1




    ALLEGATO_2 m_amte.MASE.REGISTRO UFFICIALE.ENTRATA.0126171.03-07-2025
                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                               Relazione sulla performance 2024




  Relazione sulla
 performance 2024
(art. 10, comma 1, lettera b, del D. Lgs. n. 150/2009)




                           -2-
                                                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                           Relazione sulla performance 2024




SOMMARIO
Premessa.........................................................................................................................................4
1. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica...........................................................5
2. I principali risultati raggiunti.....................................................................................................5
                           Energia e sicurezza energetica................................................................................................6
                           Produzione e consumo sostenibili.......................................................................................24
                           Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile................................................................27
                           Rifiuti ed economia circolare................................................................................................28
                           Tutela della biodiversità terrestre e marina.........................................................................34
                           Politiche climatiche e inquinamento atmosferico..............................................................47
                           Attività e Cooperazione internazionali................................................................................49
                           Tutela della biodiversità.........................................................................................................54
                           Dissesto idrogeologico...........................................................................................................58
                           Autorità distrettuali e Pianificazione di bacino..................................................................61
                           Fondo per il contrasto al consumo di suolo.......................................................................62
                           Direttiva sul monitoraggio dei suoli....................................................................................63
                           Informazione geografica.......................................................................................................64
                           Osservatori permanenti sugli utilizzi idrici.........................................................................65
                           Fognatura e depurazione.......................................................................................................67
                           Siti di Interesse Nazionale.....................................................................................................68
                           Informazione ed educazione ambientale............................................................................69
                           Digitalizzazione e informatizzazione...................................................................................69
3. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza..............................................................................70
                           Gli obiettivi conseguiti nel 2024...........................................................................................71
                           REPowerEU (M7)..................................................................................................................75
4. Analisi del contesto e delle risorse............................................................................................76
        4.1. Il contesto esterno................................................................................................................................76
        4.2. Il contesto interno e lo stato delle risorse.........................................................................................76
                 4.2.1. Stato delle risorse umane – Il personale..............................................................................82
                 4.2.2. Stato delle risorse intangibili: benessere organizzativo, pari opportunità......................85
                 4.2.3. Stato delle risorse economico-finanziarie...........................................................................89
        4.3 Gli enti vigilati.........................................................................................................................................97
5. Misurazione e valutazione della performance organizzativa..................................................101
        5.1 Risultati relativi agli obiettivi triennali e annuali.............................................................................101
        5.2. Performance organizzativa complessiva.........................................................................................103
6. Misurazione e valutazione degli obiettivi individuali.............................................................104

                                                                                    -3-
                                                                   Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                     Relazione sulla performance 2024


7. Il processo di misurazione e valutazione................................................................................104




                                                                -4-
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024




Premessa

     La Relazione chiude il ciclo della performance per l’anno 2024 e rappresenta il consuntivo dei
seguenti documenti programmatici:
       Atto di indirizzo che individua le priorità politiche dell’Amministrazione per il triennio 2024 –
      2026, emanato in data 10 gennaio 2024, n. 7;
       Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione, di definizione gli obiettivi operativi,
      nonché di miglioramento, di competenza dei Centri di Responsabilità amministrativa, adottata
      con decreto ministeriale 14 marzo 2024, n. 100;
       Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2024-2026 adottato con decreto
      ministeriale 31 gennaio 2024, n. 40, così come aggiornato ed integrato con decreto ministeriale 31
      dicembre 2024 n. 459, relativamente alla sottosezione 2.2 - Performance.
      Il presente documento è stato redatto nel rispetto delle indicazioni contenute nell’articolo 10,
comma 1, lettera b), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (nel testo ampiamente modificato
dal D. Lgs. n. 74/2017), e tenuto conto, delle indicazioni fornite dal Dipartimento della Funzione
Pubblica, con le sue Linee Guida nn. 1/2017, 2/2017, 3/2018, 4/2019 e 5/2019.




                                                        -5-
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024




1. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

      Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (di seguito MASE), organo di Governo
preposto all’attuazione della politica ambientale, è stato istituito per la prima volta nel 1986 e ha subito
nel corso degli anni diverse ridenominazioni integrazioni di funzioni. Oggi le materie di competenza del
MASE sono:
      • tutela della biodiversità, degli ecosistemi e del patrimonio marino-costiero;
      • salvaguardia del territorio e delle acque;
      • politiche di contrasto al cambiamento climatico e al surriscaldamento globale;
      • sviluppo sostenibile, efficienza energetica ed economia circolare;
      • gestione integrata del ciclo dei rifiuti, bonifica dei Siti d’interesse nazionale (SIN);
      • valutazione ambientale delle opere strategiche;
      • contrasto all’inquinamento atmosferico-acustico-elettromagnetico e dei rischi che derivano da
        prodotti chimici e organismi geneticamente modificati;
      • competenze in materia energetica sul piano nazionale e internazionale.
       In particolare, con il Decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173, convertito con modificazioni dalla
L. 16 dicembre 2022, n. 204 (in G.U. 04/01/2023, n. 3) sono state ulteriormente riordinate le funzioni
del Dicastero e sono stati attribuiti i compiti in materia di sviluppo sostenibile, sicurezza energetica,
tutela dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema come dettagliatamente riportato nell’art. 4, fermo
restando le competenze riservate alla Presidenza del Consiglio del Ministri.
      Il Ministero svolge anche un ruolo di indirizzo e vigilanza sulle attività dell’Istituto Superiore per
la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dei parchi nazionali e delle aree marine protette.
Promuove le buone pratiche ambientali, la mobilità sostenibile e la rigenerazione urbana secondo criteri
di sostenibilità. Si occupa della promozione dell’educazione ambientale nelle scuole. Il MASE si avvale
della collaborazione delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera e del Comando unità forestali,
ambientali e agroalimentari dei Carabinieri (�link).
       L’azione del Ministero è focalizzata su tematiche dalle implicazioni oltre che ambientali ed
energetiche, anche sociali, economiche, distributive e politiche, come la sicurezza energetica,
l’inquinamento e i cambiamenti climatici, la desertificazione e l’esaurimento delle risorse naturali,
soprattutto dell’acqua, la perdita di biodiversità e l’impoverimento degli ecosistemi terrestri e marini,
l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

2. I principali risultati raggiunti

      Nell’anno 2024, il Ministero, per l’espletamento dei compiti ad esso demandati, è articolato in tre
dipartimenti oltre all’Unità di missione per il PNRR prevista dall’articolo 17, comma 17-sexies, del
decreto-legge n. 80 del 2021.
       Al fine di coordinare le politiche previste dal PNRR, il MASE nel corso del 2024 ha continuato a
dare attuazione al Piano per la transizione ecologica quale sfida che l’Unione europea, a partire dal
Green Deal europeo, ha lanciato al mondo: garantire una crescita che tuteli salute, sostenibilità e
prosperità del pianeta attraverso una serie di importanti misure sociali, ambientali, economiche e
politiche. L’attuazione del PNRR costituisce una priorità per il Ministero in quanto la rivoluzione verde


                                                       -6-
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


e la transizione ecologica sono una delle missioni più rilevanti dell’intero Piano di Ripresa e Resilienza
Nazionale. Anche nel 2024 continua ad essere necessario garantire l’immediata e puntuale attuazione
del PNRR anche assicurando le necessarie interlocuzioni con le altre Amministrazioni centrali e con gli
Enti territoriali coinvolti.
     Di seguito, sono evidenziate le principali attività perseguite nel corso dell’anno 2024, fornendo
una panoramica completa dell’azione svolta dal Ministero nell’affrontare temi e fenomeni di elevata
complessità.

   Energia e sicurezza energetica
       Il 2024 ha visto tra le priorità lo studio e l’aggiornamento del Piano Nazionale Clima ed Energia.
Il documento è un aggiornamento di quello consegnato nel 2019, per tener conto sia degli obiettivi più
sfidanti fissati dall’Unione Europea per contrastare i cambiamenti climatici al 2030 (Fit for 55%) sia
degli sconvolgimenti determinati dalla pandemia e dal conflitto Russo Ucraino, fattori che hanno
modificato il contesto geopolitico, economico ed energetico, costringendo tutti gli Stati membri,
compresa l’Italia, a ridefinire priorità politiche. Parallelamente al consolidamento e all’approvazione
della versione definitiva del PNIEC sono state approfondite le misure attuative dello stesso e le
modalità di finanziamento e strutturato un cronoprogramma per il raggiungimento degli obiettivi
definiti nell’aggiornamento del Piano stesso. In continuità con il 2023 sono state attuate politiche rivolte
al contrasto e al monitoraggio di eventuali problematiche che possano comportare crisi energetica e a
scongiurare eventuali repentine impennate dei prezzi e a salvaguardare le famiglie più fragili
economicamente e le imprese italiane e il lavoro che esse creano.
      Nel 2024 è stata prodotta la “Relazione sulla situazione energetica nazionale”, un documento di
natura consuntiva che illustra l’andamento del settore energetico nell’anno di riferimento. Nella
Relazione vengono analizzati i principali eventi che nel corso del 2023 hanno caratterizzato il settore
energetico: l’evoluzione del mercato internazionale dei principali prodotti (petrolio, gas, carbone e fonti
rinnovabili), il quadro nazionale (la domanda e l’offerta di energia in Italia con un dettaglio sulle singole
fonti energetiche), gli impieghi finali dei diversi settori (con un particolare riferimento all’energia nel
settore dei trasporti), gli usi energetici delle famiglie e le spese sostenute, i prezzi dell’energia elettrica e
del gas per le famiglie e le imprese e dei principali prodotti (carburanti), le misure per l’efficienza
energetica, il valore aggiunto del settore energetico e le imposte sugli usi dell’energia. Nella Relazione
2024 sono inoltre state presentate due monografie “L’impatto della classe energetica sui prezzi delle
case” e “Investimenti in tecnologie ‘verdi’ e domanda di lavoro.
       Nel corso del 2024 il Dipartimento Energia del MASE ha seguito per la parte di propria
competenza l’organizzazione degli eventi previsti dalla presidenza G7, fino alla negoziazione del
comunicato finale, poi sottoscritto dai Paesi G7 come “Carta di Venaria”. Il Comunicato riporta
numerosi risultati innovativi, quali ad esempio il proposito di abbandonare la produzione di energia
elettrica con le centrali a carbone entro il 2035 o la istituzione de Working Group per l’energia da
fusione (la cui prima riunione è avvenuta nel mese di novembre a Roma).
      Come di consueto, anche nel corso del 2024 il MASE ha curato la definizione della posizione
nazionale sulle normative in materia di energia in corso di approvazione da parte dei co-legislatori UE e
la promozione di tale posizione in sede legislativa, in stretta collaborazione con la Rappresentanza
Permanente italiana presso la UE.
       Nel corso del 2024 sono state coltivate anche numerose relazioni bilaterali, che in alcuni casi
hanno portato alla stipula di un Memorandum of Understanding con il paese interessato. Di particolare
rilievo sono stati gli scambi con il Montenegro, che hanno comportato anche delle reciproche visite di
delegazioni dei due Paesi, nel contesto di un processo volto a favorire un utilizzo più efficiente della

                                                         -7-
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


interconnessione elettrica che collega i due Paesi e, nel medio periodo, un eventuale raddoppio della
stessa e la firma di un apposito Memorandum of Understanding.
       Nel 2024 la persistenza della guerra tra Russia e Ucraina ha determinato la necessità di
fronteggiare le ripercussioni derivanti dall’interruzione dei flussi di gas dalla Russia, la cui portata nel
2021 era di circa il 40% del fabbisogno nazionale di gas naturale. Infatti, il 31 dicembre 2024 il contratto
di transito quinquennale tra Gazprom (Russia) e Naftogaz (Ucraina) scadeva e, non è stato rinnovato,
portando all'interruzione del passaggio di gas russo attraverso l'Ucraina verso l'Europa. Dato tale stato
di cose, sono state messe in atto una serie di iniziative volte ad assicurare un elevato grado di
riempimento degli stoccaggi nazionali, nonché a massimizzare le importazioni dai punti di
importazione da Sud.
       Considerata la necessità di sostituire le importazioni del gas russo e al fine di garantire la
sicurezza del sistema energetico sono state qualificate come infrastrutture energetiche strategiche gli
ulteriori impianti di rigassificazione. L’incremento della capacità di rigassificazione nazionale mediante
unità galleggianti di stoccaggio e di rigassificazione da allacciare alla rete di trasporto ha, pertanto,
contribuito al consolidamento della sicurezza energetica nazionale.
        A tale ultimo proposito è opportuno ricordare che ad oggi in Italia si contano i seguenti
rigassificatori: rigassificatore offshore “Adriatic LNG”, collocato a circa 15 km al largo della provincia
di Rovigo, il terminale di Panigaglia della società GNL Italia S.p.A., in provincia di La Spezia, e il
terminale di rigassificazione “Olt offshore LNG Toscana”, al largo del Mar Tirreno, attualmente attivi;
a tali impianti si aggiunga l’unità di stoccaggio e di rigassificazione galleggiante “FSRU Golar Tundra”,
sita al largo di Piombino e già operativa da luglio 2023, della capacità di cinque miliardi di metri cubi
annui, e delle relative opere connesse al fine di consentirne il collegamento alla rete dei gasdotti
nazionale; infine, l’unità di stoccaggio e di rigassificazione galleggiante “BW Singapore”, al largo di
Ravenna. la cui entrata in esercizio commerciale è prevista per il 26 maggio 2025. Tra le ulteriori
iniziative intraprese, al fine di garantire il completamento degli impianti di rigassificazione già
programmati, nonché la realizzazione di nuovi progetti onshore e offshore per l’incremento della
capacità di rigassificazione nazionale e, quindi, la sicurezza della continuità degli approvvigionamenti,
rileva quanto stabilisce il comma 2 dell’articolo 2 del decreto legge 181/2023 che “con lo scopo di
perseguire la flessibilità delle fonti di approvvigionamento del gas naturale e le esigenze di sicurezza
energetica nazionale, stabilisce che le opere finalizzate alla costruzione e all’esercizio di terminali di
rigassificazione di gas naturale liquefatto onshore, nonché le connesse infrastrutture, per le quali alla
data di entrata in vigore della norma medesima sia stato rilasciato il provvedimento autorizzatorio,
costituiscono interventi strategici di pubblica utilità, indifferibili e urgenti”.
      Parallelamente, il potenziamento della Linea Adriatica si pone come principale obiettivo la
rimozione degli attuali limiti infrastrutturali di trasporto lungo la direttrice Sud-Nord, in modo da creare
capacità funzionale a nuove fonti di approvvigionamento o ad un incremento di quelle esistenti, al
contempo migliorando l’affidabilità del servizio, aumentando la robustezza e la flessibilità del sistema di
trasporto, con benefici in termini di concorrenza e competitività, oltre che di sicurezza in caso di
indisponibilità totale o parziale della linea tirrenica.
       L’insieme di queste misure ha consentito una quasi totale emancipazione dalle forniture russe,
passando dal 38% del 2021 al 18% del 2022 fino al 4% del totale importato del 2023 e del 2024. Infatti,
dall’inizio della guerra in Ucraina, il flusso di gas che arrivava in Italia attraverso il punto di
interconnessione col sistema europeo è rimasto invariato sebbene i flussi in ingresso da Tarvisio
(vecchio punto di ingresso del gas russo) hanno risentito delle fluttuazioni stagionali dovute
all’importazione di altro gas stoccato in Austria.


                                                       -8-
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


       Per poter sostituire le forniture di gas provenienti dalla Russia, si sono implementate azioni
finalizzate all’incremento della produzione di idrocarburi nazionali, sia mediante interventi di
miglioramento delle performance agli impianti esistenti che mediante lo start up di nuovi impianti.
       Per quanto riguarda lo stoccaggio di gas, inoltre, è stato emanato l’annuale decreto ministeriale
(D.M. 28 marzo 2024) per l’allocazione della capacità disponibile di stoccaggio che ha previsto, tra le
altre, anche misure per garantire un’ottimizzazione dello stesso servizio di stoccaggio durante l’inverno
con “iniezioni virtuali” in controflusso. La campagna estiva di riempimento ha raggiunto un livello pari
al 98,6% al 31 di ottobre 2024, con circa 18 miliardi di metri cubi stoccati (compresi i 4,6 di stoccaggio
strategico).
      Nel corso del 2024, sulla scorta del rilevante ruolo che la cattura, il trasporto, l’utilizzo e lo
stoccaggio della CO2 (filiera CCUS), possono svolgere nel percorso di decarbonizzazione del settore
industriale, è stato realizzato, in adempimento a quanto previsto dal Decreto-legge 9 dicembre 2023, n.
181 art.7 commi 3, uno studio propedeutico volto a:
      a) effettuare la ricognizione della normativa vigente relativa alla filiera carbon capture utilization
and storage (CCUS), nell’ottica di delineare un quadro di riferimento normativo funzionale all’effettivo
sviluppo della filiera stessa, anche tenendo conto delle esperienze europee e internazionali in materia;
       b) elaborare schemi di regolazione tecnico-economica dei servizi di trasporto e stoccaggio della
CO2;
      c) elaborare schemi di regole tecniche per la progettazione, la costruzione, il collaudo, l’esercizio e
la sorveglianza delle reti di trasporto, ivi incluse le reti per il trasporto della CO 2 dal sito di produzione,
cattura e raccolta alle stazioni di pompaggio;
      d) effettuare analisi di fattibilità e di sostenibilità, anche sotto il profilo dei costi, dei processi di
cattura della CO2 per le diverse tipologie di utenza;
      e) individuare la platea di potenziali fruitori del servizio di trasporto e stoccaggio della CO 2
nell’ambito dei settori industriali hard to abate e termoelettrico;
       f) definire le modalità per la remunerazione ed eventuali meccanismi di supporto per le diverse
fasi della filiera della cattura trasporto utilizzo e stoccaggio della CO 2.
        Una delle principali ragioni che ha condotto il legislatore a prevedere lo studio deriva dal fatto che
in Italia il quadro normativo in materia di CCUS è sostanzialmente incentrato sullo stoccaggio
geologico della CO2. In particolare, il Decreto legislativo del 14 settembre 2011, n.162, recante
“Attuazione della Direttiva 2009/31/CE in materia di stoccaggio geologico del biossido di carbonio”,
istituisce il primo quadro di misure per disciplinare lo stoccaggio geologico permanente di biossido di
carbonio (CO2) in formazioni geologiche idonee. Gli ambiti relativi alla cattura, al trasporto e
all’eventuale utilizzo della CO2, nonché la regolazione economica delle attività dell’intera filiera
costituiscono gli ambiti di analisi del citato studio.
     Per quanto riguarda la sicurezza del sistema elettrico nazionale, nel 2024 si registra una potenza
complessivamente installata di circa 136.000 MW.
      Per quanto riguarda il settore elettrico e del gas, il Ministero ha continuato ad operare per
garantire al Paese infrastrutture energetiche resilienti e funzionali alla raccolta dell’energia da fonti
rinnovabile, tramite lo sviluppo della Rete di trasmissione nazionale (RTN) e le attività di incentivo delle
opere delle reti di distribuzione.



                                                         -9-
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


       In tal direzione è andata tutta l’attività di permitting del Ministero, non solo prendendo in carico
attività istruttorie riguardanti sia rilevanti progetti di sviluppo della RTN (tra cui progetti rilevanti quali
Adriatic Link”, che collega tramite il mare Adriatico l’Abruzzo alle Marche, “Tunita” l’interconnessione
elettrica con la Tunisia, l’elettrodotto Bolano – Annunziata che collega Calabria e Sicilia, la seconda
interconnessione elettrica con Malta e l’avvio delle attività prodromiche all’autorizzazione di tratti del
progetto Hypergrid), sia progetti di interconnessione elettriche tra il nostro sistema nazionale e i vicini
paesi del Nord Africa e dei Balcani, in linea con quanto pianificato dal Governo nel c.d. Piano Mattei,
ma anche incrementando la diffusione dei sistemi di accumulo (idrico ed elettrochimico), il cui sviluppo
è tra gli obiettivi precipui del PNIEC 2024, al fine di migliorare lo sfruttamento dell’energia prodotta
dagli impianti da fonti rinnovabili
       Nell'ambito del permitting delle infrastrutture facenti parte della RTN, nel 2024 questo Ministero,
per affrontare le nuove sfide della transizione energetica, ha autorizzato una serie di interventi con
l’obiettivo ambizioso di diminuire gli impatti negativi sulla sicurezza del sistema elettrico prodotti dalla
generazione Fonte di Energie Rinnovabili (FER). A tal fine nel 2024 sono stati emanati 25 decreti
autorizzativi di infrastrutture appartenenti alla RTN, tra cui opere strategiche per il sistema elettrico
nazionale quali l’elettrodotto in corrente continua “Adriatic Link”, che collega tramite il mare Adriatico
l’Abruzzo alle Marche, l’interconnessione elettrica con la Tunisia, elemento di rilievo all’interno del
noto Piano Mattei, l’elettrodotto Bolano – Annunziata che collega Calabria e Sicilia e la seconda
interconnessione elettrica con Malta.
     Nell’ambito del permitting degli impianti di produzione di competenza statale, questo Ministero
ha emanato 36 decreti di autorizzazione, riguardanti impianti di accumulo e le centrali termoelettriche.
       Nel 2024, a fronte alla notevole crescita delle richieste di autorizzazione di sistemi di accumulo,
spinte dai nuovi strumenti di mercato (Capacity market e MACSE) adottati dal Ministero con il gestore
di rete Terna, la DGFTA, per supportare gli operatori e standardizzare il procedimento autorizzativo,
ha predisposto e pubblicato il 16 aprile 2024 una Guida operativa, successivamente aggiornata nel luglio
e nel novembre 2024. Tale documento è stato poi la base anche per la costruzione, all’interno di un
progetto di informatizzazione generale del Ministero, del portale “Perrmitting”, andato on line sul sito
istituzionale del MASE il 2 dicembre 2024, una nuova piattaforma digitale dedicata alla gestione dei
procedimenti di Autorizzazione Unica in ambito energetico. Con l’avvio del portale è stato
integralmente digitalizzato il processo di acquisizione e lavorazione delle istanze sui procedimenti di
competenza del Ministero per il rilascio dei titoli abilitativi.
       Inoltre, nel 2024 si è portato avanti, anche su spinta del legislatore UE tramite la nuova Direttiva
RED III sulle fonti rinnovabili, un percorso di semplificazione normativa del permitting di tali fonti di
produzione, oltre all’incremento di nuovi strumenti incentivanti. Sul piano interno, il decreto legislativo
190/2024 ha confermato il ruolo di amministrazione autorizzante di questo Ministero per gli impianti
di grande taglia e per gli impianti offshore, oltre che il ruolo di guida per le procedure di permitting
delle diverse fonti rinnovabili.
      Nello specifico dello sviluppo e del permitting degli impianti eolico offshore, nel 2024 il
Ministero ha avviato, in attuazione della previsione novellata dell’art., 23 del decreto legislativo
199/2021, il lavoro istruttorio del vademecum per il permitting degli impianti eolici offshore,
condividendone i contenuti con le competenti Direzioni del Ministero delle infrastrutture.



                                                        - 10 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


      Si è anche proceduto, in attuazione di quanto previsto dall’art. 8 del D.L. n. 181/2023, a
raccogliere le manifestazioni di interesse delle Autorità portuali sullo sviluppo di hub cantieristici
offshore nelle aree demaniali dei porti italiani. In seguito alla pubblicazione di un avviso pubblico si è
poi proceduto a compiere un’istruttoria sulle manifestazioni acquisite, in coordinamento con le
Direzioni competenti del MIT ad individuare le Autorità portuali e a predisporre il decreto
interministeriale che è stato poi inviato ai competenti Dicasteri per l’acquisizione dei previsti concerti.
      Anche per le reti di distribuzione elettrica, di cui questo Ministero è ente concedente, è proseguita
nel 2024 l’attività di monitoraggio degli obblighi dei concessionari. Inoltre, grande rilevanza ha la
previsione normativa di cui alla legge n. 207/2024 (art.1. co. 50-53) in cui si stabilisce che il rinnovo
della concessione di distribuzione di energia elettrica è subordinato alla presentazione di piani
straordinari finalizzati anche al rafforzamento della resilienza delle reti.
       Nel corso dell’anno 2024 si è inoltre operato per l’ulteriore sviluppo delle infrastrutture per il gas
naturale liquefatto (GNL), per il potenziamento delle reti energetiche, accompagnando e favorendo
inoltre la transizione verso modelli più flessibili e meno impattanti, che valorizzino le infrastrutture
esistenti, riducendo il consumo del suolo.
       Sono stati rilasciati diversi provvedimenti autorizzativi, tra cui l’autorizzazione alla riconversione
della raffineria di Livorno in bioraffineria. Tale intervento contribuisce a potenziare la capacità
nazionale di produzione di biocarburanti, che attualmente si articola in tre bioraffinerie operative. Tra
queste, si annovera anche la bioraffineria di Venezia, in grado di funzionare sia come raffineria
tradizionale sia come bioraffineria, portando la capacità attuale di produzione di biocarburante a circa
1,65 milioni di tonnellate annue, in una prospettiva futura che prevede entro l’anno 2030 oltre 5 milioni
di tonnellate annue.
       Nel corso del 2024 sono stati inoltre condotti approfonditi lavori tecnici e normativi finalizzati a
supportare l’adozione di un decreto interministeriale volto a definire la regola tecnica per la
realizzazione e gestione delle reti di trasporto della CO₂. Tali reti costituiscono un'infrastruttura
strategica per l’implementazione di sistemi di Carbon Capture and Storage (CCS), necessari per la
riduzione delle emissioni climalteranti nei settori cosiddetti hard-to-abate, ossia quei comparti industriali
ad alte emissioni per i quali non sono attualmente disponibili soluzioni di decarbonizzazione diretta
tecnicamente ed economicamente sostenibili. L’elaborazione della regola tecnica ha richiesto un
coordinamento interistituzionale volto a garantire la coerenza con la normativa europea, in particolare
con il pacchetto “Fit for 55”, e con gli orientamenti per la realizzazione delle reti transeuropee
dell’energia (TEN-E). L’obiettivo è quello di assicurare la sicurezza, l’interoperabilità e l’efficienza delle
infrastrutture, promuovendo al contempo investimenti in grado di sostenere la transizione verso
un’economia a basse emissioni di carbonio.
       Inoltre, l’applicazione della normativa sul Golden Power ha assunto un ruolo sempre più rilevante
nel settore dell’energia, considerato strategico per la sicurezza nazionale, la resilienza delle infrastrutture
critiche e il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica.
      Numerosi procedimenti (188 procedimenti tra notifiche e pre-notifiche, registrando un
incremento del 100% rispetto all’anno precedente). Tali procedimenti hanno riguardato operazioni nel
settore energetico, inclusi acquisizioni societarie, joint venture, modifiche dell’assetto proprietario e
progetti infrastrutturali (es. impianti di produzione da FER, reti di trasmissione o stoccaggio, terminali
LNG, impianti per l’idrogeno o la cattura della CO₂).

                                                        - 11 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


       Oltre al profilo di sicurezza, l’applicazione della normativa ha mostrato una crescente capacità di
agire come strumento di policy industriale, accompagnando in modo selettivo gli investimenti esteri
coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione e scoraggiando quelli non in linea con le priorità
strategiche del Paese, come definite nel PNIEC e nel PNRR
       Queste attività si inseriscono nel più ampio impegno del MASE per rafforzare la sicurezza
energetica nazionale, migliorare la resilienza delle infrastrutture e contribuire agli obiettivi di transizione
energetica.
       Per quanto concerne un focus in merito allo stoccaggio di GNL, , la capacità totale di stoccaggio
per l’anno 2024, relativa alle infrastrutture disponibili per l’importazione e il deposito di GNL e in
corso di attivazione, è pari a mc. 826.100; la quantità di GNL importata nel corso dell'anno 2024 è pari
a circa 13,2 miliardi di metri cubi, così divisi: Piombino 3,22, Panigaglia 0,96, Rovigo 8,3, Olt 0,71.
       Per quanto riguardo gli impianti di rigassificazione, attualmente in Italia sono attivi tre
rigassificatori per l'importazione e la liquefazione del GNL (Panigallia, Livorno, Porto Viro):
      Oltre a questi impianti, è prevista anche l’attivazione di un nuovo impianto galleggiante,
autorizzato nel 2024, da collocare nei pressi di Ravenna che, insieme con quello di Piombino, garantirà
una capacità di rigassificazione per ulteriori 10 mld.
      Questi progetti seguono il percorso intrapreso dal governo italiano per un crescente investimento
per lo sviluppo dei rigassificatori di GNL, con lo scopo di differenziare l’approvvigionamento
energetico e diminuire la dipendenza dalle importazioni di gas proveniente dalla Russia.
      In tale percorso si inserisce anche il cosiddetto raddoppio del Tap che consentirà di disporre di
una ulteriore capacità di import di gas dal 2026. E’ stato inoltre autorizzato il progetto di
interconnessione con Malta, che funzionerà in export, attraverso un nuovo gasdotto con partenza da
Gela (Progetto PCI). A questi impianti si aggiungono anche i due deposti di GNL attualmente in
esercizio (Oristano Santa Giusta e Ravenna).
       Ancora nell’ottica della diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas, legata alle
conseguenze del conflitto russo- ucraino sul mercato energetico mondiale e nazionale, nel corso del
2024 sono proseguite le attività autorizzative finalizzate al potenziamento della Linea Adriatica del gas,
che si pone come principale obiettivo la rimozione degli attuali limiti infrastrutturali di trasporto lungo
la direttrice Sud-Nord, in modo da creare capacità funzionale a nuove fonti di approvvigionamento o ad
un incremento di quelle esistenti, al contempo migliorando l’affidabilità del servizio, aumentando la
robustezza e la flessibilità del sistema di trasporto, con benefici in termini di concorrenza e
competitività, oltre che di sicurezza in caso di indisponibilità totale o parziale della linea tirrenica.
       Si segnala inoltre che è proseguita l’attività di trasferimento delle risorse confluite nel Fondo
preordinato alla promozione di misure di sviluppo economico e all’attivazione di una social card nei
territori interessati da estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi” alle Regioni interessate (art. 3 comma 7
del decreto interministeriale MEF-MISE-(ora MASE- 25 febbraio 2016, di attuazione dell’art. 45
comma 4 della legge 23 luglio 2009, n. 99) , alimentato, annualmente, con una quota delle royalties
versate dalle società titolari di concessioni di coltivazione in relazione alle produzioni di idrocarburi
registrate.
       La norma prevede che le Regioni interessate da attività estrattive destinino la quota loro spettante
alla promozione di misure di sviluppo economico o a misure con valenza sociale nei rispettivi territori.

                                                        - 12 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                 Relazione sulla performance 2024


Il trasferimento delle risorse alle Regioni avviene in esito alla sottoscrizione di accordi di Intesa tra
Regione, MASE e MEF in cui sono dettagliate le misure da attivare. Il 2024 è stato caratterizzato dal
trasferimento delle risorse confluite nel Fondo alimentato con i proventi delle royalties derivanti da
produzioni registrate nel 2022.
       Per quanto riguarda lo stoccaggio di gas, inoltre, è stato emanato l’annuale decreto ministeriale
(D.M. 28 marzo 2024) recependo le disposizioni del recente decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, recante
“Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie
rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali” per garantire l’ottimizzazione del servizio.
       La campagna estiva 2024 di riempimento, che ha comportato l’iniezione di cica 8,2 miliardi di
standard metri cubi di gas, ha adeguato i livelli di garanzia offerti al mercato del gas naturale e
finalizzato le condizioni di sicurezza dell’approvvigionamento necessarie in caso di crisi del sistema.
      Si riporta il volume di gas iniettato nei giacimenti di stoccaggio gas nel 2024:
      Stogit                                                          7,13 miliardi di smc
      Edison Stoccaggio (ora Stogit Adriatica)                        0,59 miliardi di smc
      Italgas Storage                                                 0,45 miliardi di smc
       La strategia di sostituzione delle forniture di gas provenienti dalla Russia è continuata, a causa del
protrarsi del conflitto russo-ucraino, anche attraverso un insieme di azioni volte a riavviare la
produzione nazionale di idrocarburi. Questo processo ha incluso la valorizzazione delle risorse
energetiche esistenti e la promozione dell’avvio della produzione da riserve certe già individuate. Ove
tecnicamente fattibile, gli interventi sono stati realizzati mediante il miglioramento delle performance
degli impianti esistenti e l’avvio di nuovi impianti, localizzati prevalentemente nei giacimenti
dell’offshore italiano.
      Il quadro normativo di riferimento per il settore upstream ha subito una modifica sostanziale a
seguito dell’annullamento del Decreto Ministeriale n. 548 del 28 dicembre 2021, che concerneva
l’adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI), adottato ai
sensi dell’art. 11-ter della Legge n. 12/2019. Tale annullamento è avvenuto in conseguenza di diverse
sentenze del TAR del Lazio, pubblicate a partire da febbraio 2024.
        A seguito di ciò, sono state svolte tutte le misure e le attività di competenza necessarie per gestire
i complessi seguiti amministrativi derivati dal mutato quadro normativo determinato dal venir meno del
suddetto Piano. Per ottimizzare l’azione amministrativa, è stata pertanto necessaria una revisione
complessiva della normativa del settore energetico degli idrocarburi, culminata con l’adozione del
decreto-legge 17 ottobre 2024, n. 153, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2024, n.
191 recante “Disposizioni urgenti per coniugare le esigenze di salvaguardia dell'ambiente con le esigenze di sicurezza
degli approvvigionamenti”, che ha anche introdotto modifiche alla misura del "gas release”.
        L’Italia, impegnata a livello nazionale nel monitoraggio delle emissioni fuggitive di metano nella
filiera del gas, ha partecipato a livello UE, assieme agli altri governi degli Stati membri, al processo
legislativo di adozione del Regolamento per la riduzione delle emissioni di metano nel settore
energetico, che prevede sfidanti obiettivi per le attività di misurazione, monitoraggio e report delle
emissioni su tutta la filiera del gas, nonché per le attività di rilevamento e riparazione delle perdite di
metano. Inoltre, - tra i Paesi primi ad aver aderito e lanciato assieme a USA e Unione Europea
l’iniziativa globale della Global Methane Pladge – l’Italia è stata impegnata a livello internazionale nella

                                                           - 13 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


definizione di framework regolatori volontari per la misurazione, il monitoraggio e il report delle
emissioni di metano nella filiera di approvvigionamento del gas.
       Il Ministero, nel settore oil&gas offshore, ha proseguito nel 2024 le attività avviate, già a partire
dal 2014, relative alle iniziative volte al miglioramento della sicurezza offshore ai sensi dell’articolo 35
del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 e in linea con quanto previsto dalla Direttiva per la sicurezza
offshore 2013/30/UE recepita in Italia con D.M 145/2015 (https://unmig.mase.gov.it/clipea-
sicurezza-offshore/). Tali iniziative hanno riguardato la stipula di nuovi Accordi di ricerca con Enti,
Università, e Corpi dello stato. Le collaborazioni avviate hanno portato a risultati positivi nell’ambito
dei controlli e soprattutto nel miglioramento delle conoscenze in campo scientifico per il monitoraggio
delle operazioni off-shore.
       In particolare, nel 2024 si sono conclusi i seguenti progetti: 1) lo studio della circolazione di fluidi
in zone estensionali e a pieghe e sovrascorrimenti, condotto dal Dipartimento di Scienze della Terra
(DST) dell’Università La Sapienza e l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG) del
CNR; 2) nell’ambito dell’accordo con l’Università di Milano Bicocca, la realizzazione di una Web App
per la simulazione del valore economico dei programmi di produzione che permette simulazioni, basate
sui dati relativi alle riserve e ai profili di produzione, finalizzate alla stima del Valore Attuale Netto
(VAN) della produzione di olio e gas; 3) l’aggiornamento delle Linee Guida per la redazione delle
Relazioni Grandi Rischi realizzate ai sensi del D.M. 145/2015 per la sicurezza offshore, condotto con la
collaborazione del Politecnico di Torino e dell’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) del CNR.
       Tra i progetti in svolti nel 2024 e ancora in corso, si richiama : 1) il progetto denominato “Test
delle buone pratiche per lo studio della potenziale interazione tra attività offshore e pericolosità
naturali” – SPIN”, condotto tramite accordi di ricerca tra da Direzione e INGV, ISMAR, Dipartimento
di Fisica e Astronomia (DIFA) dell’Università di Bologna, RSE S.p.A., ReLUIS, EUCENTRE, con la
collaborazione tecnica del Dipartimento della Protezione Civile, e finalizzato all’applicazione e
validazione del work-flow metodologico sviluppato in progetti precedenti (buone-pratiche-HeRA-
Lacinia.pdf); 2) progetto per la sicurezza e la transizione energetica, nell’ambito dell’accordo con il
Politecnico di Torino, Environment Park e Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), finalizzato
ad affrontare le sfide che la transizione energetica propone, con particolare riferimento al sequestro e
stoccaggio della CO2 e all’introduzione dell’H2 green quale vettore energetico che consenta di
ottimizzare lo sfruttamento delle fonti rinnovabili; valutazione del potenziale minerario nazionale di gas,
per mezzo di accordi con INGV e RSE S.p.A.; 3) progetto sulla sicurezza delle operazioni a mare,
condotto con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (DICAM)
dell’Università di Bologna; 4) l’accordo con la Marina Militare per lo svolgimento di attività operative in
mare, finalizzate ai controlli per la sicurezza anche ambientale delle attività di upstream offshore.
      Nel 2024, l'Amministrazione ha proseguito e raggiunto l'obiettivo di rilasciare circa dieci pareri
tecnici relativi alle autorizzazioni di scarico in mare e/o di reiniezione in unità geologica profonda delle
acque di strato derivanti dalle estrazioni di idrocarburi dalle piattaforme. Tali attività rientrano
nell’ambito dei controlli per la sostenibilità ambientale.
       Viste le criticità emerse a seguito anche dei mutati scenari geopolitici, si è implementato il quadro
strategico nazionale delle Materie Prime critiche (D.L. 25 giugno 2024, n. 84, convertito con
modificazione nella Legge 8 agosto 2024 n. 115, recante “Disposizioni urgenti sulle materie prime
critiche di interesse strategico”), in linea con gli obiettivi del Critical raw materials act, il Regolamento
Ue 2024/1252 dell’11 aprile 2024, vigente dal 23 maggio 2024.

                                                        - 14 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


      Per quanto concerne lo stoccaggio geologico di anidride carbonica, con Decreto direttoriale del
26.01.2023 Eni S.p.A. è stata autorizzata a svolgere il primo programma sperimentale di stoccaggio
geologico di anidride carbonica “CCS Ravenna Fase 1”, nel livello esaurito PL2-C del campo Porto
Corsini Mare Ovest (PCMW), nell’ambito dell’area in concessione di coltivazione di idrocarburi
denominata “A.C26.EA” in titolo alla stessa Società, al largo delle coste di Ravenna.
       Il progetto Ravenna CCS presenta una notevole rilevanza anche da un punto di vista europeo.
Infatti, è parte integrante del progetto CALLISTO ("CArbon Liquefaction, Transportation and
Storage") - Mediterranean CO2 Network, rientrato nella prima Lista dell'Unione dei Progetti di
Interesse Comune (PCI) e dei Progetti di Mutuo Interesse (PMI), secondo il nuovo Regolamento TEN-
E.
       L’autorizzazione, rilasciata per la durata di 3 anni, ai sensi del combinato disposto degli artt. 7
comma 3, 8, 11, 12 comma 8, 14 comma 1 e 16 comma 12, del Decreto Legislativo 14 settembre 2011,
n. 162 e s.m.i., è funzionale alla realizzazione delle opere e allo svolgimento delle attività previste nel
progetto approvato, fatti salvi gli ulteriori adempimenti previsti ai fini dell’esercizio definitivo
dell’intervento e dalle norme di sicurezza vigenti. Ad agosto 2024 è stata avviata la fase di iniezione
sperimentale. Il processo prevede la cattura della CO2 prodotta dalla centrale Eni di trattamento del gas
naturale di Casalborsetti (Ravenna), il trasporto tramite condotte riconvertite precedentemente utilizzate
per il gas naturale e l'iniezione del gas nella formazione geologica del giacimento Porto Corsini Mare
Ovest, a circa 3.000 metri di profondità. Oltre alla Fase 1, sono previste una Fase 2, con possibile
iniezione della capacità di 4 Mt CO2/anno entro il 2030 in giacimenti esauriti presenti nel Mar
Adriatico al largo di Ravenna, e successive ulteriori espansioni previste dal 2030 in poi, sfruttando
anche giacimenti limitrofi al largo di Ravenna, con la possibilità di raggiungere una capacità di iniezione
fino a 16 Mt CO2/anno dal 2040.
      In conformità alle prescrizioni del suddetto Decreto di Autorizzazione per CCS Ravenna Fase 1,
l’Amministrazione, ai sensi degli “Indirizzi e linee guida per il monitoraggio della sismicità, delle
deformazioni del suolo e delle pressioni di poro nell’ambito delle attività antropiche (ILG)”, ha
sottoscritto nel 2024 un Accordo con la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Ravenna, l’INGV ed
Eni S.p.A., istituendo un Comitato tecnico con funzione di supervisione. La DGFTA, in collaborazione
con gli enti preposti, ha pertanto elaborato un piano integrato per la gestione e il monitoraggio del
progetto, formalizzato nel "Documento di Gestione Operativa del monitoraggio.
       Per quanto concerne l’attività di vigilanza nel settore estrattivo degli idrocarburi liquidi e gassosi.
l'UNMIG, Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, articolato nelle tre Sedi
territoriali di Bologna, Roma e Napoli, nonostante la carenza di organico, ha mantenuto il livello
prestazionale prefigurato, raggiungendo gli obiettivi ispettivi e di verifica assegnati dall’Amministrazione
nei settori di competenza.
      Sia per le attività minerarie che residuano in terra, sia per l’attività estrattiva effettuata in mare,
sono state compiutamente svolte le azioni volte a garantire la sicurezza dei sistemi tecnici adottati dagli
operatori per i programmi di produzione di idrocarburi, a tutela dei lavoratori, degli impianti e
dell’ambiente circostante.
     L’attività autorizzativa e di verifica di conformità delle lavorazioni e dei programmi di lavoro dei
concessionari, compiuta nei casi previsti con il concorso dei Comandi territoriali competenti dei Vigili



                                                       - 15 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


del Fuoco e della Capitaneria di Porto, sia per lo stoccaggio in giacimento del gas naturale e sia per la
produzione di idrocarburi a terra e in mare, è stata coerente con la richiesta operativa.
       È stata garantita la collaborazione dell’UNMIG all’attività dei Comitati tecnici regionali per
l’attuazione del decreto legislativo n. 105/2015 (c.d. Direttiva Seveso III) per la prevenzione di incidenti
rilevanti applicata nel settore degli stoccaggi di gas naturale Nel corso del 2024, in particolare, l’Ufficio
ha contribuito anche all’attività ispettiva straordinaria disposta dal Comitato tecnico regionale Abruzzo
per l’incendio occorso nello stabilimento della concessione FIUME TRESTE STOCCAGGIO.
      Sono state assolte le competenze attribuite alle Sedi in applicazione del decreto legislativo n.
145/2015 recante le norme sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi,
svolgendo i compiti istituzionali in qualità di componenti organizzativi dei Comitati periferici.
      Nel corso delle sedute dei Comitati periferici sono esaminate le “Relazioni grandi rischi” redatte
per le piattaforme operanti nel settore e sono definite le valutazioni dei rischi per la sicurezza delle
lavorazioni e degli impianti, nonché per la sicurezza dell’ambiente marino, in relazione agli interventi
minerari da compiere nei pozzi, finalizzati al recupero produttivo di gas naturale o alla chiusura
mineraria. Il Comitato periferico riunisce pertanto preliminarmente gli altri Comandi competenti degli
ambiti territoriali dove saranno svolte operazioni del settore estrattivo, nonché gli ulteriori Uffici delle
Amministrazioni preordinate alla sicurezza del Mare, per le valutazioni del caso.
       Particolare attenzione è stata inoltre dedicata all’assolvimento delle procedure disposte per legge
al fine di rendere attuabile l’operatività nelle acque territoriali degli impianti galleggianti contrattualizzati
dai concessionari all’estero, per il compimento degli interventi di chiusura mineraria in mare necessari
per procedere al decommissioning delle piattaforme marine, anche al fine di un loro riutilizzo per scopi
alternativi a quelli estrattivi di gas naturale.
       Sempre in relazione agli interventi infrastrutturali, nel 2024 sono stati stipulati gli accordi tra
MASE e Terna in relazione agli investimenti finanziati dal capitolo RepowerEU del PNRR concernenti
la realizzazione del ramo est del Thyrrenian link e del SACOI III.
      Nel corso del 2024 sono proseguite le politiche volte a favorire il processo di decarbonizzazione
intrapreso che si basa su una doppia strategia. La prima prevede l’adozione di politiche attive di
riduzione della domanda di energia, la seconda strategia, invece, si basa sulla differenziazione delle fonti
energetiche, privilegiando, anche attraverso specifiche politiche di incentivazione, lo sviluppo delle
rinnovabili, dei biocombustibili, del biometano e dell’idrogeno.
       Nell’ambito della prima strategia, nel 2024 è iniziato il confronto con gli enti territoriali per
l’acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza unificata relativa all’aggiornamento del decreto del
Ministro dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2015, cosiddetto “Decreto Requisiti Minimi”,
previsto dall’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante “Attuazione della direttiva
(UE) 2018/844, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la
direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, della direttiva 2010/31/UE, sulla prestazione
energetica nell'edilizia, e della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia”. del
decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74, Regolamento recante definizione dei
criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti
termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per
usi igienici sanitar3i, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del d.lgs. 19 agosto 2005, n. 192.




                                                         - 16 -
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2024


       In relazione alla seconda strategia, a seguito della crescita delle istallazioni di impianti FER degli
anni precedenti, prevalentemente fotovoltaico ed eolico, trovano ampio spazio le misure a sostegno
della crescita della loro produzione.
      Il quadro normativo che si sta delineando e che può consolidare il processo di sviluppo delle
FER prevede, oltre all’individuazione delle cosiddette aree idonee, ossia aree in cui il processo
autorizzativo per la produzione FER risulta semplificato, anche la definizione di misure, in fase
d’implementazione o di prossima attuazione che puntano a sostenere lo sviluppo delle FER.
      In particolare, nel settore dell’energia termica, si è provveduto a predisporre lo schema di decreto
che definisce le modalità dell’obbligo di incremento di energia rinnovabile termica nelle forniture di
energia, di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 (c.d. D.M. OIERT), in
seguito alla consultazione pubblica, terminata il 31 gennaio 2024.
      In parallelo, a fine 2024 sono proseguiti i lavori sullo schema di decreto c.d. FERX volto a dare
continuità al percorso di incentivazione delle tecnologie più mature e con costi fissi bassi o comunque
suscettibili di sensibile riduzione, come eolico e solare; tale meccanismo introduce criteri e principi in
parte innovativi per queste tecnologie, finalizzati a garantire una maggiore e più efficiente integrazione
con la rete e le esigenze del sistema elettrico nazionale. Il nuovo meccanismo prevede due fasi di
implementazione:
   •   l’approvazione da parte della Commissione europea di un primo decreto transitorio (avvenuta a
       dicembre 2024); tale decreto c.d. FERX transitorio avrà validità fino al 31 dicembre 2025 ed è
       stato notificato ai sensi del quadro temporaneo di crisi e transizione per misure di aiuto di Stato a
       sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina ed è stato definito
       al fine di garantire una rapida attuazione della nuova disciplina entro i primi mesi del 2025;
   •   l’approvazione di un secondo decreto FERX a regime, che conterrà tutte le innovazioni rilevanti;
       per tale provvedimento è stata avviata, già nel corso del 2024, la fase di prenotifica alla
       Commissione Europea ai sensi delle Linee Guida in materia di Aiuti di Stato, al fine di assicurare
       anche per il meccanismo a regime una rapida approvazione dell’aiuto.
      Altro strumento è il “D.M. FER 2” che incentiva fonti e tecnologie innovative o con costi elevati
di esercizio. Il provvedimento è entrato in vigore ad agosto del 2024. Nel mese di dicembre sono state
approvate e pubblicate le regole operative della misura ed è stata avviata la prima procedura competitiva
riguardante, in particolare, le biomasse e biogas.
       A questi strumenti si affiancano le misure previste dal decreto legge 181/2023 “DL energia”, per
promuovere l’autoproduzione di energia rinnovabile nei settori energivori, la cui attuazione si è avviata
nel corso del 2024 a valle dell’adozione del DM n. 268 del 23 luglio 2024 concernente disposizioni per
incentivare le regioni a ospitare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e il passaggio da
modello centralizzato asset-based (D.M. FERX) verso un modello de-centralizzato con profilo standard
che introduce come elemento di innovazione il disaccoppiamento del contratto di incentivazione
dall’asset sottostante dando agli operatori di mercato la scelta del mix di tecnologie da realizzare.
       Inoltre, il regolamento (UE) 2022/2577, che istituisce il quadro per accelerare la diffusione delle
energie rinnovabili, mira ad affrontare la crisi energetica, ridurre la dipendenza dell'UE dai combustibili
fossili russi e portare ulteriormente avanti gli obiettivi climatici dell'UE accelerando la procedura
autorizzativa e la diffusione di progetti di energia rinnovabile, è stato prorogato al 30 giugno 2025.
      Il regolamento (UE) 2022/2578 che istituisce un meccanismo di correzione del mercato per
proteggere i cittadini dell'Unione e l'economia da prezzi eccessivamente elevati istituisce un sistema di
misure temporanee per evitare rincari eccessivamente elevati del gas nell'UE che non rispecchiano i


                                                       - 17 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


prezzi sul mercato mondiale. In vigore dal 1° febbraio 2023 per un periodo di un anno, è stato
prorogato fino al 31 gennaio 2025.
       Con riferimento all’attuazione dei programmi cofinanziati con risorse dell’Unione europea e
nazionali, volti alla promozione delle energie rinnovabili, al miglioramento dell’efficienza energetica, alla
digitalizzazione e alla progressiva smartizzazione delle reti elettriche, si riportano di seguito le principali
attività realizzate nell’annualità 2024.
     In merito al Programma di Sviluppo e Coesione (PSC) – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione
2014–2020:
   • nell’ambito del Settore di intervento 4.01 “Efficienza energetica”, si è data prosecuzione alle attività
       di gestione e monitoraggio dei 57 progetti già finanziati, finalizzati al miglioramento delle
       prestazioni energetiche di edifici e impianti;
   • per il Settore di intervento 4.02 “Energie rinnovabili”, è stata aperta l’edizione 2024 dello sportello
       della misura Reddito Energetico Nazionale - REN, che ha registrato un elevato interesse da
       parte dell’utenza, con oltre 12.000 richieste di finanziamento pervenute.

      In relazione al PON Imprese e Competitività 2014–2020, inoltre, a valere sulla dotazione prevista
per l’Asse IV “Efficienza energetica” e l’Asse VI “REACT-EU” proseguono le attività di attuazione
delle misure finanziate e, in particolare:
       sull’Azione 4.3.1 “Realizzazione di reti intelligenti di distribuzione dell’energia (smart grids) e
        interventi sulle reti di trasmissione strettamente complementari e volti ad incrementare
        direttamente la distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili, introduzione di apparati
        provvisti di sistemi di comunicazione digitale, misurazione intelligente e controllo e
        monitoraggio, come infrastruttura delle città e delle aree periurbane”;
       sull’Azione 4.1.1 “Promozione dell’eco-efficienza e riduzione di consumi di energia primaria
        negli edifici e strutture pubbliche: interventi di ristrutturazione di singoli edifici o complessi di
        edifici, installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e
        ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti anche
        attraverso l’utilizzo di mix tecnologici”.
      A valere sulla già menzionata Azione 4.3.1 sono stati finanziati 80 progetti in favore dei
Concessionari per le attività di distribuzione e trasmissione dell’energia elettrica, mentre a valere
sull’Azione 4.1.1 sono stati finanziati circa 1900 progetti di efficienza energetica e produzione di energia
da fonti rinnovabile.
       Nello specifico, per la misura 4.3.1 e rispetto al Risultato Atteso 4.3, sono stati finanziati
complessivamente 80 progetti a favore dei Concessionari per le attività di distribuzione e trasmissione
dell’energia elettrica. Per quanto riguarda il Risultato Atteso 4.1, invece, sono stati ammessi a
finanziamento circa 1.900 progetti, volti a promuovere interventi di efficienza energetica e produzione
di energia da fonti rinnovabili.
       Per quel che concerne il PON “Ricerca e Innovazione” 2021–2027, si evidenzia che nel corso del
2024 si sono concluse le attività propedeutiche all’adozione dei decreti di concessione relativi agli
interventi infrastrutturali sulle reti elettriche già avviati nell’ambito del PON “Imprese e Competitività”
2014–2020, che proseguono nella programmazione 2021–2027 in regime di suddivisione in fasi, ai sensi
dell’articolo 118-bis del Regolamento (UE) 2021/1060.
Su un totale di 32 progetti ammessi a tale regime, per 2 di essi sono stati emanati i relativi
provvedimenti di concessione del contributo per la seconda fase (Azione 2.3.1 del PON Ricerca e


                                                        - 18 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2024


Innovazione 2021–2027). Per ulteriori 10 progetti, i decreti di concessione per la seconda fase risultano
essere stati sottoscritti nei primi mesi del 2025.
       Nell’ambito degli interventi finanziati a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
(PNRR), assumono particolare rilievo due misure strategiche introdotte con decreti direttoriali adottati
a fine 2023, finalizzate a sostenere la transizione energetica attraverso modelli innovativi di produzione
e condivisione dell’energia da fonti rinnovabili.
      Il Decreto Ministeriale n. 436 del 22 dicembre 2023 (c.d. “Decreto Agrivoltaico”) rappresenta un
intervento di particolare valore sistemico, in quanto volto a promuovere la realizzazione di impianti
agrivoltaici avanzati, in grado di integrare in modo sinergico l’attività agricola con la produzione di
energia fotovoltaica. La misura si propone di coniugare la tutela del suolo e della produttività agricola
con l’efficientamento energetico, attraverso l’installazione, entro il 30 giugno 2026, di una capacità
complessiva di almeno 1,04 GW di impianti innovativi. Tale azione si inserisce pienamente nel quadro
delle politiche di decarbonizzazione e rappresenta un modello replicabile di sviluppo sostenibile in
ambito rurale.
      A complemento di tale strategia, il Decreto Ministeriale n. 414 del 7 dicembre 2023, pubblicato in
Gazzetta Ufficiale il 23 gennaio 2024 (c.d. “Decreto CACER”), introduce un sistema incentivante basato
su una tariffa premio riconosciuta in funzione dell’energia elettrica rinnovabile prodotta e condivisa
nell’ambito di configurazioni di autoconsumo diffuso, con particolare riferimento alle comunità
energetiche rinnovabili, alle configurazioni di autoconsumo collettivo e agli autoconsumatori singoli a
distanza. La misura individua un obiettivo complessivo di 5 GW di potenza incentivata da raggiungersi
entro il 2027.
       Il medesimo provvedimento definisce, altresì, le modalità attuative della componente PNRR
dedicata al sostegno delle comunità energetiche e delle configurazioni collettive nei comuni con
popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. In tale ambito, è prevista l’erogazione di un contributo in conto
capitale fino ad un massimo del 40% dei costi ammissibili, al fine di agevolare la realizzazione di
impianti per una potenza complessiva di 2 GW entro il 2026. L’obiettivo sotteso è quello di favorire
l’inclusione energetica e lo sviluppo territoriale sostenibile, contrastando al contempo la povertà
energetica nelle aree più fragili del Paese.
        Sempre nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e più precisamente in attuazione
della Missione 2, Componente 2, Investimento 4.3, nel mese di marzo 2024 sono stati adottati i Decreti
Ministeriali n. 109 e n. 110 del 18 marzo 2024, con i quali sono stati definiti i criteri e le modalità di
accesso ai contributi a fondo perduto destinati alla realizzazione di nuove infrastrutture di ricarica
elettrica ad alta potenza, sia fast che ultrafast, da installarsi nei centri urbani e lungo le arterie extraurbane
(con esclusione della rete autostradale).
       Tali provvedimenti si inseriscono nella più ampia strategia nazionale di decarbonizzazione,
perseguendo l’obiettivo di promuovere la mobilità elettrica attraverso lo sviluppo di una rete capillare ed
efficiente di punti di ricarica, in coerenza con gli obiettivi e le scadenze fissati dal PNRR. Nello
specifico, la misura mira al conseguimento dei seguenti traguardi entro il termine previsto dal Piano: la
realizzazione di almeno 13.755 stazioni di ricarica veloci nei contesti urbani e di almeno 7.500 stazioni
di ricarica super-veloci lungo le strade extraurbane.
       In attuazione delle disposizioni contenute nei suddetti decreti, nel corso del 2024 sono stati
adottati, mediante decreti direttoriali, quattro Avvisi pubblici per la selezione di proposte progettuali
coerenti con gli obiettivi dell’Investimento 4.3, con l’intento di garantire il pieno rispetto delle milestone
e dei target programmati.


                                                         - 19 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


       A seguito delle procedure valutative previste, nel mese di dicembre 2024 sono state approvate,
con appositi decreti direttoriali, le graduatorie definitive dei progetti ritenuti idonei e ammessi a
beneficiare del contributo, assicurando così l’avvio operativo degli interventi e contribuendo in maniera
significativa all’ampliamento della rete infrastrutturale per la mobilità sostenibile su scala nazionale.
        In aggiunta, nell’ambito della Missione 2, Componente 2, Investimento 2.1 del Piano Nazionale
di Ripresa e Resilienza, nel corso dell’anno 2024 sono state avviate una serie di iniziative di tipo scale-up
finalizzate al finanziamento di progetti ad elevato contenuto tecnologico per lo sviluppo di reti
intelligenti (smart grids), nonché per l’incremento della resilienza delle infrastrutture di distribuzione e
trasmissione dell’energia elettrica.
      Tali azioni sono state attuate mediante un duplice canale operativo: da un lato, attraverso lo
scorrimento delle graduatorie afferenti agli Avvisi pubblici già emanati nell’ambito del PNRR; dall’altro,
tramite la pubblicazione di nuovi Avvisi pubblici rivolti ai distributori di energia elettrica, finalizzati a
sostenere interventi infrastrutturali su porzioni di rete a media e bassa tensione.
       L’obiettivo prioritario di tali misure risiede nell’incremento della capacità e potenza disponibili per
le utenze, in modo da abilitare e incentivare l’elettrificazione dei consumi energetici, quale leva
imprescindibile per la decarbonizzazione. Tali interventi si configurano come strategici anche in
relazione alla crescente penetrazione delle fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale e alla necessità
di una rete più flessibile, affidabile e interconnessa, capace di garantire sicurezza e qualità del servizio in
un contesto di progressiva transizione energetica.
      Ulteriore strumento è il “D.M. CACER” entrato in vigore a gennaio 2024, che, nel prevedere un
incentivo in tariffa a valere sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa all’interno delle configurazioni
di autoconsumo diffuso e in particolare per le comunità di energia rinnovabile, le configurazioni di
autoconsumo collettivo e gli autoconsumatori singoli a distanza per una potenza obiettivo di 5 GW di
impianti al 2027, individua anche le modalità attuative della misura PNRR dedicata alle comunità
energetiche e alle configurazioni di autoconsumo collettivo che realizzano impianti in comuni con
popolazione inferiore ai cinquemila abitanti, questa misura prevede l’erogazione di un contributo in
conto capitale in misura massima del 40% dei costi ammissibili ed ha come obiettivo la realizzazione di
2 GW di impianti al 2026.
      In linea con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di accordi a lungo termine di energia elettrica
da fonti rinnovabili (PPA), previsto dal PNIEC e confermato da una riforma del capitolo RepowerEU
del PNRR, nel 2024, in attuazione di quanto previsto dall’art. 28 del D.lgs 199/21, si è provveduto a
definire lo schema di decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetico di concerto con il
MEF che definisce gli indirizzi al GME per lo sviluppo di una piattaforma dedicata per la negoziazione
dei suddetti accordi supportata da un sistema di garanzie che prevede il ruolo del GSE come garante di
ultima istanza
       Nel corso del 2024 è stata implementata altresì la disciplina del meccanismo di
contrattualizzazione a termine della nuova capacità di stoccaggio elettrico previsto dall’art. 18 del D.lgs
n. 210/21, dopo l’approvazione della misura da parte della Commissione europea alla fine del 2023. Il
nuovo meccanismo, che partirà nel 2025 con una prima asta dedicata alle batterie per una capacità
complessiva di 10 GWh da realizzare entro il 2028, consentirà al sistema di approvvigionare nuove
risorse utility scale funzionali all’integrazione nel sistema elettrica della crescente capacità FER, evitando
i fenomeni di overgeneration che comprometterebbero il raggiungimento dei target PNIEC di
penetrazione delle fonti rinnovabili e ad accrescere la flessibilità e l’adeguatezza del sistema elettrico. In
tema di adeguatezza, nel 2024 si sono inoltre svolte le aste del mercato della capacità per
l’approvvigionamento delle risorse necessarie ad assicurare gli obiettivi di adeguatezza del sistema
elettrico nazionale per gli anni 2025 e 2026.

                                                        - 20 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2024


       Per quanto riguarda l’idrogeno, il 2024 ha visto l’elaborazione e pubblicazione della Strategia
nazionale idrogeno. In piena coerenza con le azioni implementative individuate nella stessa Strategia,
nel 2024 si è provveduto ad elaborare lo schema di decreto per istituire un meccanismo di supporto per
la produzione di idrogeno di origine rinnovabile, finalizzato all’uso nei settori dei trasporti ed industriali
hard-to-abate, da sottoporre alle successive verifiche della Commissione Europea in tema di aiuti di
stato; è stata organizzata una consultazione pubblica sui contenuti dello schema di decreto.
       Nel 2024 è stato negoziata con le controparti tedesche e austriache una dichiarazione di intenti
per lo sviluppo del Corridoio Meridionale Idrogeno (l’infrastruttura che trasporterà idrogeno,
collegando l’Algeria e la Tunisia con i futuri centri di consumo in Italia, Austria e Germania
meridionale): la dichiarazione è stata firmata nel maggio 2024 dal Ministro dell’ambiente e della
sicurezza energetica e dai Ministri omologhi di Germania e Austria. Ai fini dell’implementazione del
Corridoio Meridionale Idrogeno, è stato costituito un gruppo di lavoro trilaterale, guidato dai Direttori
Generali competenti in materia, che si è riunito fisicamente nel 2024 a Vienna e a Roma: il MASE si è
fatto promotore, tra l’altro, dell’elaborazione del documento di governance del Trilateral Working
Group che, approvato dalle controparti tedesche e austriache, è da annoverarsi tra gli obiettivi raggiunti
del gruppo di lavoro e che ha introdotto il così detto “Formato di Roma” al fine di dare una struttura
efficace alla collaborazione e fare incontrare in modo opportuno le diverse parti coinvolte nell’iniziativa;
a partire dalla riunione di Roma inoltre, le attività del gruppo trilaterale sono state affiancate da
periodici meeting dei tecnici dei Ministeri che, ogni due settimane, si incontrano da remoto per
affrontare i diversi aspetti connessi allo sviluppo del Corridoio.
        Sempre nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e più precisamente in attuazione
della Missione 2, Componente 2, Investimento 4.3, nel mese di marzo 2024 sono stati adottati i Decreti
Ministeriali n. 109 e n. 110 del 18 marzo 2024, con i quali sono stati definiti i criteri e le modalità di
accesso ai contributi a fondo perduto destinati alla realizzazione di nuove infrastrutture di ricarica
elettrica ad alta potenza, sia fast che ultrafast, da installarsi nei centri urbani e lungo le arterie extraurbane
(con esclusione della rete autostradale).
       Nel corso del 2024 inoltre, sono proseguite le attività relative al programma di incentivazione
rivolto a professionisti ed imprese, di cui al decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, che istituiva un fondo
di novanta milioni di euro finalizzato all'erogazione di contributi per l'installazione di infrastrutture per
la ricarica di veicoli elettrici. Nel 2024 è stato aperto un nuovo sportello, di maggior durata temporale,
per consentire l’utilizzazione delle risorse ancora disponibili sul fondo. Nel corso del 2024, sono state
presentate 1031 domande a fronte di 22.977.042,63 € di investimenti sostenuti per un totale di
contributi richiesti pari a 7.518.500,55 €.
       Sono poi state implementate le attività previste dal decreto ministeriale del 16 marzo 2023, con il
quale sono state approvate le “Modalità per il funzionamento della Piattaforma unica nazionale dei
punti di ricarica per i veicoli a energia elettrica - PUN.”. La PUN è il portale istituzionale dedicato a
mappare tutte le infrastrutture di ricarica sul territorio nazionale e consente di visualizzare i punti di
ricarica per i veicoli elettrici distribuiti sul territorio nazionale e fornisce informazioni sulla
localizzazione dei punti di ricarica, la tipologia di alimentazione, la potenza massima erogabile, il gestore
dell'infrastruttura e lo stato del punto di ricarica.
      Con il decreto direttoriale n. 62 del 23 novembre 2023, ammesso a registrazione dalla Corte dei
conti con il n. 42 in data 11 gennaio 2024, è stata approvata la Convenzione stipulata con GSE e RSE
per la realizzazione e la gestione della piattaforma e sono state impegnate le somme che andranno a
coprire le spese relative a questa attività sino al 2027.
      Nel corso del 2024 sono dunque proseguite le attività svolte da GSE e RSE che hanno portato al
censimento dettagliato delle infrastrutture di ricarica afferenti alla PUN, all’analisi spaziale della loro

                                                         - 21 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


collocazione in relazione alle aree amministrative del Paese e alla densità di popolazione, al censimento
dei CPO e soprattutto alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi previsti dal regolamento
AFIR. É stata infine sviluppata una APP che consenta agli utenti il collegamento alla piattaforma e
l’acquisizione delle informazioni sui punti di ricarica in tempo reale.
       Il decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 12 gennaio 2024, n. 17, con
l’art.17 ha affidato alla Direzione generale domanda ed efficienza energetica, tra le altre, le competenze
in materia di mobilità sostenibile e di promozione dell’utilizzo dei gas rinnovabili nel trasporto, ed in
particolare gli “Indirizzi e direttive operative alla Servizi Fondo bombole metano (SFBM) per l’attività
di sicurezza delle bombole di metano ed idrogeno nei trasporti”. In tale ambito, in attuazione
dell’articolo 62-bis, comma 2, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, è stato predisposto lo schema di Regolamento volto a
semplificare gli adempimenti connessi allo svolgimento delle attività di riqualificazione delle bombole
contenenti gas naturale ovvero metano compressi. Lo schema di decreto ministeriale, che prevede il
concerto del MIT, corredato dei dovuti allegati, è stato trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei
ministri in data 5 dicembre 2024.
      Sempre in relazione alle direttive da impartire alla SFBM, il 3 ottobre 2024 è stato emanato il
decreto direttoriale n. 43 con il quale, sulla base dell’analisi svolta sul budget previsionale per l’anno
2024 trasmesso da Acquirente Unico, è stato confermato in via definitiva il contributo approvato in via
provvisoria per il periodo 1° aprile – 31 dicembre 2023, ai sensi del comma 4 dell’art. 62 - bis di cui al
decreto-legge 16 luglio 2020, con il decreto ministeriale 11 gennaio 2024 n. 11.
       Nel corso del 2024, si è completato il processo di liberalizzazione dei mercati finali di energia
elettrica e gas naturale. Con specifico riferimento al settore elettrico, in attuazione del decreto
ministeriale 18 maggio 2023 che reca disposizioni per l’ingresso consapevole dei clienti finali nel
mercato libero dell’energia e indirizzi all’Autorità di regolazione per il superamento del regime dei
prezzi regolati dell’energia elettrica per i clienti domestici, si sono svolte le gare per l'individuazione
degli esercenti il servizio a tutele graduali, responsabili per la fornitura di energia elettrica (dal 1° luglio
2024) ai clienti finali domestici non vulnerabili. Permangono nel cd servizio di maggior tutela solo i
clienti domestici vulnerabili nelle more dell’aggiudicazione del cd servizio di vulnerabilità, attraverso lo
svolgimento di apposite procedure di gara. Il passaggio che si è svolto nel 2024 rappresenta la tappa
finale verso il completamento della liberalizzazione del segmento retail del mercato elettrico e del gas,
oltreché uno degli obiettivi strategici del MASE per il periodo 2022-2024.
       Il processo di liberalizzazione è stato accompagnato dalla campagna di comunicazione promossa
dal Ministero in attuazione dell’articolo 14 del decreto-legge 9 dicembre 2023, n.181, con l’obiettivo di
assicurare un'adeguata informazione dei clienti domestici, inclusi quelli vulnerabili, in relazione alle
conseguenze derivanti dalla cessazione del servizio di maggior tutela e dall'avvio del servizio a tutele
graduali, oltreché a promuovere la consapevolezza sulla scelta del fornitore di energia e sensibilizzare gli
utenti rispetto allo alle opportunità presenti sul mercato.
       Nel corso del 2024, è stata altresì portata a termine l’istruttoria per l’elaborazione dello schema di
Regolamento del Ministro per la disciplina dell’elenco dei soggetti abilitati alla vendita di gas naturale ai
clienti finali (in attuazione del che, una volta adottato, consentirà di qualificare i soggetti venditori in
un’ottica di armonizzazione con l’analoga disciplina del settore elettrico, garantendo al consumatore
uno standard di professionalità delle imprese che operano nel settore attraverso la previsione di requisiti
predeterminati e uniformi.
       Nell'ambito delle azioni per sostenere la competitività delle imprese a forte consumo di energia
elettrica tenuto conto degli obiettivi di decarbonizzazione, sono state disciplinate le modalità e i criteri
per il rispetto delle c.d. condizionalità green da parte delle imprese a forte consumo di energia

                                                        - 22 -
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2024


beneficiarie degli sgravi sugli oneri generali del sistema elettrico, contribuendo all’efficientamento e alla
decarbonizzazione del settore industriale (decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica
10 luglio 2024).
       Nel contesto del pacchetto di proposte “Fit For 55%”, nel corso del 2024 il Ministero ha
provveduto alla predisposizione dello schema di decreto legislativo di recepimento delle direttive (UE)
2023/958 e (UE) 2023/959, approvato in Consiglio dei Ministri il 4 settembre 2024. Il decreto
legislativo 10 settembre 2024, n. 147 è entrato in vigore il 15 ottobre 2024. Per adeguare l'ordinamento
interno al nuovo quadro giuridico europeo e adattare l’impianto amministrativo in essere alle nuove e
molteplici esigenze di regolazione, tale decreto ha ampiamente modificato il decreto legislativo 9 giugno
2020, n.47. Tra le modifiche di maggior rilievo si evidenzia l’inclusione del settore marittimo e
l’introduzione del c.d. sistema ETS2, ossia il sistema per lo scambio di quote di emissioni per i settori
degli edifici e del trasporto stradale e ulteriori settori (industrie energetiche, manifatturiere e delle
costruzioni non già ricomprese nell'ambito di applicazione dell'attuale EU ETS). Nel corso del 2024, il
Ministero ha coordinato tutte le attività necessarie all’implementazione tempestiva del nuovo decreto,
tra le quali l’estensione dei servizi del portale EU ETS ai nuovi soggetti obbligati, il coordinamento
delle attività propedeutiche all’autorizzazione dei soggetti regolamentati ETS2 e il coordinamento per la
costituzione dei nuovi Comitati.
       Sempre nel corso del 2024 il Ministero ha continuato a monitorare l’applicazione della disciplina
CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) per il periodo transitorio (1 ottobre 2023 – 31 dicembre
2025), gestendo il servizio di supporto di primo livello agli operatori per le problematiche di
registrazione e per l’assistenza alla compilazione delle relazioni, nonché per la gestione delle richieste di
assistenza inviate attraverso il CBAM Transitional Registry da parte dei dichiaranti già registrati. È
continuata inoltre la partecipazione alle iniziative della DG TAXUD della Commissione europea
relative all’implementazione del CBAM, anche in vista della sua semplificazione.
      Infine, nel mese di giugno 2023, nel rispetto dei tempi previsti, era stato inviato alla Commissione
europea la proposta italiana di Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC), secondo quanto
previsto dal Regolamento UE sulla Governance dell’energia. Il Piano individua gli obiettivi energetico
ambientali che l’Italia si impegna a conseguire al 2030, in relazione ai target europei fissati con il
pacchetto FF55.
      Nell’avviare il processo di aggiornamento del Piano è stato seguito un approccio realistico e
tecnologicamente neutro, che prevede comunque una forte accelerazione su:
      • fonti rinnovabili elettriche;
      • produzione di combustibili rinnovabili (biometano e idrogeno);
      • ristrutturazioni edilizie ed elettrificazione dei consumi finali (pompe di calore);
      • diffusione auto elettriche e politiche per la riduzione della mobilità privata.
      • CCS (sequestro, trasporto e cattura CO2).
      Ciò è stato ottenuto attraverso l’aggiornamento e la messa a punto di politiche già esistenti
(regolazione, semplificazioni, incentivi); piena attuazione di quanto già previsto nel PNRR;
predisposizione del nuovo capitolo REPowerEU; ulteriori politiche identificate con Ministeri
competenti per i trasporti, l’industria, l’agricoltura, la ricerca e l’economia.
      All’interno del PNIEC, inoltre, è stato dato ampio risalto al ruolo che le tecnologie nucleari
potranno occupare, insieme alle risorse energetiche rinnovabili, nella transizione energetica verso la
neutralità climatica, contribuendo a migliorare la sicurezza energetica del nostro Paese, in particolare,


                                                       - 23 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


attraverso una fornitura di energia stabile e continua e riducendo la vulnerabilità alle interruzioni di
approvvigionamento esterno e la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
       Il nucleare, pertanto, è stato inserito tra gli ambiti tecnologici prioritari per il sistema di ricerca
italiano da sviluppare al 2030, con particolare riferimento alle tecnologie nucleare di nuova generazione
(Small Modular Reactor di III generazione avanzata, Advanced Modular Reactor di IV generazione e
microreattori), nonché all’energia da fusione nucleare.
        In tale contesto, partendo dai dati ricavati dalla Piattaforma Nazionale per un Nucleare
Sostenibile (PNNS) - istituita da questo Ministero a novembre 2023 con l’obiettivo di sviluppare linee
guida e una roadmap, con orizzonte fino al 2050, per seguire e coordinare gli sviluppi delle nuove
tecnologie nucleari nel medio e lungo termine (rispettivamente, piccoli reattori modulari a fissione ed
energia da fusione), in un’ottica di affiancamento alla generazione di energia da fonti rinnovabili -
all’interno del PNIEC sono state effettuate delle ipotesi di scenario a lungo termine (dal 2035 al 2050)
contenenti, in aggiunta alle fonti di energia a basse emissioni, una quota di generazione da fonte
nucleare quale possibile ulteriore contributo alla decarbonizzazione. In esito a tali analisi, volte a
valutare l’eventuale utilità/convenienza di una produzione di energia tramite le nuove tecnologie
nucleari in corso di sviluppo, è emerso che lo scenario "Con nucleare” arriverebbe a coprire circa il 22%
della richiesta nazionale di energia elettrica, garantendo il raggiungimento dell’obiettivo “Net Zero” ad
un costo inferiore rispetto al costo dello scenario senza nucleare, su tutto l’orizzonte temporale preso a
riferimento.
       Sul tema, si evidenzia che, con l’obiettivo di intervenire in forma organica sulla materia della
produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione, il Consiglio dei Ministri del 28 febbraio
2025 ha approvato in esame preliminare, su proposta di questo Ministero, lo schema di disegno di legge
recante “Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile”, attualmente in fase di discussione per
l’acquisizione del parere della Conferenza unificata ai fini del prosieguo dell’iter di approvazione
parlamentare. Tale schema di legge prevede che il Governo, al fine del raggiungimento degli obiettivi di
decarbonizzazione entro il 2050 e del conseguimento della sicurezza e dell’indipendenza energetica del
Paese, nonché del contenimento dei costi dei consumi energetici per i clienti finali domestici e non
domestici, sia delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore, una serie di decreti
legislativi volti a disciplinare l’intero ciclo di vita connesso con la produzione di energia elettrica da
fonte nucleare sostenibile sul territorio nazionale.
       L’ultima linea strategica delineata nell’ambito del Piano riguarda la ricerca e lo sviluppo nel settore
energetico, componente imprescindibile per il conseguimento degli obiettivi di neutralità climatica al
2050, in coerenza con il quadro strategico delineato dal Green Deal europeo e dagli strumenti di
pianificazione energetico-climatica nazionale.
        Il rafforzamento delle attività di R&S nel settore si configura come priorità strutturale, in quanto
consente non solo di sostenere l’innovazione tecnologica, ma anche di valorizzare e potenziare il
patrimonio di competenze e capacità tecnico-scientifiche già consolidate nel nostro Paese.
L’investimento in ricerca energetica rappresenta un moltiplicatore di competitività, favorendo lo
sviluppo di soluzioni avanzate in ambiti quali lo stoccaggio energetico, l’idrogeno rinnovabile, le reti
intelligenti, la digitalizzazione dei sistemi energetici, i materiali innovativi per l’efficienza energetica e la
gestione avanzata della domanda.
       In tale direzione, nel corso del 2024 sono stati avviati interventi a sostegno della ricerca applicata
e industriale, attraverso l’attivazione di specifici strumenti di finanziamento, anche in sinergia con
programmi europei e partenariati pubblico-privati. Tali misure mirano a consolidare un ecosistema
dell’innovazione energetica nazionale, capace di contribuire in modo significativo alla leadership italiana


                                                         - 24 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


nel campo della transizione verde e alla realizzazione di un sistema energetico più resiliente, sostenibile
e autonomo.
       In tale prospettiva, è stata attribuita priorità allo sviluppo di misure strutturate di sostegno alla
ricerca e all’innovazione tecnologica per la transizione energetica, attraverso la predisposizione del
Piano della Ricerca di Sistema Elettrico Nazionale 2025–2027 e l’attuazione delle iniziative previste
nell’ambito del programma Mission Innovation 2024–2026.
       A tal fine, il Ministero ha adottato il Decreto Ministeriale n. 139 del 12 aprile 2024, recante
riforma della disciplina relativa alla Ricerca di Sistema Elettrico, con l’obiettivo di razionalizzare le
tempistiche e semplificare le modalità istruttorie connesse all’approvazione del Piano Triennale, al fine
di accelerare l’attuazione delle misure di ricerca e favorire l’efficienza amministrativa del sistema. Il
Piano Triennale 2025–2027, approvato con Decreto Ministeriale n. 388 del 6 novembre 2024, orienta le
attività di ricerca verso un ampio spettro di tecnologie energetiche strategiche, ed è sostenuto da un
finanziamento pubblico superiore a 240 milioni di euro, in piena coerenza con il SET Plan europeo, il
PNIEC nazionale, il pacchetto normativo Fit-for-55, le misure previste dal piano REPowerEU e gli
obiettivi della seconda fase dell’iniziativa Mission Innovation.
       In relazione a quest’ultima, la seconda fase dell’iniziativa Mission Innovation è stata avviata con
Decreto Ministeriale n. 386 del 17 novembre 2023, che ha definito le modalità generali di attuazione
attraverso l’elaborazione di programmi e progetti specifici. Nell’anno 2024 sono stati sottoscritti atti
convenzionali con ENEA, RSE e CSEA, finalizzati allo svolgimento di attività di supporto all’iniziativa.
In attuazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, del medesimo decreto e in esecuzione
dell’accordo MASE–ENEA, è stato trasmesso il Programma di Ricerca Nucleare (PRN), che individua
le linee di intervento fino al 31 dicembre 2026, con riferimento anche agli obiettivi delineati dalla
Piattaforma Nazionale per il Nucleare Sostenibile (PNNS).
       Nell’ambito di Mission Innovation è stato altresì pubblicato il primo Avviso pubblico per la
presentazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica lungo l’intera catena del valore
delle Materie Prime Critiche (MPC) e delle Materie Prime Strategiche (MPS). L’Avviso, dotato di una
dotazione finanziaria complessiva pari a 21 milioni di euro, è finalizzato a sostenere progetti coerenti
con le finalità delle Missioni “Green Powered Future” (GPFM) e “Clean Hydrogen” (CHM)
dell’iniziativa Mission Innovation 2.0.
       Infine, in attuazione del Piano Triennale 2022–2024, e al fine di promuovere la decarbonizzazione
dei sistemi produttivi, l’efficienza energetica, la valorizzazione energetica dei materiali di scarto, il
sostenibile approvvigionamento delle materie prime critiche e lo sviluppo delle tecnologie per la
produzione e l’utilizzo di idrogeno verde, è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa tra il Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Regione Autonoma della Sardegna, cui ha fatto seguito
la stipula di un Accordo operativo tra il Ministero medesimo, la Regione, l’Agenzia nazionale per le
nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e la Società Sotacarbo S.p.A.,
per lo svolgimento delle attività di ricerca e innovazione presso il Polo Tecnologico del Sulcis / Centro
Ricerche Sotacarbo.

       Produzione e consumo sostenibili
      Con riferimento alle politiche Green Public Procurement e l’attuazione dei Criteri Ambientali
Minimi, con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica 3 agosto 2023, di
concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e con il Ministro dell’Economia e delle
Finanze, è stata approvata l’edizione 2023 del “Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale
dei consumi nel settore della pubblica amministrazione” (PAN-GPP) (GU Serie Generale n.193 del 19-
08-2023). Il Piano delinea una cornice di riferimento organica e aggiornata della politica nazionale in

                                                      - 25 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


materia di appalti pubblici verdi e fornisce un quadro generale sul GPP, prevedendo un monitoraggio
annuale e un Comitato di gestione. Il Comitato di gestione è stato istituito con DM n. 194 del
27/05/2024 con il compito di indirizzare e sostenere l’implementazione delle azioni prioritarie e delle
azioni di supporto previste dal PAN-GPP al fine di massimizzare i benefici ambientali e socioeconomici
del Piano stesso.
      Con DD n. 27 del 04/04/2024, come previsto dal cronoprogramma delle Strategia Nazionale
Economia Circolare, è stata approvata la programmazione annuale per il 2024 delle attività volte alla
definizione o aggiornamento dei criteri ambientali minimi preliminari all’adozione dei relativi decreti
ministeriali. Nello specifico il decreto di programmazione annuale indica le categorie per le quali è stata
avviata l’attività di aggiornamento dei criteri ambientali minimi e le categorie per le quali verrà
proseguita l’attività di definizione dei CAM per il 2024.
       Con riferimento ai Criteri Ambientali Minimi approvati nel corso del 2024 si sono concluse le
attività relative ai CAM per gli affidamenti relativi ai servizi di ristoro e alla distribuzione di acqua di rete
a fini potabili (D.M. 17 maggio 2024 “CAM servizi di ristoro e distributori”), ai CAM per l’affidamento
del servizio di progettazione ed esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione e adeguamento
delle infrastrutture stradali (D.M. 5 agosto 2024 “CAM Strade”), ai CAM per l'affidamento di servizi di
progettazione e affidamento di lavori per interventi edilizi (D.M. 5 agosto 2024 “CAM edilizia”) ai
CAM per l’affidamento integrato di un contratto a prestazione energetica (EPC) di servizi energetici
per i sistemi edifici-impianti (D.M. 12 agosto 2024 “CAM EPC”), per i quali è disponibile l'appendice 1
"Baseline consumi energetici" di cui al paragrafo "1.2.1 Analisi del contesto e dei fabbisogni, obiettivi di
sostenibilità, monitoraggio sistematico".
       In merito alle produzioni e consumi sostenibili, è staro redatto lo Schema di Piano d’Azione
nazionale in materia di Consumo e Produzione sostenibili (PAN CPS) di cui all’art. 21, comma 4 della
legge n. 221 del 2015, inviato al Dipartimento Sviluppo Sostenibile con nota prot. n. 237180 del 23
dicembre 2024. Il PAN CPS, da adottare di concerto con il MIMIT, il MEF e il MASAF, si colloca
nell’ambito delle politiche internazionali e nazionali connesse agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle
Nazioni Unite, con particolare riferimento all’obiettivo 12 “Assicurare modelli di produzione e
consumo sostenibili”, alla Comunicazione della Commissione europea COM (2019) 640 sul Green Deal
europeo, alla Comunicazione COM(2008) 397 sul Piano d'azione "Produzione e consumo sostenibili" e
"Politica industriale sostenibile" nonché agli obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo
sostenibile, di cui si configura come ulteriore strumento attuativo.
       Le misure previste dallo schema di Piano sviluppano la scelta strategica nazionale “Affermare
modelli sostenibili di produzione e consumo” e si pongono in coerenza con le misure indicate nella
Strategia nazionale per l’economia circolare nonché con le azioni indicate nel Programma nazionale per
la gestione dei rifiuti e le misure previste dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Tali misure
preludono e favoriscono l’attuazione dei più recenti indirizzi normativi unionali in materia di
Progettazione Ecocompatibile (regolamento UE 2024/1781), in materia di imballaggi, di dichiarazioni
ambientali e in materia di responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde (direttiva UE
2024/825). Lo schema di Piano sarà sottoposto all’esame dei Ministeri concertanti e delle altre
Amministrazioni competenti per materia per essere sottoposto alla consultazione pubblica dei portatori
di interessi.
       Sul fronte delle attività connesse all’attuazione del Regolamento UE 2024/1781 sulla
progettazione ecocompatibile (Ecodesign for Sustainable Product Regulation, ESPR), entrato in vigore
il 18 luglio 2024, con decreto del Capo Dipartimento prot. n. 324 del 26 novembre 2024, come previsto
dal Cronoprogramma di attuazione delle misure prioritarie inserite nella Strategia Nazionale per
l’Economia Circolare, è stato istituito il Tavolo Ecodesign con il compito di supportare le

                                                         - 26 -
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2024


Amministrazioni competenti nella definizione, in fase ascendente, dei requisiti di progettazione
ecocompatibile per ciascun gruppo di prodotti oggetto del Regolamento, anche attraverso la
consultazione costante degli stakeholder, e, in fase discendente, nella definizione di attività finalizzate a
favorire la concreta applicazione a livello industriale dei requisiti di progettazione stabiliti a livello
unionale.
       Nel corso del 2024 il Ministero ha svolto le attività riguardanti l’Accordo di collaborazione ex
art.15 della legge 241/90 con l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo
economico sostenibile - ENEA per attuare ogni azione e/o iniziativa finalizzata ad assicurare
l’attuazione del tema 8 della Strategia Nazionale Economia Circolare “sostegno ai progetti di simbiosi
industriale attraverso strumenti normativi e finanziari, nonché tutte le attività funzionali alla
realizzazione di un sistema integrato di strumenti e funzionalità per la implementazione della simbiosi
industriale a livello nazionale”.
       Nell’ambito della gestione e coordinamento dello schema nazionale volontario per la valutazione
e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti “Made Green in Italy” (decreto MATTM
n.56/2018), nell’anno 2024 sono state pubblicate due nuove “regole di categoria di prodotto – RCP per
i "Tessuti di lana pettinata" e per i "Formaggi ovini a pasta dura". Si è provveduto inoltre
all’aggiornamento della RCP “Borse multiuso in PE”. Inoltre, sono state completate le istruttorie di
adesione allo schema MGI per 54 nuovi prodotti e servizi, che hanno riguardato sia il settore
agroalimentare che il settore industriale. Inoltre, è stata rinnovata la concessione di utilizzo del logo
“Made Green in Italy” per n° 8 prodotti già aderenti allo schema arrivando alla quota di 63 prodotti o
servizi aderenti allo schema “Made Green in Italy.
       Nell’ambito della gestione e coordinamento del Programma VIVA “La sostenibilità nella
vitivinicoltura in Italia”, avviato nel 2011 dal Ministero, sono stati sottoscritti nell’annualità 2024 n° 33
nuovi accordi volontari per l’adesione al Programma VIVA ed hanno ottenuto o rinnovato la
certificazione VIVA di Organizzazione n° 35 Aziende e la certificazione VIVA di Prodotto n° 9
prodotti raggiungendo a fine anno la quota totale di 77 certificazioni VIVA (50 di Organizzazione e 19
di Prodotto).
      Nell’ambito della gestione e coordinamento del Programma per la valutazione dell’impronta
ambientale, nell’anno 2024 sono stati sottoscritti n° 2 nuovi accordi/prorogati volontari per l’adesione
al Programma, arrivando a 5 accordi attivi e alla quota di 51 prodotti in totale che aderiscono al
programma.
       Nell’anno 2024 sono proseguite le attività relative al negoziato europeo sulla proposta di direttiva
“Green Claims”, con la predisposizione delle schede contenenti indicazioni condivise con gli
stakeholders da sottoporre agli organi di vertice politico e alla Rappresentanza permanente presso l’UE
per la partecipazione ai Working party on Environment (WPE) del Consiglio.
       Nell’ambito delle attività di promozione e diffusione dei sistemi di certificazione europei quali il
marchio Ecolabel UE (Regolamento 66/2010) e sistema comunitario di ecogestione e audit EMAS
(Regolamento 1221/2009), il Ministero supporta il Comitato per l’ecolabel e l’Ecoaudit nel suo
funzionamento. A marzo 2024 si è insediato il nuovo Comitato che ha deliberato nell’anno 79 nuove
registrazioni, 18 estensioni e 390 rinnovi EMAS e, per il marchio Ecolabel UE, e per il rilascio delle
licenze Ecolabel UE per prodotti e servizi, ha deliberato 82 nuove concessioni, 3 rinnovi e 160
estensioni.
       Al fine di assicurare l’assolvimento dei compiti di vigilanza del mercato previsti dal decreto
legislativo 12 ottobre 2022, n. 157, nel corso del 2024 il Ministero ha rafforzato la struttura operativa
dedicata allo svolgimento delle attività previste dalla normativa, anche attraverso la stipula di

                                                       - 27 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


convenzioni e accordi con soggetti competenti, in grado di fornire le risorse e le competenze necessarie.
Nel medesimo periodo sono stati, quindi, assicurati il coordinamento e la gestione degli adempimenti
relativi alla vigilanza del mercato, e sono state avviate interlocuzioni con le autorità di controllo
finalizzate alla definizione condivisa di procedure operative e linee guida, ponendo così le basi per un
sistema di vigilanza coordinato ed efficace.
      La Direzione ha assicurato le funzioni in materia di vigilanza del mercato mantenendo rapporti
costanti con l’Agenzia delle dogane e stipulando una convenzione con Invitalia per attività di supporto
tecnico all’istruttoria delle istanze rivolte al MASE nonché un accordo di collaborazione con
Unioncamere per garantire l’espletamento di attività di controllo dei prodotti sul territorio nazionale.
       La Direzione ha inoltre fornito dettagliati elementi informativi all’Ufficio Legislativo in merito
alla richiesta di informazioni della Commissione europea, nell’ambito del EU Pilot (2024)10768,
riguardante il presunto inadempimento, nel corso del 2023, degli obblighi di vilanza del mercato imposti
dai regolamenti sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichettatura energetica.
Le attività svolte in materia di sussidi statali ad impatto ambientale sono disciplinate dall’art. 68 della
Legge 221/2015 (legge sulla green economy), che impegna l’Amministrazione a compilare e aggiornare
un Catalogo dei sussidi ambientali e la relativa Relazione sugli esiti dell'aggiornamento e sulle proposte
per la progressiva eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi. Il Catalogo dei sussidi raccoglie un
elenco delle misure di finanziamento e fiscali rivolte alle imprese e alle famiglie che hanno un potenziale
impatto sull’ambiente, sia positivo, sia negativo. Per il 2024 sono state individuate e valutate 183 misure
normative e i documenti redatti sono stati inviati dal Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica
alle Camere e al Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica il 19 dicembre 2024.
Con riferimento alla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP), sulla base di
quanto previsto dalla legge di ratifica 12 luglio 2022, n.93, la Direzione ha assicurato le attività del
Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, designato quale autorità nazionale competente per
l’attuazione delle disposizioni stabilite dalla Convenzione. Ai sensi dell’art. 3 comma 2 della citata legge
di ratifica, nel corso del 2024 è stata elaborata la Bozza del Piano di attuazione nazionale della
Convenzione di Stoccolma a seguito dell’istituzione di un tavolo interistituzionale finalizzato alla
predisposizione del Piano di attuazione.
La bozza del Piano, esaminata congiuntamente con gli altri Ministeri concertanti nel mese di dicembre,
prevede tra gli obiettivi principali da perseguire i seguenti:
       riesame delle misure esistenti a livello nazionale per la riduzione delle emissioni e dei rilasci
        nell’ambiente di POP;
       valutazione della loro efficienza e adeguatezza rispetto agli obblighi previsti della Convenzione
        di Stoccolma;
       definizione di un quadro riguardante la presenza di POP nelle matrici ambientali in Italia;
       identificazione e rafforzamento delle sinergie tra la gestione dei POP e altre politiche
        ambientali;
       definizione di ulteriori misure per la riduzione delle emissioni non intenzionali di POP;
       sensibilizzazione dei cittadini e degli stakeholder sul tema dei POP e sulle misure di controllo.
Per quando riguarda il Regolamento REACH, la Direzione ha assicurato la definizione delle posizioni
negoziali nell’ambito del Comitato istituito ai sensi dell’art.133 del regolamento (CE) 1907/2006, per
l’assunzione delle decisioni in materia di restrizioni, autorizzazione e classificazione delle sostanze
pericolose, coordinando i contributi tecnici delle altre Amministrazioni competenti (MIMIT e Ministero

                                                      - 28 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


della Salute), con il supporto tecnico dell’ISPRA e dell’ISS, e assicurando la consultazione delle parti
interessate. La Direzione ha inoltre partecipato alle riunioni presso la Commissione europea per
l’approvazione delle proposte di regolamento e di decisione, rappresentando la posizione italiana in
accordo con le altre amministrazioni coinvolte.
La Direzione ha infine assicurato la partecipazione alle attività di consultazione inerenti la tematica dei
PFAS, oggetto di un’attività di valutazione tutt’ora in corso presso l’Agenzia europea per le sostanze
chimiche, fornendo contributi tecnici agli Organi di vertice per le interlocuzioni richieste dagli
stakeholder nonché pareri e relazioni all’Ufficio legislativo in risposta ad interrogazioni Parlamentari in
materia di prodotti fitosanitari, sostanze chimiche e PFAS.
In materia di gas fluorurati a effetto serra (F-Gas) la Direzione ha assicurato gli adempimenti spettanti
al MASE, autorità nazionale per l’attuazione del regolamento (UE) 2024/574 sugli F-Gas, curando in
particolare rapporti con l’Agenzia delle dogane, gli Organi di controllo e le Prefetture, per assicurare il
rispetto delle condizioni previste dal regolamento citato, nonché con la Commissione europea (DG
Clima) per la definizione di deroghe e regolamenti attuativi.

   Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile
       Il Ministero ha ricoperto e continua a ricoprire un ruolo centrale nel percorso di attuazione
dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile a livello nazionale, coordinando, di concerto tutte le
amministrazioni centrali e territoriali, il percorso di attuazione, monitoraggio e revisione periodica della
Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS), approvata con Delibera CIPE 108/2017 e
aggiornata con Delibera CITE 1/2023. La Strategia si pone infatti quale strumento di coordinamento
dell’attuazione dell’Agenda in Italia, fornendo un quadro strategico di sostenibilità per la
programmazione e valutazione di piani e programmi (art. 34 Dlgs 152/2006). In questo quadro, nel
2024 è stato pubblicato il rapporto di monitoraggio integrato della SNSvS, nell’ambito della Relazione
annuale sullo stato di attuazione della stessa, oggetto di informativa annuale presso il CIPESS.
      Alla luce della revisione finalizzata nel 2023, nel corso del 2024 si è proceduto a dare piena
attuazione alla Delibera CIPESS 22/2023, che ha approvato il Programma di utilizzazione del fondo
per misure ed interventi di promozione dello sviluppo sostenibile (art. 109 comma 1 legge 23 dicembre
2000, n. 388), pianificando le risorse lungo le tre principali direttrici di lavoro della Strategia, i vettori di
sostenibilità, in particolare: coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, cultura per la
sostenibilità, partecipazione per lo sviluppo sostenibile.
       Lo stato di attuazione delle azioni di supporto alla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile
è stato oggetto della Deliberazione 9 luglio 2024, n. 65/2024/G della Corte dei Conti, nella quale si
prende atto delle positività del processo e si ribadisce che si tratta di un argomento globale
dall’importanza decisiva, raccomando tempestività nell’attuazione e massima attenzione ai processi
territoriali e all’efficacia del sistema di monitoraggio integrato. Alla luce di tale raccomandazione, si è
proceduto ad accelerare sia i processi di governance istituzionale che di attivazione delle risorse del
Fondo per lo Sviluppo Sostenibile. A tal fine, nel mese di ottobre è stato approvato il programma di
azione triennale 24/26 del medesimo Fondo, che consolida e rilancia le traiettorie identificate e messe in
atto attraverso la precedente programmazione. Nel mese di dicembre sono stati siglati accordi di
collaborazione con 29 amministrazioni regionali e metropolitane per l’attuazione della SNSvS incentrati
sulle traiettorie di lavoro definite nei vettori di sostenibilità.
       Parallelamente, è proseguito l’impegno dell’Italia in ambito in internazionale per l’attuazione
dell’Agenda 2030. Quale seguito operativo del G7 “Clima, Ambiente ed Energia” sotto presidenza
italiana, ripreso da altri due track G7 “Sviluppo” e dal G7 “Sviluppo Urbano Sostenibile”, il MASE ha


                                                         - 29 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


infatti lanciato nel luglio 2024 un’iniziativa congiunta con il Programma delle Nazioni Unite per gli
Insediamenti Urbani - UN-Habitat - dando vita alla “Partnership Platform on Localizing the SDGs”.
L’iniziativa è finalizzata a supportare la declinazione territoriale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
(SDGs) agendo a livello nazionale, locale e globale, a partire dal modello italiano per la localizzazione
degli SDGs, riconosciuto a livello internazionale.
       Infine, in materia di finanza sostenibile, nel corso dell’anno la Direzione generale AEIF ha
proseguito nella partecipazione al Tavolo di coordinamento sulla Finanza sostenibile, istituito presso il
MEF. In tale ambito, ha collaborato alla revisione e finalizzazione del Documento per il dialogo di
sostenibilità tra PMI e Banche, valorizzando il potenziale ruolo delle PMI nel raggiungimento degli
obiettivi previsti dalla SNSvS a livello nazionale e territoriale.

   Rifiuti ed economia circolare
     In attuazione della priorità politica del Ministero sull’economia circolare, l’obiettivo è stato quello di
continuare a sostenere e a tutelare il sistema del riciclo italiano che è un valore aggiunto della Strategia
nazionale per l’economia circolare, la cui attuazione è fondamentale in relazione
all’approvvigionamento di materia e alla decarbonizzazione. Di particolare rilevanza è il tema delle
materie prime critiche al fine di ridurre la dipendenza dall’estero ed individuare catene di
approvvigionamento alternative a livello nazionale, anche all’interno della revisione del nuovo capitolo
PNRR previsto dal REPowerEU. A questo proposito si lavorerà per definire un quadro strategico
nazionale, ossia una Strategia nazionale delle Materie Prime critiche e le necessarie riforme normative.
     In attuazione del PNRR, l’Italia ha varato nel 2022, oltre alla Strategia nazionale per l’economia
circolare, un Programma nazionale per la gestione dei rifiuti che ha visto nel corso del 2023 tra l’altro
l’impegno volto ad erogare i finanziamenti (2,1 miliardi di euro complessivi) per l’ammodernamento e
la realizzazione di nuovi impianti di riciclaggio, con l’obiettivo principale di colmare il divario territoriale
tra Nord e Centro-Sud, implementare e digitalizzare la raccolta differenziata e ad implementare il nuovo
sistema di tracciabilità dei rifiuti (RENTRI).
    È stata data quindi attuazione al Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR) in
particolare monitorando e vigilando sui piani regionali per la gestione dei rifiuti, incentivando la
preparazione per il riutilizzo, le attività di riciclo e l’utilizzo delle materie prime secondarie, anche
attuando la riforma del sistema di Responsabilità Estesa del Produttore applicandola a nuovi
settori/materiali.
    In tale contesto sono stati avviati i lavori istruttori per la definizione di un regime di responsabilità
estesa del produttore nel settore del tessile (EPR).
     Considerato l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili, che l’Italia ha fissato al 1’ gennaio
2022, anticipando di tre anni rispetto alla scadenza fissata dalla Direttiva (UE) 851/2018, nonché il
rilievo strategico della filiera del tessile in termini socioeconomici e l’impatto ambientale della stessa, è
stato predisposto, ai sensi degli articoli 178-bis e 178-ter del D.Lgs. n. 152 del 2006, una prima versione
dello schema di decreto che istituisce un regime EPR per il settore tessile, con particolare riferimento a
prodotti di abbigliamento, calzature, accessori, pelletteria, prodotti tessili per la casa e per l’ospitalità.
L’ambito di applicazione del decreto si riferisce ai rifiuti urbani derivanti dal post-consumo dei prodotti
tessili precedentemente elencati; i soggetti su cui ricade l’EPR sono quelli che producono e immettono
sul mercato le categorie dei medesimi prodotti finiti.
     Il Ministero ha individuato alcuni obiettivi principali al fine di sviluppare condizioni favorevoli per
l’efficacia del regime EPR:
    • prevenire la produzione di rifiuti tramite l’eco-progettazione;

                                                        - 30 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


    • favorire lo sviluppo del processo di riciclo dei rifiuti tessili, in quanto ad oggi tale fase della
      filiera risulta carente sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo;
    • favorire un incremento progressivo degli obiettivi di raccolta differenziata, preparazione per il
      riutilizzo e di riciclo;
    • assicurare la corretta applicazione del contributo ambientale, in modo da garantire la copertura
      dei costi per la gestione dei rifiuti, nonché per le attività di informazione e comunicazione;
    impiegare il contributo ambientale anche per accrescere l’efficienza della filiera, valorizzando la
      raccolta, il recupero di materia, il riciclo, il riutilizzo degli indumenti e dei prodotti tessili usati,
      mediante attività di ricerca scientifica e sviluppo applicata all’ecodesign dei prodotti tessili.
    Lo schema di decreto, a seguito delle consultazioni pubbliche e all’esito del negoziato in corso sulla
proposta di revisione della Direttiva quadro e degli specifici orientamenti in materia di responsabilità
estesa del produttore nel settore tessile è stato ulteriormente perfezionato per essere sottoposto ad
un’ulteriore fase di consultazione pubblica.
     Sempre in relazione alla responsabilità estesa del produttore (EPR), nel corso del 2024 è stato
adottato il D.M. n. 144/2024 che disciplina le modalità di iscrizione al Registro nazionale dei produttori,
istituito dall’articolo 178-ter, comma 8 del D.Lgs. n. 152/2006. Tale decreto, previsto dall’articolo 178-
ter, comma 7 del D.Lgs. n. 152/2006, disciplina anche le modalità di vigilanza che il Mase svolge sui
sistemi di gestione, collettivi e individuali, operanti nell’ambito dell’EPR.
     Nell’ambito del Registro nazionale dei produttori è stato adottato inoltre il D.M. n. 147/2024 che
istituisce, ai sensi dell’articolo 7, comma 1 del D.M. n. 182/2019, il Registro nazionale di produttori e
importatori di pneumatici.
    Sono state le attività del Comitato di vigilanza e controllo sui RAEE, sulle pile, gli accumulatori e i
relativi rifiuti, i cui componenti sono stati nominati con D.M. n.409 del 7 dicembre 2023. Il Comitato
consentirà di rispondere alle esigenze del complesso sistema di gestione dei RAEE.
    Ulteriore ambito di attenzione è stato quello relativo alla gestione dei pannelli fotovoltaici. Infatti,
nel corso del 2024 sono state avviate le modifiche relative alle “Istruzioni operative per la gestione e lo
smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati” approvate con D.D. DG EC n. 54 dell’8 agosto 2022,
per un opportuno allineamento alle innovazioni del Decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49.
     È stato inoltre rinnovato l’Accordo tra DG ECB e l’ENEA sulla Piattaforma Nazionale per il
Fosforo con D.D. DG ECB n. 260 del 19/12/2024, in continuità con le attività avviate nel corso del
2022. Al fine di dare concreta attuazione agli obiettivi della Strategia Nazionale per l’economia
circolare, ai sensi dell’articolo 206-bis, comma 4-bis, del D.Lgs. n. 152/2006, è stato predisposto lo
schema di decreto che prevede l’istituzione dell'Organismo di Vigilanza dei consorzi e dei sistemi
autonomi per la gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi, da adottare di concerto
con il Ministero delle imprese e del made in Italy, per la definizione delle modalità di funzionamento del
citato Organismo di Vigilanza. Tale Organismo è composto dal MASE, dal Ministero delle imprese e
del made in Italy, da ARERA, ANCI e AGCM per rafforzare le attività di vigilanza e di controllo dei
sistemi consortili e dei sistemi autonomi che operano nella gestione dei rifiuti. Il provvedimento è stato
adottato con D.M. prot. R. 418 del 19 dicembre 2023.
    La seduta di insediamento dell’Organismo di vigilanza è avvenuta il 30 settembre 2024, nella quale
si è dato avvio ai lavori tramite l’individuazione delle tematiche per le quali le azioni di vigilanza sono
state ritenute più urgenti mentre la seconda seduta dell’Organismo si è tenuta in data 18 novembre 2024
nella quale, tra le altre cose, i componenti dell’Organismo hanno discusso in merito alla prima bozza di
regolamento di funzionamento interno preparata dalla Segreteria dell’Organismo di vigilanza


                                                       - 31 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


     In considerazione della necessità di incrementare la raccolta differenziata dei RAEE, nel corso del
2023 è stato coordinato il tavolo tecnico tra Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica,
Centro di Coordinamento RAEE, Logista (impresa che assicura la distribuzione di riscaldatori di
tabacco, sigarette elettroniche e relativi componenti) e FIT (Federazione italiana tabaccai), volto a
definire un accordo di programma, ai sensi dell’art. 206 del D.Lgs. n. 152/2006 per l’istituzione di un
circuito organizzato di raccolta su base volontaria, finalizzato ad assicurare la raccolta e il ritiro dei
rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccole dimensioni generati da riscaldatori di
tabacco, sigarette elettroniche e relativi componenti. L’accordo di programma è stato sottoscritto in
data 4 settembre 2023.
    È stato altresì concluso l’iter relativo alla nomina dei componenti del Comitato di vigilanza e di
controllo sulla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), delle pile, degli
accumulatori e dei relativi rifiuti, con D.M. n.409 del 7 dicembre 2023. Il Comitato consentirà di
rispondere alle esigenze del complesso sistema di gestione dei RAEE.
    Ulteriore ambito di attenzione è stato quello relativo alla gestione dei pannelli fotovoltaici e
pertanto nel corso dell’anno sono state modificate le “Istruzioni operative per la gestione e lo
smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati” per un opportuno allineamento alle innovazioni del
decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, apportando alcune variazioni significative per gli operatori
quale ulteriore garanzia della corretta gestione.
     Tra i temi di importanza strategica affrontati nel corso del 2024 si segnala anche l’attività istruttoria
relativa alla redazione dell’aggiornamento del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, uno
strumento che fissa idonei indicatori e obiettivi qualitativi e quantitativi per la valutazione
dell'attuazione delle misure di prevenzione dei rifiuti in esso stabilite.
     Con riferimento alla tracciabilità dei rifiuti, con decreto interministeriale 4 aprile 2023, n.59 è stato
disciplinato un nuovo sistema nonché il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, ai
sensi dell’art. 188-bis del decreto legislativo n.152 del 2006, promuovendo lo sviluppo del mercato delle
materie prime secondarie e dall'altro lato consentendo alle autorità di controllo di svolgere le attività di
prevenzione e contrasto della gestione illecita dei rifiuti con maggiori strumenti e informazioni. Il
miglioramento del sistema di tracciabilità dei rifiuti riveste un ruolo preminente e a tal fine
l’interlocuzione con gli stakeholders è stata alla base delle attività volte a consentire una semplificazione
degli oneri a carico dei soggetti obbligati. A completamento del sistema e per darne concreta attuazione
sono stati adottati appositi decreti direttoriali relativi alle tempistiche per gli operatori, all’approvazione
delle “Modalità operative” e delle “Istruzioni per la compilazione dei modelli di Formulario di
identificazione del rifiuto e Registro cronologico di carico e scarico” di cui all’art.21 del D.M. n.59 del
2023. Nel corso del 2024, è stata avviata una intensa attività formativa, con il supporto dell’Albo
nazionale gestori ambientali, diretta alle Associazioni e alle imprese attraverso l’organizzazione di 18
specifici webinar che hanno raggiunto circa 15.000 partecipanti. Dal mese di settembre 2024 sono state
coinvolte anche le Sezioni Regionali e provinciali della struttura dell’Albo nazionale gestori ambientali
con la programmazione di oltre 20 eventi su tutto il territorio nazionale e la partecipazione di oltre
10.000 utenti. Da ultimo, nello scorso mese di dicembre 2024, sono stati pubblicati i seguenti decreti
direttoriali, previsti dall’art. 21 del DM 59/2023, di seguito riportati
    - n. 253 del 12/12/2024 con il quale si individuano le caratteristiche che i sistemi di
    geolocalizzazione devono garantire ai fini della tracciabilità dei rifiuti e la data a partire dalla quale le
    informazioni afferenti ai percorsi rilevati dai sistemi di geolocalizzazione devono essere rese
    disponibili (a partire dal 13 febbraio 2027)
     - n. 254 del 12/12/2024 di approvazione dei manuali a supporto degli utenti e degli operatori


                                                         - 32 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


    - n. 255 del 12/12/2024 di adozione della procedura di accreditamento degli Enti e delle
    Amministrazioni di cui all’articolo 19, comma 4 del D.M. 4 aprile 2023, n. 59. La procedura riguarda
    gli enti, amministrazioni ed organi di controllo di cui all’articolo 19, comma 4 del D.M. 4 aprile
    2023, n. 59, che devono seguire per accedere alle informazioni contenute nel RENTRI ai fini dello
    svolgimento delle proprie attività istituzionali.
    Il portale RENTRI è operativo a far data dal mese di aprile 2024 con l’apertura dell’AREA DEMO
destinata all’illustrazione e all’utilizzo di tutte le funzionalità relative alle procedure di iscrizione,
compilazione dei registri e per la vidimazione ed emissione dei formulari presenti nei servizi di
supporto messi a disposizione del RENTRI con regole d’accesso e funzionalità analoghe a quelle del
portale ufficiale.
    A far data dal 15/12/2024 e sino al 13/02/2025 il portale RENTRI è divenuto pienamente
operativo in quanto si sono aperte le iscrizioni per le imprese obbligate con più di 50 dipendenti
(finestra temporale aperta dal 15 dicembre 2024 al 13 febbraio 2025).
    Con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica 3 agosto 2023, di concerto
con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, è stata
approvata l’edizione 2023 del “Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi nel
settore della pubblica amministrazione” (GU Serie Generale n.193 del 19-08-2023). Il Piano ed. 2023
delinea una cornice di riferimento organica e aggiornata della politica nazionale in materia di appalti
pubblici verdi e fornisce un quadro generale sul Green Public Procurement, prevedendo un Comitato
di gestione e un monitoraggio annuale.
    Con riferimento ai Criteri Ambientali Minimi negli appalti pubblici, nel corso del 2023 si è
continuato ad assicurare il pieno utilizzo di tali strumenti. In particolare, si sono concluse le attività
relative ai CAM Servizi di ristoro con e senza l’installazione di distributori automatici di bevande,
alimenti e acqua, Arredo urbano e per esterni e Tessili, i cui Decreti di approvazione sono stati
pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Sono proseguite le attività di definizione dei CAM dispositivi ICT,
servizi energetici per edifici e infrastrutture stradali, mentre sono state avviate le attività di definizione
per i CAM edilizia e calzature.
     Per quanto attiene la decretazione di cui all’articolo 184-ter, comma 2, del D.lgs. 152/2006 per la
definizione dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto “End of Waste”, anche in relazione a
quanto riportato nel Cronoprogramma della Strategia Nazionale di Economia Circolare e secondo le
priorità indicate nel Decreto Direttoriale del 25 marzo 2024, n. 26 di programmazione delle attività per
il 2024. è stata concluso l’iter istruttorio riferito a:
    - D.M. 28 giugno 2024, n. 127, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 settembre 2024 recante la
    revisione del D.M. 22 settembre 2022, n. 152 «Regolamento che disciplina la cessazione della
    qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione demolizione e di altri rifiuti inerti di origine
    minerale, cd. «EoW inerti»;
    - revisione del DM 15 maggio 2019, n. 62 “Regolamento recante disciplina della cessazione della
    qualifica di rifiuto da prodotti assorbenti per la persona (PAP), trasmesso al Consiglio di Stato (CdS)
    ed alla Commissione europea per la notifica ai sensi della direttiva UE 2015/1535, per il quale è
    stato emesso un parere sospensivo del Consiglio di Stato (n. 162 del 15 febbraio 2024). Attualmente
    in fase di definizione finale.
   In linea con il suddetto Decreto Direttoriale del 25 marzo 2024, n. 26, è stata inoltre considerata
come prioritaria l’attività riferita a:
    - Regolamento End of waste “Tessile”, che disciplina il recupero degli scarti di produzione e
    indumenti, accessori di abbigliamento e altri manufatti tessili confezionati di lino, cotone, lana, altre

                                                       - 33 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


   fibre naturali artificiali e sintetiche, provenienti da cicli pre-consumo e da cicli post-consumo, per il
   quale è stata effettuata la consultazione pubblica e la successiva analisi delle osservazioni pervenute.
   E’ inoltre proseguita l’interlocuzione con il JRC della Commissione Europea che ha contributo alla
   modifica degli orientamenti del centro di ricerca nella proposta tecnica per un End of Waste
   Textiles europeo;
   - Regolamento End of waste “Membrane bituminose”, che disciplina il recupero delle
   membrane/guaine bituminose (triturato di membrane bituminose-TMB), materiale costituito da
   una successione di strati di bitume e polimeri usato in edilizia ed opere civili ai fini
   dell’impermeabilizzazione, per il quale è stata effettuata la consultazione pubblica e la conseguente
   analisi delle osservazioni pervenute;
   - Regolamento End of waste “Spazzamento stradale”, che disciplina il recupero della componente
   inerte non pericolosa del rifiuto da spazzamento stradale, per il quale è stata effettuata la
   consultazione pubblica e la conseguente analisi delle osservazioni pervenute;
   - Regolamento End of waste “Plastiche”, che disciplina il recupero di rifiuti non pericolosi di
   plastica provenienti da raccolta differenziata di rifiuti da imballaggi;
   - Revisione del Decreto Ministeriale 31 marzo 2020, n. 78 che disciplina la cessazione della qualifica
   di rifiuto della gomma vulcanizzata derivante da pneumatici fuori uso.
    È proseguita infine l’attività istruttoria del regolamenti End of waste “Gesso”, recupero di rifiuti a
base di gesso provenienti da attività di costruzione e demolizione, da stampi a base di gesso e dalla
produzione di manufatti in gesso, con l’acquisizione dei pareri preliminari degli organismo tecnico-
scientifici ISPRA e ISS e “Pastello di piombo”, che disciplina il recupero del materiale contenuto nelle
batterie ed accumulatori al piombo esausti, per il quale, come richiesto dal Consiglio di Stato, è stata
avviata una valutazione di impatto delle regolamentazione relativamente al punto 1.4 dell’Allegato 1 del
DM 12 giugno 2002, n. 161, così come richiesto dal Consiglio di Stato (parere 00278/2021) (1.4
Tipologia: batterie al piombo esauste e di scarto e loro parti [160601*] [200133*]).
     Il Ministero ha continuato nell’attività di adozione dei provvedimenti attuativi con particolare
riferimento ai decreti inseriti tra le priorità di Governo MONITOR, tra i quali si citano:
   - D.M. n. 418 del 19 dicembre 2023 recante Termini e modalità di funzionamento dell'Organismo
   di vigilanza dei consorzi e dei sistemi autonomi per la gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei
   rifiuti di imballaggi, nonché i suoi obiettivi specifici;
   - Istruttoria avviata per il decreto attuativo del D.lgs. 116/2020 - Art. 1 - C. 4.7 recante Modalità
   di vigilanza e controllo sugli obblighi derivanti dalla responsabilità estesa del produttore di rifiuti;
   - D.M. n. 132 del 2 aprile 2024 recante Indicazione dei requisiti tecnici e delle certificazioni
   idonee ad attestare la natura ecosostenibile dei prodotti e degli imballaggi, nonché i criteri e le
   modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta in favore delle imprese che acquistano
   materiali riciclati provenienti dalla raccolta differenziata;
   - Predisposizione dello schema di decreto attuativo del D.lgs. 213/2022 - Art. 6 comma 9, lettera
   b) recante Approvazione del Programma generale di prevenzione e di gestione degli imballaggi e dei
   rifiuti di imballaggio;
   - D.M. n. 89 del 5 marzo 2024 recante Criteri e modalità di applicazione e di fruizione di un
   contributo per l'acquisto e utilizzo di materiali e prodotti alternativi a quelli in plastica monouso nel
   rispetto del limite massimo di spesa previsto, con priorità per i prodotti monouso destinati a entrare
   in contatto con alimenti;
   - D.M. n. 439 del 22 dicembre 2023 (GU n.116 del 20-5-2024) recante Termini e modalità per
   sostenere la riduzione dei consumi dei prodotti in plastica monouso e incentivare le imprese
   produttrici di prodotti in plastica monouso ed incentivare la produzione di prodotti riutilizzabili
   alternativi alla plastica.

                                                      - 34 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


    Il Ministero ha altresì adottato i seguenti provvedimenti:
    - D.M. 3 aprile 2023 recante Attuazione della rettifica alla direttiva delegata della Commissione
    europea (UE) 2020/363, di modifica dell’allegato II della direttiva 2000/53/CE del Parlamento
    europeo e del Consiglio relativa ai veicoli fuori uso;
    - D.M. 20 febbraio 2023 recante Regolamento recante l'aggiornamento dei raggruppamenti di
    rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche indicati nell'Allegato 1 del decreto 25 settembre
    2007, n. 185;
    - D.M. 14 luglio 2023 recante Attuazione della direttiva delegata (UE) 2023/171 della
    Commissione, del 28 ottobre 2022, che modifica, adeguandolo al progresso scientifico e tecnico,
    l'allegato III della direttiva 2011/65/UE del Parlamento europeo;
    - D.M. 19 dicembre 2023 recante istituzione dell'Organismo di vigilanza dei consorzi e dei sistemi
    autonomi per la gestione dei rifiuti.
    - D.M. 26 giugno 2023 recante Attuazione della direttiva delegata (UE) 2023/544, che modifica la
    direttiva 2000/53/CE per quanto riguarda le esenzioni relative all’uso del piombo nelle leghe di
    alluminio destinate a lavorazione meccanica, nelle leghe di rame e in determinati accumulatori.”;
    - D.M. 3 agosto 2023 recante Approvazione del piano d'azione nazionale per la sostenibilità
    ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione 2023.
    - D.M. n. 127 del 28 giugno 2024 Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di
    rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione, altri rifiuti inerti di origine minerale, ai sensi
    dell'articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152/2006;
     Di particolare rilevanza è stata l’attività svolta nell’ambito della gestione dei rifiuti delle navi, con la
finalità di raggiungere i più ampi obiettivi di tutela dell’ambiente in questo settore, mediante l’adozione
del decreto legislativo 8 marzo 2024, n. 46 recante Disposizioni integrative e correttive al decreto
legislativo 8 novembre 2021, n. 197 relativo agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei
rifiuti delle navi.
    Nell’ambito della costante attività di adeguamento della disciplina della gestione dei rifiuti, anche in
considerazione dell’evoluzione del contesto europeo e dello sviluppo di nuove tecnologie, nel corso del
2024 è stata avviata l’attività istruttoria finalizzata alla revisione del decreto ministeriale 8 aprile 2008
relativo alla disciplina dei centri di raccolta di cui all’articolo 183, comma 1, lettera mm), del D.lgs. n.
152 del 2006.
   In aggiunta è da segnalare l’attività istruttoria per l’adozione del regolamento recante “disciplina
semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo” ai sensi dell’articolo 48 del decreto-legge 24
febbraio 2023, n. 13.
     Il Ministero ha inoltre continuato a seguire attivamente i negoziati sulle proposte di regolamenti e
direttive adottate dalla Commissione europea e discusse nell’ambito del Gruppo Ambiente (Working
Party Environment -WPE) del Consiglio dell’Unione europea e nelle fasi successive della procedura di
codecisione con il Parlamento europeo, nonché a fornire contributi di competenza nel quadro di
negoziati su proposte di regolamenti (es. Materie Prime Critiche, Ecodesign) e direttive portati avanti da
altri Ministeri quali amministrazioni capofila (MIMiT, MEF). È proseguita altresì la partecipazione alle
attività di normazione europea ed ai tavoli tecnici dell’Unione Europea (TAC, Bref) previsti dalle
Direttive di settore.
    Nel 2024 sono stati seguiti diversi dossier quali:
    - regolamento sulle spedizioni di rifiuti (il Regolamento (UE) 2024/1157 è stato pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 30 aprile 2024 ed è entrato in vigore il 20 maggio 2024,


                                                         - 35 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


    anche se si applicherà a decorrere dal 21 maggio 2026, salvo alcune disposizioni che presentano
    date differite);
    -regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio;
    -direttiva sulle dichiarazioni ambientali esplicite (Green Claims);
    -revisione della Direttiva Quadro sui rifiuti relativamente ai rifiuti alimentari e tessili;
    - regolamento sui requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e sulla gestione dei veicoli
    fuori uso.
    Con riferimento al settore delle plastiche è stato avviato lo sviluppo, nell’ambito della Strategia per
l’Economia Circolare, una vera e propria strategia nazionale, per garantire il raggiungimento degli
obiettivi europei di riciclo attraverso azioni coordinate e sinergiche tra tutti gli stakeholder pubblici e
privati, tenendo conto della necessità di migliorare le percentuali di raccolta differenziata e di favorire lo
sviluppo tecnologico del riciclo meccanico e chimico delle plastiche.
    In quest’ottica vanno letti gli incentivi fiscali a sostegno delle attività di riciclo e utilizzo di materie
prime secondarie, nel cui ambito è proseguita l’attività di gestione di appositi bandi rivolti agli enti
pubblici e alle imprese (crediti d’imposta e Mangiaplastica). In particolare, sono stati concessi specifici
contributi volti all’acquisto di strumenti (ecocompattatori) e prodotti (materiali riciclati o di recupero).

   Tutela della biodiversità terrestre e marina
      Per quanto riguarda la tutela della biodiversità terrestre e marina si evidenzia come la
biodiversità e le aree protette siano decisive per concorrere alla ridefinizione di un peculiare modello di
sviluppo economico del nostro Paese, imperniato sullo straordinario valore del nostro patrimonio
naturale, intrecciato con valori culturali e storico-architettonici ineguagliabili.
       In ambito marino, per quanto attiene la prevenzione e la lotta all’inquinamento, viene svolta
regolarmente l’attività di tutela del mare prevista dalla Legge 979/82 “Disposizioni per la difesa del
mare”, in sinergia con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. Il servizio
antinquinamento nazionale viene realizzato in virtù di un contratto d’appalto di servizio, vigente fino a
dicembre 2024 e prorogato, nelle more dell’affidamento del nuovo bando di gara europeo, fino al 31
agosto 2025, che prevede l’impiego di una flotta di 32 navi specializzate, dislocate nei principali porti
italiani, pronte a muovere immediatamente in caso di emergenza, per il contenimento e il recupero di
idrocarburi o di altre sostanze nocive sversate in mare principalmente a causa di incidenti marittimi
derivanti da navi, terminali petroliferi e piattaforme di estrazione. Nell’ambito dell’attività
antinquinamento, è data inoltre attenzione alla sorveglianza delle aree ove insistono piattaforme off-
shore ad olio, anche attraverso il monitoraggio satellitare, ed al pattugliamento ai fini del contenimento
di materiali galleggianti di origine antropica (cd. marine litter) in particolare negli specchi acquei marini
antistanti le foci dei principali fiumi e in aree a vario titolo protette.
       Inoltre, la Direzione PNM ha costituito un Gruppo di Lavoro interministeriale dedicato alla
valutazione ed implementazione delle capacità di risposta a livello nazionale in caso di inquinamenti
marini da prodotti da sostanze chimiche pericolose e nocive, denominato HNS MaResCa (Hazaordous
and Noxious Substances Marine Response Capability) cui partecipano personale del RAM, del
Comando Generale del Corpo delle CP, del Dipartimento del Corpo dei Vigili del Fuoco e
dell’ISPRA.Sempre nell’ambito della tutela dell’ambiente marino, nel 2023 è stato predisposto il D.M.
previsto all’articolo 111 del D.lgs. n. 152/2006 e all’art.13 della Legge n. 60/2022, c.d. “Salvamare” che
definisce i criteri relativi al contenimento dell’impatto sull’ambiente derivante dalle attività di
acquacoltura. Il D.M. è stato predisposto da un Gruppo di Lavoro coordinato dalla DG PNM – Div. VI
di cui hanno fatto parte, oltre a funzionari della stessa DG PNM e della DG USSRI, anche
rappresentanti dei Ministeri concertanti MASAF, MIT, MIMIT, del Corpo delle Capitanerie di Porto e

                                                        - 36 -
                                                                Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                  Relazione sulla performance 2024


degli Istituti tecnici ISPRA e ISS. La proposta del decreto elaborata dal Gruppo di Lavoro è all’esame
dell’Ufficio di Gabinetto.
      Sono proseguite le attività per l’aggiornamento dell’Allegato tecnico al D.M. 173/2016
denominato “Regolamento recante modalità e criteri tecnici per l’autorizzazione all’immersione in mare
dei materiali di escavo di fondali marini” del Gruppo di Lavoro coordinato dalla Direzione TBM. Il
testo del documento aggiornato è stato definito a inizio 2025 e trasmesso ai superiori Uffici.
       Infine, nel mese di dicembre è stato pubblicato sul sito istituzionale il documento, redatto dalle
Direzioni VA e TBM col supporto tecnico di ISPRA, dal titolo “Contenuti della documentazione inerente alla
movimentazione dei fondali marini derivante dall’attività di posa in mare di cavi e condotte di cui al comma 5 dell’art.
109 del D.Lgs. 152/2006”. Detto documento integra le disposizioni di cui all’Allegato B/2 del D.M.
24/01/1996 per la redazione della documentazione tecnica a supporto delle istanze di Autorizzazione
alla movimentazione dei fondali marini derivante dall’attività di posa in mare di cavi e condotte. La
suddetta attività si è resa necessaria alla luce degli avanzamenti tecnici e scientifici intervenuti in materia
in questi ultimi anni ed in relazione alle istanze pervenute di potenziamento della Rete di Trasmissione
Nazionale (RTN), quelle di collegamento con altri Stati e alle istanze connesse agli impianti di eolico off
shore.
      Sul piano internazionale, sempre in relazione alla tutela del mare, è proseguita l’attività nell’ambito
dell’Accordo italo-franco-monegasco RAMOGE, attraverso il lavoro dei tre sottogruppi dedicati alla
Gestione integrata della fascia costiera, alle attività di Sensibilizzazione e alle attività antinquinamento.
      Sono proseguiti i lavori in ambito nazionale ed internazionale per la stesura dell’Accordo tra i
Paesi che si affacciano sul Mar Adriatico e del relativo piano operativo per le attività antinquinamento
congiunte in caso di major spills.
      Sempre per quanto concerne l’ambiente marino-costiero, l’attuazione della Direttiva Quadro sulla
Strategia Marina e della Direttiva sulla Pianificazione Spaziale Marittima, costituiscono i più importanti
strumenti unionali per garantire il buono stato ambientale della biodiversità e degli ecosistemi marini e,
congiuntamente, la sostenibilità delle attività antropiche in mare. L’attuazione di tali strumenti non
possono prescindere da una diffusa azione di ripristino ambientale degli habitat marino-costieri
degradati.
       Nello specifico, la Direttiva Quadro Strategia Marina, unitamente all’applicazione sinergica di tutte
le altre politiche unionali per la protezione ambientale (Politica Comune sulla Pesca Reg. UE 1380/2013,
Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE, Direttiva Habitat 92/43/CEE, Direttiva Uccelli
2009/147/CE), si inserisce inoltre in un robusto quadro politico e giuridico per l’adempimento degli
impegni internazionali relativi alla protezione della biodiversità marina, come la Convenzione sulla
Diversità Biologica (CBD) e la Convenzione di Barcellona per la protezione del Mediterraneo
(UNEP/MAP).
       Nel corso del 2024, per il terzo ciclo sessennale della Strategia Marina, con il supporto tecnico-
scientifico dell’ISPRA e a seguito di una consultazione pubblica e del lavoro portato avanti insieme al
Comitato Tecnico, sono stati aggiornati la valutazione dello stato ambientale, la determinazione dei
requisiti del buono stato ambientale e la definizione dei target ambientali per ciascuno degli 11
Descrittori. In questo contesto, l’Italia è stata uno dei pochi Paesi a trasmettere alla Commissione
Europea entro i tempi previsti il relativo Report 2024, ai sensi dell'Art. 17 della Direttiva 2008/56/CE,
per l’aggiornamento degli Art. 8, 9 e 10 della Direttiva stessa e a inviare la notifica della conclusione del
processo. È in corso di finalizzazione il Decreto del Ministro recante l’aggiornamento di GES e Target,
ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n. 190 del 2010, la cui bozza è stata trasmessa
all’Ufficio Legislativo.

                                                            - 37 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


       Nel 2024 sono stati svolti i programmi di monitoraggio annuali della Strategia Marina come da
accordi operativi istituiti con l’ISPRA e con le ARPA capofila (ARPA Liguria per la sottoregione Mar
Mediterraneo Occidentale, ARPA Emilia-Romagna per la sottoregione Mar Adriatico e ARPA Calabria
per la sottoregione Mar Ionio e Mediterraneo Centrale).
        Sempre nell’ambito della tutela dell’ambiente marino, facendo seguito al D.M 258/23 di
istituzione dei primi Siti di Importanza Comunitaria (SIC) nella zona di protezione ecologica (ZPE), è
proseguito l’iter di individuazione di ulteriori siti rete natura 2000 oltre le acque territoriali, per
rispondere alla Procedura d’infrazione 2028/2021 sulla mancata designazione di SIC/ZPS marini, con
l’istituzione di un tavolo tecnico con il Ministero della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF).
Sono stati individuati 8 nuovi SIC/ZPS (per circa 40.000 km2) all’interno della Zona di Protezione
Ecologica (ZPE) di cui alla legge 8 febbraio 2006, n. 61 e al decreto del Presidente della Repubblica n.
209 del 27 ottobre 2011. Si è avviato l’iter amministrativo per istituire i siti in alto con decreto del
Ministero.
      La definizione della Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 si inserisce in un delicato
momento a livello nazionale, comunitario e globale, necessario per affrontare le grandi sfide non solo in
termini di biodiversità, tutela e ripristino della biodiversità, ma anche di sviluppo sostenibile e di
contrasto e adattamento ai cambiamenti climatici, con l'obiettivo di ampliare e rafforzare la rete delle
aree protette, terrestri e marine, e ripristinare gli ecosistemi degradati.
       La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 ha tra gli altri obiettivi l’estensione, entro il
2030, delle aree protette sino a coprire almeno il 30% della superficie terrestre e marina dell’UE, di cui
il 10% con forme di protezione rigorosa, nonché il ripristino di vaste estensioni di ecosistemi degradati,
sia a terra che a mare.
       A partire dalla fine del 2020 è stato avviato un confronto europeo per il raggiungimento di tali
target ed è stato concordato un percorso condiviso che nel 2024 ha portato a specifici seminari
biogeografici, nell’ambito dei quali ogni Stato Membro ha individuato e discusso in merito ai propri
impegni per il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra. Relativamente ai target sulle aree protette si
rappresenta che dopo aver tracciato un quadro generale sullo stato dell’arte in Italia per il
raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia della Biodiversità da raggiungere entro il 2030, nel
2024 è continuato il confronto con le regioni e le province autonome in merito ai pledge per le aree
protette di competenza regionale. Detti pledge rappresentano i riferimenti per valutare l’estensione e la
corretta gestione delle aree protette nel territorio italiano e verranno utilizzati nel contesto di
valutazione dei progressi verso gli obiettivi assunti per il 2030. Come riportato in occasione degli Stati
Generali sulle Aree Protette (dicembre 2024), ad oggi le Aree Protette coprono circa il 22% del
territorio terrestre e circa il 15,5% del territorio marino, in esse rientrano le aree riconosciute dalla L.
394/91 (Elenco Ufficiale delle Aree Protette - EUAP), i siti della Rete Natura 2000 (1024 Aree protette
- 3.296.411 ettari a terra e 2.863.925 ettari a mare; 2646 Siti Natura 2000 - 5.845.078 ettari a terra e
2.301.047 ettari a mare.
      È proprio in questo contesto che si rileva maggiormente il valore della rete dei parchi e delle aree
protette che costituiscono un patrimonio di grandissimo valore, un patrimonio che va preservato e
protetto ma anche valorizzato.
      In Italia il sistema delle aree di tutela ambientale è formato dall’integrazione e sovrapposizione
delle Aree protette nazionali e regionali e della Rete Natura 2000, rete ecologica diffusa sul territorio
dell’Unione Europea, istituita per garantire il mantenimento a lungo termine dello stato di
conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello
comunitario.


                                                      - 38 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


       Sono certamente le aree protette, e in primo luogo i Parchi Nazionali, l’esempio migliore
dell’auspicato rapporto “sostenibile” tra natura e presenza dell’uomo dove lo sviluppo del territorio,
principalmente associato al turismo ambientale e alla ristorazione, alle attività agricole e zootecniche, al
commercio dei prodotti artigianali e alle iniziative culturali, si accompagna alla valorizzazione del
capitale naturale e alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna
selvatiche.
      I Parchi italiani rappresentano da sempre una eccellenza nel mondo della ricerca applicata sui
temi della biodiversità e delle interazioni con le attività dell’uomo. Le aree protette italiane hanno
dimostrato di svolgere efficacemente il loro compito di conservazione della biodiversità,
rappresentando un’eccellenza nel mondo della ricerca applicata sui temi della conservazione e delle
interazioni con le attività dell’uomo.
        Ai fini della salvaguardia delle Aree protette Statali la lotta agli incendi boschivi svolge un ruolo
centrale. Il MASE ha diretta competenza sui piani antincendi boschivi (o piani AIB) delle aree protette
statali (Parchi Nazionali e Riserve Naturali Statali), in attuazione all’art. 8, comma 2, della legge quadro
sugli incendi boschivi (L. 353/2000). Tali piani AIB, sistematicamente alla loro scadenza, vengono
rinnovati su proposta degli enti gestori delle suddette aree protette statali, verificati con apposito iter di
legge, sentito il parere dei carabinieri forestali e dei vigili del fuoco, e quindi approvati d’intesa con la
Regione territorialmente interessata che include il documento (piano AIB dell’area protetta) nel proprio
piano AIB regionale, quale parte integrante di quest’ultimo. Per supportare i Parchi Nazionali
nell’elaborazione dei Piani AIB lo stesso Ministero ha messo a punto uno “Schema di piano AIB per
Parchi Nazionali” e un relativo “Manuale”; i gestori delle Riserve Naturali Statali, analogamente,
faranno riferimento allo “Schema di Piano AIB per le Riserve Naturali Statali. Tali documenti di
riferimento sono stati pubblicati da questo Dicastero su una pagina web sul sito del Ministero della
transizione ecologica dove è possibile reperire e scaricare tutta la documentazione.
       I suddetti Piani AIB hanno una durata quinquennale e un periodo di validità non omogeneo per
tutte le aree protette; pertanto, il MASE lavora costantemente e in maniera continuata per portare a
termine gli iter di approvazione dei suddetti Piani.
       Ai fini di accelerare l’iter previsto da legge e fornire ulteriore supporto ai Parchi Nazionali
nell’elaborazione dei Piani AIB, il MASE coordina la realizzazione dell’intervento PNRR M2C4I.1.1–
Sistema avanzato ed Integrato di Monitoraggio e previsione, per realizzare un sistema avanzato ed
integrato di monitoraggio e previsione, nonché interventi mirati a prevenire gli incendi.
       Nello specifico la verticale 6 è destinata agli incendi di cui il caso d’uso (CU) 6.1 prevede la
realizzazione di un sistema automatico per la generazione di carte di pericolosità, gravità e rischio
incendi all’interno dei Parchi Nazionali.
       L’Italia è leader in Europa nei progetti di ricerca finanziati dai bandi del Programma per
l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE) grazie anche al contributo fornito dai Parchi nelle relative
attività progettuali in materia di natura e biodiversità. Al contempo, le aree protette hanno consolidato
un ruolo di laboratori privilegiati per lo sviluppo sostenibile, sviluppando esperienze, attività e buone
pratiche sui temi dell’educazione ambientale, delle produzioni e filiere agro-alimentari di qualità, dei
“turismi”, della nuova imprenditoria giovanile e dei processi partecipativi, temi che sono tra i fondanti
del ricercato riequilibrio tra conservazione della natura e attività umane.
      La biodiversità e le aree protette sono decisive per concorrere alla ridefinizione di un peculiare
modello di sviluppo economico del nostro Paese, imperniato sullo straordinario e irripetibile valore del
nostro patrimonio naturale, intrecciato con valori culturali e storico-architettonici ineguagliabili. In
particolare, i parchi nazionali, insieme a tutte le altre tipologie di aree protette, rappresentano una

                                                       - 39 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


risorsa e un’opportunità per settore turistico che, se ben orientato e gestito, può consentire la
promozione e la valorizzazione delle attività agricole e prodotti di qualità, il ripristino di ambienti
degradati, il presidio e il rilancio di territori marginali e soggetti a fenomeni di spopolamento e
arretratezza.
      L’articolo 10 della Direttiva 2003/87/CE e s.m.i., che istituisce un sistema per lo scambio di
quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità, prevede che i proventi delle aste CO2 siano
destinati a ridurre le emissioni stesse, favorire l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici,
incrementare l’efficienza energetica, incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse
emissioni.
       In particolare, il Programma Parchi per il Clima, in sinergia con l’attuale Strategia nazionale per la
biodiversità, vede il sistema delle Aree protette assumere un ruolo centrale per la conservazione della
biodiversità e per il contenimento delle emissioni climalteranti come anche per il rafforzamento
dell’efficientamento energetico.
        Nello specifico, nel corso del 2024, è proseguita da parte della Direzione generale Tutela della
biodiversità e del mare la seguente attività per le annualità 2020 (avviso prot. n. 54566 del 14.07.2020) e
per il 2021 (avviso prot. n. 63971 del 14-06-2021):
     - attività istruttorie inerenti alla verifica di coerenza tecnico – amministrativa delle proposte
progettuali presentate dai 24 parchi nazionali, verifiche e riscontri MASE a richiesta varianti e/o
rimodulazioni progetti definitivi/esecutivi;
        - istruttoria documentazione di rendicontazione (Decreto Direttoriale prot. n. 45794 del 30 aprile
2021 e Decreto Direttoriale prot. 0000045 del 16 maggio 2022) presentata dai 24 parchi nazionali per
l’attività di monitoraggio semestrale sull’avanzamento procedurale, fisico, economico e finanziario degli
interventi finanziati tramite il portale “Parchi per il Clima” regolamentato da convenzione prot. n.
165562 del 16/10/2023 stipulata tra MASE e Sogei S.p.A.; note ai parchi nazionali di richiesta riscontro
sullo stato attuativo degli interventi;
       - incontri tra MASE e Sogei S.p.A. per attività di coordinamento e supporto ai parchi nazionali
relativamente al funzionamento della piattaforma “parchi per il clima”.
       Nel corso del 2024 sia per i Parchi Nazionali che per le Aree Marine Protette è proseguita la
prevista attività di monitoraggio da parte della Direzione generale Tutela della biodiversità e del mare
attraverso l’analisi della documentazione attestante lo stato di avanzamento della spesa delle risorse
trasferite con i bandi relativi alle annualità precedenti; attività di istruttoria e verifica di coerenza tecnico
– amministrativa dei progetti esecutivi-definitivi; acquisizione della rendicontazione semestrale
trasmessa al Ministero; valutazione delle richieste di rimodulazioni dei progetti; incontri con i siti;
riunioni di coordinamento.
       Un ruolo importante nella Strategia europea per la biodiversità 2030 - che prevede nei suoi
obiettivi di destinare almeno il 10% delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio con
elevata diversità - è rappresentato dagli investimenti destinati alle infrastrutture verdi nei Parchi
nazionali: muretti a secco e rete sentieristica. La legge n. 145/2018 (Legge di bilancio 2019) ha
stanziato un fondo per il ripristino delle infrastrutture verdi – muretti a secco e rete sentieristica
attribuendo risorse ai Parchi nazionali pari a 70 milioni di euro ripartiti negli anni. Ai sensi dell’articolo
23, comma 3, lettera b) della legge 31 dicembre 2009, n. 196, con la legge di bilancio 2021 le suddette
risorse sono state incrementate di 100 milioni di euro a partire dal 2021 al 2033.
     Il ripristino dei sentieri e gli interventi sui muretti a secco rappresentano, come è noto, un valido
strumento di difesa dai fenomeni erosivi e di conservazione per gli habitat e specie delle aree protette.

                                                         - 40 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


       Tali costruzioni sono tradizionalmente legate all'organizzazione sostenibile dello spazio rurale,
offrono come un LanD.M.ark paesaggistico del Mediterraneo, e ancora oggi svolgono ad un
rilevantissimo ruolo anche sul piano della sostenibilità, con ricadute benefiche dirette sul territorio e
sulle comunità locali.
       Grazie a tali strutture, e a quel sistema di conoscenze e capacità diffuso nelle aree protette italiane
sulle relative metodologie di realizzazione e manutenzione è possibile ottenere un presidio sul territorio
per una molteplicità di finalità a carattere ambientale. I muretti a secco contribuiscono, infatti, a
prevenire frane, alluvioni e valanghe, combattere l'erosione e la desertificazione dei terreni, trattenere le
risorse idriche, sostenere servizi ecosistemici e preservare condizioni microclimatiche adeguate
all’agricoltura.
      Le risorse assentite a favore dei parchi Nazionali, nel corso dell’anno 2024, pari ad euro
7.000.000,00 per ogni programma, hanno assicurato la prosecuzione degli interventi di manutenzione e
potenziamento delle reti sentieristiche ed il ripristino dei muretti a secco nelle aree protette nazionali
per la messa in sicurezza e per rafforzare, attraverso la loro valorizzazione, l’identità e la cultura dei
luoghi e sostenere l’economia sostenibile locale dei territori protetti.

       Anche la Direttiva del Ministro rivolta agli Enti Parco Nazionali e alle Aree Marine
Protette per l’indirizzo delle attività dirette alla conservazione della biodiversità - emanata ormai da
diversi anni con l’obiettivo di dare piena attuazione alle politiche ambientali comunitarie e nazionali -,
rientra tra le attività mirate alla salvaguardia e promozione della biodiversità per l’attuazione della
Strategia Nazionale per la Biodiversità e le aree naturali protette, marine e terrestri, hanno l’obiettivo di
contribuire significativamente all’arresto della perdita di biodiversità, alla conservazione marina e alla
sostenibilità dell’ambiente costiero e al largo della costa.

       In tale contesto, la valenza triennale 2024-2025 dell’ultima Direttiva ministeriale per la
conservazione della biodiversità rivolta ai Parchi nazionali e alle aree marine protette, adottata il 5
settembre 2024 mira a garantire, grazie ad approccio programmatico di medio termine sulla base di un
apposito cronoprogramma temporale delle attività, il perseguimento degli obiettivi e il miglioramento
delle azioni già avviate per proteggere e ripristinare la biodiversità ed assicurare il mantenimento dei
servizi ecosistemici presenti nelle aree protette. Le risorse finanziate a favore dei 24 Parchi Nazionali,
per le attività di cui alla predetta Direttiva per l’anno 2024, sono state pari ad euro1.770.800,00.
        In particolare, per quanto concerne gli Enti Parco Nazionali, nel corso del 2024 sono proseguite
le attività di tutela e monitoraggio degli impollinatori che rappresentano il principale insieme di attività
previste dalla Direttiva finalizzate all’indagine delle cause di declino degli insetti pronubi, con particolare
riferimento alla contrazione degli habitat idonei alla vita ed alla riproduzione delle specie in esame e
all’utilizzo di pratiche agricole tradizionali non sostenibili e di prodotti fitosanitari.
      Altresì, attraverso la raccolta sistematica e comparabile di dati secondo le metodologie definite da
Ispra/Università di Torino, si è ritenuto necessario continuare tale azione in quanto indispensabile per
mantenere omogeneità dei dati raccolti e per risolvere le richieste specifiche dei singoli Parchi sugli
aspetti scientifici dei monitoraggi, anche in coerenza con il coordinamento scientifico di Ispra nel
progetto PNRR misura M2C4 - Investimento 3.2 “Digitalizzazione dei Parchi Nazionali e delle Aree
Marine Protette”, attraverso la creazione di una rete certificata per la raccolta e trasmissione dei dati al
Network Nazionale Biodiversità (NNB).
      Inoltre, anche nell’ambito del triennio di attività cui la Direttiva è indirizzata, i gruppi territoriali
di Parchi Nazionali proseguiranno con i progetti già avviati negli anni precedenti e sviluppati su scala
biogeografica o di maggiore estensione, purché funzionale dal punto di vista ecologico.

                                                        - 41 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


       Altresì, tra i progetti in itinere, si segnalano: l’azione di sistema “Terra e mare, in volo tra i parchi”
volta a migliorare le conoscenze e lo stato di conservazione degli uccelli nidificanti e migratori
attraverso il proseguimento di azioni di sistema avviate già in precedenza; l’azione di sistema
“Monitoraggio della Biodiversità in ambiente alpino”; l’azione di sistema “WOLFNExT un network di
parchi che guarda al futuro del Lupo in Italia” per la realizzazione di una struttura di interscambio e
coordinamento delle attività di ricerca e gestione in grado di assicurare sul lungo termine la
conservazione del lupo in Appennino e il contenimento degli eventuali conflitti che nei vari territori
potessero generarsi e l’azione di sistema “Identificazione del network di hot spot di diversità della
chirotterofauna e implicazioni per la gestione” per il proseguimento del monitoraggio della
chirotterofauna per incrementare le conoscenze sulla distribuzione potenziale delle singole specie e
l’identificazione di hot spot e corridoi ecologici della comunità di chirotteri presenti in Italia per il
miglioramento dell’efficacia delle misure di conservazione e gestione nelle aree protette anche
attraverso la redazione linee guida per la gestione dei chirotteri.
       Per quanto concerne le Aree Marine Protette è stato incrementato il livello di conoscenze
raggiunto con quanto pianificato con le attività della precedente Direttiva, nella quale sono state
ulteriormente ampliate le conoscenze in particolare dove erano presenti alcune lacune informative
scaturite da dataset incompleti, in particolare sul monitoraggio dell’Habitat coralligeno (biocenosi
coralligena) e per la stima del disvalore economico generato dall’impatto delle attività di pesca (dovuto,
ad esempio, alla perdita degli attrezzi da pesca) sull’Habitat coralligeno.
       Inoltre, sono state portate avanti le attività finalizzate allo studio dei cambiamenti climatici, per
l’elaborazione di strategie e piani di adattamento, al fine di avviare misure di gestione che possono
essere funzionali alla mitigazione degli effetti prodotti dai cambiamenti climatici.
Risorse finanziate a favore di 29 Aree Marine protette per le attività di cui alla predetta Direttiva per
l’anno 2024 sono state pari ad € 856.100,00.
       Nel quadro degli adempimenti internazionali, nel corso del 2024 sono proseguite le attività
relative al supporto ai siti riconosciuti dai Programmi e dalle Convenzioni UNESCO ed a quelli che
si propongono come nuove candidature.
       In particolare, la Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale
UNESCO del 1972 rappresenta uno dei grandi accordi multilaterali a tutela della diversità biologica. La
finalità della Convenzione è quella di identificare, proteggere, conservare, preservare e trasmettere alle
generazioni future il Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale di Eccezionale Valore Universale,
attraverso l’istituzione di un elenco di siti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale o World Heritage
List. Un sito, culturale, naturale o misto per venire iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale deve
essere valutato di “Eccezionale Valore Universale”.
      Ad oggi l’Italia vanta il maggiore numero di siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale
UNESCO con un totale nazionale di 60 siti, di cui 6 iscritti per criteri naturali (tra i quali 1
transnazionale).
       Il Programma Man and Biosphere (MAB) nasce nel 1971 nel corso della 16ª Conferenza generale
UNESCO come programma intergovernativo volto a fornire basi scientifiche alle azioni di impulso
all’uso sostenibile e razionale, oltre che alla conservazione, delle risorse della cosiddetta “biosfera”,
incoraggiando, allo stesso tempo, formule equilibrate di gestione nel rapporto uomo-ambiente a livello
globale.
      A luglio 2024, nel corso della 36 a sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del
Programma MAB, e di cui l’Italia è Stato membro dal 2019, sono state approvate nuove Riserve della
Biosfera il cui numero è salito pertanto a 759 in 136 paesi, inclusi 25 siti transfrontalieri. In Italia i siti

                                                         - 42 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


Riserve della Biosfera sono 21 di cui 2 (il Monviso e le Alpi Giulie) transfrontaliere con la Francia e la
Slovenia.
       La DG TBM ha partecipato, come id consueto, in rappresentanza del MASE quale componente
della delegazione italiana e fornito supporto alla Rappresentanza italiana presso l’UNESCO.
      Nel 2024, inoltre, è stata portata a compimento anche l’attività di implementazione del
Programma Earth Network per dare attuazione al Progetto per la creazione di una Rete internazionale
di Esperti ambientali volontari “International Environmental Experts Network”, siglato il 1° dicembre 2020
dal Ministro dell’Ambiente italiano e dal Direttore generale dell’UNESCO e di cui l’Italia è stata l’unico
finanziatore.
      L’Accordo prevedeva l’istituzione di un Multi-Partner Trust Fund, un fondo fiduciario multilaterale,
al quale l’Italia ha contribuito per il triennio 2021-2023, con quasi 3,5 milioni di euro. A dicembre 2024,
dopo un’attenta valutazione, la Direzione Generale T.B.M. del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica, che già aveva aderito nel 2023 alla richiesta dell’UNESCO di estendere (a costo zero per il
MASE) gli effetti dell’accordo di ulteriori 12 mesi, fino al 31 dicembre 2024, al fine di consentire una
più estesa attuazione degli interventi già programmati, ha anche acconsentito ad estendere fino al 31
marzo 2025 gli adempimenti amministrativi conclusivi del Programma. In effetti, nel corso del 2024,
sono stati portati a termine ben 18 interventi dalla rete di esperti, su un totale complessivo di 22,
soprattutto in Africa e America latina. Tale concessione è stata accordata, sempre senza oneri per il
M.A.S.E., al fine di realizzare una più ampia ed esaustiva opera di comunicazione sui risultati ottenuti
nel quadro della assistenza ai siti UNESCO che renda merito all’impegno profuso dall’Italia nel
finanziare il Programma “Earth Network”. Le relazioni finali, inclusa quella finanziaria, verranno rese
pubbliche entro la fine di giugno 2025.
      Nell’ambito del Programma “Siti naturali UNESCO per il Clima” 2022 e 2023, sono proseguite
nel 2024 le attività relative all’attuazione degli interventi approvati dal MASE nei comuni dei siti
UNESCO d’interesse naturalistico.
      Il Programma “Siti naturali UNESCO per il Clima”, annualità 2022 e 2023, della durata di 5 anni,
ha destinato i proventi delle aste di CO2 a una serie di misure per l’adattamento ai cambiamenti
climatici quali la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, l’adattamento agli impatti dei
cambiamenti climatici e la loro mitigazione, l’incremento dell’efficienza energetica e il passaggio a
modalità di trasporto pubblico a basse emissioni.
      In riferimento al “Programma “Siti naturali UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale”,
il MASE ha istituito un Fondo ministeriale “per la realizzazione di progetti pilota di educazione
ambientale destinati a studenti degli istituti comprensivi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie
di primo grado, site nei comuni che ricadono nelle zone economiche ambientali ( ZEA), le 20 Riserve
della Biosfera italiane ed i 5 siti italiani dichiarati dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità in
base ai criteri naturali. A tal fine, sono stati emanati dal MASE n. 2 avvisi rispettivamente per il biennio
2022 (nota prot. n. 136058 del 02.11.2022) e 2023 (nota prot. n. 159876 del 06.10.2023) che hanno
individuato le necessarie specificazioni e indicazioni operative per la concessione e l’erogazione del
finanziamento per un ammontare complessivo di euro 4.000.000,00 per ciascuna annualità.
       In particolare, nel corso del 2024 è proseguita da parte della Direzione generale Tutela della
biodiversità e del mare rispettivamente per l’annualità 2022 (avviso prot. n. 136058 del 02.11.2022) e per
il 2023 (avviso prot. n. 258 del 28.06.2023) l’attività di seguito riportata:
      - Istruttoria documentazione di rendicontazione proposte progettuali accompagnata da una
           relazione semestrale dalla quale risulti lo stato di avanzamento delle attività (importo speso,


                                                      - 43 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                 Relazione sulla performance 2024


           tipologia di spesa, allegati contabili) degli Istituti Comprensivi ai sensi del punto 4.3 degli
           avvisi (prot. n. 136058/2022 e prot. n. 0159876/2023).
      - Riscontri MASE a richiesta chiarimenti sugli adempimenti attuativi post – finanziamento,
          richieste di proroga, richieste approvazioni modifiche alle proposte attività, note di sollecito
          ed informative relativamente allo stato di avanzamento delle attività dei soggetti beneficiari.

       Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è presente la Misura M2C4 Investimento
3.2 Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle Aree marine protette. Detta misura, con una
dotazione finanziaria di 100 milioni di euro, si pone come obiettivo quello di stabilire procedure
standardizzate e digitalizzate per la modernizzazione, l’efficienza e l’efficace funzionamento delle aree
protette nelle loro varie dimensioni, quali la conservazione della natura, la semplificazione
amministrativa delle procedure e i servizi per i visitatori, attraverso la realizzazione di tre sub-
investimenti relativi a tre assi principali:
       - “Conservazione della natura - monitoraggio delle pressioni e minacce su specie e habitat e
          cambiamento climatico” (sub inv. 3.2 a);
       - “Servizi digitali ai visitatori dei parchi nazionali e delle aree marine protette” (sub. inv. 3.2 b);
       - “Digitalizzazione e semplificazione delle procedure per i servizi forniti dai Parchi e dalle Aree
          Marine Protette” (sub. inv. 3.2 c).
Relativamente ai citati sub investimenti, nel corso del 2024:
      -   Sono state poste in essere le attività che hanno portato al raggiungimento del target europeo
          M2C4-6 “Almeno il 70 % dei parchi nazionali e delle aree marine protette deve aver sviluppato servizi
          digitali per i visitatori dei parchi nazionali e delle aree marine protette (almeno due tra: il collegamento al
          portale Naturitalia.IT; un applicativo per la semplificazione amministrativa o un'applicazione per la
          mobilità sostenibile)” - target originariamente programmato per il IV trimestre 2023 e differito al
          II trimestre 2024 con la rimodulazione del PNRR approvata con la ECOFIN dell’8 dicembre
          2023.
          Nello specifico, nei suddetti termini, e precisamente in data 20 maggio 2024, sono stati
          pubblicati online il Portale Naturaitalia e l’App Visit Naturaitalia, due piattaforme digitali
          uniche, con natura implementativa, per tutto il territorio nazionale in grado di raccogliere e
          fornire tutte le informazioni ed i servizi utili a pianificare una visita consapevole, responsabile
          e ambientalmente sostenibile, in particolare rispetto alla fauna ed alla flora ivi presenti. Il
          Portale “Naturaitalia.mase.gov.it”, nello specifico, riprende e riaggiorna il vecchio portale
          ministeriale “Naturaitalia.it”, lo implementa attraverso lo sviluppo di una piattaforma cloud e
          lo integra con i dati acquisiti con il supporto dell’App Visit Naturaitalia, fornendo a sua volta
          dati e informazioni utilizzati dall’App per la fornitura dei servizi in essa sviluppati. Nel
          portale, nel corso del 2024, sono stati portati avanti gli sviluppi di una sezione
          specificatamente dedicata alla semplificazione e alla digitalizzazione amministrativa a
          supporto degli enti gestori delle aree protette e dei cittadini;
      -   Sono state avviate e coltivate le attività finalizzate alla realizzazione del nuovo target M2C4-
          6bis, correlato al sub-investimento 3.2 a), introdotto nella nuova versione della CID approvata
          dal Consiglio ECOFIN in data 12 novembre 2024, da conseguire entro giugno 2026:
          “Completamento dei quattro interventi tra cui due interventi relativi alla conservazione della natura e al
          monitoraggio delle risorse naturali: - acquisto e consegna alle autorità di parchi naturali e zone marine
          protette di almeno 12.000 unità di attrezzature necessarie per l'attuazione delle attività di conservazione
          della natura e di monitoraggio; e realizzazione di parchi naturali e nelle aeree marine protette di almeno 7
          diversi tipi di servizi tecnici e formazione per attività di monitoraggio scientifiche e sul campo, in almeno 3

                                                            - 44 -
                                                                     Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                       Relazione sulla performance 2024


               delle 5 categorie seguenti: monitoraggio del mare, monitoraggio degli habitat terrestri, monitoraggio della fauna
               selvatica terrestre, monitoraggio degli ecosistemi acquatici, monitoraggio della biodiversità basata sul DNA).
               Nello specifico, per tale sub investimento – che prevede la definizione di un apposito Piano
               di Monitoraggio destinato alle aree protette, articolato in una componente di fornitura, da
               parte del Ministero, di apparecchiature strumentali specifiche per ogni Parco Nazionale e ogni
               Area Marina Protetta, ed una componente di attività scientifiche e verifiche in campo - nel
               corso dell’anno 2024 sono state avviate e coltivate, per ogni singola procedura, le attività e le
               interlocuzioni con INVITALIA e ISPRA finalizzate alla pubblicazione delle 12 gare
               programmate, alla loro aggiudicazione e all’avvio dell’esecuzione dei contratti.
          Di seguito lo stato al 31 dicembre 2024:

     N          Titolo             Importo (€)    Data           Aggiudicazione             Avvio
n.                                                Pubb.

     1 Servizio               di   4.032.723,22   17.12.2024
1      monitoraggio delle
       Aree            Marine
       Protette in Near
       Real Time, mediante
       l’elaborazione         di
       dati          satellitari
       multisensore            e
       multipiattaforma e
       con             sistemi
       legacy/cooperativi
       (AIS, VMS, RF),
       nonché
       monitoraggio in situ
       con       sensori      di
       prossimità
       (2 lotti)

 2 Fornitura         di            13.971.080,3   06.08.2024        23.12.2024                      In corso
2 strumentazione da                     0
   affidare alle Aree
   Marine      Protette
   (4 lotti)

 3 Fornitura            di         2.035.299,44     In corso
3 attrezzature
   tecnologiche per il
   rilevamento        dati
   strutturali e ottici
   utili alla valutazione
   degli habitat terrestri
   per il piano di
   monitoraggio        nei
   parchi       nazionali
   (2 lotti)


                                                                  - 45 -
                                                                Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                  Relazione sulla performance 2024


     4 Servizio            di    2.842.138,50   30.05.2024     7.08.2024              13.09.2024 (Lotto 1)
4      progettazione,                                           (Lotto 1)
       raccolta            ed
       elaborazione      dati                                                         12.09.2024 (Lotto 2)
       per il monitoraggio                                     6.08.2024
       di pressioni agenti                                     (Lotto 2)
       su             habitat
       d’interesse
       comunitario        nel
       territorio dei parchi
       nazionali     tramite
       sensoristica
       avanzata
       (2 lotti)

 6 Servizio di rilievi di        1.440.208,00   27.03.2024    02.07.2024                  12.07.2024
6 vegetazione per il
   monitoraggio degli
   habitat d’interesse
   comunitario
   all’interno        dei
   parchi nazionali

     8 Servizio     per     il   1.162.368,84   19.06.2024    20.09.2024                  11.10.2024
8a     monitoraggio delle
       specie ittiche di
       interesse
       comunitario e dei
       parametri chimico-
       fisici ed ambientali
       delle            acque
       superficiali       nel
       territorio    di    17
       parchi nazionali e
       analisi dei dati

 8 Servizio             di       772.065,64     13.06.2024     11.09.2024                     25.09.2024
8 monitoraggio          di
b sostanze inquinanti
   in corpi idrici situati
   in n. 11 parchi
   nazionali e fornitura
   di        n.        80
   campionatori passivi

 9 Fornitura          di         6.363.531,73   26.07.2024      In corso
9 strumentazione per
   il      monitoraggio
   della fauna selvatica
   da     destinare   ai

                                                             - 46 -
                                                               Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                 Relazione sulla performance 2024


      parchi      nazionali
      (5 lotti)

    1 Servizio di raccolta     1.511.623,81    27.03.2024    31.05.2024                     25.06.2024
1     di           campioni
2     biologici         non-
      invasivi di orso
      bruno      marsicano,
      destinati alle analisi
      biomolecolari        e
      finalizzati alla stima
      delle dimensioni di
      popolazione

    1 Servizio, suddiviso      11.230.185,51   12.12.2024
1     in 5 lotti, per la
3     realizzazione    di
      studi pilota per il
      monitoraggio della
      fauna selvatica

    1 Campionamento di         1.440.999,05    31.07.2024      In corso
1     matrici ambientali
4     acquatiche       per
      analisi            di
      “metabarcoding” di
      DNA ambientale e
      campionamento di
      campioni biologici
      per           analisi
      biomolecolari      di
      sequenziamento
      genomico
      (2 lotti)

 1 Servizio di analisi         4.795.622,64    05.08.2024      In corso
1 genetiche           e
5 genomiche su DNA
   contenuto in diverse
   tipologie di matrici
   biologiche
   (3 lotti)



      Per quanto riguarda l’esecuzione degli affidamenti avviati (Interventi 4, 6, 8A, 8B e 12), le attività
si sono svolte in linea con gli obiettivi finali complessivi e sono state effettuate anche le prime
rendicontazioni. In particolare, nel mese di dicembre 2024, sono stati pagati il primo SAC per la
procedura n. 6 e per la procedura n. 12.


                                                            - 47 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


       Nell’ambito dell’implementazione delle misure associate della PSSA (Particularly Sensitive Sea Area),
designata nel 2023 dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), si sono tenute due riunioni di
coordinamento fra i paesi promotori (Italia, Francia, Principato di Monaco e Spagna) che hanno
portato all’istituzione di tre gruppi di lavoro (WG tecnico, WG dati ambientali e WG comunicazione) le
cui attività sono tutt’ora in corso.
       Nell’ambito delle attività di implementazione dell’Accordo Pelagos, il Ministero dell’Ambiente e
della Sicurezza Energetica ha indetto un bando con lo scopo di promuovere la realizzazione di proposte
progettuali presentate dai Comuni italiani aderenti alla Carta di Partenariato dell’Accordo Pelagos e
aventi ad oggetto attività in favore della protezione dei mammiferi marini del Santuario Pelagos e del
loro habitat, assicurando l’intera copertura dei costi di realizzazione delle proposte vincitrici. Al termine
della prima metà del 2024, sono state selezionate sette proposte progettuali, attualmente in corso di
realizzazione, ed erogate le relative risorse finanziarie.
       Inoltre, in occasione della IX Riunione delle Parti dell’Accordo tenutasi il 25 e il 26 gennaio 2024
a Nizza, l’Amministrazione ha autorizzato la rimodulazione del contributo volontario italiano per
consentire il finanziamento di attività prioritarie, utili per perseguire gli obiettivi e le priorità politiche
per il 2024. Tra queste:
       - la predisposizione ed implementazione di un protocollo per coinvolgere le Aree Marine
           Protette e Siti N2K per il Tursiops truncatus del Santuario nelle attività dell’Accordo;
       - la creazione dei nuovi supporti di comunicazione per i Comuni firmatari della Carta di
           partenariato Pelagos, in relazione al tema EcoPorti;
       - la realizzazione di un inventario delle grotte storiche per la Foca monaca nelle Aree Marine
           Protette;
       - la finalizzazione di 6 studi inerenti le tematiche dell’Accordo.
       Infine, nell’ambito del progetto LIFE Conceptu Maris, il Ministero dell’Ambiente e della
Sicurezza Energetica ha partecipato a una riunione tenutasi a ottobre 2024, sul traghetto Cruise Roma
di Grimaldi Lines, lungo la rotta Civitavecchia-Barcellona, caratterizzato da presentazioni, attività
pratiche e dibattiti in merito alla protezione dei cetacei e dei loro habitat contro le principali cause di
disturbo: inquinamento, rumore, cattura e ferite accidentali, collisioni. Sempre nell’ambito di tale
progetto, è stata avviata una campagna di Citizen Science per coinvolgere i cittadini nel monitoraggio di
cetacei e tartarughe marine che ha previsto corsi di formazione e contributo attivo dei partecipanti alla
raccolta dati. Sempre nell’ambito delle attività internazionali relative alla tutela dell’ambiente marino-
costiero, e con specifico riferimento all’attuazione della Priorità n. 6 dell’Atto di indirizzo sulle priorità
politiche per l’anno 2023 e per il triennio 2023-2025, il Ministero dell’Ambiente ha partecipato
attivamente, in stretto coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri, ai lavori preparatori alla
prima sessione della Commissione Preparatoria dell’Accordo sulla conservazione e l’uso sostenibile
della diversità biologica marina delle aree al di là della giurisdizione nazionale (BBNJ) in programma dal
14 al 25 aprile 2025 (PrepCOM), avviati nell’ambito del Gruppo di Lavoro sul Diritto del Mare
(COMAR) del Consiglio dell’Unione europea.
       Il Ministero ha altresì, proseguito la collaborazione con i competenti Uffici del Ministero degli
Esteri e della Cooperazione Internazionale, per la definizione del pacchetto normativo necessario per la
ratifica, da parte dell’Italia, dell’Accordo. In particolare, sono stati forniti pareri rispetto alle eventuali
ricadute, sulle normative nazionali in tema ambientale, delle disposizioni contenute nel medesimo
Accordo.
      Nell’ambito delle attività di implementazione della Convenzione di Barcellona sulla protezione
del Mar Mediterraneo (UNEP/MAP - United Nations Environment Programme/Mediterranean Action Plan), il
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha finanziato nel 2024 nuove attività di particolare

                                                        - 48 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


valenza nazionale del Programma di Lavoro (PdL) 2024-2025 della Convenzione, in continuità con
quanto già supportato nei precedenti PdL biennali. Inoltre, al fine di favorire il coinvolgimento dei
giovani nelle politiche ambientali, ha contribuito a uno specifico percorso didattico sulla governance
ambientale, focalizzato sulla regione mediterranea, implementato dall’INFO/RAC (Centro di Attività
Regionale di Informazione e Comunicazione della Convenzione di Barcellona) e rivolto a un gruppo di
studenti del Liceo “Tasso” e del Liceo “Pasteur” di Roma.
      Con riferimento alla Strategia UE per la Regione Adriatico e Ionica (EUSAIR) nell’ambito della
quale il MASE coordina le attività nazionali del Pilastro 3 “Qualità ambientale”, in qualità di Punto
focale, ed è membro del Thematic Steering Group 3 (TSG3), il cui compito principale è l'attuazione del
Piano di Azione della Strategia per il Pilastro di competenza, il Ministero dell’Ambiente e della
Sicurezza Energetica ha contribuito proattivamente alle consultazioni relative al processo di
aggiornamento del Piano di Azione della Strategia.
       Infine, con riguardo all’iniziativa “Mediterraneo Mare Esemplare entro il 2030” (PAMEX)
lanciato dalla Francia nel 2021 ed incluso nel programma di lavoro del Trattato del Quirinale sulla
cooperazione Italia-Francia, nel mese di dicembre 2024 si è tenuta la terza riunione del suo Steering
Committee, sotto Presidenza greca, alla quale l’Italia ha partecipato dopo un periodo di assenza dovuta
alla riserva espressa in merito all’iniziativa stessa, successivamente sciolta alla 23esima CoP della
Convenzione di Barcellona. In tale occasione, oltre all’aggiornamento sullo stato dell’arte delle attività
ed obiettivi dei relativi assi, si è concordato sull’opportunità di attribuire al PAMEX un ruolo più
incisivo al fine di contribuire in maniera concreta al raggiungimento di obiettivi globali, in stretta
collaborazione con l’UNEP/MAP. Tale approccio, promosso dall’Italia, include, ma non si limita alla
organizzazione di side event nei maggiori eventi globali in tema oceano quali la terza Conferenza delle
Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC-3).

   Politiche climatiche e inquinamento atmosferico
        Nell’ambito della Strategia nazionale di contrasto all’inquinamento atmosferico è proseguita
l’attuazione del programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico (PNCIA), redatto ai
sensi della direttiva 2016/2284 e contenente interventi mirati al raggiungimento di precisi obblighi di
riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici entro il 2030, attraverso la prosecuzione dell’iter di
adozione del decreto attuativo in materia di agricoltura che stanzia 50 milioni di euro per incentivare
l’utilizzo di tecniche e macchinari a basso impatto ambientale e attraverso la predisposizione ed invio
alla concertazione di un decreto istitutivo di un programma di finanziamenti per l’utilizzo della mobilità
sostenibile in ambito urbano in alternativa al trasporto privato, destinato ai capoluoghi di Provincia e
città metropolitane ricadenti in aree in infrazione con uno stanziamento di 500 milioni di euro. Al fine
di accelerare il processo di rispetto dei livelli massimi in atmosfera imposti dall’UE sul particolato PM10
e sul biossido di azoto NO2, sono state ulteriormente potenziate le azioni in campo per il contrasto
all’inquinamento atmosferico, attraverso la sottoscrizione di due nuovi accordi con le Regioni finalizzati,
anche attraverso il cofinanziamento del Ministero dell’ambiente, all’attuazione di misure per il
risanamento della qualità dell’aria. Inoltre, sono stati portati avanti i programmi di finanziamento avviati
dal Ministero dell’ambiente con i DD 207/2019 e 412/2020, dedicati alle Regioni del Bacino padano
per la realizzazione di interventi per il contrasto all’inquinamento atmosferico.
        In attuazione dell’art.14 del DL 131/2024, il MASE ha partecipato ai lavori della Cabina di regia
istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, per la predisposizione del Piano di Azione
Nazionale per la qualità dell’aria, contenente una serie di azioni normative e di incentivazione di
carattere nazionale per il contrasto all’inquinamento atmosferico.


                                                      - 49 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


      Infine, nel corso del 2024 è stato garantito il supporto alla rappresentanza italiana presso
Bruxelles per lo svolgimento della fase finale del negoziato sulla nuova direttiva sulla qualità dell’aria,
pubblicata a novembre 2024, che orienterà le future attività in materia.
      Per quanto riguarda le politiche nell’ambito del pacchetto Fit for 55, nel 2024 è stato adottato:
      - Regolamento (UE) 2024/1610 che modifica il regolamento (UE) 2019/1242 per rafforzare i
        livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi e integrare gli
        obblighi di comunicazione, modifica il regolamento (UE) 2018/858 e abroga il regolamento
        (UE) 2018/956
       Il provvedimento, nell’ambito del pacchetto Fit for 55, contribuirà al raggiungimento
dell’obiettivo di riduzione delle emissioni nette di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990
di cui al Regolamento (UE) 2021/1119 che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità
climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999
(«Normativa europea sul clima»).
       Inoltre, il 20 febbraio 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (Serie L)
il Regolamento (UE) 2024/573 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 febbraio 2024, sui gas
fluorurati a effetto serra, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e che abroga il regolamento (UE) n.
517/2014. Il nuovo Regolamento (UE) 2024/573, entrato in vigore l’11 marzo 2024, persegue
l’obiettivo di eliminare progressivamente l’utilizzo dei gas fluorurati aventi impatto climalterante,
incentivando l’utilizzo di gas refrigeranti naturali e a basso impatto climatico.
      Con la finalità di promuovere e incentivare pratiche sostenibili e innovative che possano aiutare
l'UE a conseguire l'obiettivo di neutralità climatica entro il 2050, nonché creare nuove opportunità per il
settore agricolo, lo scorso 6 dicembre 2024, è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale dell’Unione
Europea, il Regolamento UE 2024/3012 che istituisce un quadro di certificazione dell’Unione per gli
assorbimenti permanenti di carbonio, la carboniocoltura e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti.
       Nella sua attività di focal point nazionale per la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici
(UNFCCC), il Ministero coordina le attività di rendicontazione delle informazioni richieste dal sistema
di monitoraggio della Convenzione. Nel 2024, il Ministero ha coordinato la stesura del primo
rendiconto di trasparenza nell’ambito dell’Accordo di Parigi (Biennial Transparency Report). I contenuti
sono stati redatti da ISPRA relativamente all’inventario delle emissioni di gas serra e dei pozzi di
assorbimento, alle informazioni necessarie per tracciare i progressi verso il raggiungimento degli
obiettivi inclusi negli obiettivi nazionalmente determinati (NDCs), incluse politiche e misure di
mitigazione e proiezioni delle emissioni di gas serra; mentre sono state prodotte dal Ministero le
informazioni relative agli impatti dei cambiamenti climatici e all’adattamento, ed al sostegno finanziario,
tecnologico e di capacità fornito e mobilitato a favore dei Paesi in via di sviluppo per l’azione climatica.
      Sul tema, la Direzione generale TBM partecipa al Gruppo Tecnico dedicato alla predisposizione
del documento di fattibilità al fine di valutare la possibile designazione del Mar Mediterraneo come area
di controllo delle emissioni di ossidi di azoto (Med NOx ECA) ai sensi dell'Annesso VI MARPOL,
compresi gli impatti sanitari e socioeconomici sulla regione del Mediterraneo e sulle singole parti
contraenti della Convenzione di Barcellona.
       In ambito internazionale, la Direzione generale TBM ha svolto il ruolo di Amministrazione
ambientale marittima sia rispondendo puntualmente alle diverse richieste pervenute dagli stakeholders
in merito all’applicazione delle disposizioni delle Convenzioni IMO, nonché predisponendo apposite
circolari esplicative di cui si è data la massima diffusione attraverso l’invio agli stakeholders e tramite la
pubblicazione sul sito web del Ministero nella sezione dell’Amministrazione ambientale marittima, nella
quale sono inoltre state pubblicate tutte le recenti circolari e guide IMO relative alle pertinenti

                                                       - 50 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


Convenzioni. Sono poi state attivate diverse interlocuzioni con gli stakeholders al fine di assicurare il
loro massimo coinvolgimento sui temi di competenza della Direzione.
       L’Amministrazione ha poi svolto il suo ruolo di controllore dell’attività degli Organismi delegati
per i quali, ai sensi del decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104, è stata demandata l’attività del rilascio
dei certificati relativi alle convenzioni internazionali per nome e conto della stessa Amministrazione,
attraverso lo svolgimento di appositi audit di verifica.
       La Direzione generale TBM ha, inoltre, predisposto e trasmesso la reportistica annuale sulle
quantità di sedimenti scaricati a mare nei siti dedicati, ai sensi della Convenzione/Protocollo di Londra
e sulle inadeguatezze riscontrate durante le ispezioni dei PSC, ai sensi della Convenzione MARPOL,
nonché il report nazionale relativo al biennio 2022-2023 delle attività di attuazione della Convenzione di
Barcellona e dei suoi Protocolli.
      In ambito unionale, la Direzione generale TBM ha provveduto alla notifica dell’elenco delle navi
e dei porti eleggibili delle esenzioni di cui al Regolamento UE 2023/1805 sull'uso di combustibili
rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo, e che modifica la direttiva
2009/16/CE. Inoltre, è stata completata la negoziazione della revisione della Direttiva della
2005/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 relativa all'inquinamento
provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni.
        Sempre nell’ambito della qualità dell’aria nelle città portuali e nei porti, nel 2024, sono proseguite
le attività PNRR relative all'intervento "Porti Verdi: interventi in materia di energia rinnovabile ed
efficienza energetica nei porti" (M3 – C2 -1.1) registrando un significativo avanzamento. Si è proceduto
alla finalizzazione degli accordi di finanziamento già avviati e all'aggiornamento delle misure individuali
di aiuto sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato. Parallelamente, è proseguito il costante e sistematico
monitoraggio dello stato di avanzamento dei progetti in capo a tutte le Autorità di Sistema Portuale.
L'anno ha visto inoltre l'emanazione di ulteriori decreti di finanziamento per nuove proposte progettuali
e, per ottimizzare e facilitare la partecipazione dei concessionari, è stata introdotta una modifica
all'Avviso originario, con l'emanazione del Decreto Direttoriale n. 109 del 18 ottobre 2024, mirata a
superare le criticità riscontrate. A fronte delle risorse ancora disponibili, si è infine proceduto alla
riapertura dei termini per la presentazione di ulteriori nuove proposte progettuali, con l'obiettivo di
massimizzare il raggiungimento degli obiettivi PNRR energia.

   Attività e Cooperazione internazionali
       Nel 2024 le attività derivanti dagli impegni di Presidenza italiana del G7 hanno rappresentato uno
strumento essenziale per l'attuazione dei risultati della COP 28 tenutasi a Dubai. In particolare, le
attività conseguenti alla decisione relativa al bilancio globale (Global stocktake), che ha delineato un
obiettivo comune definendo, per la prima volta nella storia, una data per la dismissione delle fonti fossili
nel settore energetico al fine di raggiungere emissioni nette zero entro il 2050. L’obiettivo include la
garanzia di un accesso equo a fonti di energia affidabili e sostenibili, la sicurezza energetica,
l'accelerazione dell'Agenda net-zero a livello internazionale per limitare l'aumento della temperatura
media globale entro 1,5°C e il rinnovato supporto ai paesi più vulnerabili nei loro sforzi di adattamento
al cambiamento climatico.
       Il Ministero ha promosso azioni internazionali per la transizione ecologica e lo sviluppo
sostenibile in vari ambiti (cambiamenti climatici, biodiversità, desertificazione, economia circolare,
transizione energetica sostenibile) tramite collaborazione bilaterale e multilaterale con i Paesi in via di
sviluppo. In linea con la sesta priorità della Direttiva generale recante gli indirizzi sull'attività
amministrativa e sulla gestione del Ministero, si è proseguito nella cooperazione con i Paesi più


                                                        - 51 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


vulnerabili ai cambiamenti climatici, dando priorità al Continente Africano e agli Stati insulari nel
Pacifico e nei Caraibi.
      Alla fine dell’anno di riferimento, risultano in vigore 41 Protocolli di Intesa con Paesi in via di
sviluppo, inclusi 2 con Gruppi Regionali e 48 progetti.
       Durante il 2024, in area caraibica, sono stati promossi e approvati 2 nuovi progetti: acceso a
sistemi affidabili di energia elettrica tramite l’uso delle rinnovabili e costruzione di un impianto di
desalinizzazione per garantire l’acqua potabile in villaggi rurali. Sono stati inoltre erogati fondi per circa
2 milioni di euro. La cooperazione con oltre 25 Piccole Isole è stata rinforzata con il rinnovo dei due
Protocolli d’Intesa regionali. Nel 2024 è stato completato il Programma triennale di capacity building con
l’Alleanza dei Piccoli Stati insulari (AOSIS) che rappresenta il 28% dei paesi in via di sviluppo, e il 20%
del numero totale dei membri dell'ONU. Durante il 2024 sono state promossi e approvati 2 nuovi
progetti: acceso a sistemi affidabili di energia elettrica tramite l’uso delle rinnovabili e costruzione di un
impianto di desalinizzazione per garantire l’acqua potabile in villaggi rurali. Sono stati inoltre erogati
fondi per circa 2 milioni di euro.
       In Medio Oriente tra i MoU attivi si ricordano Giordania, Libano, Turchia, Kurdistan iracheno,
Palestina, Emirati. Nell’area dell’Asia Centrale, nel 2024 è stato firmato a Roma il MoU con il
Tagikistan, ed è stata rilanciata la cooperazione con l’Azerbaijan. Inoltre, la cooperazione con l’Ucraina
è proseguita attraverso la negoziazione dei documenti operativi del MoU e l’organizzazione di incontri
tecnici.
      Nell’area Nord Africa-bilaterale, nel 2024 sono stati erogati fondi per 2 progetti in Tunisia su
queste tematiche: climate-smart agriculture, nexus water-energy-food, misure di efficientamento
energetico e diffusione delle energie rinnovabili.
      Il Ministero collabora con Paesi terzi tramite accordi bilaterali e multilaterali relativi alle principali
convenzioni internazionali ambientali, come quelle su clima (UNFCCC), biodiversità (Post 2020 Global
Biodiversity Framework) e desertificazione. Supporta anche le attività di organizzazioni internazionali
come ONU, UNEP e OCSE e l'attuazione della Strategia Integrata delle Nazioni Unite per il Sahel
(UNISS), veicolata tramite l'OSCDS. Nell'ambito degli impegni assunti con G7, il Ministero sostiene
Africa e paesi vulnerabili.
       Nel contesto delle principali convenzioni internazionali, tra cui la Convenzione Quadro delle
Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), il Post 2020 Global Biodiversity Framework
(GBF) e la Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD), il Ministero è
impegnato a promuovere varie tematiche nei diversi ambiti multilaterali, europei, regionali e bilaterali.
Tra queste, rientrano la lotta ai cambiamenti climatici e all'inquinamento, la tutela della biodiversità e il
ripristino degli habitat degradati e del suolo, la promozione dell'economia circolare, l'uso efficiente delle
risorse e la transizione energetica sostenibile.
       Il Ministero collabora con Paesi terzi attraverso accordi bilaterali e multilaterali in materia
ambientale, in linea con le principali convenzioni internazionali (clima, desertificazione, ecc.), e
partecipa alle attività delle principali organizzazioni internazionali quali ONU, UNEP e OCSE. Questa
collaborazione include il supporto all'attuazione della Strategia Integrata delle Nazioni Unite per il Sahel
(UNISS), tramite l'OSCDS, e rientra negli impegni assunti nell'ambito del G7 per sostenere l'Africa e i
paesi vulnerabili. Nel 2024, il MASE ha avviato, con l'aiuto di UNDP, l'iniziativa G7 Energy For
Growth in Africa (E4G). Con il programma UNEP e la IEA, sta portando avanti l'iniziativa 3 DEN per
modernizzare e digitalizzare i sistemi energetici nei Paesi in via di sviluppo. Nell’ambito di questa
iniziativa sono stati organizzati oltre 60 webinar e workshop virtuali, pubblicati 35 articoli scientifici e


                                                        - 52 -
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2024


avviate due call per il finanziamento di progetti pilota con l’obiettivo di diffondere le tecnologie italiane
nei paesi dell'Africa, in linea con il Piano Mattei, oltre a Brasile, Colombia ed India.
        Dal 2021, il MASE sostiene finanziariamente l’iniziativa “Youth4Climate” realizzata in
partenariato con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), volta a rafforzare il ruolo
delle giovani generazioni nel contrasto al cambiamento climatico. A fine 2024, grazie al contributo
italiano, sono stati finanziati 100 progetti giovanili in 52 Paesi in via di sviluppo, per un ammontare
complessivo di oltre 2,5 milioni di euro. L’iniziativa, che prosegue e continuerà a finanziare 50 nuovi
progetti l’anno, ha contribuito concretamente alla realizzazione di soluzioni innovative locali, generando
co-benefici ambientali e sociali, promuovendo leadership giovanile e rafforzando le reti internazionali
tra i giovani attori del clima.
       Nel 2024 si è concluso il primo progetto con l’UNCCD. In considerazione degli importanti
risultati raggiunti, la collaborazione tra il MASE e l’UNCCD è stata rilanciata nel quadro di un nuovo
Accordo, ampliando il bacino di paesi target anche a Benin e Senegal oltre che a Burkina Faso, Niger e
Ghana. Il nuovo progetto si iscrive nel solco del precedente, con l’obiettivo di contrastare la
desertificazione e il degrado del suolo, preservare gli ecosistemi naturali e al contempo migliorare le
condizioni di vita e fornire opportunità economiche per le comunità locali.
       Nel quadro degli accordi con le istituzioni finanziarie, il Ministero ha collaborato con attori chiave
della finanza internazionale per lo sviluppo: la Banca Africana di Sviluppo, sostenendo i principali fondi
tematici sulle energie rinnovabili, efficienza energetica e lotta ai cambiamenti climatici da questa gestiti:
il Sustainable Energy Fund for Africa (SEFA), il Climate Change Fund (ACCF) e il Rome
Porcess/Mattei Plan Financing Facility (RPFF) per il quale il Ministero ha stanziato nel 2024 circa 27
milioni di euro a dono; nel quadro del partenariato con il Gruppo Banca Mondiale, supporta l’Energy
Sector Management Assistance Programme (ESMAP); con la Banca Interamericana di Sviluppo,
partecipa al Sustainable Energy Facility Expanded e partecipa all’iniziativa regionale Amazonia Forever,
attraverso il Fondo multidonatore Amazon Bioeconomy and Forest management Trust Fund
(AMDTF), e al programma Sustainable Energy Facility Expanded (SEF-Expanded).
      Il MASE eroga il contributo italiano al Green Climate Fund (GCF) che è stato istituito dalla
Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC) come entità del
meccanismo finanziario con l’obiettivo di sostenere i Paesi in Via di Sviluppo nella lotta ai cambiamenti
climatici, limitando le emissioni di gas serra e favorendo misure di adattamento.
      Attraverso l’Adaptation Fund - IBRD - il MASE finanzia progetti e programmi di adattamento
al cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo che hanno ratificato il Protocollo di Kyoto e sono
particolarmente vulnerabili agli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
      Il Ministero eroga, ai sensi della L. 409/2000, il contributo italiano al Fondo Multilaterale per
l’Attuazione del Protocollo di Montreal, costituito per assistere i Paesi in via di sviluppo nel
raggiungimento dei loro impegni di conformità rispetto all’eliminazione della produzione e del
consumo di sostanze ozono lesive. Sono stati anche attivati progetti in Argentina, Brasile, Cina, Ghana,
Iran, Nigeria eenabling activities per supportare la rapida attuazione dell’emendamento di Kigali in
Lesotho, Rwanda, Maldive e Tunisia.
       Il Ministero, inoltre, fornisce supporto al Segretariato della Convenzione Quadro per i
Cambiamenti Climatici, al panel intergovernativo per i cambiamenti climatici (IPCC) ed all’iniziativa
UNFCCC International Transaction Log, relativa alla trasparenza dei registri dei sistemi di scambio
delle emissioni, a beneficio di tutti i Paesi in via di sviluppo.
      In tale ambito, è stata avviata anche l’iniziativa “Youth4Capacity”, promossa dal MASE in con
un finanziamento di 2,5 milioni di euro in 5 anni al Segretariato della Convenzione Quadro sui

                                                       - 53 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


Cambiamenti Climatici, con l’obiettivo di rafforzare le capacità negoziali e tecniche delle giovani
delegate e dei giovani delegati dei Paesi in via di sviluppo. Il programma prevede cicli di formazione su
misura, mentorship, sessioni pratiche in vista dei negoziati internazionali, nonché attività di scambio tra
pari. Youth4Capacity contribuisce così alla piena inclusione delle nuove generazioni nei processi
multilaterali sul clima, in linea con l’approccio Action for Climate Empowerment (ACE) dell’UNFCCC
e con l’impegno dell’Italia per una transizione equa e inclusiva.
       Sono stati rilevanti gli interventi di programmazione degli accordi di cooperazione internazionale
con obiettivi connessi sia alla riduzione delle diseguaglianze in materia energetica sia alla strutturazione
degli interventi di consolidamento delle politiche per il clima e la biodiversità in un'ottica globale,
tenendo conto degli esiti del G20 e del G7. Nel quadro più ampio delle politiche globali per il clima,
l’azione è stata ulteriormente rinforzata con l’avvio del Fondo Italiano per il Clima, le cui iniziative
contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi fissati dagli accordi internazionali sulla protezione del
clima e dell'ambiente ai quali l'Italia ha aderito, sia in ambito di mitigazione che di adattamento. Le
azioni vengono rendicontate nel quadro dell’impegno di tutti i Paesi avanzati in tema di finanza per il
clima verso i Paesi in via di sviluppo ed emergenti. Di particolare rilievo è il prosieguo delle iniziative
avviate in collaborazione con organizzazioni internazionali sui temi dell’uso efficiente delle risorse e
dell’economia circolare, della finanza verde, dell’acqua, del contrasto al degrado del suolo e della
biodiversità.
       L'azione relativa alle politiche globali per il clima e la tutela ambientale è stata sostenuta
dall'utilizzo delle risorse del Fondo Italiano per il Clima. Il fondo, in linea con la strategia del Piano
Mattei per l'Africa, opera come strumento finanziario per finanziare progetti di mitigazione,
adattamento e contrasto al cambiamento climatico nei Paesi emergenti e in via di sviluppo. Sono stati
approvati nove interventi per un ammontare complessivo di 647 milioni di euro, localizzati
prevalentemente in Africa. Le operazioni approvate sono finalizzate a supportare misure di mitigazione
e adattamento al cambiamento climatico e investimenti in progettualità green nel comparto energetico.
       Nel 2024, è stata intensificata la cooperazione con l'ufficio di Vienna dell'UNEP nell'ambito del
progetto "Rafforzamento delle capacità di applicazione e della consapevolezza pubblica per migliorare
la gestione dei siti contaminati da discariche non conformi e illegali nei Balcani occidentali". Tale
collaborazione è stata ampliata nell'ambito della SEEPP (South-East Europe Pollution Platform) a tutti
i Balcani occidentali.
      In ambito internazionale la Direzione generale AEIF ha garantito la rappresentanza e la
partecipazione per i principali accordi multilaterali per l’ambiente trasversali, tra cui la Convenzione di
Aarhus sull’accesso alle informazioni, partecipazione del pubblico e accesso alla giustizia in materia
ambientale, e la Convezione Alpina per cui, in vista della presidenza italiana 2025-2026, la DG AEIF ha
promosso tutte le iniziative necessarie all’individuazione delle priorità in ambito ambientale, climatico
ed energetico e alla definizione del programma dei lavori tecnici e della riunione della prossima
Conferenza delle Parti .
       Inoltre, anche nel 2024 è stato ottemperato all’obbligo di rendicontazione annuale sul sostegno
finanziario per l’azione climatica rivolto ai Paesi in via di sviluppo derivante dal Regolamento (UE)
2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla governance dell’Unione dell’energia e
dell’azione per il clima, che prevede, all’articolo 19 comma 3, l’invio annuale da parte degli Stati membri
di comunicazioni alla Commissione circa il sostegno fornito e mobilitato a favore dei Paesi in via di
sviluppo per l’azione per il clima, secondo le modalità definite nei relativi atti esecutivi (EU) 2020/1208.
A tal fine, nel mese di settembre sono state caricate le informazioni richieste nel sistema Reportnet 3
appositamente predisposto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il Ministero, nell’ambito del suo ruolo
di focal point nazionale, fornisce inoltre a cadenza biennale al Segretariato della UNFCCC le

                                                      - 54 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


informazioni relative al sostegno finanziario, tecnologico e di capacità in favore dei Paesi in via di
sviluppo.
       Al fine di migliorare e rendere più completa, robusta e trasparente la metodologia in uso da parte
dell’Italia per rendicontare e calcolare il sostegno fornito e mobilitato a favore dei Paesi in via di
sviluppo per l’azione per il clima, il Ministero (DG AEIF) ha creato un gruppo di lavoro nazionale per
la revisione della metodologia per definire la finanza per il clima. Il gruppo di lavoro, lanciato a valle
della COP29 di Baku (Azerbaijan) a livello di Direttori Generali, mira ad ampliare le fonti di dati di
finanza per il clima e rendere più trasparente la metodologia per valorizzare al meglio nei consessi
internazionali il contributo dell’Italia agli obiettivi internazionali collettivi di finanza per il clima. Il
gruppo di lavoro include i Ministeri e gli enti coinvolti nella fornitura e mobilitazione della finanza per il
clima internazionale (MAECI, MEF, CDP, SACE, SIMEST, ENEA, ISPRA, CNR, ASI, UPSA), e, sulla
base di precisi termini di riferimento e di un piano di lavoro che si estende fino al 2027 (anno in cui
inizierà il monitoraggio del nuovo obiettivo di finanza per il clima), porterà i primi risultati tangibili per
la rendicontazione del settembre 2025 integrando le cifre di finanza per clima italiana con attività prima
non tracciabili.
       Nel 2024 l’Italia ha rivestito il ruolo di Presidenza del G7. La Direzione generale AEIF ha
collaborato con la Delegazione per la presidenza italiana del G7, instituita dalla Presidenza del Consiglio
dei Ministri per tutte le attività G7 di carattere logistico e protocollare e ha coordinato l’organizzazione
della riunione ministeriale, che si è svolta a Torino, nella Reggia di Venaria, il 28, 29 e 30 aprile. Qui i
Ministri del Clima, dell’Energia e dell’Ambiente del G7 hanno adottato una Dichiarazione congiunta.
      La Dichiarazione è stata il frutto del lavoro di due Gruppi tecnici, quello ‘Clima ed Energia’,
coordinato dalla DG AEIF in collaborazione con il Dipartimento DiE, focalizzato sulle due dimensioni
della sostenibilità climatica e della transizione energetica, e quello ‘Ambiente’, coordinato dal
Dipartimento DiSS.
Gli impegni e le iniziative sottoscritti sotto la guida dell’Italia definiscono il grado di ambizione del G7 e
comprendono:
      - Abbandonare progressivamente i combustibili fossili, a partire dall’uscita dal carbone, con un
        impegno a chiudere le centrali al più tardi entro il 2035, e comunque in una data compatibile
        con il mantenimento dell’1,5 gradi;
      - Favorire la forte crescita delle rinnovabili attraverso la moltiplicazione della capacità di
        accumulo e stoccaggio globale dell’energia entro il 2030 in linea con l’obiettivo COP28 di
        triplicare le rinnovabili;
      - Promuovere la collaborazione dei G7 nel settore dell’energia da fusione, con la creazione di un
        gruppo di lavoro sull’energia da fusione, per favorire cooperazione e investimenti privati e
        pubblici;
      - Emanciparsi dalle rimanenti importazioni di gas russo il prima possibile per ridurre le entrate
        della Russia e quindi sostenere l’Ucraina;
      - Ridurre del 75% al 2030 le emissioni di gas metano dalle filiere dei carburanti fossili;
      - Aumentare la sicurezza e la sostenibilità delle materie prime critiche in attuazione del Piano di
        5 punti di Sapporo per la sicurezza e la sostenibilità dell’approvvigionamento;
      - Assicurare una transizione giusta verso l’energia pulita nei paesi in via di sviluppo, con
        particolare riferimento all’Africa;
      - Ridurre sostanzialmente le emissioni di gas serra diversi dalla CO2;
      - Creare un “Hub G7” per sostenere i Paesi in Via di Sviluppo nell’accesso ai finanziamenti
          per l’adattamento (G7 Adaptation Accelerator Hub);


                                                       - 55 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


      -    Istituire una “Coalizione G7 sull’Acqua” per una gestione più coordinata ed efficiente delle
           risorse idriche;
      -    Incaricare l’“Alleanza del G7 sull’Efficienza delle Risorse” a lavorare, entro la fine del 2024,
           allo sviluppo di una comune “Agenda volontaria sul Tessile e la Moda Circolari” concordata
           tra governi, imprese e stakeholder.
      Infine, i G7 hanno ribadito la loro convergenza e il comune impegno su altri temi, quali
biodiversità, oceani e mari, e inquinamento da plastiche.
      Sempre in ambito internazionale, la Direzione generale AEIF ha garantito la rappresentanza e la
partecipazione alle attività del G20, in stretto coordinamento con le Direzioni generali competenti per
le materie trattate. Nel 2024 il Brasile, in veste di presidenza di turno, ha istituito il gruppo di lavoro
Sostenibilità Ambientale e Climatica (ECSWG) e una Task Force congiunta tra i filoni Sherpa e Finanze
per la Mobilitazione Globale contro il Cambiamento Climatico. I risultati dei lavori sono confluiti nel
Comunicato dei Ministri Ambiente e Clima, adottato nella riunione ministeriale del 3 ottobre 2024 a
Rio de Janeiro, e nella Dichiarazione Ministeriale congiunta, adottata nell’incontro dei Ministri delle
Finanze, del Clima, dell’Ambiente, e degli Affari Esteri e dei Presidenti delle Banche Centrali del G20,
del 24 ottobre 2024 a Washington DC.
      La DG AEIF ha inoltre assicurato l’attiva partecipazione ai lavori della Carbon Market Platform,
in qualità di co-presidenza, insieme alla presidenza uscente giapponese, coadiuvata dal Segretariato
OCSE. Quale Presidenza di turno del G7, ha ospitato a Roma il 9° Dialogo Strategico della Carbon
Market Platform, l’evento tecnico di alto livello che si svolge con cadenza annuale e rappresenta il
forum di discussione e scambio sui temi del carbon pricing e carbon markets.
       Tra le iniziative promosse dall’Italia nell’ambito della Presidenza G7 del 2024, in tema di tutela di
Oceano ei mari, si segnala la Dichiarazione G7 sull’Accordo Mondiale sulla Conservazione e Uso
Sostenibile della Biodiversità Marina delle Aree al di là della Giurisdizione Nazionale (BBNJ), adottata a
Venaria Reale, il 30 aprile 2024, nell’ambito dell’incontro dei Ministri G7 di Clima, Energia ed
Ambiente, che impegna il Gruppo a perseguire la ratifica dell’Accordo il prima possibile.
Successivamente, nel dicembre 2024, i Capi delegazione ambiente G7 hanno ufficialmente adottato la
Dichiarazione dedicata al rafforzamento del ruolo chiave delle Convenzioni regionali sul mare ed i
relativi Piani di Azione (RSCAPs), nella governance degli Oceani, assicurandone al contempo
l’ampia visibilità e promuovendo la partecipazione delle medesime nei maggiori eventi globali sugli
Oceani, incluso i rispettivi processi preparatori e l’implementazione dei relativi output. Tale
dichiarazione sarà promossa dall’Italia alla terza Conferenza delle Nazioni Unite sull’Oceano
(UNOC-3), nell’ambito di uno dei suoi Panel dedicati al rafforzamento della cooperazione
internazionale e regionale al fine di darne un concreto seguito in ambito globale.

   Tutela della biodiversità
       Il tema della biodiversità e dello sviluppo di politiche di contrasto alla perdita di diversità
biologica ha ricevuto negli ultimi anni una particolare attenzione nell’agenda globale ambientale.
Durante i negoziati della quindicesima Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità
Biologica dell’ONU (CBD), tenutasi a Montreal nel dicembre 2022, è stato siglato il Quadro Globale
per la Biodiversità (KMGBF), uno storico accordo che, attraverso il conseguimento entro il 2030 di 4
Obiettivi generali e 23 Target specifici, è destinato a guidare la politica globale in materia ambientale e
sarà in grado di incidere in modo determinante sui fattori, diretti e indiretti, della perdita di biodiversità,
arrestandone e invertendone il processo. Nel 2024, il MASE ha preso parte alle negoziazioni
nell’ambito della sedicesima Conferenza delle Parti della CBD, durante la quale sono state adottate una
serie di decisioni per rendere operativo il KMGBF.

                                                        - 56 -
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2024


       In particolare, il 2° obiettivo del Quadro globale per la biodiversità (GBF) di Kunming-Montreal,
c.d. “30x30” oppure “30 by 30”, consiste nel garantire a livello mondiale che entro il 2030 almeno il
30% delle aree degradate degli ecosistemi terrestri, acquatici, costieri e marini siano sottoposti a un
efficace ripristino. L’Italia aderisce al GBF e sostiene fortemente questo obiettivo, sviluppato già
nell’ambito della Strategia europea per la biodiversità al 2030. Il 30x30 rappresenta infatti lo strumento
di riferimento per arrestare la perdita di diversità biologica e per ripristinare una relazione tra esseri
umani e ambiente sana e reciprocamente vantaggiosa, ma anche per raccordare gli obiettivi nazionali e
comunitari con gli impegni e gli obiettivi internazionali che si intendono raggiungere attraverso due
strumenti fondamentali, quali la Strategia nazionale per la biodiversità al 2030 nonché il citato KMGBF.
      La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 (SNB2030) si pone in continuità con
l’adozione della prima Strategia Nazionale per la Biodiversità, relativa al decennio 2011-2020, in
coerenza con gli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 e in allineamento con la
visione strategica del contesto internazionale al 2050.
       In data 3 agosto 2023 è stato adottato il Decreto Ministeriale n. 252 del MASE di adozione della
Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 e di istituzione dei suoi organi di governance,
successivamente registrato dalla Corte dei conti. Nel 2024 si è dato avvio al Comitato di gestione
(Amministrazioni centrali e territoriali) e al Tavolo di Consultazione (associazioni, alleanze,
confederazioni). Con il supporto tecnico-scientifico di ISPRA è stato anche impostato il Programma di
Attuazione della SNB2030, all’interno del quale sono delineati responsabili, i soggetti attuatori, i tempi e
le risorse per ognuna della 161 sottoazioni delineate dalla SNB2030, che dopo l’approvazione del
Comitato di Gestione sarà sottoposto al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.
        Nel 2024 è stato predisposto il 6° Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia, in
linea con gli impegni strategici assunti dall’Italia in ambito unionale ed internazionale, volti ad
aumentare il patrimonio naturale espresso dal Capitale Naturale, al fine di preservarlo nel tempo per le
generazioni presenti e future. Il Rapporto dovrà essere definitivamente adottato ad inizio 2025, ed è
costituito da: infografica, sintesi, introduzione, quattro capitoli (capitolo 1 “Perché è importante
conoscere, quantificare e valorizzare il Capitale Naturale in Italia”; capitolo 2 “Verso una visione
sistemica e consapevole del patrimonio naturale: il quadro internazionale ed europeo”; capitolo 3
“Politiche e Strumenti finanziari per una integrazione del Capitale Naturale nelle decisioni economiche”
e capitolo 4 “Antologia di esperienze nazionali per la valorizzazione del Capitale Naturale”), inserendo
delle schede antologiche dei progetti per la valorizzazione del Capitale Naturale che contengono: una
breve descrizione del progetto, durata, importi, in quali politiche strategiche si inseriscono, a cosa
servono in termini di funzionalità di servizi ecosistemici, eventuale rispetto del DNSH (Do No
Significant Harm), valore in termini di S.E. (Servizi Ecosistemici), ricadute benefiche economiche,
culturali e sociali con un’analisi di valutazione ex ante ed ex post degli stessi, raccomandazioni e impegni.
      La salvaguardia e promozione della biodiversità costituiscono assi strategici volti al
rafforzamento della resilienza dei sistemi naturali marini e terrestri, coerenti col principio del non
arrecare danni all’ambiente, di salute circolare e di soluzioni basate sulla natura. Le aree naturali
protette, marine e terrestri, hanno l’obiettivo di contribuire significativamente all’arresto della perdita di
biodiversità, alla conservazione marina e alla sostenibilità dell’ambiente costiero e al largo della costa.
      La Rete Natura 2000 è una rete ecologica che comprende due tipologie di aree: i Siti di
Importanza Comunitaria (SIC), ovvero le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) degli habitat naturali e
semi naturali e della flora e della fauna, identificati dagli Stati Membri ai sensi della Direttiva
92/43/CEE “Habitat”, che una volta concluso l’iter saranno designati dallo Stato Membro “Zone
Speciali di Conservazione” (ZSC), e le Zone di Protezione Speciale (ZPS), istituite ai sensi della
Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE e successiva Direttiva 147/2009/CE.

                                                       - 57 -
                                                                       Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                         Relazione sulla performance 2024


        Nel complesso la rete Natura 2000 copre un’estensione di più di 8.000.000 ha interessando quasi
il 20% della superficie terrestre nazionale e più del 6% delle zone marine su cui il nostro Paese ha
giurisdizione (acque territoriali italiane + ZPE) (tab. 1). Nel 2024, anche al fine di chiudere la procedura
di infrazione 2028/2021 per il mancato completamento della designazione dei siti della Rete Natura
2000, in particolare in ambito marino, sono stati istituiti 3 nuovi SIC marini (due in Abruzzo e uno in
Puglia), per una superficie complessiva di 5.838 ha e 2 nuove ZPS marine (una in Toscana e una in
Puglia) per una superficie complessiva di 28.580 ha. Per quanto riguarda l’ambito terrestre sono stati
istituiti anche come ZPS 196 siti che prima erano solo ZSC, per un totale di 292.488 ha e sono stati
instituiti come SIC 19 siti che prima erano solo ZPS, per un totale di altri 29.460 ha. Infine, 16 siti
Natura 2000 sono stati ampliati, con un aumento complessivo di 9.168 ha.

Tabella 1 Tabella di riepilogo dei siti Natura 2000 per ogni Regione (numero, l’estensione totale in ettari e percentuale a terra e a
mare) escludendo le eventuali sovrapposizioni. Dati aggiornati Dicembre 2024




     La Commissione europea il 23 ottobre 2015, a seguito della chiusura negativa dell’Eu-Pilot
4999/13/ENVI, ha aperto la Procedura di Infrazione 2015/2163 in cui si contesta la mancata

                                                                   - 58 -
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2024


designazione dei SIC in ZSC ai sensi dell’art.4, par.4 della Direttiva 92/43/CEE e la mancata
definizione delle misure di conservazione ai sensi dell’art. 6, par. 1 della Direttiva 92/43/CEE. Il 25
gennaio 2019 la Commissione europea ha inviato la nota C (2019)537 di messa in mora complementare
alla Procedura di Infrazione 2015/2163, in cui viene contestata la mancata o non corretta
individuazione degli obiettivi di conservazione e conseguentemente delle misure di conservazione che
dovrebbero derivare da questi. Per chiudere questo contenzioso comunitario, il Ministero nel 2023 ha
predisposto e condiviso con la Regione Abruzzo il decreto di designazione dell’ultimo sito compreso
nella Procedura di Infrazione non ancora designato. Il decreto al 31 dicembre 2024 risultava ancora alla
firma del Ministro.
      Per quanto riguarda le contestazioni della messa in mora complementare su obiettivi e misure di
conservazione il Ministero nel 2024 ha proseguito il lavoro di coordinamento con tutte le Regioni e
Province già avviato negli anni precedenti.
       Il MASE ha, inoltre, proseguito il supporto alle Regioni e Provincie Autonome, per quanto
attiene alla verifica della coerenza dei format, la revisione e condivisione della compilazione dei format.
       Inoltre, il MASE nell’ambito dell’invio alla Commissione europea a fine anno delle Banche dati
alfanumerica e geografica Natura 2000, ha continuato a supportare le Regioni e Provincie Autonome
nell’aggiornamento dei formulari standard e delle perimetrazioni dei siti appartenenti alla rete Natura
2000.
       Strettamente collegata alla costruzione e gestione della Rete Natura 2000, è il Regolamento UE
2024/1991 del Parlamento Europeo e del Consiglio sul ripristino della natura che è entrato in
vigore il 18 agosto 2024. Questo regolamento rappresenta uno dei principali strumenti di attuazione
della strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 e degli impegni generali dell’UE a livello
internazionale in materia di ripristino degli ecosistemi. La proposta intende, inoltre, integrare le
politiche ambientali europee attualmente in vigore, quali ad esempio le direttive Uccelli e Habitat, la
direttiva quadro Acque, la direttiva quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino.
       Il Regolamento stabilisce un quadro entro il quale gli Stati membri dovranno mettere in atto
misure di ripristino efficaci e basate sulla superficie che insieme copriranno, entro il 2030, almeno il
20% delle zone terrestri e il 20 % di quelle marittime dell'Unione ed, entro il 2050, tutti gli ecosistemi
che necessitano di ripristino. Per conseguire tale fine generale, il Regolamento stabilisce una pluralità di
obiettivi specifici di ripristino per un'ampia gamma di ecosistemi, fissando termini temporali al 2030,
2040 e 2050 per il loro raggiungimento nonché l'obbligo per gli Stati membri di garantire che gli
ecosistemi in cui sono state raggiunte buone condizioni non si deteriorino. La proposta è sostenuta da
un quadro di attuazione volto a tradurre gli obiettivi in azione, che prevede la preparazione e
realizzazione di piani nazionali di ripristino e la rendicontazione periodica delle azioni intraprese.
      In seguito ad intensi lavori svolti nel corso del 2022, del 2023 e del 2024 nell’ambito del Gruppo
di Lavoro “Ambiente” del Consiglio dell’Unione europea e del Coreper, il 27 febbraio 2024 in seduta
plenaria è stato approvato dal Parlamento europeo l'accordo di compromesso raggiunto a novembre
2023 tra il Parlamento e il Consiglio al termine della fase dei “triloghi”. Il testo è stato sottoposto al
voto finale del Consiglio dell'UE durante il Consiglio Ambiente del 17 giugno 2024 ed è entrato in
vigore il 18 agosto 2024. Dopo l’approvazione del Regolamento il MASE ha avviato le attività
necessarie alla definizione della governance, avendo la necessità di coinvolgere e coordinare i numerosi
soggetti responsabili e attuatori delle tante questioni trasversali affrontate dal regolamento. Tra questi il
Ministero dell’Agricoltura, della Sicurezza alimentare e delle Foreste (MASAF) riveste un ruolo cruciale.
Sono state, inoltre, avviate anche le interlocuzioni con ISPRA per l’avvio di una convenzione volta a
definire il Piano Nazionale di Ripristino.


                                                       - 59 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2024


       La Direzione TBM partecipa all’"Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, pratiche agricole e conoscenze
tradizionali" in modo da contribuire al censimento di paesaggi rurali di valore naturalistico paesaggistico
e anche colturale, alla conservazione e valorizzazione delle pratiche agricole e delle conoscenze
tradizionali utilizzate per la costruzione ed il mantenimento dei paesaggi ad essi associati, alla
promozione di attività di ricerca dedicate al paesaggio rurale, alla sua salvaguardia, alla sua gestione e
alla sua pianificazione, anche al fine di preservarne la diversità bio-culturale. Inoltre, il MASE partecipa
ai Comitati Tecnici Paritetici incaricati di collaborare all’elaborazione dei piani paesaggistici regionali in
modo da assicurare che essi siano coerenti con i vincoli di tutela e le esigenze di ripristino della
biodiversità, soprattutto attraverso il recepimento, nei piani paesaggistici, delle reti ecologiche regionali
progettate secondo gli indirizzi dettati attraverso apposite linee guida attualmente in corso di
aggiornamento.

 Dissesto idrogeologico
       Dal rapporto ISPRA 2021 sul “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di
rischio”, risulta che il 93,9% dei comuni italiani (7.423) è a rischio per frane, alluvioni e/o erosione
costiera. In totale, 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni.
Le famiglie a rischio sono quasi 548.000 per frane e oltre 2,9 milioni per alluvioni. Su un totale di oltre
14,5 milioni di edifici, quelli ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre
565.000 (3,9%), quelli ubicati in aree inondabili nello scenario medio sono oltre 1,5 milioni (10,7%). Le
industrie e i servizi ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre 84.000 con
220.000 addetti esposti a rischio; quelli esposti al pericolo di inondazione nello scenario medio sono
oltre 640.000 (13,4% del totale).
      Il MASE è l'amministrazione preposta all'attuazione della politica ambientale di prevenzione in
materia di contrasto al dissesto idrogeologico e, come si evince dall’attuale quadro istituzionale e
normativo, ne assume le principali competenze ordinarie.
       Il Ministero esercita tali competenze mediante atti di programmazione e finanziamento degli
interventi strutturali proposti dalle Regioni e dalle Province autonome attraverso l’utilizzo della
piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo) dell’ISPRA,
selezionati secondo la procedura e i criteri stabiliti dal D.P.C.M. del 27 settembre 2021, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 272 del 15 novembre 2021, recante “Aggiornamento dei criteri, delle modalità e
dell’entità delle risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio
idrogeologico ai fini dell’ammissione a finanziamento”. I suddetti criteri tengono conto, tra l’altro, della
pianificazione svolta dalle competenti Autorità di bacino distrettuali, in relazione al rischio da frana
(Piani di Assetto Idrogeologico - PAI) e al rischio da alluvioni (Piani di Gestione del Rischio da
Alluvioni - PGRA).
       Ai sensi dell’art. 7, comma 2, decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, ss.mm.ii., il Piano degli
interventi di mitigazione del rischio idrogeologico a valere sulle risorse di bilancio del MASE è adottato,
anche per stralci, con uno o più decreti del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di
concerto con il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, previa intesa con i Presidenti
delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano interessate agli interventi ammessi a
finanziamento nei rispettivi territori, corredati dei relativi cronoprogrammi e identificati dai rispettivi
codici unici di progetto (CUP).
      L’attuazione degli interventi è affidata ai Presidenti delle regioni in qualità di Commissari di
Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, cui è attribuita la titolarità di apposite Contabilità
speciali. I Commissari di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico sono responsabili del
corretto e tempestivo inserimento dei dati nei Sistemi di monitoraggio dedicati e sono altresì tenuti a

                                                         - 60 -
                                                                                                   Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                                     Relazione sulla performance 2024


    relazionare, con cadenza annuale, sullo stato d’attuazione degli interventi, rappresentando le eventuali
    criticità che ne condizionano la realizzazione.
          Sulla scorta delle Relazioni annuali dei Commissari, nell’anno 2024 è stata predisposta la
    Relazione al Parlamento prevista dall’art. 36-ter, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77
    (legge di conversione 29 luglio 2021, n. 180) con cui è stato fornito il quadro aggiornato dello stato
    d’attuazione degli interventi programmati dal MASE, dal 2010 al 2023, a tutto il 31 dicembre 2023.
          Nel complesso risultano attuati e monitorati dalla DG USSA n. 3302 interventi per un importo
    complessivo pari a circa 4,8 miliardi di euro. Si riporta una sintesi dello stato d’attuazione al dicembre
    2023 (fonte relazioni annuali dei Commissari), nelle tabelle sotto riportate.



   Tabella 2 Tabella di
  riepilogo dello stato
    d’attuazione degli
  interventi di disseto                                         In
                                                                            In corso di                                                        Lavori
                                                                                                                                                              Intervento
                                      Interventi              attesa                        Progettazion        Lavori           Lavori in                      chiuso
idrogeologico finanziati             programmati                di
                                                                           progettazion
                                                                                             e ultimata       aggiudicati       esecuzione
                                                                                                                                               ultimat
                                                                                                                                                             contabilment
                                                                                 e                                                                 i
     dal MASE. Dati                                           avvio                                                                                                e
  aggiornati Dicembre
 2023 – per numero di
 interventi.XProgramma
Accordi di Programma 2010 ed
                                          2614                 131              242                86               56              244          813             1042
atti integrativi

Piano stralcio aree metropolitane
                                               48                  0             15                4                  1              15           13              0
DPCM 15-09-2015

Piano stralcio 2029 Del. CIPE
                                             265                   5             18                11                 8              88          108              27
35/2019

Piano Operativo dissesto
                                             237                14               58                12               36               88           29              0
idrogeologio DPCM 02-12-2019

Programmazione MASE 2021                     138                19               64                19                 6              28            1              1

TOTALE                                    3302                 169              397               132              107              463          964             1070

PERCENTUALE                               100%                5,1%             12,0%             4,0%             3,2%             14,0%        29,2%           32,4%




    Tabella 3 Tabella di riepilogo dello stato d’attuazione degli interventi di disseto idrogeologico finanziati dal MASE. Dati
    aggiornati Dicembre 2023 – per importo in euro.

                                                                                                                                                               Intervento
                              Interventi            In attesa di        In corso di     Progettazion      Lavori            Lavori in                            chiuso
       Programma                                                                                                                           Lavori ultimati
                             programmati               avvio           progettazione     e ultimata     aggiudicati        esecuzione                         contabilment
                                                                                                                                                                    e
Accordi di Programma 2010                           156.583.249,2                       112.938.370,1   175.940.211,2                                         506.583.841,5
                            2.900.025.058,92                           555.133.761,50                                     583.410.523,04   809.435.202,20
ed atti integrativi                                       6                                   5               0                                                     7
Piano stralcio aree
                                                                                        119.941.642,3
metropolitane               905.926.093,10                -            214.537.277,99                   14.086.000,00     406.938.842,33   150.422.330,42             -
                                                                                              6
DPCM 15-09-2015
Piano stralcio 2029 Del.
                            328.928.361,07          3.055.000,00       50.839.515,23    11.577.137,26   17.494.205,40     130.426.912,50    97.949.431,98     17.586.158,70
CIPE 35/2019



                                                                                              - 61 -
                                                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                             Relazione sulla performance 2024


Piano Operativo dissesto
idrogeologio               362.230.311,95    23.674.917,14   147.198.875,89     22.663.129,13   36.060.292,36   124.294.975,80      8.338.121,63           -
DPCM 02-12-2019
Programmazione MASE
                           309.389.675,43    30.196.098,67   180.286.518,80     45.571.448,98   12.428.218,11    38.663.919,52      1.500.000,00      743.470,85
2021
                           4.806.499.500,4   213.509.265,0                      312.691.727,8   256.008.927,0                      1.067.645.086,2   524.913.471,1
        TOTALE                                               1.147.995.949,41                                   1.283.735.173,19
                                  7                7                                  8               7                                   3                2

           Nell’anno 2024, l’attività di programmazione ha portato alla definizione del Piano Stralcio,
     composto da n. 255 interventi, per un importo complessivo pari ad euro 1.081.424.949,37 di cui euro
     1.018.791.388,87 di risorse di bilancio MASE. Tale attività non ha riguardato la Provincia Autonoma di
     Bolzano, in quanto non ha risposto alla nota di avvio della programmazione del 2024. Si precisa che la
     spesa per la programmazione 2024 è stata impegnata per la quasi totalità delle regioni nell’e.f. 2024,
     mentre i trasferimenti verso le Contabilità speciali dei Commissari di Governo hanno avuto luogo nel
     2024 per importo pari ad euro 502.974.829,62.
           Inoltre, nella medesima annualità, è stato completato il trasferimento verso le Contabilità speciali
     dei Commissari di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, delle risorse programmate
     nell’ambito del Piano stralcio 2023, ammontanti complessivamente ad euro 195.339.658,23.
            Il Ministero dispone di un Fondo, d’importo pari a 100 milioni di euro (delibera CIPE 32/2015),
     destinato al finanziamento delle progettazioni degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
     Il Fondo progettazione, il cui funzionamento è regolato dal DPCM 14 luglio 2016, ha carattere
     “rotativo”; pertanto, le risorse ripartite tra le singole Regioni vengono riprogrammate ciclicamente in
     base all’eventuale intervenuto finanziamento integrale degli interventi in questione. Secondo questo
     meccanismo, nel corso del 2024 sono state finanziate le progettazioni di n. 32 interventi, riguardanti n.
     11 regioni, per l’importo complessivo di euro 7.494.657,77. Sono state quindi erogate le rate spettanti,
     per complessivi euro 9.733.888,04, comprensive anche della seconda rata delle Regioni Campania e
     Lazio.
            Nel corso del 2024 sono state erogate somme per euro 74.554.500,15 (risorse FSC ex delibera
     CIPE 32/2015), quali quote di finanziamento di interventi rientranti nel “Piano stralcio per le aree
     metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni”, definito
     dal D.P.C.M. 15 settembre 2015 e dagli Accordi di programma sottoscritti con le Regioni interessate
     (Abruzzo, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Veneto). Tale Piano stralcio è
     stato riclassificato nel Piano sviluppo e coesione (PSC) di questo Ministero, ex delibera del CIPESS n. 6
     del 29 aprile 2021, con la denominazione “Piano dissesto idrogeologico”, afferente al settore tematico
     05.01 Ambiente e risorse naturali - Rischi e adattamento climatico.
           Il Ministero, inoltre, convoca e presiede i Comitati di Indirizzo e Controllo degli Accordi di
     programma in essere, nonché gli Organi collegiali ad essi assimilabili, cui compete, tra l’altro, l’esame
     delle proposte di riprogrammazione delle risorse finanziarie che scaturiscono dalla chiusura, tecnica,
     amministrativa e contabile degli interventi programmati, o mediante rimodulazione dei quadri
     economici di altri interventi già inclusi negli Accordi o mediante finanziamento di nuovi interventi.
           Nel corso del 2024 sono state erogate somme per euro 11.689.315,52 €, a valere sulle risorse FSC
     2014-2020, quali quote di finanziamento di interventi rientranti nell’ex Piano Operativo Ambiente (ex
     Delibere CIPE n. 55/2016, n. 99/2017 e n. 11/2018), oggi riclassificati nel settore tematico “05.01
     Ambiente e risorse naturali - Rischi e adattamento climatico” del Piano di sviluppo e coesione (PSC) di questo
     Ministero, approvato con delibera del CIPESS n. 6 del 29 aprile 2021 e s.m.i..
            Uno degli obiettivi qualificanti consiste nell’attuazione dei processi di interoperabilità tra banche
     dati afferenti al dissesto idrogeologico, intervento previsto dall’articolo 36-ter, commi da 15 a 19, del
     decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2021, n. 128
     “15. A tal fine è stato dapprima prodotto il Documento di ricognizione interna del Ministero della

                                                                                      - 62 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


Transizione Ecologica (MiTE) sui propri sistemi informativi in materia di interventi per la difesa del
suolo e, in data 08/04/2022, è stata sottoscritta la Convenzione di durata triennale con ISPRA, tale
convenzione, scaduta a maggio 2024, è stata prorogata, su richiesta dell’ISPRA di 12 mesi. La
Convenzione prevede che l’ISPRA rediga il Piano Operativo di Dettaglio (POD) delle attività. Tale
Piano Operativo, completo di cronoprogramma, è stato approvato dal Comitato operativo
appositamente costituito e le attività ivi previste sono in fase di svolgimento. Al completamento delle
attività, dovrà essere garantita l’interoperabilità tra la piattaforma ReNDiS e i sistemi informativi per il
monitoraggio delle gare, dei progetti delle opere pubbliche e degli investimenti correlati agli interventi
di mitigazione del dissesto idrogeologico anche in attuazione del principio di “unicità dell’invio del
dato”, ai sensi dell’art. 19, comma 2, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36.
      Dalle valutazioni svolte dal Comitato Operativo della Convenzione, riunitosi n. 4 volte tra
dicembre 2022 e gennaio 2024, sono scaturiti gli aggiornamenti del POD che hanno tenuto conto delle
esigenze operative rappresentate, di volta in volta, sia dal MASE sia dall’ISPRA.

 Autorità distrettuali e Pianificazione di bacino
       Nell’ambito dell’attività di pianificazione di bacino idrografico, il Ministero svolge attività di
coordinamento, controllo e vigilanza delle Autorità di Bacino Distrettuali. Si tratta di un indirizzo
tecnico e amministrativo che si esplica attraverso la presidenza dell’organo di indirizzo politico
(Conferenza Istituzionale Permanente), la nomina dei Segretari Generali (DPCM su proposta del
MASE), la nomina dei componenti della Conferenza Operativa, dei membri del collegio dei revisori dei
conti e degli Osservatori Permanenti sugli utilizzi idrici, e si esercita in generale prima dell’adozione
degli atti da parte degli organi dell’Autorità, mediante la fissazione di indirizzi e linee guida per tutte le
Autorità distrettuali e il coordinamento a scala nazionale. La vigilanza da parte del Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si esplica attraverso la firma da parte del Ministro
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica delle delibere della Conferenza istituzionale permanente e
l’approvazione specifica degli atti a valenza generale (piani e programmi, nonché principali atti
organizzativi generali e bilanci preventivi e consuntivi).
        Attualmente, le Autorità di bacino distrettuali, con il coordinamento del MASE, stanno lavorando
al quarto ciclo di pianificazione di gestione delle acque e al terzo ciclo di pianificazione del rischio di
alluvione. Come noto, infatti, ai sensi delle Direttive comunitarie il prossimo riesame e aggiornamento
di tali Piani è previsto a dicembre 2027; pertanto, ai sensi dell’art. 66, comma 7, del D.lgs. 152/2006 il
processo di revisione ha preso avvio a dicembre 2024, con la presa d’atto delle Conferenze istituzionali
permanenti delle Autorità di bacino distrettuali del “Calendario e del programma di lavoro” in cui è
stato delineato il percorso di partecipazione pubblica che si intende assumere per l’aggiornamento del
Piano di Gestione delle Acque e del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni. Sempre a dicembre, nel
rispetto delle tempistiche comunitarie, le CIP hanno inoltre deliberato la presa d’atto
dell’aggiornamento della valutazione preliminare del rischio (Preliminary Flood Risk Assessment -
PFRA) per ciascun Distretto Idrografico ricadente nel territorio nazionale, come previsto dall’art. 14
della Direttiva Alluvioni, attraverso l’identificazione delle aree a potenziale rischio significativo di
alluvione (Areas of Potential Significant Flood Risk - APSFR) e della Relazione provvisoria sui
progressi realizzati nell’attuazione dei programmi di misure (PoM) del Piano di gestione delle acque
2021-2027, ai sensi dell’art. 15, comma 3, della Direttiva 2000/60/CE.
       Sulla base della ricognizione relativa alla valutazione preliminare del rischio è attualmente in corso
l’aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione per il terzo Ciclo di pianificazione
della Direttiva. Attualmente i PGRA approvati contengono complessivamente 4935 misure attive. A
partire, invece, dalla raccolta e sistematizzazione delle informazioni per l’aggiornamento dei dati
concernenti lo stato di attuazione delle misure previste nel ciclo di programmazione 2021-2027,

                                                       - 63 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


finalizzata al Reporting PoM 2024, le Autorità di bacino distrettuali hanno verificato il raggiungimento
degli obiettivi dei propri Piani di gestione Acque nel ciclo di programmazione in corso, anche in vista
del prossimo aggiornamento. I PGA 2021-2027 indicano un totale di 1962 misure strutturali e 380
misure non strutturali.
      Al fine di attuare le misure previste nella pianificazione di bacino attraverso i programmi triennali
di intervento di cui agli artt. 69, 70 e 72 del d.lgs. 152/06, ciascuna Autorità distrettuale, sotto il
coordinamento del Ministero, nel corso del 2024 ha predisposto la proposta di programmazione
triennale e l’ha trasmessa al MASE per consentirgli di avviare le interlocuzioni con il Governo per
trovare una adeguata collocazione all’interno del bilancio dello Stato di tali risorse.
        Inoltre, come previsto dall’art. 6 comma 1 della legge 17 maggio 2022, n. 60 (Legge “Salva
mare”), che prevede che le Autorità di bacino distrettuali introducano nei propri atti di pianificazione,
misure sperimentali nei corsi d’acqua diretti alla cattura dei rifiuti galleggianti, compatibili con le
esigenze idrauliche e di tutela degli ecosistemi, nell’anno 2023, con decreto direttoriale n. 525 del 13
dicembre, è stato adottato un programma sperimentale triennale di recupero delle plastiche nei fiumi
maggiormente interessati da tale forma di inquinamento, avviato sulla base delle proposte pervenute da
parte delle Autorità di bacino distrettuali di cui agli articoli 63 e 64 del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152. Il programma sperimentale triennale è finanziato con le risorse autorizzate ai sensi del comma 3
dell’art. 6 della legge 17 maggio 2022, n. 60 (Legge “Salva mare”), relativo alle misure per la raccolta dei
rifiuti galleggianti nei fiumi, che prevede una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni
2022, 2023 e 2024.
      Nel corso dell'anno 2024, entro il mese di settembre, in conformità a quanto stabilito dall'articolo
4 del Decreto Direttoriale 525/2023 e come specificato nella nota del Ministero dell'Ambiente e della
Sicurezza Energetica (MASE) n. 127706 del 09/07/2024, riguardante le modalità di monitoraggio e
rendicontazione degli interventi, quattro Autorità di bacino distrettuali hanno presentato la relazione di
monitoraggio. Tale relazione ha attestato l'impegno di risorse economiche superiori al 70% di quelle
erogate nell'anno 2023, dimostrando così l'avvio delle attività per l'attuazione del programma. Di
conseguenza, alle suddette quattro Autorità di bacino (Alpi Orientali, Appennino Settentrionale,
Appennino Centrale, Sicilia) sono state trasferite le risorse economiche impegnate nel 2022, relative alla
seconda tranche, per un importo complessivo di €1.142.857,16. Per quanto concerne due Autorità di
bacino distrettuali (Appennino Meridionale e Sardegna), il trasferimento della seconda tranche è stato
sospeso, in quanto hanno espresso la necessità di una proroga per modificare il programma. Per
l'Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po, è stata richiesta la rettifica del programma di interventi e
la specificazione delle somme destinate alla raccolta rifiuti; pertanto, il finanziamento è stato
temporaneamente sospeso.
       Le Autorità di bacino distrettuali hanno provveduto ad apportare modifiche al programma di
intervento, sia per esigenze tecniche sia per adeguarsi alla riduzione del 5% dello stanziamento prevista
dalla legge di bilancio per il 2024, come comunicato con nota MASE n.18929 del 20/05/2024, e per cui
è imminente l'aggiornamento del Decreto Ministeriale 525/2023, che includerà le modifiche ai
programmi pervenute.

 Fondo per il contrasto al consumo di suolo
      La Legge 29 dicembre 2022, n. 197, ha istituito nello stato di previsione del Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il “Fondo per il contrasto del consumo di suolo” al
fine di consentire la programmazione e il finanziamento di interventi per la rinaturalizzazione di suoli
degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano, con la dotazione di 10 milioni di euro per
l’anno 2023, di 20 milioni di euro per l’anno 2024, di 30 milioni di euro per l’anno 2025 e di 50 milioni

                                                        - 64 -
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2024


di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. L’obiettivo di tale Fondo è quello di invertire il processo di
consumo del suolo attraverso l’avvio e la realizzazione di azioni di “ripristino” delle superfici di suolo
“consumato” in ambito urbano e periurbano.
       Con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stati definiti i
criteri per il riparto del fondo per il contrasto del consumo di suolo a favore delle regioni e delle
province autonome di Trento e di Bolzano, oltre che le modalità di monitoraggio degli interventi e di
revoca delle risorse economiche, nonché la definizione delle procedure connesse alla programmazione e
finanziamento degli interventi di rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado in ambito
urbano e periurbano, il cui iter è stato perfezionato a dicembre 2024 con l’acquisizione del parere della
Conferenza permanente dei rapporti tra lo Stato- Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano
solo in data 10.12.2024 n. 239/CRS.
        Il tempo necessario per la conclusione della procedura di perfezionamento dello schema di DM
relativo ai criteri per il riparto del Fondo per il contrasto al consumo del suolo a favore delle Regioni ha
determinato la presenza di residui per il mancato impegno delle risorse nel corso dell’annualità 2023 e
2024. Il MASE ha avanzato, pertanto, la richiesta di conservazione in bilancio come residui di
stanziamento per la somma di € 10.000.000,00, stanziata nel bilancio dell’esercizio finanziario 2023, sul
capitolo 8632 PG 01 “Fondo per il contrasto al consumo di suolo”, da reimputare nella gestione 2024 al
medesimo capitolo della Missione 18, Programma 12, Azione 3 “Protezione e difesa del suolo, tutela
dell’assetto idrogeologico” per le quali si è provveduto anche all’impegno delle risorse. Sempre nel corso del
2024 il MASE, anche per la somma di 20.000.000,00, stanziata nel bilancio dell’esercizio finanziario
2024, sul capitolo 8632 PG 01 “Fondo per il contrasto al consumo di suolo”, ha richiesto la conservazione in
bilancio come residui di stanziamenti da reimputare nella gestione 2025 al medesimo capitolo della
Missione 18, Programma 12, Azione 3 “Protezione e difesa del suolo, tutela dell’assetto idrogeologico”.

 Direttiva sul monitoraggio dei suoli
       A livello europeo vi è stata la partecipazione alle discussioni, nell’ambito del Gruppo Ambiente
(WPE) del Consiglio, sulla proposta di direttiva sul monitoraggio del suolo (Soil Monitoring Law) che la
Commissione Europea ha pubblicato a luglio 2023. La proposta di direttiva ha l’obiettivo di istituire un
sistema di monitoraggio del suolo per la produzione e la valutazione di dati omogenei sulla salute del
suolo in tutti gli Stati Membri, per colmare l’attuale carenza di conoscenze sulle condizioni generali
della salute dei suoli al fine di individuare azioni e misure per aumentare la loro resilienza e garantirne,
quindi, un uso sostenibile.
      Le valutazioni della proposta di direttiva sono state redatte con il supporto tecnico di ISPRA,
tenendo conto delle osservazioni pervenute dal Gruppo di Lavoro del Suolo, istituito ad hoc, presso il
MASE nell’ambito dell’Osservatorio dell’economia circolare, al quale prendono parte anche i ministeri
Agricoltura, Istruzione e Salute, insieme a Regioni, Autorità di distretto ed Enti di ricerca, per
raccogliere i diversi punti di vista, anche attraverso il coinvolgimento di stakeholders.
      I lavori di negoziazione a livello europeo sono andati avanti per tutto il 2024.
      Ad inizio 2024 la Presidenza belga ha avviato un esercizio di simulazione condotto da alcuni Stati
Membri a livello nazionale, a cui l’Italia ha preso parte, dedicato a verificare una prima quantificazione
dei punti di monitoraggio necessari per ciascuno Stato Membro e alla messa a punto della metodologia.
       La Presidenza Belga ha poi avviato una rinnovata ampia discussione con le delegazioni per
ulteriori commenti, che ha portato alla versione revisionata (Rev. II) del marzo 2024 e, successivamente,
alla versione revisionata (Rev. III) del maggio 2024.

                                                       - 65 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


      Una versione avanzata è stata approvata nel Consiglio Ambiente del 17 giugno 2024 con un
orientamento generale del Consiglio, con le sole astensioni di Germania e Austria.
       Il Parlamento Europeo, contestualmente, in data 10 aprile 2024 ha adottato la sua posizione
rispetto al testo originale della Commissione.
       L’intenso negoziato ha richiesto numerose riunioni (n. 20) a livello tecnico e ha apportato
profonde modifiche alla proposta della Commissione per mantenere un equilibrio tra le necessarie
flessibilità richieste dagli Stati Membri, da un lato, e la necessità di preservare gli obiettivi e l’integrità
della proposta di direttiva, dall’altro.
       In seguito all’adozione della posizione del Parlamento europeo (10 aprile 2024) e
dell’orientamento generale del Consiglio (17 giugno 2024), i negoziati interistituzionali sono proseguiti
nella nuova legislatura sotto la presidenza Ungherese e Polacca.
       Nel secondo semestre del 2024, la Presidenza Ungherese ha condotto la discussione con
riferimento alla necessità di armonizzazione con le proposte del Parlamento europeo nella prospettiva
dei Triloghi. Il primo Trilogo si è tenuto in data 22 ottobre 2024 e si è svolto in un clima costruttivo in
cui tutte le parti hanno sostenuto l'obiettivo generale di raggiungere i suoli sani entro il 2050.
       Il 4 dicembre 2024 si è tenuto il Gruppo Ambiente (WPE) ed il confronto è continuato il 12
dicembre un ulteriore trilogo e fino alla fine dell’anno, senza trovare un accordo sul testo necessario per
fissare un calendario per i lavori tecnici.

 Informazione geografica
       Nel corso del 2024 è stata completata la prima parte del processo di adeguamento dei dati
geografici agli adempimenti previsti dalla Direttiva (UE) 2019/1024 “Open Data” che identifica i “Dati
geospaziali” e i “Dati relativi all'osservazione della terra e all'ambiente” tra le categorie tematiche di
serie di dati di elevato valore (art. 13). Tali dati sono associati a importanti benefici socioeconomici di
valore particolarmente elevato per l'economia e la società, per i quali debbano applicarsi requisiti
specifici che consentano la messa a disposizione per il riutilizzo con restrizioni giuridiche minime e
gratuitamente. Con il Regolamento di Esecuzione (UE) 2023/138 della Commissione del 21 dicembre
2022 è stato stabilito un elenco di specifiche serie di dati di elevato valore e le relative modalità di
pubblicazione e riutilizzo. In attuazione del Regolamento di Esecuzione (UE) 2023/138, con il
coordinamento di AGID, è stato istituito un gruppo di lavoro nazionale per la costituzione di una
“Guida operativa sulle serie di dati di elevato valore”, la cui prima versione è stata pubblicata a
novembre 2023 e alla quale il MASE ha partecipato attivamente. Nel 2024 il gruppo di lavoro ha
ulteriormente lavorato ad una nuova versione della Guida operativa con l’obiettivo di fornire alle
Amministrazioni indicazioni operative e più dettagliate per una più efficace implementazione del
Regolamento e, quindi, supportarle nel processo di apertura dei dati geografici in coerenza con le
modalità di pubblicazione e riutilizzo indicate nelle norme di riferimento. Con la Determinazione n.
284/2024, è stata adottata e pubblicata da AgID la nuova versione 1.1 della Guida Operativa sulle
serie di dati di elevato valore del novembre 2024. Al fine di completare l’azione di adeguamento, già
avviata nel 2023 con all’aggiornamento di tutte le licenze d’uso dei dati geografici attualmente
pubblicati sul Geoportale nazionale secondo gli standard previsti dalle linee guida open data, è stato
realizzato il servizio per il download in blocco di quei dati non ancora distribuiti automaticamente:
l’applicativo “Download Banca Dati PST” che è veicolato attraverso la pagina Distribuzione Dati
PST del Geoportale nazionale.
        Nell’ambito delle attività della Consulta Nazionale per l’Informazione Territoriale e Ambientale,
istituita con il D.lgs 32/2010 per il coordinamento delle Pubbliche Amministrazioni che producono set

                                                        - 66 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


di dati territoriali, nel 2024 è stato formalmente costituito un gruppo di lavoro per la definizione di un
documento sull’assetto normativo nel settore cartografico italiano. Nell’ultima riunione plenaria della
Consulta del 16 dicembre 2024 sono stati presentati dal Gruppo di Lavoro gli obiettivi e lo schema di
lavoro. Inoltre, nel corso del 2024 è stato garantito l’allineamento con le azioni del progetto PNRR
“Sistema avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione” (Investimento M2C4M1_I.1.1), con
particolare riguardo alla componente del progetto SIM identificata come “telerilevamento aerospaziale”
e allo sviluppo di una piattaforma geografica condivisa.

 Osservatori permanenti sugli utilizzi idrici
      L’art. 11 del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito con legge 13 giugno 2023, n. 68,
recante: «Disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e
l’adeguamento delle infrastrutture idriche» ha previsto l’aggiunta al d.lgs. n. 152/2006 del nuovo art. 63-
bis rubricato Misure per l’istituzione degli Osservatori distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici e per il
contrasto ai fenomeni di scarsità idrica.
       Con tale previsione, presso ciascuna Autorità di bacino distrettuale è istituito un Osservatorio
distrettuale permanente sugli utilizzi idrici (nel seguito anche “Osservatorio permanente”), che opera
sulla base degli indirizzi adottati ai sensi dell’art. 63, commi 2 e 5.
       L’innovazione normativa consente di rafforzare in modo sostanziale la capacità di supporto per il
governo integrato delle risorse idriche. Ciò perché gli Osservatori permanenti, da misura dei Piani di
gestione acque, configurati come struttura collegiale di tipo volontario operante presso i distretti ma
non codificata in alcun modo a livello legislativo, divengono organi delle Autorità di bacino distrettuali,
composti dai rappresentanti delle amministrazioni presenti nella conferenza istituzionale permanente e
presieduti dal segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale, ed eventualmente integrati per le
attività istruttorie da esperti.
       All’Osservatorio permanente vengono assegnate molteplici funzioni: supporto al governo
integrato delle risorse idriche e cura della raccolta, dell’aggiornamento e diffusione dei dati relativi alla
disponibilità e all’uso della risorsa nel distretto idrografico di riferimento, compresi il riuso delle acque
reflue, i trasferimenti di risorsa e i volumi eventualmente derivanti dalla desalinizzazione, i fabbisogni
dei vari settori d’impiego, con riferimento alle risorse superficiali e sotterranee, allo scopo di elaborare e
aggiornare il quadro conoscitivo di ciascuno degli usi consentiti dalla normativa vigente, coordinandolo
con il quadro conoscitivo dei piani di bacino distrettuali, anche al fine di consentire all’Autorità di
bacino di esprimere pareri e formulare indirizzi per la regolamentazione dei prelievi e degli usi e delle
possibili compensazioni, in funzione degli obiettivi fissati dagli strumenti di pianificazione distrettuale
di cui agli articoli 117 e 145, nonché di quelli della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti
climatici (SNACC).
      Al fine di consentire agli Osservatori permanenti di svolgere fattivamente dette funzioni, viene
previsto che le amministrazioni regionali, gli enti di governo dell’ambito, i consorzi di bonifica, le
società di gestione del servizio idrico e gli altri soggetti competenti in materia di risorse idriche relative a
ciascun distretto sono tenuti a rendere disponibile con continuità e in formato aperto i dati e le
informazioni in loro possesso all’Autorità di bacino distrettuale territorialmente competente. Gli
Osservatori permanenti svolgono anche una funzione di raccordo nei confronti del Dipartimento della
protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, assicurando un adeguato flusso di
informazioni necessarie per la valutazione dei livelli della severità idrica in atto, della relativa evoluzione,
dei prelievi in atto, nonché per la definizione delle azioni emergenziali più idonee al livello di severità
idrica definito. A tal fine, elaborano scenari previsionali e formulano proposte anche relative a
temporanee limitazioni all’uso delle derivazioni.

                                                        - 67 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


      Al Segretario generale dell’Autorità di bacino, sulla base dei citati scenari e proposte, viene inoltre
riconosciuta la possibilità di adottare, con proprio atto, le misure di salvaguardia di cui all’articolo 65,
commi 7 e 8.
     Le modalità di organizzazione e di funzionamento dell’osservatorio sono disciplinate con
apposito regolamento, approvato dalla Conferenza istituzionale permanente.
      I regolamenti degli osservatori sono stati predisposti dalla Divisione e sono stati approvati con le
delibere delle Conferenze Istituzionali Permanenti di ciascuna Autorità di bacino distrettuale.
       Al fine di coordinare l’azione tecnica degli Osservatori permanenti e di potenziarne ulteriormente
l’azione, il MASE, con decreto direttoriale USSRI 84/2024, ha costituito un Comitato tecnico di
coordinamento, che si avvale del supporto di ISPRA.
       Nel contesto sopra delineato, le Autorità di bacino distrettuali provvedono al potenziamento
dell’azione degli Osservatori permanenti sugli utilizzi idrici, assicurando la definizione del bilancio
idrico di distretto e di bacino idrografico, secondo quanto previsto dal DM 28 luglio 2004 del Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio recante “Linee guida per la predisposizione del bilancio
idrico di bacino”, comprensive dei criteri per il censimento delle utilizzazioni in atto e per la definizione
del minimo deflusso vitale, di cui all'articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n.
152 e la realizzazione del progetto “Bilancio Idrologico nazionale”, coordinato da ISPRA, di cui alla
Linea di Azione 2.3.1 “Interventi per il miglioramento della qualità dei corpi idrici”, del citato Piano
Operativo Ambiente.
       Assicureranno, inoltre, il coordinamento a livello distrettuale delle azioni finanziate alla Linea di
Azione 2.3.1 “Interventi per il miglioramento della qualità dei corpi idrici” del Piano Operativo
Ambiente relative alla realizzazione e popolamento dei catasti regionali contenenti tutte le informazioni
relative alle derivazioni (per gli usi potabile, agricolo, industriale e domestico). Tali catasti dovranno
contenere non solo i dati quantitativi di prelievo e restituzione previsti dalle concessioni, ma anche i dati
quantitativi relativi alle risorse idriche effettivamente captate e restituite, con un grado di dettaglio
almeno equivalente a quello previsto all’Allegato 2 del DM 28 luglio 2004 del Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio recante “Linee guida per la predisposizione del bilancio idrico di bacino”,
comprensive dei criteri per il censimento delle utilizzazioni in atto e per la definizione del minimo
deflusso vitale, di cui all'articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152. I catasti
dovranno essere realizzati in modo tale da assicurare omogeneità e interoperabilità infradistrettuale e
interdistrettuale, in misura tale da permettere la costruzione e l’esercizio in continuo di un catasto
nazionale dei prelievi.
       Inoltre, le Autorità di bacino promuovono l’utilizzo, in seno agli Osservatori permanenti di
indicatori quantitativi, omogenei a livello nazionale, per la definizione dei livelli di severità idrica e per
l’applicazione di eventuali deroghe ambientali in condizioni di severità almeno media.
       Infine, le Autorità di bacino fanno sì che gli Osservatori permanenti si pongano quali strumenti
unici distrettuali per la comunicazione delle condizioni ambientali relative al bilancio idrico e allo stato
dell’economia idrica, attraverso lo sviluppo e messa a sistema di opportuni “Bollettini degli Osservatori
distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici”, disponibili su pagine dedicate delle Autorità di bacino e
contenenti una sintesi non tecnica per la divulgazione delle informazioni ai cittadini e agli utenti non
specializzati.
• Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici
   Coerentemente con quanto previsto dalla sopra citata Strategia nazionale di adattamento ai
cambiamenti climatici (SNACC) adottata nel 2015, il MASE ha approvato il Piano Nazionale di

                                                       - 68 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) con decreto ministeriale n. 434 del 21 dicembre 2023.
Nel corso dei mesi di gennaio e febbraio del 2024, l’attività è stata finalizzata alla realizzazione della
piena operatività del PNACC, a seguito dell’entrata in vigore del decreto di approvazione, avvenuta con
la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 42 del 20 febbraio 2024.
     La prima azione di sistema delineata nel Piano consiste nell’istituzione di una struttura di governance
nazionale, l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto da un organo
di coordinamento e indirizzo (Comitato), una struttura di supporto tecnico ed amministrativo
(Segreteria) e un organo consultivo-divulgativo (Forum). Nel corso dell’anno 2024 sono state svolte le
attività necessarie all’insediamento del Comitato, tra cui la raccolta delle designazioni necessarie. In
parallelo alle attività per l’istituzione dell’Osservatorio, sono state svolte le attività propedeutiche alle
azioni 2 e 3 del PNACC, rispettivamente, per l’individuazione di modalità e strumenti per l’integrazione
dell’adattamento nella pianificazione a tutti i livelli di governo e per la definizione di modalità e
strumenti settoriali e intersettoriali di attuazione delle misure del PNACC.
    Nelle more dell’insediamento del Comitato, il MASE ha proposto a finanziamento, nell’ambito della
Programmazione 2021-2027 dei fondi sviluppo e coesione, interventi inclusi nella pianificazione di
bacino distrettuale. Si tratta di interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico, ma
soprattutto di interventi integrati, che contribuiscano sia alla riduzione del rischio idrogeologico sia alla
tutela degli ecosistemi marini o fluviali, in linea con gli obiettivi delle Direttive Alluvioni e Acque e in
coerenza con le disposizioni del Piano nazionale di adattamento.
       Nel corso del 2024 sono proseguite le attività inerenti al “Programma sperimentale di interventi
per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”, definito nel 2021 in collaborazione con
l’ANCI e con l’apporto scientifico dell’ISPRA, finalizzato ad aumentare la resilienza dei centri urbani ai
rischi generati dai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore e ai fenomeni
di precipitazioni estreme e di siccità. In particolare, il Programma destina circa 80 milioni di euro per la
realizzazione di interventi green, blue e grey, come, ad esempio, la realizzazione di forestazione
periurbana, di edilizia climatica, di tetti e pareti verdi, boschi verticali e barriere alberate ombreggianti,
di coibentazione e ventilazione naturale o finalizzati al riciclo e riutilizzo delle acque reflue depurate, la
creazione di piazze e percorsi con la rimozione della pavimentazione esistente e il ripristino della
permeabilità del suolo o di soluzioni per il drenaggio urbano sostenibile, intese in chiave di
rigenerazione urbana. In particolare, è proseguito il lavoro istruttorio, sia da parte del gruppo di lavoro
tecnico sia del Tavolo di Monitoraggio, sulle numerose richieste da parte dei Comuni, sia di
rimodulazione progettuale sia di proroga del termine per la conclusione degli interventi. Inoltre, si è
proceduto alla definizione di ulteriori specifiche per i Comuni ai fini della rendicontazione degli
interventi e alla definizione di appositi modelli per la documentazione da predisporre in sede di istanza
di trasferimento degli importi finanziati.
       Nel 2024 sono proseguite le attività di aggiornamento della Piattaforma nazionale
sull’adattamento ai cambiamenti climatici. Il suddetto portale, sviluppato dall’ISPRA su iniziativa del
Ministero e pubblicato nel mese di ottobre del 2022 (� Piattaforma Nazionale Adattamento
Cambiamenti Climatici), ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini e i portatori di interessi
sulla tematica dell’adattamento e di rendere disponibili dati e strumenti utili a supportare le Regioni e gli
Enti locali nei processi decisionali, rappresentando lo strumento informativo di riferimento a livello
nazionale sul tema dell’adattamento. In particolare, nel 2024 è stato effettuato un aggiornamento nella
sezione dedicata agli indicatori di impatto con l’aggiunta di nuovi indicatori per i settori acquacoltura ed
ecosistemi di transizione.




                                                       - 69 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


 Fognatura e depurazione
       La Direttiva 91/271/CEE definisce il quadro normativo relativo agli impianti e le opere relative
alla gestione delle acque reflue urbane.
      Ad oggi, l’Italia è interessata da quattro cause per non corretta applicazione della citata Direttiva,
per oltre 800 agglomerati in infrazione. Il MASE, al fine di superare tali procedure, ha adottato nel
tempo misure sia di carattere normativo che economico/finanziario. In particolare, con decreto-legge n.
243/2016, convertito con legge del 27 febbraio 2017, n. 18 è stata istituita la figura del Commissario
straordinario unico per la depurazione che ha il compito di effettuare gli interventi necessari sui sistemi
di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue in relazione agli agglomerati oggetto di
condanne da parte dell’UE.
       Dal 2012 ad oggi sono state stanziate somme ingenti per finanziare gli interventi necessari per
l’adeguamento degli impianti in infrazione. Come indicato nella direttiva generale per l’attività
Amministrativa e la gestione - anno 2024 – del MASE, ulteriori investimenti a carattere d’urgenza
dovranno essere effettuati per assicurare a tutti gli agglomerati le necessarie reti fognarie per le acque
reflue e adeguati impianti di depurazione e chiudere, in tal modo, definitivamente, le diverse procedure
d’infrazione esistenti. A tal scopo, sono stati stanziati in legge di bilancio 2023, 110 milioni di euro per il
periodo 2023-2026 in aggiunta alle risorse a disposizione del Commissario straordinario. Di questi, 20
milioni di euro sono stati erogati al Commissario straordinario unico con D.D. n. 96 del 23 ottobre
2024.
       Il MASE, nell’arco del 2024, ha assicurato un’attività di monitoraggio rivolta alle Regioni e/o
Struttura commissariale al fine di analizzare i progressi e/o criticità che caratterizzano lo stato di
attuazione dei singoli interventi nel settore fognario/depurativo in relazione al contenzioso
comunitario, oltre alla trasmissione alla Commissione europea dei report periodici previsti sulle
procedure di infrazione e condanne comunitarie e al supporto all’Avvocatura di Stato per le cause
relative al contenzioso comunitario citato.

   Siti di Interesse Nazionale
       I Siti di Interesse Nazionale (SIN) sono estese porzioni del territorio nazionale, individuati ai
sensi del D.Lgs. n. 152/2006, ai fini della bonifica, in base a caratteristiche (di contaminazione e non
solo) che comportano un elevato rischio ambientale e sanitario in ragione della densità della
popolazione o dell’estensione del sito stesso, nonché un rilevante impatto socio-economico e un rischio
per i beni di interesse storico-culturale.
       Attraverso il � link si entra nel nuovo portale realizzato per promuovere la partecipazione del
pubblico nei processi decisionali, in linea con i principi di trasparenza, accesso alle informazioni
ambientali e partecipazione del pubblico, consentendo di consultare agevolmente lo stato
d’avanzamento dei procedimenti di bonifica nei SIN attualmente perimetrati. Nel corso dell’anno 2024
il sito è stato ulteriormente aggiornato al fine di aumentare il grado di popolamento di dati e
informazioni, oltre che consentire l’accesso alle informazioni geografiche tramite appositi webgis. A
seguito dell'attivazione del tavolo tecnico sulle riperimetrazioni dei SIN sono state aggiornate di
conseguenza le mappe relative alle schede tecniche dei singoli SIN, inoltre, sono stati resi disponibili gli
shape file delle perimetrazioni aggiornate.
       In linea con il principio di semplificazione delle procedure, è stata introdotta, inoltre, la
modulistica standard attraverso degli appositi decreti direttoriali di approvazione dei modelli di istanze
che il Soggetto Proponente è tenuto ad utilizzare per l’avvio dei procedimenti di cui alla parte quarta,
Titolo V (Siti di Interesse Nazionale) del D.Lgs. 152/2006.

                                                        - 70 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


      Da ultimo, con decreto direttoriale 09/02/2022 n. 13 è stato istituito il Gruppo di Lavoro per la
riperimetrazione dei SIN allo scopo di dare attuazione a quanto previsto dall’art. 17 bis del Decreto-
legge 6 novembre 2021 n.152 e successive modificazioni. I criteri specifici stabiliti dal suddetto Gruppo
di Lavoro hanno consentito l’individuazione di 18 SIN che sono stati oggetto di ricognizione e
valutazione.
       Le attività di ricognizione e valutazione del Gruppo di Lavoro, nel periodo di riferimento, hanno
escluso 5 SIN tra i 18 precedentemente individuati. Per i restanti 13 SIN, nel 2024 sono stati conclusi i
procedimenti di riperimetrazione ex art. 17-bis del DL 152/21, con decreto del Ministro dell’ambiente e
della sicurezza energetica, per n. 10 SIN. Per i restanti 3 SIN la divisione V della DG ECB (DISS), sta
portando avanti i lavori per addivenire alla conclusione del procedimento di riperimetrazione, che
prevede la definizione di una proposta di riperimetrazione, la disamina della stessa dal Gruppo di
Lavoro e successivamente in sede di Conferenza di Servizi con gli Enti territorialmente competenti per
addivenire, in via conclusiva, al decreto di riperimetrazione degli specifici SIN a firma del Ministro.

   Informazione ed educazione ambientale
       Ambito di attività privilegiato per lo sviluppo della cultura ambientale è rappresentato
dall’attuazione di iniziative di educazione, formazione, informazione e comunicazione in materia
ambientale; in tale ambito, l’Italia è fra i primi Paesi al mondo ad aver inserito l’educazione ambientale
nei programmi scolastici.
      Il MASE nel 2024 ha partecipato con propri spazi a iniziative e manifestazioni di rilievo
nazionale. In queste manifestazioni il Dicastero ha organizzato spazi espositivi all’interno dei quali si
sono svolte iniziative di comunicazione ed educazione ambientale.
       Inoltre, in attuazione del Decreto/Regolamento interministeriale concernente il “Programma
#iosonoAmbiente”, sono terminate e saldate le attività progettuali realizzate dalle scuole vincitrici del
bando per l’anno scolastico 2023/24, promosso dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, di concerto
con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero dell'Università e della Ricerca,
al quale hanno partecipato le istituzioni scolastiche del sistema di istruzione nazionale.
       Come attività di rilievo per la comunicazione istituzionale in campo ambientale, oltre
all’informazione divulgata tramite il sito web istituzionale www.mase.gov.it, si evidenzia il progetto
finanziato con fondi PNRR e relativo all’attuazione della Misura M2 C1 I3.3 “Cultura e consapevolezza
delle sfide ambientali”, nell’ambito del quale è stata realizzata la piattaforma web " Dipende da noi" con
cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica mira a rafforzare la conoscenza sulle
principali sfide ambientali e climatiche del nostro tempo. Tramite il portale è possibile accedere a
contenuti informativi di vario genere, come news, infografiche, podcast, video e video-lezioni.

   Digitalizzazione e informatizzazione
        Nel 2024 è proseguito il processo di digitalizzazione intrapreso dal Mase per migliorare
l'efficienza e la sicurezza dei processi, contribuendo alla loro dematerializzazione e ad una gestione più
efficiente ed efficace delle risorse e delle informazioni. In particolare, si evidenzia la realizzazione di una
soluzione per il Controllo strategico e il controllo di gestione con la finalità di verificare, in funzione
dell'esercizio dei poteri di indirizzo da parte dei competenti organi, l'effettiva attuazione delle scelte
contenute nelle direttive ed altri atti di indirizzo politico. Si segnala inoltre la digitalizzazione dei
processi di permitting individuati come pilota tra quelli identificati all’interno del Mase per lo
svolgimento dei procedimenti volti all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni.



                                                        - 71 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


       Nell’ambito del più ampio programma di digitalizzazione del MASE si inserisce anche l’analisi,
condotta nell’anno, dei procedimenti relativi all’ attività di Vigilanza del mercato secondo quanto
stabilito dalla normativa Dlgs 12 ottobre 2022, n. 157. L’analisi riguarda un sistema volto ad efficientare
il funzionamento della macchina amministrativa ed a modernizzare i servizi erogati tracciando le
richieste che pervengono, ottimizzando i processi e fungendo da unico punto di accesso per la
storicizzazione delle informazioni. Le attività di digitalizzazione ed informatizzazione hanno altresì
riguardato l’analisi di un sistema di e-procurement, che possa spaziare dall’ acquisizione di beni primari
(es. cancelleria) alla fornitura di beni e servizi, con flussi dedicati che soddisfino tutte le esigenze della
Amministrazione.
      Si fa presente anche l’avvenuto collaudo di un sistema di Ticketing interno, trasversale al MASE,
volto a far confluire in un flusso ordinato e tracciato le richieste di servizi Informatici e di Logistica,
nonché segnalazioni di malfunzionamenti.
       Peraltro, nel quadro dei rapporti correnti di costante cooperazione con l’Agenzia per la
cybersicurezza nazionale (ACN), il MASE ha proseguito le attività relative alla conduzione di
esercitazione di cybersicurezza di tipo Table-Top per dare attuazione alle misure della Strategia
Nazionale di Cybersicurezza (2022 – 2026).
      Inoltre, sono state effettuare ulteriori attività mirate al rafforzamento della sicurezza informatica
dell’Amministrazione.
      In tema di privacy sono proseguite le azioni finalizzate a dare attuazione agli adempimenti
principali previsti dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR)al fine di rafforzare il modello organizzativo
privacy ministeriale di cui al D.M. n. 237 del 17 giugno 2022.
       Nel corso del 2024 si è proseguito con le attività di formazione/awareness iniziate nel 2023
tramite l’erogazione continuativa di simulazioni di phishing personalizzate, al fine di migliorare la
consapevolezza sui rischi legati alla sicurezza informatica. Inoltre, nell’ambito della attuazione della
Strategia Nazionale di Cybersicurezza (2022 – 2026) è stato organizzato un Ciclo di seminari formativi
sulla cybersecurity dedicati ai Direttori Generali.
      Inoltre, è proseguita l’attività di gestione e mantenimento del protocollo informatico del
Ministero, assicurando continuità operativa e un adeguamento costante alle linee guida Agid, al fine di
garantire efficienza e conformità agli standard richiesti.

3. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

       L’Unione europea è intervenuta in aiuto degli Stati membri per la ripresa post-pandemica con il
Next Generation EU (NG-EU). Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano (PNRR) è il
documento presentato per l’accesso ai fondi del Dispositivo per la Recovery and Resilience Facility (RRF),
strumento chiave del NG-EU che prevede la realizzazione di Misure (riforme e investimenti), associate
a obiettivi e traguardi (milestone e target). Il MASE è chiamato a giocare un ruolo di primo piano,
rivestendo il ruolo di Amministrazione centrale titolare di 35 investimenti e 16 riforme, articolati in 114
M&T e ripartiti principalmente su tre delle sette Missioni di cui si compone il Piano, così come
modificato con l’introduzione del nuovo capitolo REPowerEU, che corrisponde alla Mission 7. Tali
investimenti e riforme, prevedendo una dotazione finanziaria complessiva di 33,71 miliardi di euro,




                                                       - 72 -
                                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                Relazione sulla performance 2024


qualificano il MASE come una delle Amministrazioni centrali assegnatarie del maggior numero di
risorse su scala nazionale1.
      Nel 2024 le misure PNRR di competenza del MASE, già entrate nel pieno della fase attuativa nel
corso del 2023, sono state ulteriormente implementate o accompagnate dall’avvio di altri interventi, con
particolare riferimento a quelli previsti dal Capitolo REPowerEU.
      L’Unità di Missione, quindi, è stata chiamata a far fronte alle enormi sfide poste dalla gestione
finanziaria, dal monitoraggio, dalla rendicontazione e dal controllo, nonché dal coordinamento dei
progetti per seguirne lo stato di avanzamento e dal supporto tecnico.
      Nel 2024 sono stati conseguiti tutti i 18 obiettivi prefissati (milestone e target UE), sono state
introdotte diverse riforme di semplificazione ed è proseguito il confronto con gli stakeholder.
       Tramite l’Unità di Missione è stato dato supporto attuativo alle altre strutture ministeriali e
inoltre:
      - sono state aggiornate le linee guida rivolte ai soggetti attuatori degli interventi PNRR alla luce
dei relativi sviluppi normativi e indirizzi attuativi, al fine di garantire l’aggiornamento delle indicazioni
circa le procedure di gestione finanziaria, di monitoraggio, di rendicontazione e controllo;
      - si è proseguito con il supporto tecnico dedicato al fine di favorire la capacità attuativa dei
progetti da parte degli enti territoriali, evitando che l’elevata frammentazione ed eterogeneità dei
soggetti attuatori costituisca un collo di bottiglia insormontabile nella concretizzazione dei progetti;
     - è stato fornito supporto tecnico ai Soggetti Attuatori per l'applicazione del principio DNSH.
         Questo impegno si è concretizzato nella pubblicazione di due vademecum: “Vademecum
         DNSH per la misura M2C4 I4.4 “Investimenti in fognatura e depurazione”: Guida specifica per
         gli interventi nel settore idrico” e “Vademecum “Il principio DNSH e l’analisi dei rischi
         climatici” Approfondimento sull'integrazione tra DNSH e rischi climatici”.
      - è stato concluso con esito positivo il negoziato con la Commissione Europea per il tramite delle
strutture di governance nazionali PNRR (Struttura di Missione PNRR presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri e Ispettorato Generale PNRR presso la Ragioneria Generale dello Stato) relativo
alla revisione del PNRR del 2024, che ha portato alla decisione di esecuzione del Consiglio modificativa
del Piano del 18 novembre 2024.

 Gli obiettivi conseguiti nel 2024
        Nel dettaglio, nel primo semestre 2024 sono stati conseguiti gli obiettivi e traguardi previsti, come
illustrato di seguito.

          M2C4-6 – [M2C4-6] Almeno il 70 % dei parchi nazionali e delle aree marine protette deve aver sviluppato
           servizi digitali per i visitatori dei parchi nazionali e delle aree marine protette (almeno due tra: il collegamento al
           portale Naturitalia.IT; un applicativo per la semplificazione amministrativa o un'applicazione per la mobilità
           sostenibile)”: in data 20 maggio 2024 sono stati pubblicati online, il portale Naturaitalia e l’App
           Visit Naturaitalia. L’App è stata rilasciata nei principali store: IOS e Android e per il tramite del
           DiPNRR è stato trasmesso il Report di rendicontazione agli Uffici della Commissione europea.
          M2C4I3.1 - Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano - [M2C4-20 @ T4
           2024] Piantare materiali forestali di moltiplicazione (sementi o piante) per almeno 4 500 000 alberi e arbusti
           per il rimboschimento delle aree urbane ed extraurbane ai sensi dell'articolo 4 della legge 12 dicembre 2019, n.

         1 La presente relazione è aggiornata alla versione del Piano approvata nell’ambito della quinta revisione del 2025, che ha comportato una
parziale revisione tecnica di alcune Misure, anche con riferimento a quelle di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.



                                                                          - 73 -
                                                                Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                  Relazione sulla performance 2024


       141 ("legge sul clima"): con la realizzazione dei 54 progetti approvati con DD n.606 del
       21.12.2023 e DD n. 172 del 18.11.2024-finanziati nell’ambito dell’avviso pubblico 2023/2024,
       in attuazione della misura, è stato conseguito il secondo target, previsto appunto per dicembre
       2024.
      M2C4I3.3 – Rinaturazione dell’area Po - [M2C4-22 @ T4 2024] Ridurre l'artificialità dell'alveo
       di almeno 13 km, riportandolo lungo l'asse del Po: con la realizzazione di primi cinque interventi di
       rinaturazione previsti nel Programma d'Azione approvato dall'Autorità di Bacino Distrettuale
       del fiume Po, nell’ agosto 2023, è stato conseguito il primo target.
      M2C2R1 – Semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti
       rinnovabili onshore e offshore, nuovo quadro giuridico per sostenere la produzione da
       fonti rinnovabili e proroga dei tempi e dell'ammissibilità degli attuali regimi di
       sostegno - [M2C2-6 @ T1 2024] Entrata in vigore di un quadro giuridico per la semplificazione delle
       procedure di autorizzazione a costruire strutture per le energie rinnovabili onshore e offshore: il traguardo della
       Riforma è stato principalmente conseguito con la pubblicazione del decreto legislativo 8
       novembre 2021, n. 199, di recepimento della direttiva (UE) 2018/2001, e delle norme di
       semplificazione dei procedimenti abilitativi per la realizzazione di impianti FER introdotte tra il
       secondo semestre 2021 e il primo semestre 2022
      M7I3 – Linea Adriatica Fase 1 (centrale di compressione di Sulmona e gasdotto Sestino-
       Minerbio) - [M7-35 @ T1 2024] Adozione e aggiornamento delle pertinenti valutazioni di incidenza
       ambientale (VIncA): la Milestone è stata è stata conseguita e rendicontata nell’ambito della sesta
       rata PNRR al 30 giugno 2024 mediante le relative azioni amministrative previste
      M2C1R1.2 – Programma nazionale per la gestione dei rifiuti - [M2C1-15 @ T2 2024]
       Riduzione delle discariche abusive oggetto della procedura di infrazione NIF 2003/2077: rispetto alle 33
       discariche irregolari, la Commissione europea ha formalmente accolto complessivamente 22
       richieste di espunzione dei siti di discarica dalla procedura di infrazione, riducendo così la
       relativa sanzione in linea con gli obiettivi previsti dal Target
      M2C1R1.2 – Programma nazionale per la gestione dei rifiuti - [M2C1-16bis @ T2 2024]
       Riduzione delle discariche abusive oggetto della procedura di infrazione NIF 2011/2215: il Target è stato
       conseguito e rendicontato in anticipo, in accordo con i Servizi della Commissione europea
       nell’ambito del processo di riprogrammazione del 2024, con l’avvenuta riduzione del numero di
       discariche abusive oggetto della procedura di infrazione in oggetto a 3 unità, quindi oltre
       l’obiettivo di 9 previsto dal Target
      M2C4I3.2 – Digitalizzazione dei parchi nazionali - [M2C4-6 @ T2 2024] Sviluppo di servizi
       digitali per i visitatori dei parchi nazionali e delle aree marine protette: il Target risulta conseguito con
       l’avvenuta pubblicazione dell’applicativo e del sito web NaturaItalia
      M7I13 – Linea Adriatica Fase 1 (centrale di compressione di Sulmona e gasdotto
       Sestino-Minerbio) - [M7-36 @ T2 2024] Aggiudicazione dei contratti: la Milestone è stata
       rendicontata entro la tempistica prevista di giugno 2024 con l’avvenuta aggiudicazione dei
       relativi contratti
      M7I14 – Infrastrutture transfrontaliere per l'esportazione del gas - [M7-38 @ T2 2024]
       Aggiudicazione dei contratti: la Milestone è stata rendicontata entro la tempistica prevista di giugno
       2024 con l’avvenuta aggiudicazione dei relativi contratti
       Per quanto riguarda gli obiettivi del secondo semestre 2024, sono stati conseguiti tutti i seguenti
obiettivi e traguardi previsti senza criticità. Nello specifico:
      M7I4 – Tyrrhenian link - [M7-14 @ T3 2024] Aggiudicazione dei contratti: la milestone è stata
       rendicontata entro la tempistica prevista di dicembre 2024 con l’avvenuta aggiudicazione dei
       relativi contratti

                                                            - 74 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


   M2C1I1.1 – Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di
    impianti esistenti - [M2C1-15ter @ T4 2024] Riduzione delle differenze regionali nella raccolta
    differenzia: secondo i dati del Rapporto Rifiuti Urbani 2024 di ISPRA il target è stato superato
    con la riduzione a 18,13 punti percentuali della differenza tra la media delle tre regioni con i
    risultati migliori, per quanto riguarda i tassi di raccolta differenziata, e la media delle tre regioni
    con i risultati peggiori, superando quindi gli obiettivi prefissati.
   M2C2I1.4 - Sviluppo Agrivoltaico che offre sostegno agli investimenti per la costruzione di
    sistemi agro-voltaici e per l'installazione di strumenti di misurazione per monitorare l'attività
    agricola sottostante, al fine di valutare il microclima, il risparmio idrico, il recupero della fertilità
    del suolo, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per diversi tipi di
    colture. L’obiettivo dell’investimento è l’installazione di pannelli solari fotovoltaici in sistemi
    agro-voltaici con una capacità di almeno 900 MW volti a promuovere soluzioni innovative, con
    moduli ad alta efficienza, al fine di rendere compatibile la generazione energetica con le attività
    agricole, generando benefici concorrenti, migliorando la redditività, la promozione ed il
    recupero dei terreni. Il 13 febbraio 2024 è stato pubblicato il “D.M. Agrivoltaico”, a cui ha fatto
    seguito l’adozione, con DD n. 233 del 16 maggio 2024, delle Regole Applicative per l’accesso
    alla misura di cui al “DM Agrivoltaico”, successivamente modificate con D.D. n. 251 del 31
    maggio 2024. Successivamente all’adozione delle Regole Operative è stato pubblicato l’Avviso
    pubblico per la partecipazione alle procedure competitive di cui al citato Decreto. Completate le
    istruttorie afferenti alle menzionate procedure, con D.D. 249 e D.D. 250, entrambi del 30
    novembre 2024, sono state, rispettivamente, approvate le graduatorie relative alle procedure di
    Aste e Registri.
   M2C2I1.2 - Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l'auto-consumo che
    mira a fornire sostegno alle comunità energetiche, in particolare in comuni con meo di 5.000
    abitanti allo scopo di consentire l’installazione di almeno 1.730 MW di capacità aggiuntiva da
    fonti rinnovabili accoppiati a sistemi d stoccaggio dell’energia. Il sostegno prevede contributi a
    fondo perduto fino al 40 per cento dei costi ammissibili per la realizzazione di impianti di
    produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il 23 gennaio 2024 è stato pubblicato il DM
    CACER, e, successivamente, a febbraio 2024 sono state approvate dal Ministero le Regole
    Operative relative alla misura di cui al D.M. CACER, successivamente aggiornate ad aprile 2024.
    Con Decreto del Capo del Dipartimento Energia n. 141 del 5 aprile 2024, è stato emanato l’
    “Avviso Pubblico per la presentazione di domande a sportello per la concessione di contributi da finanziare
    nell’ambito della Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2 del PNRR - Progetto finanziato dall’Unione
    europea – NextGenerationEU”. Lo Sportello per la presentazione delle istanze di richiesta del
    contributo in conto capitale a valere sulla misura è stato aperto dal GSE in data 8 aprile 2024.
   M2C2I2.1 – Rafforzamento smart grid - [M2C2-9 @ T4 2024] Aumento di almeno 1000 MW
    della capacità di rete per la distribuzione di energia rinnovabile: gli obiettivi del target intermedio M2C2-
    9 sono stati ampiamente superati entro la data scadenza prevista di dicembre 2024. Secondo,
    infatti, quanto previsto dal calcolo indicato all' articolo 8, comma 3, dell'Avviso n. 119 del 20
    giugno 2022, l’incremento di Hosting Capacity è stato pari a 1.812 MW e dunque ad un valore
    del 181% di quello previsto dal target M2C2-9 (1.000 MW).
   M2C2I4.3 – Installazione di infrastrutture di ricarica elettrica- [M2C2-28 @ T4 2024]
    Aggiudicazione degli appalti pubblici per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica: il traguardo in
    parola è stato superato a seguito dell’adozione dei decreti direttoriali del 6 dicembre 2024 n. 275
    e 276, e 13 dicembre 2024, n. 309 e 310, di ammissione a finanziamento delle proposte
    progettuali (che si aggiungono a quelle già ammesse nel 2023).


                                                         - 75 -
                                                                     Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                       Relazione sulla performance 2024


           M2C2I1.1 – Sviluppo agro-voltaico - [M2C2-44 @ T4 2024] Aggiudicazione di tutti gli appalti
            pubblici per l’installazione di pannelli solari fotovoltaici in sistemi agro-voltaici: a seguito della conclusione
            della valutazione delle richieste, sono stati pubblicati i due decreti direttoriali di approvazione
            delle graduatorie relative alle procedure di asta e di registro: si tratta, rispettivamente, dei decreti
            direttoriali 30 novembre 2024, n. 249 e 250, con cui sono stati complessivamente ammessi 540
            progetti, per una potenza totale pari a 1.548 MW.
           M2C4I3.1 – Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano - [M2C4-20 @ T4
            2024] Piantare alberi per la tutela e la valorizzazione delle aree verdi urbane ed extraurbane per almeno 4,6
            milioni di unità: a valere sui progetti 2022 e 2023-2024 è stata completata la messa a dimora del
            materiale di moltiplicazione forestale entro dicembre 2024 per un totale di oltre 4,6 milioni di
            alberi e arbusti che hanno consentito di superare, con margine di confidenza, l'obiettivo di
            4.500.000 unità previsto in linea con la scadenza prefissata.
           M2C4I3.3 – Rinaturazione dell’area del Po - [M2C4-22 @ T4 2024] Riduzione dell’artificialità
            dell’alveo per la rinaturazione dell’area del Po: i lavori, comprensivi anche delle opere di
            rimboschimento, hanno previsto interventi per un’area di oltre 13 km, consentendo quindi di
            raggiungere l’obiettivo previsto dal target M2C4-22.
           M7R1 – Semplificazione delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili - [M7-1
            @ T4 2024] Entrata in vigore degli atti di diritto primario che individuano le “zone di accelerazione per le
            energie rinnovabili” nelle unità amministrative subnazionali: la milestone è stata raggiunta con
            l’adozione del Decreto Legislativo 25 novembre 2024, n. 190, così come integrata e modificata
            dal Decreto-legge 21 maggio 2025 n.73, che razionalizza, riordina e semplifica la disciplina dei
            regimi amministrativi per gli interventi relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
           M7R2 – Riduzione delle sovvenzioni dannose per l'ambiente- [M7-4 @ T4 2024] Adozione
            di una relazione del governo basata sui risultati della consultazione tra il governo e i portatori di interessi per
            definire la tabella di marcia per ridurre le sovvenzioni dannose per l’ambiente entro il 2030: nel mese di
            marzo 2024 il MASE, in collaborazione con il GSE, ha svolto la consultazione pubblica sulla
            riforma SAD nel più ampio quadro della consultazione pubblica sulla bozza della versione 2024
            del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Gli esiti di tale consultazione sono
            stati riportati in una apposita Relazione ai fini del soddisfacente conseguimento della milestone.
           M7R4 – Mitigazione del rischio finanziario associato ai contratti PPA da fonti
            rinnovabili - [M7-7 @ T3 2024] Entrata in vigore degli atti di diritto primario e derivato: il testo
            dell'atto di diritto primario che mitiga il rischio finanziario associato ai PPA è stato inserito
            nell’art. 8 del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, che ha introdotto i nuovi commi 2-bis e
            2-ter all’interno dell’art. 28 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199. Il testo dell’atto di
            diritto derivato è già stato definito e sottoscritto entro i termini della fase di assessment.
           M7I5 – SA.CO.I.3 - [M7-16 @ T4 2024] Aggiudicazione di tutti i contratti per i lavori necessari al
            completamento dell’involucro delle stazioni di conversione in Sardegna e Toscana: la Milestone è stata
            rendicontata entro la tempistica prevista di dicembre 2024 con l’avvenuta aggiudicazione dei
            relativi contratti.
      Il target intermedio previsto per l’investimento 2.1. a dicembre 2024 – incremento della hosting
capacity per almeno 1.000MW - risulta ampiamente superato. Relativamente alle misure di
rafforzamento inserite con l’approvazione del PNRR revisionato nell’ambito della missione 7
REPowerEU:
       1.     con il decreto direttoriale n. 64 del 3 settembre 2024 le risorse incrementali (euro 450 milioni
             - missione 7 Investimento 1) per il rafforzamento dell’investimento 2.1 “smart grid” della
             Misura M2C2. sono state destinate per quota parte al finanziamento dei progetti risultati
             ammissibili e parzialmente ammessi o non ammessi al finanziamento per esaurimento delle

                                                                 - 76 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


         risorse disponibili selezionati a valere sull’Avviso 119 del 20 giugno 2020 e per quota parte alla
         selezione di nuovi interventi su porzioni di rete a media e bassa tensione finalizzati ad
         incrementare l’elettrificazione dei consumi. Con i decreti direttoriali 268 e 269 del 6 dicembre
         2024 è stato incrementato il contributo dei due progetti parzialmente ammessi a valere
         sull’Avviso 119 sopra citato. In data 21 novembre 2024 è stato pubblicato l’Avviso pubblico
         223 per la selezione delle proposte progettuali su porzioni di rete a media e bassa tensione
         finalizzate ad aumentare la capacità e potenza a disposizione delle utenze per favorire
         l’elettrificazione dei consumi energetici di almeno 230 000 abitanti da finanziare nell’ambito
         del PNRR, Missione 7 RepowerEU Investimento 1- Scale up dell’Investimento 2.1.
         “Rafforzamento smart grid” della Missione 2 Componente 2.
      2. con decreto direttoriale n. 77 del 18 settembre 2024 le risorse incrementali (euro 63,2 milioni -
         missione 7 Investimento 2) volte al rafforzamento dell’investimento 2.2 nell'ambito della
         missione 2, componente 2. “Interventi su resilienza climatica delle reti” sono state destinate al
         finanziamento dei progetti non ammessi o parzialmente ammessi per esaurimento delle
         risorse selezionati a valere sugli Avvisi n. 117 del 20 giugno 2022, “per la realizzazione di
         interventi finalizzati a migliorare la resilienza della rete elettrica di trasmissione a eventi
         meteorologici estremi da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 2 C2 2.2.” e n. 118 del 20
         giugno 2022 “per la presentazione di Proposte di intervento finalizzate a migliorare la
         resilienza della rete elettrica di distribuzione a eventi meteorologici estremi da finanziare
         nell’ambito del PNRR, Missione 2 C 2 2.2.. Con successivi Decreti direttoriali 270, 271 del 6
         dicembre 2024 e 289 del 10 dicembre 2024, sono stati concessi i contributi per la realizzazione
         di tre progetti selezionati a valere sull’Avviso 118 sopra citato.
      3. Con il decreto direttoriale n. 223 del 21 novembre 2024 è stato adottato l’Avviso pubblico per
         la presentazione di proposte progettuali su porzioni di rete a media e bassa tensione
         finalizzate ad aumentare la capacità e potenza a disposizione delle utenze per favorire
         l’elettrificazione dei consumi energetici di almeno 230 000 abitanti da finanziare nell’ambito
         del PNRR, Missione 7 RepowerEU Investimento 1- Scale up dell’Investimento 2.1.
         “Rafforzamento smart grid” della Missione 2 Componente 2 - Finanziato dall’Unione
         europea – NextGenerationEU.

 REPowerEU (M7)
      L’8 dicembre 2023, il Consiglio dell’UE (Ecofin) ha approvato la revisione e l’aggiornamento
della Decisione di attuazione del Consiglio dell’UE sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano,
incluso il nuovo capitolo del Piano sugli investimenti e sulle riforme di REPowerEU.
       Le proposte di riprogrammazione del MASE sono pienamente in linea con gli obiettivi ed i
principi del Dispositivo di Ripresa e Resilienza stabiliti in ambito europeo e dotano il Ministero di
ulteriori risorse fondamentali per l'attuazione della Strategia energetica nazionale, con una quota
aggiuntiva di 1,9 miliardi di euro previsti dal contributo del REPowerEU che consta di 7 nuovi
investimenti, 3 scaleup e 3 riforme per un totale di 17 milestone e 12 target.
      Tali nuove risorse REPowerEU mobilitano investimenti complessivi per oltre 5 miliardi di euro,
come risposta europea alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato energetico causate dalla Guerra
Russia-Ucraina, ponendosi come obiettivo prioritario la sicurezza e la diversificazione degli
approvvigionamenti energetici unitamente all'incremento del ricorso alle fonti rinnovabili. Per
rispondere a questa sfida il Ministero ha in primo luogo puntato sul rafforzamento delle infrastrutture

                                                      - 77 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


energetiche strategiche attorno alle due direttrici prioritarie: un futuro energetico più sostenibile ed il
rafforzamento della sicurezza energetica. Il MASE si è impegnato, anche sul fronte delle riforme, a
sviluppare cambiamenti importanti per l'Italia, che anche l'Europa richiede, come l'impegno alla
semplificazione e accelerazione, anche mediante l'identificazione di aree idonee, delle procedure di
autorizzazione degli impianti di produzione da fonti rinnovabili, così come la diffusione delle energie
rinnovabili, supportando meccanismi di garanzia di mercato nell'acquisto delle rinnovabili (PPA) e
riducendo i costi di connessione per il biometano, intervento che sarà accompagnato, nel corso
dell’anno 2024, con altri interventi nazionali sulla riduzione dei costi che andranno nella stessa
direzione.
       Per quanto riguarda le prossime scadenze (Milestone e Target) europee, in riferimento al capitolo
REPowerEU, entro il 2025 è previsto l'avvio dei progetti che prevedono la realizzazione degli interventi
di interconnessione elettrica transfrontaliera tra l’Italia e i paesi confinanti nonché di quelli mirati
all’approvvigionamento sostenibile, circolare e sicuro delle materie prime critiche.
     Sul lato delle riforme, sarà invece garantita la prosecuzione delle azioni mirate alla riduzione delle
sovvenzioni dannose per l’ambiente, alla riduzione dei costi di connessione degli impianti per la
produzione di biometano e alla semplificazione delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili.

4. Analisi del contesto e delle risorse

4.1. Il contesto esterno
       Il 2024 vede quale priorità lo studio e l’aggiornamento del Piano Nazionale Clima ed Energia
entro giugno 2024. Il documento è un aggiornamento di quello consegnato nel 2019, per tener conto
sia degli obiettivi più sfidanti fissati dall’Unione Europea per contrastare i cambiamenti climatici al 2030
(Fit for 55%) sia degli sconvolgimenti determinati dalla pandemia e dal conflitto Russo Ucraino, fattori
che hanno modificato il contesto geopolitico, economico ed energetico, costringendo tutti gli Stati
membri, compresa l’Italia, a ridefinire priorità politiche.
      Parallelamente al consolidamento e all’approvazione della versione definitiva del PNIEC
andranno approfondite le misure attuative dello stesso e le modalità di finanziamento e strutturato un
cronoprogramma per il raggiungimento degli obiettivi definiti nell’aggiornamento del Piano stesso. In
continuità con il 2023 si attueranno politiche rivolte al contrasto e al monitoraggio di eventuali
problematiche che possano comportare crisi energetica e a scongiurare eventuali repentine impennate
dei prezzi e a salvaguardare le famiglie più fragili economicamente e le imprese italiane e il lavoro che
esse creano.
      L’Italia già impegnata a livello nazionale nel monitoraggio delle emissioni fuggitive di metano
nella filiera del gas, sta partecipando a livello UE, assieme agli altri governi degli Stati membri, al
processo legislativo di adozione del Regolamento per la riduzione delle emissioni di metano nel settore
energetico, che prevede sfidanti obiettivi per le attività di misurazione, monitoraggio e report delle
emissioni su tutta la filiera del gas, nonché per le attività di rilevamento e riparazione delle perdite di
metano.
       Inoltre, - tra i Paesi primi ad aver aderito e lanciato assieme a USA e Unione Europea l’iniziativa
globale della Global Methane Pladge – l’Italia è impegnata a livello internazionale nella definizione di
framework regolatori volontari per la misurazione, il monitoraggio e il report delle emissioni di metano
nella filiera di approvvigionamento del gas.


                                                      - 78 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


       Un forte impegno sarà dedicato all’attuazione del Piano di Ripresa e Resilienza, da cui dipendono
ingenti investimenti per rilanciare la crescita sostenibile dell’economia italiana. L’attuazione degli
investimenti sarà costantemente monitorata per assicurare il raggiungimento degli obiettivi. Inoltre,
saranno attuati i nuovi investimenti previsti nell’ambito del RepowerEU. In questo quadro, le
opportunità offerte dal PNRR rappresentano un’occasione unica per il rilancio del nostro Paese, da
realizzare in una chiave di sostenibilità ambientale e sociale. L’azione del Dicastero per il 2024 e per il
triennio 2024-2026 si inserisce nel predetto contesto nazionale e internazionale.
       Il contributo del PNRR sarà significativo anche tramite la misura M2C4 Inv. 3.5 Ripristino e la
tutela dei fondali e degli habitat marini (MER) che comprende azioni su vasta scala per il ripristino e la
tutela dei fondali e degli habitat marini, finalizzate a invertire l'attuale tendenza al degrado di tali
ecosistemi.
      Infine, viste le criticità emerse a seguito anche dei mutati scenari geopolitici precedentemente
rappresentati, si lavorerà per definire un quadro strategico nazionale, ossia una Strategia nazionale delle
Materie Prime critiche, con le conseguenti necessarie riforme normative.

4.2. Il contesto interno e lo stato delle risorse
      Nel 2021 è stato istituito il Ministero della transizione ecologica-MITE (decreto legge 1° marzo
2021, n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 22 aprile 2021, n. 55), successivamente
ridenominato Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica MASE (decreto-legge 11 novembre
2022, n. 173, convertito con legge 16 dicembre 2022, n. 204).

       Al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica sono attribuite le funzioni e i compiti
spettanti allo Stato relativi allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza energetica, ferme restando le
funzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri, e alla tutela dell'ambiente, del territorio e
dell'ecosistema, nelle seguenti materie:

         a) individuazione, conservazione e valorizzazione delle aree naturali protette, tutela della
biodiversità e della biosicurezza, della fauna e della flora, attuazione e gestione, fatte salve le
competenze della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell'agricoltura, della sovranità
alimentare e delle foreste e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della
Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di
estinzione, ratificata ai sensi della legge 19 dicembre 1975, n. 874, e dei relativi regolamenti europei,
della difesa del mare e dell'ambiente costiero e della comunicazione ambientale;

       b) definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale e
provvedimenti ad essi inerenti; individuazione e attuazione delle misure atte a garantire la sicurezza, la
flessibilità e la continuità degli approvvigionamenti di energia e a promuovere l'impiego delle fonti
rinnovabili; autorizzazione di impianti di produzione di energia di competenza statale, compresi quelli
da fonti rinnovabili, anche se ubicati in mare; rapporti con organizzazioni internazionali e rapporti con
l'Unione europea nel settore dell'energia, ferme restando le competenze del Presidente del Consiglio dei
ministri e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, compresi il recepimento e
l'attuazione dei programmi e delle direttive sul mercato unico europeo in materia di energia, ferme
restando le competenze del Presidente del Consiglio dei ministri e delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano; attuazione dei processi di liberalizzazione dei mercati energetici e
promozione della concorrenza nei mercati dell'energia e tutela dell'economicità e della sicurezza del
sistema con garanzia di resilienza; individuazione e sviluppo delle reti nazionali di trasporto dell'energia
elettrica e del gas naturale e definizione degli indirizzi per la loro gestione; politiche di ricerca,

                                                      - 79 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


incentivazione e interventi nei settori dell'energia e delle miniere; ricerca e coltivazione di idrocarburi,
riconversione, dismissione e chiusura mineraria delle infrastrutture di coltivazione di idrocarburi ubicate
nella terraferma e in mare e ripristino in sicurezza dei siti; risorse geotermiche; normativa tecnica, area
chimica, sicurezza mineraria, escluse le competenze in materia di servizio ispettivo per la sicurezza
mineraria e di vigilanza sull'applicazione della legislazione attinente alla salute sui luoghi di lavoro, e
servizi tecnici per l'energia; vigilanza su enti strumentali e collegamento con le società e gli istituti
operanti nei settori dell'energia; gestione delle scorte energetiche nonché predisposizione ed attuazione
dei piani di emergenza energetica; sicurezza nucleare e disciplina dei sistemi di stoccaggio del
combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi; radioprotezione e radioattività ambientale; agro-energie;
rilevazione, elaborazione, analisi e diffusione di dati statistici in materia energetica e mineraria, finalizzati
alla programmazione energetica e mineraria;

       c) piani e misure in materia di combustibili alternativi e delle relative reti e strutture di
distribuzione per la ricarica dei veicoli elettrici, qualità dell'aria, politiche per il contrasto dei
cambiamenti climatici e per la finanza climatica e sostenibile e il risparmio ambientale anche attraverso
tecnologie per la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra;

      d) pianificazione in materia di emissioni nei diversi settori dell'attività economica, ivi compreso
quello dei trasporti;

      e) gestione, riuso e riciclo dei rifiuti ed economia circolare;

       f) tutela delle risorse idriche e relativa gestione, fatta salva la competenza del Ministero
dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;

      g) promozione di politiche di sviluppo sostenibile, nazionali e internazionali;

    h) promozione di politiche per l'economia circolare e l'uso efficiente delle risorse, fatte salve le
competenze del Ministero delle imprese e del made in Italy;

       i) coordinamento delle misure di contrasto e contenimento del danno ambientale, nonché di
bonifica e di ripristino in sicurezza dei siti inquinati, ivi compresi i siti per i quali non è individuato il
responsabile della contaminazione e quelli per i quali i soggetti interessati non provvedono alla
realizzazione degli interventi, nonché esercizio delle relative azioni giurisdizionali;

      l) sorveglianza, monitoraggio e recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi
fondamentali della collettività e alla riduzione dell'impatto delle attività umane sull'ambiente, con
particolare riferimento alla prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente;
prevenzione e protezione dall'inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico e dai rischi
industriali;

      m) difesa e assetto del territorio con riferimento ai valori naturali e ambientali. Il decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 180, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.286
del 7 dicembre 2023, ha da ultimo modificato, il Regolamento di organizzazione approvato con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 29 luglio 2021, n. 128. Il Regolamento, nella sua versione
modificata, prevede una nuova articolazione degli Uffici del Ministero dell’ambiente e della sicurezza
energetica (MASE), definita tenendo conto dei mutati compiti istituzionali nonché della
razionalizzazione complessiva delle funzioni attribuite alle strutture amministrative, sulla base delle
modifiche normative introdotte dal decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173.

                                                         - 80 -
                                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                            Relazione sulla performance 2024


      Il Ministero, per l’espletamento dei compiti ad esso demandati, è ora articolato in tre dipartimenti,
che assumono la denominazione di:



     Il Dipartimento amministrazione generale, pianificazione e patrimonio naturale (DiAG)
      è stato riorganizzato nelle seguenti 4 Direzioni generali:
    1) Direzione generale comunicazione, risorse umane e contenzioso (CORUC);
    2) Direzione generale innovazione tecnologica (ITEC);
    3) Direzione generale affari europei, internazionali e finanza sostenibile (AEIF);
    4) Direzione generale tutela della biodiversità e del mare (TBM).


     Il Dipartimento sviluppo sostenibile (DiSS) è stato riorganizzato nelle seguenti 4 Direzioni
         generali:
    1) Direzione generale economia circolare e bonifiche (ECB);
    2) Direzione generale uso sostenibile del suolo e delle acque (USSA);
    3) Direzione generale valutazioni ambientali (VA);
    4) Direzione generale sostenibilità dei prodotti e dei consumi (SPC).


     Il Dipartimento energia (DiE) è stato riorganizzato nelle seguenti 4 Direzioni generali:
    1) Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi (FTA);
    2) Direzione generale mercati e infrastrutture energetiche (MIE);
    3) Direzione generale domanda ed efficienza energetica (DEE);
    4) Direzione generale programmi e incentivi finanziari (PIF).


       Con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 17 del 12 gennaio 2024, sono
stati ultimativamente individuati e definiti i compiti degli Uffici dirigenziali di livello non generale del
Ministero ed è stato abrogato il previgente decreto ministeriale n. 458 del 2021.


       A tali uffici resta aggiunta la struttura Dipartimentale di missione per il PNRR (prevista
dall’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito con legge 29 luglio 2021,
n. 108 e dall’articolo 17-sexies, comma 1, decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito con legge 6
agosto 2021, n. 113), articolata in 2 direzioni generali:

         •Direzione generale Gestione finanziaria, monitoraggio, rendicontazione e controllo (GEFIM);
         •Direzione generale Coordinamento, gestione progetti e supporto tecnico (COGESPRO).
       Gli Uffici di diretta collaborazione esercitano i compiti di supporto all’organo di direzione
politica e di raccordo tra questo e le altre strutture dell’amministrazione, collaborando alla definizione
degli obiettivi, alla elaborazione delle politiche pubbliche, alla relativa valutazione ed alle connesse


                                                                   - 81 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


attività di comunicazione, con particolare riguardo all’analisi di impatto normativo, all’analisi costi-
benefici ed alla congruenza fra obiettivi e risultati.
      Sono Uffici di diretta collaborazione del Ministro:
                l’Ufficio di Gabinetto;
                l’Ufficio legislativo;
                la Segreteria del Ministro;
                la Segreteria particolare del Ministro;
                la Segreteria tecnica del Ministro;
                l’Ufficio del Consigliere diplomatico;
                l’Ufficio stampa e comunicazione;
                la Segreteria del Viceministro, ove nominato, e dei Sottosegretari di Stato.
       In particolare, l’Ufficio di Gabinetto coordina le attività affidate agli Uffici di diretta
collaborazione, esamina gli atti trasmessi ai fini dell’inoltro alla firma del Ministro, nonché assume ogni
iniziativa utile per favorire il conseguimento degli obiettivi stabiliti dal Ministro.
       L’Ufficio legislativo coordina l’attività normativa predisponendo gli schemi dei provvedimenti
legislativi e regolamentari di competenza del Ministero, garantendo l’analisi e la verifica dell’impatto
della regolazione, la semplificazione dei procedimenti, la qualità del linguaggio normativo, l’applicabilità
dell’innovazione normativa. Inoltre, sovrintende alla cura dei rapporti con il Parlamento, segue
l’andamento dei lavori parlamentari, coordina l’attività relativa al contenzioso giurisdizionale ordinario,
amministrativo e costituzionale.
       Infine, ai sensi dell’articolo 14 del D. Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150, l’Organismo Indipendente di
Valutazione della Performance (OIV), in piena autonomia, esercita le attività ivi contemplate, nonché le
attività di controllo strategico. L’OIV supporta l’Amministrazione sul piano metodologico e verifica la
correttezza dei processi di misurazione, monitoraggio, valutazione e rendicontazione della performance
organizzativa e individuale. Verifica, inoltre, che l’Amministrazione realizzi nell’ambito del ciclo della
performance un’integrazione sostanziale tra programmazione e pianificazione.
      Presso l’Organismo indipendente di valutazione è costituita una Struttura tecnica permanente per
la misurazione della performance (STP), prevista dall’articolo 14, comma 9, del D. Lgs. 27 ottobre 2009,
n. 150, che svolge funzioni istruttorie e di supporto.
      Nel prospetto seguente si riporta, l’organigramma del Ministero dell’ambiente e Sicurezza
energetica, post DPCM 30 ottobre 2023, n. 180, di modifica del DPCM n. 128/2021.




                                                       - 82 -
   Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                     Relazione sulla performance 2024




- 83 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


       Il Ministero, nell’esercizio delle sue attribuzioni, si avvale dell’Istituto superiore per la protezione
e la ricerca ambientale (ISPRA), di cui all’articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che svolge funzioni di ricerca,
consulenza strategica, assistenza tecnico-scientifica, monitoraggio e controllo ambientale, informazione
e formazione, educazione in materia ambientale, secondo quanto stabilito dalla legge e secondo le
indicazioni della vigente direttiva generale ministeriale del 7 dicembre 2016, n. 373, concernente lo
svolgimento delle funzioni e dei compiti facenti capo all’ISPRA, e della Convenzione Triennale, prevista
dall’art. 12, comma 4, del decreto ministeriale 21 maggio 2010, n. 123, sottoscritta con l’Istituto in data
4 agosto 2016.
       L’ISPRA, tra l’altro, opera all’interno del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente,
di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132, insieme alle agenzie regionali e delle province autonome di
Trento e di Bolzano per la protezione dell'ambiente, al fine del perseguimento degli obiettivi dello
sviluppo sostenibile, della riduzione del consumo di suolo, della salvaguardia e della promozione della
qualità dell’ambiente e della tutela delle risorse naturali e della piena realizzazione del principio «chi
inquina paga», anche in relazione agli obiettivi nazionali e regionali di promozione della salute umana,
mediante lo svolgimento di attività tecnico-scientifiche.
       Il Ministero si avvale anche dei servizi specialistici forniti dagli organismi vigilati quali SOGIN
S.p.A., ENEA e GSE S.p.A. e dalle Società in house Invitalia S.p.A. e SOGESID S.p.A.
     Il Ministero si avvale anche del supporto del Formez PA, Centro servizi, assistenza, studi e
formazione per l’ammodernamento delle P.A. di cui è divenuto socio, nel corso del 2019.

4.2.1. Stato delle risorse umane – Il personale
      Come sopra ricordato, l’assetto organizzativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica per l’anno 2024 è definito dal D.P.C.M. 29 luglio 2021 n. 128, come modificato dal D.P.C.M.
30 ottobre 2023, n. 180, recante “Regolamento concernente modifiche al regolamento di
organizzazione del Ministero della transizione ecologica di cui al decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 29 luglio 2021, n. 128, che prevede n. 17 posizioni dirigenziali di livello generale e n. 67
posizioni dirigenziali di seconda fascia.
       Nell’ambito delle predette n. 17 posizioni dirigenziali di livello generale sono previsti tre
Dipartimenti, dodici Direzioni generali e possono essere attribuiti fino a due incarichi ai sensi
dell'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ridotti a uno in caso di
nomina del direttore di gabinetto ai sensi dell'articolo 22, comma 6-bis, del medesimo regolamento.
     Con D.M. 12 gennaio 2024, n. 17 sono state individuate e definite le posizioni dirigenziali di
seconda fascia.
      Risulta, inoltre, istituito presso il MASE, con D.M. 29 novembre 2021, n. 492, il Dipartimento
Unità di missione per il PNRR, che prevede n. 3 posizioni dirigenziali di livello generale e n. 6 Strutture
di seconda fascia.
      In attuazione delle citate normative è stato avviato il processo di riorganizzazione relativo alle
posizioni dirigenziali di livello generale e di seconda fascia.
       Ciò premesso, la dotazione organica del Ministero è quella prevista dalle tabelle A) e B) allegate al
citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 luglio 2021, n. 128 e successive modificazioni.
Si precisa che la consistenza del personale in dotazione organica delle Aree funzionali è modificata per
effetto della rimodulazione di cui al DM 412 del 7/12/2023


                                                        - 84 -
                                                                 Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                   Relazione sulla performance 2024


Tabella 4 – Dotazione organica del MASE al 31 dicembre 2024.

                                         Qualifiche                                              Numerosità
Posti di funzione dirigenziale di livello generale                                                   17
Posti di funzione dirigenziale di livello non generale                                               67
Prima Area                                                                                            8
Seconda Area                                                                                        213
Terza Area                                                                                          909
Totale complessivo                                                                                 1214
     Il personale effettivamente in servizio alla data del 31 dicembre 2024, è, invece, riportato nella
seguente tabella, articolato in base alla qualifica o all’incarico.


Tabella 5 – Personale in servizio al MASE al 31 dicembre 2024.

Qualifiche dirigenziali e aree                                        Numerosità del personale in servizio
Capi Dipartimento                                                                      3
Dirigenti 1^ fascia                                                                   11
Dirigenti 2^ fascia                                                                   40
Aree Funzionali                         Area III                                     524
                                        Area II                                      155
                                        Area I                                         2

                                        Totale aree                                     681
Totale complessivo                                                                      735
      Con riferimento al contenuto della tabella 5, relativa ai dati di composizione del personale del
Ministero alla data del 31 dicembre 2024, emerge quanto segue.
       Relativamente ai dirigenti di livello generale, vengono indicate n. 3 unità con incarico di Capo
Dipartimento, di cui n. 2 con incarico ai sensi dell’art. 19 comma 6 e n. 1 con incarico conferito ai sensi
dell’articolo 19, comma 5-bis. Sono altresì indicati in tabella n. 11 dirigenti 1^ fascia, di cui n. 7 con
incarico ai sensi dell’articolo 19, comma 5-bis del decreto legislativo n. 165/2001, a tempo determinato,
e n. 4 dirigenti di ruolo di II fascia con incarico di I fascia.
     Per ciò che riguarda i dirigenti di livello non generale, sono indicati in tabella n. 40 unità, di cui n.
21 dirigenti di ruolo, (indicati nella tabella n. 3), n. 4 in posizione di comando presso altra
amministrazione, n. 6 con incarico conferito ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo
165/2001 e n. 13 provenienti da altre Amministrazioni, ai sensi dell’articolo 19, comma 5- bis, della
medesima normativa.
       Nella tabella che segue, il personale in servizio è categorizzato per sesso ed età.




                                                             - 85 -
                                                                      Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                        Relazione sulla performance 2024




Tabella 6 – Personale in servizio al MASE al 31 dicembre 2023 distinto per sesso ed età


                                             Fino a 30       Da 31 a 40 Da 41 a 50             Da 51 a 60        Oltre 60


                                              M        F       M            F    M        F    M      F          M     F

Capi Dipartimento                             0        0       0        0       0         1           1          1     1
Dirigenti 1^fascia                            0        0                1       1         1    5      2          2
Dirigenti 2^fascia                                             2        2       2         6    8     11          5     4
Personale delle Aree                          8       17       66       78      61        90   86    104         71   100
       L’elenco dei consulenti e dei collaboratori esterni è pubblicato nella sezione “Amministrazione
trasparente” del sito istituzionale del Ministero, sotto-sezione “Titolari di incarichi di collaborazione esterna e
consulenza”, al seguente � link.
       La situazione del personale nel triennio (2021-2023) è la seguente:
Tabella 7 – Dinamica della composizione del personale in servizio al 31/12 nel triennio

                                     Numerosità del                    Numerosità del              Numerosità del
Qualifiche dirigenziali e
                                  personale in servizio al          personale in servizio al    personale in servizio al
          aree
                                       31/12/2024                        31/12/2023                  31/12/2022
Capi Dipartimento                                 3                             3                           3
Dirigenti 1^ fascia                            11                               8                           8
Dirigenti 2^ fascia                            40                               21                          24
                 Area III                     524                               523                         526
Aree
                 Area II                      155                               156                         159
Funzionali
                 Area I                           2                             5                           5
Totale Aree                                   681                               684                         690
Totale complessivo                            735                               716                         725


        Ai sensi del combinato disposto degli articoli 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n.
77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, e 17-sexies, comma 1, decreto-
legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113, è stata
istituita presso il Ministero l’Unità di missione, articolata in una struttura di coordinamento ai sensi
dell'articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e in due uffici di livello dirigenziale generale,
per l’attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (di seguito PNRR) di


                                                                   - 86 -
                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                            Relazione sulla performance 2024


competenza del Ministero stesso, con durata fino al completamento dell’attuazione dei predetti
interventi e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2026:

Tabella 8 – Qualifiche dirigenziali PNRR

                                      Qualifiche
                                                                Unità
                                      dirigenziali
                                Capi Dipartimento                 1
                                Dirigenti 1^ fascia               2
                                Dirigenti 2^ fascia               6




4.2.2. Stato delle risorse intangibili: benessere organizzativo, pari opportunità
       Per l’esercizio 2024, si è provveduto all’aggiornamento del Piano Triennale di Azioni Positive
(incorporato come da previsione normativa nel PIAO) relative alla cura del benessere organizzativo, in
un’ottica di continuità programmatica e di ampliamento delle attività realizzate nell’anno precedente.
Viene confermata, per il 2024, la prioritaria attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro,
alla promozione della cultura di genere e alla valorizzazione delle differenze, con particolare attenzione
al benessere lavorativo di tutto il personale operante nel Ministero.
       In particolare, l’attenzione alle misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, si è resa
prioritaria anche alla luce della composizione di genere dell’Amministrazione.
     Nei paragrafi a seguire si riportano le principali iniziative di buone pratiche messe in atto dal
MASE nel 2024, con l’indicazione di metriche qualitative e quantitative utili a una comprensione globale
e puntuale delle politiche per il benessere organizzativo del personale. Il numero complessivo dei
dipendenti in servizio risulta 403 donne, 311 uomini.

       Smart working, telelavoro e altre misure di flessibilità

      L’Amministrazione, a seguito del confronto con le Organizzazioni sindacali, il Comitato unico di
garanzia (CUG) e l’Organismo paritetico per l'innovazione (OPI), ha adottato due nuovi atti
regolamentari, il “Regolamento del lavoro a distanza per il personale del MASE”, prot. 245 del 21
febbraio 2024, e il “Regolamento del lavoro agile per il personale dirigenziale del MASE”, prot. 238 del
20 febbraio 2024.

       Tali Regolamenti confermano la policy organizzativa volta al potenziamento dell’efficacia e
dell’efficienza dell’azione amministrativa attraverso l’utilizzo di modelli organizzativi flessibili e la
responsabilizzazione del personale impegnato sui risultati dell’attività svolta. A questo si affianca
un’attenzione crescente alla conciliazione dei tempi vita-lavoro di tutto il personale.

       I nuovi Regolamenti recepiscono inoltre – rispettivamente all’art. 18 per il per personale di
comparto e all’art. 12 per la dirigenza – le indicazioni in merito ai “lavoratori più esposti a situazioni di
rischio per la salute” già contenute nella direttiva del ministro per la Pubblica amministrazione del 20
dicembre 2023, prevedendo strumenti e modalità applicative del lavoro agile che garantiscano, ai
lavoratori che documentino gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e


                                                       - 87 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


familiari, di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, anche derogando al criterio della
prevalenza dello svolgimento della prestazione lavorativa in presenza.

      A seguito dell’adozione dei nuovi regolamenti e della diffusione della relativa circolare esplicativa,
prot. 33110 del 21 febbraio 2024, sono stati sottoscritti gli accordi individuali, sulla base delle nuove
norme introdotte e si è proseguito, in continuità con il passato, con l’implementazione di adeguata
strumentazione per la sicurezza informatica, anche a maggior tutela della privacy dei dati trattati, con la
fornitura di VPN.

       I Regolamenti prevedono lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità agile per un massimo
di 24 giorni a trimestre per il personale non dirigenziale, e di un massimo di 12 giorni a trimestre per il
personale dirigenziale, nonché la rotazione del personale che si alterna nelle giornate su base
settimanale. L'adesione allo smart working avviene su base volontaria e può accedervi tutto il personale
che svolga attività che possano essere effettuate anche da remoto. Sono esclusi i lavori in turno e quelli
che richiedono l’utilizzo costante di strumentazioni non remotizzabili, in ossequio a quanto previsto dal
CCNL di comparto.

       Negli accordi individuali di lavoro agile sono definiti le modalità e i tempi di esecuzione della
prestazione, con la possibilità di optare tra differenti tipologie di fasce di contattabilità, purché non
inferiori alle 4 ore giornaliere e non superiori all’orario di lavoro.

      Smart working

       Presso il MASE, quindi, il lavoro agile è una modalità di esecuzione della prestazione lavorativa
consolidata. Al 31.12.2023 risultano aver sottoscritto un accordo di lavoro agile Presso il MASE il
lavoro agile è ormai una modalità di esecuzione della prestazione lavorativa ampliamente consolidata,
come si evince dalla tabella sotto riportata in cui è presente il numero di lavoratori agili nel 2024, la
relativa percentuale rispetto al personale in servizio nel mese di riferimento, nonché la composizione
per genere del personale che ha fruito di lavoro agile.




                                                      - 88 -
                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2024




      Telelavoro

       Nel corso della riorganizzazione del Ministero è risultata ancor più sentita l’esigenza di
disciplinare tale modalità di lavoro a distanza. Il citato Regolamento interno del Lavoro a distanza,
pertanto, è andato a delineare anche vari aspetti del telelavoro, così come definito dal CCNQ del
23/03/2000; in particolare, il Regolamento ha disciplinato:
      • i criteri di individuazione delle attività telelavorabili;
      • i destinatari;
      • i titoli di preferenza per l’accesso;
      • le modalità di stesura dei progetti;
      • l’iter di stipula e attuazione degli accordi individuali;
      • i requisiti di conformità secondo le norme vigenti in materia di prevenzione e sicurezza.
      Il telelavoro prevede quattro giornate svolte a distanza e un rientro settimanale in sede.
       Si è provveduto, in continuità con l’annualità precedente, a confermare i progetti di telelavoro in
itinere del personale che già si avvaleva di tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.
Inoltre, è stata predisposta l’istruttoria per l’avvio di n. 29 nuovi progetti di telelavoro per il biennio
2024 – 2025, per un totale di 33.
      Altre misure

                                                          - 89 -
                                                           Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                             Relazione sulla performance 2024


     Il già citato Regolamento interno del Lavoro a distanza ha previsto l’introduzione di una ulteriore
modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, ovvero il “lavoro da remoto con vincolo di
tempo”.
      Inoltre, sempre nel 2024, il personale ha avuto accesso ad ulteriori istituti di flessibilità, ovvero:
      • part time orizzontale (1 donna – 1 uomo)
      • part time verticale (25 donne – 9 uomini)
      • part time misto (4 donne – 1 uomo).
      In aggiunta, è stata mantenuta l’ulteriore flessibilità oraria in entrata, con ingresso fino alle ore
11:00, per favorire particolari situazioni personali, sociali e familiari.
      Formazione

       Nel corso dell’annualità di rendicontazione, le esigenze formative dell’Amministrazione sono
state soddisfatte, così come previsto dalla normativa vigente, prioritariamente attraverso la Scuola
Nazionale dell’Amministrazione. A questa si sono affiancate le attività di formazione erogate a favore
del MASE da organismi o da programmi di formazione dedicati alla riqualificazione o potenziamento
delle conoscenze dei dipendenti, sia di carattere tecnico-specialistico, sia di carattere trasversale.
       Sinteticamente quindi, premesso il quadro ordinamentale ed i vincoli finanziari gravanti sulle
attività di formazione, il contesto di riferimento ed i processi di cambiamento in corso, si è fatto ricorso
ai seguenti soggetti per l’organizzazione delle attività formative:

    o SNA, con il catalogo di formazione continua e la formazione dedicata;
    o ISPRA, per la formazione tecnica-specialistica in materia ambientale;
    o SYLLABUS, piattaforma dedicata alla formazione dei dipendenti pubblici;
    o INPS, con particolare riferimento al progetto di formazione Valore P.A..
     Nel 2024, pertanto, la formazione del personale, è stata incentrata sui seguenti percorsi erogati dai
soggetti istituzionali sopra descritti, come di seguito dettagliato:
       SNA: i dipendenti MASE, nel 2024, hanno partecipato a n. 182 diversi corsi, afferenti a diverse
aree tematiche, così come programmate dal catalogo formativo SNA 2024, per un totale di n. 4279 ore
di formazione erogate a favore del personale del Ministero;
      ISPRA: la Scuola di specializzazione in discipline ambientali, organismo di formazione di ISPRA,
ha erogato n. 234 attività formative a favore di dipendenti del Ministero, di tipo tecnico specialistico in
materia ambientale, per un totale di n. 4230 ore di formazione;
       SYLLABUS: sono stati seguiti dai dipendenti MASE n. 489 attività formative differenti sulla
piattaforma gestita del Dip.to della Funzione Pubblica, afferenti agli ambiti della transizione digitale,
ecologica ed amministrativa, per un totale presunto e riferito alla tempistica standard di durata del
singolo corso (rinvenuta nel catalogo Syllabus), pari a n. 873 ore di formazione;
       INPS: n. 12 dipendenti MASE hanno avanzato la loro richiesta di partecipazione ai corsi
finanziati nell’ambito del programma INPS – VALORE PA, ed erogati da diversi atenei italiani (il totale
delle ore di formazione presunte in fase di iscrizione è stato pari ad un minimo di n. 480);

                                                        - 90 -
                                                              Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                Relazione sulla performance 2024


     Computando tutti i dati sopra descritti, il totale delle ore di formazione erogate a favore del
personale del MASE dai n. 4 soggetti istituzionali è stato pari a n. 9491.
       Inoltre, sempre nell’annualità di riferimento della presente relazione, le figure istituzionali del
RPCT e del DPO dell’amministrazione hanno organizzato una giornata dedicata ai temi di rispettiva
competenza, dedicate rispettivamente a “Intelligenza artificiale e digitalizzazione: impatti sulla trasparenza della
pubblica amministrazione”, che ha raccolto l’adesione di n. 130 dipendenti partecipanti, sommando sia le
presenze in aula che i collegamenti intervenuti da remoto) e a “Trattamenti di dati personali in ambito
lavorativo” (raccogliendo l’adesione di n. 178 dipendenti partecipanti, sia in aula che collegati da remoto).
      Asilo nido aziendale

       Anche per il 2024 è stata garantita l’erogazione del servizio nido, incardinato nella sede del
MASE, con orario full time 8.00-17.30, che da Regolamento di funzionamento accoglie non solo i/le
figli/e ma anche i/le nipoti in linea diretta dei dipendenti del Ministero e, in caso di posti ancora
disponibili, i/le figli/e dei dipendenti dell’I.S.P.R.A., di altri enti pubblici (quali C.N.R., Enea, ecc.), o di
altre società con capitale 100% pubblico (quali Sogesid, Invitalia, ecc.) e dell’Ufficio Centrale di Bilancio
allocati presso la sede del Dicastero. In un’ottica di prossimità, nel caso di ulteriori disponibilità di posti,
il servizio è aperto anche bambini/e, figli/e di dipendenti pubblici (Legge 31 dicembre 2009, n. 196 e
ss.mm.) residenti nel territorio del Municipio 8 di Roma Capitale.
      Per l’anno di riferimento il nido ospita 14 bimbi ma può n. 18 bambini e bambine.
      Il Bilancio di genere

      Come ogni anno l’Amministrazione provvede alla elaborazione del Bilancio di genere, volto a
dare evidenza del diverso impatto delle politiche di bilancio su uomini e donne nell’Amministrazione, in
termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito. Si è proceduto acquisendo e collazionando i
dati statistici per la classificazione delle spese secondo una prospettiva di genere, alla luce di una
valutazione del loro diverso impatto su uomini e donne.

4.2.3. Stato delle risorse economico-finanziarie
      2.2.4. Bilancio
      Il quadro delle risorse di bilancio 2024, in termini di stanziamenti definitivi, impegni e pagamenti
in conto competenza, con specifico riferimento agli obiettivi perseguiti, come articolati nel Piano per la
Performance 2024-2026, è riportato nelle tabelle seguenti. I dati riportati sono stati estratti dal
consuntivo del Sistema per la gestione integrata della contabilità economica e finanziaria (SICOGE).




                                                          - 91 -
                                                                                 Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                   Relazione sulla performance 2024
Tabella 9 – Distribuzione per Centro di responsabilità amministrativa (CRA).




                                                                        - 92 -
                                                                                          Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                            Relazione sulla performance 2024
Prospetto 2 – Distribuzione per Centro di responsabilità amministrativa (CRA).




                                                                                 - 93 -
                                                     Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                       Relazione sulla performance 2024
Tabella 10 – Distribuzione per Missione.




Prospetto 3 – Distribuzione per Missione.




                                            - 94 -
                                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                           Relazione sulla performance 2024
Tabella 11– Distribuzione per Programma in ciascuna Missione.




                                                                - 95 -
                                                                                Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                                  Relazione sulla performance 2024
Prospetto 4 – Distribuzione per Programma, raggruppati per Missione.




                                                                       - 96 -
                                                                       Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                         Relazione sulla performance 2024
Tabella 12 – Distribuzione per Azione di ciascun programma.




                                                              - 97 -
                                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                               Relazione sulla performance 2024
Prospetto 5 – Distribuzione per Azione, raggruppate per Missione.




                                                                    - 98 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024



4.3 Gli enti vigilati
       L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (� link), istituito dall’articolo
28, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, è Ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di
autonomia tecnico-scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, patrimoniale e contabile, di cui il
Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si avvale nell’esercizio delle attribuzioni impartendo
le direttive generali per il perseguimento dei compiti istituzionali e per lo svolgimento delle “attività
tecnico-scientifiche e di controllo ambientale di interesse nazionale” come previsto dal Regolamento di
organizzazione del Ministero (D.P.C.M. del 30 ottobre 2023 n. 180, recante “Regolamento concernente
modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero della transizione ecologica di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 luglio 2021 n. 128”, pubblicato su Gazzetta Ufficiale in data
7 dicembre 2023).
       Nell’esercizio delle proprie funzioni l’ISPRA è sottoposto alla vigilanza del Ministro che si
esplica, secondo quanto previsto dagli articoli 12 e 14 del D.M. n. 123 del 2010. L’articolo 12, comma 4,
del D.M. 21 maggio 2010, n. 123 prevede che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e
l’ISPRA stipulino una Convenzione triennale, con adeguamento finanziario e degli obiettivi per ciascun
esercizio, con la quale, previa ricognizione dei servizi ordinari, sono individuate anche le eventuali
attività ulteriori, non incompatibili con gli stessi nonché le risorse allo scopo disponibili. La vigente
Convenzione triennale 2022-2024 tra il Ministero e l’ISPRA è stata adottata con D.M. del 3 maggio
2022, n. 91.
       Con Decreto del Capo del Dipartimento amministrazione generale, pianificazione e patrimonio
naturale, prot. n. 129 del 14 dicembre 2022, è stato approvato il Protocollo di intesa tra il Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed ISPRA per la Scuola di specializzazione in materia
ambientale, sottoscritto in data 13 dicembre 2022, volto ad assicurare la formazione specifica al
personale del Ministero ai sensi dell’articolo 50, comma 4 del D.L. 16/07/2020 n. 76 “Misure urgenti
per la semplificazione e l’innovazione Digitale”, la cui efficacia è stata in precedenza descritta
        L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico
sostenibile (� link) è un ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca, all’innovazione tecnologica e
alla prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori
dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile (art. 4 Legge 28 dicembre 2015, n.
221). I settori di specializzazione sono le tecnologie energetiche (fonti rinnovabili, accumuli, reti
intelligenti) dove l’Agenzia è anche il coordinatore del: “Cluster Tecnologico Nazionale Energia, la
fusione nucleare e la sicurezza” (dove l’Agenzia è coordinatore nazionale per la ricerca); l’efficienza
energetica (con l’Agenzia Nazionale per l’efficienza); le tecnologie per il patrimonio culturale; la
protezione sismica, la sicurezza alimentare; l’inquinamento; le scienze della vita; le materie prime
strategiche; il cambiamento climatico.
      Il D.L. n. 22/2021, convertito con modificazioni dalla L. 22 aprile 2021, n. 55, ha attribuito al
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica l’attività di vigilanza sull’ENEA. Di conseguenza,
ai sensi dell’articolo 2, comma 6, del D.L. n. 22/2021, lo Statuto dell’ente è stato modificato al fine di
prevedere la vigilanza da parte del Ministero della Transizione Ecologica (ora MASE).
      Il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 29 giugno 2022, n.
79 all’articolo 24, comma 1 ha previsto che al fine di garantire la corretta attuazione del Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza, nell'ambito della Missione 2, Componente 3, Investimento 2.1
«Ecobonus e Sismabonus fino al 110 per cento per l'efficienza energetica e la sicurezza degli edifici»,

                                                      - 99 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2024


nonchè al fine di effettuare il monitoraggio degli interventi di cui al medesimo articolo, compresa la
valutazione del risparmio energetico da essi conseguito, in analogia a quanto già previsto in materia di
detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica
all'ENEA le informazioni sugli interventi effettuati; l’articolo 24, comma 2 del sopra citato decreto-
legge ha stabilito che, al fine di assicurare al MASE il supporto necessario per l'espletamento delle
attività tecniche e scientifiche correlate alla attuazione e al monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa
e Resilienza, l'ENEA modifichi il proprio statuto prevedendo l'istituzione della figura del Direttore
generale e che con successivo decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di
concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze sia modificata la dotazione organica
dell'Agenzia con l'inserimento di una unità dirigenziale di livello generale; lo Statuto dell’ENEA, è stato
revisionato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 20 giugno 2022 in attuazione del decreto-
legge 30 aprile 2022, n. 36 e approvato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Con
D.M. n. 20 del 18.01.2023 è stata integrata con l'inserimento di una unità dirigenziale di livello generale,
la dotazione organica dell'Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico
sostenibile (ENEA)
      Con Decreto ministeriale n. 399 del 28.11.2023 è stata emanata la “Direttiva generale concernente
lo svolgimento delle funzioni e dei compiti all'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo
sviluppo economico sostenibile - per il periodo 2024 -2026”.
       Gestore dei servizi energetici (� link) è una Società per Azioni interamente partecipata dal
Ministero dell’Economia e delle Finanze (ex art. 3 comma 4 del D.Lgs. n. 79/99). La società opera in
conformità alle delibere emanate dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ed è
assoggettata al controllo della Corte dei conti con le modalità di cui all’art. 12 della legge L. 21 marzo
1958, n. 259. La società ha per oggetto l’esercizio delle funzioni di natura pubblicistica del settore
elettrico e, in particolare, delle attività di carattere regolamentare, di verifica e certificazione relativa al
settore dell’energia elettrica di cui all’articolo 3, commi 12 e 13 e di cui all’articolo 11, comma 3, del
decreto legislativo 13 marzo 1999, n. 79 e s.m.i., nonché le attività correlate di cui al decreto legislativo
29 dicembre 2003, n. 387 e s.m.i., in materia di promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti
energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità, comprese le attività di carattere
regolamentare e le altre competenze, diritti e poteri ad esse inerenti.
       A seguito dell’entrata in vigore del sopracitato D.L. n. 22/2021, convertito con modificazioni
dalla L. 22 aprile 2021, n. 55, e in particolare dell’articolo 2, comma 7, lett. b), i diritti dell’azionista sono
esercitati d’intesa tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro della Transizione Ecologica
(ora MASE).
      Nell’Assemblea ordinaria del 31 luglio 2024 è stato nominato il Consiglio di amministrazione per
le annualità 2024, 2025 e 2026 costituito dal Presidente Paolo Arrigoni, Amministratore Delegato
Vinicio Mosè Vigilante, Consiglieri Caterina Belletti, Roberta Toffanin.
        La Società gestione impianti nucleare (� link) è una Società per Azioni costituita da ENEL
S.p.A., il 31 maggio 1999, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 13 del Decreto Legislativo 16
marzo 1999, n. 79, “Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno
dell’energia elettrica”. La Società nell’esercizio delle sue attività si attiene agli indirizzi formulati dal
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per effetto del disposto dell’articolo 7, comma 2,
lett. a), del decreto-legge n. 22/2021, convertito con modificazioni dalla L. 55/2021. Alla Società sono
stati affidati compiti istituzionali inerenti lo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, degli
impianti di produzione del combustibile e di ricerca del ciclo del combustibile nucleare, le attività
relative alla chiusura del ciclo del combustibile, alla messa in sicurezza ed allo stoccaggio dei rifiuti
radioattivi, alla disattivazione degli impianti a fine vita, al mantenimento in sicurezza degli stessi, fino al

                                                         - 100 -
                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                           Relazione sulla performance 2024


rilascio del sito per altri usi, alla realizzazione ed all’esercizio del Parco Tecnologico e del Deposito
nazionale, comprendente anche il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Per effetto della
determinazione 5/2002, SO.GI.N. S.p.A. è assoggettata al controllo della Corte di conti, ai sensi dell’art.
12 della legge n. 259/1958.
      A far data dal mese di giugno 2022, con D.L. 73 del 21 giugno, convertito con modificazioni dalla
L. 4 agosto 2022, n. 122, la Società è stata commissariata e il Consiglio di amministrazione in carica è
decaduto. Con successivo DPCM del 19 luglio 2022 è stato nominato l’Organo Commissariale, per la
durata di un anno, così composto: Fiamma Spena (Commissario); Angela Bracco (Vice Commissario);
Giuseppe Maresca (Vice Commissario).
      Nell’agosto 2023 l'Assemblea degli Azionisti ha nominato il Consiglio di amministrazione per gli
esercizi 2023-2025, costituito dal Presidente Carlo Massagli, Amministratore Delegato Gian Luca
Artizzu e dai consiglieri Barbara Bortolussi, Paola Cianfrocca e Jacopo Vignati.
       La Sogesid S.p.A. (� link), ai sensi dell’articolo 4, comma 1 del proprio Statuto societario, svolge
– sulla base di quanto disposto dall’articolo 1, comma 503 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 –
attività strumentali alle esigenze, finalità, competenze ed attribuzioni istituzionali del MASE e del MIT
(Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) configurandosi, pertanto, come società in house providing
dei due Dicasteri, con le disposizioni dettate dagli artt. 7 e 23 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n.
36.
       Il suo capitale sociale è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il
MASE, che esercita sulla Sogesid S.p.A. le funzioni di indirizzo e controllo analogo, è legittimato a
procedere all’affidamento diretto di attività alla medesima Società senza dover ricorrere alle procedure
di evidenza pubblica.
       La Sogesid s.p.a. è soggetta al Controllo analogo di cui al Decreto interministeriale 17 febbraio
2023, n. 79, recante “Ricostituzione del Comitato di controllo analogo congiunto sulla Società Sogesid
S.p.A. ammesso alla registrazione della Corte dei Conti in data 1° marzo 2023, al n. 552, adottato dal
Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti.
       Primario strumento di disciplina della società in house in questione è la Direttiva del Ministro
sull’attività chiamata a svolgere per conto del Ministero, che è stata adottata con D.M. n.135 del
19.04.2023.
      Al fine della definizione del quadro di regole generali all’interno delle quali ricondurre gli
affidamenti diretti per le attività di supporto tecnico-specialistico che le Direzioni Generali del
Ministero effettuano in favore della Sogesid S.p.A., è stata definita una Convenzione Quadro triennale,
sottoscritta dai Capi dei Dipartimenti DiPENT (ora DiAG) e DiTEI (ora DiSS) in data 09.06.2020 e
ammessa alla registrazione dalla Corte dei conti il 25/06/2020 al n. 3046. Le Direzioni generali, all’atto
della stipula delle singole e specifiche Convenzioni attuative con la Sogesid S.p.A., sono tenute ad
attenersi ai criteri comuni della predetta Convenzione Quadro.
      In data 14 dicembre 2023 è stato firmato l’Atto di proroga della Convenzione Quadro del 9
giugno 2020, sottoscritto tra le Parti e registrato dalla Corte dei conti in data 15 dicembre 2023 al n.
4027, con il quale è stata assicurata, ai medesimi patti e condizioni della Convenzione Quadro del 2020,
la prosecuzione - senza soluzione di continuità - dei servizi tecnico-specialistici prestati dalla Sogesid
S.p.A. per la durata di 10 mesi, a decorrere dal 1° gennaio 2024 e fino alla data del 31 ottobre 2024.
     Considerata l’esigenza di assicurare, nelle more dell’emanazione di pertinenti provvedimenti atti
ad aggiornare la governance procedurale, amministrativa e finanziaria dei rapporti tra le parti, la

                                                     - 101 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


prosecuzione, senza soluzione di continuità, dei servizi tecnico-specialistici prestati dalla Sogesid S.p.A.,
è prorogata fino alla data del 30 aprile 2025. (decreto interdipartimentale n. 60 del 25 ottobre 2024).


       Gli Enti Parco Nazionali, istituiti ai sensi della Legge 6 dicembre 1991, n. 394, che ne indica le
finalità, svolgono funzioni e servizi di rilevante interesse pubblico e sono sottoposti alla vigilanza del
Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Ai suddetti Enti si applicano le disposizioni di cui
alla legge 20 marzo 1975, n.70.
       In considerazione della loro natura giuridica, gli Enti in questione sono autonomamente
sottoposti a tutti gli obblighi e agli adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di
prevenzione della corruzione e di trasparenza. I suddetti Parchi, pertanto, procedono all’individuazione
ed alla nomina di un proprio Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza e si
dotano di un proprio Piano per il quale il P.N.A. 2022 dell’A.N.A.C. costituisce atto di indirizzo.
Nell’ambito della vigilanza esercitata, comunque, vengono assicurate tutte le iniziative utili per
sollecitare gli enti interessati all’adozione tempestiva delle misure necessarie a garantire il corretto
andamento dell’azione amministrativa.
       Le Autorità di Bacino distrettuali, enti pubblici non economici, dotati di personalità giuridica
di diritto pubblico e di autonomia organizzativa, gestionale, patrimoniale, contabile e tecnico-scientifica,
operanti in materia di difesa del suolo e tutela delle acque e gestione delle risorse idriche, sono
disciplinate dall’articolo 63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Tale disposizione, così come
sostituita dall’art. 51 comma 2 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, al comma 1 istituisce in ciascun
distretto idrografico in cui è ripartito il territorio nazionale, l’Autorità di bacino distrettuale. Essa opera
in conformità agli obiettivi della parte III del D. Lgs. n. 152/2006 e uniforma la propria attività a criteri
di efficienza, efficacia, economicità e pubblicità.
      Con il decreto ministeriale n. 294 del 25 ottobre 2016, emanato di concerto con il Ministro
dell’Economia e con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ed entrato in
vigore il 17 febbraio 2017, sono stati fissati gli indirizzi per rendere le Autorità di bacino distrettuali, già
formalmente istituite, pienamente operative.
       Tra gli enti vigilati dal Ministero rientrano anche i Consorzi di regolazione dei laghi. La finalità
istituzionale dei Consorzi del Ticino, dell’Oglio e dell’Adda è quella di provvedere alla costruzione,
manutenzione ed esercizio delle opere regolatrici degli invasi, rispettivamente, del Lago Maggiore, del
Lago d’Iseo e del Lago di Como, per dar luogo ad un volume di acque nuove da destinare all’irrigazione
e ad altri fabbisogni locali. Si tratta di Enti pubblici non economici, ai sensi della legge 20 marzo 1975,
n. 70.
       La vigilanza sugli Enti in esame rientra nella competenza dello Stato, in quanto le opere
regolatrici degli invasi dei laghi Maggiore, di Como e d’Iseo fanno parte, in base al combinato disposto
degli articoli 89, comma 1, lettera b) e 91, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nella
categoria delle “grandi dighe”. Per effetto dell’art. 36, comma 1, lett. d) del decreto legislativo n.
300/1999, che ha trasferito dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti all’allora MATTM (oggi
MASE) le competenze in materia di tutela e gestione delle risorse idriche, essi sono attualmente
sottoposti alla vigilanza di questo Dicastero.
      Il Commissario straordinario unico alla depurazione (� link) è stato nominato con il DPCM
11 maggio 2020 sentiti l’allora Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e il
Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, ai sensi dell’articolo 5, c. 6, del D.L. del 14 ottobre 2019, n.
111, convertito con modificazioni, nella legge 12 dicembre 2019, n. 141, al fine di accelerare la
progettazione e la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione di cui

                                                        - 102 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024


all’articolo 2, del D.L. 29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazioni, dalla L. 27 febbraio
2017, n. 18, nonché degli ulteriori interventi previsti dall’articolo 4-septies, comma 1, del D.L. 18 aprile
2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 giugno 2019, n. 55. Il Commissario unico, di cui
al comma 1 del citato DPCM, è subentrato in tutte le situazioni giuridiche attive e passive del
Commissario unico nominato con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.128 del 5 giugno 2017.
       Il Commissario ha il compito di realizzare gli interventi nel settore fognario depurativo per gli
agglomerati oggetto di contenzioso comunitario, al fine di evitare l’aggravamento dello stesso e di
svolgere tutte le attività connesse e/o conseguenziali a tale scopo, coadiuvato da due sub commissari
che durano in carica tre anni. Il potere di vigilanza attribuito al Ministero con DPCM 11 maggio 2020, è
limitato esclusivamente alla valutazione dei risultati della gestione commissariale, anche al fine
dell’erogazione della parte variabile del compenso previsto all’art. 1, c. 1 del DPCM del 23 dicembre
2020, con il quale sono stati fissati i compensi per il Commissario e per i sub Commissari.
       I Consorzi relativi alla gestione di particolari tipologie di rifiuti sono soggetti privati con
finalità di pubblico interesse, previsti dalla Parte IV del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. I
Consorzi sono costituiti dai produttori di beni suscettibili di diventare rifiuti, al fine di organizzare la
loro gestione complessiva, dalla fase di raccolta fino alle operazioni di recupero, riciclo ed in maniera
soltanto residuale di smaltimento, tutelando così l’ambiente dal loro impatto. Le tipologie di
materiali/rifiuti di cui tali consorzi si occupano sono le seguenti: imballaggi, olii e grassi vegetali e
animali esausti, oli minerali usati, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, polietilene, veicoli
fuori uso, pile e accumulatori, pneumatici fuori uso.
       Il Ministero esercita sull’attività dei consorzi/sistemi di gestione dei rifiuti un’azione di vigilanza,
in riferimento al rispetto degli oneri informativi, alla governance, nonché una vigilanza di tipo ispettivo
finalizzata a garantire la corretta azione ambientale di tali soggetti. Con l’emanazione del decreto
direttoriale n. 135 del 3 dicembre 2019, è stata approvata la “Procedura per l’esercizio delle funzioni di
vigilanza sui Consorzi e sui sistemi autonomi di gestione dei rifiuti”.

5. Misurazione e valutazione della performance organizzativa

      Il modello di pianificazione della performance del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica, come descritto nel PIAO 2024-2026, assume come riferimento la struttura del Bilancio di
Previsione dello Stato articolata per Missioni, Programmi, Azioni e Obiettivi. Ciò al fine di assicurare la
necessaria integrazione logica tra “ciclo della performance” e “ciclo del bilancio”.

5.1 Risultati relativi agli obiettivi triennali e annuali
      Gli obiettivi sono distinti in obiettivi specifici (triennali), che rispecchiano i principali traguardi
che l’Amministrazione intende raggiungere nel triennio, e obiettivi annuali, che costituiscono traguardi
intermedi che il Ministero si prefigge di conseguire per assicurare il raggiungimento dell’obiettivo
specifico triennale di riferimento.




                                                        - 103 -
                                                             Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                               Relazione sulla performance 2024


      Per il bimestre Novembre Dicembre 2024 siamo in attesa della variazione compensativa da parte
della Direzione Generale VA.




       Il PIAO 2024-2026 (� link) ha definito gli obiettivi specifici triennali richiamati nel paragrafo 2.1
del Piano stesso e sono stati poi declinati in obiettivi operativi annuali. Gli obiettivi triennali sono
allegati alla presente relazione e consultabili come:
              “Obiettivi triennali”
    Gli obiettivi annuali sono stati programmati a tre livelli, cosi come specificato al paragrafo 2.2 del
PIAO, seguendo la linea gerarchica della struttura organizzativa:
     a. a un “primo livello” sono individuati gli obiettivi annuali relativi ai Dipartimenti; gli obiettivi di tali
unità organizzative sono allegati alla presente relazione e consultabili come:
              “Obiettivi annuali dei Dipartimenti”
    b. a un “secondo livello” sono individuati gli obiettivi annuali relativi agli uffici dirigenziali di livello
generale; gli obiettivi di tali unità organizzative sono allegati alla presente relazione e consultabili come:

              “Obiettivi annuali delle Direzioni del Dipartimento DIAG”
              “Obiettivi annuali delle Direzioni del Dipartimento DISS”
              “Obiettivi annuali delle Direzioni del Dipartimento DIE”
              “Obiettivi annuali delle Direzioni dell’UMPNRR”

    c. a un “terzo livello” sono individuati gli obiettivi annuali relativi agli uffici dirigenziali di livello non
generale; gli obiettivi di tali unità organizzative sono allegati alla presente relazione e consultabili come:



              “Obiettivi annuali delle Divisioni delle Direzioni del Dipartimento DIAG”


                                                         - 104 -
                                                   Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                     Relazione sulla performance 2024


   “Obiettivi annuali delle Divisioni delle Direzioni del Dipartimento DISS”
   “Obiettivi annuali delle Divisioni delle Direzioni del Dipartimento DIE”
   “Obiettivi annuali delle Divisioni delle Direzioni dell’UMPNRR”




                                               - 105 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024



5.2. Performance organizzativa complessiva
      La valutazione della performance organizzativa del Ministero nel suo complesso compete
all’Organismo Indipendente di Valutazione (art. 7, comma 2, lett. a, d.lgs. n.150/2009).
      Come già in precedenza illustrato, l’attuale struttura organizzativa del Ministero, prevede tre livelli
ordinati di obiettivi, che sono corrispondenti ai tre livelli della gerarchia della struttura dirigenziale:

    a) la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione, adottata dal Ministro, contiene gli
obiettivi operativi annuali e gli obiettivi trasversali assegnati dal Ministro ai titolari dei Centri di
Responsabilità Amministrativa. Tali obiettivi sono formulati in coerenza con gli obiettivi strategici
contenuti nella Nota Integrativa e gli obiettivi specifici di cui all’articolo 5, comma 1, del D. Lgs. n.
150/2009;
     b) le Direttive di II livello, adottate dai titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa in
coerenza con il Piano della Performance assegnano gli obiettivi agli uffici dirigenziali di livello generale
rispettivamente sotto ordinati;
      c) le Direttive di III livello, adottate dai titolari degli uffici dirigenziali di livello generale (non
titolari di CRA), assegnano gli obiettivi ai dirigenti titolari degli uffici dirigenziali di livello non generale
(Divisioni).
      Il collegamento fra gli obiettivi di performance organizzativa e quelli caratterizzanti la
performance individuale dei dirigenti si realizza, conformemente ai vigenti strumenti di misurazione e
valutazione della performance, a partire dalla programmazione strategica di alto livello e di orizzonte
triennale, attraverso un collegamento logico “a cascata”, fino alla definizione annuale degli obiettivi.
      Sulla base delle indicazioni delle Linee guida del Dipartimento Funzione Pubblica e in relazione al
grado di evoluzione dei sistemi informativi e direzionali del MASE, il Sistema di Misurazione e
Valutazione della Performance (SMVP) prevede che per il ciclo 2024 la valutazione della performance
organizzativa avvenga sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi annuali dei dipartimenti.
Per ciascun obiettivo assegnato ai dipartimenti, l’OIV attribuisce una valutazione sulla base della scala di
seguito riportata, considerando tutti i fattori di contesto intervenuti durante l’anno che hanno inciso nel
grado di raggiungimento:

      Punti 0 = risultato non raggiunto
      Punti 1 = risultato insufficiente (valori misurati compresi tra 1% fino al 30%)
      Punti 2 = risultato scarsamente raggiunto (valori misurati > 30% e fino al 50%)
      Punti 3 = risultato sufficientemente raggiunto (valori misurati > 50% e fino al 70%)
      Punti 4 = risultato discretamente raggiunto (valori misurati > 70% e fino al 94%)
      Punti 5 = risultato pienamente raggiunto (valori misurati > 94%)
      Nessun punteggio = obiettivo non valutabile (non concorre al calcolo della media).

      Le soglie indicate rappresentano valori di massima, nel senso che l’OIV può discostarsene
motivando opportunamente. L’indicatore sintetico di performance organizzativa è la media complessiva
di raggiungimento, riportata in termini percentuali, degli obiettivi di tutti i dipartimenti.

      Per il ciclo 2024 l’indicatore sintetico di performance organizzativa è pari al 99,25 %

                                                        - 106 -
                                                            Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                              Relazione sulla performance 2024




      All’indicatore sintetico così calcolato si ricollegano le risorse destinate a remunerare la
performance organizzativa ai sensi dell’art. 19 d.lgs. n. 150/2009 e dell’art. 40 c. 3bis del d.lgs. n.
165/2001.
      Considerando inoltre l’importanza che assume per l’Italia l’attuazione del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza, si sottolinea che nell’anno 2024 il MASE ha raggiunto tutti le milestone e i
relativi target previsti.



6. Misurazione e valutazione degli obiettivi individuali

      La performance individuale è “l’insieme dei risultati realizzati dal dipendente e più nello specifico
il contributo dato al conseguimento della missione complessiva della struttura in cui opera” e si
impernia sulle due componenti fondamentali, costituite dal risultato e dal comportamento
organizzativo. Il Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance fa coincidere gli obiettivi
individuali assegnati ai titolari di incarichi dirigenziali con gli obiettivi delle rispettive strutture. Si
rimanda pertanto alla lettura del paragrafo precedente.

7. Il processo di misurazione e valutazione

       Il ciclo della performance 2024 si è svolto sulla base di quanto previsto dal Sistema di
misurazione e di valutazione della performance vigente, anche se la mancanza di un adeguato supporto
(piattaforma) informatico ha reso particolarmente complesso il rispetto dei tempi programmati.
      Gli obiettivi triennali e annuali sono stati monitorati durante il 2024 e controllati al 31 dicembre
2024. Tali attività sono state svolte attraverso appositi “cruscotti” che consentono di raccogliere i dati
necessari alle misurazioni e valutazioni.
      Con riferimento alle modalità di misurazione e valutazione degli obiettivi si precisa che:
      -    ogni obiettivo è “misurato” attraverso uno specifico set di indicatori;
      -    ogni obiettivo è “valutato” sulla base del suo “grado di realizzazione complessivo” inteso
           come media ponderata del grado di realizzazione dei target (anno 2024) degli indicatori
           associati all’obiettivo stesso in fase di programmazione.
       Nell’anno 2025, la Struttura Tecnica delle Performance - STP (in stretta intesa con l’OIV) ha
verificato - attraverso una specifica attività di audit di secondo livello - che gli obiettivi inerenti il ciclo
delle performance 2024 siano stati correttamente misurati e rendicontati, registrando altresì gli
scostamenti e le motivazioni relative che hanno influenzato la valutazione. Tale attività condotta dalla
STP si è svolta al livello delle Direzioni Generali e dei Dipartimenti mediante richiesta di
documentazione, interlocuzioni dirette e successive richieste di integrazioni documentali, il tutto in
termini di condivisione collaborativa con ciascuna Struttura
     La tabella seguente riporta in dettaglio tutte le fasi che hanno riguardato il processo di
misurazione e valutazione per l’anno 2024.




                                                        - 107 -
                                                                         Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
                                                                                           Relazione sulla performance 2024



                           Misurazione risultati divisione (responsabile dir.div.)
                           Valutazione risultati divisione (responsabile dir.gen.)
                  Misurazione risultati direzioni generali (responsabile dir.gen.)
   PROCESSO DI    Valutazione risultati direzioni generali (responsabile capo dip.)
VALUTAZIONE DEGLI
OBIETTIVI ANNUALI Misurazione risultati dipartimenti (responsabile capo dip.)
                  Valutazione risultati dipartimenti (responsabile OIV)
                           Auditing OIV/STP su risultati strutture
                           Invio da parte dell’OIV del resoconto livello di raggiungimento risultati delle strutture ai valutatori


   PROCESSO DI    Rendiconto obiettivi triennali (misurazione DIP)
VALUTAZIONE DEGLI
                  Valutazione (OIV)
    OBIETTIVI
    TRIENNALI     Invio monitoraggio strategico al Ministro


                           Colloqui valutazione comportamento comparto (responsabile dir.div)
    PROCESSO DI
   VALUTAZIONE             Compilazione e consegna valutazione comportamenti comparto
       DELLA
                           Eventuale contraddittorio comparto (comportamenti)
  PERFORMANCE
 INDIVIDUALE DEL           Consegna documentazione riferita ai comportamenti comparto a OIV per verifica capacità di valutazione
     COMPARTO
                           Consegna scheda di valutazione finale comparto (risultati e comportamenti)


     PROCESSO DI           Comunicazione feedback OIV a dir.gen./capi dip. su capacità valutazione dir.div.
    VALUTAZIONE
                           Colloqui valutazione dir.div. (responsabile dir.gen. /capi dip.)
        DELLA
   PERFORMANCE             Consegna scheda di valutazione (risultati, comportamenti e capacità di valutazione) dir.div.
  INDIVIDUALE DEI
                           Eventuale contraddittorio
    DIRETTORI DI
      DIVISIONE            Consegna documentazione riferita ai dir.div. a OIV per verifica capacità di valutazione dir.gen.


     PROCESSO DI           Comunicazione feedback OIV a capi dip. su capacità valutazione dir.gen.
    VALUTAZIONE
                           Colloqui valutazione dir.gen. (responsabile capo dip.)
        DELLA
   PERFORMANCE             Consegna scheda di valutazione (risultati, comportamenti e capacità di valutazione) dir.gen.
  INDIVIDUALE DEI
                           Eventuale contraddittorio
      DIRETTORI
      GENERALI             Consegna documentazione riferita ai dir.gen. a OIV per verifica capacità di valutazione capi dipartimento


                  Relazione dei capi dipartimento all’OIV
    PROCESSO DI
   VALUTAZIONE    Valutazione capi dipartimento (responsabile OIV)
       DELLA
                  Consegna proposta di valutazione finale capi dip. al Ministro (risultati e comportamenti)
  PERFORMANCE
 INDIVIDUALE DEI  Eventuale contraddittorio
CAPI DIPARTIMENTO
                  Consegna scheda di valutazione finale capi dip. (risultati e comportamenti)

       Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia al Sistema di valutazione della performance ( � link)
approvato con DM. 460 del 31 dicembre 2024.




                                                                    - 108 -
