, anche in relazione a
quanto riportato nel Cronoprogramma della Strategia Nazionale di Economia Circolare e secondo le
priorità indicate nel Decreto Direttoriale del 6 febbraio 2025, n. 22, di programmazione delle attività per
il 2025.
      È stata concluso l’iter istruttorio riferito a:
       - Schema di regolamento del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica recante disciplina
della cessazione della qualifica di rifiuti di membrane (cd. “EoW Membrane bituminose) ai sensi
dell’articolo 184-ter, comma 2, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152. Il testo è stato trasmesso all’ufficio
legislativo in data 23/12/2025 per la conclusione dell’iter di adozione;




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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

      - Schema di Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuti da spazzamento
stradale (cd. “EoW Spazzamento stradale”) ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del d.lgs. 3 aprile 2006,
n. 152. Il testo è stato trasmesso all’ufficio legislativo in data 23/12/2025 per la conclusione dell’iter di
adozione;
       - revisione del DM 15 maggio 2019, n. 62 “Regolamento recante disciplina della cessazione della
qualifica di rifiuto da prodotti assorbenti per la persona (PAP), trasmesso al Consiglio di Stato (CdS) ed
alla Commissione europea per la notifica ai sensi della direttiva UE 2015/1535, per il quale è stato emesso
un parere sospensivo del Consiglio di Stato (n. 162 del 15 febbraio 2024). Attualmente in fase di
definizione finale.
     In linea con il suddetto Decreto Direttoriale del 6 febbraio 2025, n. 22, è stata inoltre considerata
come prioritaria l’attività riferita a:
    •   Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuti di legno (cd.
        “EoW Legno”) ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152. Il testo,
        dopo l’acquisizione dei pareri di ISS e ISPRA è stato sottoposto a consultazione pubblica a
        decorrere dal 10/12/2025.
    •   Regolamento End of waste “Tessile”, che disciplina il recupero degli scarti di produzione e
        indumenti, accessori di abbigliamento e altri manufatti tessili confezionati di lino, cotone, lana,
        altre fibre naturali artificiali e sintetiche, provenienti da cicli pre-consumo e da cicli post-consumo,
        per il quale è stata effettuata la consultazione pubblica e la successiva analisi delle osservazioni
        pervenute. L’analisi delle osservazioni pervenute durante la consultazione ha comportato l’avvio
        di un’interlocuzione diretta della Direzione con il JRC al fine di chiarire la posizione nazionale
        contraria rispetto alla prima versione del regolamento presentato in Europa
        (EoW textiles europeo), che vedeva il suo fulcro nella fibra tessile. Nel corso dell’anno 2025, il
        JRC ha modificato la proposta di regolamento ed è ancora in fase di consultazione per gli Stati
        Membri.
    •   Regolamento EoW “Plastiche UNICO”, per il quale è stata elaborata una prima stesura dello
        schema di decreto del recupero delle plastiche miste e del plasmix; contestualmente in Europa è
        stata avviata la consultazione pubblica per il regolamento europeo.
    •   Regolamento EoW “Pastello di piombo” che disciplina il recupero del materiale contenuto nelle
        batterie ed accumulatori al piombo esausti, per il quale, come richiesto dal Consiglio di Stato, è
        stata avviata una valutazione di impatto della regolamentazione relativamente al punto 1.4
        dell’Allegato 1 del DM 12 giugno 2002, n. 161, così come richiesto dal Consiglio di Stato;
    •   Regolamento EoW “Rifiuti accidentalmente pescati e volontariamente raccolti in mare” per il
        quale l’attività istruttoria è stata avviata a seguito dell’acquisizione dei dossier di raccolta dati
        forniti dagli Istituti di ricerca;
    •   Regolamento End of Waste “Gesso”, recupero di rifiuti a base di gesso provenienti da attività di
        costruzione e demolizione, da stampi a base di gesso e dalla produzione di manufatti in gesso,
        con l’acquisizione dei pareri preliminari degli organismi tecnico-scientifici ISPRA e ISS
    •   Revisione del Decreto Ministeriale 31 marzo 2020, n. 78 “Regolamento recante disciplina della
        cessazione della qualifica di rifiuto della gomma vulcanizzata derivante da pneumatici fuori uso,
        ai sensi dell'articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”.
       Di particolare rilevanza è stata l’attività svolta nell’ambito della gestione dei rifiuti delle navi, con la
finalità di raggiungere i più ampi obiettivi di tutela dell’ambiente in questo settore. Nel corso del 2025,




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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

l’Agenzia Europea sulla Sicurezza Marittima (EMSA) ha effettuato uno specifico AUDIT nel periodo dal
10 a 14 febbraio 2025, volto a valutare l'adeguatezza e l’efficacia delle attività realizzate in Italia
nell’attuazione della direttiva UE 2019/883, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento
dei rifiuti prodotti dalle navi, recepita con il Decreto Legislativo n. 197 del 2021. Il citato Audit, che è
stato anticipato con la somministrazione al MASE di un corposo questionario, ha previsto l’acquisizione
di dati e documenti presso la sede del ministero e l’esecuzione di visite mirate presso i porti di
Civitavecchia, Livorno, Olbia e Marina di Pisa. Al termine dell’audit è stato predisposto un report,
ricevuto ad agosto 2025, dal quale sono emersi n. 20 shortcomings e n. 4 osservazioni. Il report è stato
trasmesso alla Commissione europea e costituirà uno degli elementi di base per la predisposizione della
relazione che la Commissione pubblicherà entro la fine del 2026 ai fini della valutazione dell’applicazione
della direttiva nei diversi Stati membri (articolo 23 della direttiva (UE) 2019/883).
       In relazione alle segnalazioni formulate dall’EMSA è stato avviato un percorso di lavoro con il
Reparto Ambientale Marino (RAM) finalizzato alla predisposizione di una circolare esplicativa del decreto
legislativo 8 novembre 2021, n. 197 così come modificato dal decreto legislativo 8 marzo 2024, n. 46, con
l’obiettivo di chiarire diversi profili applicativi emersi nel corso delle attività di audit e assicurare
un’applicazione uniforme delle disposizioni normative. Le attività di predisposizione della circolare sono
state avviate nell’ottobre 2025 e hanno condotto alla redazione di una prima bozza entro la fine dello
stesso anno.
       Nell’ambito della costante attività di adeguamento della disciplina della gestione dei rifiuti, anche
in considerazione dell’evoluzione del contesto europeo e dello sviluppo di nuove tecnologie, nel corso
del 2025 si è conclusa l’attività istruttoria finalizzata alla revisione del decreto ministeriale 8 aprile 2008
relativo alla disciplina dei centri di raccolta di cui all’articolo 183, comma 1, lettera mm), del D.lgs. n. 152
del 2006.
        In aggiunta è da segnalare l’attività istruttoria per l’adozione del regolamento recante “disciplina
semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo” ai sensi dell’articolo 48 del decreto-legge 24
febbraio 2023, n. 13. Nel corso del primo semestre del 2025, l'iter procedurale ha subito sviluppi
significativi sia sotto il profilo amministrativo che legislativo. Nella seconda metà dell'anno, l'azione
istituzionale si è orientata verso il rafforzamento della base giuridica del provvedimento. Il 4 luglio 2025,
è stata proposta un'integrazione al "DL Infrastrutture" per introdurre un criterio di delega specifico per
i sedimenti dragati. Tale percorso è culminato con l'approvazione dell'articolo 1, comma 829, della Legge
n. 30 del 30 dicembre 2025. Questa norma ha modificato la delega contenuta nell'articolo 48 del D.L. n.
13/2023, ampliando formalmente l'oggetto della disciplina semplificata che include, fra le terre e rocce
oggetto dell’intervento normativo, anche i residui di lavorazione di materiali lapidei, le terre e rocce
contenenti amianto naturale e i sedimenti escavati in alvei, zone golenali, spiagge, fondali lacustri, invasi
artificiali e fondali marini/portuali derivanti dalla realizzazione di opere.
         Nel corso del 2025 sono proseguiti i lavori per la definizione dello schema di regolamento relativo
all'istituzione di un regime di responsabilità estesa del produttore nella filiera del tessile. In particolare, in
data 2 aprile 2025, è stata avviata la consultazione pubblica sullo schema di regolamento, pubblicato sul
sito istituzionale del MASE. Analizzate le osservazioni pervenute e recepite le più significative, il testo è
stato trasmesso al MIMIT in data 10 giugno 2025 per l'acquisizione di eventuali osservazioni. Con nota
del 2 settembre 2025, il MIMIT ha espresso il proprio nulla osta tecnico al prosieguo dell'iter. In data 9
dicembre 2025, lo schema di regolamento è stato trasmesso al MIMIT ai fini dell'acquisizione del previsto
concerto, formalizzato con nota del 26 gennaio 2026, subordinandolo al recepimento di alcune
modifiche. In pari data, l'Ufficio legislativo del MASE ha trasmesso al MIMIT il testo del regolamento
con le osservazioni recepite.




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

       L'Organismo di Vigilanza dei consorzi e dei sistemi autonomi per la gestione dei rifiuti, degli
imballaggi e dei rifiuti di imballaggi, istituito con D.M. prot. R. 418 del 19 dicembre 2023 ai sensi
dell'articolo 206-bis, comma 4-bis, del D.lgs. n. 152/2006, di concerto con il MIMIT, è composto da
MASE, MIMIT, ARERA, ANCI e AGCM, con il compito di rafforzare le attività di vigilanza e controllo
dei sistemi consortili e autonomi operanti nella gestione dei rifiuti. Nel corso del 2025 i lavori
dell'Organismo hanno registrato i seguenti sviluppi: è stato approvato il regolamento interno di
funzionamento; la Segreteria ha predisposto un documento sulle criticità delle varie filiere di gestione del
prodotto/rifiuto, al fine di individuare i settori sui quali orientare l'attività dell'Organismo.
      È stata effettuata un'audizione dei consorzi Corepla e Coripet a seguito di una segnalazione da
parte di una società del settore, volta ad acquisire un quadro d'insieme delle modalità di messa a
disposizione delle bottiglie in PET ai sensi del D.lgs. n. 196/2021. L'Organismo ha invitato
i predetti consorzi a illustrare, in separate audizioni, le modalità di avvio a riciclo delle bottiglie raccolte,
richiedendo un focus specifico sullo svolgimento delle Aste telematiche. In esito all'audizione, i due
consorzi hanno trasmesso la documentazione illustrativa richiesta; nella prima seduta utile del 2026
l'Organismo delibererà in via definitiva sull'argomento oggetto di istruttoria.
      Nel corso del 2025 il Ministero ha avviato i lavori relativi al regolamento per l'istituzione del regime
di responsabilità estesa del produttore per i prodotti in plastica non da imballaggio, in conformità al
cronoprogramma della Strategia nazionale per l'economia circolare. Nel 2026 è stata avviata su tale
schema una consultazione pubblica.
       Il MASE, nel corso del 2025, relativamente ai consorzi per la responsabilità estesa del produttore
(Div. III della DG ECB), ha adottato i seguenti provvedimenti:

    -    Decreto ministeriale n. 188 del 17 luglio 2025 – Approvazione dello statuto del consorzio Sun
         Raee ai sensi dell'articolo 10, comma 8, del D.lgs. n. 49/2014;
     - Decreto ministeriale n. 425 del 1° dicembre 2025 – Approvazione dello statuto del Centro di
         Coordinamento Raee ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del D.lgs. n. 49/2014.
       Nel corso del 2025 il Ministero ha provveduto al recepimento della Direttiva (UE) 2024/884, che
modifica la direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE),
mediante la predisposizione dello schema di decreto legislativo di attuazione. Il recepimento si è concluso
con l'adozione del D.lgs. 2/2026, che ha modificato il D.lgs. n. 49/2014. Sono state inoltre avviate le
attività di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento sulle batterie e i relativi rifiuti
(Regolamento (UE) 2023/1542), sulla base dei principi e dei criteri direttivi di cui alla Legge 13 giugno
2025, n. 91, completate con l'adozione del D.lgs. n. 29/2026.

       Nell'ambito del Registro nazionale dei produttori, è stato adottato il D.M. n. 147/2024 che istituisce,
ai sensi dell'articolo 7, comma 1 del D.M. n. 182/2019, il Registro nazionale di produttori e importatori
di pneumatici. In data 14 maggio 2025 è stato reso operativo il citato Registro informatico. A partire
dall'apertura risultano iscritti 714 tra produttori e importatori di pneumatici, 8 forme associate di gestione
dei PFU, 17 sistemi individuali di gestione dei PFU con immesso pari o superiore a 200 tonnellate annue
e 28 sistemi individuali con immesso inferiore alle 200 tonnellate, per un totale di 53 sistemi. La piena
operatività del Registro Pneumatici ha determinato una significativa semplificazione delle procedure di
trasmissione documentale al Ministero da parte degli operatori.

       Sono proseguite le attività previste nell'ambito dell'Accordo tra DG ECB e ENEA sulla
Piattaforma Nazionale per il Fosforo, con D.D. DG ECB n. 260 del 19/12/2024, in continuità con le
attività avviate nel 2022.




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

       Con riferimento alla tracciabilità dei rifiuti, il decreto interministeriale 4 aprile 2023, n. 59 ha
disciplinato il nuovo sistema RENTRI e il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, ai
sensi dell'art. 188-bis del D.lgs. n. 152/2006. Il sistema promuove lo sviluppo del mercato delle materie
prime secondarie e fornisce alle autorità di controllo strumenti avanzati per la prevenzione e il contrasto
della gestione illecita dei rifiuti. A completamento del quadro attuativo sono stati adottati specifici decreti
direttoriali relativi alle tempistiche per gli operatori, all'approvazione delle "Modalità operative" e delle
"Istruzioni per la compilazione dei modelli di Formulario di identificazione del rifiuto e Registro
cronologico di carico e scarico" di cui all'art. 21 del D.M. n. 59/2023.
      Nel corso del 2025 il Ministero, con il supporto tecnico-operativo dell'Albo Nazionale Gestori
Ambientali e di Unioncamere, ha avviato un terzo percorso formativo in continuità con quelli degli anni
precedenti, articolato in circa 38 webinar gratuiti suddivisi in due Moduli, destinati a:
      • 29 webinar dedicati agli Operatori (imprese ed enti tenuti all'utilizzo del FIR digitale);
      • 7 agli Enti, Amministrazioni ed Organi di Controllo;
      • 2 alle Software House.
       I webinar hanno fornito indicazioni sui soggetti obbligati all'iscrizione, sulle tempistiche e sugli
adempimenti per la tenuta dei Registri di carico e scarico e l'emissione dei FIR. Tutto il materiale didattico,
in parte tradotto in lingua tedesca, è stato pubblicato nell'area "eventi formativi" del portale RENTRI.
Le associazioni di categoria hanno condiviso e integrato l'attività formativa attraverso propri eventi
territoriali, in coordinamento con le Sezioni regionali dell'Albo, con moduli dedicati al nuovo sistema di
tracciabilità, alle procedure di iscrizione al RENTRI e alle nuove regole per la gestione di FIR e Registri
cronologici.
      L'attività del RENTRI è stata accompagnata da un'intensa produzione normativa e amministrativa.
In particolare, nel corso del 2025 è stato adottato il Decreto direttoriale n. 319 del 30 ottobre 2025,
recante approvazione delle Modalità operative da adottare in caso di indisponibilità dei servizi RENTRI,
che definisce le procedure di comunicazione agli utenti e le misure di emergenza o mitigazione applicabili.
      A far data dal gennaio 2025 sono state avviate attività di implementazione dell'infrastruttura per
consentire alle software house l'allineamento dei propri prodotti con le Specifiche tecniche per la
redazione in formato elettronico del registro di carico e scarico, nonché API per l'interoperabilità con il
RENTRI (vidimazione digitale dei FIR e apertura dei registri). In ossequio alle tempistiche del D.M.
59/2023, dal 15 giugno 2025 al 14 agosto 2025 si è aperta la seconda scadenza per l'iscrizione al RENTRI
per gli enti e le imprese produttori di rifiuti pericolosi con più di 10 e fino a 50 dipendenti, e per i
produttori di rifiuti non pericolosi di cui ai punti c), d) e g) dell'art. 184 del D.lgs. 152/2006 con più di 10
e fino a 50 dipendenti.
       A far data dal maggio 2025 è stata avviata la procedura per l'accreditamento telematico degli Enti,
delle Amministrazioni e degli Organi di Controllo, descritta nell'Allegato del Decreto Direttoriale n. 255
del 12 dicembre 2024. Nel corso del 2025 sono stati avviati i lavori di aggiornamento delle "Istruzioni
per la compilazione del FIR" e delle "Istruzioni per la compilazione del registro cronologico di carico e
scarico rifiuti" (approvate con D.D. n. 251 del 19 dicembre 2023), prevedendo una consultazione
qualificata con gli stakeholder del settore le cui osservazioni sono state recepite nella versione aggiornata.
      Al 31 dicembre 2025 risultano iscritti al RENTRI più di 178.687 operatori e imprese, per un totale
di 285.131 unità locali registrate. Dal 13 febbraio 2025 al 31 dicembre 2025 sono state trasmesse in digitale
al RENTRI 86.745.457 registrazioni dai registri delle unità locali e sono stati vidimati digitalmente circa
35 milioni di FIR.




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

       Il Ministero ha continuato a seguire attivamente i negoziati sulle proposte di regolamenti e direttive
adottate dalla Commissione europea e discusse nell’ambito del Gruppo Ambiente del Consiglio (Working
Party Environment -WPE) dell’Unione europea e nelle fasi successive della procedura di codecisione con
il Parlamento europeo, partecipando alle riunioni, predisponendo le posizioni nazionali e assicurando il
necessario coordinamento intra e interistituzionale.
      In particolare, nel corso del 2025 è proseguito il lavoro sulla proposta di Regolamento recante
requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e sulla gestione del dei veicoli fuori uso, sia nella
fase di negoziato nell’ambito del Consiglio UE, che ha adottato il proprio Approccio Generale sulla
proposta a giugno 2025, sia nella successiva fase di trilogo tecnico e politico con il Parlamento europeo
che ha portato ad un accordo politico generale tra i co-legislatori a dicembre 2025.
      Con riferimento alla proposta di revisione della Direttiva Quadro sui rifiuti 2008/98/CE per i rifiuti
alimentari e tessili, sono state coordinate le attività negoziali sino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale,
fornendo supporto tecnico anche nella fase propedeutica di revisione giuridico-linguistica.
     Si è provveduto anche alla definizione delle priorità nazionali in vista dell’adozione del cosiddetto
Pacchetto Omnibus Ambiente, contenente proposte legislative volte a ridurre gli oneri amministrativi e a
semplificare l’attuazione della normativa ambientale dell’Unione, il cui negoziato è stato avviato a
dicembre 2025 presso il Gruppo Antici sulla Semplificazione.
     È proseguita, altresì, la partecipazione ai tavoli tecnici dell’Unione europea (Expert Group e
Technical Adaptation Committee - TAC) per la discussione e predisposizione degli atti di normativa
secondaria e linee-guida previsti da Direttive e Regolamenti.
      Con riferimento al Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, a seguito
della pubblicazione dello stesso in Gazzetta Ufficiale, è stato garantito supporto nelle attività di
implementazione, partecipando al livello comunitario alle attività relative all’adozione degli atti delegati e
di esecuzione previsti.
        A seguito della pubblicazione del regolamento (UE) 1157/2024 relativo alle spedizioni di rifiuti,
sono state curate le attività propedeutiche all’avvio dell’iter di recepimento, attraverso la predisposizione
dei criteri di delega al Governo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del
regolamento. Sono state seguite le attività per l’adozione degli atti di normativa secondaria previsti, quali
il regolamento di esecuzione (UE) 2025/1290 recante modalità di applicazione del regolamento (UE)
2024/1157 per quanto riguarda i requisiti necessari per l’interoperabilità tra il sistema centrale di
trasmissione e scambio per via elettronica di informazioni e documenti relativi alle spedizioni di rifiuti e
altri sistemi o software.
       In tale contesto, è stata garantita la partecipazione ai lavori di realizzazione del sistema informatico
della Commissione europea denominato Digital Waste Shipment System (DIWASS) per la trasmissione
e lo scambio in formato elettronico delle informazioni e della documentazione tra autorità competenti e
operatori economici nell’ambito del procedimento di autorizzazione delle spedizioni di rifiuti.
      Ai fini della risoluzione delle criticità legate alla gestione e spedizione dei rifiuti prodotti nel
Comune di Campione d’Italia, sono state portate avanti le attività per la finalizzazione della proposta di
accordo bilaterale tra la Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera per la semplificazione delle
procedure di notifica per le spedizioni di determinati flussi di rifiuti.
      È stata garantita la partecipazione alla XVI Sessione del Dialogo italo-svizzero sulla cooperazione
transfrontaliera sotto il coordinamento del MAECI e alla diciassettesima Conferenza delle Parti della
Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro
smaltimento (COP17).




                                                      49
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2025

       È stata inoltre portata avanti l’attività di supporto nell’implementazione della direttiva (UE)
2019/904 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, curando in
particolare la partecipazione alla predisposizione dell’atto di esecuzione relativo al calcolo del contenuto
di plastica riciclata nelle bottiglie per bevande in PET.
       Nel corso del 2025, con decreto n. 159 del 30 giugno 2025, è stata aggiornata la composizione
dell’Osservatorio per l’economia circolare istituito presso il MASE con D.M. 30 settembre 2022, n. 180.
Nell’ambito delle valutazioni svolte dalla Commissione europea ai fini della verifica del raggiungimento
di milestone e target del PNRR di competenza del MASE, si è reso necessario predisporre un documento
sullo stato di attuazione alla data del 6 marzo 2025 del Cronoprogramma di attuazione delle misure
prioritarie inserite nella Strategia nazionale per l’economia circolare (SEC) adottato con decreto n. 342
del 19 settembre 2022, e sul suo aggiornamento. Il documento è stato approvato dall’Osservatorio nella
sua nuova composizione e pubblicato sul sito istituzionale del Ministero. Il Cronoprogramma aggiornato
è stato adottato successivamente con decreto n. 184 del 3 ottobre 2025. A seguito di uno specifico
monitoraggio, è stato inoltre redatto un documento sullo stato di attuazione alla data del 31 ottobre 2025
del Cronoprogramma. E’ stata altresì pubblicata una nuova pagina web sul portale del MASE dedicata
alla Strategia nazionale per l’economia circolare. La pagina è articolata in tre sezioni, SEC,
Cronoprogramma di attuazione della SEC e Osservatorio per l’Economia Circolare, e offre una
panoramica generale, anche in lingua inglese, sui principali atti emanati in materia e sulle attività svolte
dal Ministero. Sono, inoltre, pubblicati dati e informazioni aggiornati sullo stato di attuazione degli
obiettivi individuati dalla SEC con i collegamenti a pagine di approfondimento relative a specifiche
tematiche, come l’End of Waste (EoW), i Criteri Ambientali Minimi (CAM), il Diritto al riutilizzo e alla
riparazione, la Tracciabilità digitale dei rifiuti.

   •    Tutela della biodiversità terrestre e marina
      Per quanto riguarda la tutela della biodiversità terrestre e marina si evidenzia come la
biodiversità e le aree protette siano decisive per concorrere alla ridefinizione di un peculiare modello di
sviluppo economico del nostro Paese, imperniato sullo straordinario valore del nostro patrimonio
naturale, intrecciato con valori culturali e storico-architettonici ineguagliabili.
       In ambito marino, per quanto attiene la prevenzione e la lotta all’inquinamento, viene svolta
regolarmente l’attività di tutela del mare prevista dalla Legge n. 979/82 “Disposizioni per la difesa del
mare”, in sinergia con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. Il servizio
antinquinamento nazionale viene realizzato in virtù di un contratto d’appalto di servizio stipulato il 16
luglio 2025, vigente fino al 31 agosto 2027 e affidato a Società qualificata del settore a seguito di
aggiudicazione di bando di gara europeo, che prevede l’impiego di una flotta di 23 navi specializzate (14
costiere e 9 d’altura), dislocate nei principali porti italiani, pronte a muovere immediatamente in caso di
emergenza, per il contenimento e il recupero di idrocarburi o di altre sostanze nocive sversate in mare
principalmente a causa di incidenti marittimi derivanti da navi, terminali petroliferi e piattaforme di
estrazione. Nell’ambito dell’attività antinquinamento, è data inoltre attenzione alla sorveglianza delle aree
ove insistono piattaforme off-shore ad olio, anche attraverso il monitoraggio satellitare, svolto in virtù di
regolare contratto che assicura la sorveglianza delle aree a rischio a scopo preventivo.
       A supporto delle attività istituzionali svolte in virtù della citata Legge n. 979/82, la Direzione TBM
stipula annualmente una Convenzione con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto –
Guardia Costiera, per potenziare la prevenzione e la lotta all’inquinamento marino e incrementare la
sorveglianza nelle Aree Marine Protette istituite e nella zona di protezione ecologica nazionale, oltre che
nelle zone marine ove insistono piattaforme petrolifere per estrazione di idrocarburi oleosi. In particolare,
vengono pianificate annualmente ulteriori attività di vigilanza e controllo, oltre a quelle normalmente




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                                                                                    Relazione sulla performance 2025

svolte d’istituto, ad opera dei mezzi navali ed aerei della Guardia Costiera, che prevedono un focus specifico
per l’individuazione di eventuali inquinamenti e la repressione di condotte illecite che potrebbero arrecare
danni all’ambiente marino. Partecipano alla sorveglianza del mare anche i nuclei sub della Guardia
Costiera e i Laboratori Ambientali Mobili, che all’occorrenza svolgono analisi sul campo di eventuali
inquinamenti derivanti da condotte illecite quali scarichi non autorizzati e abbandono di rifiuti, con
particolare riguardo all’inquinamento da idrocarburi potenzialmente generato dal traffico navale.
      È stato effettuato altresì l’aggiornamento dell’Allegato tecnico al D.M. 173/2016 denominato
“Regolamento recante modalità e criteri tecnici per l’autorizzazione all’immersione in mare dei materiali di escavo di fondali
marini”, effettuato allo scopo di semplificare ed efficientare le procedure tecniche di dragaggio dei
sedimenti, si è concluso con l’emanazione del decreto Ministro n. 450 del 16/12/2025, pubblicato in
Gazzetta Ufficiale Serie generale - n. 24 del 30-1-2026.
     Sono stati inoltre avviati i lavori per la redazione del Decreto attuativo previsto dall’art.109 c. 5 del
D. Lgs 152/2006, relativo alla regolamentazione della movimentazione dei fondali per la posa di cavi e
condotte.
      Nel corso del 2025, nell’ambito del terzo ciclo sessennale della Strategia Marina, con il supporto
tecnico-scientifico dell’ISPRA e in collaborazione con il Comitato Tecnico, è stato completato il terzo
reporting relativo alla valutazione dello stato ambientale delle acque marine. È stato altresì pubblicato il
decreto ministeriale del 13 novembre 2025, recante l’aggiornamento della determinazione dei requisiti del
buono stato ambientale e la definizione dei target ambientali per ciascuno degli 11 descrittori, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 277 del 28/11/2025), ai sensi degli articoli 7, 8, 9 e 10 del
decreto legislativo n. 190 del 2010.
      Con riferimento al Programma di misure (art. 12 del D. Lgs. 190/2010) e ai sensi dell’articolo 17,
comma 3, del medesimo decreto, con il contributo del Comitato Tecnico e il supporto tecnico dell’ISPRA,
a marzo 2025 è stata predisposta e trasmessa alla Commissione europea una relazione intermedia sui
progressi nell’attuazione del Programma, adottato con DPCM 7 luglio 2022.
       Nel 2025 sono stati svolti infine i programmi di monitoraggio annuali della Strategia Marina come
da accordi operativi istituiti con l’ISPRA e con le ARPA capofila (ARPA Liguria per la sottoregione Mar
Mediterraneo Occidentale, ARPA Emilia-Romagna per la sottoregione Mar Adriatico e ARPA Calabria
per la sottoregione Mar Ionio e Mediterraneo Centrale).
       Sempre nell’ambito della tutela dell’ambiente marino, facendo seguito al D.M 258/23 di istituzione
dei primi Siti di Importanza Comunitaria (SIC) nella zona di protezione ecologica (ZPE), è proseguito
l’iter di individuazione di ulteriori siti rete natura 2000 oltre le acque territoriali, per rispondere alla
Procedura d’infrazione 2028/2021 sulla mancata designazione di SIC/ZPS marini, con l’istituzione di un
tavolo tecnico con il Ministero della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF). Sono stati individuati
8 nuovi SIC/ZPS (per circa 40.000 km2) all’interno della Zona di Protezione Ecologica (ZPE) di cui alla
legge 8 febbraio 2006, n. 61 e al decreto del Presidente della Repubblica n. 209 del 27 ottobre 2011. Si è
avviato l’iter amministrativo per istituire i siti in alto con decreto del Ministero. È proseguito il confronto
con i Ministeri interessati per l’acquisizione dei sentiti necessari per finalizzare il decreto.
      Si segnala la conclusione, nel mese di dicembre 2025, del Progetto LIFE SEA NET, al quale il
Ministero ha partecipato. Il progetto è volto a supportare l’Italia nella tutela e nella gestione efficace siti
marini della rete Natura 2000, nonché ad accrescere la conoscenza della rete stessa e del suo ruolo nella
conservazione della biodiversità marina.
    La definizione della Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 si inserisce in un delicato
momento a livello nazionale, comunitario e globale, necessario per affrontare le grandi sfide non solo in




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

termini di biodiversità, tutela e ripristino della biodiversità, ma anche di sviluppo sostenibile e di contrasto
e adattamento ai cambiamenti climatici, con l'obiettivo di ampliare e rafforzare la rete delle aree protette,
terrestri e marine, e ripristinare gli ecosistemi degradati.
       La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 ha tra gli altri obiettivi l’estensione, entro il 2030,
delle aree protette sino a coprire almeno il 30% della superficie terrestre e marina dell’UE, di cui il 10%
con forme di protezione rigorosa, nonché il ripristino di vaste estensioni di ecosistemi degradati, sia a
terra che a mare.
       A partire dalla fine del 2020 è stato avviato un confronto europeo per il raggiungimento di tali
target ed è stato concordato un percorso condiviso che nel 2025 ha portato a specifici seminari
biogeografici, nell’ambito dei quali ogni Stato Membro ha individuato e discusso in merito ai propri
impegni per il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra. Relativamente ai target sulle aree protette si
rappresenta che dopo aver tracciato un quadro generale sullo stato dell’arte in Italia per il raggiungimento
degli obiettivi previsti dalla Strategia della Biodiversità da raggiungere entro il 2030, nel 2025 è continuato
il confronto con le regioni e le province autonome in merito ai pledge per le aree protette di competenza
regionale. Detti pledge rappresentano i riferimenti per valutare l’estensione e la corretta gestione delle
aree protette nel territorio italiano e verranno utilizzati nel contesto di valutazione dei progressi verso gli
obiettivi assunti per il 2030. Tra le aree protette rilevanti ai fini del raggiungimento del target, rientrano le
aree riconosciute dalla L. 394/91 (Elenco Ufficiale delle Aree Protette - EUAP), i siti della Rete Natura
2000 (1024 Aree protette - 3.296.411 ettari a terra e 2.863.925 ettari a mare; 2649 Siti Natura 2000 -
5.845.489 ettari a terra e 2.338.693 ettari a mare. Nell’annualità 2025 l’iter per l’aggiornamento dell’EUAP
è in stato avanzato tant’è che nel corrente anno la Conferenza Unificata Stato Regioni ha approvato
l’elenco definitivo
       È proprio in questo contesto che si rileva maggiormente il valore della rete dei parchi e delle aree
protette che costituiscono un patrimonio di grandissimo valore, un patrimonio che va preservato e
protetto ma anche valorizzato.
      In Italia il sistema delle aree di tutela ambientale è formato dall’integrazione e sovrapposizione delle
Aree protette nazionali e regionali e della Rete Natura 2000, rete ecologica diffusa sul territorio
dell’Unione Europea, istituita per garantire il mantenimento a lungo termine dello stato di conservazione
soddisfacente degli habitat e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.
       Sono certamente le aree protette, e in primo luogo i Parchi Nazionali, l’esempio migliore
dell’auspicato rapporto “sostenibile” tra natura e presenza dell’uomo dove lo sviluppo del territorio,
principalmente associato al turismo ambientale e alla ristorazione, alle attività agricole e zootecniche, al
commercio dei prodotti artigianali e alle iniziative culturali, si accompagna alla valorizzazione del capitale
naturale e alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.
       I Parchi italiani rappresentano da sempre una eccellenza nel mondo della ricerca applicata sui temi
della biodiversità e delle interazioni con le attività dell’uomo. Le aree protette italiane hanno dimostrato
di svolgere efficacemente il loro compito di conservazione della biodiversità, rappresentando
un’eccellenza nel mondo della ricerca applicata sui temi della conservazione e delle interazioni con le
attività dell’uomo.
       Ai fini della salvaguardia delle Aree protette Statali la lotta agli incendi boschivi svolge un ruolo
centrale. Il MASE ha diretta competenza sui piani antincendi boschivi (o piani AIB) delle aree protette
statali (Parchi Nazionali e Riserve Naturali Statali), in attuazione all’art. 8, comma 2, della legge quadro
sugli incendi boschivi (L. 353/2000). Tali piani AIB, sistematicamente alla loro scadenza, vengono
rinnovati su proposta degli enti gestori delle suddette aree protette statali, verificati con apposito iter di
legge, sentito il parere dei carabinieri forestali e dei vigili del fuoco, e quindi approvati d’intesa con la




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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025

Regione territorialmente interessata che include il documento (piano AIB dell’area protetta) nel proprio
piano AIB regionale, quale parte integrante di quest’ultimo. Per supportare i Parchi Nazionali
nell’elaborazione dei Piani AIB lo stesso Ministero ha messo a punto uno “Schema di piano AIB per
Parchi Nazionali” e un relativo “Manuale”; i gestori delle Riserve Naturali Statali, analogamente, faranno
riferimento allo “Schema di Piano AIB per le Riserve Naturali Statali. Tali documenti di riferimento sono
stati pubblicati da questo Dicastero su una pagina web sul sito del Ministero della transizione ecologica
dove è possibile reperire e scaricare tutta la documentazione.
       I suddetti Piani AIB hanno una durata quinquennale e un periodo di validità non omogeneo per
tutte le aree protette; pertanto, il MASE lavora costantemente e in maniera continuata per portare a
termine gli iter di approvazione dei suddetti Piani.
       Ai fini di accelerare l’iter previsto da legge e fornire ulteriore supporto ai Parchi Nazionali
nell’elaborazione dei Piani AIB, il MASE coordina la realizzazione dell’intervento PNRR M2C4I.1.1–
Sistema avanzato ed Integrato di Monitoraggio e previsione, per realizzare un sistema avanzato ed
integrato di monitoraggio e previsione, nonché interventi mirati a prevenire gli incendi.
        Nello specifico la verticale 6 è destinata agli incendi di cui il caso d’uso (CU) 6.1 prevede la
realizzazione di un sistema automatico per la generazione di carte di pericolosità, gravità e rischio incendi
all’interno dei Parchi Nazionali.
       L’Italia è leader in Europa nei progetti di ricerca finanziati dai bandi del Programma per l’ambiente
e l’azione per il clima (LIFE) grazie anche al contributo fornito dai Parchi nelle relative attività progettuali
in materia di natura e biodiversità. Al contempo, le aree protette hanno consolidato un ruolo di laboratori
privilegiati per lo sviluppo sostenibile, sviluppando esperienze, attività e buone pratiche sui temi
dell’educazione ambientale, delle produzioni e filiere agro-alimentari di qualità, dei “turismi”, della nuova
imprenditoria giovanile e dei processi partecipativi, temi che sono tra i fondanti del ricercato riequilibrio
tra conservazione della natura e attività umane.
       La biodiversità e le aree protette sono decisive per concorrere alla ridefinizione di un peculiare
modello di sviluppo economico del nostro Paese, imperniato sullo straordinario e irripetibile valore del
nostro patrimonio naturale, intrecciato con valori culturali e storico-architettonici ineguagliabili. In
particolare, i parchi nazionali, insieme a tutte le altre tipologie di aree protette, rappresentano una risorsa
e un’opportunità per settore turistico che, se ben orientato e gestito, può consentire la promozione e la
valorizzazione delle attività agricole e prodotti di qualità, il ripristino di ambienti degradati, il presidio e il
rilancio di territori marginali e soggetti a fenomeni di spopolamento e arretratezza.
        L’articolo 10 della Direttiva 2003/87/CE e s.m.i., che istituisce un sistema per lo scambio di quote
di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità, prevede che i proventi delle aste CO2 siano destinati
a ridurre le emissioni stesse, favorire l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici, incrementare
l’efficienza energetica, incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni.
       In particolare, il Programma Parchi per il Clima, in sinergia con l’attuale Strategia nazionale per la
biodiversità, vede il sistema delle Aree protette assumere un ruolo centrale per la conservazione della
biodiversità e per il contenimento delle emissioni climalteranti come anche per il rafforzamento
dell’efficientamento energetico.
       Nello specifico, nel corso del 2025, è stata avviata una ricognizione sullo stato di attuazione dei
progetti finanziati con i Programmi. In particolare, sono stati prorogati i termini per la conclusione delle
attività per l’annualità 2020 del Programma Parchi per il Clima e avviate e concluse le procedure di
assegnazione delle risorse annualità 2025 per entrambi i Programmi. L’attività di ricognizione ha




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                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

contribuito ad un confronto costante con gli Enti al fine di una iniziale ricostruzione delle istruttorie in
corso e per dare impulso ai programmi.
      Sono stati inoltre attivate iniziative volte a rendere funzionale il Portale considerate le criticità
operative emerse nell’utilizzo.
       Un ruolo importante nella Strategia europea per la biodiversità 2030 - che prevede nei suoi obiettivi
di destinare almeno il 10% delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio con elevata
diversità - è rappresentato dagli investimenti destinati alle infrastrutture verdi nei Parchi nazionali:
muretti a secco e rete sentieristica. La legge n. 145/2018 (Legge di bilancio 2019) ha stanziato un
fondo per il ripristino delle infrastrutture verdi – muretti a secco e rete sentieristica attribuendo risorse ai
Parchi nazionali pari a 70 milioni di euro ripartiti negli anni. Ai sensi dell’articolo 23, comma 3, lettera b)
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, con la legge di bilancio 2021 le suddette risorse sono state
incrementate di 100 milioni di euro a partire dal 2021 al 2033.
     Il ripristino dei sentieri e gli interventi sui muretti a secco rappresentano, come è noto, un valido
strumento di difesa dai fenomeni erosivi e di conservazione per gli habitat e specie delle aree protette.
       Tali costruzioni sono tradizionalmente legate all'organizzazione sostenibile dello spazio rurale,
offrono come un LanD.M.ark paesaggistico del Mediterraneo, e ancora oggi svolgono ad un
rilevantissimo ruolo anche sul piano della sostenibilità, con ricadute benefiche dirette sul territorio e sulle
comunità locali.
       Grazie a tali strutture, e a quel sistema di conoscenze e capacità diffuso nelle aree protette italiane
sulle relative metodologie di realizzazione e manutenzione è possibile ottenere un presidio sul territorio
per una molteplicità di finalità a carattere ambientale. I muretti a secco contribuiscono, infatti, a prevenire
frane, alluvioni e valanghe, combattere l'erosione e la desertificazione dei terreni, trattenere le risorse
idriche, sostenere servizi ecosistemici e preservare condizioni microclimatiche adeguate all’agricoltura.
      Le risorse assentite a favore dei parchi Nazionali, nel corso dell’anno 2025, pari a complessivi euro
7.200.000,00 per il programma “Sentieri” e a complessivi euro 6.300.000,00 per il programma “Muretti a
secco”, hanno assicurato la prosecuzione degli interventi di manutenzione e potenziamento delle reti
sentieristiche ed il ripristino dei muretti a secco nelle aree protette nazionali per la messa in sicurezza e
per rafforzare, attraverso la loro valorizzazione, l’identità e la cultura dei luoghi e sostenere l’economia
sostenibile locale dei territori protetti.

       Anche la Direttiva del Ministro rivolta agli Enti Parco Nazionali e alle Aree Marine Protette
per l’indirizzo delle attività dirette alla conservazione della biodiversità - emanata ormai da diversi anni
con l’obiettivo di dare piena attuazione alle politiche ambientali comunitarie e nazionali -, rientra tra le
attività mirate alla salvaguardia e promozione della biodiversità per l’attuazione della Strategia Nazionale
per la Biodiversità e le aree naturali protette, marine e terrestri, hanno l’obiettivo di contribuire
significativamente all’arresto della perdita di biodiversità, alla conservazione marina e alla sostenibilità
dell’ambiente costiero e al largo della costa.

      In tale contesto, la valenza biennale 2024-2025 dell’ultima Direttiva ministeriale per la
conservazione della biodiversità rivolta ai Parchi nazionali e alle aree marine protette, adottata il 5
settembre 2024, ha mirato a garantire, grazie ad approccio programmatico di medio termine sulla base
di un apposito cronoprogramma temporale delle attività, il perseguimento degli obiettivi e il
miglioramento delle azioni già avviate nelle precedenti Direttive per proteggere e ripristinare la
biodiversità ed assicurare il mantenimento dei servizi ecosistemici presenti nelle aree protette. Le risorse




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

finanziate a favore dei 24 Parchi Nazionali, per le attività di cui alla predetta Direttiva per l’anno 2025,
sono state pari ad euro1.770.800,00.
       In particolare, per quanto concerne gli Enti Parco Nazionali, nel corso del 2025 si sono proseguite
le attività di tutela e monitoraggio degli impollinatori che hanno rappresentato il principale insieme di
attività previste dalla Direttiva finalizzate all’indagine delle cause di declino degli insetti pronubi, con
particolare riferimento alla contrazione degli habitat idonei alla vita ed alla riproduzione delle specie in
esame e all’utilizzo di pratiche agricole tradizionali non sostenibili e di prodotti fitosanitari.
       Altresì, attraverso la raccolta sistematica e comparabile di dati secondo le metodologie definite da
Ispra/Università di Torino, si è ritenuto necessario continuare tale azione in quanto indispensabile per
mantenere omogeneità dei dati raccolti e per risolvere le richieste specifiche dei singoli Parchi sugli aspetti
scientifici dei monitoraggi, anche in coerenza con il coordinamento scientifico di Ispra nel progetto
PNRR misura M2C4 - Investimento 3.2 “Digitalizzazione dei Parchi Nazionali e delle Aree Marine
Protette”, attraverso la creazione di una rete certificata per la raccolta e trasmissione dei dati al Network
Nazionale Biodiversità (NNB).
       Inoltre, anche nell’ambito del biennio di attività cui la Direttiva è stata indirizzata, i gruppi
territoriali di Parchi Nazionali hanno proseguito con i progetti già avviati negli anni precedenti e sviluppati
su scala biogeografica o di maggiore estensione, purché funzionali dal punto di vista ecologico.
       Altresì, tra i progetti realizzati, si segnalano: l’azione di sistema “Terra e mare, in volo tra i parchi”
volta a migliorare le conoscenze e lo stato di conservazione degli uccelli nidificanti e migratori attraverso
il proseguimento di azioni di sistema avviate già in precedenza; l’azione di sistema “Monitoraggio della
Biodiversità in ambiente alpino”; l’azione di sistema “WOLFNExT un network di parchi che guarda al
futuro del Lupo in Italia” per la realizzazione di una struttura di interscambio e coordinamento delle
attività di ricerca e gestione in grado di assicurare sul lungo termine la conservazione del lupo in
Appennino e il contenimento degli eventuali conflitti che nei vari territori potessero generarsi e l’azione
di sistema “Identificazione del network di hot spot di diversità della chirotterofauna e implicazioni per la
gestione” per il proseguimento del monitoraggio della chirotterofauna per incrementare le conoscenze
sulla distribuzione potenziale delle singole specie e l’identificazione di hot spot e corridoi ecologici della
comunità di chirotteri presenti in Italia per il miglioramento dell’efficacia delle misure di conservazione e
gestione nelle aree protette anche attraverso la redazione linee guida per la gestione dei chirotteri.
       Per quanto concerne le Aree Marine Protette è stato incrementato il livello di conoscenze raggiunto
con quanto pianificato con le attività della precedente Direttiva, nella quale sono state ulteriormente
ampliate le conoscenze in particolare dove erano presenti alcune lacune informative scaturite da dataset
incompleti, in particolare sul monitoraggio dell’Habitat coralligeno (biocenosi coralligena) e per la stima
del disvalore economico generato dall’impatto delle attività di pesca (dovuto, ad esempio, alla perdita degli
attrezzi da pesca) sull’Habitat coralligeno.
       Inoltre, sono state portate avanti le attività finalizzate allo studio dei cambiamenti climatici, per
l’elaborazione di strategie e piani di adattamento, al fine di avviare misure di gestione che possono essere
funzionali alla mitigazione degli effetti prodotti dai cambiamenti climatici.
       Risorse finanziate a favore di 29 Aree Marine protette per le attività di cui alla predetta Direttiva
per l’anno 2025 sono state pari ad € 856.100,00.
      Nel quadro degli adempimenti internazionali, nel corso del 2025 sono proseguite le attività relative
al supporto ai siti riconosciuti dai Programmi e dalle Convenzioni UNESCO ed a quelli che si
propongono come nuove candidature.
   In particolare, la Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale
UNESCO del 1972 rappresenta uno dei grandi accordi multilaterali a tutela della diversità biologica. La




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

finalità della Convenzione è quella di identificare, proteggere, conservare, preservare e trasmettere alle
generazioni future il Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale di Eccezionale Valore Universale,
attraverso l’istituzione di un elenco di siti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale o World Heritage
List. Un sito, culturale, naturale o misto per venire iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale deve essere
valutato di “Eccezionale Valore Universale”.
      Al 2025, la Lista del Patrimonio Mondiale comprende 1.248 siti. L’Italia detiene 61 siti iscritti. Di
questi, 6 sono riconosciuti per criteri naturali, incluso il sito seriale transnazionale delle "Antiche faggete
primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa". Per la gestione di quest'ultimo, la DG TBM ha
assicurato la presenza istituzionale all'incontro annuale del Joint Management Committee (JMC), tenutosi
in Polonia nel mese di ottobre, garantendo il coordinamento delle strategie di tutela forestale e di
monitoraggio ecologico integrato tra i Paesi partner.
       Il 2025 ha segnato l'ultimo anno del mandato dell'Italia quale Paese membro del Comitato del
Patrimonio Mondiale. In tale veste, la DG TBM ha garantito la partecipazione alla sessione del Comitato
svoltasi a Parigi presso la sede centrale dell'UNESCO. Nel corso dell'anno, l'iscrizione del sito "Arte e
architettura nella Preistoria della Sardegna. Le domus de Janas" ha ulteriormente consolidato il numero
dei riconoscimenti italiani. A margine dei lavori del Comitato, sono stati avviati tavoli tecnici riguardanti
la candidatura del sito naturale “Gli ecosistemi marini dell’Eocene a Bolca e nella Val d’Alpone” alla Lista
del Patrimonio Mondiale UNESCO, di diretta competenza del MASE. Nel corso dell’anno la DG TBM
ha assicurato il proprio supporto tecnico e istituzionale alla predisposizione del dossier di candidatura,
contribuendo alle attività di coordinamento e approfondimento scientifico necessarie ai fini della
presentazione del sito nell’ambito della convenzione UNESCO del 1972 e la cui discussione formale è
prevista per il 2027.
       Il Programma Man and Biosphere (MAB) nasce nel 1971 nel corso della 16ª Conferenza generale
UNESCO come programma intergovernativo volto a fornire basi scientifiche alle azioni di impulso
all’uso sostenibile e razionale, oltre che alla conservazione, delle risorse della cosiddetta “biosfera”,
incoraggiando, allo stesso tempo, formule equilibrate di gestione nel rapporto uomo-ambiente a livello
globale.
       A settembre 2025, nel corso della 37ª sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del
Programma MAB, di cui l’Italia è Stato membro con diritto di voto dal 2019, svoltasi a Hangzhou, in
Cina, sono state approvate nuove Riserve della Biosfera, portando il numero complessivo a 784 siti
distribuiti in 142 Paesi, inclusi 25 siti transfrontalieri. In Italia le Riserve della Biosfera sono 21, di cui 2
transfrontaliere (Monviso e Alpi Giulie), rispettivamente con la Francia e la Slovenia.
      La DG TBM ha partecipato, come di consueto, in rappresentanza del MASE, al processo della
legge 20 febbraio 2006 n. 77, incardinato presso il Ministero della Cultura, volto a mettere in atto misure
speciali di tutela e fruizione dei siti e degli elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e
ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.
       La DG TBM ha partecipato, come di consueto, in rappresentanza del MASE quale componente
della delegazione italiana, garantendo il coordinamento tecnico-scientifico e fornendo supporto alla
Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UNESCO, risultando un asset funzionale alla definizione e
all'approvazione del nuovo Piano d'Azione Strategico MAB 2026-2035. La partecipazione al Congresso
ha inoltre costituito l'occasione per consolidare il dialogo e porre le basi per la definizione degli accordi
internazionali propedeutici al Terzo Forum Mondiale dei Giovani MAB, che sarà ospitato in Italia, presso
la Riserva della Biosfera del Delta del Po, a maggio 2026.
      A livello nazionale, la DG TBM ha preso parte al VI Meeting delle Riserve della Biosfera italiane,
svoltosi presso la Riserva Alpi Ledrensi e Judicaria. Questo appuntamento rappresenta il principale tavolo




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                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025

tecnico-operativo della rete nazionale, focalizzato sulla condivisione di dati scientifici, l'analisi di buone
pratiche gestionali e l'implementazione di progetti congiunti di conservazione e sviluppo sostenibile. In
tale sede, il Comitato Tecnico Nazionale ha ratificato il programma per il Forum dei Giovani nel Delta
del Po e ha formalizzato l'inclusione di un rappresentante giovanile delle Riserve all'interno del Comitato
stesso. A seguito di tali decisioni, da dicembre 2025 è stato attivato il gruppo di lavoro "MAB Generation",
con lo scopo di istituzionalizzare la partecipazione attiva dei giovani nella governance ambientale, in piena
aderenza agli obiettivi della strategia decennale del Programma MAB.
       Inoltre, la DG TBM ha lavorato, con i soggetti proponenti, alla predisposizione e presentazione,
nel settembre 2025, del dossier di candidatura per l’estensione della Riserva della Biosfera “Po Grande”.
       Il Programma degli UNESCO Global Geoparks è stato formalmente istituzionalizzato nel corso
della 38ª Conferenza Generale dell’UNESCO (2015), che ha approvato il riconoscimento dei Geoparchi
come Programma ufficiale dell’Organizzazione.
      La rete mondiale dei Geoparchi UNESCO conta attualmente 229 siti distribuiti in 50 Paesi,
riconosciuti per il loro valore geologico, educativo e per il ruolo nello sviluppo sostenibile dei territori.
      In Italia i Geoparchi UNESCO sono 12, collocati in diverse regioni e caratterizzati da un’elevata
geodiversità e da una forte integrazione tra tutela del patrimonio naturale e valorizzazione locale.
       Nel 2025 è stato avviato a livello nazionale un lavoro per l’istituzione di un Comitato tecnico MAB–
IGG, finalizzato a rafforzare il coordinamento tra i Programmi UNESCO “Man and the Biosphere” e
“UNESCO Global Geoparks”. L’iniziativa nasce dalle rilevanti sinergie tra i due programmi, entrambi
orientati alla tutela del patrimonio naturale e geologico e alla promozione dello sviluppo sostenibile dei
territori. Il Comitato mira a favorire un approccio integrato nella gestione delle reti, migliorando il
coordinamento delle attività di candidatura, monitoraggio e valorizzazione dei siti.
     La DG TBM ha assistito alla riunione, in qualità di osservatore da remoto, in rappresentanza del
MASE, al decimo meeting del Consiglio Mondiale dei Geoparchi UNESCO tenutosi il 5 e 6 settembre a
Kutralkura (Cile), nel corso del quale è stato approvato all’unanimità la rivalidazione del Geoparco delle
Madonie.
       Nell’ambito del Programma “Siti naturali UNESCO per il Clima” 2022 e 2023, sono proseguite nel
2025 le attività relative all’attuazione degli interventi approvati dal MASE nei comuni dei siti UNESCO
d’interesse naturalistico.
      Il Programma “Siti naturali UNESCO per il Clima”, annualità 2022 e 2023, della durata di 5 anni,
ha destinato i proventi delle aste di CO2 a una serie di misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici
quali la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, l’adattamento agli impatti dei cambiamenti
climatici e la loro mitigazione, l’incremento dell’efficienza energetica e il passaggio a modalità di trasporto
pubblico a basse emissioni.
       In riferimento al “Programma “Siti naturali UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale”, il
MASE ha istituito un Fondo ministeriale “per la realizzazione di progetti pilota di educazione ambientale
destinati a studenti degli istituti comprensivi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo
grado, site nei comuni che ricadono nelle zone economiche ambientali ( ZEA), le 20 Riserve della Biosfera
italiane ed i 5 siti italiani dichiarati dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità in base ai criteri
naturali. A tal fine, sono stati emanati dal MASE n. 2 avvisi rispettivamente per il biennio 2022 (nota prot.
n. 136058 del 02.11.2022) e 2023 (nota prot. n. 159876 del 06.10.2023) che hanno individuato le necessarie
specificazioni e indicazioni operative per la concessione e l’erogazione del finanziamento per un
ammontare complessivo di euro 4.000.000,00 per ciascuna annualità.




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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025

      In particolare, per i suddetti Programmi, nel corso del 2025 è proseguita l’attività di seguito
riportata:
      - Istruttoria dei progetti pervenuti per la verifica di coerenza tecnico amministrativa ai sensi dei
           Decreti di monitoraggio n. 191 del 23 aprile 2024 (Programma UNESCO per il Clima,
           annualità 2023) e n. 264 del 10 luglio 2023 (Programma UNESCO per il Clima, annualità 2022)
           e riscontri a richieste di chiarimenti sugli adempimenti, richieste di proroga, richieste di varianti,
           note informative relativamente allo stato di avanzamento delle attività dei soggetti beneficiari.
      - Istruttoria documentazione di rendicontazione delle attività svolte (importo speso, tipologia di
           spesa, allegati contabili) degli Istituti Comprensivi ai sensi del punto 4.3 degli avvisi
           (Programma UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale, prot. n. 136058/2022 e prot. n.
           0159876/2023).
      - Riscontri MASE a richiesta chiarimenti sugli adempimenti attuativi post – finanziamento, richieste
           di proroga, richieste approvazioni modifiche alle proposte attività, note di sollecito ed
           informative relativamente allo stato di avanzamento delle attività dei soggetti beneficiari
           (Programma UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale, prot. n. 136058/2022 e prot. n.
           0159876/2023).
       Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è presente la Misura M2C4 Investimento
3.2 Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle Aree marine protette. Detta misura, con una dotazione
finanziaria di 100 milioni di euro, si pone come obiettivo quello di stabilire procedure standardizzate e
digitalizzate per la modernizzazione, l’efficienza e l’efficace funzionamento delle aree protette nelle loro
varie dimensioni, quali la conservazione della natura, la semplificazione amministrativa delle procedure e
i servizi per i visitatori, attraverso la realizzazione di tre sub-investimenti relativi a tre assi principali:
       - “Conservazione della natura - monitoraggio delle pressioni e minacce su specie e habitat e
           cambiamento climatico” (sub inv. 3.2 a);
       - “Servizi digitali ai visitatori dei parchi nazionali e delle aree marine protette” (sub. inv. 3.2 b);
       - “Digitalizzazione e semplificazione delle procedure per i servizi forniti dai Parchi e dalle Aree
           Marine Protette” (sub. inv. 3.2 c).
       Relativamente ai citati sub investimenti, nel corso del 2025, sono proseguite le attività di
implementazione dell’App Visit NaturaItalia e del Portale NaturaItalia. Le nuove versioni delle due
piattaforme sono state pubblicate online a luglio del 2025 e sono state specificatamente ampliate con
nuove funzionalità e con una sezione di editor per l’aggiornamento autonomo da parte degli Enti dei
contenuti informativi. Nel Portale NaturaItalia, sono, inoltre, proseguiti i lavori per lo sviluppo di una
sezione specificatamente dedicata alla semplificazione e alla digitalizzazione amministrativa a supporto
degli enti gestori delle aree protette e dei cittadini. Tale sezione è stata rilasciata in ambiente di test nel
mese di dicembre. Sono, inoltre, state avviate le complesse attività per l’integrazione del Portale con i
sistemi di protocollazione in uso presso gli Enti gestori delle aree protette
        A seguito della recente revisione del PNRR, approvata con decisione di esecuzione del Consiglio
ECOFIN del 27 novembre 2025, è stato modificato il target M2C4-6bis previsto entro il T2 2026 con la
seguente nuova formulazione:
     • Certificati di verifica della conformità per almeno 12 000 unità di attrezzature per attività di
conservazione della natura e di monitoraggio;
      • Certificati di regolare esecuzione nei parchi naturali e nelle aree marine protette di almeno 7
diversi tipi di servizi tecnici e di formazione per attività scientifiche e di monitoraggio sul campo.




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                                                                          Relazione sulla performance 2025

          Nel corso del 2025, sono proseguite, per ogni singola procedura, le attività e interlocuzioni con
INVITALIA e ISPRA, finalizzate alla stipula di ulteriori contratti di appalto, all’avvio delle esecuzioni di
altri e alla gestione dell’esecuzione di tutti i contratti avviati a decorrere dal 2024.
      Nello specifico:




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                                                                                                                                                          Relazione sulla performance 2025

         Titolo                          Importo (€)          RUP                   DEC                    Data Pubb.   Aggiudicazione                   Contratto e Avvio esecuzione
Servizio di monitoraggio delle Aree      4.032.723,22         Andrea Lorenzoni      Federica Fiorentino    17.12.2024   07.05.2025 (Lotto 1)     Lotto 1: Contratto n. 58 dell’11.07.2025 approvato con
Marine Protette in Near Real Time,                                                                                                              DD. 342 del 22.07.2025 registrato presso gli organi di
mediante l’elaborazione di dati                                                                                         09.06.2025 (Lotto 2)    controllo. In corso esecuzione avviata in via di urgenza il
satellitari       multisensore      e                                                                                                           06.06.2025.
multipiattaforma e con sistemi                                                                                                                   Lotto 2: esecuzione avviata in via di urgenza il
legacy/cooperativi (AIS, VMS,                                                                                                                   30.06.2025. Contratto n. 95 del 13.10.2025
RF), nonché monitoraggio in situ                                                                                                                 Approvato      con     DD.      526    del    27.10.2025.
con       sensori    di    prossimità                                                                                                           Registrato presso gli organi di controllo.
(2 lotti)
Fornitura di strumentazione da           13.971.080,30        Andrea Lorenzoni      Roberto Giangreco      06.08.2024   23.12.2024               Lotto 1: Contratto n. 74 del 26.08.2025, approvato con
affidare alle Aree Marine Protette                                                                                                              DD. n. 421 dell’11.09.2025, Registrato presso gli organi di
(4 lotti)                                                                                                                                       controllo. In corso di esecuzione avviata, in via di urgenza,
                                                                                                                                                il 06.06.2025.
                                                                                                                                                 Lotto 2: Esecuzione avviata, in via di urgenza in data
                                                                                                                                                05.09.2025. Contratto n. 112 del 19.12.2025, in corso di
                                                                                                                                                approvazione.
                                                                                                                                                 Lotto 3: Contratto n. 24 del 31.03.2025 approvato con
                                                                                                                                                DD. 144 del 17.04.2025 registrato presso gli organi di
                                                                                                                                                controllo. In corso di esecuzione le attività avviate in via
                                                                                                                                                di urgenza in data 12.02.2025.
                                                                                                                                                 Lotto 4: Contratto n. 32 del 18.04.2025 approvato con
                                                                                                                                                DD. 188 del 12.05.2025 registrato presso gli organi di
                                                                                                                                                controllo. In corso di esecuzione le attività avviate in via
                                                                                                                                                di urgenza in data 24 febbraio 2025.
Fornitura      di        attrezzature    2.683.413            Virginia Turianelli   Maria      Giovanna    05.02.2025   26.06.2025               Lotto 1 Contratto n. 101 del 21.10.2025
tecnologiche per il rilevamento dati                                                Evangelista                                                  Approvato con DD. 527 del 27.10.2025.
strutturali e ottici utili alla                                                                                                                  Registrato presso gli organi di controllo.
valutazione degli habitat terrestri                                                                                                              Lotto 2 Contratto n. 102 del 21.10.2025
per il piano di monitoraggio nei                                                                                                                 Approvato con DD. 555 del 07.11.2025.
parchi                      nazionali                                                                                                            Registrato presso gli organi di controllo.
(2 lotti)                                                                                                                                        Condivisi i cronoprogrammi relativi ai tempi di consegna
                                                                                                                                                delle forniture.
Servizio di progettazione, raccolta      2.842.138,50         Graziana Dizonno      Ernesto Filippi        30.05.2024   07.08.2024               Lotto 1: Contratto n. 63 del 29.07.2025 approvato con
ed elaborazione dati per il                                                                                             (Lotto 1)               DD. 378 del 06.08.2025, ammesso alla registrazione della
monitoraggio di pressioni agenti su                                                                                                             CdC.
habitat d’interesse comunitario nel                                                                                                              In corso di esecuzione le attività avviate in via di urgenza
territorio dei parchi nazionali                                                                                         06.08.2024              il 13.09.2024
tramite     sensoristica  avanzata                                                                                      (Lotto 2)                Lotto2: Contratto n. 108 del 19.12.2025
(2 lotti)                                                                                                                                        Approvato con DD. n. 773 del 22.12.2025
                                                                                                                                                 In attesa di approvazione dagli organi di controllo.
                                                                                                                                                 In corso di esecuzione le attività avviate in via di urgenza
                                                                                                                                                il 12.09.2024
Servizio di rilievi di vegetazione per   Base    di   gara:   Maria      Giovanna   Carmelo Picone         27.03.2024   02.07.2024               Contratto n. 6 dell’8.11.2024 approvato con DD. n. 143
il monitoraggio degli habitat            1.440.208,00         Evangelista                                                                       dell’11.11.2024, registrato presso gli organi di controllo.
d’interesse comunitario all’interno      Aggiudicato:                                                                                            In corso di esecuzione le attività avviate in via di urgenza
dei parchi nazionali                     1.250.000,04                                                                                           il 13.09.2024


                                                                                                      60
                                                                                                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                                                                            Relazione sulla performance 2025

Servizio per il monitoraggio delle       Base di gara:         Maria      Giovanna   Luisa Farina             19.06.2024   20.09.2024                In corso di esecuzione le attività avviate in via di urgenza
specie     ittiche   di     interesse    1.162.368,84          Evangelista                                                                          l’11.10.2024.
comunitario e dei parametri              Aggiudicato:                                                                                                Contratto n. 4 del 10.01.2025 approvato con DD. n. 8 del
chimico-fisici ed ambientali delle       916.760,30                                                                                                 10.01.2025, registrato presso gli organi di controllo.
acque superficiali nel territorio di
17 parchi nazionali e analisi dei dati
Servizio di monitoraggio di              Base di gara:         Maria      Giovanna   Luisa Farina             13.06.2024   11.09.2024                In corso di esecuzione le attività avviate in via di urgenza
sostanze inquinanti in corpi idrici      772.065,64            Evangelista                                                                          il 25.09.2024.
situati in n. 11 parchi nazionali e      Aggiudicato:                                                                                                Contratto n. 6 del 24.01.2025 approvato con DD. n. 28 del
fornitura di n. 80 campionatori          530.795,10                                                                                                 28.01.2025, registrato presso gli organi di controllo.
passivi
Fornitura di strumentazione per il       6.363.531,73          Diego Martino         Felice Cappelluti        26.07.2024   Lotto 1- 2, 28.01.2025    Lotto 1:
monitoraggio della fauna selvatica       Aggiudicato:                                                                      Lotto 3 – 4 -5,           Contratto n. 40 del 12.05.2025, approvato con DD. n. 309
da destinare ai parchi nazionali         Lotto            1,                                                               20.01.2025               del 07.07.2025, registrato presso gli organi di controllo.
(5 lotti)                                1.599.659,10                                                                                               Esecuzione avviata il 10.06.2025 ed in fase di ultimazione.
                                         Lotto            2,                                                                                         Lotto 2:
                                         425.023,73                                                                                                  Contratto n. 48 del 26.05.2025, approvato con DD. n. 347
                                         Lotto            3,                                                                                        del 22.07.2025, registrato presso gli organi di controllo.
                                         850.010,93                                                                                                 Esecuzione avviata il 17.04.2025. Fornitura consegnata ai
                                         Lotto            4,                                                                                        Parchi come da verbale di ultimazione delle prestazioni
                                         1.899.969,70                                                                                               prot. n. 0130949 del 10.07.2025. Emesso certificato di
                                         Lotto 5, 65.536,37                                                                                         verifica di conformità in data.
                                                                                                                                                     Completata la procedura di erogazione delle risorse con la
                                                                                                                                                    firma dei relativi Ordini di prelevamento fondi alla Banca
                                                                                                                                                    d’Italia.
                                                                                                                                                     Lotto 3:
                                                                                                                                                     Contratto n. 49 del 27.05.2025, approvato con DD. n. 348
                                                                                                                                                    del 22.07.2025, registrato presso gli organi di controllo.
                                                                                                                                                    Esecuzione avviata il 03.06.2025. Fornitura consegnata ai
                                                                                                                                                    Parchi come da verbale di ultimazione delle prestazioni
                                                                                                                                                    prot. n. 0130949 del 10.07.2025.
                                                                                                                                                     Emesso certificato di verifica di conformità in data
                                                                                                                                                     Completata la procedura di erogazione delle risorse con la
                                                                                                                                                    firma dei relativi Ordini di prelevamento fondi alla Banca
                                                                                                                                                    d’Italia.
                                                                                                                                                     Lotto 4:
                                                                                                                                                     Contratto n. 27 del 03.04.2025, approvato con DD. n. 310
                                                                                                                                                    del 07.07.2025, registrato presso gli organi di controllo.
                                                                                                                                                     Esecuzione avviata il 03.06.2025. Fornitura consegnata ai
                                                                                                                                                    Parchi come da verbale di ultimazione delle prestazioni
                                                                                                                                                    prot. n. 0130949 del 10.07.2025.
                                                                                                                                                     Emesso certificato di verifica di conformità in data
                                                                                                                                                     Completata la procedura di erogazione delle risorse con la
                                                                                                                                                    firma dei relativi Ordini di prelevamento fondi alla Banca
                                                                                                                                                    d’Italia.
                                                                                                                                                     Lotto 5:
                                                                                                                                                     Contratto n. 28 del 03.04.2025, approvato con DD. n. 311
                                                                                                                                                    del 07.07.2025, registrato presso gli organi di controllo.


                                                                                                         61
                                                                                                                                Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                                                                 Relazione sulla performance 2025

                                                                                                                                          Esecuzione avviata il 17.04.2025. Fornitura consegnata ai
                                                                                                                                         Parchi come da verbale di ultimazione delle prestazioni
                                                                                                                                         prot. n. 0130949 del 10.07.2025.
                                                                                                                                          Emesso certificato di verifica di conformità. Completata
                                                                                                                                         la procedura di erogazione delle risorse con la firma dei
                                                                                                                                         relativi Ordini di prelevamento fondi alla Banca d’Italia.
Servizio di raccolta di campioni         Base di gara:   Graziana Dizonno   Eleonora Bianchi      27.03.2024   31.05.2024                 In corso di esecuzione le attività avviate in via di urgenza
biologici non-invasivi di orso bruno     1.511.623,81                                                                                    il 25.06.2024.
marsicano, destinati alle analisi        Aggiudicato:                                                                                     Contratto n. 56 del 07.07.2025, approvato con DD. 335
biomolecolari e finalizzati alla         1.466.275                                                                                       del 18.07.2025, ammesso alla registrazione della CdC.
stima     delle   dimensioni      di                                                                                                     Terminata l’esecuzione del contratto il 25.11.2025 ed
popolazione                                                                                                                              emesso il relativo certificato. In corso di completamento
                                                                                                                                         della verifica di conformità.
Servizio, suddiviso in 5 lotti, per la   10.514.464      Giuseppe Tranne    Anita Galletti        12.12.2024   Lotto 1-4-5, 20.02.2025    Lotto 1:
realizzazione di studi pilota per il                                                                                                      Contratto n. 41 del 16.05.2025, approvato con DD. n. 296
monitoraggio della fauna selvatica                                                                                                       del 01.07.2025, registrato dagli organi di controllo.
                                                                                                                                         In corso esecuzione avviata il 27.05.2025.
                                                                                                                                          Lotto 2:
                                                                                                                                          Contratto n. 41 del 16.05.2025, approvato con DD. n. 294
                                                                                                                                         del 01.07.2025, registrato dagli organi di controllo.
                                                                                                                                         In corso esecuzione avviata il 13.05.2025.
                                                                                                                                          Lotto 3:
                                                                                                                                          Contratto n. 39 del 30.04.2025, approvato con DD. n. 293
                                                                                                                                         del 01.07.2025, registrato dagli organi di controllo.
                                                                                                                                          In corso esecuzione avviata il 13.05.2025.
                                                                                                                                          Lotto 4:
                                                                                                                                          Contratto n. 43 del 16.05.2025, approvato con DD. n. 297
                                                                                                                                         del 02.07.2025, registrato dagli organi di controllo.
                                                                                                                                         In corso esecuzione avviata il 23.05.2025.
                                                                                                                                          Lotto 5:
                                                                                                                                          Contratto n. 42 del 16.05.2025, approvato con DD. n. 298
                                                                                                                                         del 02.07.2025, registrato dagli organi di controllo.
                                                                                                                                         In corso esecuzione avviata in via d’urgenza il 23.05.2025.
 Campionamento       di     matrici      Base di gara:   Paolo Feliciotti   Paolo Angelini        18.09.2024   24.01.2025                 Lotto 1: Contratto n. 23 del 21.03.2025, approvato con
ambientali acquatiche per analisi di     1.440.999,05                                                          (Lotto 1)                 DD. n. 93 del 25.03.2025 registrato dagli organi di
“metabarcoding”       di     DNA         Aggiudicato:                                                                                    controllo. In corso esecuzione avviata il 02.04.2025
ambientale e campionamento di            1.240.727.94                                                          17.02.2025                 Lotto 2: Contratto n. 29 del 07.04.2025, approvato con
campioni biologici per analisi                                                                                 (Lotto 2)                 DD. n. 137 del 17.04.2025, registrato dagli organi di
biomolecolari di sequenziamento                                                                                                          controllo. In corso esecuzione avviata il 14.04.2025
genomico
(2 lotti)
Servizio di analisi genetiche e          4.663.628       Roberto Binatti    Francesco Esposito    05.08.2024   04.02.2025                 Lotto 1: Contratto n. 34 del 24.04.2025, approvato con
genomiche su DNA contenuto in                                                                                  (Lotto 1)                 DD. n. 291 del 30.06.2025, registrato dagli organi di
diverse tipologie di matrici                                                                                                             controllo. In corso esecuzione avviata il 30.04.2025.
biologiche                                                                                                     27.01.2025                 Lotto 2: Contratto n. 35 del 30.04.2025, approvato con
(3 lotti)                                                                                                      (Lotto 3)                 DD. n. 301 del 02.07.2025, registrato dagli organi di
                                                                                                                                         controllo. In corso esecuzione avviata il 30.04.2025.



                                                                                             62
     Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                      Relazione sulla performance 2025

             Lotto 3: Contratto n. 33 del 18.04.2025, approvato con
            DD. n. 300 del 02.07.2025, registrato dagli organi di
            controllo. In corso esecuzione avviata il 30.04.2025.




63
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025


        Alla luce di quanto riportato nella tabella precedente, lo stato di avanzamento del sub investimento
in oggetto è, quindi, in linea con le previsioni del Target della Misura al 30 giugno 2026, presentando un
soddisfacente grado di avanzamento fisico e procedurale delle attività. Tutti i contratti delle 9 procedure
di affidamento dei servizi e alle 3 procedure di acquisizione di strumentazione sono stati avviati. Nello
specifico delle forniture, è stata completata la consegna relativa alla fornitura per il monitoraggio della
fauna selvatica (Proc. N. 9), permettendo di fatto di raggiungere uno dei due requisiti del target M2C4-
6bis. In riferimento ai servizi, si è registrato il completamento del servizio relativo alla raccolta dei
campioni biologici non invasivi per la stima della popolazione dell’orso bruno marsicano (proc. N. 12).
         Sempre in ambito PNRR, in linea con le tempistiche previste dalla CID, nel corso del 2025 il
Ministero ha conseguito il Target M2C4-26 previsto per la Misura M2C4 Inv. 3.5 “Ripristino e tutela dei
fondali e degli habitat marini” (MER) e relativo alla realizzazione di 22 interventi su larga scala per il
ripristino e la tutela dei fondali e degli habitat marini e dei sistemi di osservazione delle coste.
       Nell’ambito delle attività di implementazione dell’Accordo Pelagos, il Ministero dell’Ambiente e
della Sicurezza Energetica ha indetto un bando volto a sostenere proposte progettuali dei Comuni italiani
aderenti alla Carta di Partenariato, finanziandone integralmente la realizzazione. Nel corso del 2024 sono
state selezionate sette proposte, regolarmente concluse con esito positivo, con contestuale erogazione
delle risorse. Successivamente, sono stati finanziati ulteriori tre progetti, attualmente in fase di attuazione
e con conclusione prevista nel 2026. In occasione della IX Riunione delle Parti (Nizza, gennaio 2024) è
stata inoltre approvata la rimodulazione del contributo volontario italiano per finanziare attività
prioritarie, tra cui il coinvolgimento delle Aree Marine Protette e dei siti Natura 2000, lo sviluppo di
strumenti di comunicazione (es. Ecoporti), la mappatura delle grotte della foca monaca e il
completamento di studi tecnico-scientifici.
       Successivamente, la X Riunione delle Parti (Monaco, novembre 2025) ha confermato e rafforzato
l’orientamento strategico dell’Accordo, adottando il Programma di lavoro 2026-2027 e nove risoluzioni
tematiche (specie e habitat, traffico marittimo, porti sostenibili, pesca, inquinamento, governance e
comunicazione), con un budget complessivo di circa 90.000 euro. In tale contesto è stato disposto il
passaggio della Presidenza dalla Francia al Principato di Monaco, nonché il rafforzamento della
cooperazione internazionale attraverso accordi e sinergie con organizzazioni e convenzioni rilevanti (tra
cui REMPEC, ACCOBAMS, IWC, RAMOGE e UNEP/MAP), a supporto della gestione integrata del
Santuario.
      Sul piano istituzionale, è stata approvata la riforma dello statuto del Segretariato permanente, con
estensione della durata dell’incarico del Segretario esecutivo e del Vicesegretario a quattro anni
rinnovabili, e l’aggiornamento dello strumento degli “Ambasciatori Pelagos”, con introduzione di un
sistema di adesione e rinnovo triennale e rafforzamento del ruolo nella sensibilizzazione. Parallelamente,
sono state confermate come prioritarie le azioni basate su evidenze scientifiche (mappe di distribuzione
delle specie e delle pressioni, Pelagos Quality Status Report, preparazione del Piano di gestione
2028-2033), insieme al potenziamento delle attività di comunicazione e del coinvolgimento degli
stakeholder locali e istituzionali nella tutela dei cetacei e del loro habitat.
      Sempre nell’ambito delle attività internazionali relative alla tutela dell’ambiente marino-costiero, e
con specifico riferimento all’attuazione della Priorità n. 6 dell’Atto di indirizzo sulle priorità politiche per
l’anno 2023 e per il triennio 2023-2025, il Ministero dell’Ambiente ha partecipato attivamente, in stretto
coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri, ai lavori preparatori alla prima sessione della
Commissione Preparatoria dell’Accordo sulla conservazione e l’uso sostenibile della diversità biologica
marina delle aree al di là della giurisdizione nazionale (BBNJ) in programma dal 14 al 25 aprile 2025
(PrepCOM), avviati nell’ambito del Gruppo di Lavoro sul Diritto del Mare (COMAR) del Consiglio
dell’Unione europea.



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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


       Il Ministero ha altresì, proseguito la collaborazione con i competenti Uffici del Ministero degli
Esteri e della Cooperazione Internazionale, per la definizione del pacchetto normativo necessario per la
ratifica, da parte dell’Italia, dell’Accordo. In particolare, sono stati forniti pareri rispetto alle eventuali
ricadute, sulle normative nazionali in tema ambientale, delle disposizioni contenute nel medesimo
Accordo.
       Nell’ambito delle attività di implementazione della Convenzione di Barcellona sulla protezione del
Mar Mediterraneo (UNEP/MAP - United Nations Environment Programme/Mediterranean Action
Plan), il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha finalizzato nel 2025 un nuovo accordo
di collaborazione con UNEP MAP per supportare diverse attività di particolare valenza nazionale del
Programma di Lavoro (PdL) 2026/2027 della Convenzione, adottato nel corso dell’ultima riunione delle
Parti contraenti, svoltasi dal 2 al 5 dicembre 2025 in Egitto. Inoltre, al fine di favorire il coinvolgimento
dei giovani nelle politiche ambientali, ha contribuito a uno specifico percorso didattico sulla governance
ambientale, focalizzato sulla regione mediterranea, implementato dall’INFO/RAC (Centro di Attività
Regionale di Informazione e Comunicazione della Convenzione di Barcellona) e rivolto a un gruppo di
studenti del Liceo “Tasso”, del Liceo “Pasteur” e del Liceo “Vito Volterra” di Roma.
      Con riferimento alla Strategia UE per la Regione Adriatico e Ionica (EUSAIR) nell’ambito della
quale il MASE coordina le attività nazionali del Pilastro 3 “Qualità ambientale”, in qualità di Punto focale,
ed è membro del Thematic Steering Group 3 (TSG3), il cui compito principale è l'attuazione del Piano
di Azione della Strategia per il Pilastro di competenza, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica ha contribuito proattivamente alle consultazioni relative al processo di aggiornamento del
Piano di Azione della Strategia.
       Infine, con riguardo all’iniziativa “Mediterraneo Mare Esemplare entro il 2030” (PAMEX) lanciato
dalla Francia nel 2021 ed incluso nel programma di lavoro del Trattato del Quirinale sulla cooperazione
Italia-Francia, nel mese di marzo 2025 si è tenuta la quarta riunione del suo Steering Committee, sotto
Presidenza greca, alla quale l’Italia ha partecipato. In tale occasione, oltre all’aggiornamento sullo stato
dell’arte delle attività ed obiettivi dei relativi assi, è stato concordato il Programma di Lavoro 2025 e, in
continuità con quanto deciso alla precedente riunione dello Steering Committee in merito al ruolo più
incisivo del Pamex nel raggiungimento di obiettivi globali, è stata riconosciuta l’importanza di
promuovere attività di comunicazione nei vari contesti internazionali, compreso la Conferenza delle
Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC-3), al fine di rafforzare la visibilità del Pamex stesso e delle attività
correlate. In tale contesto, in ambito UNOC-3, è stato organizzato un side event tenutosi il 10 giugno
u.s., dal titolo "PAMEx - A platform for cooperation towards a model Mediterranean Sea by 2030”.
Successivamente, nel mese di ottobre 2025 si è tenuta la quinta riunione dello Steering Committee, l’ultima
sotto presidenza greca, alla quale l’Italia ha partecipato attivamente. Nel corso dell’incontro è stata
presentata una prima bozza del programma di lavoro PAMEX per il 2026 rispetto al quale sono state
formulate proposte in coerenza con l’approccio dei membri verso la natura e ruolo del PAMEX ed il suo
rapporto con la Convenzione di Barcellona.

    •   Politiche climatiche e inquinamento atmosferico
      Nel corso del 2025 il MASE ha curato la definizione della posizione nazionale sulle normative in
materia di politica climatica in corso di approvazione da parte dei co-legislatori UE e la promozione di
tale posizione in sede legislativa, in stretta collaborazione con la Rappresentanza Permanente italiana
presso la UE. In particolare, il MASE ha curato la posizione dell’Italia nel corso del negoziato sul
Regolamento recante modifica del regolamento (UE) 2021/1119 per quanto riguarda la fissazione di un
traguardo climatico intermedio dell’Unione per il 2040, su cui è stato raggiunto l’orientamento generale


                                                    - 65 -
                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


al Consiglio ambiente del 4-5 novembre 2025, e che è stato infine pubblicato in GUUE il 18-03-2026
(Regolamento 2026/667).
      Nella sua attività di focal point nazionale per la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici
(UNFCCC) e Accordo di Parigi, il Ministero- DG AEIF- coordina le attività di rendicontazione delle
informazioni richieste dal sistema di monitoraggio della Convenzione. Nel 2025, il Ministero, insieme ad
ISPRA ha coordinato ed ospitato l’esame esterno (in-country review) del primo rendiconto di trasparenza
nell’ambito dell’Accordo di Parigi (Biennial Transparency Report) da parte del team dei revisori
internazionali. Il team italiano ha risposto a specifici quesiti dei revisori relativi alle politiche e misure di
mitigazione e proiezioni delle emissioni di gas serra; le informazioni relative agli impatti dei cambiamenti
climatici e all’adattamento, ed al sostegno finanziario, tecnologico e di capacità fornito e mobilitato a
favore dei Paesi in via di sviluppo per l’azione climatica.
       A livello internazionale, per le attività in materia di contrasto al cambiamento climatico, la DG
AEIF per il 2025 ha assicurato la partecipazione alle attività e agli incontri negoziali degli organismi
europei ed internazionali in ambito UNFCCC e Accordo di Parigi, compresa la COP30 a Belem
(novembre 2025), per un totale di circa 362 tra incontri negoziali, riunioni europee e internazionali e altri
eventi correlati. La DG AEIF inoltre garantisce l’azione partecipativa ai processi negoziali e decisionali
internazionali per la definizione delle politiche di contrasto al cambiamento climatico, attraverso
l’adozione di Decisioni degli organi sovrani della UNFCCC e dell’Accordo di Parigi (COP e CMA) e alla
definizione dei relativi documenti di posizione europei, compresa la definizione dell’NDC Europeo per
il post 2030, adottato a novembre 2025.
      La DG AEIF inoltre ha fornito analisi dei testi e input in materia di contrasto ai cambiamenti
climatici entro molti altri fori internazionali, come OCSE, IMO, FAO, UNEP, Assemblea Generale delle
Nazioni Unite.
       Sul tema, la Direzione generale TBM ha partecipato attivamente al Gruppo Tecnico dedicato alla
predisposizione del documento di fattibilità al fine di valutare la possibile designazione del Mar
Mediterraneo come area di controllo delle emissioni di ossidi di azoto (Med NOx ECA) ai sensi
dell'Annesso VI MARPOL, compresi gli impatti sanitari e socioeconomici sulla regione del Mediterraneo
e sulle singole parti contraenti della Convenzione di Barcellona.
       In ambito internazionale, la Direzione generale TBM ha svolto il ruolo di Amministrazione
ambientale marittima sia rispondendo puntualmente alle diverse richieste pervenute dagli stakeholders in
merito all’applicazione delle disposizioni delle Convenzioni IMO, nonché predisponendo apposite
circolari esplicative di cui si è data la massima diffusione attraverso l’invio agli stakeholders e tramite la
pubblicazione sul sito web del Ministero nella sezione dell’Amministrazione ambientale marittima, nella
quale sono inoltre state pubblicate tutte le recenti circolari e guide IMO relative alle pertinenti
Convenzioni. Sono poi state attivate diverse interlocuzioni con gli stakeholders al fine di assicurare il loro
massimo coinvolgimento sui temi di competenza della Direzione. Inoltre, ha presieduto alle riunioni del
Maritime Environmental Protection Committee (MEPC), tenutesi a Londra presso la sede
dell’Organizzazione Marittima Internazionale. Nel 2025 si è svolta, dal 7 all’11 aprile, l’ottantatreesima
sessione del MEPC, durante la quale, tra l’altro, a seguito di votazione, la maggioranza ha approvato la
proposta relativa alle misure di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) nel medio-lungo
termine, il cosiddetto IMO Net Zero Framework. Tale misura avrebbe dovuto essere adottata
ufficialmente nel corso di una sessione straordinaria, svoltasi dal 14 al 17 ottobre. Tuttavia, ciò non è
avvenuto: a seguito delle resistenze da parte di alcuni Paesi meno ambiziosi, l’Assemblea ha deciso,
anch’essa a maggioranza, di rinviare di un anno l’adozione.
    Si segnala, inoltre, la partecipazione alle due riunioni del gruppo intersessionale per la riduzione dei
GHG, svoltesi in concomitanza con le suddette riunioni del MEPC, che avevano come scopo la stesura


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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


delle linee guida per l’applicazione delle misure di riduzione di cui sopra. Le riunioni si sono svolte dal 31
marzo al 1° aprile e dal 20 al 24 ottobre. Inoltre, si è svolta anche la prima riunione del gruppo
intersessionale sull’efficienza energetica, nelle giornate dal 2 al 4 aprile.
       L’Amministrazione ha poi svolto il suo ruolo di controllore dell’attività degli Organismi delegati
per i quali, ai sensi del decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104, è stata demandata l’attività del rilascio
dei certificati relativi alle convenzioni internazionali per nome e conto della stessa Amministrazione,
attraverso lo svolgimento di appositi audit di verifica.
       La Direzione generale TBM ha, inoltre, predisposto e trasmesso la reportistica annuale sulle
quantità di sedimenti scaricati a mare nei siti dedicati, ai sensi della Convenzione/Protocollo di Londra e
sulle inadeguatezze riscontrate durante le ispezioni dei PSC, ai sensi della Convenzione MARPOL,
nonché il report nazionale relativo al biennio 2022-2023 delle attività di attuazione della Convenzione di
Barcellona e dei suoi Protocolli.
      In ambito unionale, la Direzione generale TBM ha provveduto alla notifica dell’elenco delle navi e
dei porti eleggibili delle esenzioni di cui al Regolamento UE 2023/1805 sull'uso di combustibili
rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo, e che modifica la direttiva
2009/16/CE. Inoltre, è stata completata la negoziazione della revisione della Direttiva della 2005/35/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 relativa all'inquinamento provocato dalle
navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni.
       Sempre nell’ambito della qualità dell’aria nelle città portuali e nei porti, nel 2025, sono proseguite
le attività PNRR relative all'intervento "Porti Verdi: interventi in materia di energia rinnovabile ed
efficienza energetica nei porti" (M3 – C2 -1.1) registrando un significativo avanzamento. Si è proceduto
alla finalizzazione degli accordi di finanziamento già avviati e all'aggiornamento delle misure individuali
di aiuto sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato. Parallelamente, è proseguito il costante e sistematico
monitoraggio dello stato di avanzamento dei progetti in capo a tutte le Autorità di Sistema Portuale.
L'anno ha visto inoltre l'emanazione di ulteriori decreti di finanziamento per nuove proposte progettuali.

    •   Attività e Cooperazione internazionali
       Nel 2025 il MASE ha proseguito un approccio integrato all’attuazione degli impegni internazionali
su decarbonizzazione, tutela ambientale, contrasto ai cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile,
resilienza climatica e sicurezza energetica, rafforzando la cooperazione con i Paesi terzi in materia di
mitigazione e adattamento. Le priorità della cooperazione bilaterale hanno riguardato soprattutto i Paesi
in via di sviluppo più vulnerabili, con focus su Africa, Medio Oriente, Asia, piccoli Stati insulari del
Pacifico e Caraibi. A fine 2025 risultano in vigore 50 Protocolli di intesa, di cui 2 con gruppi regionali, e
68 progetti in corso; nello stesso anno sono stati firmati 9 nuovi MoU, avviate 9 nuove negoziazioni e
rinegoziati 5 accordi scaduti.
       Nel quadro dei partenariati bilaterali, nel 2025 sono proseguite le attività nei Piccoli Stati insulari
del Pacifico, con sette nuove proposte progettuali per circa 5,9 milioni di dollari nei settori energia
sostenibile, risorse idriche, biodiversità, suolo, bioenergie e capacity building, nonché il confronto per il
rinnovo del programma triennale con AOSIS. In Medio Oriente sono proseguiti i programmi con
Giordania, Libano e Kurdistan iracheno, con progetti orientati alla transizione energetica e
all’adattamento climatico; in Libano è stato inoltre firmato un accordo MASE-AICS da 5 milioni di euro
per la gestione dell’impianto di depurazione di Zahle. In Asia Centrale sono stati sottoscritti i MoU con
Kirghizistan e Uzbekistan ed è stata resa operativa la cooperazione con l’Ucraina. In Nord Africa sono
avanzati i rapporti con Tunisia e Marocco, anche attraverso il rilancio del MEDREC e nuove iniziative su
risorse idriche, zone costiere e green jobs. In Africa subsahariana sono state concluse nuove intese con



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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


Kenya, Mauritania ed eSwatini e sono proseguite le iniziative con Uganda, Ruanda, Repubblica
Democratica del Congo e Zambia in materia di energia, rifiuti, qualità dell’aria e risorse naturali.
       In particolare, nell’ambito del Protocollo di intesa con i Piccoli Stati Insulari in via di sviluppo del
Pacifico, nel 2025, sono state approvate sette nuove proposte progettuali per un valore complessivo di
circa 5,9 milioni di USD. I progetti si concentrano nei settori dell’energia sostenibile, dell’uso sostenibile
delle acque, biodiversità e uso sostenibile del suolo, bioenergie e capacity building.
       Nel 2025 sono inoltre proseguite le interlocuzioni per il rinnovo del Programma triennale di
capacity building con l’Alleanza dei Piccoli Stati insulari (AOSIS) che rappresenta il 28% dei paesi in via
di sviluppo, e il 20% del numero totale dei membri dell'ONU.
      In Medio Oriente sono attivi MoU con Giordania, Libano, Turchia, Kurdistan iracheno, Palestina,
Emirati. Nell’ambito di tali accordi risultano attualmente in fase di implementazione quattro progetti in
Giordania, con un impegno finanziario complessivo del MASE superiore a 10,5 milioni di euro, tre
progetti in Libano, con un impegno finanziario complessivo del MASE superiore a 3,7 milioni di euro, e
un progetto nella Regione del Kurdistan iracheno, con un impegno finanziario complessivo del MASE
superiore a 3,6 milioni di euro. Gli interventi in Giordania e Libano sono focalizzati sulla transizione
energetica (fotovoltaico, solare termico ed efficientamento), contribuendo agli obiettivi di mitigazione
nell’ambito UNFCCC, mentre il progetto nel Kurdistan iracheno è orientato al rafforzamento delle
capacità di adattamento climatico tramite il potenziamento della rete meteorologica regionale.
       Inoltre, a ottobre 2025 è stato firmato l’Accordo di collaborazione, ai sensi dell’art. 15 della Legge
241/1990, tra MASE e AICS per la realizzazione di progetti di cooperazione ambientale in Libano, che
conferisce operatività a un intervento relativo all’impianto di depurazione delle acque di Zahle, situato
nella Valle della Bekaa e unico impianto di trattamento terziario nel Paese. L’iniziativa è finanziata per un
importo complessivo pari a 5 milioni di euro, interamente a valere su risorse MASE, ed è finalizzata alle
attività di gestione e manutenzione dell’impianto. Suddette risorse, originariamente trasferite nel 2017 alla
Banque du Liban nell’ambito di un programma energetico nazionale e successivamente bloccate nel 2019
a seguito della crisi finanziaria del Paese, sono state oggetto di un’articolata azione di collaborazione
interistituzionale tra MASE, AICS e l’Ambasciata d’Italia a Beirut, nonché di un prolungato processo
negoziale con la Banque du Liban, che ha infine consentito il loro formale sblocco e la conseguente
riallocazione alle finalità progettuali sopra descritte.
       In Asia Centrale, nel 2025 sono stati firmati, rispettivamente a Bishkek e a Samarcanda, i MoU con
il Kirghizistan e con l’Uzbekistan, ed è stata attivata la cooperazione con l’Ucraina, rendendo operativo il
MoU precedentemente firmato. In particolare, a gennaio 2025, in occasione della visita ufficiale della
Viceministra dell’Ambiente a Roma, si è tenuto il primo Comitato Congiunto, mentre a luglio 2025, a
margine della Ukraine Recovery Conference ospitata a Roma dall’Italia per l’edizione 2025, si è tenuto il
secondo Comitato Congiunto, che ha approvato il Piano di Lavoro a medio termine e la Concept Note
del primo progetto di cooperazione.
      Nell’area Nord Africa, a gennaio 2025 è stato sottoscritto il nuovo Protocollo d’Intesa con il
Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Idriche e della Pesca, in occasione della visita del Sig. Ministro a
Tunisi per la partecipazione all’evento di lancio del progetto Terna Innovation Zone Tunisia. È stata
successivamente svolta la prima riunione del Comitato Congiunto, che ha individuato le tematiche di
lavoro prioritarie per prossime progettualità, tra le quali il settore idrico. Nel corso del 2025 è altresì
proseguito il percorso di rilancio del Mediterranean Renewable Energy Centre (MEDREC), centro di
base a Tunisi composto dal MASE e dall’Agenzia nazionale per la gestione dell’energia tunisina (ANME).
Durante l’anno, si sono tenute due riunioni dell’Assemblea Generale con gli obiettivi di aggiornare le
previsioni statutarie e definire le nuove linee di lavoro. Nell’ambito della cooperazione bilaterale con il
Marocco (Ministero della Transizione Energetica e dello Sviluppo Sostenibile – MTEDD), è stato


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                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


approvato dal Comitato Congiunto a febbraio 2025 il nuovo documento progettuale che ha sistematizzato
e aggiornato le iniziative precedentemente approvate, riorientandole su due principali filoni di attività: la
gestione integrata delle zone costiere, e la promozione di green jobs. Tali attività sono state
successivamente oggetto di una missione tecnica congiunta tra MASE, MTEDD e UNDP Marocco
(agenzia di attuazione), organizzata in concomitanza con la Conferenza Climate Leadership Innovation
di Rabat, che ha rappresentato l’occasione per promuovere le attività di cooperazione sul filone green
jobs.
       In area subsahariana, nel 2025 sono state concluse tre nuove intese bilaterali: una con il Ministero
dell’Energia e del Petrolio della Repubblica del Kenya, focalizzata su transizione energetica ed energie
rinnovabili e firmata a margine del Berlin Energy Transition Dialogue di marzo; una con il Ministero
dell'Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile della Repubblica Islamica di Mauritania firmato a giugno, a
margine della UN Ocean Conference di Nizza; una con il Ministero del Turismo e degli Affari Ambientali
del Regno di eSwatini, firmata in ottobre. Quest’ultima rinnova un partenariato avviato nel 2017 con un
precedente protocollo, nel cui quadro ha visto la luce un’iniziativa di riqualificazione energetica di uno
dei maggiori ospedali del Regno, completata nel 2025. Nell’ambito della cooperazione con il Ministero
dell’Acqua e dell’Ambiente della Repubblica dell’Uganda, avviata nel 2023, nel 2025 sono state approvate
due proposte progettuali, rispettivamente a tema risorse naturali e rifiuti. Per la finalizzazione della
proposta in materia di rifiuti, in dicembre è stata realizzata una missione sul campo in collaborazione con
UNDP, ente attuatore dell’iniziativa nel quadro di PISTA BCW. È proseguita poi la cooperazione con il
Ministero dell’Ambiente della Repubblica del Ruanda, attiva dal 2016, nel cui ambito sono in corso un
programma di assistenza tecnica a cura del Global Green Growth Institute e un progetto in materia di
clean cooking a cura dell’ONG italiana Fondazione AVSI, ed è stata avviata, a luglio 2025, una terza
iniziativa per il monitoraggio della qualità dell’aria. In Repubblica Democratica del Congo, nel quadro
della cooperazione con il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile in corso dal 2016, nel 2025
è stato portato a conclusione un progetto di elettrificazione rurale basata su fonti rinnovabili. Un altro
progetto di elettrificazione rurale è in corso nell’ambito della cooperazione con il Ministero
dell’Economia Verde e dell’Ambiente della Repubblica dello Zambia, attiva dal 2018.
      Il Ministero collabora con Paesi terzi attraverso accordi bilaterali e multilaterali coerenti con le
principali convenzioni ambientali internazionali, tra cui UNFCCC, GBF e UNCCD, e con le attività di
ONU, UNEP e OCSE. In tale quadro promuove iniziative su clima, biodiversità, ripristino degli
ecosistemi, economia circolare, uso efficiente delle risorse e transizione energetica sostenibile,
contribuendo anche all’attuazione della Strategia ONU per il Sahel e agli impegni assunti in ambito G7.
      Nell’ambito della cooperazione multilaterale, il MASE ha preso parte alla settima Assemblea delle
Nazioni Unite per l’Ambiente, dall’8 al 12 dicembre 2025, presso il Quartier Generale UNEP di Nairobi
(Kenya) e sotto la presidenza dell’Oman, nonché ai lavori preparatori della stessa attraverso Comitato
aperto dei rappresentanti permanenti (OECPR-7), dal 30 novembre al 5 dicembre 2025.
       UNEA-7 ha visto la partecipazione di quasi 6.000 delegati da oltre 170 Stati membri, inclusi 79
ministri. Partecipando ai lavori negoziali preparatoti dell’OECPR, il MASE ha contribuito, attraverso i
meccanismi di coordinamento comunitario in capo alla Presidenza di turno danese del Consiglio dell’UE,
allo sviluppo di posizioni comuni sulle bozze di risoluzioni, decisioni e della Dichiarazione ministeriale,
ispirati al tema dell’Assemblea – “Advancing sustainable solutions for a resilient planet”.
        UNEA-7 si è rivelata una riunione impegnativa. Nonostante posizioni negoziali particolarmente
polarizzate tra blocchi regionali di paesi, in un contesto geopolitico caratterizzato da conflitti armati e
tensioni economiche, l’UE e i suoi Stati membri hanno raggiunto gli obiettivi prefissati: l’adozione della
Dichiarazione ministeriale, della Strategia di Medio-Termine 2026-2029 e di undici risoluzioni – dedicate,
tra l’altro, a temi prioritari per l’UE e i suoi Stati membri come l’intelligenza artificiale sostenibile, minerali


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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


e metalli, prodotti chimici e rifiuti e, non ultimo, il rafforzamento della partecipazione di bambini e giovani
nell’agenda globale climatica e ambientale.
       In questa sessione di UNEA, l’UE e i suoi Stati membri hanno scelto di non presentare una propria
risoluzione, sostenendo invece le proposte di altri Stati membri ben allineate con le proprie priorità, per
evitare duplicazioni, promuovere l’unità e rafforzare gli sforzi collettivi.
       Nel contesto delle principali convenzioni internazionali, tra cui la Convenzione Quadro delle
Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), il Post 2020 Global Biodiversity Framework (GBF)
e la Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD), il Ministero è
impegnato a promuovere varie tematiche nei diversi ambiti multilaterali, europei, regionali e bilaterali. Tra
queste, rientrano la lotta ai cambiamenti climatici e all'inquinamento, la tutela della biodiversità e il
ripristino degli habitat degradati e del suolo, la promozione dell'economia circolare, l'uso efficiente delle
risorse e la transizione energetica sostenibile.
      Il Ministero collabora con Paesi terzi attraverso accordi bilaterali e multilaterali in materia
ambientale, in linea con le principali convenzioni internazionali (clima, desertificazione, ecc.), e partecipa
alle attività delle principali organizzazioni internazionali quali ONU, UNEP e OCSE. Questa
collaborazione include il supporto all'attuazione della Strategia Integrata delle Nazioni Unite per il Sahel
(UNISS), tramite l'OSCDS, e rientra negli impegni assunti nell'ambito del G7 per sostenere l'Africa e i
paesi vulnerabili.
       Dal 2022 il MASE partecipa alle Just Energy Transition Partnerships (JETPs), piattaforme
sostenute dai Paesi del G7 e da partner internazionali per accelerare una transizione energetica pulita,
sostenibile ed equa nei Paesi emergenti. L’Italia ha aderito alle JETP di Vietnam e Indonesia con un
impegno programmatico di 250 milioni di euro per ciascun Paese, nell’ambito del Fondo Italiano per il
Clima. Nel 2025, in Vietnam, sono proseguiti il dialogo con il Ministero dell’Industria e del Commercio
e con le utility nazionali, il finanziamento del progetto idroelettrico di Bac Ai, inserito in un pacchetto
Team Europe, e la cooperazione preliminare sul potenziale geotermico. In Indonesia sono state avviate
interlocuzioni, tramite CDP, per possibili partecipazioni a future operazioni di policy e result-based
lending e a ulteriori iniziative, anche geotermiche.
       Nel corso del 2025 è stato avviato un intenso dialogo istituzionale con il Ministero dell’Industria e
del Commercio vietnamita (MOIT), attualmente responsabile del Segretariato JETP, nonché con le utility
statali EVN e PVN, attraverso missioni dedicate e attività di engagement. Nello stesso periodo è stato
approvato il finanziamento del progetto relativo all’impianto idroelettrico nel distretto di Bac Ai,
considerato un investimento strategico nell’ambito della JETP vietnamita. L’operazione rientra in un
pacchetto finanziario sviluppato secondo un approccio “Team Europe”, che coinvolge Commissione
europea, AFD, Proparco, CDP, KfW e BEI, con quote paritetiche pari a 80 milioni di euro. È stato inoltre
sottoscritto un accordo preliminare tra CDP e PVN per la valutazione del potenziale geotermico del
Vietnam, con l’obiettivo di promuovere eventuali progetti qualora i siti individuati soddisfino i requisiti
tecnici e finanziari necessari. In tale contesto, la DG AEIF, di concerto con il Dipartimento Energia, sta
procedendo al rinnovo del Memorandum con il MOIT, funzionale allo sviluppo di ulteriori iniziative,
incluse quelle connesse alla JETP.
       Nel corso del 2025, in Indonesia, tramite CDP, sono state avviate interlocuzioni con stakeholder
locali e cofinanziatori per una possibile partecipazione alla seconda fase di policy/result-based loans
prevista nel 2026. Ulteriori iniziative, anche nel settore geotermico, sono in fase di valutazione nell’ambito
della pre-pipeline del Fondo Italiano per il Clima.
      Dal 2025 il MASE sostiene la Coalition for Sustainable AI, promossa dalla Francia con UNEP e
ITU, per favorire uno sviluppo dell’intelligenza artificiale coerente con Agenda 2030 e SDGs, e partecipa


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


alla rete europea N.E.R.I.A.D. dedicata allo scambio di buone pratiche sull’AI sostenibile. Dal 2021
sostiene inoltre, con UNDP, l’iniziativa Youth4Climate: a fine 2024 sono stati finanziati 100 progetti
giovanili in 52 Paesi in via di sviluppo per oltre 2,5 milioni di euro, con l’obiettivo di continuare a sostenere
50 nuovi progetti l’anno.
       Dal 2021, il MASE sostiene finanziariamente l’iniziativa “Youth4Climate” che mette i giovani al
centro dell’azione climatica, realizzata in partenariato con il Programma delle Nazioni Unite per lo
Sviluppo (UNDP), volta a rafforzare il ruolo delle giovani generazioni nel contrasto al cambiamento
climatico. A fine 2025, grazie al contributo italiano, sono stati finanziati 100 progetti giovanili in 52 Paesi
in via di sviluppo, per un ammontare complessivo di oltre 2,5 milioni di euro. L’iniziativa, che prosegue e
continuerà a finanziare 50 nuovi progetti l’anno, ha contribuito concretamente alla realizzazione di
soluzioni innovative locali, generando co-benefici ambientali e sociali, promuovendo leadership giovanile
e rafforzando le reti internazionali tra i giovani attori del clima. Nel 2025, con il lancio di un’applicazione
web dedicata, è stata realizzata una rete globale sempre connessa: migliaia di giovani attivisti coinvolti,
attraverso una piattaforma di comunicazione globale progettata per amplificare la partecipazione e la
collaborazione.
       Nel 2025 è proseguita l’attuazione di PISTA, piattaforma realizzata con UNDP per sostenere
investimenti e assistenza tecnica nei Paesi emergenti e in via di sviluppo. Il rifinanziamento della
Investment Catalyst Window con 8 milioni di euro ha portato la dotazione complessiva a 32,3 milioni,
consentendo l’avvio di iniziative in Egitto, Mauritania, Uganda, Ucraina e Repubblica del Congo; la
piattaforma è stata inoltre valorizzata alla Quarta Conferenza ONU sul Finanziamento dello Sviluppo.
Nello stesso anno il MASE ha avviato con UNDP l’iniziativa Energy for Growth in Africa, del valore di
9 milioni di euro, a sostegno di progetti di energia pulita in dieci Paesi africani. In ambito UNCCD è
entrato nella fase attuativa il progetto LOGMe2, finanziato dal MASE con 11 milioni di euro e realizzato
da IUCN, per contrastare desertificazione e degrado del suolo in cinque Paesi del Sahel e dell’Africa
occidentale.
       Nel 2025 il MASE ha inoltre avviato l’iniziativa di cooperazione multilaterale, Energy for growth
in Africa (E4G) promossa nell’ambito della presidenza italiana del G7, con l’obiettivo di accelerare gli
investimenti nelle energie pulite nel continente africano. L'iniziativa, dal valore di 9 milioni di euro, è
realizzata in partenariato con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) ed opera in
dieci Paesi partner — Tunisia, Etiopia, Mauritania, Costa d’Avorio, Congo Brazzaville, Ruanda, Kenya,
Tanzania, Mozambico e Zambia —sostenendo governi e operatori locali nell’individuazione,
strutturazione e rafforzamento di progetti di energia pulita, accompagnandoli verso la bancabilità e
l’accesso ai finanziamenti internazionali.
      Nel 2025 il MASE ha inoltre erogato 1,5 milioni di euro a ICAT, iniziativa multilaterale volta a
rafforzare la capacità dei Paesi di attuare gli obblighi di trasparenza previsti dall’Accordo di Parigi, e ha
avviato Youth4Capacity, con un finanziamento di 2,5 milioni di euro in cinque anni al Segretariato
UNFCCC, per rafforzare le competenze negoziali e tecniche dei giovani delegati dei Paesi in via di
sviluppo. In parallelo è proseguito il rafforzamento del Fondo Italiano per il Clima, che nel 2025 ha
deliberato operazioni per circa 895 milioni di euro, oltre a circa 33 milioni di contributi a fondo perduto,
a sostegno di progetti di mitigazione e adattamento nei Paesi emergenti e in via di sviluppo.
      In tale ambito, è stata avviata anche l’iniziativa “Youth4Capacity”, promossa dal MASE con un
finanziamento di 2,5 milioni di euro in 5 anni al Segretariato della Convenzione Quadro sui Cambiamenti
Climatici, con l’obiettivo di rafforzare le capacità negoziali e tecniche delle giovani delegate e dei giovani
delegati dei Paesi in via di sviluppo. Il programma prevede cicli di formazione su misura, mentorship,
sessioni pratiche in vista dei negoziati internazionali, nonché attività di scambio tra pari. Youth4Capacity
contribuisce così alla piena inclusione delle nuove generazioni nei processi multilaterali sul clima, in linea


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                                                                                Relazione sulla performance 2025


con l’approccio Action for Climate Empowerment (ACE) dell’UNFCCC e con l’impegno dell’Italia per
una transizione equa e inclusiva.
       La DG AEIF ha inoltre assicurato la partecipazione ai principali accordi multilaterali trasversali,
con particolare riferimento alla Convenzione di Aarhus e alla Convenzione delle Alpi. In qualità di focal
point nazionale per Aarhus, nel 2025 ha curato il sesto Rapporto nazionale di attuazione, coordinato i
procedimenti presso il Compliance Committee e partecipato ai principali organi della Convenzione. Sul
versante alpino, l’Italia ha assunto la Presidenza della Convenzione delle Alpi per il biennio 2025-2026,
promuovendo attività su biodiversità, adattamento climatico e qualità della vita nei territori montani. Il
Ministero ha inoltre sostenuto iniziative di cooperazione nell’ambito della Convenzione sulle Acque
Transfrontaliere, del G7, del G20 e dell’UNEA-7, contribuendo ai processi multilaterali su clima, qualità
dell’aria, economia circolare, biodiversità e resilienza ambientale.
       L'azione relativa alle politiche globali per il clima e la tutela ambientale è stata sostenuta dall'utilizzo
delle risorse del Fondo Italiano per il Clima. Il fondo, che opera in linea con la strategia del Piano Mattei
per l'Africa ed ha natura rotativa, costituisce uno strumento finanziario volto a supportare progetti di
mitigazione, adattamento e contrasto al cambiamento climatico nei Paesi emergenti e in via di sviluppo.
Nel 2025, nell’ambito del Fondo sono state deliberate operazioni per un totale di circa 895 milioni di
euro, di cui 695 milioni per la Quota Piano Mattei e 230 milioni per la quota extra Piano Mattei. A questi
vanno sommate le risorse deliberate per contributi a fondo perduto pari a circa 33 milioni di euro (15
milioni per la Quota Piano Mattei e 18 per la Quota Extra Piano Mattei).
        In ambito internazionale la Direzione generale AEIF ha garantito consapevolezza pubblica per
migliorare la gestione dei siti contaminati da discariche non conformi e illegali nei Balcani occidentali".
Tale collaborazione è stata ampliata nell'ambito della SEEPP (South-East Europe Pollution Platform) a
tutti i Balcani occidentali la rappresentanza e la partecipazione per i principali accordi multilaterali per
l’ambiente trasversali, tra cui la Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, partecipazione del
pubblico e accesso alla giustizia in materia ambientale, e la Convezione Alpina.
       Più nel dettaglio, con riferimento alla Convenzione di Aarhus, presso la DG AEIF è incardinato il
National Focal Point della Convenzione. In tale veste, nel 2025 la DG AEIF ha curato la redazione del
Sesto National Implementation Report (Rapporto Nazionale di Attuazione). A tal fine, sono stati richiesti
contributi alle Direzioni Generali del MASE e alle altre Amministrazioni competenti, e il Rapporto è
stato sottoposto a una doppia consultazione pubblica prima della sua finalizzazione.
       A livello nazionale, infine, la DG AEIF coordina le risposte dell’Italia nei procedimenti che la
riguardano dinanzi al Compliance Committee della Convenzione. Nel corso del 2025 sono proseguiti, in
particolare, i lavori relativi al caso 130/2015, concernente i costi di accesso alla giustizia – per il quale è
attivo un tavolo tecnico interministeriale – nonché al caso 209/2024, relativo alla partecipazione del
pubblico nei procedimenti di valutazione ambientale.
       Sul piano internazionale, la DG AEIF partecipa attivamente ai lavori degli organi della
Convenzione di Aarhus. In particolare, nel corso del Meeting of the Parties (Ottava Riunione delle Parti),
svoltosi a Ginevra dal 17 al 20 novembre 2025, l’Italia ha confermato la leadership della Task Force on
Public Participation e la propria presenza nel Bureau della Convenzione; in entrambi i casi, i relativi
referenti appartengono alla DG AEIF. La Direzione ha inoltre assicurato la partecipazione dell’Italia agli
altri principali appuntamenti internazionali, tra cui la Task Force on Access to Justice, i coordinamenti
europei in ambito Consiglio e il Working Group of the Parties, in preparazione all’Ottava Riunione delle
Parti.
      In occasione della XVIII Conferenza delle Alpi (22 gennaio 2025), l’Italia, attraverso il Ministero
dell’Ambiente, ha assunto la Presidenza della Convenzione delle Alpi per il biennio 2025–2026, con un


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


programma che, ricalcando i temi del Programma di Lavoro Pluriennale (MAP) della Conferenza delle
Alpi per gli anni 2023-2030, si è focalizzato sulle tre aree prioritarie: biodiversità ed ecosistemi, azione
climatica e qualità della vita nelle Alpi.
      Il Ministero, attraverso la Direzione competente per la Convenzione delle Alpi, ha promosso inoltre
una costante integrazione tra i Gruppi di Lavoro Tematici della Convenzione, attraverso incontri di
coordinamento finalizzati a rafforzare sinergie trasversali su biodiversità, clima, connettività ecologica,
uso del suolo, agricoltura e mobilità alpina. In totale sono stati condotti 32 meeting, sia in presenza che
online.
       Nello specifico, con riferimento all’adattamento locale ai cambiamenti climatici, la Presidenza ha
avviato una raccolta strutturata di buone pratiche, utili alla definizione di strumenti condivisi per la
resilienza climatica dei territori alpini. Parallelamente, nell’ambito della biodiversità, è proseguito il lavoro
di coordinamento dell’Alpine Biodiversity Board, finalizzato all’elaborazione dello “zero draft”
dell’Action Plan sulla biodiversità alpina. La Presidenza ha inoltre sostenuto l’avanzamento del Rapporto
sullo Stato delle Alpi RSA11 dedicato a ghiacciai, permafrost, neve e risorse idriche, promuovendo
incontri tecnici e attività di armonizzazione dei contenuti scientifici e delle raccomandazioni operative.
       Nell’annualità in esame, la Presidenza ha anche coordinato i lavori del Comitato di Verifica
(Compliance Committee - CC), favorendo l’approvazione di ben 3 relazioni finali: 1) “Procedura
straordinaria di verifica in merito alle misure di deregolamentazione per accelerare la diffusione delle
energie rinnovabili”; 2) “Esame approfondito del tema ‘Conservazione dei suoli in zone umide e torbiere’
Articolo 9 del Protocollo”; 3) “Attuazione delle raccomandazioni della relazione conclusiva ‘Uso
parsimonioso del suolo’ . Nell’ambito dell’ultimo CC tenutosi nell’ottobre 2025, sotto Presidenza Italiana,
è stato inoltre selezionato il nuovo tema di verifica approfondita, dedicato alle aree fragili alpine.
       Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) sostiene, nell’ambito della
Convenzione sulle Acque Transfrontaliere, il progetto “Cross-sectoral cooperation in transboundary
basins in the Western Balkans”. L’iniziativa mira a rafforzare la cooperazione intersettoriale nei bacini
idrografici transfrontalieri dei Balcani Occidentali, promuovendo la transizione verso l’energia verde e la
tutela dell’ambiente, con interventi riferiti a tre ambiti prioritari: (1) il fiume Cijevna/Cem, al confine tra
Albania e Montenegro; (2) il bacino del fiume Drina, in continuità con il progetto Drina 2016–2019; (3)
l’approccio source to sea, finalizzato a migliorare la regolazione dei flussi idrici e a ridurre l’inquinamento
nelle aree costiere della regione.
      Il MASE contribuisce a due programmi della Banca Interamericana di sviluppo (IDB): il
Sustainable Energy Facility for the Eastern Caribbean Expanded (SEF-Expanded) e l’Amazon
Bioeconomy and Forest Management Fund (AMDTF), con un contributo di 5 milioni di euro ciascuno,
sottoscritti rispettivamente nel 2017 e nel 2023.
       Il SEF-Expanded sostiene attività esplorative e assistenza tecnica in cinque paesi dei Caraibi
orientali ad alto potenziale (Dominica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e
Grenadine) ed è parte del più ampio SEF, un programma da più di 217 milioni di dollari, finanziato fra
gli altri da GCF, CTF, GEF e UE, volto a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili tramite
investimenti in geotermia, efficienza energetica e altre energie rinnovabili. A dicembre 2024, il SEF ha
raggiunto un totale di spesa di 92,75 milioni di dollari, pari al 43% delle risorse totali.
       Il MASE assicura il contributo finanziario dell’Italia al Green Climate Fund (GCF) ai sensi dell’art.
3 della Legge di ratifica dell’Accordo di Parigi (L. 204/2016). L’Italia è tra i principali Paesi donatori del
GCF, essendosi impegnata per un totale di 850 milioni di euro nel corso dei vari cicli di ricapitalizzazione
(250 milioni nell’Initial Resource Mobilization, 300 milioni nel GCF-1-replenishment e 300 milioni nel



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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


GCF-2 replenishment), dei quali 550 milioni attualmente formalizzati attraverso la stipula degli accordi
di contribuzione relativi all’IRM e al GCF-1, e 300 milioni relativi al GCF-2 in fase di stipula.
       Nel 2025 il MASE ha erogato la sesta rata prevista dall’accordo per il GCF-1, pari a 66 milioni di
euro, portando il totale esborsato a 464 milioni di euro. Attualmente, il GCF gestisce un portafoglio di
19 miliardi di dollari in finanziamenti per il clima (78 miliardi contando i co-finanziamenti), a supporto
di oltre 300 progetti in più di 130 Paesi in via di sviluppo (38% delle risorse in Africa, 34% in Asia-
Pacifico, 24% America Latina e Caraibi, 4% Est Europa). Si stima che l’attuale portafoglio contribuirà
alla riduzione di circa 3,3 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente e genererà benefici diretti e indiretti
per 1,8 miliardi di persone. Nel 2025 il Board del Fondo ha approvato progetti per più di 3 miliardi di
dollari e importanti riforme, come la revisione del quadro di accreditamento (Revised Accreditation
Framework) e la decisione di istituire una presenza regionale del Fondo (Regional Presence) attraverso
l’apertura di nuovi uffici nelle regioni di intervento del GCF.
        Nel 2025 l’Italia ha avviato la rendicontazione della finanza privata per il clima mobilitata da
interventi pubblici. Il Gruppo di Lavoro, istituito al termine della COP29 per rivedere la rendicontazione
del contributo nazionale alla finanza climatica, riunisce MASE, MAECI, AICS, MEF, CDP, ISPRA, ASI,
UPSA, ENEA e CNR. I primi risultati confermano il ruolo dell’Italia come Paese donatore e membro
del G7, evidenziano il maggiore impegno a sostegno dei Paesi in via di sviluppo per mitigazione e
adattamento ai cambiamenti climatici e riconoscono gli sforzi compiuti per adeguare la metodologia di
rendicontazione al nuovo obiettivo collettivo concordato alla COP29. Grazie al lavoro del GdL, l’Italia
ha quasi quadruplicato il proprio contributo agli obiettivi internazionali di finanza per il clima. Includendo
interventi che prima non erano tracciati nell’ambito della finanza per il clima o della finanza allo
sviluppo, l’Italia di attesta ora al terzo posto tra i donatori europei, con 3,44 miliardi di euro per il
2024 (1,67 miliardi di finanza pubblica, 1,77 miliardi di finanza privata mobilitata da interventi pubblici).
Per la prima volta, inoltre, l’Italia ha tracciato e rendicontato in modo significativo finanziamenti privati
mobilitati, principalmente grazie alla collaborazione con SACE e Simest. La rendicontazione è stata
inviata al Segretariato UNFCCC e all’OCSE-DAC e registrata nel data base di quest’ultima.
       Nel 2025, sotto la Presidenza di turno canadese, la Direzione generale AEIF ha garantito la
rappresentanza e il contributo alle attività del track ambiente del G7, in stretto coordinamento con le
Direzioni generali competenti per le materie trattate, e ha coordinato la partecipazione italiana alla
Ministeriale G7 congiunta ambiente ed energia che si è tenuta il 30 e il 31 ottobre a Toronto. Al termine
delle riunioni ministeriali, svoltesi in parallelo, sono stati approvati i seguenti documenti:
         • “Call to action” del G7 per il rafforzamento della sicurezza energetica, strumento per
             consolidare la resilienza e la diversificazione delle forniture tramite il ruolo strategico del gas
             naturale, dei minerali critici e delle infrastrutture elettriche.
         • Piano di lavoro del G7 su Energia e Intelligenza Artificiale, per valorizzare le nuove
             tecnologie a servizio dell’efficienza dei sistemi energetici e per gestire le sfide settoriali.
         • “Roadmap” per promuovere mercati basati su standard per i minerali critici, che riconosce
             anche l'importanza di coinvolgere gli istituti pubblici finanziari dei G7 nelle attività con paesi
             emergenti e in via di sviluppo.
         • Dichiarazione del G7 sull'energia nucleare e da fusione, pilastri per una produzione sicura,
             stabile e a basse emissioni, che valorizza il ruolo delle tecnologie SMR e le attività del Gruppo
             di Lavoro G7 sull'energia da Fusione, lanciato dalla Presidenza italiana del G7 2024.
         • Dichiarazione G7 per la sicurezza energetica dell’Ucraina, che promuove l'importanza di una
             ricostruzione settoriale basata anche sulla generazione distribuita, con un ruolo riconosciuto
             all'Agenzia Internazionale per l'energia Atomica.



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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


        •   Piano di lavoro della Coalizione per l'acqua del G7 che attua la G7 Water Coalition, istituita
            sotto la Presidenza italiana del G7 nel 2024, con l'obiettivo di affrontare la crisi globale
            dell'acqua e promuovere la gestione sostenibile delle risorse idriche, sottolineando
            l'importanza dell'acqua per la stabilità economica, la salute e l’ambiente (grazie alla
            mediazione dell’Italia fortemente interessata a mantenere in vita l’iniziativa, si è in extremis
            trovato un linguaggio di compromesso per superare l’opposizione USA al riconoscimento
            dell’ONU come istituzione di riferimento).
        •   Piano d'azione di Toronto sull'economia circolare e l'efficienza delle risorse che definisce un
            piano di azione per il G7 di tre anni (2025–2028) per promuovere un’economia circolare e
            l’efficienza nell’uso delle risorse. Il piano si concentra su tre settori ad alto impatto — minerali
            critici, tessile e moda, e plastica.
        •   Dichiarazione della Presidenza su previsione, preparazione e risposta a eventi meteorologici
            estremi che non si è riuscito ad adottare come Dichiarazione G7 per la ferma opposizione
            USA al riconoscimento di una correlazione tra eventi estremi e cambiamento climatico.
            L’iniziativa comprende anche la compilazione di un allegato con l’“Elenco non esaustivo
            delle azioni indicate dai Paesi G7 per la previsione, la preparazione e la risposta ai fenomeni
            meteorologici estremi”.
       Sempre in ambito internazionale, la Direzione generale AEIF ha assicurato la partecipazione alle
attività del G20, in stretto coordinamento con le Direzioni generali competenti per le materie trattate.
Nel 2025 il Sud Africa, in veste di presidenza di turno, ha istituito il gruppo di lavoro Sostenibilità
Ambientale e Climatica (ECSWG). I risultati dei lavori sono confluiti nella riunione dei Ministri
dell’Ambiente e della Sostenibilità climatica del G20 che si è tenuta il 16 e 17 ottobre 2025 a Città del
Capo e ha visto la presentazione di venti documenti tecnici della Presidenza su tutte le priorità individuate
(biodiversità e conservazione, degrado del suolo, desertificazione, siccità e acqua, rifiuti, economia
circolare e sostanze chimiche, cambiamento climatico, qualità dell’aria e infine oceani e coste), che,
sebbene discussi nel corso degli incontri dell’ECSWG, non sono stati oggetto di negoziato in quanto a
esclusiva responsabilità del Governo sudafricano. Inoltre, è stato negoziato il testo di una Dichiarazione
ministeriale dove non è stato possibile trovare un consenso per la netta opposizione degli Stati Uniti,
sostanzialmente assenti nel corso delle riunioni del Gruppo durante il resto dell’anno, all’inclusione di
qualsiasi riferimento nel testo a cambiamento climatico e obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).
Nell’impossibilità di trovare un accordo sulla maggioranza delle sezioni previste nella Dichiarazione, la
Presidenza ha proposto l’adozione di due brevi Dichiarazioni ministeriali focalizzate su temi specifici su
cui appariva possibile il raggiungimento di un consenso, e un Chair Summary su tutti gli altri temi esclusi
dalle due Dichiarazioni. A conclusione dei lavori della Ministeriale è stata presentata la Sintesi del
Presidente (Chair Summary) e sono stati adottati i documenti seguenti:
         • Dichiarazione ministeriale di Città del Capo sulla qualità dell'aria (Cape Town Ministerial
             Declaration on Air Quality);
         • Dichiarazione ministeriale di Città del Capo sui reati che incidono sull'ambiente (Cape Town
             Ministerial Declaration on Crimes that Affect the Environment).
      Il DIE nel 2025 ha seguito le attività multilaterali nel settore Energia correlate ai contesti G7 e G20,
che hanno permesso di promuovere e assicurare l’adozione di Comunicati e iniziative Ministeriali di
interesse strategico.
       A livello G7 Energia, il Ministero ha preso parte alle attività negoziali promosse nell’ambito del
Gruppo di Lavoro Energia e del Gruppo di Esperti sui Minerali Critici promossi dalla Presidenza
canadese. Nel corso dell'anno il Ministero si è così coordinato a livello interministeriale con le varie
strutture competenti per i minerali critici per ottenere un consenso sulle posizioni negoziali. A seguito


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


del Vertice dei Capi di Stato e di Governo G7 a Kananaskis (giugno 2025), è stata lanciata un'iniziativa
per accelerare la diversificazione, la resilienza e la sicurezza delle catene di approvvigionamento dei
minerali critici tra membri G7 plus (con l'Australia), con l'adozione dell'Alleanza sulla Produzione dei
Minerali Critici. Tale iniziativa ha promosso la costituzione in tempi brevissimi di un gruppo di Inviati
Speciali G7 plus scelti per le loro competenze trasversali e dotati di mandato negoziale da parte dei
rispettivi ministeri competenti.
      Il Ministero ha assicurato lo svolgimento e la partecipazione al GdL G7 sull'energia da fusione,
svoltosi a fine settembre 2025, il cui lancio era stato promosso nell'ambito della presidenza G7 italiana
nel 2024.
       Nel corso della Ministeriale G7 Energia svoltasi a Toronto il 30-31 ottobre 2025, sono stati adottati
diversi impegni settoriali in coerenza con le azioni adottate al Vertice dei Leaders G7. Le attività negoziali
assicurate dal MASE hanno contribuito alla definizione di Dichiarazioni settoriali volte ad offrire risposte
concrete e realistiche su questioni decisive per il futuro dei sistemi energetici G7 e della sicurezza globale:
dal Piano d’Azione per la sicurezza dei nostri sistemi energetici, attraverso il ruolo dei minerali critici e
della Critical Minerals Production Alliance, del gas e delle infrastrutture, al Piano di lavoro su Energia e
Intelligenza Artificiale, alla Roadmap per lo sviluppo di mercati basati su standard (Roadmap to Promote
Standards-based Markets for Critical Minerals), il piano G7 lanciato per garantire catene di
approvvigionamento di minerali critici sicure, trasparenti ed eque, allo sviluppo dell’energia nucleare e da
fusione. La partecipazione del MASE ha permesso di contribuire ad ottenere il riconoscimento nei testi
adottati di tutte le priorità nazionali relative ai temi della sicurezza energetica, al ruolo del gas e delle
infrastrutture, al ruolo dell’idrogeno e del biogas, al ruolo del nucleare sostenibile e dell’energia da fusione,
al ruolo dell’IAEA per la sicurezza dell’Ucraina.
      A margine della Ministeriale G7, si segnala il lancio del Dialogo Energia con il Canada, il 31 ottobre
2025 alla presenza dei Ministri Pichetto Fratin e Hodgson e l'adozione della Dichiarazione Congiunta.
      Nel mese di settembre 2025 si è tenuta la Conference on Critical Minerals and Materials (CCMM)
a Chicago alla quale il Ministero ha partecipato con una nutrita delegazione MASE-MIMIT per portare
avanti temi G7 in ambito materie prime critiche con la collaborazione dell'AIE.
       In ambito G20 Energia, sempre tramite il DIE, il MASE ha partecipato alle attività negoziali e
Ministeriali promosse dalla Presidenza sudafricana 2025. Nel corso del primo G20 organizzato in Africa
e della relativa Ministeriale Energia, è stato adottato il documento G20 “Closing the Clean Cooking Gap”,
il primo Piano d’Azione Volontario per gli Investimenti in Infrastrutture per la diffusione di soluzioni di
clean cooking a livello globale.
        A livello multilaterale Energia, il MASE ha partecipato attivamente in sinergia con il MAECI alle
attività tecniche e istituzionali promosse dalle principali agenzie internazionali nel settore energia a cui
l’Italia aderisce tra cui IEA (inclusi i gruppi di lavori tecnici come l’International Energy Agency - IEA
Standing Long Term Group e l’Energy Efficiency Working Party), IRENA (inclusa la XV Assemblea
IRENA) e International Energy Forum - IEF (incluso l’Executive Board IEF di giugno 2025 e la Tavola
Rotonda IEF di alto livello sui mercati dell’Idrogeno e carbon management a novembre 2025).
      Al contempo il MASE, in ambito COP30 ha promosso la definizione e il lancio a livello globale del
Belem 4X Pledge on Sustainable Fuels, Il Belém 4X Pledge sui carburanti sostenibili (cd Belem 4X Pledge
on Sustainable Fuels) è un impegno internazionale lanciato da Brasile, Italia, Giappone e India alla COP30
con l’obiettivo di quadruplicare l’uso globale di carburanti sostenibili entro il 2035, rispetto ai livelli del
2024. Per “carburanti sostenibili” si intendono biocarburanti, biogas, idrogeno rinnovabile e suoi derivati,
nonché carburanti sintetici. Il Belém 4X Pledge contribuisce direttamente alla riduzione delle emissioni
dei settori più difficili da decarbonizzare e dei trasporti, inclusi quelli su strada, accelerando il percorso


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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


verso gli obiettivi climatici al 2050 e contribuendo attivamente a perseguire gli obiettivi dell’Accordo di
Parigi e della COP28 di Dubai. Ad oggi aderiscono al Pledge già 25 Paesi. Tra le varie azioni previste, i
Paesi firmatari intendono contribuire a favorire l’armonizzazione dei metodi di rendicontazione del
carbonio in un’ottica di migliore compatibilità degli standard a livello internazionale; oltre che a favorire
la promozione di investimenti su larga scala: infrastrutture, produzione, ricerca e sviluppo per la filiera
dei carburanti sostenibili. Sul versante sociale e ambientale, il Pledge prevede che lo sviluppo dei
combustibili sia realizzato in modo ambientalmente e socialmente responsabile. Il Pledge di Belem si
fonda sul Rapporto IEA “Delivering Sustainable Fuels – Pathways to 2035”, che ne mostra la fattibilità
tecnica ed economica già con le politiche esistenti. Il Pledge prevede una governance multilaterale, con
revisione ministeriale annuale fino al 2035 per monitorare i progressi.
       A giugno 2025, il MASE ha inoltre promosso e ottenuto la presidenza della Clean Energy
Ministerial CEM Biofuture Platform. Istituita nel 2016 a Marrakech, durante la COP22, la Piattaforma
Biofuture della Clean Energy Ministerial rappresenta uno strumento strategico per sviluppare e
promuovere la collaborazione multilaterale e il dibattito politico sull’utilizzo dei biocarburanti e delle
soluzioni sostenibili con base biologica, promuovendo la condivisione delle best practices relative alle
tecnologie, agli aspetti regolatori e di supporto finanziario, nonché favorendo il consenso attraverso
attività di informazione. La Presidenza italiana della CEM Biofuture Platform, assicurata dal MASE in
sinergia con il Politecnico di Torino, prevede un mandato dal 2025 al 2027 e una stretta collaborazione
con tutti i Membri e i vice-presidenti, per sviluppare la componente dei biocarburanti all'interno
dell'agenda globale sui carburanti sostenibili e i carburanti del futuro, in particolare nel contesto del CEM,
della COP e del G20, lavorando insieme per promuovere il ruolo chiave delle soluzioni sostenibili con
base biologica e dei biocarburanti a livello globale, valorizzando anche le eccellenze internazionali sia a
livello industriale che di ricerca, costruendo il consenso sulla base di evidenze scientifiche.
      Il Ministero, nel corso del 2025 ha portato avanti relazioni bilaterali volte al consolidamento dei
rapporti con Paesi partner, tra i quali il Regno Unito. In particolare, il Ministero è stato coinvolto nella
preparazione tecnica della Tavola Rotonda di Alto Livello Clean Power for Growth alla Presenza di SM
Re Carlo III e del Presidente Sergio Mattarella, tenutasi all'ex Mattatoio il 9 aprile 2025. Il Segretario di
Stato per gli Affari Esteri, il Commonwealth e lo Sviluppo del Regno Unito e Vice Primo Ministro On.
David Lammy e il VPC e Ministro degli esteri On. Tajani hanno presenziato una tavola rotonda con la
partecipazione di 17 esponenti di alto livello tra organizzazioni internazionali, del mondo industriale ed
accademico di entrambi i Paesi.
      Durante il 2025 sono stati firmati i Protocolli di Intesa e Dichiarazioni congiunte: con il Kenya
nell’ambito dello sviluppo sostenibile, transizione energetica e risorse naturali, con l’Arabia Saudita nel
settore energetico e con il Brasile nel settore energie rinnovabili. Vi sono inoltre una serie di Dichiarazioni
congiunte firmate congiuntamente con il MIMIT nello sviluppo delle materie prime critiche, con gli
Emirati Arabi Uniti (EAU) e con la Norvegia.
       Il Memorandum tra MASE e Ministero saudita dell’Energia mira a rafforzare la cooperazione nei
settori della transizione energetica e della sicurezza energetica: dalle rinnovabili alla riduzione delle
emissioni di metano, dalle interconnessioni elettriche all'idrogeno rinnovabile e a basse emissioni (con i
derivati come l'ammoniaca), fino ai sistemi di cattura, stoccaggio della CO2. Al contempo, tra le diverse
finalità, il partenariato mira a favorire l’avvio di progetti di interesse congiunto anche in paesi terzi
prevedendo anche il coinvolgimento delle filiere industriali nazionali. Si segnala che da ottobre a dicembre
2025, il MASE, per dare seguito al MoU, ha promosso confronti bilaterali tecnici con il Ministero saudita
dell’Energia nei settori efficienza energetica, idrogeno e CCUS finalizzati ad inquadrare ed avviare le
relative attività di interesse strategico. Il MASE ha inoltre assegnato presso l’International Energy Forum-
IEF – la principale organizzazione internazionale di Ministri dell’Energia volta a favorire il dialogo tra



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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


Paesi produttori e consumatori di Energia che include oltre 70 Paesi membri – un proprio distaccato in
qualità di rappresentante nazionale sia a supporto delle attività dell’IEF che per perseguire degli obiettivi
del MoU in sinergia con l’Ambasciata italiana a Riyad.
        Il Ministro Pichetto ha firmato il 15 gennaio 2025 con gli omologhi degli Emirati Arabi Uniti e
dell'Albania, un accordo strategico che consolida la collaborazione energetica tripartita rafforzando la
cooperazione regionale con i Balcani. L'accordo intende migliorare la sicurezza energetica, promuovere
lo sviluppo sostenibile e accelerare la transizione energetica nei settori delle rinnovabili e degli accumuli,
passando per il rafforzamento delle reti.
       Il 24 febbraio 2025, il Ministro Pichetto Fratin ha siglato due intese con gli Emirati Arabi Uniti. La
prima punta a promuovere investimenti, ricerca, sviluppo e progetti congiunti in settori chiave come
idrogeno rinnovabile, cattura e stoccaggio del carbonio, nucleare di nuova generazione, combustibili
sostenibili. La seconda nel settore minerario, è un accordo tra il Ministro Urso, il Ministro Pichetto Fratin
e il Ministro degli Investimenti emiratino siglato con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione
nell’esplorazione, l'estrazione, la lavorazione, il riciclo e la commercializzazione dei minerali critici,
promuovendo pratiche sostenibili.

       Il Ministero ha favorito la firma del Memorandum of Cooperation (MOC) sulla sicurezza del gas
con il Ministero dell'economia, del commercio e dell'industria (METI) del Giappone firmato il 30 ottobre
2025 nell'ambito della Ministeriale G7 a Toronto.
       Con il Brasile il 18 novembre 2025 a margine della COP 30 di Belém, il Ministro Pichetto Fratin
ed il Ministro Silva hanno firmato un accordo di cooperazione bilaterale sullo sviluppo sostenibile inclusi
i biocarburanti che rafforza il quadro politico e tecnico della cooperazione nell’ambito del Partenariato
Strategico Italia-Brasile 2025-2030.
      Nel quadro delle attività bilaterali in coordinamento con il MIMIT, per lo sviluppo di catene di
approvvigionamento sicure, sostenibili e resilienti dei minerali critici, segnaliamo la firma della
Dichiarazione congiunta con la Norvegia, il 5 maggio 2025 e la relativa costituzione a fine anno di un
Comitato costituito da rappresentanti di MASE e MIMIT per il dialogo con la controparte.
        L'8 settembre 2025, il Ministro Pichetto Fratin e il Segretario agli Interni statunitense, Doug
Burgum, si sono impegnati a promuovere l'approvvigionamento sicuro di GNL dagli USA verso l’Europa
e l'Italia sottoscrivendo una Dichiarazione congiunta che risponde all'esigenza di rafforzare la sicurezza
energetica attraverso la diversificazione di fonti e vie di trasporto dell’energia.
      Inoltre, nel 2025 si è costituito il Comitato Congiunto per l'implementazione del Memorandum of
Understanding sulla cooperazione e lo sviluppo dell'energia geotermica con l’Islanda firmato nell'autunno
2024. Con l'impulso dell'Ambasciata d'Italia a Oslo, la partecipazione tecnica della DG FTA (divisione
V) e della Div II del DiE, si sono svolte due riunioni formali ed altre interlocuzioni funzionali alla
partecipazione di una delegazione italiana all'Arctic Circle Assembly/Dialogue a Reykjavik nell'ottobre
2025. Si è altresì provveduto ad ingaggiare la Piattaforma geotermia nell'ambito dei temi d'interesse
reciproco con l'Islanda per incrociare l'esperienza islandese maturata negli ultimi 50 anni con le
conoscenze tecniche ed industriali italiane.
      Nel corso del 2025, il MASE ha partecipato alle riunioni tecniche interministeriali coordinate dal
MAECI in preparazione del XII Comitato Governativo Italia-Cina, svoltosi in autunno 2025 a porte
chiuse. Il MASE avrebbe dovuto partecipare a due tavoli tecnici portando i propri contributi.
       Nell'ambito della Commissione Economica Mista Italia-India, tenutasi a Brescia il 5 giugno 2025,
il ministero ha assicurato una presenza tecnica per i temi di competenza e di interesse reciproco, tra i quali
i carburanti sostenibili, inclusi i biocarburanti e l'idrogeno rinnovabile.


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025




    •   Tutela della biodiversità
       Il tema della biodiversità e dello sviluppo di politiche di contrasto alla perdita di diversità biologica
ha ricevuto negli ultimi anni una particolare attenzione nell’agenda globale ambientale. Durante i negoziati
della quindicesima Conferenza delle Parti (COP15) della Convenzione sulla Diversità Biologica dell’ONU
(CBD), tenutasi a Montreal nel dicembre 2022, è stato siglato il Quadro Globale per la Biodiversità,
conosciuto come Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (KMGBF), uno storico accordo
che, attraverso il conseguimento entro il 2030 di 4 Obiettivi generali e 23 Target specifici, è destinato a
guidare la politica globale in materia ambientale e sarà in grado di incidere in modo determinante sui
fattori, diretti e indiretti, della perdita di biodiversità, arrestandone e invertendone il processo. In
particolare, il 3° obiettivo del KMGBF c.d. “30x30” oppure “30 by 30”, prevede che il 30% della
superficie terrestre e marina sia conservato attraverso la creazione di aree protette e altre misure di
conservazione basate sull'area (OECM). L’Italia aderisce al GBF e sostiene fortemente questo obiettivo,
sviluppato già nell’ambito della Strategia europea per la biodiversità al 2030. Il 30x30 rappresenta infatti
lo strumento di riferimento per arrestare la perdita di diversità biologica e per ripristinare una relazione
tra esseri umani e ambiente sana e reciprocamente vantaggiosa, ma anche per raccordare gli obiettivi
nazionali e comunitari con gli impegni e gli obiettivi internazionali che si intendono raggiungere attraverso
due strumenti fondamentali, quali la Strategia nazionale per la biodiversità al 2030 nonché il citato
KMGBF. Un altro obiettivo particolarmente rilevante è il l’obiettivo 2 che consiste nel garantire a livello
mondiale che entro il 2030 almeno il 30% delle aree degradate degli ecosistemi terrestri, acquatici, costieri
e marini siano sottoposti a un efficace ripristino.
       Il MASE ha preso parte alle negoziazioni nell’ambito della sedicesima Conferenza delle Parti della
CBD (COP16), durante la quale sono state adottate una serie di decisioni per rendere operativo il
KMGBF. Nel 2025, il MASE ha, inoltre, partecipato alla seconda parte della sedicesima Conferenza delle
Parti della CBD (COP 16.2), svoltasi a Roma (febbraio 2025), dedicata al completamento e alla
formalizzazione delle decisioni negoziali rimaste in sospeso nella prima fase della Conferenza. In tale
contesto, l’Italia ha contribuito alla definizione degli accordi sulla mobilitazione delle risorse finanziarie e
sul quadro di monitoraggio e revisione del KMGBF, elementi centrali per garantirne un’attuazione
efficace e trasparente.
       In particolare, la Conferenza ha adottato una soluzione che, sulla base di una roadmap definita fino
al 2030, prevede l’adozione di un accordo permanente per il meccanismo finanziario della Convenzione,
nonché la valutazione e il miglioramento della mobilitazione dei finanziamenti da tutte le fonti. Nel corso
dei lavori è stato inoltre lanciato ufficialmente il Fondo di Cali, che mira a convogliare su base volontaria
risorse dalle aziende che utilizzano le risorse genetiche digitali per finanziare l’attuazione della
Convenzione nei Paesi in via di sviluppo e sostenere le popolazioni indigene e le comunità locali in tutto
il mondo.
      Al fine di comunicare l'allineamento della Strategia Nazionale per la Biodiversità (SNB2030) con il
KM-GBF, in attuazione degli impegni assunti dal Paese nell’ambito della CBD, il MASE, con il supporto
tecnico di ISPRA, ha effettuato la mappatura degli obiettivi nazionali derivanti dalla SNB2030 e ha
provveduto, nel maggio 2025, al loro inserimento nello strumento di rendicontazione online (ORT) della
Convezione.
       Nell'ottobre 2025, il MASE ha partecipato alla 27° riunione dell’Organo sussidiario per la
consultazione scientifica, tecnica e tecnologica (SBSTTA-27) della CBD, svoltasi a Panama City. Il lavoro
del SBSTTA costituisce un elemento essenziale nel processo decisionale della CBD, assicurando che
politiche e interventi si fondino su evidenze scientifiche aggiornate e condivise a livello


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                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


internazionale. Nel corso della riunione sono stati affrontati temi di rilevanza per l’attuazione del KM-
GBF, tra i quali la revisione globale dei progressi collettivi compiuti dalle Parti, l’analisi delle aree di lavoro
che necessitano di ulteriori approfondimenti, le specie esotiche invasive e questioni trasversali riguardanti
la biodiversità ed i cambiamenti climatici, l’agricoltura e la salute. Le discussioni al SBSTTA-27 hanno
evidenziato progressi nella preparazione della revisione globale del KM-GBF, ma anche persistenti
difficoltà legate alla disponibilità di risorse finanziarie, logistiche e umane, confermando al contempo una
crescente volontà di innovare e di rafforzare la partecipazione effettiva dei popoli indigeni, delle comunità
locali e di altri attori non statali. Le discussioni tematiche hanno prodotto risultati variabili, con
convergenze più agevoli in alcune aree e un confronto più polarizzato su temi trasversali, che dovranno
essere oggetto di ulteriori negoziati e di una soluzione definitiva durante la prossima Conferenza delle
Parti (COP17), che si terrà dal 19 al 30 ottobre 2026 a Yerevan, Armenia.
       Nell’ottobre del 2025, la DG TBM ha partecipato anche all’Assemblea dei Membri dell’Unione
Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), svoltasi nell’ambito dello IUCN World
Conservation Congress. In tale occasione è stata approvata la visione strategica per la conservazione della
natura per il periodo 2026–2045, finalizzata alla costruzione di un modello di sviluppo equo e sostenibile,
orientato alla tutela del capitale naturale e alla risposta alle principali crisi globali interconnesse. Nel corso
del Congresso sono stati inoltre eletti i nuovi membri del Consiglio IUCN, approvato il Programma di
lavoro per il quadriennio 2026–2029 e adottate oltre 140 Risoluzioni concernenti, tra l’altro, la biologia
sintetica in relazione alla conservazione della natura, la tutela degli ecosistemi terrestri e marini, il recupero
delle specie minacciate, il contrasto ai crimini ambientali, le soluzioni basate sulla natura, l’approccio One
Health, nonché il rapporto tra diritti umani e conservazione.
       Con il supporto tecnico-scientifico di ISPRA, la DG TBM ha partecipato alla nona Riunione delle
Parti dell’Accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori afro-euroasiatici (AEWA – MoP
9), tenutasi a novembre 2025. I negoziati hanno consentito l’aggiornamento degli allegati dell’Accordo
sulla base delle più recenti evidenze scientifiche, l’approvazione della predisposizione di nuovi Piani
internazionali di gestione delle specie e del bilancio per il periodo 2026–2029, che ha previsto il
rafforzamento delle funzioni dello Species Officer e dell’African Initiative Coordinator presso il Segretariato.
       Tra gli incontri a cui ha partecipato la DG TBM nel 2025 figura anche il 45esimo incontro del
Comitato Permanente della Convenzione di Berna, nell’ambito del Consiglio d’Europa. La Convenzione
tratta della conservazione della vita selvatica e degli habitat naturali in Europa e prevede argomenti di
tipo tecnico-scientifico ma anche di carattere politico. La riunione ha visto confermare il rinnovo, per
dieci anni, del Diploma Europeo per le Aree Protette conferito al Parco Regionale di Gallipoli Cognato
(PZ, MT) a riconoscimento dell’eccezionale interesse della zona e della correttezza nella sua gestione. Tra
i numerosi case file discussi, due sono stati particolarmente rilevanti per il Ministero, data la vicinanza al
territorio italiano delle presunte violazioni. Il primo caso, relativo alla Svizzera, ha riguardato le nuove
politiche di abbattimento dei lupi che rischiano di interessare anche individui di provenienza italiana. Il
secondo, aperto nei confronti dell’Austria, riguarda la concessione nello Stato Federato di Carinzia,
confinante con le regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia, di autorizzazioni per l’abbattimento di lontre
(Lutra lutra), specie strettamente protetta, che prevedono l’utilizzo di strumenti e metodi di caccia proibiti
secondo l’Allegato IV della Convenzione. Infine, al fine di garantire la sostenibilità finanziaria della
Convenzione, durante la riunione è stata discussa la possibilità di prevedere meccanismi di finanziamento
più stabili, tra cui un Protocollo di modifica al testo della Convenzione che prevedrebbe un sistema di
contributi regolari e obbligatori da parte delle Parti Contraenti
      La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 (SNB2030) si pone in continuità con
l’adozione della prima Strategia Nazionale per la Biodiversità, relativa al decennio 2011-2020, in coerenza




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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


con gli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 e in allineamento con la visione
strategica del contesto internazionale al 2050.
      In data 3 agosto 2023 è stato adottato il Decreto Ministeriale n. 252 del MASE di adozione della
Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 e di istituzione dei suoi organi di governance,
successivamente registrato dalla Corte dei conti. Nell’aprile 2025 il Comitato di gestione
(Amministrazioni centrali e territoriali) e al Tavolo di Consultazione (associazioni, alleanze,
confederazioni) hanno approvato il Programma d’attuazione della Strategia, quindi trasmesso alla
Conferenza Stato-Regioni.
      Nel periodo compreso tra ottobre e dicembre 2025, in conformità a quanto previsto dall’articolo
6, comma 2, del Decreto Ministeriale n. 252/2023 del MASE, è stata avviata, la rendicontazione della
SNB2030.
       Il monitoraggio dello stato di attuazione delle sotto-azioni è stato realizzato tramite il supporto del
Network Nazionale Biodiversità (NNB), una piattaforma gestita da ISPRA che costituisce strumento
istituzionale di monitoraggio della SNB2030, nonché di diffusione e comunicazione al pubblico delle
decisioni, dei risultati e dei processi dello stato di avanzamento della Strategia, attraverso una rete di 18
partner e 64 banche dati.
       La pagina della piattaforma NNB monitora lo stato di avanzamento dei 18 obiettivi specifici e
relativi azioni e sotto-azioni della Strategia attraverso due strumenti principali:
           a) il tracciatore delle azioni (action tracker), che fornisce informazioni aggiornate sullo stato di
           attuazione dei 18 obiettivi specifici articolati negli otto ambiti di intervento ecologico;
         b) il pannello di controllo (dashboard), che consente di visualizzare i progressi verso il
         conseguimento degli obiettivi strategici.
      Nel 2024 si è dato avvio al Comitato di gestione (Amministrazioni centrali e territoriali) e al Tavolo
di Consultazione (associazioni, alleanze, confederazioni). Con il supporto tecnico-scientifico di ISPRA è
stato anche impostato il Programma di Attuazione della SNB2030, all’interno del quale sono delineati
responsabili, i soggetti attuatori, i tempi e le risorse per ognuna della 161 sottoazioni delineate dalla
SNB2030, che dopo l’approvazione del Comitato di Gestione sarà sottoposto al vaglio della Conferenza
Stato-Regioni.
       La salvaguardia e promozione della biodiversità costituiscono assi strategici volti al
rafforzamento della resilienza dei sistemi naturali marini e terrestri, coerenti col principio del non arrecare
danni all’ambiente, di salute circolare e di soluzioni basate sulla natura. Le aree naturali protette, marine
e terrestri, hanno l’obiettivo di contribuire significativamente all’arresto della perdita di biodiversità, alla
conservazione marina e alla sostenibilità dell’ambiente costiero e al largo della costa.
       La Rete Natura 2000 è una rete ecologica che comprende due tipologie di aree: i Siti di Importanza
Comunitaria (SIC), ovvero le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) degli habitat naturali e semi naturali
e della flora e della fauna, identificati dagli Stati Membri ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
che una volta concluso l’iter saranno designati dallo Stato Membro “Zone Speciali di Conservazione”
(ZSC), e le Zone di Protezione Speciale (ZPS), istituite ai sensi della Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE e
successiva Direttiva 147/2009/CE.
       Nel complesso la rete Natura 2000 copre un’estensione di più di 8.000.000 ha interessando quasi il
20% della superficie terrestre nazionale e più del 6% delle zone marine su cui il nostro Paese ha
giurisdizione (acque territoriali italiane + ZPE) (tab. 1).




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                                                                                            Relazione sulla performance 2025


Tabella 1 Tabella di riepilogo dei siti Natura 2000 per ogni Regione (numero, l’estensione totale in ettari e percentuale a terra e a
mare) escludendo le eventuali sovrapposizioni. Dati aggiornati Dicembre 2025


                                                                                Natura 2000
                           REGIONE                                     superficie a terra    superficie a mare
                                                        n. siti       sup. (ha)      %      sup. (ha)      %
                  Oltre le acque territoriali              2              0        0,00%     17.004      0,08%
                            Abruzzo                       60          387.434 35,90%          3.550      1,42%
                           Basilicata                     65          174.658 17,49%         35.003      5,93%
                            Calabria                     185          289.805 19,22%         34.050      1,94%
                          Campania                       123          373.031 27,45%         25.087      3,06%


                       Emilia Romagna                    159          266.888       11,86%   34.874         16,04%
                       Friuli Ven. Giulia                69           153.751       19,38%   7.096           8,53%
                              Lazio                      200          398.086       23,14%   59.689          5,28%
                             Liguria                     134          139.959       25,84%   86.544         15,82%
                          Lombardia                      246          373.555       15,65%      /               /
                            Marche                       96           140.783       15,07%   1.241           0,32%
                             Molise                      88           118.734       26,76%     0             0,00%
                           Piemonte                      152          404.005       15,91%      /               /
                          PA Bolzano                     44           150.047       20,28%      /               /
                           PA Trento                     143          176.217       28,39%      /               /
                             Puglia                      91           402.579       20,60% 476.614          31,01%
                           Sardegna                      128          454.672       18,87% 410.140          18,29%
                              Sicilia                    245          470.893       18,23% 650.251          17,23%
                            Toscana                      158          327.005       14,23% 471.191          28,83%
                            Umbria                       102          130.094       15,37%      /               /
                         Valle d'Aosta                   28            98.946       30,34%      /               /
                            Veneto                       131          414.345       22,59%   26.361          7,54%
                            TOTALE                      2649         5.845.489      19,38% 2.338.693        6,48%

      La Commissione europea il 23 ottobre 2015, a seguito della chiusura negativa dell’Eu-Pilot
4999/13/ENVI, ha aperto la Procedura di Infrazione 2015/2163 in cui si contesta la mancata
designazione dei SIC in ZSC ai sensi dell’art.4, par.4 della Direttiva 92/43/CEE e la mancata definizione
delle misure di conservazione ai sensi dell’art. 6, par. 1 della Direttiva 92/43/CEE. Il 25 gennaio 2019 la
Commissione europea ha inviato la nota C (2019)537 di messa in mora complementare alla Procedura di
Infrazione 2015/2163, in cui viene contestata la mancata o non corretta individuazione degli obiettivi di
conservazione e conseguentemente delle misure di conservazione che dovrebbero derivare da questi.
      Per quanto riguarda le contestazioni della messa in mora complementare su obiettivi e misure di
conservazione il Ministero nel 2025 ha proseguito il lavoro di coordinamento con tutte le Regioni e
Province già avviato negli anni precedenti.
       Il MASE ha, inoltre, proseguito il supporto alle Regioni e Provincie Autonome, per quanto attiene
alla verifica della coerenza dei format, la revisione e condivisione della compilazione dei format.



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                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


       A partire dal 1° febbraio 2025 è entrato in vigore il Nuovo Formulario Standard Natura 2000,
approvato con Decisione di esecuzione (UE) 2023/2806, che ha profondamente innovato la struttura
della banca dati Natura 2000. Nel corso del 2025 il Ministero ha completato il trasferimento dei dati dal
precedente database alla nuova struttura, attraverso attività di conversione, integrazione e adeguamento
dei dati esistenti. Parallelamente, è stato portato avanti un intenso confronto con le Regioni e le Province
autonome per verificare i dati trasferiti e risolvere errori, avvisi e blocchi emersi nella fase di validazione
sulla piattaforma europea Reportnet3, così da consentire la corretta trasmissione della nuova banca dati
alla Commissione europea, avvenuta a gennaio 2026.
       Infine, nel corso del 2025 si è inoltre concluso il ciclo di rendicontazione previsto dalla normativa
europea, con la consegna alla Commissione europea dei reporting nazionali ex art. 12 della Direttiva
Uccelli, ex art. 17 della Direttiva Habitat e ex art. 24 del Regolamento (UE) 1143/2014 riferiti al periodo
2019-2024. Tale adempimento ha rappresentato un passaggio strategico per assicurare l’allineamento
dell’Italia agli obblighi di monitoraggio e reporting comunitari e per mettere a disposizione un quadro
aggiornato e omogeneo sullo stato di conservazione di specie e habitat di interesse unionale.
       Inoltre, il MASE nell’ambito dell’invio alla Commissione europea a fine anno delle Banche dati
alfanumerica e geografica Natura 2000, ha continuato a supportare le Regioni e Provincie Autonome
nell’aggiornamento dei formulari standard e delle perimetrazioni dei siti appartenenti alla rete Natura
2000.
       Strettamente collegata alla costruzione e gestione della Rete Natura 2000, è il Regolamento UE
2024/1991 del Parlamento Europeo e del Consiglio sul ripristino della natura che è entrato in vigore
il 18 agosto 2024. Questo regolamento rappresenta uno dei principali strumenti di attuazione della
strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 e degli impegni generali dell’UE a livello internazionale in
materia di ripristino degli ecosistemi. La proposta intende, inoltre, integrare le politiche ambientali
europee attualmente in vigore, quali ad esempio le direttive Uccelli e Habitat, la direttiva quadro Acque,
la direttiva quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino.
       Il Regolamento stabilisce un quadro entro il quale gli Stati membri dovranno mettere in atto misure
di ripristino efficaci e basate sulla superficie che insieme copriranno, entro il 2030, almeno il 20% delle
zone terrestri e il 20 % di quelle marittime dell'Unione ed, entro il 2050, tutti gli ecosistemi che necessitano
di ripristino. Per conseguire tale fine generale, il Regolamento stabilisce una pluralità di obiettivi specifici
di ripristino per un'ampia gamma di ecosistemi, fissando termini temporali al 2030, 2040 e 2050 per il
loro raggiungimento nonché l'obbligo per gli Stati membri di garantire che gli ecosistemi in cui sono state
raggiunte buone condizioni non si deteriorino. La proposta è sostenuta da un quadro di attuazione volto
a tradurre gli obiettivi in azione, che prevede la preparazione e realizzazione di piani nazionali di ripristino
e la rendicontazione periodica delle azioni intraprese.
       Nel 2025 MASE ha lavorato alla definizione della governance. Ad ottobre 2025 è stato siglato un
Protocollo d'Intesa tra MASE e MASAF per coordinare le competenze (ambiente, agricoltura, foreste e
pesca) e istituire un Tavolo di coordinamento e otto gruppi di lavoro tematici suddivisi per aree di
competenza, come definite dagli articoli del regolamento (ecosistemi terrestri, costieri e d’acqua dolce,
marini, fluviali, agricoli, forestali, urbani e impollinatori). Il tavolo di coordinamento è costituito dai
direttori generali e i responsabili delle divisioni MASE e MASAF coinvolti nell'attuazione del regolamento
e ha le funzioni di pianificazione strategica, valutazione dei risultati dei gruppi di lavoro e monitoraggio
delle attività, risolvendo eventuali criticità operative.
      Contemporaneamente alla definizione del Protocollo d’intesa, il MASE ha lavorato alla definizione
del decreto legislativo recante “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE)
2024/1991 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2024, sul ripristino della natura e che modifica il
Regolamento (UE) 2022/869”, in cui vengono definiti i ruoli e le competenze di MASE e MASAF come


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                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


autorità nazionali competenti e individuate le amministrazioni responsabili per l’attuazione del PNR.
Questo decreto è stato approvato il 3 aprile 2026.
       Per la redazione del Piano Nazionale di Ripristino (PNR), che dovrà essere inviato alla
Commissione europea entro il 1° settembre 2026, il MASE ha stipulato una convenzione con l'ISPRA
(approvata dalla Corte dei Conti il 29 settembre 2025). Nella predisposizione saranno coinvolti il CNR e
altri enti di ricerca e università per garantire il rigore scientifico necessario, nonché altri enti territoriali in
possesso di dati e competenze specifiche utili, quali il CREA, a supporto del MASAF, e i soggetti attuatori
come Regioni, Province autonome, Autorità di Distretto. Nel corso del 2025 sono stati già organizzati
diversi incontri di coordinamento tra il MASE e gli enti attuatori, con il supporto di ISPRA, focalizzate
sul ripristino degli ecosistemi terrestri, costieri, d’acqua dolce e marini, nonché degli ecosistemi urbani.
Tali incontri sono stati finalizzati a coinvolgere gli enti attuatori — quali Regioni, Province autonome e
osservatori/tavoli tecnici dedicati al monitoraggio del consumo di suolo e alla pianificazione sostenibile
— nelle attività necessarie alla stesura del Piano. Inoltre, il MASE ha organizzato incontri con ISPRA, le
Autorità di Distretto e i settori acque delle Regioni e delle Province autonome, al fine di approfondire le
azioni riguardanti il ripristino della connettività naturale dei corsi d’acqua e delle funzioni naturali delle
rispettive pianure alluvionali.
       La Direzione TBM partecipa all’"Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, pratiche agricole e conoscenze
tradizionali" in modo da contribuire al censimento di paesaggi rurali di valore naturalistico paesaggistico
e anche colturale, alla conservazione e valorizzazione delle pratiche agricole e delle conoscenze
tradizionali utilizzate per la costruzione ed il mantenimento dei paesaggi ad essi associati, alla promozione
di attività di ricerca dedicate al paesaggio rurale, alla sua salvaguardia, alla sua gestione e alla sua
pianificazione, anche al fine di preservarne la diversità bio-culturale. Inoltre, il MASE partecipa ai
Comitati Tecnici Paritetici incaricati di collaborare all’elaborazione dei piani paesaggistici regionali in
modo da assicurare che essi siano coerenti con i vincoli di tutela e le esigenze di ripristino della
biodiversità, soprattutto attraverso il recepimento, nei piani paesaggistici, delle reti ecologiche regionali
progettate secondo gli indirizzi dettati attraverso apposite linee guida attualmente in corso di
aggiornamento.
      Per quanto concerne il regime di tutela delle specie, il 2025 è stato caratterizzato dal recepimento,
da parte dell’Italia, della revisione dello status di protezione del lupo, in linea con quanto disposto a livello
internazionale ed europeo, rispettivamente nell’ambito della Convenzione di Berna e della Direttiva
Habitat, la quale ha previsto il trasferimento della specie dall’allegato IV all’allegato V.
   Nel corso dell’anno in esame, il procedimento normativo nazionale volto all’adeguamento del DPR 8
settembre 1997, n. 357 è giunto alle fasi conclusive. In particolare, il decreto ministeriale recante la
modifica dello stato di protezione della specie, con il passaggio da “specie rigorosamente protetta” a
“specie protetta”, risultava, alla fine del 2025, in fase avanzata di perfezionamento e pronto per la
pubblicazione.

     • Dissesto idrogeologico
       Il nuovo rapporto ISPRA 2024 sul “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di
rischio”, pubblicato nel 2025, evidenzia che il 94,5% dei comuni italiani (7.463) presenta aree a rischio
per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera. Sono 1,28 milioni gli abitanti a rischio frane nelle aree
a pericolosità elevata e molto elevata P3 - P4 e 6,8 milioni gli abitanti a rischio alluvioni nello scenario a
pericolosità idraulica media con tempi di ritorno tra 100 e 200 anni (dati elaborazione 2020, Rapporto
ISPRA 2021). Le classi a pericolosità più elevata (P3 e P4), assoggettate a vincoli d’uso restrittivi, coprono
da sole il 9,5% del territorio nazionale. Rispetto alla Mosaicatura nazionale del 2020-2021, emerge un
incremento percentuale del 15% della superficie complessiva classificata dai PAI e del 9,2% delle classi a


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


maggiore pericolosità (P3 e P4). L’incremento è legato a un miglioramento del quadro conoscitivo
realizzato dalle Autorità di Bacino Distrettuali e dalle Province autonome con studi di maggior dettaglio
e mappatura di nuovi fenomeni franosi. La popolazione a rischio frane in Italia è pari complessivamente
a 5,7 milioni di abitanti, di cui 1,28 milioni residenti in aree a maggiore pericolosità (P3 e P4), pari al 2,2%
della popolazione totale. Oltre 582.000 famiglie, 742.000 edifici, quasi 75.000 unità locali di impresa e
14.000 beni culturali sono esposti a rischio nelle aree a maggiore pericolosità da frana.
      Il MASE è l'amministrazione preposta all'attuazione della politica ambientale di prevenzione in
materia di contrasto al dissesto idrogeologico e, come si evince dall’attuale quadro istituzionale e
normativo, ne assume le principali competenze ordinarie.
       Il Ministero esercita tali competenze mediante atti di programmazione e finanziamento degli
interventi strutturali proposti dalle Regioni e dalle Province autonome attraverso l’utilizzo della
piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo) dell’ISPRA,
selezionati secondo la procedura e i criteri stabiliti dal D.P.C.M. del 27 settembre 2021, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 272 del 15 novembre 2021, recante “Aggiornamento dei criteri, delle modalità e
dell’entità delle risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio
idrogeologico ai fini dell’ammissione a finanziamento”. I suddetti criteri tengono conto, tra l’altro, della
pianificazione svolta dalle competenti Autorità di bacino distrettuali, in relazione al rischio da frana (Piani
di Assetto Idrogeologico - PAI) e al rischio da alluvioni (Piani di Gestione del Rischio da Alluvioni -
PGRA).
      Ai sensi dell’art. 7, comma 2, decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, ss.mm.ii., il Piano degli
interventi di mitigazione del rischio idrogeologico a valere sulle risorse di bilancio del MASE è adottato,
anche per stralci, con uno o più decreti del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di
concerto con il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, previa intesa con i Presidenti delle
regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano interessate agli interventi ammessi a
finanziamento nei rispettivi territori, corredati dei relativi cronoprogrammi e identificati dai rispettivi
codici unici di progetto (CUP).
        L’attuazione degli interventi è affidata ai Presidenti delle regioni in qualità di Commissari di
Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, cui è attribuita la titolarità di apposite Contabilità
speciali. I Commissari di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico sono responsabili del
corretto e tempestivo inserimento dei dati nei Sistemi di monitoraggio dedicati e sono altresì tenuti a
relazionare, con cadenza annuale, sullo stato d’attuazione degli interventi, rappresentando le eventuali
criticità che ne condizionano la realizzazione.
       Sulla scorta delle Relazioni annuali dei Commissari, nell’anno 2025 è stata predisposta la Relazione
al Parlamento prevista dall’art. 36-ter, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (legge di
conversione 29 luglio 2021, n. 180) con cui è stato fornito il quadro aggiornato dello stato d’attuazione
degli interventi programmati dal MASE, dal 2010 al 2023, a tutto il 31 dicembre 2024.
      Gli interventi finanziati con i suddetti Programmi complessivamente sono pari a n. 3.506, per un
importo complessivo programmato di circa 5,4 miliardi di euro, incluse le quote di cofinanziamento
regionali. Al 31 dicembre 2024, gli interventi oggetto di resoconto sullo stato di attuazione sono pari a
3.362, considerato che i Commissari di Governo della Regione Siciliana e della Regione Toscana non
hanno fornito i dati sullo stato di attuazione, rispettivamente di n. 102 e n. 42 interventi, finanziati con
fondi regionali. Gli interventi rendicontati quali ultimati o chiusi contabilmente sono pari al 67,2% del
totale mentre quelli in esecuzione sono pari al 13,7%. Gli interventi in fase di progettazione o di
aggiudicazione sono l’11,1% del totale mentre il 2,3% risulta ancora da avviare.




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                                                                                                       Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                                        Relazione sulla performance 2025


     Tabella 1 Tabella di riepilogo dello stato d’attuazione degli interventi di disseto idrogeologico finanziati dal MASE. Dati aggiornati
     dicembre 2024 – per numero di interventi.

                                                                                                       Procedura di                                                             Intervento
                                                Interventi   Non              Non        In corso di                   Lavori     Lavori in                     Lavori
               Programma                      programmati rendiconto         avviato   progettazione
                                                                                                     aggiudicazione
                                                                                                                     aggiudicati esecuzione                    ultimati
                                                                                                                                                                                  chiuso
                                                                                                      lavori avviata                                                          contabilmente

Accordi di Programma 2010 ed atti
                                                 2583            -             51            127               22                     12            236          552              1439
integrativi
Piano stralcio aree metropolitane
                                                  41             -             0             10                    1                   0               13          9                8
DPCM 15-09-2015
Piano Stralcio 2019 (Del. CIPE n.
                                                  263            -             2             13                    0                   4               48        104               92
35/2019)
Piano Operativo dissesto
                                                  236            -             5             30                    4                   8               69        112                8
idrogeologico (DPCM 02-12-2019)
Piano interventi di mitigazione del
                                                  138            -             8             34                    8                  14               50         17                7
rischio idrogeologico - Stralcio 2021
Piano interventi di mitigazione del
                                                  138            -             5             56                12                     10               47          8                0
rischio idrogeologico - Stralcio 2022
Piano interventi di mitigazione del
                                                  107            -             10            59                13                      6               18          1                0
rischio idrogeologico - Stralcio 2023
TOTALE                                           3506           144            81            329               60                     54            481          803              1554
PERCENTUALE                                      100%          4,1%          2,3%           9,4%              1,7%                1,5%             13,7%        22,9%            44,3%




     Tabella 2 Tabella di riepilogo dello stato d’attuazione degli interventi di disseto idrogeologico finanziati dal MASE. Dati aggiornati
     dicembre 2024 – per importo in euro.

                                                                                               Procedura di                                                                      Intervento
                              Interventi          Non                            In corso di                   Lavori                        Lavori in
      Programma                                              Non avviato                     aggiudicazione                                                 Lavori ultimati        chiuso
                            programmati       rendicontato                     progettazione                 aggiudicati                    esecuzione
                                                                                              lavori avviata                                                                   contabilmente


Accordi di Programma
                           2.847.371.834,82                  37.504.393,16     368.765.872,28      54.558.473,08       18.310.871,01       665.828.290,42   718.280.356,35     760.067.349,56
2010 ed atti integrativi

Piano stralcio aree
metropolitane               905.118.133,11                           -         178.225.572,90      31.275.000,00            -              499.832.776,77   165.108.855,91      26.924.989,54
DPCM 15-09-2015
Piano Stralcio 2019 (Del.
                          341.444.753,64                      378.940,00       32.031.865,67            -              13.220.980,94       91.303.888,77    125.416.474,25      67.222.517,67
CIPE n. 35/2019)
Piano Operativo dissesto
idrogeologico (DPCM      402.740.198,98                      13.971.833,56     133.142.467,19      12.180.000,00       27.945.746,15       153.688.475,36    56.271.676,72      4.042.258,33
02-12-2019)
Piano interventi di
mitigazione del rischio
                         322.136.682,73                      22.208.816,74     108.579.406,40      15.343.842,61       43.517.669,45       104.401.978,18    22.303.230,83      4.951.393,32
idrogeologico - Stralcio
2021
Piano interventi di
mitigazione del rischio
                         358.481.045,78                      11.222.261,03     185.787.109,28      37.184.287,10       17.785.239,58       97.593.772,76     8.908.376,03            -
idrogeologico - Stralcio
2022
Piano interventi di
mitigazione del rischio
                         211.200.878,08                      28.282.635,90     127.598.708,76      18.969.849,88       9.407.532,46        26.942.151,08          -                  -
idrogeologico - Stralcio
2023
TOTALE                     5.388.493.527,14 242.005.340,16 113.568.880,39 1.134.131.002,48 169.511.452,67 130.188.039,59 1.639.591.333,34 1.096.288.970,09 863.208.508,42

PERCENTUALE                     100%             4,5%            2,1%               21,1%              3,1%                2,4%                30,4%            20,4%              16,0%




                                                                                            - 86 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


      Programmazione degli interventi per le annualità 2024 e 2025
       Per la programmazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico del Piano
Stralcio 2024 sono stati ammessi a finanziamento n. 248 nuovi interventi e 7 integrazioni finanziarie di
interventi di precedenti programmazioni per un importo complessivo di euro 1.018.791.388,97 di risorse
statali e di euro 58.674.158,10 di cofinanziamenti regionali. La Provincia autonoma di Bolzano non ha
trasmesso la propria proposta di interventi da ammettere a finanziamento e pertanto è stata esclusa dalla
programmazione del piano stralcio.
       Nell’anno 2025, l’attività di programmazione ha portato alla definizione di un Piano Stralcio
composto da n. 125 interventi, per un importo complessivo pari ad euro 308.018.610,68 di cui euro
300.615.360,20 di risorse di bilancio MASE. Tale attività non si è integralmente conclusa nel corso
dell’anno 2025 stante il ritardo delle proposte pervenute dalla regione Veneto e dalla Prov. Aut. di Trento.
        Il Ministero, inoltre, convoca e presiede i Comitati di Indirizzo e Controllo degli Accordi di
programma in essere, nonché gli Organi collegiali ad essi assimilabili, cui compete, tra l’altro, l’esame delle
proposte di riprogrammazione delle risorse finanziarie che scaturiscono dalla chiusura, tecnica,
amministrativa e contabile degli interventi programmati, o mediante rimodulazione dei quadri economici
di altri interventi già inclusi negli Accordi o mediante finanziamento di nuovi interventi.
      Erogazione delle risorse economiche
       Nel corso 2025 è stato completato il trasferimento verso le Contabilità speciali dei Commissari di
Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico delle risorse programmate nell’ambito del Piano
stralcio 2024 ammontanti complessivamente ad euro 512.424.316,87. Si tratta di importi residui per euro
414.196.758,06 non erogati nell’esercizio finanziario 2024 per mancanza di cassa e dell’importo di euro
98.227.558,81 relativo al finanziamento degli interventi delle regioni Liguria e Veneto, i cui programmi
sono stati approvati nel successivo 2025 a causa dei ritardi nella presentazione delle proposte regionali
pervenute soltanto nella seconda metà di dicembre 2024.
      Nel medesimo esercizio finanziario sono stati inoltre trasferiti alle Contabilità speciali dei
Commissari di Governo le risorse programmate nell’ambito del Piano stralcio 2025 ammontanti ad euro
193.762.887,39 a completa concorrenza della disponibilità di cassa. Resta da pagare l’importo di euro
78.266.597,96 per il finanziamento dei programmi regionali approvati nel corso del 2025. La procedura
programmazione dell’anno 2025 di 5 regioni/province autonome non si è conclusa nel corso dell’anno
con l’emanazione del decreto interministeriale a causa di ritardi nella presentazione delle proposte da
parte delle amministrazioni regionali/provinciali.
       Nel corso del 2025 sono state inoltre erogate somme per euro 23.840.035,98 (risorse FSC ex
delibera CIPE 32/2015), quali quote di finanziamento di interventi rientranti nel “Piano stralcio per le
aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni”, definito
dal D.P.C.M. 15 settembre 2015 e dagli Accordi di programma sottoscritti con le Regioni interessate
(Abruzzo, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Veneto). Tale Piano stralcio è stato
riclassificato nel Piano sviluppo e coesione (PSC) di questo Ministero, ex delibera del CIPESS n. 6 del 29
aprile 2021, con la denominazione “Piano dissesto idrogeologico”, afferente al settore tematico 05.01
Ambiente e risorse naturali - Rischi e adattamento climatico.
      Nel corso del 2025 sono state infine erogate somme per euro 22.364.395,22 €, a valere sulle risorse
FSC 2014-2020, quali quote di finanziamento di interventi rientranti nell’ex Piano Operativo Ambiente
(ex Delibere CIPE n. 55/2016, n. 99/2017 e n. 11/2018), oggi riclassificati nel settore tematico “05.01
Ambiente e risorse naturali - Rischi e adattamento climatico” del Piano di sviluppo e coesione (PSC) di
questo Ministero, approvato con delibera del CIPESS n. 6 del 29 aprile 2021 e s.m.i..



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                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2025


      Fondo per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico
       Il Ministero dispone di un Fondo, d’importo pari a 100 milioni di euro (delibera CIPE 32/2015),
destinato al finanziamento delle progettazioni degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Il
Fondo progettazione, il cui funzionamento è regolato dal DPCM 14 luglio 2016, ha carattere “rotativo”;
pertanto, le risorse ripartite tra le singole Regioni vengono riprogrammate ciclicamente in base
all’eventuale intervenuto finanziamento integrale degli interventi in questione.
       Il decreto-legge 17 ottobre 2024, n. 153, recante "Disposizioni urgenti per la tutela ambientale del
Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione
dell'economia circolare, l'attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto
idrogeologico", convertito con modificazioni dalla L. 13 dicembre 2024, n. 191, all’art. 9 dispone la
priorità per l'inserimento nel Piano degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico dei progetti
finanziati dal suddetto Fondo per la progettazione. Dispone, inoltre, la revoca delle risorse del Fondo per
la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico che non abbiano conseguito
almeno il livello di progettazione qualificabile come progetto di fattibilità tecnica ed economica o come
progetto definitivo ai sensi dell'articolo 23 del codice di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016 decorsi
dodici mesi dall'ammissione al finanziamento e in assenza di cause di impossibilità oggettiva sopravvenute
o di forza maggiore. Pertanto, nell’anno 2025 è stato dato corso all’attività ricognitiva dello stato di
attuazione delle progettazioni finanziate dal citato fondo rotativo e sono state avviate le interlocuzioni
con le regioni per la revoca delle risorse delle progettazioni che non rispondono ai requisiti di legge.
      Interoperabilità banche dati sul dissesto idrogeologico
       Uno degli obiettivi qualificanti consiste nell’attuazione dei processi di interoperabilità tra banche
dati afferenti al dissesto idrogeologico, intervento previsto dall’articolo 36-ter, commi da 15 a 19, del
decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2021, n. 128 “15.
A tal fine è stato dapprima prodotto il Documento di ricognizione interna del Ministero della Transizione
Ecologica (MiTE) sui propri sistemi informativi in materia di interventi per la difesa del suolo e, in data
08/04/2022, è stata sottoscritta la Convenzione di durata triennale con ISPRA. Tale convenzione, scaduta
a maggio 2024, è stata prorogata, su richiesta dell’ISPRA di 12 mesi e, nel maggio 2025, di ulteriori 6
mesi. La Convenzione prevede che l’ISPRA rediga il Piano Operativo di Dettaglio (POD) delle attività.
Tale Piano Operativo, completo di cronoprogramma, è stato approvato dal Comitato operativo
appositamente costituito e le attività ivi previste sono in fase di svolgimento. Al completamento delle
attività, dovrà essere garantita l’interoperabilità tra la piattaforma ReNDiS e i sistemi informativi per il
monitoraggio delle gare, dei progetti delle opere pubbliche e degli investimenti correlati agli interventi di
mitigazione del dissesto idrogeologico anche in attuazione del principio di “unicità dell’invio del dato”,
ai sensi dell’art. 19, comma 2, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36.
      Dalle valutazioni svolte dal Comitato Operativo della Convenzione, riunitosi n. 9 volte tra dicembre
2022 e maggio 2025, sono scaturiti gli aggiornamenti del POD che hanno tenuto conto delle esigenze
operative rappresentate, di volta in volta, sia dal MASE sia dall’ISPRA.

    • Autorità distrettuali e Pianificazione di bacino
       Nell’ambito dell’attività di pianificazione di bacino idrografico, il Ministero svolge attività di
coordinamento, controllo e vigilanza delle Autorità di Bacino Distrettuali. Si tratta di un indirizzo tecnico
e amministrativo che si esercita in generale prima dell’adozione degli atti da parte degli organi
dell’Autorità, mediante la definizione di indirizzi e linee guida per tutte le Autorità distrettuali e il
coordinamento a scala nazionale e si esplica anche attraverso la presidenza dell’organo di indirizzo
politico (Conferenza Istituzionale Permanente), la nomina dei Segretari Generali (DPCM su proposta del
MASE), la nomina dei componenti della Conferenza Operativa, dei membri del collegio dei revisori dei


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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


conti e degli Osservatori Permanenti sugli utilizzi idrici. La vigilanza da parte del Ministero dell’ambiente
e della sicurezza energetica si esplica attraverso la firma da parte del Ministro dell’ambiente e della
sicurezza energetica delle delibere della Conferenza istituzionale permanente e l’approvazione specifica
degli atti a valenza generale (piani e programmi, nonché principali atti organizzativi generali e bilanci
preventivi e consuntivi).
       Nell’annualità 2025, il MASE ha provveduto al coordinamento delle Autorità di bacino distrettuali,
per l’elaborazione omogenea della documentazione necessaria per il quarto ciclo di pianificazione di
gestione delle acque e al terzo ciclo di pianificazione del rischio di alluvione. Come noto, infatti, ai sensi
delle Direttive comunitarie il prossimo riesame e aggiornamento di tali Piani è previsto a dicembre 2027.
       In particolare, ai sensi dell’art. 66, comma 7, del D.lgs. 152/2006, si è dato seguito al processo di
revisione, che ha preso avvio a dicembre 2024, con la presa d’atto a dicembre 2025 delle Conferenze
istituzionali permanenti delle Autorità di bacino distrettuali delle “Valutazioni Globali Provvisorie
(VGP)” ai fini dell’aggiornamento del Piano di Gestione Acque (PGA) e del Piano di Gestione Rischio
Alluvioni (PGRA), sulla base dello schema tipo che il MASE ha proposto alle Autorità di bacino
distrettuali al fine di procedere in modo coordinato a livello nazionale, con cui si dà avvio al
coinvolgimento delle parti interessate ad eventuali osservazioni, due anni prima dell’adozione degli
aggiornamenti dei rispettivi Piani. Sempre a dicembre, nel rispetto delle tempistiche comunitarie, le CIP
hanno, inoltre, deliberato la presa d’atto degli adempimenti di cui all’art. 14, comma 2, della direttiva
2007/60/CE relativi al “Riesame e aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio di alluvioni” per
ciascun distretto idrografico, predisponendo una Relazione metodologica che il MASE, con il supporto
tecnico di ISPRA, ha messo a disposizione delle Autorità di bacino distrettuali sulla base di uno schema
coerente con quanto richiesto per il successivo reporting alla Commissione Europea, nonché la presa
d’atto degli adempimenti di cui all’art. 5 della direttiva 2000/60/CE relativi al riesame e all’aggiornamento
del Report ex art. 5 “Caratteristiche del distretto idrografico, esame dell’impatto ambientale delle attività
umane e analisi economica dell’utilizzo idrico”, finalizzato all’acquisizione e all’aggiornamento di tutti gli
elementi di base che saranno utilizzati come riferimento conoscitivo del nuovo Piano di gestione Acque,
quali pressioni e impatti, classificazione dei corpi idrici, utilizzi economici delle acque e aggiornamento
del Programma di misure.
       Inoltre, come previsto dall’art. 6, comma 1, della legge 17 maggio 2022, n. 60 (Legge “Salvamare”),
che prevede che le Autorità di bacino distrettuali introducano nei propri atti di pianificazione, misure
sperimentali nei corsi d’acqua diretti alla cattura dei rifiuti galleggianti, compatibili con le esigenze
idrauliche e di tutela degli ecosistemi, nell’anno 2023, con decreto direttoriale n. 525 del 13 dicembre, è
stato adottato un programma sperimentale triennale di recupero delle plastiche nei fiumi maggiormente
interessati da tale forma di inquinamento, avviato sulla base delle proposte pervenute da parte delle
Autorità di bacino distrettuali di cui agli articoli 63 e 64 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Il
programma sperimentale triennale è finanziato con le risorse autorizzate ai sensi del comma 3 dell’art. 6
della legge 17 maggio 2022, n. 60 (Legge “Salvamare”), relativo alle misure per la raccolta dei rifiuti
galleggianti nei fiumi, che prevede una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023
e 2024. Nel corso dell'anno 2025, entro il mese di settembre, in conformità a quanto stabilito dall'articolo
4 del Decreto Direttoriale 525/2023, tutte le Autorità di bacino distrettuali hanno presentato la relazione
di monitoraggio. Considerato che il programma si avvia alla sua ultima annualità, il Ministero ha richiesto
a tutte le Autorità di bacino distrettuali – tramite nota MASE prot. n. 228589 del 2 dicembre 2025 – la
compilazione di cronoprogrammi procedurali e finanziari aggiornati necessari per verificare l’effettivo
avanzamento degli interventi, la possibilità di completarli entro il 2026 e la sussistenza dei requisiti per
l’erogazione della terza tranche di finanziamento.




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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


      Infine, per quanto concerne le attività connesse ai Bacini Imbriferi Montani (BIM) e la
determinazione dei sovracanoni, durante la seconda parte del 2025 sono state avviate alcune consultazioni
con le Autorità di bacino distrettuali, ISPRA, ISTAT e la Federazione Nazionale dei Consorzi di Bacino
Imbrifero Montano (FEDERBIM), che hanno poi portato all’istituzione di un Tavolo Tecnico sul tema
dei Bacini Imbriferi Montani, ai fini della revisione dei decreti per la perimetrazione e per la
determinazione dei sovracanoni per i comuni rivieraschi. Il percorso si è concretizzato poi nei primi mesi
del 2026, con l’emanazione del decreto direttoriale n. 24 del 3 febbraio 2026, con cui il Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha istituito, presso la Direzione Generale dell’Uso Sostenibile
del Suolo e delle Acque (DG USSA), il Tavolo tecnico permanente per l’informatizzazione e la
condivisione dei dati sui Bacini Imbriferi Montani. Inoltre, a fine dicembre 2025, con decreto 22 dicembre
2025, n. 405, del Direttore della Direzione generale uso sostenibile del suolo e delle acque del Ministero
dell’ambiente e della sicurezza energetica, è stata determinata la misura del sovracanone BIM dovuto dai
concessionari di derivazione d’acqua per produzione di forza motrice, per il periodo 1° gennaio 2026 –
31 dicembre 2027.

    • Fondo per il contrasto al consumo di suolo
       La Legge 29 dicembre 2022, n. 197, ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell’Ambiente
e della Sicurezza Energetica (MASE) il “Fondo per il contrasto del consumo di suolo” al fine di consentire
la programmazione e il finanziamento di interventi per la rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di
degrado in ambito urbano e periurbano, con la dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2023, di 20
milioni di euro per l’anno 2024, di 30 milioni di euro per l’anno 2025 e di 50 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2026 e 2027. L’obiettivo di tale Fondo è quello di invertire il processo di consumo del suolo
attraverso l’avvio e la realizzazione di azioni di “ripristino” delle superfici di suolo “consumato” in ambito
urbano e periurbano.
       Con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell’economia e delle finanze, D.M. n. 2/2025 sono
stati definiti i criteri per il riparto del fondo per il contrasto del consumo di suolo a favore delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano, oltre che le modalità di monitoraggio degli interventi e
di revoca delle risorse economiche, nonché la definizione delle procedure connesse alla programmazione
e finanziamento degli interventi di rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado in ambito
urbano e periurbano.
      Con la pubblicazione del D.M. sul sito internet del MASE ha avuto inizio l’attività relativa alla
programmazione degli interventi.
        Sono state coinvolte tutte le Autorità di Bacino Distrettuali (AdBD) e le Regioni per l’impostazione
dell’attività istruttoria anche mediante l’illustrazione dei documenti elaborati dal MASE per supportare
l’attività istruttoria dei beneficiari.
       Nel 2025 sono state organizzate una serie di riunioni con i rappresentanti delle Regioni e delle
Autorità di bacino Distrettuali sulle modalità operative per l’attuazione del DM n.2 del 02/01/2025
relativo al Fondo per il contrasto al consumo di suolo.
       In esse sono state presentate, oltre al D.M n.2/2025, i criteri generali per la programmazione degli
interventi, il vademecum per il caricamento dei dati ed elaborati delle proposte su RENDIS, redatti al
fine di facilitare l’attuazione del D.M, predisposte le schede di istruttoria per le Regioni, Autorità di bacino
distrettuali e MASE/ISPRA. Nel corso del 2025 sono state date tutte le risposte a decine di quesiti
provenienti dalle regioni in merito all’ammissibilità delle proposte di interventi, successivamente
condivise con tutte le regioni. In aggiunta è stato evidenziato alle Regioni e alle Autorità Distrettuale la



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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


necessità di predisposizione i propri criteri specifici come previsto nel documento dei criteri generali.
Tutte le AdBD hanno adottato i propri criteri specifici nelle rispettive Conferenze Operative.
     Successivamente, con ulteriori riunioni è stato monitorato lo stato di avanzamento delle singole
Regioni rispetto alla pubblicazione dei bandi da parte di tutte le Regioni e alla fase istruttoria propria delle
Regioni.
       Nel corso del 2025 sono stati adottati i criteri specifici regionali e sono stati pubblicati i bandi per
la presentazione delle proposte di intervento, eccetto per 4 Regioni. Nel contempo risultavano caricati su
Rendis n. 126 proposte progettuali.

    • Direttiva sul monitoraggio dei suoli
       Per l’anno 2025, a livello europeo è continuata la partecipazione alle discussioni, nell’ambito del
Gruppo Ambiente (WPE) del Consiglio, sulla proposta di direttiva sul monitoraggio del suolo (Soil
Monitoring Law) che la Commissione Europea ha pubblicato a luglio 2023. La proposta di direttiva ha
l’obiettivo di istituire un sistema di monitoraggio del suolo per la produzione e la valutazione di dati
omogenei sulla salute del suolo in tutti gli Stati Membri, per colmare l’attuale carenza di conoscenze sulle
condizioni generali della salute dei suoli al fine di individuare azioni e misure per aumentare la loro
resilienza e garantirne, quindi, un uso sostenibile.
       Le valutazioni della proposta di direttiva sono state redatte con il supporto tecnico di ISPRA,
tenendo conto delle osservazioni pervenute dal Gruppo di Lavoro del Suolo, istituito ad hoc, presso il
MASE nell’ambito dell’Osservatorio dell’economia circolare, al quale prendono parte anche i ministeri
Agricoltura, Istruzione e Salute, insieme a Regioni, Autorità di distretto ed Enti di ricerca, per raccogliere
i diversi punti di vista, anche attraverso il coinvolgimento di stakeholders.
       I lavori di negoziazione a livello europeo sono andati avanti per tutto il 2025 fino alla approvazione
della direttiva sul monitoraggio e resilienza del suolo il 23 ottobre 2025 e alla sua pubblicazione sulla G.U.
della Unione Europea in data 26 novembre 2025.
      Contemporaneamente al negoziato a livello europeo, il Mase oltre a convocare il Gruppo di lavoro
Suolo dell’Osservatorio di Economia Circolare per la condivisione delle posizioni negoziali, ha istituito il
Gruppo di Lavoro ristretto per attività di supporto tecnico-scientifico sulla proposta di direttiva sul
monitoraggio e la resilienza del suolo (Soil Monitoring Law) al fine di definire le modalità per gli
approfondimenti sugli aspetti tecnico scientifici necessari per le attività future di implementazione
collegate alla direttiva.
     Sono stati inoltri forniti i contributi per la predisposizione dello schema di DDL di delegazione
europea.

    • Informazione geografica
      Nel corso del 2025 sono state portate avanti, nell’ambito dell’investimento M2C4_I.1.1 del Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza-PNRR, le attività di realizzazione del Sistema avanzato ed integrato di
monitoraggio e previsione, al fine di individuare e prevedere i rischi conseguenti ai cambiamenti climatici,
di consentire un’adeguata pianificazione territoriale attraverso l'utilizzo di tecnologie avanzate e di
migliorare l'efficienza operativa oltre a rafforzare le competenze istituzionali in capo alle Amministrazioni
centrali e territoriali/ Enti.
      In questo contesto è stato avviato nel mese di aprile 2025 il progetto di “Realizzazione del Modello
Digitale del Terreno Nazionale da rilievo LiDAR aereo e del Database Gravimetrico e Modello del Campo



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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


della Gravità Nazionale” che permetterà di completare e aggiornare i Modelli Digitali del Terreno da
rilievo lidar aereo e del database gravimetrico e modello del campo della gravità nazionale.
     Inoltre, è stato effettuato il primo monitoraggio sull’attuazione del Regolamento di esecuzione
2023/138 sui dati di elevato valore.
     Con la determinazione del DG di AgID n. 211/2025, è stata adottata e pubblicata da AgID la
nuova versione 3.1 del Repertorio Nazionale Dati Territoriali (RNDT), recante la guida operativa per la
compilazione dei metadati.
        Nell’ambito delle attività della Consulta Nazionale per l’Informazione Territoriale ed ambientale,
istituita con decreto legislativo n.32 del 2010, nel corso della riunione plenaria del 21 novembre è stata
presentata la versione di bozza consolidata del documento sull’assetto normativo in materia di
informazione geografica, realizzato dall’appositamente costituito gruppo di lavoro.
       Infine, sul Geoportale Nazionale è stato pubblicato lo strato Rete Natura 2000 ed è stato aggiornato
lo strato IBA (Important Bird Areas).

    • Osservatori permanenti sugli utilizzi idrici
        L’art. 11 del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito con legge 13 giugno 2023, n. 68, recante:
«Disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l’adeguamento delle
infrastrutture idriche» ha previsto l’aggiunta al d.lgs. n. 152/2006 del nuovo art. 63-bis rubricato Misure
per l’istituzione degli Osservatori distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici e per il contrasto ai fenomeni
di scarsità idrica. Con tale previsione, presso ciascuna Autorità di bacino distrettuale è istituito un
Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici (nel seguito anche “Osservatorio permanente”),
che opera sulla base degli indirizzi adottati ai sensi dell’art. 63, commi 2 e 5.
       Le Autorità di bacino fanno sì che gli Osservatori permanenti si pongano quali strumenti unici
distrettuali per la comunicazione delle condizioni ambientali relative al bilancio idrico e allo stato
dell’economia idrica, attraverso lo sviluppo e messa a sistema di opportuni “Bollettini degli Osservatori
distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici”, disponibili su pagine dedicate delle Autorità di bacino e
contenenti una sintesi non tecnica per la divulgazione delle informazioni ai cittadini e agli utenti non
specializzati.
       Nel 2025, il MASE ha promosso un’azione sistematica, finalizzata ad addivenire all’individuazione
di linee guida tecniche che consentano la corretta standardizzazione delle metodologie quantitative per la
determinazione dei livelli di severità idrica a supporto dei processi decisionali degli Osservatori, nonché
delle procedure per l’attuazione delle deroghe temporanee al raggiungimento degli obiettivi di qualità e
per la rimodulazione temporanea dei deflussi ecologici. In particolare, il 12 marzo 2025 sono stati riuniti
il Tavolo Tecnico Nazionale per i deflussi ecologici, di cui al decreto direttoriale n. 84 del 10 aprile 2025
e il Comitato Nazionale di Coordinamento degli Osservatori Distrettuali Permanenti sugli Utilizzi Idrici,
di cui al decreto direttoriale n.399 del 13 dicembre 2025, i due organismi consultivi (composti, tra gli altri,
proprio dalle Autorità di bacino e dai principali Istituti di ricerca ambientali) istituiti per assicurare il
coordinamento metodologico sulle materie del deflusso ecologico e dell’operatività degli Osservatori.
Nella prima riunione, sono stati decisi:
      • la costituzione e l’avvio dei lavori di un gruppo tecnico, coordinato da ISPRA, per la definizione
di una direttiva nazionale sull’applicazione delle deroghe al deflusso ecologico, da emanarsi a cura del
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, avente lo scopo di fornire indirizzi univoci e
omogenei alle Autorità di bacino in merito al le condizioni e alle modalità per concedere le deroghe in
occasione di specifiche situazioni contrassegnate da condizioni specifiche di severità idrica o di siccità;



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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


       • la costituzione di gruppo di lavoro, coordinato da ISPRA e ISTAT, per la predisposizione di una
direttiva nazionale indicante gli indicatori di bilancio idrico e di servizio per l’individuazione dei livelli di
severità idrica da parte degli Osservatori.
       Nel corso della seconda riunione del Tavolo e del Comitato, avvenuta il 21 ottobre 2025, i gruppi
di lavoro hanno presentato le prime proposte di linee guida, a cui hanno fatto seguito, nei giorni successivi,
le richieste emendative e di approfondimento delle Autorità e degli altri Enti partecipanti agli Organismi
consultivi.
       Nel corso della riunione finale, avvenuta il 26 novembre 2025, sono state licenziate le versioni
definitive delle linee guida, modificate per tener conto delle osservazioni pervenute. Tali versioni hanno
ricevuto l’approvazione di tutti i soggetti partecipanti agli Organismi.
       Si precisa che le metodologie individuate nelle due proposte di linee guida hanno necessità di una
attenta calibrazione territoriale, da attuare con l’avvio di una fase sperimentale, che si prevede estesa fino
al settembre 2026, a cura delle singole Autorità di bacino, in coordinamento con le regioni appartenenti
ai rispettivi distretti. Tale fase sperimentale sarà coadiuvata da ISPRA e da ISTAT, all’interno di gruppi di
lavoro specificamente dedicati all’interno del Tavolo Tecnico Nazionale per i deflussi ecologici e del
Comitato Nazionale di Coordinamento degli Osservatori Distrettuali Permanenti sugli Utilizzi Idrici.
      Al termine delle attività sperimentali, avviate formalmente nel gennaio 2026 con nota circolare di
questa Direzione, il Ministero provvederà all’adozione, tramite decreto direttoriale, delle linee guida,
eventualmente perfezionate alla luce delle risultanze della fase di sperimentazione. L’adozione di
specifiche direttive distrettuali applicative di tale decreto direttoriale sancirà, entro il dicembre 2026,
l’avvenuta implementazione territoriale delle nuove regole metodologiche.
       In parallelo alle attività sperimentali anzidette, verrà assicurato, inoltre, il coordinamento a livello
distrettuale delle azioni finanziate alla Linea di Azione 2.3.1 “Interventi per il miglioramento della qualità
dei corpi idrici” dell’ex Piano Operativo Ambiente (PSC MASE) relative alla realizzazione e popolamento
dei catasti regionali contenenti tutte le informazioni relative alle derivazioni (per gli usi potabile, agricolo,
industriale e domestico). Tali catasti dovranno contenere non solo i dati quantitativi di prelievo e
restituzione previsti dalle concessioni, ma anche i dati quantitativi relativi alle risorse idriche
effettivamente captate e restituite, con un grado di dettaglio almeno equivalente a quello previsto
all’Allegato 2 del DM 28 luglio 2004 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio recante
“Linee guida per la predisposizione del bilancio idrico di bacino”, comprensive dei criteri per il
censimento delle utilizzazioni in atto e per la definizione del minimo deflusso vitale, di cui all'articolo 22,
comma 4, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152. I catasti dovranno essere realizzati in modo tale
da assicurare omogeneità e interoperabilità infradistrettuale e interdistrettuale, in misura tale da
permettere la costruzione e l’esercizio in continuo di un catasto nazionale dei prelievi.

    • Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici
      Coerentemente con quanto previsto dalla sopra citata Strategia nazionale di adattamento ai
cambiamenti climatici (SNACC) adottata nel 2015, il MASE ha approvato il Piano Nazionale di
Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) con decreto ministeriale n. 434 del 21 dicembre 2023.
entrato in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 42 del 20
febbraio 2024.
      La prima azione di sistema delineata nel Piano consiste nell’istituzione di una struttura di
governance nazionale, l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto da
un organo di coordinamento e indirizzo (Comitato), una struttura di supporto tecnico ed amministrativo
(Segreteria) e un organo consultivo-divulgativo (Forum). Nel corso del 2024 e del 2025 sono state svolte


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


le attività propedeutiche all’istituzione e al funzionamento dell’Osservatorio, tra cui la raccolta delle
designazioni necessarie alla costituzione del Comitato e la predisposizione degli atti amministrativi di
riferimento, come il decreto di istituzione dell’Osservatorio, il decreto di costituzione della Segreteria ed
i Regolamenti sull’organizzazione e sul funzionamento del Comitato e del Forum . In parallelo alle attività
per l’istituzione dell’Osservatorio, sono state svolte le attività propedeutiche alla realizzazione delle azioni
2 e 3 del PNACC, rispettivamente, per l’individuazione di modalità e strumenti per l’integrazione
dell’adattamento nella pianificazione a tutti i livelli di governo e per la definizione di modalità e strumenti
settoriali e intersettoriali di attuazione delle misure del PNACC.
      L’osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici è stato istituito con decreto
ministeriale n. 455 del 17 dicembre 2025.
       Nelle more dell’insediamento del Comitato, il MASE ha proposto a finanziamento, nell’ambito
della Programmazione 2021-2027 dei fondi sviluppo e coesione, interventi inclusi nella pianificazione di
bacino distrettuale. Si tratta di interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico, ma
soprattutto di interventi integrati, che contribuiscano sia alla riduzione del rischio idrogeologico sia alla
tutela degli ecosistemi marini o fluviali, in linea con gli obiettivi delle Direttive Alluvioni e Acque e in
coerenza con le disposizioni del Piano nazionale di adattamento.
       Nel corso del 2025 sono proseguite le attività inerenti al “Programma sperimentale di interventi
per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”, definito nel 2021 in collaborazione con
l’ANCI e con l’apporto scientifico dell’ISPRA, finalizzato ad aumentare la resilienza dei centri urbani ai
rischi generati dai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore e ai fenomeni
di precipitazioni estreme e di siccità. In particolare, è proseguito il lavoro istruttorio, sia da parte del
gruppo di lavoro tecnico sia del Tavolo di Monitoraggio, sulle numerose richieste da parte dei Comuni,
sia di rimodulazione progettuale sia di proroga del termine per la conclusione degli interventi. Inoltre, a
seguito della definizione di ulteriori specifiche per i Comuni per la rendicontazione degli interventi e di
appositi modelli per la documentazione da predisporre in sede di istanza di trasferimento degli importi
finanziati nel corso del 2025 è stata trasmessa una apposita comunicazione ai Comuni ed è stato fornito
loro supporto per l’espletamento delle procedure, sulla base di specifiche richieste pervenute. Inoltre, è
stata avviata l’attività istruttoria sulla documentazione trasmessa da alcuni Comuni ai fini della erogazione
della seconda quota oppure del saldo del finanziamento attribuito, a seconda dei casi. Infine, sono
proseguite anche le attività di gestione e aggiornamento delle informazioni contenute nella Piattaforma
GIMS utilizzata per la rendicontazione nell’ambito del Programma.

    • Fognatura e depurazione
       La Direttiva 91/271/CEE definisce il quadro normativo relativo agli impianti e le opere relative
alla gestione delle acque reflue urbane.
      Ad oggi, l’Italia è interessata da quattro cause per non corretta applicazione della citata Direttiva,
per oltre 800 agglomerati in infrazione. Il MASE, al fine di superare tali procedure, ha adottato nel tempo
misure sia di carattere normativo che economico/finanziario. In particolare, con decreto-legge n.
243/2016, convertito con legge del 27 febbraio 2017, n. 18 è stata istituita la figura del Commissario
straordinario unico per la depurazione che ha il compito di effettuare gli interventi necessari sui sistemi
di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue in relazione agli agglomerati oggetto di
condanne da parte dell’UE.
       Dal 2012 ad oggi sono state stanziate somme ingenti per finanziare gli interventi necessari per
l’adeguamento degli impianti in infrazione. Come già precedentemente indicato, saranno necessari
ulteriori investimenti a carattere d’urgenza per assicurare a tutti gli agglomerati le necessarie reti fognarie
per le acque reflue e adeguati impianti di depurazione e chiudere, in tal modo, definitivamente, le diverse


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


procedure d’infrazione esistenti. A tal scopo, sono stati stanziati in legge di bilancio 2023, 110 milioni di
euro per il periodo 2023-2026 in aggiunta alle risorse a disposizione del Commissario straordinario. Di
questi, 30 milioni di euro sono stati erogati al Commissario straordinario unico con D.D. n. 270 del 15
ottobre 2025. Inoltre, attraverso il Fondo investimenti per lo sviluppo strutturale del Paese (L. 207/2024,
art.1, comma 875) sono stati destinati al Commissario straordinario unico per la depurazione 280 milioni
di euro, da distribuire per le annualità dal 2027 al 2036.
       Il MASE, nell’arco del 2025, ha condotto una periodica attività di monitoraggio rivolta alle Regioni
e alla Struttura commissariale al fine di analizzare i progressi e/o criticità che caratterizzano lo stato di
attuazione dei singoli interventi nel settore fognario/depurativo in relazione al contenzioso comunitario,
oltre alla trasmissione alla Commissione europea dei report periodici previsti sulle procedure di infrazione
e condanne comunitarie e al supporto all’Avvocatura di Stato per la procedura d’infrazione 2017/2181
(oggi causa C-594/24), per la quale la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia
europea ai sensi dell’art. 258 del TFUE.
      Nel corso del 2025, è stato dichiarato il raggiungimento della conformità alla direttiva 91/2717CEE
per complessivi 92 agglomerati interessati da procedura d’infrazione.
        Nello specifico:
           - Causa C-251/17: 3 agglomerati (Porto Empedocle, Scicli e Furnari, per complessivi 76.533
               a.e.);
           - Causa C-515/23: 1 agglomerato (Courmayeur, per complessivi 60.000 a.e.);
           - Causa C-668/19: 29 agglomerati;
           - Causa C-594/24: 60 agglomerati, oltre a 3 esclusi dalla Commissione nelle repliche al
               controricorso trasmesso dalle Autorità italiane.

    •    Direttiva 2024/3019 sulle acque reflue urbane
       La Direttiva 2024/3019 sulle acque reflue urbane, pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea del 12.12.2024, aggiorna la Direttiva 91/271/CEE. Il MASE ha partecipato attivamente alle
attività in ambito europeo relative alla fase ascendente del processo di redazione del testo della direttiva,
fornendo pareri tecnici e supporto alla Rappresentanza per l’Italia presso l’Unione europea. Nell’arco del
2025, si sono svolte attività relative al recepimento della direttiva, ovvero l’analisi degli adempimenti
previsti e delle relative scadenze, nonché la partecipazione a eventi di carattere nazionale e
l’organizzazione di eventi informativi e di confronto con amministrazioni e portatori d’interesse.


    •    PNRR M2C4 Intervento 4.4
     Tra le varie misure del PNRR, la M2C4, intervento 4.4 finanzia interventi relativi a impianti di
depurazione e reti di collettamento.
      Nell’ambito dell’intervento citato, sono stati finanziati 175 progetti, per un valore complessivo di
quasi 600 milioni di euro.
      Nel 2025 è stata svolta un’attività di monitoraggio dell’andamento dell’investimento, attraverso
riunioni con i sottoscrittori degli accordi, per verificare il raggiungimento degli obiettivi relativi al target
intermedio di giugno 2025. Al contempo, è stato dato puntuale e tempestivo riscontro alle note di richiesta
di modifiche dei cronoprogrammi e dei quadri economici trasmesse dai sottoscrittori degli accordi.




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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


    •    Tutela delle acque superficiali e sotterranee e contrasto all’inquinamento chimico
       Nel corso del 2025 il MASE ha partecipato attivamente all’attività di negoziato inerente alla
proposta di modifica della Direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in
materia di acque, e le due direttive figlie, la Direttiva 2006/118/CE sulla protezione delle acque
sotterranee dall’inquinamento, e la Direttiva 2008/105/CE sugli standard di qualità ambientali nelle acque
superficiali, supportando la Rappresentanza permanente a Bruxelles nelle riunioni del Consiglio
ambiente. In occasione della riunione del COREPER del 17 settembre 2025 il MASE ha sostenuto la
proposta della Presidenza di turno danese, anche in considerazione dell'urgenza di concludere
positivamente la fase dei TRILOGHI e di aggiornare la normativa sulle acque, in particolare per quanto
riguarda le liste delle sostanze prioritarie, al fine di garantire una maggiore tutela della salute umana e degli
ecosistemi. Il 23 settembre 2025 è stato raggiunto l'accordo politico tra il Parlamento europeo e il
Consiglio dell'unione europea.
        Per quanto riguarda il contrasto alla contaminazione diffusa da sostanze per- e polifluoroalchiliche
(PFAS) il MASE ha avviato, nell’ambito del fondo istituito con legge 30 dicembre 2024, n. 207 relativa al
bilancio 2025-2027, una progettazione unica nazionale per attività di studio, ricerca e monitoraggio. Nello
specifico, il fondo prevede una dotazione finanziaria di euro 2.5 milioni per il triennio 2025-2027. A tal
proposito, sono stati sottoscritti n. 4 Accordi di collaborazione con i principali Istituti scientifici nazionali
di riferimento, ovvero l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca ambientale (ISPRA), che si avvarrà
del supporto della rete dei laboratori del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA),
l’Istituto di Ricerca sulle Acque (CNR-IRSA), l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia nazionale per
le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).
       Con riferimento all’attuazione della direttiva 91/676/CEE sulla protezione delle acque
dall’inquinamento causato dai nitrati di origine agricola, durante il 2025 è proseguita la programmazione
e attuazione delle misure per superare la procedura di infrazione n. 2249/2018 (parere motivato), con la
trasmissione alla Commissione Europea di alcuni atti integrativi regionali utili a dimostrare lo stato degli
impegni in risposta alla PI da parte di alcune regioni. Nei primi mesi del 2025 è stato formalizzato alla
Commissione UE il report italiano redatto ai sensi dell’articolo 10 della direttiva 91/676/CEE sullo stato
di attuazione della direttiva stessa per il quadriennio 2020/2023.
       Inoltre, il 6 marzo 2025 si è svolto a Roma un confronto bilaterale con la Commissione europea
nell’ambito del “Pacchetto ambiente” sul tema, tra l’altro, della procedura di infrazione 2249/2018,
durante il quale sono state notificate all’Italia ulteriori richieste di aggiornamento ed integrazioni. Alle
richieste suddette si è dato puntuale riscontro con le note prot. DG USSA n. 59496 del 28/3/2025 e con
le integrazioni di cui alla nota prot. n. 196077 del 22/10/2025.
       A livello comunitario è stata assicurata la partecipazione ai gruppi di lavoro europei istituiti ai sensi
dell’articolo 9 della direttiva nitrati (Comitato nitrati ed expert group nitrati), alla presenza della
Commissione europea e degli Stati Membri. Su tali tavoli è proseguito il lavoro di valutazione dell’efficacia
della direttiva, propedeutica ad una sua possibile revisione nei prossimi anni, e la negoziazione dell’atto
delegato sui RENURE – fertilizzanti ottenuti dalla trasformazione degli effluenti zootecnici - come
modifica all’allegato III della direttiva.


    •    Attività internazionale in tema di acque
        Seconda Dichiarazione Ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo (UfM)
     Nel corso del 2025 il MASE ha partecipato, in stretto coordinamento con il MAECI, alla
negoziazione sulla seconda Dichiarazione Ministeriale sull’acqua dell’Unione per il Mediterraneo (UfM),


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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


un documento che definisce l'ambizione e le priorità per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo
Sostenibile (SDGs) relativi alla risorsa idrica nel Mediterraneo nel periodo 2026-2030, composta dal
seguente pacchetto:
       - Dichiarazione Ministeriale;
     - Strategia per il Nesso Acqua-Energia-Ecosistemi Alimentari nel Continuum Mediterraneo dalla
Sorgente al Mare;
       - Raccomandazioni dell'UfM sulla finanza idrica;
       - Quadro strategico regionale dell'UfM per la digitalizzazione del settore idrico.
      L’UfM, sorto come continuazione diretta del Processo di Barcellona (27-28/11/1995), è
un’organizzazione intergovernativa che riunisce 43 Paesi con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione e il
dialogo regionale attraverso progetti e iniziative concrete volte a promuovere lo sviluppo inclusivo e
sostenibile, la stabilità e una maggiore integrazione nell’area euro-mediterranea.
       La prima Dichiarazione Ministeriale dell'UfM sull'acqua è stata firmata a Malta nel 2017, e ha posto
le basi per la definizione dell’Agenda regionale per l'acqua, elaborata in consultazione con gli Stati membri
al fine di garantirne l’adeguatezza alle esigenze di tutti i paesi.
      La negoziazione del pacchetto della seconda Dichiarazione Ministeriale, presieduta dal Segretariato
UfM e dalla presidenza UfM, ovvero Giordania e Unione Europea, è avvenuta tra i 43 Stati membri
dell’UfM, compresa l’Italia.
       Il percorso negoziale è stato avviato nel febbraio 2025 con una prima discussione in sede tecnica a
Malta, proseguendo nel corso del 2025 attraverso successive revisioni del testo, contributi scritti degli
Stati membri e confronti bilaterali coordinati dal Segretariato UfM.
      La negoziazione è entrata nella fase finale tra novembre e dicembre 2025, con ulteriori sessioni
plenarie e online che hanno consentito di chiudere progressivamente i principali paragrafi ancora aperti,
inclusi i temi relativi alla governance, cooperazione regionale e Rome Initiative.
      A seguito del Senior Officials Meeting del febbraio 2026, il testo è stato definitivamente finalizzato
e approvato nella riunione conclusiva del 25 febbraio 2026. La Dichiarazione verrà formalmente adottata
in occasione della 2ª Riunione Ministeriale sull'Acqua dell'UfM, che si terrà a Roma il 28/09/2026.

   •    Siti di Interesse Nazionale
       I Siti di Interesse Nazionale (SIN) sono estese porzioni del territorio nazionale, individuati ai sensi
del D.Lgs. n. 152/2006, ai fini della bonifica, in base a caratteristiche che comportano un elevato rischio
ambientale e sanitario in ragione della densità della popolazione o dell’estensione del sito stesso, nonché
un rilevante impatto socio-economico e un rischio per i beni di interesse storico-culturale.
Il portale bonifichesiticontaminati.mite.gov.it realizzato per promuovere la partecipazione del pubblico
nei processi decisionali, in linea con i principi di trasparenza, accesso alle informazioni ambientali e
partecipazione del pubblico, nel corso del 2025 è stato continuamente aggiornato consentendo di
consultare agevolmente lo stato d’avanzamento dei procedimenti di bonifica nei SIN attualmente
perimetrati.
       Sono state aggiornate anche le mappe e le schede relative ai procedimenti nei singoli SIN, inoltre,
sono stati resi disponibili gli shape file delle perimetrazioni aggiornate.
        Le attività di ricognizione e valutazione del Gruppo di Lavoro per la riperimetrazione dei SIN
istituito nel 2022, nel periodo di riferimento, hanno escluso 5 SIN tra i 18 precedentemente individuati.
Per 10 dei restanti 13 SIN, nelle annualità precedenti sono stati conclusi i procedimenti di riperimetrazione


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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


ex art. 17-bis del DL 152/21, con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. Per i gli
ultimi 3 SIN la divisione V della DG ECB (DISS), nel corso dell’anno 2025 ha portato avanti i lavori per
addivenire alla conclusione del procedimento di riperimetrazione, le cui fasi prevedono la definizione di
una proposta di riperimetrazione, la disamina della stessa dal Gruppo di Lavoro e successivamente in
sede di Conferenza di Servizi con gli Enti territorialmente competenti per addivenire, in via conclusiva,
al decreto di riperimetrazione degli specifici SIN a firma del Ministro.
     La competente divisione ha, inoltre, adottato specifici strumenti di monitoraggio dei
provvedimenti.
      Nel corso del 2025 a fronte di 42 Conferenze di servizi decisorie indette, sono stati adottati 42
decreti di approvazione di Piani di caratterizzazione, analisi di rischio o Progetti di bonifica.
       Al fine di aumentare la performance dell’azione amministrativa, a novembre 2025 è stato formulato
uno specifico quesito all’Avvocatura Generale dello Stato sull’applicabilità dell’istituto del silenzio assenso
in relazione ai contributi istruttori nell’ambito delle procedure di bonifica dei SIN.
       Al fine di semplificare ed aggiornare la norma, il MASE, con il supporto di ISPRA e dell’ISS
nell’ambito di un apposito Gruppo di lavoro, ha predisposto i testi normativi in sostituzione degli allegati
2, 3, 5, al Titolo V, Parte quarta del D.Lgs. n. 152 del 2006.A seguito della consultazione pubblica conclusa
a gennaio 2025, il MASE, a febbraio 2025, ha chiesto agli Istituti scientifici nazionali ISPRA e ISS di
formulare le controdeduzioni sulle osservazioni/proposte acquisite (59 documenti, per oltre 800
osservazioni). Dopo 10 riunioni di coordinamento con gli Istituti si è pervenuti alla redazione finale dello
schema di decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica e degli Allegati 2, 2-bis, 3 e 5,
sui quali, a dicembre 2025, è stato chiesto formale parere a ISPRA ai sensi dall’articolo 264, comma 2-
bis, del D.Lgs. n. 152 del 2006, pervenuto successivamente a febbraio 2026.
       Con riferimento alla misura M2C4, investimento 3.4 del PNRR (“bonifica dei siti orfani”),
finanziata con 500 milioni di euro e finalizzata alla riqualificazione di almeno il 70% del suolo dei siti
individuati nel Piano d’azione (target M2C4-25 entro il 30 giugno 2026), nel 2025 la Direzione Generale
economia circolare e bonifiche, in raccordo con l’Unità di Missione PNRR, ha proseguito le attività di
monitoraggio rafforzato degli interventi. Nel medesimo anno, nell’ambito della revisione del Dispositivo
per la ripresa e la resilienza e in attuazione del processo di semplificazione previsto dalla Comunicazione
COM(2025) 310 final, sono state svolte le attività tecnico-amministrative per l’aggiornamento del Piano
d’azione, adottato successivamente con decreto ministeriale dell’8 marzo 2026.

    •   Informazione ed educazione ambientale
       Ambito di attività privilegiato per lo sviluppo della cultura ambientale è rappresentato
dall’attuazione di iniziative di educazione, formazione, informazione e comunicazione in materia
ambientale; in tale ambito, l’Italia è fra i primi Paesi al mondo ad aver inserito l’educazione ambientale
nei programmi scolastici.
      Il MASE nel 2025 ha partecipato con propri spazi a iniziative, eventi e manifestazioni di rilievo
nazionale. In tali realtà il Dicastero ha organizzato spazi espositivi all’interno dei quali si sono svolti
workshop, convegni e iniziative di comunicazione ed educazione ambientale.

    •   Digitalizzazione e informatizzazione
      Nel corso del 2025 si segnalano ulteriori realizzazioni intraprese dal Mase nell’ambito della
Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, per migliorare l'efficienza e la sicurezza dei processi,
contribuendo alla loro dematerializzazione e ad una gestione più efficiente ed efficace delle risorse e delle
informazioni. In particolare, si evidenzia il proseguimento dell’attività di sviluppo e messa in produzione


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                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


della piattaforma di Controllo di gestione – monitoraggio e valutazione delle performance, con la finalità
di verificare, in funzione dell'esercizio dei poteri di indirizzo da parte dei competenti organi, l'effettiva
attuazione delle scelte contenute nelle direttive ed altri atti di indirizzo politico.
      Si segnala inoltre la digitalizzazione dei procedimenti di permitting (FER, RTM e metanodotti),
nonché il completamento di ulteriori analisi propedeutiche alla successiva implementazione del modello
di permitting in ulteriori ambiti applicativi.
     L’attività di analisi iniziata nel 2024 dei procedimenti relativi all’ attività di Vigilanza del mercato
secondo quanto stabilito dalla normativa Dlgs 12 ottobre 2022, n. 157, si è conclusa con la messa in
produzione della Piattaforma di Vigilanza del Mercato.
      Sulle piattaforme già operative prosegue un percorso di evoluzione continua, finalizzato a recepire
esigenze funzionali emergenti e adeguamenti conseguenti a modifiche normative. In tale contesto
assumono particolare rilevanza le attività evolutive e di adeguamento dei sistemi Kronos e Kronos2, a
supporto della gestione dei progetti finanziati con fondi FSC.
       Nel 2025 è proseguita la messa a regime del sistema interno di ticketing, che ha consentito una più
ordinata tracciabilità delle richieste di assistenza informatica e logistica e una gestione più efficace delle
segnalazioni e degli interventi. A ciò si è affiancato il costante supporto tecnico alle sedi ministeriali, con
effetti di rafforzamento della continuità operativa attraverso interventi sulle postazioni di lavoro, sulle
dotazioni hardware e software, sui sistemi di telefonia, sulle videoconferenze e sulla configurazione di
nuovi apparati e servizi digitali.
       Le attività di digitalizzazione ed informatizzazione hanno altresì riguardato il completamento
dell’analisi del sistema di e-procurement, per le procedure di acquisizione di beni e servizi.
      Peraltro, nel quadro dei rapporti correnti di costante cooperazione con l’Agenzia per la
cybersicurezza nazionale (ACN), il MASE ha proseguito le attività relative alla conduzione di esercitazione
di cybersicurezza di tipo Table-Top per dare attuazione alle misure della Strategia Nazionale di
Cybersicurezza (2022 – 2026).
      Inoltre, sono state effettuare ulteriori attività mirate al rafforzamento della sicurezza informatica
dell’Amministrazione.
      In tema di privacy sono proseguite le azioni finalizzate a dare attuazione agli adempimenti principali
previsti dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) nell’ambito del modello organizzativo privacy
ministeriale di cui al D.M. n. 237 del 17 giugno 2022.
       Nel corso del 2025 sono proseguite le campagne di sensibilizzazione e formazione del personale
in materia di sicurezza informatica, al fine di rafforzare il livello complessivo di resilienza
dell’Amministrazione rispetto alle minacce cyber. In particolare, sono state completate le campagne di
simulazioni di phishing programmate, realizzate le iniziative formative “Awareness & School” e “Copilot
e Fix the basics”. Nell’ambito dell’attuazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza (2022–2026),
sono inoltre proseguiti i seminari formativi sulla cybersecurity rivolti ai Direttori Generali del MASE.
Parallelamente, è stato consolidato il livello di protezione di utenti, dati, dispositivi e infrastrutture digitali
mediante l’adozione e il pieno utilizzo delle funzionalità di sicurezza avanzata rese disponibili dal licensing
Microsoft 365 E5.
      Inoltre, è proseguita l’attività di gestione e mantenimento del protocollo informatico del Ministero,
assicurando continuità operativa e un adeguamento costante al CAD, alle linee guida Agid e al Piano


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                                                                                                Relazione sulla performance 2025


triennale per l’informatica nella PA 2024 – 2026 al fine di garantire efficienza e conformità agli standard
richiesti.


     3. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

       Come è noto l’Unione europea è intervenuta in aiuto degli Stati membri per la ripresa post-
pandemica con il Next Generation EU (NG-EU). Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano
(PNRR) è il documento presentato dall’Italia per l’accesso ai fondi del Dispositivo per la Recovery and
Resilience Facility (RRF), strumento chiave del NG-EU che prevede la realizzazione di Misure (riforme e
investimenti), associate a obiettivi e traguardi (milestone e target). Il MASE sta svolgendo un ruolo di
primo piano, rivestendo il ruolo di Amministrazione centrale titolare di 34 investimenti e 16 riforme,
articolati in 95 M&T e ripartiti principalmente su tre delle sette Missioni di cui si compone il Piano, così
come modificato con l’introduzione del nuovo capitolo REPowerEU, che corrisponde alla Mission 7. Tali
investimenti e riforme, prevedendo una dotazione finanziaria complessiva di 31,045 miliardi di euro,
qualificano il MASE come una delle Amministrazioni centrali assegnatarie del maggior numero di risorse
su scala nazionale1.
      Nel 2025 le misure PNRR di competenza del MASE, già entrate nel pieno della fase attuativa già
nel corso del 2023 e 2024, sono state ulteriormente implementate anche attraverso l’avvio di attività di
monitoraggio rafforzato.
      L’Unità di Missione, quindi, è stata chiamata a far fronte alle enormi sfide poste dalla gestione
finanziaria, dal monitoraggio, dalla rendicontazione e dal controllo, nonché dal coordinamento dei
progetti per seguirne lo stato di avanzamento e, lì dove necessario, fornire anche un supporto tecnico.
      Nel 2025 sono stati conseguiti tutti i 9 obiettivi prefissati (milestone e target UE), sono state
introdotte diverse riforme di semplificazione ed è proseguito il confronto con gli stakeholder. Alla fine del
2025, dei 95 milestone e target di competenza del MASE, ne sono stati conseguiti 64 ovvero oltre il 67%
del totale, tutti conseguiti nei termini previsti dal Piano e rendicontati nei termini indicati dalle strutture
di governance centrale (in particolare, 23 giugno 2025 per gli obiettivi della VIII rata e 18 dicembre 2025
per quelli della IX rata).
      Tramite l’Unità di Missione è stato dato supporto attuativo alle altre strutture ministeriali e inoltre:
            - si è proseguito con il supporto tecnico dedicato al fine di favorire la capacità attuativa dei
       progetti da parte degli enti territoriali, evitando che l’elevata frammentazione ed eterogeneità dei
       soggetti attuatori costituisca un collo di bottiglia insormontabile nella concretizzazione dei
       progetti;
     - sono state fornite indicazioni operative in merito alle nuove procedure per il trasferimento delle
       risorse finanziarie previste dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 6 dicembre 2024
       recante “Criteri e modalità per l’attivazione dei trasferimenti di risorse PNRR”;
            - sono stati conclusi con esito positivo i negoziati con la Commissione Europea per il
       tramite delle strutture di governance nazionali PNRR (Struttura di Missione PNRR presso la
       Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ispettorato Generale PNRR presso la Ragioneria Generale



1 La presente relazione è aggiornata alla versione del Piano approvata nell’ambito della settima revisione del 2026, che ha comportato una parziale
revisione tecnica di alcune Misure, anche con riferimento a quelle di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.




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                                                                                      Relazione sulla performance 2025


          dello Stato) relativi alla revisione del PNRR del 2025, che hanno portato alle decisioni di
          esecuzione del Consiglio modificative del Piano del 20 giugno e del 27 novembre 2025.

    • Gli obiettivi conseguiti nel 2025
       Nel dettaglio, nel primo semestre 2025 sono stati conseguiti gli obiettivi e traguardi previsti, come
illustrato di seguito.

      •     M2C1I3.3 - Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali - Target M2C1-12
            (“Pubblicazione di almeno 180 podcast sulla piattaforma web”): a decorrere dal 20 dicembre 2022, il
            MASE ha provveduto a pubblicare sulla piattaforma "Dipende da noi" una serie di podcast
            dedicati alle principali tematiche ambientali ed energetiche (tra i temi trattati: economia
            circolare, green jobs, biodiversità, energie rinnovabili, idrogeno, efficienza energetica, etc.). Il
            26 luglio 2025, è stato pubblicato il podcast n. 180 e pertanto, a quella data, è stato raggiunto
            il numero di podcast previsto dal target M2C1-12. L’obiettivo, originariamente previsto in
            scadenza al secondo semestre 2025, è stato anticipato nell’ottava rata del PNRR (giugno 2025).
      •     M2C4I1.1 - Realizzazione di un sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e
            previsione - Milestone M2C4-9 (“Il sistema di monitoraggio e previsione per individuare i rischi idrologici
            e lo smaltimento illecito dei rifiuti è accessibile online”): l’investimento prevede la realizzazione di un
            sistema integrato di monitoraggio e previsione per l’individuazione dei rischi idrogeologici. Il
            sistema di monitoraggio dovrà coprire almeno il 90% del territorio delle regioni meridionali
            mediante l'integrazione dei sistemi informativi esistenti per il monitoraggio dell’instabilità
            idrogeologica sia in tempo reale che differito e dovrà essere operativo e utilizzabile entro il
            secondo trimestre del 2025. Il target europeo relativo all’accessibilità on line del Sistema è stato
            conseguito entro il termine previsto del 30 giugno 2025.il Sistema di Monitoraggio Integrato
            (SIM) risulta essere operativo sia dal punto di vista infrastrutturale che applicativo e
            pienamente in grado di individuare aree a rischio idrogeologico attraverso l’utilizzo di modelli
            predittivi e analisi di osservazioni e dati territoriali mediante un approccio innovativo applicato
            a scala nazionale, regionale e locale. Per il monitoraggio e l’identificazione degli illeciti
            ambientali è altresì reso disponibile un tool di analisi che consente l’elaborazione di immagini
            satellitari o da telerilevamento con l’obiettivo di individuare potenziali anomalie del territorio
            da assoggettare a successive indagini a campo.
      •     M2C4I3.5 - Ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini - Target M2C4-26
            (“Realizzazione delle 10 attività seguenti: [omissis]”): al fine di attuare l’Investimento, è stato avviato
            il progetto "Marine Ecosystem Restoration" (Progetto MER), che prevede la realizzazione ed
            il completamento di interventi su larga scala per il ripristino e la tutela dei fondali e degli habitat
            marini (linea A) e di interventi relativi ai sistemi di osservazione delle coste (linea B); entrambe
            le tipologie di intervento concorrono al completamento delle 10 attività previste dal target
            M2C4-26. Il target PNRR M2C4-26 è stato pienamente raggiunto con il completamento delle
            10 attività di ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini previste.
      •     M7R1 - Semplificazione delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili a livello
            centrale e locale - Milestone M7-2 (“Entrata in vigore di un atto giuridico (Testo unico) che raccoglie,
            riunisce e consolida le norme che disciplinano l'autorizzazione delle fonti rinnovabili e sostituisce la legislazione
            precedente in materia”): al fine di attuare la Riforma 1, nonché la delega contenuta nell'art. 26,
            commi 4 e 5, lettere b) e d), della L. 5 agosto 2022, n. 118, il Consiglio dei ministri ha approvato
            il D.Lgs. 25 novembre 2024, n. 190, successivamente modificato dal decreto-legge 21 maggio
            2025, n. 73, dal decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, e, infine, dal D.Lgs. 26 novembre
            2025, n. 178 (quest’ultimo noto come “Correttivo”). Difatti, il D.Lgs. n. 190/2024 razionalizza,


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                                                                                       Relazione sulla performance 2025


             riordina e semplifica la disciplina dei regimi amministrativi (i.e. procedure autorizzative) per gli
             interventi relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
       •     M7I8 - Approvvigionamento sostenibile, circolare e sicuro delle materie prime critiche
             - Milestone M7-25 (“Pubblicazione di una relazione che analizzi il futuro fabbisogno di materie prime
             critiche e il potenziale della progettazione ecocompatibile per ridurre la domanda delle stesse”): in data 23
             giugno 2025, il MASE ha pubblicato sul proprio sito web la relazione redatta dall' Agenzia
             nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e
             intitolata "I fabbisogni di Materie Prime Critiche (MPC) e il potenziale dell'ecodesign per ridurre la domanda
             di Materie Prime Critiche, favorendo un approccio circolare delle filiere industriali legate alla filiera energetica".
       Per quanto riguarda gli obiettivi del secondo semestre 2025, sono stati conseguiti tutti i seguenti
obiettivi e traguardi previsti senza criticità. Nello specifico:
       • M2C3I2.1 - Rafforzamento dell’Ecobonus per l'efficienza energetica - Target M2C3-3
            (“Rilascio di asseverazioni attestanti la ristrutturazione di edifici per almeno 35 800 000 metri quadrati, che
            si traduce in risparmi di energia primaria di almeno il 40 % e nel miglioramento di almeno due classi energetiche
            nell'attestato di prestazione energetica, quale definito dal decreto 63/2013. Nei casi in cui le caldaie a
            condensazione a gas siano installate in sostituzione di caldaie esistenti inefficienti a gas, carbone e petrolio, esse
            devono essere di classe energetica A. Il costo dell'installazione di caldaie a condensazione a gas deve
            rappresentare al massimo il 20 % del costo complessivo del programma di ristrutturazione. Il risparmio
            energetico complessivo atteso dagli interventi è stimato ad almeno 191 ktep”): ai fini della rendicontazione
            del target finale M2C3-3, sono stati individuati 86 mila interventi che, sommati agli oltre 60
            mila interventi già rendicontati per il target intermedio M2C3-2, hanno comportato un totale
            di oltre 36,9 milioni di metri quadri ristrutturati ed un risparmio minimo stimato pari a circa
            261 ktep/anno.
       • M7R2 - Riduzione delle sovvenzioni dannose per l'ambiente - Milestone M7-5 (“Entrata
            in vigore di atti giuridici volti a ridurre le sovvenzioni dannose per l’ambiente di almeno 4,5 miliardi di EUR
            nel 2026”): La milestone è stata conseguita con atti giuridici adottati, entro il 31 dicembre 2025,
            che prevedono l’eliminazione o riduzione dei SAD per un ammontare di ca. 4,567 miliardi a
            partire dal 2026. A questo proposito, si richiamano i seguenti atti: Decreto-legge 13 giugno
            2023, n. 69; Legge 30 dicembre 2024, n. 207; Decreto legislativo 28 marzo 2025, n. 43; Decreto
            ministeriale MASE 14 maggio 2025; Legge 30 dicembre 2025, n.199.
       • M7R3 - Riduzione dei costi di connessione degli impianti per la produzione di
            biometano – Milestone M7-6 (“Entrata in vigore di atti giuridici per ridurre i costi di connessione degli
            impianti di produzione di biometano alla rete del gas”): Il testo dell'atto giuridico volto a ridurre i costi
            di connessione degli impianti di produzione di biometano alla rete (di trasporto o di
            distribuzione) del gas naturale è contenuto nell'art. 1, comma 933, della L. n. 199/2025 e
            prevede la sostituzione integrale del precedente testo dell'art. 20 del D.Lgs n. 28/2011 (che
            regola, per l'appunto, il collegamento degli impianti di produzione di biometano alla rete del
            gas naturale). In attuazione dell'art. 1, comma 933, della L. n. 199/2025 (ossia, più
            precisamente, del comma 2 del nuovo art. 20 del D.Lgs n. 28/2011), ARERA ha emanato la
            deliberazione 67/2026/R/gas, con la quale sono state aggiornate le condizioni tecniche ed
            economiche per l'erogazione del servizio di connessione di impianti di produzione di
            biometano alle reti del gas naturale i cui gestori hanno obbligo di connessione di terzi.
       • M7I8 - Approvvigionamento sostenibile, circolare e sicuro delle materie prime critiche
            - Milestone M7-26 (“È disponibile online una piattaforma del sistema di informazione geografica che
            individua i materiali riciclabili negli ambienti urbani e i rifiuti presenti nelle miniere chiuse o abbandonate”):
            Il processo di attuazione della milestone è stato avviato con la sottoscrizione, in data 30
            settembre 2024, dell'Accordo di cooperazione istituzionale tra MASE ed ISPRA ai fini della


                                                            - 102 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


            regolamentazione di attività di interesse comune finalizzate alla realizzazione del progetto
            URBES (URBan mining and Extractive waste information System), che consiste nella
            creazione di un sistema di informazione geografica che consenta la geolocalizzazione, la
            visualizzazione e la caratterizzazione dei materiali riciclabili in ambiente urbano e i rifiuti da
            miniere chiuse o abbandonate. Il sistema di informazione geografica (cd. "Piattaforma
            URBES") realizzato da ISPRA sulla base del predetto accordo, è accessibile all'indirizzo
            https://urbes.it.

          • REPowerEU (M7)
      L’8 dicembre 2023, il Consiglio dell’UE (Ecofin) ha approvato la revisione e l’aggiornamento della
Decisione di attuazione del Consiglio dell’UE sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano, incluso
il nuovo capitolo del Piano sugli investimenti e sulle riforme di REPowerEU.
      Le proposte di riprogrammazione del MASE sono pienamente in linea con gli obiettivi ed i principi
del Dispositivo di Ripresa e Resilienza stabiliti in ambito europeo e dotano il Ministero di ulteriori risorse
fondamentali per l'attuazione della Strategia energetica nazionale, con una quota aggiuntiva di 2,1 miliardi
di euro previsti dal contributo del REPowerEU che consta di 7 nuovi investimenti, 4 scale-up e 3 riforme
per un totale di 20 milestone e 4 target.
       Tali nuove risorse REPowerEU mobilitano investimenti complessivi per oltre 5 miliardi di euro,
come risposta europea alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato energetico causate dalla Guerra
Russia-Ucraina, ponendosi come obiettivo prioritario la sicurezza e la diversificazione degli
approvvigionamenti energetici unitamente all'incremento del ricorso alle fonti rinnovabili. Per rispondere
a questa sfida il Ministero ha in primo luogo puntato sul rafforzamento delle infrastrutture energetiche
strategiche attorno alle due direttrici prioritarie: un futuro energetico più sostenibile ed il rafforzamento
della sicurezza energetica. Il MASE si è impegnato, anche sul fronte delle riforme, a sviluppare
cambiamenti importanti per l'Italia, che anche l'Europa richiede, come l'impegno alla semplificazione e
accelerazione, anche mediante l'identificazione di aree idonee, delle procedure di autorizzazione degli
impianti di produzione da fonti rinnovabili, così come la diffusione delle energie rinnovabili, supportando
meccanismi di garanzia di mercato nell'acquisto delle rinnovabili (PPA) e riducendo i costi di connessione
per il biometano.
       Per quanto riguarda le prossime scadenze (Milestone e Target) europee, in riferimento al capitolo
REPowerEU, nel 2025 sono proseguite le attività finalizzate alla realizzazione di infrastrutture di
elettriche, nazionali (Tyrrhenian link) e transfrontaliere (SA.CO.I), e al rafforzamento della capacità di
trasporto del gas (Linea Adriatica ed Export-fase 1)..
     Sul lato delle riforme, sono state completate le attività normative mirate alla riduzione delle
sovvenzioni dannose per l’ambiente, alla riduzione dei costi di connessione degli impianti per la
produzione di biometano e alla semplificazione delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili.
      .
4. Analisi del contesto e delle risorse
4.1. Il contesto esterno
       Nel 2025, pur in presenza di un contesto geopolitico, ambientale e demografico assai complesso,
sarà necessario conseguire ritmi di crescita nettamente più elevati rispetto a quelli dello scorso decennio.
Per questo motivo, la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e la sua efficace
revisione, anche con l’aggiunta del capitolo dedicato al Piano REPowerEU, giocano un ruolo centrale
nella strategia di crescita e innovazione del Governo. In seguito al consolidamento e all’approvazione


                                                   - 103 -
                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


della versione definitiva del PNIEC 2024, andranno ora predisposte le misure attuative dello stesso e le
modalità di finanziamento e strutturato un cronoprogramma per il raggiungimento degli obiettivi definiti
nell’aggiornamento del Piano stesso. In continuità con il 2023 e il 2024 si attueranno politiche rivolte al
contrasto e al monitoraggio di eventuali problematiche che possano comportare crisi energetica e a
scongiurare eventuali repentine impennate dei prezzi e a salvaguardare le famiglie più fragili
economicamente, le imprese italiane e il lavoro che esse creano. Un forte impegno sarà dedicato
all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, da cui dipendono ingenti investimenti per
rilanciare la crescita sostenibile dell’economia italiana. L’attuazione degli investimenti sarà costantemente
monitorata per assicurare il raggiungimento degli obiettivi. Inoltre, saranno attuati i nuovi investimenti
previsti nell’ambito del REPowerEU. In questo quadro, le opportunità offerte dal PNRR rappresentano
un’occasione unica per il rilancio del nostro Paese, da realizzare in una chiave di sostenibilità ambientale
e sociale. L’azione del Dicastero per il 2025 e per il triennio 2025-2027 si inserisce nel predetto contesto
nazionale e internazionale. Il contributo del PNRR sarà significativo anche tramite la misura M2C4 Inv.
3.5 Ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini (MER) che comprende azioni su vasta scala per il
ripristino e la tutela dei fondali e degli habitat marini, finalizzate a invertire l'attuale tendenza al degrado
di tali ecosistemi. Viste le criticità emerse a seguito anche dei mutati scenari geopolitici precedentemente
rappresentati, si lavorerà per definire un quadro strategico nazionale, ossia una Strategia nazionale delle
Materie Prime critiche, con le conseguenti necessarie riforme normative, in linea con gli obiettivi del
Critical raw materials act, il Regolamento Ue 2024/1252 dell’11 aprile 2024, vigente dal 23 maggio.
        Per quanto riguarda le tendenze in atto nel Paese rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile1 ,
letta rispetto alle aree di riferimento della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, articolate sulle
5P dell’agenda 2030, l’analisi dell’evoluzione nel tempo delle misure statistiche è stata condotta rispetto
alle informazioni disponibili in serie storica restituendo le seguenti considerazioni: • L’area Persone e
l’area Prosperità mostrano delle dinamiche positive degli indicatori che superano le negative. In
particolare, gli indicatori scelti per Prosperità mostrano un comportamento contraddittorio:
un’evoluzione positiva se si prendono in considerazione gli ultimi 10 anni con alcune criticità nel breve
periodo. • L’area Pianeta presenta un’evoluzione in miglioramento nel breve periodo rispetto ai 10 anni
precedenti, anche se oltre il 30% di indicatori non ha trend analizzabili e per i quali quindi non è possibile
apprezzare cambiamenti nel tempo. • L’area Pace rivela invece una tendenza in peggioramento ed oltre il
30% degli indicatori non ha trend analizzabili e per i quali quindi non è possibile apprezzare cambiamenti
nel tempo. Infine, nel contesto delle politiche ambientali e climatiche a livello internazionale e i rispettivi
flussi finanziari, occorrerà monitorare gli effetti derivanti dal recente ordine esecutivo firmato dal nuovo
Presidente degli Stati Uniti di uscita dall’accordo di Parigi e il conseguente distanziamento della
amministrazione americana dalle politiche internazionali per la riduzione delle emissioni clima alteranti e
la messa a disposizione di flussi finanziari per la cooperazione.

4.2. Il contesto interno e lo stato delle risorse
      Nel 2021 è stato istituito il Ministero della transizione ecologica-MITE (decreto legge 1° marzo
2021, n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 22 aprile 2021, n. 55), successivamente ridenominato
Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica MASE (decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173,
convertito con legge 16 dicembre 2022, n. 204).
       Al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica sono attribuite le funzioni e i compiti
spettanti allo Stato relativi allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza energetica, ferme restando le funzioni
della Presidenza del Consiglio dei ministri, e alla tutela dell'ambiente, del territorio e dell'ecosistema, nelle
seguenti materie:




                                                    - 104 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


       a) individuazione, conservazione e valorizzazione delle aree naturali protette, tutela della
biodiversità e della biosicurezza, della fauna e della flora, attuazione e gestione, fatte salve le competenze
della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle
foreste e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della Convenzione di
Washington sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, ratificata ai
sensi della legge 19 dicembre 1975, n. 874, e dei relativi regolamenti europei, della difesa del mare e
dell'ambiente costiero e della comunicazione ambientale;
       b) definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale e
provvedimenti ad essi inerenti; individuazione e attuazione delle misure atte a garantire la sicurezza, la
flessibilità e la continuità degli approvvigionamenti di energia e a promuovere l'impiego delle fonti
rinnovabili; autorizzazione di impianti di produzione di energia di competenza statale, compresi quelli da
fonti rinnovabili, anche se ubicati in mare; rapporti con organizzazioni internazionali e rapporti con
l'Unione europea nel settore dell'energia, ferme restando le competenze del Presidente del Consiglio dei
ministri e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, compresi il recepimento e
l'attuazione dei programmi e delle direttive sul mercato unico europeo in materia di energia, ferme
restando le competenze del Presidente del Consiglio dei ministri e delle regioni e delle province autonome
di Trento e di Bolzano; attuazione dei processi di liberalizzazione dei mercati energetici e promozione
della concorrenza nei mercati dell'energia e tutela dell'economicità e della sicurezza del sistema con
garanzia di resilienza; individuazione e sviluppo delle reti nazionali di trasporto dell'energia elettrica e del
gas naturale e definizione degli indirizzi per la loro gestione; politiche di ricerca, incentivazione e
interventi nei settori dell'energia e delle miniere; ricerca e coltivazione di idrocarburi, riconversione,
dismissione e chiusura mineraria delle infrastrutture di coltivazione di idrocarburi ubicate nella terraferma
e in mare e ripristino in sicurezza dei siti; risorse geotermiche; normativa tecnica, area chimica, sicurezza
mineraria, escluse le competenze in materia di servizio ispettivo per la sicurezza mineraria e di vigilanza
sull'applicazione della legislazione attinente alla salute sui luoghi di lavoro, e servizi tecnici per l'energia;
vigilanza su enti strumentali e collegamento con le società e gli istituti operanti nei settori dell'energia;
gestione delle scorte energetiche nonché predisposizione ed attuazione dei piani di emergenza energetica;
sicurezza nucleare e disciplina dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi;
radioprotezione e radioattività ambientale; agro-energie; rilevazione, elaborazione, analisi e diffusione di
dati statistici in materia energetica e mineraria, finalizzati alla programmazione energetica e mineraria;
       c) piani e misure in materia di combustibili alternativi e delle relative reti e strutture di distribuzione
per la ricarica dei veicoli elettrici, qualità dell'aria, politiche per il contrasto dei cambiamenti climatici e
per la finanza climatica e sostenibile e il risparmio ambientale anche attraverso tecnologie per la riduzione
delle emissioni dei gas ad effetto serra;
      d) pianificazione in materia di emissioni nei diversi settori dell'attività economica, ivi compreso
quello dei trasporti;
      e) gestione, riuso e riciclo dei rifiuti ed economia circolare;
       f) tutela delle risorse idriche e relativa gestione, fatta salva la competenza del Ministero
dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;
      g) promozione di politiche di sviluppo sostenibile, nazionali e internazionali;
    h) promozione di politiche per l'economia circolare e l'uso efficiente delle risorse, fatte salve le
competenze del Ministero delle imprese e del made in Italy;
      i) coordinamento delle misure di contrasto e contenimento del danno ambientale, nonché di
bonifica e di ripristino in sicurezza dei siti inquinati, ivi compresi i siti per i quali non è individuato il



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                                                                  Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                   Relazione sulla performance 2025


responsabile della contaminazione e quelli per i quali i soggetti interessati non provvedono alla
realizzazione degli interventi, nonché esercizio delle relative azioni giurisdizionali;
      l) sorveglianza, monitoraggio e recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi
fondamentali della collettività e alla riduzione dell'impatto delle attività umane sull'ambiente, con
particolare riferimento alla prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente;
prevenzione e protezione dall'inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico e dai rischi
industriali;
      m) difesa e assetto del territorio con riferimento ai valori naturali e ambientali. Il decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 180, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.286
del 7 dicembre 2023, ha da ultimo modificato, il Regolamento di organizzazione approvato con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 29 luglio 2021, n. 128. Il Regolamento, nella sua versione
modificata, prevede una nuova articolazione degli Uffici del Ministero dell’ambiente e della sicurezza
energetica (MASE), definita tenendo conto dei mutati compiti istituzionali nonché della razionalizzazione
complessiva delle funzioni attribuite alle strutture amministrative, sulla base delle modifiche normative
introdotte dal decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173.
      Il Ministero, per l’espletamento dei compiti ad esso demandati, è ora articolato in tre dipartimenti,
che assumono la denominazione di:


     ➢ Il Dipartimento amministrazione generale, pianificazione e patrimonio naturale
       (DiAG)
       è stato riorganizzato nelle seguenti 4 Direzioni generali:
     1) Direzione generale comunicazione, risorse umane e contenzioso (CORUC);
     2) Direzione generale innovazione tecnologica (ITEC);
     3) Direzione generale affari europei, internazionali e finanza sostenibile (AEIF);
     4) Direzione generale tutela della biodiversità e del mare (TBM).


     ➢ Il Dipartimento sviluppo sostenibile (DiSS) è stato riorganizzato nelle seguenti 4
       Direzioni generali:
     1) Direzione generale economia circolare e bonifiche (ECB);
     2) Direzione generale uso sostenibile del suolo e delle acque (USSA);
     3) Direzione generale valutazioni ambientali (VA);
     4) Direzione generale sostenibilità dei prodotti e dei consumi (SPC).


     ➢ Il Dipartimento energia (DiE) è stato riorganizzato nelle seguenti 4 Direzioni generali:
     1) Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi (FTA);
     2) Direzione generale mercati e infrastrutture energetiche (MIE);
     3) Direzione generale domanda ed efficienza energetica (DEE);
     4) Direzione generale programmi e incentivi finanziari (PIF).


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025




       Con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 17 del 12 gennaio 2024,
 sono stati ultimativamente individuati e definiti i compiti degli Uffici dirigenziali di livello non generale
 del Ministero ed è stato abrogato il previgente decreto ministeriale n. 458 del 2021.


       A tali uffici resta aggiunta la struttura Dipartimentale di missione per il PNRR (prevista dall’articolo
8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito con legge 29 luglio 2021, n. 108 e
dall’articolo 17-sexies, comma 1, decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito con legge 6 agosto 2021,
n. 113), articolata in 2 direzioni generali:
        •Direzione generale Gestione finanziaria, monitoraggio, rendicontazione e controllo (GEFIM);
        •Direzione generale Coordinamento, gestione progetti e supporto tecnico (COGESPRO).
       Gli Uffici di diretta collaborazione esercitano i compiti di supporto all’organo di direzione politica
e di raccordo tra questo e le altre strutture dell’amministrazione, collaborando alla definizione degli
obiettivi, alla elaborazione delle politiche pubbliche, alla relativa valutazione ed alle connesse attività di
comunicazione, con particolare riguardo all’analisi di impatto normativo, all’analisi costi-benefici ed alla
congruenza fra obiettivi e risultati.
      Sono Uffici di diretta collaborazione del Ministro:
              •   l’Ufficio di Gabinetto;
              •   l’Ufficio legislativo;
              •   la Segreteria del Ministro;
              •   la Segreteria particolare del Ministro;
              •   la Segreteria tecnica del Ministro;
              •   l’Ufficio del Consigliere diplomatico;
              •   l’Ufficio stampa e comunicazione;
              •   la Segreteria del Viceministro, ove nominato, e dei Sottosegretari di Stato.
      In particolare, l’Ufficio di Gabinetto coordina le attività affidate agli Uffici di diretta collaborazione,
esamina gli atti trasmessi ai fini dell’inoltro alla firma del Ministro, nonché assume ogni iniziativa utile per
favorire il conseguimento degli obiettivi stabiliti dal Ministro.
       L’Ufficio legislativo coordina l’attività normativa predisponendo gli schemi dei provvedimenti
legislativi e regolamentari di competenza del Ministero, garantendo l’analisi e la verifica dell’impatto della
regolazione, la semplificazione dei procedimenti, la qualità del linguaggio normativo, l’applicabilità
dell’innovazione normativa. Inoltre, sovrintende alla cura dei rapporti con il Parlamento, segue
l’andamento dei lavori parlamentari, coordina l’attività relativa al contenzioso giurisdizionale ordinario,
amministrativo e costituzionale.
       Infine, ai sensi dell’articolo 14 del D. Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150, l’Organismo Indipendente di
Valutazione della Performance (OIV), in piena autonomia, esercita le attività ivi contemplate, nonché le
attività di controllo strategico. L’OIV supporta l’Amministrazione sul piano metodologico e verifica la
correttezza dei processi di misurazione, monitoraggio, valutazione e rendicontazione della performance



                                                    - 107 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2025


organizzativa e individuale. Verifica, inoltre, che l’Amministrazione realizzi nell’ambito del ciclo della
performance un’integrazione sostanziale tra programmazione e pianificazione.
      Presso l’Organismo indipendente di valutazione è costituita una Struttura tecnica permanente per
la misurazione della performance (STP), prevista dall’articolo 14, comma 9, del D. Lgs. 27 ottobre 2009,
n. 150, che svolge funzioni istruttorie e di supporto.
      Nel prospetto seguente si riporta, l’organigramma del Ministero dell’ambiente e Sicurezza
energetica, post DPCM 30 ottobre 2023, n. 180, di modifica del DPCM n. 128/2021.




                                                 - 108 -
      Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                       Relazione sulla performance 2025




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          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                           Relazione sulla performance 2025




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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


       Il Ministero, nell’esercizio delle sue attribuzioni, si avvale dell’Istituto superiore per la protezione e
la ricerca ambientale (ISPRA), di cui all’articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che svolge funzioni di ricerca, consulenza strategica,
assistenza tecnico-scientifica, monitoraggio e controllo ambientale, informazione e formazione,
educazione in materia ambientale, secondo quanto stabilito dalla legge e secondo le indicazioni della
vigente direttiva generale ministeriale del 7 dicembre 2016, n. 373, concernente lo svolgimento delle
funzioni e dei compiti facenti capo all’ISPRA, e della Convenzione Triennale, prevista dall’art. 12, comma
4, del decreto ministeriale 21 maggio 2010, n. 123, sottoscritta con l’Istituto in data 4 agosto 2016.
       L’ISPRA, tra l’altro, opera all’interno del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente,
di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132, insieme alle agenzie regionali e delle province autonome di Trento
e di Bolzano per la protezione dell'ambiente, al fine del perseguimento degli obiettivi dello sviluppo
sostenibile, della riduzione del consumo di suolo, della salvaguardia e della promozione della qualità
dell’ambiente e della tutela delle risorse naturali e della piena realizzazione del principio «chi inquina paga»,
anche in relazione agli obiettivi nazionali e regionali di promozione della salute umana, mediante lo
svolgimento di attività tecnico-scientifiche.
       Il Ministero si avvale anche dei servizi specialistici forniti dagli organismi vigilati quali SOGIN
S.p.A., ENEA e GSE S.p.A. e dalle Società in house Invitalia S.p.A. e SOGESID S.p.A.
     Il Ministero si avvale anche del supporto del Formez PA, Centro servizi, assistenza, studi e
formazione per l’ammodernamento delle P.A. di cui è divenuto socio, nel corso del 2019.

4.2.1. Stato delle risorse umane – Il personale
       Come sopra ricordato, l’assetto organizzativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica per l’anno 2025 è definito dal D.P.C.M. 29 luglio 2021 n. 128, come modificato dal D.P.C.M.
30 ottobre 2023, n. 180, recante “Regolamento concernente modifiche al regolamento di organizzazione
del Ministero della transizione ecologica di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29
luglio 2021, n. 128, che prevede n. 17 posizioni dirigenziali di livello generale e n. 67 posizioni dirigenziali
di seconda fascia.
      Nell’ambito delle predette n. 17 posizioni dirigenziali di livello generale sono previsti tre
Dipartimenti, dodici Direzioni generali e possono essere attribuiti fino a due incarichi ai sensi dell'articolo
19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ridotti a uno in caso di nomina del direttore
di gabinetto ai sensi dell'articolo 22, comma 6-bis, del medesimo regolamento.
     Con D.M. 12 gennaio 2024, n. 17 sono state individuate e definite le posizioni dirigenziali di
seconda fascia.
      Risulta, inoltre, istituito presso il MASE, con D.M. 29 novembre 2021, n. 492, il Dipartimento
Unità di missione per il PNRR, che prevede n. 3 posizioni dirigenziali di livello generale e n. 6 Strutture
di seconda fascia.
      In attuazione delle citate normative è stato completato il processo di riorganizzazione relativo alle
posizioni dirigenziali di livello generale e di seconda fascia.
       Ciò premesso, la dotazione organica del Ministero è quella prevista dalle tabelle A) e B) allegate al
citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 luglio 2021, n. 128 e successive modificazioni.
Si precisa che la consistenza del personale in dotazione organica delle Aree funzionali è modificata per
effetto della rimodulazione di cui al DM 412 del 7/12/2023, nonché della riduzione effettuata ai sensi
dell’articolo 1, comma 833 della legge 30 dicembre 2024, n. 207 e dell’incremento di n. 50 unità disposto
dall’articolo 2, comma 2 del decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25.


                                                    - 111 -
                                                                  Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                   Relazione sulla performance 2025


Tabella 4 – Dotazione organica del MASE al 31 dicembre 2025.

                                      Qualifiche                                                   Numerosità
 Posti di funzione dirigenziale di livello generale                                                    17
 Posti di funzione dirigenziale di livello non generale                                                67
 Prima Area                                                                                            8
 Seconda Area                                                                                         203
 Terza Area                                                                                           955
 Totale complessivo                                                                                  1250
     Il personale effettivamente in servizio alla data del 31 dicembre 2025, è, invece, riportato nella
seguente tabella, articolato in base alla qualifica o all’incarico.



Tabella 5 – Personale in servizio al MASE al 31 dicembre 2024.

 Qualifiche dirigenziali e aree                                       Numerosità del personale in servizio
 Capi Dipartimento                                                                    3
 Dirigenti 1^ fascia                                                                  11
 Dirigenti 2^ fascia                                                                  43
 Aree Funzionali                         Area III                                    720
                                         Area II                                     141
                                         Area I                                       17

                                         Totale aree                                      878
 Totale complessivo                                                                       935


      Con riferimento al contenuto della tabella 5, relativa ai dati di composizione del personale del
Ministero alla data del 31 dicembre 2025, emerge quanto segue.
       Relativamente ai dirigenti di livello generale, vengono indicate n. 3 unità con incarico di Capo
Dipartimento, di cui n. 2 con incarico ai sensi dell’art. 19 comma 6 e n. 1 con incarico conferito ai sensi
dell’articolo 19, comma 5-bis. Sono altresì indicati in tabella n. 11 dirigenti 1^ fascia, di cui n. 7 con
incarico ai sensi dell’articolo 19, comma 5-bis del decreto legislativo n. 165/2001, a tempo determinato,
e n. 4 dirigenti di ruolo di II fascia con incarico di I fascia. Non sono inseriti in tabella n. 1 dirigente di I
fascia in aspettativa e n. 1 con incarico presso altra amministrazione.
      Per ciò che riguarda i dirigenti di livello non generale, sono indicati in tabella n. 43 unità, di cui n.
18 dirigenti di ruolo, n. 4 in posizione di comando presso altra amministrazione, n. 8 con incarico
conferito ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 165/2001 e n. 13 provenienti da altre
Amministrazioni, ai sensi dell’articolo 19, comma 5- bis, della medesima normativa.


       Nella tabella che segue, il personale in servizio è categorizzato per sesso ed età.




                                                        - 112 -
                                                                      Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                       Relazione sulla performance 2025


Tabella 6 – Personale in servizio al MASE al 31 dicembre 2025 distinto per sesso ed età


                                              Fino a 30        Da 31 a 40 Da 41 a 50 Da 51 a 60                  Oltre 60


                                               M        F       M        F       M        F     M      F         M     F

 Capi Dipartimento                             0        0       0        0        0        1           1          1    1
 Dirigenti 1^fascia                            0        0                         1              5     3          2
 Dirigenti 2^fascia                                             1        3        4        4    10     7          9    5
 Personale delle Aree                          31      31      103      109      84       114   101   127        76   102

       L’elenco dei consulenti e dei collaboratori esterni è pubblicato nella sezione “Amministrazione
trasparente” del sito istituzionale del Ministero, sotto-sezione “Titolari di incarichi di collaborazione esterna e
consulenza”, al seguente 🔗 link.
       La situazione del personale nel triennio (2023-2025) è la seguente:
Tabella 7 – Dinamica della composizione del personale in servizio al 31/12 nel triennio

                                      Numerosità del                   Numerosità del               Numerosità del
  Qualifiche dirigenziali e
                                   personale in servizio al         personale in servizio al     personale in servizio al
            aree
                                        31/12/2025                       31/12/2024                   31/12/2023
 Capi Dipartimento                                 3                             3                           3
 Dirigenti 1^ fascia                            11                              11                           8
 Dirigenti 2^ fascia                            43                              40                          21
                  Area III                      720                            524                          523
 Aree
                  Area II                       141                            155                          156
 Funzionali
                  Area I                        17                               2                           5
 Totale Aree                                    878                            681                          684
 Totale complessivo                             922                            735                          716


      Ai sensi del combinato disposto degli articoli 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, e 17-sexies, comma 1, decreto-legge 9
giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113, è stata istituita presso
il Ministero l’Unità di missione, articolata in una struttura di coordinamento ai sensi dell'articolo 5 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e in due uffici di livello dirigenziale generale, per l’attuazione
degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (di seguito PNRR) di competenza del
Ministero stesso, con durata fino al completamento dell’attuazione dei predetti interventi e, comunque,
non oltre il 31 dicembre 2026:




                                                            - 113 -
                                                                 Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                  Relazione sulla performance 2025


Tabella 8 – Qualifiche dirigenziali PNRR

                                       Qualifiche
                                                                      Unità
                                       dirigenziali
                                 Capi Dipartimento                       1
                                 Dirigenti 1^ fascia                     2
                                 Dirigenti 2^ fascia                     6



4.2.2. Stato delle risorse intangibili: benessere organizzativo, pari opportunità
      Per l’esercizio 2025, si è provveduto all’aggiornamento del Piano Triennale di Azioni Positive
(incorporato come da previsione normativa nel PIAO) relative alla cura del benessere organizzativo, in
un’ottica di continuità programmatica e di ampliamento delle attività realizzate nell’anno precedente.
Viene confermata, per il 2025, la prioritaria attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, alla
promozione della cultura di genere e alla valorizzazione delle differenze, con particolare attenzione al
benessere lavorativo di tutto il personale operante nel Ministero.

       In particolare, l’attenzione alle misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, si è resa
prioritaria anche alla luce della composizione di genere dell’Amministrazione.

      Nei paragrafi a seguire si riportano le principali iniziative di buone pratiche messe in atto dal MASE
nel 2025, con l’indicazione di metriche qualitative e quantitative utili a una comprensione globale e
puntuale delle politiche per il benessere organizzativo del personale. Il numero complessivo dei
dipendenti (solo ruolo) in servizio risulta di 906 (496 donne e 410 uomini)



       .Smart working, telelavoro e altre misure di flessibilità

      L’Amministrazione, a seguito del confronto con le Organizzazioni sindacali, il Comitato unico di
garanzia (CUG) e l’Organismo paritetico per l'innovazione (OPI), ha adottato due atti regolamentari, il
“Regolamento del lavoro a distanza per il personale del MASE”, prot. 245 del 21 febbraio 2024, e il
“Regolamento del lavoro agile per il personale dirigenziale del MASE”, prot. 238 del 20 febbraio 2024.

       Tali Regolamenti confermano la policy organizzativa volta al potenziamento dell’efficacia e
dell’efficienza dell’azione amministrativa attraverso l’utilizzo di modelli organizzativi flessibili e la
responsabilizzazione del personale impegnato sui risultati dell’attività svolta. A questo si affianca
un’attenzione crescente alla conciliazione dei tempi vita-lavoro di tutto il personale.

        I Regolamenti recepiscono inoltre – rispettivamente all’art. 18 per il per personale di comparto e
all’art. 12 per la dirigenza – le indicazioni in merito ai “lavoratori più esposti a situazioni di rischio per la
salute” già contenute nella direttiva del ministro per la Pubblica amministrazione del 20 dicembre 2023,
prevedendo strumenti e modalità applicative del lavoro agile che garantiscano, ai lavoratori che
documentino gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari, di
svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, anche derogando al criterio della prevalenza dello
svolgimento della prestazione lavorativa in presenza.




                                                       - 114 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


      A seguito dell’adozione dei regolamenti e della diffusione della relativa circolare esplicativa, prot.
33110 del 21 febbraio 2024, sono stati sottoscritti gli accordi individuali, sulla base delle nuove norme
introdotte e si è proseguito, in continuità con il passato, con l’implementazione di adeguata
strumentazione per la sicurezza informatica.

       I Regolamenti prevedono lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità agile per un massimo
di 24 giorni a trimestre per il personale non dirigenziale, e di un massimo di 12 giorni a trimestre per il
personale dirigenziale, nonché la rotazione del personale che si alterna nelle giornate su base settimanale.
L'adesione allo smart working avviene su base volontaria e può accedervi tutto il personale che svolga
attività che possano essere effettuate anche da remoto. Sono esclusi i lavori in turno e quelli che
richiedono l’utilizzo costante di strumentazioni non remotizzabili, in ossequio a quanto previsto dal
CCNL di comparto.

       Negli accordi individuali di lavoro agile sono definiti le modalità e i tempi di esecuzione della
prestazione, con la possibilità di optare tra differenti tipologie di fasce di contattabilità, purché non
inferiori alle 4 ore giornaliere e non superiori all’orario di lavoro.



      Strumenti del lavoro agile

       Nella piena consapevolezza della necessità di ricorrere a strumenti innovativi e funzionali per
implementare e valorizzare la prestazione lavorativa in modalità agile, il Ministero ha sempre investito nei
processi di digitalizzazione e nella formazione del proprio capitale umano. Infatti, è stata attuata un’attività
diretta allo sviluppo di strumenti hardware e software digitali funzionali al lavoro agile, nonché alla
digitalizzazione di processi, progetti e modalità di erogazione dei servizi. L’incremento di personale in
modalità agile ha reso necessario il potenziamento delle infrastrutture digitali e degli strumenti
dipartimentali (rete, postazioni di lavoro, server, data storage e licenze), al fine di rendere fruibili i sistemi
e le applicazioni da remoto, garantendone la sicurezza, la performance e l’affidabilità.

       Gli investimenti relativi agli strumenti ed alle infrastrutture informatiche, con particolare riguardo
agli aspetti della sicurezza, sono volti alla complessiva virtualizzazione delle postazioni di lavoro, anche
attraverso la realizzazione di un progetto di sostituzione delle postazioni fisse con postazioni mobili
dotate di docking station. Si è, inoltre, provveduto a garantire la più assoluta riservatezza dei dati e delle
informazioni che vengono trattate e visionate dal dipendente nello svolgimento della prestazione
lavorativa in modalità agile.

      Più specificamente, l’Amministrazione sta continuando ad investire risorse finanziarie per
assicurare i massimi standard di sicurezza informatica, con l’obiettivo di:

      • potenziare le infrastrutture di rete;

      • consentire l’accesso, anche da internet, alle banche dati e ai sistemi di archiviazione attraverso
sistemi di VPN sicura;

      • incrementare l’utilizzo dei sistemi VDI (virtual desktop infrastructure), garantendo agli utenti la
possibilità di accedere alla propria postazione di lavoro dalla rete internet, attraverso una semplice pagina
web;




                                                     - 115 -
                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


     • potenziare l’utilizzo di sistemi di collaborazione che consentano videoconferenze, scambi di
documenti e chat tra colleghi.

   Sviluppo di ulteriori modelli organizzativi del lavoro a distanza

        Lavoro da remoto, co-working e lavoro decentrato

       Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro comprende, quale forma di lavoro da remoto, il
“telelavoro domiciliare”, con il quale – a differenza del lavoro agile - il dipendente, di fatto, replica la
propria postazione lavorativa presso il domicilio che sceglie per lavorare, attenendosi alla medesima
articolazione oraria che avrebbe svolto in presenza. L’Amministrazione è in fase di raccolta delle
informazioni, mediante il coinvolgimento dell’intera Struttura, per poter effettuare una valutazione in
concreto delle esigenze degli uffici e determinare la fattibilità, la sostenibilità e le eventuali tempistiche
d’introduzione di tale nuova forma di telelavoro. Si terrà conto, nel corso dell’anno 2026, delle risultanze
del censimento delle attività lavorabili a distanza, con particolare riferimento a quelle eventualmente
eseguibili da remoto, tenendo anche conto delle risorse umane e strumentali disponibili. I futuri
aggiornamenti del Regolamento del lavoro a distanza terranno conto anche di tali risultanze, per poter
ottimizzare gli interventi, nel triennio, dell’Amministrazione.

       Nel lavoro da remoto sono mantenuti gli stessi diritti previsti dalle vigenti disposizioni legali e
contrattuali per il lavoro svolto presso la sede dell’ufficio, con particolare riferimento a riposi, pause,
permessi orari e trattamento economico. L’Amministrazione concorda con il lavoratore il luogo ove viene
prestata l’attività lavorativa ed è tenuta alla verifica della sua idoneità, anche ai fini della valutazione del
rischio di infortuni, nella fase di avvio e, successivamente, con frequenza almeno semestrale. Nel caso del
telelavoro domiciliare, concorda con il lavoratore tempi e modalità di accesso al domicilio, per effettuare
la suddetta verifica.

      Altre modalità di lavoro a distanza sono il co-working e il lavoro decentrato, attualmente allo studio
in merito alla loro effettiva possibilità di attuazione nel MASE: nel 2026 si avvierà il censimento delle
postazioni disponibili presso le diverse sedi del Ministero, per poter quantificare l’impatto e la
conseguente fattibilità dell’avvio di tale modalità lavorativa.

   Smart working in deroga per lavoratori maggiormente esposti a situazioni di rischio per la
salute

       Il Ministero ha previsto anche un ulteriore modello organizzativo del lavoro a distanza,
rappresentato dallo smart working in deroga per lavoratori maggiormente esposti a situazioni di rischio
per la salute. Tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa costituisce una misura aggiuntiva
per fronteggiare esigenze straordinarie, disciplinate dall’articolo 18 del Regolamento sul lavoro a distanza
per il personale del MASE.

      Il Regolamento interno del lavoro a distanza stabilisce le indicazioni in merito, prevedendo
strumenti e modalità applicative del lavoro agile che garantiscano, ai lavoratori che documentino gravi,
urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari, di svolgere la prestazione
lavorativa in modalità agile, anche derogando al criterio della prevalenza dello svolgimento della
prestazione lavorativa in presenza.

     Fermi restando i limiti organizzativi e le esigenze istituzionali, ai succitati dipendenti è concesso
derogare al numero massimo di giorni per trimestre lavorabili in modalità agile previsto dall’articolo 14,


                                                    - 116 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025


comma 2 del Regolamento sul lavoro a distanza per il personale del MASE. I casi disciplinati dall’articolo
18 del suddetto Regolamento sono:

      - il/la dipendente che presenti urgenti situazioni di salute personali non conciliabili con la
prestazione resa in presenza presso la sede ministeriale;

       - il/la dipendente che abbia parenti o affini entro il II grado, il coniuge, il convivente o componenti
del nucleo familiare affetti da morbilità, che necessitino, per contingenze gravi, comprovate e temporanee,
di assistenza continua.

 Salute digitale e salute economico-finanziaria del Ministero in materia di lavoro a distanza

       Attualmente i dipendenti impiegati in attività di lavoro a distanza possono collegarsi al proprio
desktop da postazione remota, propria o fornita dall’Amministrazione, attraverso l’applicativo di VDI
(Virtual Desktop Infrastructure) Citrix, che consente l’accesso ai programmi di gestione documentale
(Flora/Gemma, DocumIT), ai gestionali dedicati ai pagamenti (SICOGE, INIT) o alla gestione delle
risorse umane, alle cartelle condivise, oltreché alla posta elettronica Microsoft Outlook e al Cloud di
archiviazione in uso (OneDrive).

      Questi ultimi due sistemi sono accessibili anche senza utilizzare il desktop virtuale. Le applicazioni
sono fruibili anche da smartphone, sempre nella garanzia della sicurezza delle informazioni e della
riservatezza dei dati personali. Inoltre, è accessibile l’applicazione Microsoft Teams per lo svolgimento di
riunioni in videoconferenza. Nella consapevolezza dell’estrema rapidità con cui le tecnologie evolvono e
dei molteplici rischi derivanti da attacchi informatici, il MASE dedica costante impegno nella ricerca di
modelli sicuri e duraturi di interazione, conservazione e condivisione dei dati. Le infrastrutture
tecnologiche risultano necessarie anche per consentire alle diverse categorie professionali dei dipendenti
di accedere e usufruire delle opportunità di formazione obbligatorie e facoltative messe a disposizione
dal Ministero.

      Smart working

Presso il MASE, quindi, il lavoro agile è una modalità di esecuzione della prestazione lavorativa
consolidata. Al 31.12.2025 i dipendenti con un accorto di lavoro agile attivo sono 730 su un totale di 960.
Tale dato esprime il consolidamento del lavoro agile come modalità di esecuzione della prestazione
lavorativa. Qui di seguito si propone una tabella che riporta il dato medio giornaliero di svolgimento
dell’attività lavorativa a distanza nell’anno 2025, che è di oltre il 26%, pari ad almeno un dipendente su
quattro in ogni giornata lavorativa dell’anno.




                                                   - 117 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025




      Telelavoro

       Nella dichiarazione congiunta n. 2 all’art. 15 del CCNL Funzioni Centrali 2022/2024, le parti hanno
inteso inserire un riferimento alla visione prospettica di giungere progressivamente al superamento del
telelavoro di cui al CCNQ 23/03/2000, alla luce della messa in campo di nuovi strumenti di lavoro a
distanza. Il MASE ha pienamente recepito tale orientamento: non è stata prevista la pubblicazione di
nuovi bandi per il biennio 2026/2027 mentre ai 28 dipendenti già impiegati in progetti di telelavoro (che
giungeranno a naturale scadenza il 31/12/2026) è stato e continua ad essere consentito il recesso
dall’accordo individuale in essere, per poter passare ad altra forma di lavoro a distanza, con particolare
riferimento al lavoro agile.

      Condizionalità e fattori abilitanti nel lavoro agile Il MASE è impegnato a rimuovere e superare gli
ostacoli al corretto utilizzo del lavoro a distanza individuati nel PIAO 2025, quali:

      • la difficoltà a reingegnerizzare alcune attività e/o processi;

     • possibili criticità connesse all’adeguatezza della strumentazione tecnologica, anche in relazione al
personale di nuova assunzione e al livello di competenze digitali dei dipendenti;

      • i rischi connessi all’eccessivo prolungamento degli orari di lavoro e stress da “mancata
disconnessione”

      • il rischio di isolamento dal contesto lavorativo;

      • il livello non sempre elevato di flessibilità dei modelli organizzativi in relazione alle esigenze di
conciliazione vita-lavoro.




                                                   - 118 -
                                                                Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                 Relazione sulla performance 2025


       Nel corso della riorganizzazione del Ministero è risultata ancor più sentita l’esigenza di disciplinare
tale modalità di lavoro a distanza. Il citato Regolamento interno del Lavoro a distanza, pertanto, è andato
a delineare anche vari aspetti del telelavoro, così come definito dal CCNQ del 23/03/2000; in particolare,
il Regolamento ha disciplinato:

      • i criteri di individuazione delle attività telelavorabili;

      • i destinatari;

      • i titoli di preferenza per l’accesso;

      • le modalità di stesura dei progetti;

      • l’iter di stipula e attuazione degli accordi individuali;

      • i requisiti di conformità secondo le norme vigenti in materia di prevenzione e sicurezza.

      Il telelavoro prevede quattro giornate svolte a distanza e un rientro settimanale in sede.

       Si è provveduto, in continuità con l’annualità precedente, a confermare i progetti di telelavoro in
itinere del personale che già si avvaleva di tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa; inoltre
hanno preso avvio n. 29 nuovi progetti di telelavoro per il biennio 2025 – 2026.

      Altre misure

     Il già citato Regolamento interno del Lavoro a distanza ha previsto l’introduzione di una ulteriore
modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.

      Inoltre, sempre nel 2025, il personale ha avuto accesso ad ulteriori istituti di flessibilità, ovvero:

      • part time orizzontale (2 donne – 1 uomo)

      • part time verticale (23 donne – 8 uomini)

      • part time misto (2 donne – 2 uomini).

      In aggiunta, è stata mantenuta l’ulteriore flessibilità oraria in entrata, con ingresso fino alle ore
11:00, per favorire particolari situazioni personali, sociali e familiari.

      Formazione

      Nel corso dell’annualità di rendicontazione, le esigenze formative dell’Amministrazione sono state
soddisfatte, così come previsto dalla normativa vigente, prioritariamente attraverso la Scuola Nazionale
dell’Amministrazione. A questa si sono affiancate le attività di formazione erogate a favore del MASE da
organismi o da programmi di formazione dedicati alla riqualificazione o potenziamento delle conoscenze
dei dipendenti, sia di carattere tecnico-specialistico, sia di carattere trasversale.

      Sinteticamente quindi, premesso il quadro ordinamentale ed i vincoli finanziari gravanti sulle attività
di formazione, il contesto di riferimento ed i processi di cambiamento in corso, si è fatto ricorso ai
seguenti soggetti per l’organizzazione delle attività formative:


                                                      - 119 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


      SNA, con il catalogo di formazione continua e la formazione dedicata;

      ISPRA, per la formazione tecnica-specialistica in materia ambientale;

      SYLLABUS, piattaforma dedicata alla formazione dei dipendenti pubblici;

     Nel 2025, pertanto, la formazione del personale, è stata incentrata sui seguenti percorsi erogati dai
soggetti istituzionali sopra descritti, come di seguito dettagliato:

      SNA: i dipendenti MASE hanno partecipato a n. 270 diversi corsi, afferenti a diverse aree tematiche,
così come programmate dal catalogo formativo SNA 2025, per un totale di n. 5828 ore di formazione
erogate a favore del personale del Ministero;

      ISPRA: la Scuola di specializzazione in discipline ambientali, organismo di formazione di ISPRA,
ha erogato n. 369 attività formative a favore di dipendenti del Ministero, di tipo tecnico specialistico in
materia ambientale, per un totale di n. 7164 ore di formazione;

       SYLLABUS: sono stati seguiti dai dipendenti MASE n. 143 attività formative differenti sulla
piattaforma gestita del Dip.to della Funzione Pubblica, afferenti agli ambiti della transizione digitale,
ecologica ed amministrativa, per un totale presunto e riferito alla tempistica standard di durata del singolo
corso (rinvenuta nel catalogo Syllabus), pari a n. 10443 ore di formazione.

     Computando tutti i dati sopra descritti, il totale delle ore di formazione erogate a favore del
personale del MASE dai tre soggetti istituzionali è stato pari a n. 23435.

      A questi vanno aggiunti i corsi erogati internamente, a cura delle varie divisioni del Ministero,
offrendo 44 corsi diversi a cui hanno partecipato 860 corsisti unici per un totale di 18.919 ore.

       In particolare, tra questi si segnalano i corsi che fanno capo a RPCT e del DPO
dell’amministrazione: nel primo caso ai 7 diversi corsi - a tema prevenzione e contrasto alla corruzione,
antiriciclaggio e trasparenza - hanno partecipato 314 corsisti per un totale di 2226 ore; nel secondo per i
4 corsi sulla privacy si registrano 645 corsisti unici per un totale di 2066 ore.

      Asilo nido aziendale

       Anche per il 2025 è stata garantita l’erogazione del servizio nido, incardinato nella sede del MASE,
con orario full time 8.00-17.30, che da Regolamento di funzionamento accoglie non solo i/le figli/e ma
anche i/le nipoti in linea diretta dei dipendenti del Ministero e, in caso di posti ancora disponibili, i/le
figli/e dei dipendenti dell’I.S.P.R.A., di altri enti pubblici (quali C.N.R., Enea, ecc.), o di altre società con
capitale 100% pubblico (quali Sogesid, Invitalia, ecc.) e dell’Ufficio Centrale di Bilancio allocati presso la
sede del Dicastero. In un’ottica di prossimità, nel caso di ulteriori disponibilità di posti, il servizio è aperto
anche bambini/e, figli/e di dipendenti pubblici (Legge 31 dicembre 2009, n. 196 e ss.mm.) residenti nel
territorio del Municipio 8 di Roma Capitale.

     Per l’anno di riferimento il nido ha avuto una capienza massima per ospitare n. 18 bambini e
bambine ed è sempre stata soddisfatta la richiesta dell’utenza.

      Il Bilancio di genere




                                                     - 120 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


        Come ogni anno l’Amministrazione provvede alla elaborazione del Bilancio di genere, volto a dare
evidenza del diverso impatto delle politiche di bilancio su uomini e donne nell’Amministrazione, in
termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito. Si è proceduto acquisendo e collezionando i dati
statistici per la classificazione delle spese secondo una prospettiva di genere, alla luce di una valutazione
del loro diverso impatto su uomini e donne.
        1. Quadro metodologico e azioni dell’Amministrazione
        Il bilancio di genere rappresenta uno strumento di analisi e programmazione volto a valutare in che
modo le politiche pubbliche, le decisioni di spesa e l’organizzazione amministrativa incidano sulle
disuguaglianze tra donne e uomini. Esso consente di integrare la dimensione di genere nel ciclo di
bilancio, favorendo una lettura trasversale delle politiche e orientando l’azione amministrativa verso il
perseguimento di obiettivi di equità, inclusività e benessere organizzativo.

     2. Impostazione e metodologia
     L’impianto del bilancio di genere si fonda su una riclassificazione delle spese e delle politiche
secondo una prospettiva di genere, articolata lungo più dimensioni:

    •    classificazione delle spese in:

             o   neutrali rispetto al genere;

             o   dirette a ridurre le disuguaglianze;

             o   sensibili al genere, in quanto suscettibili di avere impatti differenziati;

             o   da approfondire, nei casi in cui l’impatto non sia immediatamente determinabile;

    •    organizzazione delle informazioni secondo la struttura del bilancio dello Stato (missioni,
         programmi, azioni, capitoli e piani gestionali), che consente di collegare ogni intervento a obiettivi
         strategici e politiche settoriali;

    •    integrazione con indicatori di benessere equo e sostenibile (BES), che permettono di valutare gli
         effetti delle politiche anche in termini di partecipazione al lavoro, qualità della vita e accesso alle
         opportunità. Questo approccio consente di superare una lettura puramente contabile del bilancio,
         introducendo una dimensione qualitativa orientata agli impatti.

       3. Governance e integrazione nel ciclo programmatorio
       Le attività connesse al bilancio di genere sono coordinate a livello centrale dalle strutture
competenti in materia di risorse umane e organizzazione, che svolgono un ruolo di raccordo tra le diverse
articolazioni amministrative.

      Il bilancio di genere si integra inoltre con gli strumenti di programmazione strategica
dell’Amministrazione, in particolare con il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), nel quale
sono definiti obiettivi e azioni per promuovere le pari opportunità e l’equilibrio di genere.

        Tra le principali linee di azione programmate rientrano:

    •    il rafforzamento delle misure di conciliazione vita-lavoro;



                                                     - 121 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


   •    la promozione del benessere organizzativo;

   •    il contrasto alle discriminazioni e alle violenze di genere;

   •    la diffusione della cultura delle pari opportunità nell’ambiente di lavoro.


        4. Politiche per il personale e conciliazione vita-lavoro
      Una componente centrale del bilancio di genere riguarda le politiche interne rivolte al personale,
che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla partecipazione equilibrata di donne e uomini.
       Le misure adottate si collocano lungo tre direttrici principali:
       a) Flessibilità organizzativa
       L’Amministrazione ha sviluppato modelli organizzativi flessibili basati su:
   •    lavoro agile e lavoro da remoto;
   •    telelavoro domiciliare;
   •    flessibilità oraria in ingresso e uscita;
   •    articolazioni differenziate dell’orario di lavoro. Tali strumenti sono disciplinati tramite
        regolamenti interni e accordi individuali, con l’obiettivo di favorire l’equilibrio tra vita
        professionale e personale.
       b) Servizi di welfare e supporto
       Sono previste iniziative di supporto alla genitorialità e alla conciliazione, tra cui:
   •    servizi educativi per l’infanzia (ad esempio strutture dedicate);
   •    strumenti di flessibilità contrattuale (part-time);
   •    iniziative di ascolto e supporto al benessere organizzativo. Queste misure contribuiscono a ridurre
        gli ostacoli alla permanenza e alla progressione lavorativa, in particolare per il personale con
        carichi familiari.
       c) Tutela della genitorialità
       L’Amministrazione garantisce l’accesso ai principali istituti previsti dalla normativa:
   •    congedi di maternità e paternità;
   •    congedi parentali;
   •    strumenti di flessibilità per genitori con figli minori. Tali strumenti sono parte integrante delle
        politiche di equità e inclusione.

        5. Formazione e diffusione della cultura di genere
     Il bilancio di genere valorizza anche le iniziative formative, considerate fondamentali per
promuovere un cambiamento culturale.
       Le attività formative comprendono:


                                                     - 122 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


    •    corsi su pari opportunità e cultura di genere;
    •    iniziative di sensibilizzazione contro discriminazioni e molestie;
    •    percorsi formativi più ampi su competenze trasversali e organizzative. La formazione è spesso
         realizzata in collaborazione con istituzioni specializzate e piattaforme nazionali, e rappresenta uno
         strumento chiave per diffondere consapevolezza e competenze.

        6. Monitoraggio e valutazione
        Il sistema prevede forme di monitoraggio sulle principali misure adottate, in particolare su:
    •    utilizzo delle modalità di lavoro agile;
    •    impatti sull’organizzazione e sulla produttività;
    •    diffusione delle iniziative di conciliazione.
      Pur in presenza di sistemi di rilevazione strutturati, emerge l’esigenza di rafforzare ulteriormente il
monitoraggio in ottica di genere, al fine di analizzare in modo sistematico le differenze tra donne e uomini
e migliorare la capacità valutativa delle politiche.
        7. Integrazione delle politiche settoriali
      Oltre alle politiche per il personale, il bilancio di genere considera anche gli interventi settoriali
dell’Amministrazione, distinguendo tra:
    •    azioni direttamente finalizzate alla riduzione delle disuguaglianze;
    •    interventi indirettamente rilevanti (sensibili al genere);
    •    iniziative per le quali è necessario un ulteriore approfondimento. Questo approccio consente di
         individuare in modo progressivo le aree di maggiore impatto e di orientare le risorse verso
         obiettivi di equità.
        8. Valore strategico del bilancio di genere
        Nel complesso, il bilancio di genere si configura come uno strumento:
    •    di trasparenza, perché rende visibili gli effetti delle politiche pubbliche;
    •    di accountability, in quanto consente di valutare i risultati raggiunti;
    •  di programmazione, perché orienta le scelte future verso la riduzione dei divari.
      Esso contribuisce a integrare la prospettiva di genere nella gestione amministrativa, rafforzando la
coerenza tra obiettivi strategici, politiche attuate e risorse impiegate.

4.2.3. Stato delle risorse economico-finanziarie
        Bilancio
       Il quadro delle risorse di bilancio 2025, in termini di stanziamenti definitivi, impegni e pagamenti
in conto competenza, con specifico riferimento agli obiettivi perseguiti, come articolati nel Piano per la
Performance 2025-2027, è riportato nelle tabelle seguenti. I dati riportati sono stati estratti dal consuntivo
del Sistema per la gestione integrata della contabilità economica e finanziaria (SICOGE).




                                                     - 123 -
                                                                                                                                                                Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                                                                                                 Relazione sulla performance 2025

Tabella 7 – Distribuzione per Centro di responsabilità amministrativa (CRA).

                                                            Stanziamento iniziale   Stanziamento iniziale       Stanziamento          Stanziamento          Impegnato a
Codice Cdr               Centro di responsabilità                                                                                                                                 Totale pagato CP        Totale pagato CR        Residui al 31-12
                                                                    CP                      CS                  definitivo CP         definitivo CS          rendiconto


             GABINETTO E UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE
    1                                                       €        19.476.106     €        19.476.106     €        18.272.889   €        15.342.181   €       12.610.496    €          12.324.181   €             159.186   €             162.646
                       ALL'OPERA DEL MINISTRO

               DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE GENERALE,
   12                                                       €     1.382.456.640     €     1.382.456.640     €     1.488.824.983   €     1.506.361.291   €     1.443.617.834   €       1.420.046.397   €          42.337.495   €         156.327.099
             PIANIFICAZIONE E PATRIMONIO NATURALE (DIAG)


   13          DIPARTIMENTO SVILUPPO SOSTENIBILE (DISS)     €       747.522.782     €       769.322.782     €       820.389.606   €     1.087.023.056   €      528.551.560    €         379.198.645   €         640.024.949   €       1.253.306.230



   14                 DIPARTIMENTO ENERGIA (DIE)            €     1.193.136.859     €     1.253.136.859     €     2.101.099.934   €     1.938.621.795   €     1.563.649.397   €       1.290.158.388   €         246.268.673   €       1.274.850.328



   15                UNITÀ DI MISSIONE PER IL PNRR          €        18.908.680     €        18.908.680     €        19.359.334   €        15.898.423   €       11.625.389    €          10.485.503   €             386.663   €             426.894



                         Totale com plessivo                €     3.361.501.067     €     3.443.301.067     €     4.447.946.746   €     4.563.246.746   €     3.560.054.676   €       3.112.213.113   €         929.176.966   €       2.685.073.196




                                                                                                            - 124 -
                                                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                            Relazione sulla performance 2025

Prospetto 7 – Distribuzione per Centro di responsabilità amministrativa (CRA).




                                                                                 - 125 -
                                                                                                                                                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                                                                                                                          Relazione sulla performance 2025


Tabella 8 – Distribuzione per Missione.
  Codice                                                                       Stanziamento iniziale   Stanziamento iniziale       Stanziamento          Stanziamento          Impegnato a
                                       Missione                                                                                                                                                      Totale Pagato CP        Totale Pagato CR        Residui al 31-12
 missione                                                                              CP                      CS                  definitivo CP         definitivo CS          rendiconto


   10             Energia e diversificazione delle fonti energetiche           €       908.290.583     €       908.290.583     €     1.746.751.779   €     1.667.111.349   €     1.368.384.377   €       1.260.730.287   €         139.120.027   €         866.926.557



   18         Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente     €     2.361.531.100     €     2.443.331.100     €     2.603.250.218   €     2.789.469.429   €     2.124.797.955   €       1.786.437.332   €         769.096.116   €       1.786.227.073



   32       Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche   €        91.679.384     €        91.679.384     €        97.944.749   €       106.665.968   €       66.872.344    €          65.045.494   €          20.960.823   €          31.919.566



                                Totale com plessivo                            €     3.361.501.067     €     3.443.301.067     €     4.447.946.746   €     4.563.246.746   €     3.560.054.676   €       3.112.213.113   €         929.176.966   €       2.685.073.196




                                                                                                                                   - 126 -
                                                      Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                       Relazione sulla performance 2025

Prospetto 8 – Distribuzione per Missione.




                                            - 127 -
                                                                                                                                                                                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                                                                                                                                                              Relazione sulla performance 2025
Tabella 9 – Distribuzione per Programma in ciascuna Missione.

   Cod.                                         Codice                                                                       Stanziamento iniziale   Stanziamento iniziale       Stanziamento          Stanziamento          Impegnato a
                       Missione                                                       Programma                                                                                                                                                    Totale Pagato CP        Totale Pagato CR        Residui al 31-12
 Missione                                     programma                                                                              CP                      CS                  definitivo CP         definitivo CS          rendiconto

                                                          Promozione dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili
                                                 7                                                                           €       625.047.979     €       625.047.979     €     1.440.189.079   €     1.188.326.562   €     1.087.536.791   €       1.072.894.940   €          31.753.962   €         595.415.932
                                                                  e regolamentazione del mercato energetico
             Energia e diversificazione
   10         delle fonti energetiche
                                                          Innovazione, reti energetiche, sicurezza in ambito energetico e
                                                 8                                                                           €       283.242.604     €       283.242.604     €       306.562.700   €       478.784.787   €      280.847.586    €         187.835.348   €         107.366.065   €         271.510.625
                                                                                   di georisorse


                                                 8          Vigilanza, prevenzione e repressione in ambito ambientale        €        23.219.101     €        23.219.101     €        24.278.210   €        26.220.334   €       24.167.306    €          24.167.306   €           1.942.125   €           1.942.125


                                                               Tutela e gestione delle risorse idriche e del territorio e
                                                 12                                                                          €       535.062.362     €       555.062.362     €       557.161.923   €       837.208.978   €      336.724.820    €         221.686.507   €         600.425.653   €         966.531.615
                                                                       prevenzione del rischio idrogeologico

                                                             Tutela, conservazione e valorizzazione della fauna e della
                                                 13                                                                          €       305.626.501     €       305.626.501     €       369.916.395   €       368.928.645   €      359.808.633    €         341.330.973   €          11.889.160   €         103.880.950
                                                          flora, salvaguardia della biodiversita' e dell'ecosistema marino

                                                          Promozione dell'economia circolare, politiche per la gestione dei
                                                 15                                                                         €         20.553.807     €        20.553.807     €        45.879.520   €        37.027.780   €       19.909.196    €          17.320.037   €          11.850.489   €          76.301.289
                                                                  rifiuti e sostenibilità dei prodotti e dei consumi

             Sviluppo sostenibile e tutela
   18        del territorio e dell'ambiente
                                                 19        Prevenzione e risanamento del danno ambientale e bonifiche        €       145.669.404     €       147.469.404     €       164.833.518   €       175.677.688   €      135.244.908    €         119.285.052   €          21.964.723   €         162.793.873



                                                 20       Attività internazionale e comunitaria per la transizione ecologica €       981.407.760     €       981.407.760     €     1.014.958.518   €     1.019.888.525   €     1.005.380.046   €       1.001.826.804   €           7.704.573   €          18.747.104


                                                               Valutazioni e autorizzazioni ambientali e prevenzione
                                                 21                                                                          €        46.237.209     €        46.237.209     €        52.514.645   €        37.108.610   €       36.672.636    €          20.907.049   €           5.784.084   €          47.679.453
                                                                    inquinamento acustico ed elettromagnetico

                                                           Coordinamento delle attività connesse al PNRR in materia del
                                                 22                                                                          €        18.908.680     €        18.908.680     €        19.359.334   €        15.898.423   €       11.625.389    €          10.485.503   €             386.663   €             426.894
                                                                           territorio e dell'ambiente


                                                 23              Politiche per il miglioramento della qualita' dell' aria    €       284.846.276     €       344.846.276     €       354.348.155   €       271.510.446   €      195.265.021    €          29.428.101   €         107.148.647   €         407.923.771



                                                 2                                 Indirizzo politico                        €        19.476.106     €        19.476.106     €        18.272.889   €        15.342.181   €       12.610.496    €          12.324.181   €             159.186   €             162.646
                Servizi istituzionali e
   32       generali delle amministrazioni
                      pubbliche
                                                 3         Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza    €        72.203.278     €        72.203.278     €        79.671.860   €        91.323.787   €       54.261.848    €          52.721.314   €          20.801.637   €          31.756.920



                                                                               Totale com plessivo                           €     3.361.501.067     €     3.443.301.067     €     4.447.946.746   €     4.563.246.746   €     3.560.054.676   €       3.112.213.113   €         929.176.966   €       2.685.073.196




                                                                                                                                                           - 128 -
                                                                                 Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                  Relazione sulla performance 2025
Prospetto 9 – Distribuzione per Programma, raggruppati per Missione.




                                                                       - 129 -
                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Relazione sulla performance 2025
Tabella 10 – Distribuzione per Azione in ciascun Programma.
                                                                      Codice
                            Programma                                                                         Azione                                   Stanziamento iniziale CP   Stanziamento iniziale CS   Stanziamento definitivo CP Stanziamento definitivo CS       Impegnato a rendiconto       Totale Pagato CP           Totale Pagato CR             Residui al 31-12
                                                                      azione
                                                                         1                     Spese di personale per il programma                     €             5.946.285    €             5.946.285    €              6.582.643   €              6.455.561     €                5.307.675   €             5.307.675    €                      -     €                      -
                                                                                  Iniziative per la decarbonizzazione, regolamentazione delle
                                                                        2      modalità di incentivazione dell'efficienza energetica e delle fonti     €           600.249.268    €           600.249.268    €          1.402.660.806   €          1.145.691.763     €            1.057.609.447   €         1.052.933.981    €            21.976.452      €           391.543.084
                                                                                                             rinnovabili
                                                                                  Regolamentazione e sviluppo della concorrenza sui mercati
Promozione dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili e
                                                                                energetici; promozione dello sviluppo economico nelle regioni
          regolamentazione del mercato energetico                       3                                                                              €             3.290.000    €             3.290.000    €              3.290.000   €                     -      €                      -     €                      -   €                      -     €               186.277
                                                                                interessate dalle estrazioni di idrocarburi e sostenibilità di tali
                                                                                                                attività
                                                                                 Interventi per la mobilità sostenibile e per l'efficientamento e il
                                                                        4                                                                              €             4.962.999    €             4.962.999    €             18.551.321   €             24.990.743     €               18.525.172   €            11.438.339    €             8.973.989      €           155.088.709
                                                                                                       risparmio energetico
                                                                        5              Interventi per il contrasto ai cambiamenti climatici            €            10.599.427    €            10.599.427    €              9.104.309   €             11.188.495     €                6.094.496   €             3.214.945    €               803.521      €            48.597.863
                                                                        1                    Spese di personale per il programma                       €             6.178.374    €             6.178.374    €              7.350.707   €              6.861.671     €                5.954.979   €             5.954.979    €                      -     €                      -
                                                                                Sviluppo infrastrutture e sicurezza dei sistemi elettrico, gas e
Innovazione, reti energetiche, sicurezza in ambito energetico e di      2       petrolio; controllo delle attività su georisorse e materie prime       €            72.232.353    €            72.232.353    €             84.487.950   €             97.603.865     €               80.196.858   €            18.156.366    €            64.856.977      €            67.737.858
                           georisorse                                                                      strategiche
                                                                                  Ricerca sulle tecnologie sostenibili in ambito energetico e
                                                                        3                                                                              €           204.831.877    €           204.831.877    €           214.724.043    €            374.319.251     €              194.695.749   €           163.724.003    €            42.509.088      €           203.772.766
                                                                                                            ambientale
                                                                        1       Spese di personale per il programma (Comando dei Carabinieri)          €            17.928.515    €            17.928.515    €             17.987.624   €             17.987.624     €               17.987.624   €            17.987.624    €                      -     €                      -
   Vigilanza, prevenzione e repressione in ambito ambientale
                                                                        2           Vigilanza del Comando Carabinieri Tutela dell'Ambiente             €             5.290.586    €             5.290.586    €              6.290.586   €              8.232.710     €                6.179.682   €             6.179.682    €             1.942.125      €             1.942.125
                                                                        1                     Spese di personale per il programma                      €             3.799.601    €             3.799.601    €              4.783.887   €              4.010.855     €                3.214.869   €             3.214.869    €                      -     €                      -
                                                                                Interventi per l'uso efficiente delle risorse idriche, per la tutela
     Tutela e gestione delle risorse idriche e del territorio e         2                                                                              €            36.528.589    €            36.528.589    €             48.558.989   €             51.062.807     €               33.528.019   €            32.877.990    €             5.370.805      €            80.468.949
                                                                                 quali-quantitativa delle acque e per il servizio idrico integrato
             prevenzione del rischio idrogeologico
                                                                        3       Protezione e difesa del suolo, tutela dell'assetto idrogeologico       €           448.879.639    €           468.879.639    €           457.964.514    €            736.280.783     €              254.127.399   €           139.739.115    €           595.054.848      €           883.305.524
                                                                        5                    Finanziamenti per le Autorita' di bacino                  €            45.854.533    €            45.854.533    €             45.854.533   €             45.854.533     €               45.854.533   €            45.854.533    €                      -     €             2.757.143
                                                                        1                      Spese di personale per il programma                     €             6.501.418    €             6.501.418    €              7.224.621   €              6.070.710     €                5.154.803   €             5.154.803    €                      -     €                      -
                                                                                Tutela del mare e interventi operativi di prevenzione e contrasto
                                                                        2                                                                              €            52.856.455    €            52.856.455    €             56.507.211   €             53.979.215     €               52.990.439   €            52.081.963    €               538.938      €               875.221
                                                                                     agli inquinamenti da idrocarburi e sostanze assimilate
                                                                                    Tutela e valorizzazione della biodiversita' e controllo del
Tutela, conservazione e valorizzazione della fauna e della flora,
                                                                        3      commercio di specie a rischio di estinzione - (CITES) e controllo       €            10.653.765    €            10.653.765    €             10.715.306   €             15.304.166     €                8.845.412   €             8.166.680    €             5.348.061      €             5.966.771
    salvaguardia della biodiversita' e dell'ecosistema marino
                                                                                                              OGM
                                                                               Tutela, valorizzazione e gestione delle aree naturali protette e dei
                                                                        4                                                                              €           108.089.908    €           108.089.908    €           158.167.248    €            155.472.545     €              155.515.969   €           140.725.517    €             5.202.161      €            96.238.958
                                                                                                      patrimoni naturalistici
                                                                        6              Finanziamento della ricerca nel settore ambientale              €           127.524.955    €           127.524.955    €           137.302.009    €            138.102.009     €              137.302.009   €           135.202.009    €               800.000      €               800.000
                                                                        1                     Spese di personale per il programma                      €             3.608.395    €             3.608.395    €              3.971.067   €              3.864.635     €                2.811.585   €             2.811.585    €                      -     €                      -
                                                                               Interventi per la promozione dell'economia circolare e politiche di
   Promozione dell'economia circolare, e gestione dei rifiuti e         2                                                                              €            13.533.623    €            13.533.623    €             38.486.764   €             28.955.452     €               14.284.588   €            11.964.452    €            10.845.836      €            73.330.860
                                                                                                        gestione dei rifiuti
            interventi per lo sviluppo sostenibile
                                                                               Promozione dei prodotti e consumi sostenibili e valutazione delle
                                                                        5                                                                              €             3.411.789    €             3.411.789    €              3.421.689   €              4.207.693     €                2.813.023   €             2.544.000    €             1.004.653      €             2.970.428
                                                                                                  sostanze chimiche pericolose
                                                                        1                     Spese di personale per il programma                      €             3.766.645    €             3.766.645    €              4.014.335   €              3.521.597     €                2.711.625   €             2.711.625    €                      -     €                      -
  Prevenzione e risanamento del danno ambientale e bonifiche            2        Accertamento e risarcimento in materia di danno ambientale            €               244.366    €               244.366    €                569.963   €                569.963     €                  565.496   €               565.496    €                      -     €                29.656
                                                                        3               Interventi di risanamento ambientale e bonifiche               €           141.658.393    €           143.458.393    €           160.249.220    €            171.586.128     €              131.967.787   €           116.007.931    €            21.964.723      €           162.764.217
                                                                        1                     Spese di personale per il programma                      €             3.319.771    €             3.319.771    €              3.664.929   €              2.834.287     €                1.074.399   €             1.074.399    €                      -     €                      -
                                                                        2           Attuazione accordi e impegni internazionali e comunitari           €           927.493.003    €           927.493.003    €           927.493.003    €            927.493.003     €              926.582.424   €           926.542.424    €               330.992      €               514.772
Attività internazionale e comunitaria per la transizione ecologica      3                          Cooperazione internazionale                         €            46.286.899    €            46.286.899    €             74.286.899   €             78.395.612     €               73.738.265   €            73.738.265    €             3.399.735      €             4.108.713
                                                                                   Interventi a livello nazionale di promozione dello sviluppo
                                                                        4                                                                              €             4.308.087    €             4.308.087    €              9.513.687   €             11.165.623     €                3.984.960   €               471.718    €             3.973.847      €            14.123.619
                                                                                                             sostenibile
                                                                        1                     Spese di personale per il programma                      €             4.685.621    €             4.685.621    €              5.191.085   €              4.021.174     €                2.601.404   €             2.601.404    €                      141   €                      207

 Valutazioni e autorizzazioni ambientali e interventi per la qualit     2      Verifiche di compatibilita' ambientale e rilascio delle autorizzazioni €             21.195.480    €            21.195.480    €             25.478.214   €             30.199.290     €               22.491.774   €            16.926.266    €             5.444.571      €             6.527.839
     dell'aria e prevenzione e riduzione dell'inquinamento
                                                                                    Prevenzione e riduzione dell'inquinamento acustico ed
                                                                        3                                                                              €            20.356.108    €            20.356.108    €             21.845.346   €              2.888.146     €               11.579.458   €             1.379.379    €               339.371      €            41.151.406
                                                                                                      elettromagnetico
                                                                        1                     Spese di personale per il programma                      €             6.286.180    €             6.286.180    €              6.736.834   €              6.736.834     €                5.154.942   €             5.154.942    €                      -     €                      -
  Coordinamento delle attività connesse al PNRR in materia del
                  territorio e dell'ambiente                                      Coordinamento, gestione, monitoraggio, rendicontazione e
                                                                        2                                                                              €            12.622.500    €            12.622.500    €             12.622.500   €              9.161.589     €                6.470.446   €             5.330.560    €               386.663      €               426.894
                                                                                    controllo dell'attuazione dei progetti connessi al PNRR
                                                                        1                     Spese di personale per il programma                      €             2.438.108    €             2.438.108    €              2.677.967   €              2.066.224     €                  554.005   €               554.005    €                      -     €                      -
        Politiche per il miglioramento della qualità dell'aria
                                                                        2              Interventi per il miglioramento della qualita' dell'aria        €           282.408.168    €           342.408.168    €           351.670.188    €            269.444.222     €              194.711.016   €            28.874.096    €           107.148.647      €           407.923.771
                                                                        1                       Ministro e Sottosegretari di Stato                     €               385.798    €               385.798    €                385.798   €                385.798     €                  188.472   €               188.472    €                      -     €                      -
                                                                        2                        Indirizzo politico-amministrativo                     €            15.104.403    €            15.104.403    €             16.878.723   €             13.948.015     €               12.119.437   €            11.833.121    €               150.173      €               153.632
                          Indirizzo politico                            3                   Valutazione e controllo strategico (OIV)                   €               397.605    €               397.605    €                420.068   €                420.068     €                  302.587   €               302.587    €                 9.013      €                  9.013
                                                                               Fondi da ripartire alimentati dal riaccertamento dei residui passivi
                                                                        4                                                                              €             3.588.300    €             3.588.300    €                588.300   €                588.300     €                      -     €                      -   €                      -     €                      -
                                                                                                              perenti
                                                                        1                     Spese di personale per il programma                      €            38.926.749    €            38.926.749    €             43.386.646   €             35.812.008     €               23.033.405   €            23.033.405    €                      -     €                  3.568
                                                                        2                             Gestione del personale                           €             8.964.899    €             8.964.899    €             10.459.720   €              9.963.388     €                8.166.640   €             7.287.217    €               562.321      €             1.061.085
  Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza        3                      Gestione comune dei beni e servizi                      €             7.583.948    €             7.583.948    €              8.548.611   €             12.407.878     €                6.733.072   €             6.498.141    €             4.051.969      €            14.320.480

                                                                        5      Digitalizzazione, sistemi informativi e comunicazione istituzionale     €            16.727.682    €            16.727.682    €             17.276.883   €             33.140.513     €               16.328.731   €            15.902.551    €            16.187.347      €            16.371.787

                                                                                                      Totale com plessivo                              €         3.361.501.067    €         3.443.301.067    €          4.447.946.746   €          4.563.246.746     €            3.560.054.676   €         3.112.213.113    €           929.176.966      €         2.685.073.196


Prospetto 10 – Distribuzione per Azione, raggruppate per Missione.
                                                                                                                                                                                                        - 130 -
          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                           Relazione sulla performance 2025




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                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2025



4.3 Gli enti vigilati

       L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (🔗 link), istituito dall’articolo
28, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, è Ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia
tecnico-scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, patrimoniale e contabile, di cui il Ministro
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si avvale nell’esercizio delle attribuzioni impartendo le direttive
generali per il perseguimento dei compiti istituzionali e per lo svolgimento delle “attività tecnico-
scientifiche e di controllo ambientale di interesse nazionale” come previsto dal Regolamento di
organizzazione del Ministero (D.P.C.M. del 30 ottobre 2023 n. 180, recante “Regolamento concernente
modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero della transizione ecologica di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 29 luglio 2021 n. 128”, pubblicato su Gazzetta Ufficiale in data 7
dicembre 2023).
       Nell’esercizio delle proprie funzioni l’ISPRA è sottoposto alla vigilanza del Ministro che si esplica,
secondo quanto previsto dagli articoli 12 e 14 del D.M. n. 123 del 2010. L’articolo 12, comma 4, del D.M.
21 maggio 2010, n. 123 prevede che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e l’ISPRA
stipulino una Convenzione triennale, con adeguamento finanziario e degli obiettivi per ciascun esercizio,
con la quale, previa ricognizione dei servizi ordinari, sono individuate anche le eventuali attività ulteriori,
non incompatibili con gli stessi nonché le risorse allo scopo disponibili. La vigente Convenzione triennale
2025-2027 tra il Ministero e l’ISPRA è stata adottata con D.M. del 30 maggio 2025, n. 56.
      Con Decreto del Ministro del MASE prot. n. 447 del 12.12.2025 è stato nominato il Commissario
straordinario, nelle more del perfezionamento della procedura di nomina del nuovo Presidente
     Con Decreto del Ministro del MASE prot. n. 209 del 29.07.2025 è stato nominato il presidente del
Consiglio dei Revisori dei Conti dell’ISPRA
      Con Decreto del Capo del Dipartimento amministrazione generale, pianificazione e patrimonio
naturale, prot. n. 129 del 14 dicembre 2022, è stato approvato il Protocollo di intesa tra il Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed ISPRA per la Scuola di specializzazione in materia
ambientale, sottoscritto in data 13 dicembre 2022, volto ad assicurare la formazione specifica al personale
del Ministero ai sensi dell’articolo 50, comma 4 del D.L. 16/07/2020 n. 76 “Misure urgenti per la
semplificazione e l’innovazione Digitale”, la cui efficacia è stata in precedenza descritta.
      Con Decreto del Ministro prot. n. 84 del 02.04.2025 è stata emanata la “Direttiva generale
concernente lo svolgimento delle funzioni e dei compiti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la
Ricerca Ambientale - per il periodo 2025 -2027”.
      L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile
(🔗 link) è un ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla prestazione
di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell’energia,
dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile (art. 4 Legge 28 dicembre 2015, n. 221). I settori di
specializzazione sono le tecnologie energetiche (fonti rinnovabili, accumuli, reti intelligenti) dove
l’Agenzia è anche il coordinatore del: “Cluster Tecnologico Nazionale Energia, la fusione nucleare e la
sicurezza” (dove l’Agenzia è coordinatore nazionale per la ricerca); l’efficienza energetica (con l’Agenzia
Nazionale per l’efficienza); le tecnologie per il patrimonio culturale; la protezione sismica, la sicurezza
alimentare; l’inquinamento; le scienze della vita; le materie prime strategiche; il cambiamento climatico.
      Il D.L. n. 22/2021, convertito con modificazioni dalla L. 22 aprile 2021, n. 55, ha attribuito al
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica l’attività di vigilanza sull’ENEA. Di conseguenza,


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                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2025


ai sensi dell’articolo 2, comma 6, del D.L. n. 22/2021, lo Statuto dell’ente è stato modificato al fine di
prevedere la vigilanza da parte del Ministero della Transizione Ecologica (ora MASE).
        Il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 29 giugno 2022, n.
79 all’articolo 24, comma 1 ha previsto che al fine di garantire la corretta attuazione del Piano Nazionale
di Ripresa e Resilienza, nell'ambito della Missione 2, Componente 3, Investimento 2.1 «Ecobonus e
Sismabonus fino al 110 per cento per l'efficienza energetica e la sicurezza degli edifici», nonché al fine di
effettuare il monitoraggio degli interventi di cui al medesimo articolo, compresa la valutazione del
risparmio energetico da essi conseguito, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali
per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica all'ENEA le informazioni
sugli interventi effettuati; l’articolo 24, comma 2 del sopra citato decreto-legge ha stabilito che, al fine di
assicurare al MASE il supporto necessario per l'espletamento delle attività tecniche e scientifiche correlate
alla attuazione e al monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l'ENEA modifichi il proprio
statuto prevedendo l'istituzione della figura del Direttore generale e che con successivo decreto del
Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle
Finanze sia modificata la dotazione organica dell'Agenzia con l'inserimento di una unità dirigenziale di
livello generale; lo Statuto dell’ENEA, è stato revisionato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta
del 20 giugno 2022 in attuazione del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 e approvato dal Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Con D.M. n. 20 del 18.01.2023 è stata integrata con
l'inserimento di una unità dirigenziale di livello generale, la dotazione organica dell'Agenzia Nazionale per
le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)
       Con Decreto del Ministro del MASE prot. n. 136 del 29.11.2025 sono stati designati i membri
dell’attuale Consiglio di Amministrazione dell’ENEA
      Con Decreto del Ministro del MASE prot. n. 381 del 21.10.2025 sono stati designati i componenti
del Collegio dei Revisori dei Conti dell’ENEA.
      Con Decreto del Ministro del MASE prot. n. 92 del 09.04.2025 è stata emanata la “Direttiva
generale concernente lo svolgimento delle funzioni e dei compiti dell'Agenzia nazionale per le nuove
tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile - per il periodo 2025 -2027”.
       Gestore dei servizi energetici (🔗 link) è una Società per Azioni interamente partecipata dal
Ministero dell’Economia e delle Finanze (ex art. 3 comma 4 del D.Lgs. n. 79/99). La società opera in
conformità alle delibere emanate dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ed è
assoggettata al controllo della Corte dei conti con le modalità di cui all’art. 12 della legge L. 21 marzo
1958, n. 259. La società ha per oggetto l’esercizio delle funzioni di natura pubblicistica del settore elettrico
e, in particolare, delle attività di carattere regolamentare, di verifica e certificazione relativa al settore
dell’energia elettrica di cui all’articolo 3, commi 12 e 13 e di cui all’articolo 11, comma 3, del decreto
legislativo 13 marzo 1999, n. 79 e s.m.i., nonché le attività correlate di cui al decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387 e s.m.i., in materia di promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche
rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità, comprese le attività di carattere regolamentare e le altre
competenze, diritti e poteri ad esse inerenti.
       A seguito dell’entrata in vigore del sopracitato D.L. n. 22/2021, convertito con modificazioni dalla
L. 22 aprile 2021, n. 55, e in particolare dell’articolo 2, comma 7, lett. b), i diritti dell’azionista sono
esercitati d’intesa tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro della Transizione Ecologica
(ora MASE).
      Nell’Assemblea ordinaria del 31 luglio 2024 è stato nominato il Consiglio di amministrazione per
le annualità 2024, 2025 e 2026 costituito dal Presidente Paolo Arrigoni, Amministratore Delegato Vinicio
Mosè Vigilante, Consiglieri Caterina Belletti, Roberta Toffanin.


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                                                                                Relazione sulla performance 2025


       Con Decreto del Ministro del MASE prot. n. 115 del 06.05.2025 è stata emanata la “Direttiva
generale concernente lo svolgimento delle funzioni e dei compiti del Gestore dei servizi energetici - per
il periodo 2025 -2027”.
        La Società gestione impianti nucleare (🔗 link) è una Società per Azioni costituita da ENEL
S.p.A., il 31 maggio 1999, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 13 del Decreto Legislativo 16 marzo
1999, n. 79, “Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno
dell’energia elettrica”. La Società nell’esercizio delle sue attività si attiene agli indirizzi formulati dal
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per effetto del disposto dell’articolo 7, comma 2,
lett. a), del decreto-legge n. 22/2021, convertito con modificazioni dalla L. 55/2021. Alla Società sono
stati affidati compiti istituzionali inerenti lo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, degli
impianti di produzione del combustibile e di ricerca del ciclo del combustibile nucleare, le attività relative
alla chiusura del ciclo del combustibile, alla messa in sicurezza ed allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, alla
disattivazione degli impianti a fine vita, al mantenimento in sicurezza degli stessi, fino al rilascio del sito
per altri usi, alla realizzazione ed all’esercizio del Parco Tecnologico e del Deposito nazionale,
comprendente anche il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Per effetto della
determinazione 5/2002, SO.GI.N. S.p.A. è assoggettata al controllo della Corte di conti, ai sensi dell’art.
12 della legge n. 259/1958.
      A far data dal mese di giugno 2022, con D.L. 73 del 21 giugno, convertito con modificazioni dalla
L. 4 agosto 2022, n. 122, la Società è stata commissariata e il Consiglio di amministrazione in carica è
decaduto. Con successivo DPCM del 19 luglio 2022 è stato nominato l’Organo Commissariale, per la
durata di un anno, così composto: Fiamma Spena (Commissario); Angela Bracco (Vice Commissario);
Giuseppe Maresca (Vice Commissario).
       Nell’agosto 2023 l'Assemblea degli Azionisti ha nominato il Consiglio di amministrazione per gli
esercizi 2023-2025, costituito dal Presidente Carlo Massagli, Amministratore Delegato Gian Luca Artizzu
e dai consiglieri Barbara Bortolussi, Paola Cianfrocca e Jacopo Vignati.
       Con Decreto del Ministro del MASE prot. n. 118 del 12.05.2025 è stata emanata la “Direttiva
generale” concernente lo svolgimento delle funzioni e dei compiti della Società gestione impianti nucleare
- per il periodo 2025 -2027”.
       La Sogesid S.p.A. (🔗 link), ai sensi dell’articolo 4, comma 1 del proprio Statuto societario, svolge
– sulla base di quanto disposto dall’articolo 1, comma 503 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 –
attività strumentali alle esigenze, finalità, competenze ed attribuzioni istituzionali del MASE e del MIT
(Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) configurandosi, pertanto, come società in house providing
dei due Dicasteri, con le disposizioni dettate dagli artt. 7 e 23 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n.
36.
      Il suo capitale sociale è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il
MASE, che esercita sulla Sogesid S.p.A. le funzioni di indirizzo e controllo analogo, è legittimato a
procedere all’affidamento diretto di attività alla medesima Società senza dover ricorrere alle procedure di
evidenza pubblica.
       La Sogesid s.p.a. è soggetta al Controllo analogo di cui al Decreto interministeriale 17 febbraio
2023, n. 79, recante “Ricostituzione del Comitato di controllo analogo congiunto sulla Società Sogesid
S.p.A. ammesso alla registrazione della Corte dei Conti in data 1° marzo 2023, al n. 552, adottato dal
Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti.




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                                                                               Relazione sulla performance 2025


       Primario strumento di disciplina della società in house in questione è la Direttiva del Ministro
sull’attività chiamata a svolgere per conto del Ministero, che è stata adottata con D.M. n.216 del 1.08.2025.
       Al fine della definizione del quadro di regole generali all’interno delle quali ricondurre gli
affidamenti diretti per le attività di supporto tecnico-specialistico che le Direzioni Generali del Ministero
effettuano in favore della Sogesid S.p.A., è stata definita una Convenzione Quadro triennale 2025-2027,
prot. n. R.0000019 del 11.04.2025 e ammessa alla registrazione dalla Corte dei conti il 06/05/2025 al n.
1605. Le Direzioni generali, all’atto della stipula delle singole e specifiche Convenzioni attuative con la
Sogesid S.p.A., sono tenute ad attenersi ai criteri comuni della predetta Convenzione Quadro.
       Gli Enti Parco Nazionali, istituiti ai sensi della Legge 6 dicembre 1991, n. 394, che ne indica le
finalità, svolgono funzioni e servizi di rilevante interesse pubblico e sono sottoposti alla vigilanza del
Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Ai suddetti Enti si applicano le disposizioni di cui
alla legge 20 marzo 1975, n.70.
       In considerazione della loro natura giuridica, gli Enti in questione sono autonomamente sottoposti
a tutti gli obblighi e agli adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di prevenzione della
corruzione e di trasparenza. I suddetti Parchi, pertanto, procedono all’individuazione ed alla nomina di
un proprio Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza e si dotano di un
proprio Piano per il quale il P.N.A. 2022 dell’A.N.A.C. costituisce atto di indirizzo. Nell’ambito della
vigilanza esercitata, comunque, vengono assicurate tutte le iniziative utili per sollecitare gli enti interessati
all’adozione tempestiva delle misure necessarie a garantire il corretto andamento dell’azione
amministrativa.
       Le Autorità di Bacino distrettuali, enti pubblici non economici, dotati di personalità giuridica di
diritto pubblico e di autonomia organizzativa, gestionale, patrimoniale, contabile e tecnico-scientifica,
operanti in materia di difesa del suolo e tutela delle acque e gestione delle risorse idriche, sono disciplinate
dall’articolo 63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Tale disposizione, così come sostituita dall’art.
51 comma 2 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, al comma 1 istituisce in ciascun distretto idrografico
in cui è ripartito il territorio nazionale, l’Autorità di bacino distrettuale. Essa opera in conformità agli
obiettivi della parte III del D. Lgs. n. 152/2006 e uniforma la propria attività a criteri di efficienza,
efficacia, economicità e pubblicità.
      Con il decreto ministeriale n. 294 del 25 ottobre 2016, emanato di concerto con il Ministro
dell’Economia e con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ed entrato in vigore
il 17 febbraio 2017, sono stati fissati gli indirizzi per rendere le Autorità di bacino distrettuali, già
formalmente istituite, pienamente operative.
       Tra gli enti vigilati dal Ministero rientrano anche i Consorzi di regolazione dei laghi. La finalità
istituzionale dei Consorzi del Ticino, dell’Oglio e dell’Adda è quella di provvedere alla costruzione,
manutenzione ed esercizio delle opere regolatrici degli invasi, rispettivamente, del Lago Maggiore, del
Lago d’Iseo e del Lago di Como, per dar luogo ad un volume di acque nuove da destinare all’irrigazione
e ad altri fabbisogni locali. Si tratta di Enti pubblici non economici, ai sensi della legge 20 marzo 1975, n.
70.
       La vigilanza sugli Enti in esame rientra nella competenza dello Stato, in quanto le opere regolatrici
degli invasi dei laghi Maggiore, di Como e d’Iseo fanno parte, in base al combinato disposto degli articoli
89, comma 1, lettera b) e 91, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nella categoria delle
“grandi dighe”. Per effetto dell’art. 36, comma 1, lett. d) del decreto legislativo n. 300/1999, che ha
trasferito dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti all’allora MATTM (oggi MASE) le competenze
in materia di tutela e gestione delle risorse idriche, essi sono attualmente sottoposti alla vigilanza di questo
Dicastero.


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                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2025


       Il Commissario straordinario unico alla depurazione (🔗 link) è stato nominato con il DPCM
11 maggio 2020 sentiti l’allora Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro
per il Sud e la Coesione territoriale, ai sensi dell’articolo 5, c. 6, del D.L. del 14 ottobre 2019, n. 111,
convertito con modificazioni, nella legge 12 dicembre 2019, n. 141, al fine di accelerare la progettazione
e la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione di cui all’articolo 2, del D.L.
29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazioni, dalla L. 27 febbraio 2017, n. 18, nonché degli
ulteriori interventi previsti dall’articolo 4-septies, comma 1, del D.L. 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con
modificazioni, dalla L. 14 giugno 2019, n. 55. Il Commissario unico, di cui al comma 1 del citato DPCM,
è subentrato in tutte le situazioni giuridiche attive e passive del Commissario unico nominato con Decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.128 del
5 giugno 2017.
       Il Commissario ha il compito di realizzare gli interventi nel settore fognario depurativo per gli
agglomerati oggetto di contenzioso comunitario, al fine di evitare l’aggravamento dello stesso e di
svolgere tutte le attività connesse e/o conseguenziali a tale scopo, coadiuvato da due sub commissari che
durano in carica tre anni. Il potere di vigilanza attribuito al Ministero con DPCM 11 maggio 2020, è
limitato esclusivamente alla valutazione dei risultati della gestione commissariale, anche al fine
dell’erogazione della parte variabile del compenso previsto all’art. 1, c. 1 del DPCM del 23 dicembre 2020,
con il quale sono stati fissati i compensi per il Commissario e per i sub Commissari.
        I Consorzi relativi alla gestione di particolari tipologie di rifiuti sono soggetti privati con
finalità di pubblico interesse, previsti dalla Parte IV del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. I Consorzi
sono costituiti dai produttori di beni suscettibili di diventare rifiuti, al fine di organizzare la loro gestione
complessiva, dalla fase di raccolta fino alle operazioni di recupero, riciclo ed in maniera soltanto residuale
di smaltimento, tutelando così l’ambiente dal loro impatto. Le tipologie di materiali/rifiuti di cui tali
consorzi si occupano sono le seguenti: imballaggi, olii e grassi vegetali e animali esausti, oli minerali usati,
rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, polietilene, veicoli fuori uso, pile e accumulatori,
pneumatici fuori uso.
       Il Ministero esercita sull’attività dei consorzi/sistemi di gestione dei rifiuti un’azione di vigilanza, in
riferimento al rispetto degli oneri informativi, alla governance, nonché una vigilanza di tipo ispettivo
finalizzata a garantire la corretta azione ambientale di tali soggetti. Con l’emanazione del decreto
direttoriale n. 135 del 3 dicembre 2019, è stata approvata la “Procedura per l’esercizio delle funzioni di
vigilanza sui Consorzi e sui sistemi autonomi di gestione dei rifiuti”.

5. Misurazione e valutazione della performance organizzativa
      Il modello di pianificazione della performance del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica, come descritto nel PIAO 2025-2027, assume come riferimento la struttura del Bilancio di
Previsione dello Stato articolata per Missioni, Programmi, Azioni e Obiettivi. Ciò al fine di assicurare la
necessaria integrazione logica tra “ciclo della performance” e “ciclo del bilancio”.

5.1 Risultati relativi agli obiettivi triennali e annuali
      Gli obiettivi sono distinti in obiettivi specifici (triennali), che rispecchiano i principali traguardi
che l’Amministrazione intende raggiungere nel triennio, e obiettivi annuali, che costituiscono traguardi
intermedi che il Ministero si prefigge di conseguire per assicurare il raggiungimento dell’obiettivo
specifico triennale di riferimento.




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                                                                                 Relazione sulla performance 2025




                                                   IPARTIME TI
                                                 33 obiettivi


                                                   IRE IO I E ERALI
                                                 89 obiettivi


                                                   I ISIO I
                                                 235 obiettivi




       Il PIAO 2025-2027 (🔗 link) ha definito gli obiettivi specifici triennali richiamati nel paragrafo 2.1
del Piano stesso e sono stati poi declinati in obiettivi operativi annuali. Gli obiettivi triennali sono allegati
alla presente relazione e consultabili come:
           • “Obiettivi triennali”
    Gli obiettivi annuali sono stati programmati a tre livelli, così come specificato al paragrafo 2.2 del
PIAO, seguendo la linea gerarchica della struttura organizzativa:
     a. a un “primo livello” sono individuati gli obiettivi annuali relativi ai Dipartimenti; gli obiettivi di tali
unità organizzative sono allegati alla presente relazione e consultabili come:
          •    “Obiettivi annuali dei Dipartimenti”
    b. a un “secondo livello” sono individuati gli obiettivi annuali relativi agli uffici dirigenziali di livello
generale; gli obiettivi di tali unità organizzative sono allegati alla presente relazione e consultabili come:

           •   “Obiettivi annuali delle Direzioni del Dipartimento DIAG”
           •   “Obiettivi annuali delle Direzioni del Dipartimento DISS”
           •   “Obiettivi annuali delle Direzioni del Dipartimento DIE”
           •   “Obiettivi annuali delle Direzioni dell’UM PNRR”
    c. a un “terzo livello” sono individuati gli obiettivi annuali relativi agli uffici dirigenziali di livello non
generale; gli obiettivi di tali unità organizzative sono allegati alla presente relazione e consultabili come:

          •    “Obiettivi annuali delle Divisioni delle Direzioni del Dipartimento DIAG”
          •    “Obiettivi annuali delle Divisioni delle Direzioni del Dipartimento DISS”
          •    “Obiettivi annuali delle Divisioni delle Direzioni del Dipartimento DIE”
          •    “Obiettivi annuali delle Divisioni delle Direzioni dell’UM PNRR”



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                                                                            Relazione sulla performance 2025


5.2. Performance organizzativa complessiva
      La valutazione della performance organizzativa del Ministero nel suo complesso compete
all’Organismo Indipendente di Valutazione (art. 7, comma 2, lett. a, d.lgs. n.150/2009).
      Come già in precedenza illustrato, l’attuale struttura organizzativa del Ministero, prevede tre livelli
ordinati di programmazione, quindi di obiettivi, che sono corrispondenti ai tre livelli della”
macrostruttura dirigenziale”:

            a) la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione, adottata dal Ministro,
        contiene gli obiettivi operativi annuali e gli obiettivi trasversali assegnati dal Ministro ai titolari
        dei Centri di Responsabilità Amministrativa. Tali obiettivi sono formulati in coerenza con gli
        obiettivi strategici contenuti nella Nota Integrativa e gli obiettivi specifici di cui all’articolo 5,
        comma 1, del D. Lgs. n. 150/2009;
             b) le Direttive di II livello, adottate da ciascun titolare di Centro di Responsabilità
        Amministrativa in coerenza con il Piano della Performance (rectius sotto-sezione Performance
        del PIAO) assegnano gli obiettivi agli uffici dirigenziali di livello generale rispettivamente sotto
        ordinati;
            c) le Direttive di III livello, adottate dai titolari degli uffici dirigenziali di livello generale,
        assegnano gli obiettivi agli uffici dirigenziali di livello non generale (Divisioni).
      Sulla base delle indicazioni delle Linee guida del Dipartimento Funzione Pubblica e in relazione al
grado di evoluzione dei sistemi informativi e direzionali del MASE, il Sistema di Misurazione e
Valutazione della Performance (SMVP) prevede che per il ciclo 2025 la valutazione della performance
organizzativa avvenga sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi annuali dei dipartimenti. Per
ciascun obiettivo assegnato ai dipartimenti, l’OIV attribuisce una valutazione sulla base della scala di
seguito riportata, considerando tutti i fattori di contesto intervenuti durante l’anno che hanno inciso nel
grado di raggiungimento:

      Punti 0 = risultato non raggiunto
      Punti 1 = risultato insufficiente (valori misurati compresi tra 1% fino al 30%)
      Punti 2 = risultato scarsamente raggiunto (valori misurati > 30% e fino al 50%)
      Punti 3 = risultato sufficientemente raggiunto (valori misurati > 50% e fino al 70%)
      Punti 4 = risultato discretamente raggiunto (valori misurati > 70% e fino al 94%)
      Punti 5 = risultato pienamente raggiunto (valori misurati > 94%)
      Nessun punteggio = obiettivo non valutabile (non concorre al calcolo della media).

     Le soglie indicate rappresentano valori di massima, nel senso che l’OIV può discostarsene
motivando opportunamente. L’indicatore sintetico di performance organizzativa è la media aritmetica
semplice del grado di raggiungimento, riportato in termini percentuali, degli obiettivi di ciascun
Dipartimento.

      Per il ciclo 2025 l’indicatore sintetico di performance organizzativa è pari al 100 %


      All’indicatore sintetico così calcolato si ricollegano le risorse destinate a remunerare la performance
organizzativa ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. n. 150/2009 e dell’art. 40 c. 3 -bis del d.lgs. n. 165/2001.


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                                                                              Relazione sulla performance 2025
6. Misurazione e valutazione degli obiettivi individuali
        La performance individuale è “l’insieme dei risultati realizzati dal dipendente e più nello specifico
il contributo dato al conseguimento della missione complessiva della struttura in cui opera” e si impernia
sulle due componenti fondamentali, costituite dal risultato e dal comportamento organizzativo. Il vigente
Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance fa coincidere gli obiettivi individuali assegnati
ai titolari di incarichi dirigenziali con gli obiettivi delle rispettive strutture. Si rimanda pertanto alla lettura
del paragrafo precedente.

7. Il processo di misurazione e valutazione
       Il ciclo della performance 2025 si è svolto sulla base di quanto previsto dal Sistema di misurazione
e di valutazione della performance vigente.
      Gli obiettivi triennali e annuali sono stati monitorati durante il 2025 e controllati al 31 dicembre
2025. Tali attività sono state svolte attraverso appositi “cruscotti” che consentono di raccogliere i dati
necessari alle misurazioni e valutazioni e per il tramite di un apposito applicativo informatico di Controllo
di Gestione, Controllo Strategico e Valutazione della Performance organizzativa e individuale.
      Con riferimento alle modalità di misurazione e valutazione degli obiettivi si precisa che:
      -     ogni obiettivo è “misurato” attraverso uno specifico set di indicatori;
      -     ogni obiettivo è “valutato” sulla base del suo “grado di realizzazione complessivo” inteso
            come media ponderata del grado di realizzazione dei target (anno 2025) degli indicatori
            associati all’obiettivo stesso in fase di programmazione.
       Nella prima parte dell’anno 2026, la Struttura Tecnica delle Performance - STP (in stretta intesa
con l’OIV) ha verificato - attraverso una specifica attività di audit di secondo livello - che gli obiettivi
inerenti al ciclo delle performance 2025 siano stati correttamente misurati e rendicontati, registrando
altresì gli scostamenti e le motivazioni relative che hanno contestualizzato la relativa valutazione. Tale
attività condotta dalla STP si è svolta al livello delle Direzioni Generali e dei Dipartimenti mediante
richiesta di documentazione, interlocuzioni e successive richieste di integrazioni documentali, il tutto in
termini di condivisione collaborativa con ciascuna Struttura coinvolta.
      La tabella seguente riporta in dettaglio tutte le fasi riguardanti il processo di misurazione e
valutazione per l’anno 2025.




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                                                                                             Relazione sulla performance 2025

                            Misurazione risultati divisione (responsabile dir.div.)
                            Valutazione risultati divisione (responsabile dir.gen.)
                            Misurazione risultati direzioni generali (responsabile dir.gen.)
                            Valutazione risultati direzioni generali (responsabile capo dip.)
   PROCESSO DI              Misurazione risultati dipartimenti (responsabile capo dip.)
  VALUTAZIONE
 DEGLI OBIETTIVI            Valutazione risultati dipartimenti (responsabile OIV)
     ANNUALI
                            Invio monitoraggio strategico al Ministro

                            Auditing OIV/STP su risultati strutture

                            Invio da parte dell’OIV del resoconto livello di raggiungimento risultati delle strutture ai valutatori


   PROCESSO DI              Rendiconto obiettivi triennali (misurazione DIP)
  VALUTAZIONE
                            Valutazione (OIV)
 DEGLI OBIETTIVI
    TRIENNALI


                            Colloqui valutazione comportamento comparto (responsabile dir.div.)
    PROCESSO DI
   VALUTAZIONE              Compilazione e consegna valutazione comportamenti comparto (*)
       DELLA
                            Eventuale contraddittorio comparto (comportamenti)
  PERFORMANCE
 INDIVIDUALE DEL            Consegna documentazione riferita ai comportamenti comparto a OIV per verifica capacità di valutazione (*)
     COMPARTO
                            Consegna scheda di valutazione finale comparto (risultati e comportamenti) (*)


    PROCESSO DI             Comunicazione feedback OIV a dir.gen./capi dip. su capacità valutazione dir.div. (*)
   VALUTAZIONE
                            Colloqui valutazione dir.div. (responsabile dir.gen. /capi dip.)
       DELLA
  PERFORMANCE               Consegna scheda di valutazione (risultati, comportamenti e capacità di valutazione) dir.div. (*)
 INDIVIDUALE DEI
                            Eventuale contraddittorio
   DIRETTORI DI
     DIVISIONE              Consegna documentazione riferita ai dir.div. a OIV per verifica capacità di valutazione dir.gen. (*)


    PROCESSO DI             Comunicazione feedback OIV a capi dip. su capacità valutazione dir.gen. (*)
   VALUTAZIONE
                            Colloqui valutazione dir.gen. (responsabile capo dip.)
       DELLA
  PERFORMANCE               Consegna scheda di valutazione (risultati, comportamenti e capacità di valutazione) dir.gen. (*)
 INDIVIDUALE DEI
                            Eventuale contraddittorio
     DIRETTORI
     GENERALI               Consegna documentazione riferita ai dir.gen. a OIV per verifica capacità di valutazione capi dipartimento (*)


    PROCESSO DI             Relazione dei capi dipartimento all’OIV (*)
   VALUTAZIONE
                            Valutazione capi dipartimento (responsabile OIV)
      DELLA
  PERFORMANCE               Consegna proposta di valutazione finale capi dip. al Ministro (risultati e comportamenti)
 INDIVIDUALE DEI
                            Eventuale contraddittorio
       CAPI
  DIPARTIMENTO              Consegna scheda di valutazione finale capi dip. (risultati e comportamenti) (*)

(*) tramite l’apposito applicativo informatico di Controllo di Gestione, Controllo Strategico e Valutazione della Performance organizzativa
e individuale

        Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia al Sistema di valutazione della performance ( 🔗
link) approvato con DM. 460 del 31 dicembre 2024.


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